Grumman A-6 Intruder


A-6 Intruder

La guerra di Corea aveva evidenziato per l'US Navy la necessità di un aereo d’attacco ogni-tempo, ma il concepimento del concetto dell’A-6 giunse solo nel 1956, anno in cui la US Navy formulò la richiesta di un aereo d'attacco medio imbarcato, con buone doti STOL, in grado di compiere missioni sia convenzionali che nucleari, tanto di giorno quanto di notte e con qualsiasi condizione meteorologica.
Il nuovo aereo doveva rispondere alle esigenze della Navy e dei Marines di sostituire l'ormai inadeguato A-1 Skyraider nel ruolo di appoggio tattico e di rimediare alle pecche dell'A-4 Skyhawk (troppo piccolo e leggero e senza capacità ognitempo) e dell'A-3 Skywarrior (troppo pesante e ingombrante).

Otto ditte costruttrici sottoposero alla Navy undici proposte, da cui emerse vincitore nel dicembre 1957 il disegno 128 della Grumman, ribattezzato A2F-1, il cui contratto di sviluppo fu siglato nel maggio del 1958, seguito nel 1959 dal primo contratto di produzione.

Il prototipo (numero di serie 147864) fece il suo primo volo il 19 aprile 1960 con il pilota collaudatore della Grumman Bill Smith, e ad esso seguirono quasi tre anni di prove di qualificazione e test, in cui fu il primo aereo della marina ad usare il sistema del gancio sul carrello anteriore per il lancio dalla catapulta delle portaerei.
Nel frattempo la standardizzazione delle designazioni operata dal DoD gli valse la nuova sigla di A-6, e così nel febbraio del 1963 furono consegnati i primi due “A-6A Intruder”, presi in carico dal VA-42 “Atlantic Fleet Replacement Squadron”.
Ma fu solo un anno dopo che il VA-75 “Sunday Punchers” divenne il primo gruppo operativo sul velivolo, unendosi allo Air Wing Seven, a bordo della USS Independence.
L’A-6 ha costituito l’ossatura della componente d’attacco dell’US Navy per 34 anni, ed è rimasto operativo fino al 1996, mentre l’ultimo reparto, proprio il “Sunday Punchers”, è stato decommissionato nel 1997.
L'Intruder vanta il raro primato di non avere avuto altri utilizzatori al di fuori degli USA.

Il suo “combat log” comprende:

Guerra del Vietnam  (USN, USMC 1965-1973)
Libano - US Multinational Force (USN, 1982-1983)
Libia - Operazione “Attain Document” (USN, 1986)
Libia - Operazione “El Dorado Canyon” (USN, 1986)
Golfo Persico - Operazione “Praying Mantis” (USN, 1988)
Iraq - Operazione “Desert Storm” (USN, USMC, 1991)
Iraq - Operazione “Southern Watch” (USAF, 1991-1994)

La macchina
La larga fusoliera accoglie pilota e navigatore affiancati sotto un tettuccio a bulbo, un grande radar d’attacco, due motori J-52, sistemi difensivi e contromisure elettroniche, serbatoi.
E' costituita in maggioranza da alluminio, il suo disegno non è tra i migliori dal punto di vista estetico, paragonato ad altri aerei a getto, ma è un successo quanto a potenziale di crescita, dimostrandosi capace di accogliere facilmente le centinaia di modifiche all’avionica e alla macchina integrate nelle varie versioni susseguitesi negli anni.
L’ala mediana a freccia è ottimizzata per il volo subsonico, è di grande robustezza, rendendo l'aereo capace di portare grossi carichi bellici pur preservando una grande autonomia, e presenta slat su tutta l’apertura del bordo d’attacco, e flap a fessura singola per quasi tutto il bordo d’uscita.
Anziché dagli aileroni, il controllo del rollio viene fornito da spoiler sul dorso alare, mentre le estremità alari si aprono in due per agire come aero-freni.
Quattro attacchi sub-alari, a cui se ne aggiunge un quinto al centro della fusoliera, permettono di portare un totale di 6.800 kg di armamenti (nelle prime versioni).
La formula bimotore sfrutta due J-52 da 3.825 Kg di spinta nelle prime versioni, il cui posizionamento avanzato permette l’adozione di prese d’aria corte ed efficienti; inizialmente furono adottati degli scarichi inclinati verso il basso, per rispondere alle specifiche STOL dei Marines, ma in seguito furono abbandonati perché fu determinato che l'unico vantaggio era quello di ridurre di appena sette nodi la velocità in atterraggio al peso normale.
L'Intruder vanta un'autonomia di 1.610 km e dispone di un sistema “sonda-imbuto” per il rifornimento in volo.
Il cuore del sistema avionico d’attacco è costituito dal DIANE (Digital Integrated Attack and Navigation Equipment) e dai suoi sottosistemi, che permettono all’equipaggio di volare autonomamente in ogni condizione meteo, verso un obiettivo predeterminato od occasionale, a qualsiasi altitudine, di attaccarlo con una vasta gamma di munizionamento e di ritornare alla base senza mai guardare fuori dal cockpit.


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Aggiornato al Settembre 2006

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