Mikoyan Gurevich MiG-27 Flogger


MiG-27 Flogger

Partendo dal progetto del caccia MiG-23 Flogger, i sovietici svilupparono due distinte famiglie di velivoli da attacco al suolo.
Una era rappresentata dal MiG-23BN Flogger H/F, e presentava una notevole comunanza con la versione da caccia.
L'altra introduceva modifiche molto più radicali, e la NATO volle identificarla con una sigla diversa, MiG-27, pur lasciando la denominazione Flogger a sottolineare la comune matrice.

Il MiG-27 volò la prima volta nel 1972, e presentava sensibili differenze esterne rispetto al MiG-23.
Il muso era a “becco d'anatra”, come quello del MiG-23BN, le prese d'aria erano di disegno diverso e semplificate, così come l'ugello di scarico. Erano diverse anche la conformazione del tettuccio e quella della pinna ventrale, nonché i punti d'attacco per le armi ed i sensori.
Anche il motore era una versione semplificata del Tumansky R29, mentre l'armamento interno passava dal cannone da 23 mm a un ben più potente cannone da 30 mm a 6 canne rotanti.

Il MiG-27 è stato realizzato in tre varianti principali: la MiG-27K Flogger D, la MiG-27D/M Flogger J e la MiG-27K Flogger J-2, con avionica via via migliorata.
Il MiG-27 è un potente aereo d'attacco, grazie anche a una dotazione elettronica di tutto rispetto, che comprende camera TV, telemetro/illuminatore laser e sistema di navigazione automatica.
E' però del tutto sprovvisto di radar.
La sua produzione in URSS ha totalizzato circa 600 esemplari, tra il 1977 ed il 1986, cui si aggiungono gli esemplari prodotti su licenza in India (Bahadur).
Il velivolo è ancora in servizio con le forze aeree dell'India e di alcuni paesi dell'ex URSS.
Il MiG-27 è stato impiegato in combattimento nella Guerra in Afghanistan (1979-1989) e nella Guerra Irak – Iran (1980-1988).


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Aggiornato all' Aprile 2005

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