Panavia Tornado ECR


Tornado ECR

Nota: per la storia del programma Tornado e per le versioni IDS e ADV, vedi le relative schede.

Sin dall'inizio dello sviluppo dell'aereo da combattimento Tornado, negli anni '70, era previsto che il velivolo fosse in grado di svolgere anche missioni di ricognizione.
Questa capacità avrebbe potuto essere devoluta ad appositi POD in maniera da poter utilizzare, per questo ruolo, gli stessi velivoli utilizzati per il ruolo di attacco (Tornado IDS), ma si preferì invece sviluppare versioni specifiche, che consentissero di ottenere prestazioni ai massimi livelli, ben difficili da ottenere – con la tecnologia dell'epoca – con semplici pod esterni.

Un'altra ragione di questa scelta sta nel fatto che un pod esterno avrebbe sicuramente compromesso le prestazioni in termini di velocità e raggio d'azione, svilendo le caratteristiche di una macchina superba nel suo ruolo.

Dopo un infruttuoso tentativo di sviluppare congiuntamente una versione da ricognizione, che soddisfacesse le esigenze dei tre partner coinvolti nel programma (Inghilterra, Germania e Italia), l'Inghilterra decise di procedere autonomamente con una propria versione da ricognizione, avviando nel 1982 lo sviluppo del Tornado GR.1A, i cui primi esemplari di serie furono consegnati alla fine del 1986.

Il GR.1A montava una serie di sensori per la ricognizione infrarossa (IRLS e SLIR), e memorizzava i dati in forma digitale, su videocassetta. I due cannoni erano stati rimossi, mentre il sistema di attacco e navigazione restava inalterato, per cui i velivoli erano perfettamente in grado di svolgere anche le normali missioni di attacco.

Non era prevista l'installazione di normali ottiche per la ricognizione fotografica, perché non vi era spazio sufficiente nella fusoliera. Successivamente la RAF ha equipaggiato i suoi Tornado GR.1A con pod per la ricognizione ottica (LOROP) e con pod in grado di trasmettere le immagini in tempo reale (RAPTOR), ed infine, con l'aggiornamento dei suoi Tornado IDS allo standard GR.4 e GR.4A, ha introdotto capacità di ricognizione anche sui normali velivoli da attacco.

La variante ECR (Electronic Combat Reconnaissance) del Tornado è però qualcosa di ben diverso dal GR.1A/GR.4A della RAF.

Mentre i ricognitori della RAF,  pur equipaggiati con sofisticati sistemi digitali di ricognizione ognitempo, sono pur sempre ricognitori nel senso classico del termine, la cui missione è quella di riprendere immagini di obiettivi e aree, la variante ECR è in grado di operare anche nella ricognizione elettronica, ossia nel monitoraggio e classificazione delle sorgenti di onde elettromagnetiche, ed in particolare dei radar, con capacità di attaccarle mediante armamenti specifici.

Il Tornado ECR va quindi inquadrato in una categoria più sofisticata, che comprende caratteristiche tipiche sia dei velivoli da ricognizione che da guerra elettronica e SEAD (Soppressione delle Difese Aeree Nemiche).

Lo sviluppo di questa versione è stato voluto e curato dalla Luftwaffe tedesca, che ne ordinò 35 esemplari nel 1986. I velivoli furono consegnati tra il 1990 ed il 1992.

Il Tornado ECR è equipaggiato con un ELS, ossia un sistema per l'individuazione, classificazione e localizzazione delle emittenti radar, che copre un settore frontale ampio 180 gradi (contro i 360 gradi del vecchio e ancora rimpianto F-4G Wild Weasel).
Anche i questo caso i cannoni sono stati rimossi, per far spazio a un sistema di ricognizione IR a scansione laterale (IRLS) e ad una torretta contenente un sensore FLIR.
Un sofisticato sistema Data Link consente lo scambio delle informazioni con altri velivoli o stazioni basate a terra.
I motori sono sempre gli RB-199 ma nella variante Mk.105 che garantisce circa il 10 % di spinta supplementare rispetto agli Mk.103 montati sui Tornado IDS, e presenta una serie di migliorie.

Il Tornado ECR è perfettamente in grado di compiere le normali missioni di attacco dell'IDS, ma la sua arma principale è costituita dai missili anti-radar HARM.
Il velivolo è anche compatibile con pod da ricognizione ottica, pod da illuminazione laser e missili AGM-65D Maverick.

Anche l'Italia decise di sviluppare una propria versione del Tornado ECR, chiamata IT-ECR proprio per distinguerla da quella tedesca.

Le esperienze di combattimento nella Guerra del Golfo del 1991 avevano infatti evidenziato – se mai ce ne fosse stato bisogno – l'utilità di velivoli ottimizzati nel ruolo SEAD.

Un primo intervento era consistito nell'adattare una ventina di Tornado IDS all'impiego del missile HARM. Questi velivoli furono operati dal 50° Stormo di Piacenza a partire dal 1992.

L'HARM dispone di un proprio sensore per individuare le emittenti radar nemiche, ma le sue capacità sono ovviamente limitate, più idonee a un contesto di autodifesa che di vere e proprie azioni offensive.
Quando il missile è invece abbinato a un vero e proprio sistema ELS, le sue capacità offensive (in particolare il raggio d'azione e la copertura delle frequenze radar) aumentano in maniera esponenziale.

L'Italia decise così di convertire sedici velivoli allo standard IT-ECR, ed il prototipo di questa versione volò nel 1992. Lo sviluppo non fu particolarmente veloce, e soltanto nel 1998 i primi esemplari raggiunsero il 50° Stormo. Le consegne furono completate solo nel 2002.

L'IT-ECR conserva i motori Mk.103 e la suite di navigazione/attacco dell'IDS, i cannoni sono soppressi, ed è quipaggiato con un sistema ELS interfacciato con i missili HARM, che costituiscono l'armamento principale. E' presente anche un sensore per la ricognizione infrarossa, un sistema per la registrazione dei dati in forma digitale e un data-link.

Dal 24 marzo al 17 giugno 1999 i Tornado IT-ECR del 155° Gruppo (50° Stormo) di Piacenza hanno effettuato 176 missioni operative durante la Guerra del Kosovo, lanciando un totale di 115 missili HARM.

La dotazione degli IT-ECR italiani è un po' meno sofisticata di quelli tedeschi, giacchè manca il sistema di ricognizione IR a scansione laterale, ma occorre considerare che l'Aeronautica Militare Italiana dispone già di altri assetti per la ricognizione elettro-ottica, per cui questo requisito è stato giudicato superfluo.

Si noti, infine, che anche la RAF si è dotata di un certo numero di Tornado ottimizzati per il ruolo SEAD, ma ha preferito utilizzare a questo scopo alcuni Tornado ADV opportunamente modificati per l'impiego dei missili ALARM.


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Aggiornato al Novembre 2006

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