AIDC IDF Ching Kuo


IDF

Nei primi anni '80 Taiwan aveva la necessità di sostituire la sua flotta di caccia leggeri F-5 ed F-104 con un modello più avanzato, e avviò una serie di trattative con il governo e l'industria statunitense allo scopo di acquisire il caccia F-20 Tigershark proposto dalla Northrop.
Le speranze di concludere il contratto svanirono nel 1982 in quanto il governo americano decise di non vendere l' F-20 né altri caccia avanzati, allo scopo di non pregiudicare i rapporti tra Cina e Stati Uniti.
In compenso le industrie americane furono autorizzate a collaborare con Taiwan per lo sviluppo e la realizzazione di un caccia nazionale: si ritenne così di poter assicurare a Taiwan una nuova linea caccia senza compromettere le relazioni diplomatiche con la Cina.
Nacque così il programma IDF, Indigenous Defense Fighter, di fatto gestito dalla statunitense General Dynamics, l'azienda che aveva progettato il famoso F-16 Falcon.
La controparte industriale a Taiwan fu la società nazionale AIDC.

Venne così sviluppato un caccia leggero molto simile all'F-16 ma con formula bimotore.

Il prototipo volò la prima volta nel 1989.
Il caccia entrò in servizio con la sigla F-CK-1A (B per i biposto) e il nome Ching Kuo e ne fu realizzata anche una versione biposto per l'addestramento e la conversione operativa.
Il Ching Kuo è stato concepito come un caccia leggero da difesa aerea a corto raggio con prestazioni relativamente modeste quanto a velocità e autonomia ma un'ottima maneggevolezza.
Anche l'avionica e le possibilità di armamento erano inizialmente molto semplificate e limitate al combattimento aria-aria a corto raggio.
Proprio in considerazione di tali limiti la ROCAF (l'aviazione militare di Taiwan) non fu soddisfatta del nuovo caccia e la produzione, inizialmente prevista in 250 esemplari, fu interrotta nel 1999, con il completamento del 130° esemplare.
Nel frattempo, infatti, Taiwan era riuscita a ottenere i ben più prestanti caccia F-16 Falcon e Mirage 2000.
Nel 2001 Taiwan ha avviato un programma di aggiornamento e potenziamento dei suoi Ching Kuo: è previsto che 70 esemplari vengano portati allo standard F-CK-1C/D che presenta notevoli miglioramenti in fatto di avionica e armamento, oltre a disporre di maggior carburante interno.

Il Ching Kuo non è stato un caccia di particolare successo e non è stato esportato.
Il progetto ha risentito della volontà di contenere le prestazioni in modo che il caccia non fosse efficacemente utilizzabile in missioni di attacco o di difesa aerea lontana, per non urtare la suscettibilità cinese.
In particolare, il problema principale è rappresentato dalla spinta modesta dei due propulsori che impedisce di sfruttare al meglio le possibilità della cellula.


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Aggiornato ad Agosto 2008

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