Panavia Tornado ADV


Tornado ADV

Nota: per la storia del programma Tornado, si veda la scheda della variante IDS.

Nella seconda metà degli anni '70 la RAF si ritrovò nella necessità di pianificare la sostituzione dei suoi intercettori Lightning e dei caccia Phantom II.
La filosofia della RAF all'epoca (e sostanzialmente ancora oggi) era quella che la superiorità aerea si conquista distruggendo le forze aeree nemiche sui suoi stessi aeroporti, e pertanto è preferibile una forza aerea strutturata con una forte componente d'attacco, rispetto a una ottimizzata per il combattimento aereo.
Inoltre la particolare posizione geografica dell'Inghilterra la metteva relativamente al sicuro dalla minaccia dei caccia di qualsiasi prevedibile nemico (ed in particolare l'URSS ed il Patto di Varsavia) per cui era sufficiente un intercettore non particolarmente prestante nel dogfight, ma in grado di difendere efficacemente i cieli inglesi contro i bombardieri sovietici (per l'epoca, tipicamente i grossi Bear a turboelica e i TU-22M Backfire supersonici).
Per questa ragione la RAF decise che una soluzione a basso rischio e basso costo sarebbe stata quella di adattare il Tornado IDS al ruolo aria-aria, e poiché al Tornado mancavano quelle doti di accelerazione e velocità di salita che sono fondamentali per un intercettore, le modalità operative di impiego sarebbero state adattate alle caratteristiche della nuova macchina: al posto di brucianti “scramble”, si decise che i nuovi intercettori avrebbero svolto lunghi e tranquilli pattugliamenti aerei, in modo da trovarsi già in volo per contrastare i bombardieri nemici a distanza di sicurezza dal territorio metropolitano inglese.

Il programma, battezzato Tornado ADV (Air Defence Variant) fu lanciato nel 1976, ed il primo prototipo volò il 9 agosto del 1979, seguito da altri due prototipi.

Gli USA offrirono alla RAF la possibilità di comprare gli F-15 Eagle oppure un lotto di F-14 Tomcat, a prezzo “scontato”, che erano destinati all'Iran ma non erano stati consegnati per effetto della rivoluzione iraniana del 1979.

L'Inghilterra rifiutò l'offerta, anche perché convinta che sarebbe riuscita a vendere l' ADV all'Italia e alla Germania, partner nel programma Tornado, entrambi bisognosi di un caccia per le loro difese aeree.

Il Tornado ADV, che nella nomenclatura militare inglese fu designato Tornado F.2, presentava una notevole comunanza di parti rispetto alla variante IDS da attacco (intorno all' 80 %) rispetto alla quale differiva principalmente per questi aspetti:

  • Il radar da attacco dell'IDS era sostituito da un potente radar Marconi/Ferranti Foxhunter AI-24, ottimizzato per la scoperta e l'ingaggio aria-aria;
  • La suite di navigazione e attacco era sostituita da avionica specifica per il ruolo aria-aria;
  • I motori RB199-34R erano potenziati (variante -103, poi introdotta anche sugli IDS, e infine variante -104, a controllo digitale);
  • Uno dei due cannoni Mauser da 27 mm era soppresso (quello di sinistra);
  • Il radome era molto più affinato;
  • Il caccia poteva contare su un armamento standard aria-aria costituito da 4 missili a guida radar semiattiva (SARH) Sky Flash (derivati dagli Sparrow americani) e 4 missili Sidewinder.

Il programma non ebbe il successo sperato.
Innanzitutto l'Italia e la Germania non ordinarono il velivolo, e più di tutto lo sviluppo del radar Foxhunter fu lento e problematico, al punto che la prima serie di 18 caccia (di cui 8 a doppi comandi per la conversione operativa), consegnata tra il 1984 ed il 1984, non aveva alcuna capacità operativa in quanto il radar era del tutto assente.

La seconda serie produttiva, consegnata a partire dal 1986, fu denominata Tornado F.3, e presentava alcuni miglioramenti, tra i quali i nuovi motori della variante -104.

Il radar Foxhunter, finalmente presente, aveva ancora capacità limitate: nel corso della produzione il radar fu via via migliorato, secondo un sistema (chiamato “a stage”, oggi molto diffuso) per cui venivano introdotte nuove capacità fino a raggiungere tutti i requisiti previsti.

I primi esemplari del radar non riuscivano a “vedere” bersagli con superficie radar ridotta, come un piccolo caccia o un addestratore, in quanto erano stati concepiti per ingaggiare grossi bombardieri.

Solo a partire dagli esemplari consegnati dal 1988, il radar Foxhunter (Stage 1) soddisfaceva i requisiti di base, garantendo una certa efficacia nelle principali funzioni aria-aria.

Mancava ancora, però, la capacità di riconoscere il tipo di bersaglio. Questa capacità, denominata NCTR, consente, sulla base dell'impronta radar del bersaglio, di capire che tipo di bersaglio si ha di fronte (ad esempio, un caccia o un bombardiere), ed eventualmente anche il modello.

Infatti i Tornado ADV rischierati dalla RAF nel corso dell'operazione Desert Storm per la liberazione del Kuwait, nel 1991, non furono mai impiegati in prima linea proprio a causa dell'assenza della capacità NCTR.

Gli ultimi dei 174 Tornado F.3 ordinati dalla RAF (di cui 44 a doppi comandi) furono consegnati nel 1993  ma fu solo a partire dal 1996, con lo Stage 2, che il radar AI-24 Foxhunter raggiunse il 100 % delle capacità previste, e successivamente sono stati introdotti ulteriori miglioramenti (ad esempio per integrare i missili AMRAAM).

Il Tornado ADV ha conosciuto un solo successo in esportazione: nel 1984 l'Arabia Saudita (che si era vista respingere dagli USA ulteriori ordini per gli F-15 Eagle) ne ordinava 24, assieme a un certo numero di IDS, per equipaggiare un paio di squadron di difesa aerea.

A questo va aggiunto il contratto di leasing sottoscritto dall'Italia, che dal 1995 al 2004 ha operato 24 Tornado F.3 per coprire le esigenze di difesa aerea e colmare il “gap” tra la radiazione dello Starfighter e l'arrivo dell'Eurofighter.

Dopo la deludente esperienza nella prima Guerra del Golfo, i Tornado F.3 inglesi e quelli italiani sono stati impiegati in missioni di protezione aerea nel corso dell'Operazione Allied Force sui cieli della ex Yugoslavia, nel 1999.

Il caccia è stato impiegato dalla RAF in missioni di pattugliamento aereo sulle “No-Fly-Zone” imposte all'Iraq dopo la liberazione del Kuwait, nonché nel corso dell'invasione anglo-americana del 2003 che ha portato alla deposizione del regime di Saddam Hussein.

Non risulta però che il velivolo abbia mai affrontato combattimenti aerei reali.

I Tornado ADV della RAF e dell'Arabia Saudita sono destinati ad essere sostituiti dal caccia Eurofighter, nei prossimi anni.
Di recente, un certo numero di caccia della RAF è stato adattato a svolgere missioni SEAD con l'utilizzo di missili ALARM, in seno a un singolo squadron.

In conclusione, il Tornado ADV è stata una macchina molto controversa.
Le sue scarse qualità nel dogfight (in fin dei conti è un velivolo nato come bombardiere per la penetrazione a bassa quota) e le modeste capacità in termini di accelerazione e tempi di salita in quota, gli sono valse spesso l'appellativo di un vero e proprio “bidone”.

Tale giudizio negativo si è alimentato anche dalle vicissitudini del radar Foxhunter, che ha fatto penare progettisti e operatori.

In realtà questo giudizio è ingrato.
Le difficoltà del Foxhunter non sono poi così inusuali per i radar di moderna concezione.
Anche il Mirage 2000, il Rafale e l'Eurofighter sono entrati in servizio con un equipaggiamento avionico “provvisorio”, che poi è stato portato, nel corso della produzione, a livelli sempre più aggiornati fino a raggiungere le capacità previste (in alcuni casi, come per il Rafale e l'Eurofighter, questo processo è ancora in corso).
Anche il radar dei primi F-16 aveva funzioni molto limitate, rispetto agli esemplari di produzione corrente.

Quanto alle capacità da “dogfighter” o da intercettore “puro”, il Tornado ADV non è nato per svolgere questo tipo di missioni.

Al contrario, si è dimostrato un valido “pattugliatore” per la difesa aerea, con un sistema d'arma particolarmente potente: l'accoppiata Foxhunter / Sky Flash era progettata per garantire l'ingaggio di bersagli in rapida sequenza, anche volanti a quote molto basse, e la presenza dell'addetto ai sistemi, oltre al pilota, consente una “situation awareness” e una ripartizione dei carichi di lavoro, invidiate da molti piloti di caccia monoposto costretti a fare mille cose da soli.

Gli equipaggi dei Tornado ADV ammettono che la loro macchina non è una “Ferrari” dei cieli, ma è una Rolls Royce... e il paragone appare azzeccato.

La recente integrazione dei missili AMRAAM ha ampliato le capacità del velivolo, rendendolo perfettamente in grado di ingaggiare anche i caccia più moderni, e la suite avionica è oggi così sofisticata e matura che si è rivelata idonea a consentire l'utilizzo dell'aereo anche nel ruolo SEAD.

Il giudizio definitivo, quindi, è quello di una macchina onesta, che ha fatto esattamente quello per cui è stata progettata.


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Aggiornato al Novembre 2006

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