Esiste una gran confusione nelle sigle delle numerosissime varianti del Flanker, per cui è opportuno suddividerle per “famiglie”, allo scopo di coglierne il processo evolutivo.

Famiglia SU-27 Flanker B
Si tratta del progetto di base, monoposto. Con la sigla T-10 sono indicati i primi prototipi, che hanno l’identificazione NATO di SU-27 Flanker A.
La seconda serie di prototipi, rappresentativa del modello di serie definitivo, è nota come T-10S. Questi, hanno l’identificativo SU-27 Flanker B.
Il SU-27S Flanker B (talvolta indicato semplicemente come SU-27) è il modello base, adottato dalle forze aeree russe, che ha solo capacità aria-aria.
Monta un radar N-001 (SLOT BACK) e un sistema IRST OLS-27, è armato con missili AA-10 Alamo a guida SARH (R-27R) e a guida IR (R-27T) nonché con missili AA-11 Archer (R-73) a guida IR accoppiati al casco HMTS. I motori sono i potenti ed affidabili AL-31F.
I punti di attacco per l’armamento aria-aria sono 10 in tutto.
Talvolta alcuni analisti distinguono tra SU-27P e SU-27S.
I SU-27P sono gli esemplari assegnati alla difesa aerea strategica, privi di qualsiasi capacità aria-suolo, mentre i SU-27S sono gli esemplari utilizzati dalle forze aeree tattiche, che hanno una limitata capacità di attacco al suolo (fino a 4 tonnellate di bombe e razzi).

Dal SU-27 base sono stati ricavati il P-42 (modificato per battere i record di quota e velocità di salita), i SU-27RV (modificati per le esigenze della pattuglia acrobatica Russian Knights), nonché i SU-27LL/LM utilizzati come banchi prova volanti.

La prima versione esportata è stata il SU-27SK Flanker B, praticamente identico al SU-27S russo, con avionica degradata (secondo il costume sovietico) ma con migliorate capacità multiruolo. Infatti può trasportare 8 tonnellate di bombe e razzi, e presenta un carrello rinforzato. La denominazione cinese è J-11.
Dal SU-27SK sono state ricavate due varianti migliorate: il SU-27SM con radar Zhuk e motori AL-31FM / AL-35F ed il SU-27SMK che conservava il radar N-001 ma introduceva un’ala riprogettata, portando il totale di punti di attacco a 12 e integrando la capacità di rifornimento in volo, la predisposizione per serbatoi esterni di carburante, e il sistema di navigazione GPS/GLONASS nonché la compatibilità con il missile AA-12.
Queste varianti non sono mai entrate in produzione.

Con la denominazione SU-27PD sono conosciuti alcuni esemplari utilizzati come velivoli test per sviluppare il modello SU-30KI, che in pratica è un SU-30 monoposto, offerto all’Indonesia.
Il SU-30KI è stato offerto anche come upgrade dei SU-27S/SK.

In pratica di tutte queste versioni, solo due sono state effettivamente introdotte in produzione: il SU-27S/SU-27P per le forze aeree russe ed il SU-27SK per l’esportazione (J-11 per la Cina).

Famiglia SU-27UB / SU-30 Flanker C
Per le esigenze dell’addestramento e della conversione operativa è stata sviluppato, partendo dalla cellula base del SU-27S, la versione biposto SU-27UB Flanker C (sigla di progetto T-10U).
Questa versione è entrata in produzione di serie nel 1986 per le forze aeree russe e per l’esportazione, ed ha piene capacità operative: infatti (al contrario di quanto accade di solito) il secondo posto non ha comportato alcuna diminuzione della capacità di carburante interno.

Il biposto ha poi costituito la base di partenza per il SU-30 Flanker C (denominato anche SU-27PU), che è un biposto da intercettazione, con capacità di rifornimento in volo e con una variante aggiornata del radar N-001. Il SU-30 può fungere da “posto comando” per i SU-27S/P mediante uno speciale collegamento Data-Link. La Sukhoi offre, ma solo come opzione, la capacità di inseguimento multiplo di fino a 10 bersagli e di ingaggiarne due contemporaneamente con i missili R-27 (AA-10) a guida SARH. Questa opzione non risulta essere stata implementata sugli aerei di serie.
Il SU-30 è stato adottato dalle forze aeree russe, ma per problemi economici ne sono stati prodotti pochissimi (si parla di appena 4 esemplari).
Invece la sua variante da esportazione, denominata SU-30K, è stata adottata dall’India.

Successivamente la Sukhoi ha sviluppato la versione SU-30M Flanker C, che introduce una serie di migliorie sostanziali rispetto al SU-30 base.
I punti di attacco per le armi salgono a 12, l’avionica è stata aggiornata e migliorata e sono state introdotte piene capacità multiruolo. Il velivolo può impiegare svariati sistemi d’arma aria-terra intelligenti (antiradar, a guida televisiva, laser ecc…).
La versione da esportazione è denominata SU-30MK.
Questa versione è stata acquistata dalla Cina con la denominazione SU-30MKK, e presenta la compatibilità con i missili AA-12 Adder (R-77) e il radar N-001VE (una versione migliorata e potenziata rispetto all’ N-001 originario).

Partendo dal progetto SU-30M, la Sukhoi ha quindi sviluppato la versione SU-30M2 che introduce le alette canard ed ha la possibilità di montare, come opzione, un sistema di controllo vettoriale della spinta (associato ai motori AL-31 migliorati oppure ai nuovissimi AL-37). Anche per il radar si può scegliere tra l’N-001, l’N-010 Zhuk o il nuovissimo N-011M con tecnologia AESA.
La designazione per gli esemplari destinati all’esportazione è SU-30M2K.

Questa versione è alla base del programma indiano SU-30MKI che prevede anche la costruzione su licenza ad opera della HAL. I nuovi SU-30MKI indiani avranno radar N-011M (portata di 150 km, capacità di inseguire 15 bersagli e ingaggiarne 4 contemporaneamente, modalità aria-aria e aria-terra e capacità TF), sistema IRST OLS-301, sistema di navigazione francese e sistema di guerra elettronico israeliano. I SU-30MKI possono impiegare una vastissima gamma di armamenti aria-aria, aria-terra e antinave, compresi i missili AA-12.

Famiglia SU-32 Platypus
Rispondendo ad un requisito delle forze aeree e aeronavali sovietiche, interessate a trovare un valido successore per l’aereo da attacco SU-24 Fencer, la Sukhoi ha sviluppato una versione biposto, ma a posti affiancati, derivata dal SU-27UB.
Il prototipo T-10V ha volato nel 1990, successivamente l’aereo è stato denominato SU-27IB (e da qualcuno frettolosamente battezzato come Strike Flanker).
Successivamente le forze aeree russe hanno scelto la denominazione finale SU-32, e la Sukhoi ha presentato due varianti: la SU-32FN ottimizzata per l’attacco marittimo antinave e antisommergibili, e la SU-32FM multiruolo.
Successivamente la Sukhoi ha ridesignato il velivolo come SU-34 ma questa designazione non è stata accolta dalle forze aeree russe.
Anche il nome Platypus non è ufficiale, anche se è entrato nell’uso corrente.
La Russia ha scelto ufficialmente il SU-32 per la sostituzione del SU-24 Fencer, ma le consegne procedono a un ritmo estremamente ridotto: sembra ne siano stati consegnati appena una ventina.
Il SU-32 presenta alette canard, radar multifunzione Leninets V-004, radar posteriore Leninets V-005, sistema integrato IRST/EO/Laser ottimizzato in funzione aria-suolo, sistema di rifornimento in volo, 12 punti di aggancio per le armi, e la compatibilità con praticamente tutti i sistemi d’arma di produzione russa, aria-aria, aria-terra, antiradar e antinave. Il carburante interno è incrementato e può trasportare tre serbatoi esterni.

Famiglia SU-33 Flanker D
Si tratta della versione navalizzata del SU-27, ottimizzata per l’impiego sulle portaerei.
Inizialmente conosciuta come SU-27K, è stata introdotta in servizio dalla Russia con la sigla SU-33 Flanker D, nel 1994. Ne sono stati prodotti 24 esemplari.
Questa versione presenta tutte le modifiche indispensabili per operare da portaerei (gancio d’arresto, carrello rinforzato, semiali ripiegabili), dispone di sistema di rifornimento in volo ed è predisposta per rifornire altri aerei con un apposito pod centrale UPAZ-1A.
Inoltre i motori sono potenziati, ed i punti di attacco sono 12. Rispetto al SU-27S sono state aggiunte le alette canard e il sensore IRST è stato spostato lateralmente.
E’ stato realizzato anche un unico esemplare biposto, a posti affiancati, denominato SU-33UB (e prima ancora SU-27KUB), simile al SU-32/34.
Dal SU-33 sono state sviluppate diverse varianti, ma nessuna di esse ha avuto seguito (la SU-33M derivata dal SU-35, la SU-33MK da esportazione, la SU-27KRC da ricognizione, la SU-27KPP da guerra elettronica e la SU-28 AEW).

Famiglia SU-35 Super Flanker
Nel 1985 la Sukhoi iniziò a sperimentare un SU-27 modificato con alette canard, e nel 1988 effettuava il primo volo il prototipo T-10S-70 di quello che sarebbe stato designato SU-27M.
Il programma SU-27M, oltre alle alette canard, prevedeva l’adozione di motori più potenti e con controllo di spinta vettoriale, avionica e armamento avanzati, effettive capacità multiruolo.
Il SU-27M montava un radar multimodale N-001V, l’IRST era spostato lateralmente rispetto al canopy. I motori erano una versione potenziata dell’AL-31F. Il sistema di spinta vettoriale ed il sistema di rifornimento in volo erano opzionali.
Il programma si spinse ancora oltre, introducendo ulteriori modifiche ed aggiornamenti, parte delle quali venivano introdotte anche per le altre serie dei Flanker (SU-30, SU-32 e SU-33).
La configurazione definitiva, presentata nel 1992 con il nome commerciale di SU-35 Super Flanker prevede un radar multifunzione Phazotron N-011M con capacità di inseguimento e ingaggio multipli e modalità TF, un piccolo radar posteriore N-012 per la protezione del settore di coda, sistema IRST, motori AL-31FM (ridesignati AL-35F), sistema di rifornimento in volo, piena compatibilità con gli armamenti aria-aria e aria-terra più avanzati. Il sistema di controllo vettoriale della spinta è offerto come optional.
Le forze aeree russe vorrebbero adottare il SU-35, e anche retrofittare parte dei SU-27S/P Flanker a uno standard simile, ma al momento le difficoltà economiche non consentono di procedere nel programma. Solo tre SU-35 sono stati consegnati alle forze aeree russe, e nessun ordine è venuto dall’estero.

La Sukhoi ha ulteriormente migliorato il progetto SU-35, mettendo a punto la versione SU-37 Terminator (il nome non è ufficiale), nota anche come Super Agile Flanker. Il SU-37 è identico al SU-35, ma monta di serie i potenti motori AL-37FU con controllo vettoriale asimmetrico della spinta (derivati dall’AL-31F) ed il nuovo radar Phazotron Zukh-PH. Il velivolo è dotato di un avanzato sistema elettronico di controllo del volo e della spinta, e di un cockpit completamente digitale.
In effetti tutte queste caratteristiche non risultano essere state messe completamente a punto.
Il prototipo T-10M-11, conosciuto anche con la sigla SU-27MP, ha volato la prima volta nel 1996, ed ha dimostrato le eccezionali capacità di manovra fornite dalla spinta asimmetrica, eseguendo figure impossibili per qualsiasi altro tipo di velivolo.
Successivamente il prototipo è andato perso in un incidente, ed il programma SU-37 sembra definitivamente terminato, anche se si ritiene che parte delle sue tecnologie possano essere integrate nel SU-35, se dovesse entrare in servizio.


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