Jump to content

Leaderboard


Popular Content

Showing most liked content since 04/09/2019 in all areas

  1. 5 likes
    Forse può essere interessante soffermarsi su qualche aspetto della struttura dell’F-35 e sulla sua evoluzione a partire dal primo prototipo, per arrivare ai velivoli di serie, che hanno recepito quanto progettato dal team SWAT, che lavorò al programma di riduzione del peso nei primi anni 2000. La modifica più evidente è quella che riguarda 2 delle quattro sezioni di fusoliera; quelle centrali. In origine la seconda (qui sotto) iniziava dietro l’abitacolo e includeva le stive, mentre la terza in pratica era il cassone alare che passava sopra le stive stesse. Strutturalmente però il cassone alare aveva bisogno, per resistere a flessione, anche della parte inferiore appartenente alla seconda sezione, da cui concentrazioni di sforzo e pesanti irrobustimenti nei punti di giunzione fra le due sezioni di fusoliera. Bene, ora in pratica la seconda sezione è più corta e include solo la parte anteriore delle stive. La parte posteriore delle stive è ora inclusa nella terza sezione, che quindi non è più solo il cassone alare, ma è un bel pezzo di fusoliera comprensivo di parte delle stive al quale vengono fissate le semiali. Ordinate monolitiche avvolgono ora il vano motore e senza soluzione di continuità diventano i longheroni alari interni a cui si imbullonano le semiali. Il tutto consente un risparmio di peso. Per intendersi questa grossa terza sezione, che include, oltre alla parte posteriore delle stive, anche gli attacchi del carrello principale e del motore, è quella realizzata anche a Cameri. Oltretutto, come si vede dall'immagine sopra, presenta parecchie differenze fra le tre versioni. Il puzzle di sub assiemi alla fine è questo: Da notare come di fatto, soprattutto ora, le stive e il vano carrello siano per quanto possibile applicati al di sotto della struttura principale più che interromperla . Questa è una delle ordinate all’altezza della stiva. L’anello attorno al vano motore costituisce il cuore della struttura. Sotto e ai lati ci sono le stive che da questa immagine, più che essere dentro la fusoliera sembrano quasi appese alla radice dei longheroni alari. Sono quindi necessari minori irrobustimenti perimetrali e quindi peso. Di fatto ogni “buco” che interrompe la continuità dei pannelli esterni tende a indebolire la struttura e per compensare richiede che la “cornice”, fatta di longheroni e ordinate, sia più robusta e pesante. In effetti le stive, quanto meno dietro dove si trova l'ala, sono chiuse da ordinate massicce, come questa… Cercare il più possibile di mantenere la continuità strutturale è più evidente per il vano carrello, racchiuso in pratica in una carenatura sotto l’ala e ai lati della fusoliera e un po’ meno vero per le stive che comunque hanno ordinate di forza piuttosto robuste e massicce, mentre nella variante B (la più critica in termini di peso) sono state pure accorciate e rimpicciolite proprio per rimpicciolire quei "buchi" strutturali e rendere quelle ordinate meno massicce. Si è poi andati oltre alleggerendo ulteriormente la struttura e limitando a 7g il fattore di carico massimo sul B. Sono comunque due le stive e fra di loro passano longheroni che garantiscono la continuità strutturale della fusoliera La complessità strutturale di questo velivolo è quindi notevole e forse ci fa comprendere come mai, nonostante un'incredibile quantità di calcoli strutturali e simulazioni, alla fine ci sia stata qualche spiacevole sorpresa durante le prove a fatica, in particolare sul B.
  2. 4 likes
    In verità gli eddie bolt sono delle specie di bulloni adatti in particolare per fissare elementi in composito. https://www.arconic.com/global/en/products/product.asp?prod_id=536 Come hanno fatto a sbagliare? Suppongo imperizia e mancanza di metodo/addestramento. Tra l'altro anche qua da noi... Certo, un prodotto estremo come un velivolo da combattimento non facilita il lavoro di chi vuol rendere i pezzi a prova di mona e non far sbagliare magazzinieri e operatori in linea in mezzo al casino di istruzioni di processo non è facile, ma qualcosa nelle procedure o nella loro applicazione era sbagliato visto che ha condotto diverse persone, presso diversi fornitori a fare lo stesso errore... Esigenze contrastanti possono spingere ad utilizzare materiali diversi per componenti simili a seconda delle applicazioni e qui ci si è andati a complicare la vita usando una minima percentuale di bulloni in inconel in mezzo a un mare di quelli quasi identici in lega di titanio. Quindi ad esempio in un F-35A che costa un'ottantina di milioni ci sarebbero dovuti essere 245.000$ di bulloni in titanio e 17.000& di inconel. Se li hanno mischiati potrebbero per assurdo anche aver speso di più mettendo l'inconel dove non serviva...Oltre al danno, la beffa. Diciamo comunque che mettere 50.000 bulloni tutti in inconel e spendere quasi un milione di dollari in eddie bolt, non sarebbe stata una soluzione a prova di mona attuabile... Chissà se se ne sono accorti perchè han controllato quello che montavano o perchè han visto che il consumo dei due tipi di bulloni non era coerente con quanto previsto dalla distinta di montaggio...In ogni caso un controllo un po' tardivo... Comunque può essere che effettivamente non serva fare nulla un po' perchè gli elementi di fissaggio sono effettivamente più robusti di quel che serve (già però ci si mangia il margine che ci si era voluti prendere...), e un po' perchè in fase di revisione calendariale potrebbe effettivamente essere meno complicato verificare che...quello che si riavvita sia più giusto di quello che si è svitato... Comunque problemi che si risolvono e problemi che nascono. Ora ce ne sono 873 da risolvere secondo il DOT&E. Si suppone che saranno ben di meno quelli dei block 4 polacchi (si, han firmato...). https://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,3440.html A sbagliare viti nell'assembalaggio finale non saranno però gli italiani (al limite a correggere gli errori in manutenzione...) visto che gli aerei li farà LM, ma non è da escludere che almeno qualche struttura centrale dei velivoli polacchi sia fatta a Cameri...In ogni caso ogni F-35 in più è un vantaggio economico anche per noi.
  3. 4 likes
    Niente ire dello staff (almeno io ) , sono opinioni. Però al di là della glorificazione della macchina non penso che l'AM, seppur ancora nostalgicona dei suoi 104 (più imposti dalle circostanze che realmente voluti fino a date di servizio decennali e che hanno portato più a dissesti economici che a concrete capacità di sopravvivenza in contesti moderni) si sia ritrovata "per caso" gli F-35 fra le mani. Ci sono valutazioni tecniche che vengono fatte, le potenzialità della macchina vengono certamente illustrate dal costruttore. Forse possiamo dire che i piloti, ultima o quasi ruota del carro, non sapevano cosa realmente potesse fare. Ed è anche normale. Finché non ci sali e non te lo spiegano...
  4. 4 likes
    La convergenza la vedo difficile pure io per le note questioni di leadership e di due galli nello stesso pollaio, per quando abbia sempre detto che fare nascere Rafale, Typhoon e Gripen sia stata una fesseria e ora che i numeri sono ancor più anemici non è che farne due sarebbe poi tanto meglio. Vedremo. Il discorso del PIL che avvantaggerebbe il progetto franco-tedesco a mio avviso lascia il tempo che trova nel momento in cui il gallo (la Francia) vorrà una bella fetta del progetto e la Germania (quella che tira su la somma dei PIL) è notoriamente quella col braccino corto e poca propensione a spendere per la difesa (basti vedere le responsabilità che ha avuto nei ritardi dell’EF-2000) e ben più alta propensione a piantar grane sulle esportazioni (e già sono emersi i malumori francesi in merito). Non ci vedo quindi per niente una maggiore stabilità e sicurezza finanziaria da parte franco-tedesca. Tecnologicamente invece parte meglio il Tempest e non è un caso visto che Britannici e italiani quanto a elettronica e propulsione non hanno niente da invidiare ai francesi (anzi), mentre per quanto riguarda il design stealth hanno una bella esperienza con l’F-35. Quanto a Coreani e Giapponesi che preferirebbero comprare americano (come se non stessero cercando di farsi un caccia indigeno), faccio notare che gli americani non gli venderanno certo il loro caccia di sesta generazione (o F-35 o si attaccano), mentre in merito all’autonomia, questa sarà certamente nelle corde del Tempest, che prima di tutto appare piuttosto grosso e secondariamente avrà dei motori a ciclo variabile e a ridotti consumi. Non credo in effetti che qualcuno possa insegnare a Rolls Royce come si facciano motori avanzati.
  5. 4 likes
    Aggiungiamo che i requisiti di test oggi sono molto più complessi e stringenti rispetto a qualche decennio fa. Senza parlare del fatto che mentre per qualsiasi altro velivolo precedente, F-22 incluso, per sapere qualcosa dei problemi di sviluppo e test si doveva spulciare le riviste specializzate e la stampa generalista se ne occupava giusto se c'era l'incidente col morto (e anche lì, un trafiletto in cronaca se proprio la giornata era noiosa), F-35 è costantemente sotto i riflettori e qualsiasi problema vero o presunto viene sbandierato in lungo e in largo senza alcuna verifica... ...che poi mi viene da dire: se questo è tutto quel che è rimasto da fare (si parla di fatto di creare un ambiente di simulazione) verrebbe da pensare che tutto il resto (quel che riguarda il volo) sia stato completato. E visto che nessuno ha ancora tirato fuori problemi emersi nei test in volo (e come dicevo sopra sappiamo bene che qualsiasi problema vero o presunto viene divulgato a tempo zero) si potrebbe perfino dedurre che sia andato tutto in modo soddisfacente... Domanda: ma il ritardo nello sviluppo del JSE a chi è dovuto? Perché leggo che LM aveva proposto un suo sistema ma il DoD ha deciso nel 2015 di far per conto suo e realizzare una facility apposta a Edwards AFB. Verrebbe da pensare che una volta tanto il ritardo sia dovuto al cliente e non al fornitore...
  6. 4 likes
    Un commento su cui riflettere : https://businessweekly.it/notizie/approfondimenti/laffare-f35-quanto-avrebbe-potuto-guadagnarci-litalia/
  7. 4 likes
    Carino perché schematizza come le singole sezioni lavorino, ma le cose in realtà sono un pochino più complesse perché la rotazione delle 3 sezioni durante la transizione da configurazione orizzontale a STOVL avviene simultaneamente e non in sequenza, per garantire che l’ugello resti sul piano di mezzeria a meno delle rotazioni legate alle manovre.
  8. 3 likes
    Se ne è andata all'età di 101 anni ... ... nasa.gov ... https://www.nasa.gov/langley/katherine-johnson ...
  9. 3 likes
    E' un programma molto ambizioso, per non dire visionario, e, come tale, non esente, purtroppo, da complicazioni che hanno causato, negli anni, un'infinità di problemi e conseguenti ritardi nella messa a punto nonché dolorosi aumenti di costi. La speranza è che, prima o poi, si riesca a superare gli scogli. Tieni però presente che, anche quando verrà raggiunta la piena operatività, vi saranno sempre degli aggiornamenti da porre in opera (motori, avionica e quant'altro) che manterranno il programma in costante evoluzione.
  10. 3 likes
    Mosche Bianche in pratica. Uffaaaa ancora con sta storia del "successfully tested in combat conditions" solo perché ha sorvolato la siria?
  11. 3 likes
    Se per caso qualcuno nutrisse ancora dei dubbi...
  12. 3 likes
    E’ stata finalmente varata. Le voci e le vocine c’erano da un po’, ma si è dovuto aspettare oggi per una conferma ufficiale… anche se un po’ sibillina. Sul ponte, a prora, sul lato sinistro, c’è un bel buco rettangolare…e davanti non sembrano esserci i punti di fissaggio dei velivoli. Cosa manca? Al posto del buco pare il ponte sarà costruito un po’… all’insù e davanti sarà realizzato come sovrastruttura il resto dello…ski-jump. http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,3064.html Come riusciamo noi italiani a fare le cose senza dirle chiaramente, nonostante ci siano di mezzo 33000 tonnellate (e a questo punto pure il futuro ruolo di ammiraglia), è tutto un programma…
  13. 3 likes
    Mi sa che se il simpatico “amico della democrazia” turco non si leva dalle scatole si rischia. E non mi riferisco solo ad un manipolo di Su-57 che la Russia cerca di vendere a chicchessia pur di ammortizzare i costi (che si stanno dimostrando proibitivi senza l’apporto indiano). Al di là di tutte le cose riportate nell’articolo, al quale i turchi potrebbero essere interessati, c’è da domandarsi quanto, ad oggi, la Turchia sia un Paese NATO. F-35 o meno.
  14. 3 likes
    Quel che conta per i turchi sono due cose. L'upgrade rispetto all’attuale radar (anche non arrivassero a competere con gli AESA americani sarebbe un passo avanti rispetto all’AN/APG-68 a scansione meccanica). Un ulteriore passo verso la riduzione della dipendenza dall’estero delle forniture militari. Certo, la ricerca dell’indipendenza e l’eliminazione della sudditanza dagli USA è una cosa di cui più volte si è parlato in ottica positiva anche per le forze armate europee (sappiamo bene della infinita discussione in merito intorno all’F-35), ma qui temo ci sia dietro un ben poco positivo allontanamento della Turchia non solo dalla NATO, ma dall’occidente in genere, politica intrapresa dall’attuale “presidente”, anche se da quelle parti l’utilizzo del termine col passare del tempo ha sempre meno a che fare con la democrazia e sempre più con l’arroganza tipica dei regimi illiberali. Questi ancora fanno i finti tonti quando negli USA (giustamente) si rifiutano di far dialogare gli F-35 con i radar degli S-400, cosa possibile solo insegnando alle batterie di S-400 come riconoscere un F-35. Con tali premesse l’unico F-35 che darei a Erdogan sarebbe in scala 1:48…
  15. 3 likes
    Complimenti Zander per il lavoro. Io personalmente sono da sempre schierato a favore di un’Irlanda unita. Ho simpatie anche per i vecchio leone. Rispetto per i caduti. Quando arrivò il risultato del referendum ero a Praga con amici di Dublino, ci facemmo grosse risate. Auspico, con un occhio ai problemi delle mie amiche che vivono in Inghilterra da anni, che il vecchio leone cali le braghe una volta tanto. E a 50 anni compiuti e + di 40 di studio e pratica dell’inglese parlato e scritto, pratica che m ha sfamato per gli ultimi 20 anni circa, auspico con tutto l’amore che ho per Shakespeare l’abolizione di orrori come l’oncia e la guida a destra. :)))))
  16. 2 likes
    L’F-15EX è accreditato di 12 punti d'attacco adatti all’impiego di armamento aria-aria e di 15 per quello aria suolo. Per quanto riguarda i primi dovrebbe trattarsi di 4 sotto ciascun serbatoio conforme (soluzione attualmente in distribuzione anche agli attuali F-15C) e 2 sotto ciascuna semiala. Quelli aria-suolo dovrebbero essere invece 5+5 sotto i serbatoi conformi, 2+2 sotto le ali più il pilone centrale. Sia chiaro che sotto ciascun serbatoio dell'F-15E mi risulta ci siano 6 punti di attacco aria-suolo e non 5, ma (fermo restando che i serbatoi conformi non sono tutti uguali), è il costuttore a scrivere che il totale fa 15... Quante siano le armi trasportabili è un’altra storia, perché i piloni non è detto trasportino solo un’arma. Parlando di missili aria-aria in linea del tutto teorica si potrebbero trasportare 4 missili applicati ai piloni subalari interni (si rimpiazza il serbatoio sganciabile con un rack doppio) e due ai piloni subalari esterni aggiunti già negli F-15SA sauditi. A questi si aggiungono i 4 applicati a ciascun fast pack. Totale? 20! Prestazioni e utilità con tutta sta roba sotto? Discutibili. Qui sotto si vede la configurazione a 16 missili (il doppio di quella standard). Mancano due coppie di missili sotto i serbatoi conformi che dovrebbero essere applicati ai punti d’attacco che si vedono vuoti nell’immagine sotto che ritrae un F-15C del 159th Fighter Wing "Bayou Militia". Dovrebbero perchè non mi risultano foto coi missili lì... Non mancano invece immagini di altre mostruosità come questa relativa a test su un F-15E con prototipi di Amber rack doppi ai piloni sotto i serbatoi. Non so se questa possa essere la configurazione dell’F-15EX, visto che il costruttore parla di 12 piloni compatibili con missili aria-aria e non di 8. Fatto sta che varie fonti parlano di questi Amber rack e di… 22 missili: 6+6 sotto i serbatoi, 3+3 ai piloni interni e 2+2 a quelli esterni?. Eh vabbè, si vede che 24 erano troppi…ma non si sa mai, c’è ancora il pilone centrale libero…e se continua così costeranno più i missili dell’aereo che li trasporta… Il velivolo si propone quindi come una sorta di incrociatore lanciamissili, che volendo potrebbe stare nelle retrovie e bersagliare i malcapitati da distanza, magari con qualche stealth a fungere da sensore avanzato. Megaschermo al centro del cruscotto come va di moda oggi, radar AESA AN/APG-82(V)1 (evoluzione del AN/APG63(V)3 usato dagli SA sauditi ma con processore dell’APG-79 dell’F-18E) e sensor fusion condita di sensori IRST che dovrebbero essere le sporgenze ai lati dell’abitacolo di questo F-15SA saudita. Comandi fly by wire, motori potenziati (dovrebbero essere gli F110-GE-132 da oltre 14 tonnellate di spinta) e una stabilità rilassata dovrebbero dare maggiore manovrabilità, maneggevolezza e accelerazione, fermo restando che, se gli mettiamo i serbatoi conformi e una ventina di missili sotto la pancia, anche Superman sarebbe un’anatra seduta…mentre ovviamente per mettersi a piroettare nel cielo a breve distanza bisogna arrivarci vivi e possibilmente senza la treccia radar di un vagone ferroviario... Il volivolo avrebbe quindi bisogno di un solo pilota, ma sarebbero due per sostituire la quota parte di F-15D che verrebbero dismessi assieme ai C e tutte le volte in cui un aiuto a bordo farebbe comodo. Si lo so, i condizionali si sprecano... Si suppone che tanti missili siano richiesti da tanti bersagli e tanti bersagli implicano un carico di lavoro che è bene suddividere, senza contare che il velivolo si propone anche come piattaforma per il lancio delle nuove armi ipersoniche attualmente in fase di sviluppo. Poi effettivamente non so quanto la necessità di rimpiazzare gli F-15 da caccia e la presenza di numerosi F-15E in organico lasci spazio alle indubbie doti aria-suolo del velivolo, che saranno sicuramente il non plus ultra della categoria (stealthness a parte). Magari il secondo posto nell'abitacolo tornerà più utile quando gli F-15E (prodotti dopo i C) saranno vecchi e da sostituire, mentre gli F-15EX saranno ancora relativamente giovani, ma saranno disponibili i nuovi velivoli di sesta generazione per fare quello che all'F-22 non è riuscito fare: mandare in pensione gli Eagle da caccia. https://www.boeing.com/defense/f-15ex/
  17. 2 likes
    https://theaviationist.com/2020/03/05/u-s-armys-fara-program-what-we-know-about-all-the-oh-58d-kiowa-warrior-replacement-candidates/ Una buona disanima dei concorrenti su The Avionist. Da evidenziare il requisito di un diametro massimo di una dozzina di metri e la velocità max di “soli” 180 nodi che probabilmente hanno fatto scartare i convertiplani. In effetti Bell per il FARA non ricicla il concetto del veloce e ingombrante V280, ma propone l’Invictus che credo sia il più semplice di tutti (di fatto è un elicottero tradizionale con le ali). Poi viene il Boeing che comunque un rotore in più ce l’ha. Tutti gli altri sono più complessi e secondo l’autore meno avvantaggiati sul piano dei costi. Io comunque credo ancora sarà una questione tra le proposte Bell e Sikorsky: la prima è la più semplice e sicura, la seconda è una delle più “ardite”, ma ha anche un dimostratore che vola da tempo.
  18. 2 likes
    L’F-35 non ha capacità di stand-off jamming, a differenza dell’EF-18 Growler, ed è meglio che sia così. Sarebbe infatti controproducente per un velivolo stealth montare potenti dispositivi esterni, data la resistenza aerodinamica e l’aumento di traccia radar. Il radar AESA di bordo ha ottime capacità di disturbo ma in una ristretta gamma di frequenze. Il lancio di missili Spear EW ottiene un effetto simile, anche se differente concettualmente (stand-in). Il disturbo emesso dai missili non mette in pericolo l’aereo, è meno potente ma più vicino ai radar da disturbare e può creare corridoi liberi nella rete difensiva avversaria: http://www.loneflyer.com/2019/02/09/tecniche-di-attacco-elettronico/#more-4278
  19. 2 likes
    In sostanza, per quel che sto capendo, si tratta di un upgrade (o porting) di ALIS a un'architettura cloud-based; era un passaggio già previsto da tempo ma che finora era stato chiamato "Next Gen ALIS" o simile e invece ora viene chiamato ODIN, immagino per questioni di cool factor. Stupisce il fatto che in tanti parlino di "nuovo software" - finché lo fanno Gaiani & Co va bene, è il loro standard, ma certi altri...è vero che il giornalismo di settore mi pare si stia livellando verso il basso. Comunque, come si diceva in un gruppo di discussione a riguardo, tutti i software vengono aggiornati o patchati periodicamente; si passa da Windows 98 a Windows 7 a Windows 10 e viene considerato normale. Però se si fa l'upgrade di ALIS dopo anni di servizio diventa una notiziona. Un po' come se, quando per il videogioco "World of Warcraft" uscì l'espansione "Burning Legion" e con l'occasione furono fatti miglioramenti generali a prestazioni e specifiche del gioco, qualcuno avesse titolato "WoW è un flop, Blizzard costretta a lanciare un gioco nuovo!". Con l'ulteriore differenza che il giocatore di WoW che volesse avere anche "Burning Legion" doveva pure pagare l'espansione a parte.
  20. 2 likes
    Credo anch'io che si tratti del 4-27. In questo caso, si trova al circuito di Fiorano Modenese. Foto F-104 4-27
  21. 2 likes
    Posto qui un vecchio, ma interessante, articolo apparso sul mensile 'Proceedings' dell'USNI nel lontano 2006. L'autore, lo storico Norman Polmar, descrive lo sviluppo del missile balistico navale 'Polaris' ... ... usni.org ... https://www.usni.org/magazines/proceedings/2006/june/polaris-true-revolution?utm_source=U.S.+Naval+Institute&utm_campaign=3e6767596b-Proceedings_Editor_EMAIL_2020_1_7&utm_medium=email&utm_term=0_adee2c2162-3e6767596b-222757277&mc_cid=3e6767596b&mc_eid=fa7ca1ce14 ... ... https://en.wikipedia.org/wiki/Norman_Polmar ...
  22. 2 likes
    Da qualche tempo è disponibile una bella carrellata di video interviste fatte durante il salone AUSA. Bell L’Invictus è veloce perché ha una sezione ridotta (ovviamente magnificata assieme alla maggiore visibilità offerta ai piloti dalla configurazione in tandem, anche se a dispetto dei minori volumi a disposizione per le stive di carico) e l’ala fornisce la parte di portanza non più richiesta al rotore, che quindi può ridurre l’incidenza delle pale (in particolare quella retrocedente che stallerà a velocità più elevate). AVX & L3 AVX e L3, guarda caso, non menzionano la maggiore resistenza aerodinamica dei posti affiancati e la non certo pulita configurazione aerodinamica, ma magnificano la compattezza dei rotori controrotanti (ecco, magari careniamo meglio tutto quell’accrocchio di cinematismi) e la possibilità di deviare il risparmio di potenza dovuto all’assenza del rotore anticoppia verso le due eliche intubate spingenti, che tolgono ai rotori controrotanti la necessità di generare trazione (evitando anche l’assetto tipicamente a muso in giù in crociera), mentre l’ala riduce la richiesta di portanza dai rotori che essendo oltretutto articolati e non rigidi eliminano le vibrazioni determinate da un prematuro stallo della pala retrocedente. L’aspetto che magari trovo più convincente è la trasmissione leggera e compatta che consente di sfruttare totalmente i volumi al di sotto del rotore per le stive, ma anche per un eventuale vano per 6 persone. Sikorsky Sul Raider X nemmeno a parlarne di questa opzione perché la più massiccia trasmissione, come sul più grosso SB-1 Defiant, entra ben dentro la fusoliera. D’altra parte il Raider X col suo rotore spingente di fatto ha una fusoliera più allungata, meno tozza e più pulita per cui stiva e vano di carico stanno più avanti rispetto alla trasmissione. Dei 3 probabilmente è il più veloce: è vero che non ha un’ala per sgravare i rotori dalla portanza, che essendo pure rigidi producono non poche vibrazioni quando la pale retrocedente stalla, ma non spreca potenza a sparare aria su un’ala e su due eliche intubate, mentre e l’elica posteriore spinge l’elicottero a velocità notevoli e in crociera assorbe quasi tutta la potenza: i rotori principali si fanno bastare il 10% dei cavalli nonostante non siano aiutati da un’ala a tener per aria il Raider X: probabilmente i rotori della proposta AVX & L3 non sono altrettanto efficienti... Da sottolineare il sistema di abbattimento delle vibrazioni indotte dai rotori rigidi, grazie a una massa piazzata fra i rotori e che vibra in controfase e grazie a nuove pale che si stanno testando sul più piccolo S-97. Ovviamente i posti affiancati per l’intervistato sono una figata, perché consentono di allargare la fusoliera a vantaggio delle stive e di far cooperare meglio i due piloti… Da dire che, nonostante le loro dichiarazioni, non è che quelli di AVX e L3 siano dei geni a usare rotori articolati e conseguentemente trasmissioni più leggere e prive di smorzatori: quelli di Sikorsky ci tengono a precisare che il rotore rigido, garantisce agilità, accelerazioni lineari, ratei di virata e assetti di volo altrimenti inarrivabili. Passiamo all'ultimo...per ora visto che Boeing non è pervenuta. Karem Non poteva mancare l’intervista al rappresentante della proposta Karem, che si dichiarano esperti di tilt rotor, ma che propongono tutt’altro per il FARA… Un rotore rigido che per non vibrare non ha il piatto oscillante, ma attuatori indipendenti che controllano l’incidenza delle pale (buona fortuna a farli funzionare…). L’elica di coda pivotante tra anticoppia in hovering e spingente in crociera, è una delle poche cose che in questo brutto anatroccolo ricordano i tiltrotor. A dire il vero ci sono anche le semiali incernierate che ruotano di 90° e sono lì a ricordarci che AVX con L3 e Bell non è che abbiano necessariamente fatto la figata del secolo a sprecare potenza sparando l’aria dei rotori contro di esse in hovering… Come si vede è tutto un gioco di equilibri e di compromessi e a seconda di quello che si vuole una soluzione può essere più o meno valida. Come andrà a finire a inizio anno? Magari mi sbaglio, ma (Boeing permettendo) personalmente ritengo sarà una partita a due fra la semplicità e l’economicità dell’Invictus di Bell e le prestazioni del Raider X di Sikorsky. Gli altri, per basso peso del costruttore e soluzioni non collaudate, credo siano meno papabili nella imminente competizione a due finalisti.
  23. 2 likes
    Riporto, da un altro Forum, nella speranza di non incorrere nelle ire dello Staff ... Chi ha scritto quanto sopra è un ex pilota militare ...
  24. 2 likes
    F-35 vs. A-10 ... polemica infinita ...
  25. 2 likes
    il Nato Nuclear Sharing non è mai stato un mistero per nessuno e manco le "stime" riguardo il numero di armi custodito in ogni paese.
  26. 2 likes
    Su Aviatio Report un altro articolo interessante e dettagliato sul Tempest, sul Mockup e sui possibili sviluppi, con molte riflessioni sui vari componenti e le varie caratteristiche. Interessante il diverso punto di vista rispetto all'articolo precedente sulle possibilità di successo dei 2 progetti: FCAS e Tempest. Sull'articolo di Difesa on line vedono meglio il progetto franco-tedesco per i maggiori fondi a disposizione dati dai pil delle nazioni partecipanti. Su Aviation Report vedono avvantaggiato il Tempest per le maggiori competenze dei paesi coinvolti per le conoscenze acquisite con l'F35 e per i problemi che sembrerebbero già affliggere il FCAS riguardo ai requisiti, sui quali la Spagna vorrebbe dire la sua ma la Francia li avrebbe già blindati, come al solito. Inoltre il Tempest sembrerebbe essere già un passo avanti per quanto riguarda progettazione iniziale e hanno già il mockup su cui sarebbero già stati fatti studi sulle forme, angoli ecc. sia con simulazioni che nella galleria del vento. Entrambi gli articoli concordano sul fatto che probabilmente i 2 progetti saranno costretti a convergere in un progetto unico.
  27. 2 likes
    Non solo avevano le lenti di Luneburg ma gli stessi produttori del radar miracoloso ammettono candidamente che han potuto identificare i velivoli (ovvero capire se quel che stavano recependo era effettivamente un F-35 e non uno stormo di volatili o un'eco fittizia) solo grazie ai segnali del transponder! Come dire che hanno tracciato due velivoli che stavano apertamente trasmettendo la propria posizione al controllo del traffico aereo. Sarebbe stato molto strano non rilevarli, in quelle condizioni... Questo viene spiegato, ad esempio, nell'articolo di Defense News citato da TT-1 Pinto ma Antidiplomatico curiosamente omette questa parte. Quanto questo risultato è significativo? Mettiamola così: in combattimento un F-35 non avrebbe le lenti di Luneburg, il transponder sarebbe spento e le infrastrutture di telecomunicazioni sarebbero tra i primi bersagli ad essere distrutti o neutralizzati. Buona fortuna a beccare un Lightning col radar passivo in quelle condizioni.
  28. 2 likes
    Quasi . Nuooovo terribbile avvvversario per il " 35 " ; godetevi questa cascata di scemenze : https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_caccia_pi_temuto_scopri_il_nuovo_f14_tomcat_super_delliran_anche_gli_f35_sono_in_pericolo_video/27922_30434/ . Segnalo alcune perle : " .... Secondo il Dipartimento di Pubbliche Relazioni dell'esercito, gli esperti e il personale tecnico della base aerea Shahid Babaei di Isfahan hanno revisionato e potenziato un caccia Tomcat F-14, che era stato messo a terra per diversi anni. ...." ( dove , nel Mojave ?)" ... " Sulla carta, il Tomcat ha fornito alla flotta una potente capacità, anche se la realtà non ha del tutto soddisfatto l'hype ( = cosa vuol dire ? ) delle pubbliche relazioni ( ??? ) della Marina. ... " " .... L'Iran ha aggiornato i suoi F-14 Tomcat con nuove avioniche e nuove armi ( quali ? ) . ....Addrittura, grazie al potenziamento iraniano e la mancanza di armi utili, un caccia stealth F-35 essendo mal progettato per il combattimento aereo potrebbe andare in grossa difficoltà e correre pericoli reali. Il risultato di un eventuale confronto aereo tra F-14 ed F-35 dipenderà dai dettagli scontro e dal fatto che l'F-35 abbia delle armi. ( !!!!! ) ... " " .... Il caccia F-14 possiede una buona gamma offensiva: rapporto di peso (molto migliorato rispetto all'F-14A), una fotocamera a lungo raggio, IRST, ali variabili che possono allargarsi per il combattimento ( e invece in atterraggio si stringono !!! ), una pistola e in genere 2-4 Sidewinder. ( = le " nuove armi " ) ... " Il tutto, seguito da un filmato con immagini di qualità " guerra di Corea con pellicola scadente " e addirittura rovesciate ( notare le scritte ). Sì , lo so, dovrei scrivere cose serie ma ogni tanto .... Peraltro fa male vedere il glorioso micione in mano a questi accattoni .
  29. 2 likes
    Aspettiamoci l'arrivo di russi .... molto curiosi .
  30. 2 likes
    "...There's no evidence I'm aware of that its stealthy stablemates, the F-22 and B-2, possess a chaff dispenser..." Look again: ...questo Trimble è un giornalista specializzato, giusto? Lo pagano per scrivere? No, perché mi fa un po' specie che non si sia preso il disturbo di fare 1-minuto-1 di ricerca. Su Google, mica su qualche database ultraclassificato...
  31. 2 likes
    La Trenta non stava particolaremente simpatica nè a Conte, nè a Vecciarelli e siccome qua parliamo di F-35, non dimentichiamo che è stata alla fine la Trenta ad assegare il secondo B alla Marina, quando i media parlavano in maniera confusionaria e poco chiara di scippi e soprattutto di assegnazione all'Aeronautica di quello specifico velivolo (con relativi stracci volanti nei corridoi tra capi di stato maggiore). http://www.ilgiornale.it/news/politica/ecco-perch-han-fatto-fuori-elisabetta-trenta-1748451.html La sua poltrona insomma scottava anche se sinceramente di queste beghe interne e sgambetti mi frega relativamente. La Trenta, a dispetto del suo parlare chiaro ("non si compreranno ulteriori F-35"), in 14 mesi non ha chiarito mai una beata fava sul cosa intendesse fare dell'F-35 e tra analisi costi benefici mai rese note e discese a mare di LHD da 30000 tonnellate in cui gli ski jump dovevamo smascherarli dalla foto di un buco sul ponte piuttosto che da una dichiarazione del Ministro della Difesa, non mi mancherà di certo. Il neo Ministro non proviene esattamente dal settore, sempre ammesso che un anno di presidenza del COPASIR possa dargli chissà che titoli. Speriamo sia affiancato da valide persone e che abbia voglia di studiare e capire le esigenze di un mondo tanto importante quanto bistrattato: la Pinotti era riuscita a sorprendermi positivamente prima di lui, ma a ben vedere aveva ben altro curriculum in materia di Difesa: se non altro tra le altre cose si era fatta 2 anni e mezzo come vicepresidente della Commissione Difesa del Senato, dove di robe interessanti e problemi tangibili di quel mondo se ne vedono parecchi... Ho dei dubbi (nello specifico dell'F-35 temo gli esiti di un possibile perdurante cerchiobottismo), ma non si sa mai...
  32. 2 likes
    Certo, il tuo ragionamento è razionale e non fa una piega, ma temo che qualche decisore politico potrebbe avere interessi diversi dall'efficienza dell'AMI e dall'acquisizione/mantenimento di competenze da parte dell'industria aerospaziale nazionale. Agli occhi di noi appassionati è lampante che bisogna iniziare quanto prima con la programmazione del futuro sostituto dell'Eurofighter che certo non volerà prima di un ragionevole numero di anni e allo stesso tempo procedere con la continuazione del programma F-35. Tra l'altro, esigenze dell'Aeronautica a parte, sono in gioco anche i ritorni industriali che la partecipazione al programma JSF con i numeri attuali ci dovrebbe garantire. È pacifico anche che conviene entrare nel Team Tempest, visto che nel consorzio FCAS non ci vogliono, che i nostri requisiti si sovrappongono a quelli UK meglio di quelli dell'altro consorzio e che i programmi di sesta generazione USA molto probabilmente resteranno cosa esclusivamente loro. Il mio timore è che, a parte le oggettive difficoltà di bilancio, vista soprattutto una generale spettacolarizzazione della politica, con i decisori di ogni colore, sempre più sensibili ai consensi su FB e su altre discutibili piattaforme e che passano più tempo su Twitter che a leggersi le "noiose" relazioni della Corte dei Conti, la tentazione di dare agli elettori lo scalpo dell'F-35 potrebbe essere fin troppo ghiotta e procurare consensi immediati. Anche se i risparmi del tarpare le ali agli F-35 italiani sarebbero decisamente esigui, vista la natura pluriennale del programma e anzi forse si andrebbe in passivo, con la FACO resa un'ennesima cattedrale nel deserto. Insomma, l'adesione al Tempest in alternativa e non in abbinamento all'F-35, tanto gli impegni finanziari più sostanziatosi per il nuovissimo programma saranno da mettere a bilancio tra almeno un lustro. In sostanza, dilazionare, demandare e intanto raccogliere Like e consensi elettorali. In barba al tuo/nostro ragionamento logico che darebbe benefici meno visibili, o comunque di scarso interesse per molti e che di consensi ne riscuoterebbe molti meno. Vedremo, sperando anche negli organi che dovrebbero porre uno stop ad eventuali decisioni eccessivamente populiste.
  33. 2 likes
    È presto per sapere come il nuovo governo procederà con l'F-35, ma come riportato da Brando nella discussione sul Tempest, sarebbe prossimo l'impegno per entrare nel progetto a guida britannica. https://www.lastampa.it/esteri/2019/09/04/news/difesa-a-5-stelle-l-italia-aderisce-al-progetto-tempest-il-caccia-che-sostituira-eurofighter-1.37413809 Non vorrei che a questa scelta sia abbinato un ulteriore sostanziale taglio degli F-35. Farebbe comodo differire impegni finanziari pressanti, viste le difficoltà di bilancio. Ovvero, meglio un uovo domani (il Tempest) con un relativo basso impegno economico immediato, che una gallina oggi (il brutto e cattivo F-35, difficile da far digerire all'elettorato di M5S e PD). Certo non vale la pena fasciarsi la testa prima di essersela rotta, ma io tendo sempre a un certo pessimismo. Tra l'altro, per impegnarsi nel Team Tempest, non sarebbe stato meglio attendere qualche mese per vedere come evolve la Brexit? C'è una certa probabilità di rischio che tra qualche tempo i rapporti tra UE e Inghilterra potrebbero non essere proprio idilliaci. Ma questa considerazione magari è più pertinente all'altra discussione.
  34. 2 likes
    Storia ed evoluzione dello ski jump dall'Harrier al Lightning II. https://www.savetheroyalnavy.org/royal-navy-aircraft-carrier-ski-jumps-a-history/
  35. 2 likes
    Si parla dei C-130H e J che non hanno il cassone alare centrale irrobustito. Problemi strutturali si erano già verificati sui C-130J britannici (consegnati praticamente tutti prima del 2000) che avevano lo stesso cassone alare degli ultimi H che veniva messo alla frusta dai motori più potenti. C’è anche in piedi un programma di sostituzione del cassone alare centrale sia in GB che negli USA, dove il problema riguarda più massicciamente i velivoli delle versioni precedenti la J, che anche se hanno motori meno potenti sono più anziani. https://www.flightglobal.com/news/articles/centre-wing-box-replacement-deal-supports-rafs-herc-439409/ https://defpost.com/lockheed-martin-awarded-contract-c-130j-center-wing-box/ Le costruzioni successive ai primissimi ordini di J avevano il cassone con vita a fatica incrementata. I J italiani sono stati consegnati dopo (tra il 2000 e l’inizio del 2005) e dovrebbero quindi avere il cassone nuovo. http://www.aeromedia.it/c130jami.html
  36. 2 likes
    Secondo Haaretz ... gli F-35 israeliani avrebbero colpito, almeno in due occasioni, obiettivi iraniani in Irak ... ... https://www.haaretz.com/middle-east-news/iraq/.premium-israel-twice-struck-iran-targets-in-iraq-using-f-35-1.7604353 ...
  37. 2 likes
    Londra sta cercando nuovi partner, USA, Australia, Canada, Nuova Zelanda in primis e gli altri a seguire. La prima opzione è un accordo di libero scambio con l'amico Trump, ma gli americani in commercio non hanno mai regalato nulla. Trump è arrivato in Gran Bretagna agli inizi di giugno per fare il suo show: si è complimentato per la Brexit, ha invitato a cambiare i sistemi di alimentazione, agricoltura e allevamento UE per passare ad quelli americani (OGM, ormoni, farmaci e fitofarmaci diversi, ecc.), ha chiesto di abolire il sistema di sanità nazionale britannico per passare ad un sistema basato sulle assicurazioni private, ecc.. Cambiare la regolamentazione di alimentazione, agricoltura e allevamento è poi il motivo per cui l'UE intende mantenere saldi i principi del backstop per il problema della frontiera irlandese: se così non facesse, dall'Irlanda dl Nord arriverebbero nella repubblica irlandese (territorio UE) prodotti con caratteristiche non approvate da Bruxelles e da qui potrebbero circolare liberamente sul continente. La questione della frontiera irlandese ha enormi implicazioni per tutta la UE, non è solo un problema confinato sull'isola di San Patrizio. Australia, Canada e Nuova Zelanda sono paesi che messi assieme assommano a circa 65 milioni di persone, nemmeno comparabili ai 440 milioni dell'UE (Gran Bretagna esclusa), ed ovviamente con un giro economico completamente diverso. Ci sarebbero India, Pakstan, i paesi sudafricani, ex colonie britanniche, ma sono paesi molto diversi. L'India è uno dei paesi più complicati al mondo e quando nel 2016 furono contattati per stabilire nuovi rapporti gli indiani chiesero come requisito essenziale il libero scambio di persone, inaccettabile in Gran Bretagna. Visto che siamo su un forum aeronautico, ricordiamoci quanto è complicato vendere un aereo all'India... I conservatori Brexiteer esaltano Singapore come modello economico da imitare. Ora dovranno cercare dei nuovi paesi con cui commerciare, al di là dei paesi del Commonwealth. Sicuramente cercheranno accordi con la Cina, ma le dimensioni dei 2 paesi sono incomparabili, economicamente, socialmente che per popolazione. Londra riuscirà a sopportare le pressioni cinesi? Londra sta già trattando con la Cina per il 5G: l'Italia è stata criticata per avere sottoscritto la RBI con la Cina e di avere affidato il 5G ai cinesi, con grande rabbia americana, ma al momento nemmeno i britannici hanno escluso i cinesi dal 5G... Immagino però che Trump, nel caso darà l'aut aut ai britannici, o noi o loro. In questi giorni c'è tensione tra Cina e Gran Bretagna a seguito delle proteste degli abitanti di Honk Kong. La Gran Bretagna ha chiesto di rispettare i diritti della popolazione locale ma Pechino ha risposto a muso duro di pensare agli affari di casa propria, in quanto Londra non ha più alcun diritto sull'ex territorio. Londra e Pechino cercheranno accordi, ma i diritti umani rimarranno sempre un grosso scoglio, a meno che Londra non decida di abbassare le proprie pretese e chinare la testa. Ora Londra è in una situazione di incertezza/debolezza: deve assolutamente cercare nuovi trattati commerciali. Io non dò per scontati nemmeno i trattati con USA, Australia, Nuova Zelanda e Canada, perché stravolgerebbero 45 anni di normative, leggi e abitudini sulla tutela sanitaria, alimentare di diritti sociali e di lavoro. Figuriamoci quando dovrà trattare con la Cina. Oltre a ciò Trump non sarebbe assolutamente contento di vedere il fedele alleato britannico avvicinarsi troppo a Pechino: come ho detto ha lodato e lusingato l'alleato britannico in tutti i modi possibili. Posizioni troppo vicine a Pechino sarebbero viste a Washingtn come un tradimento. Da una parte Johnson ha sempre detto di volere continuare a tutelare le normative europee, ma fare una Brexit senza accordo con l'UE implicherebbe necessariamente buttare a mare 45 anni di normative ormai nel DNA dl paese. Inoltre sottolineo che l'UE per stipulare un accordo con un nuovo paese, mediamente impiega dai 10 ai 15 anni. La Gran Bretagna non ha 10-15 anni di tempo davanti a sé, ma deve firmare il più velocemente possibile tanti più trattati che può, perché in caso contrario dal 1° di novembre, in caso di no deal Brexit, dovrà commerciare con le regole del WTO che sono più complesse ed onerose di quelle UE.. Ieri Johnson ha presentato il suo governo, da cui ha rimosso i fedeli alla linea May e mandato a casa i recalcitranti remainer. Ora può contare su un governo tutto marcia avanti a favore della Brexit. Ma cosa farà? Le ipotesi sono tante, ma qualche analista ha previsto questo. Da momento che sia l'UE che la Gran Bretagna manterranno ferme le proprie posizioni, Boris potrebbe dirigere verso una Brexit senza accordo. A questo punto il parlamento lo bloccherebbe, creando una situazione di empasse istituzionale e lui potrebbe chiamare nuove elezioni generali, che a questo punto lo vedrebbero, nella sua visione, vincitore assoluto. Poi con un nuovo parlamento, sbloccherebbe la situazione nella direzione a lui più congegnale. Se questa previsione fosse vera, potrebbe riuscire nell'intento di sbloccare una situazione di empasse, ma con il rischio di giocare con un pericoloso incendio. Dall'Irlanda e dalla Francia sono partiti diversi appelli a non giocare con il problema della frontiera, perché la Gran Bretagna potrebbe uscirne dilaniata. Boris Johnson di formazione è un latinista classico, il suo consigliere più fidato Dominic Cummings è laureato in storia, Jacob Rees-Mogg, importante esponente conservatore e gran fautore della Brexit, anche lui è laureato in storia e autore di saggi. Si dice spesso che "la Storia è maestra di vita". Mi chiedo: avranno ragione loro a perseguire il fine della Brexit, o questi non hanno capito niente? Se non lo sanno loro... Intanto 98 giorni al countdown.
  38. 2 likes
    mah Nato non così convinti. E putin gongola. Opinione personale : per me dovrebbero buttarli fuori senza se e senza ma. Un alleato del genere non è affidabile Non esistono vie di mezzo a questo livello. Ma sono fuori dal politichese e magari è un mio limite
  39. 2 likes
    E' stato pubblicato, di recente, questo libro ... che segnalo a titolo puramente informativo ... ... https://www.analisidifesa.it/2019/06/ustica-i-fatti-e-le-fake-news/ ...
  40. 2 likes
    Spero tu l'abbia vista , perchè questa volta è stata cosa di un altro pianeta . Ottimo e ben organizzato lo spettacolo con esibizioni anche di elementi di CC, EI, MM, GC e GdF nonchè pattuglie acrobatiche e aerei d'epoca ( tra cui lo SPAD di Zanardo ) ; gli speaker invitati dalla RAI non sono stati costretti a dire fesserie. Quanto allo F-35 , se n'è parlato estesamente ; uno dei piloti ha descritto il casco e la presentazione in volo , sebbene non spettacolare quanto quella del Typhoon è stata piuttosto lunga ( 10 minuti , circa ) . Ah, quando l'aereo ha aperto i portelli della stiva ventrale , lo speaker di turno ha detto che era ... la baia armamento ! INCREDIBBILE ! Una sola assenza : il Tornado , peccato ! L'immagine che mi ha impressionato di più è stata quella dei due Caesar che simulavano un rifornimento in volo da un C-130 J. Lo HH-101 è una new entry in questi airshow, correggetemi se sbaglio. Per dare lustro a tutto, c'era il comandante della AMI , intervistato alla fine . Insomma , una giornata in cui dire " valore tricolore " non è stata una vuota espressione retorica. Un grazie agli organizzatori : questa volta le cinque stelle , quelle vere se le sono guadagnate loro.
  41. 2 likes
    Aggiorniamo il Topic. Dopo il primo attacco verificatosi nello Stretto di Hormuz il 12 Maggio, in cui erano state prese di mira 4 petroliere di cui 2 saudite, nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un secondo attacco a petroliere, sempre in zona (golfo di Oman). Le petroliere attaccate sono 2: La Front Altair battente bandiera delle Isole Marshall e la Kokuka Courageous battente bandiera panamense. Entrambe erano dirette in Giappone, la Altair con 75mila tonnellate di nafta mentre la Kokuka trasportava metanolo. L'attacco è avvenuto nelle prime ore del mattino, e subito si sono attivati i soccorsi per gli equipaggi dei 2 tanker. Dalle immagini si evince che la più danneggiata sia stata la Altair. A rispondere alle richieste radio di soccorso è stata la Quinta Flotta con il Destroyer DDG96 Bainbridge. Il cacciatorpediniere in questione ha rilevato anche i danni minori subiti dalla Kokuka: Nel frattempo che la DDG96 si recava in area operazioni, marine traffic mostrava la partenza di vascelli dalle coste iraniane, fra cui la NAJI10 (SAR). Le imbarcazioni hanno spento i propri transponder dopo pochi minuti per poi apparire nei pressi delle navi attaccate che si trovavano separate da 14 miglia di distanza l'una dall'altra. Gli USA hanno prontamente accusato l'Iran, nazione che dopo l'embargo petrolifero ricordiamo aver dichiarato "se non possiamo vendere petrolio noi non lo farà nessuno". In prima analisi si era detto che le navi fossero state colpite da un torpedo, ma i danni sono apparsi da subito (almeno a me) troppo limitati per quel genere di arma contro delle petroliere cariche di roba incline a saltare in aria. O almeno nel caso della Kokuka. Nonostante alcune dichiarazioni dei marinai a bordo dei tanker parlino di "oggetti volanti ad alta velocità contro i fianchi della nave", nella giornata di oggi il CENTCOM ha rilasciato un video in cui viene ripresa una piccola imbarcazione affiancarsi alla Kokuka e armeggiare per rimuovere qualcosa. L'ipotesi più accreditata è che si tratti di mine magnetiche inesplose: Il Video: https://cdn.dvidshub.net/media/video/1906/DOD_106899258/DOD_106899258.mp4 Per ora le risposte USA pare saranno solo sul piano economico e diplomatico. Non è esclusa la scorta a convogli, seppure, per via dell'alto numero di vascelli nell'area, l'ipotesi pare molto difficile da attuare.
  42. 2 likes
    Stante l’attuale situazione, sicuramente perdere miliardi di dollari e rischiare un buco produttivo sarebbe una brutta botta, ma credo ormai che non ci siano molte alternative al tagliar fuori la Turchia, perché probabilmente ci si è infilati in una strada senza uscita. Erdogan non so se sarebbe disponibile a rimetterci la faccia, mentre d’altra parte gli Stati Uniti non sono disposti a trasformare l’F-35 in Turchia in un nuovo F-14. Temo che finché c’è Erdogan al potere non ci sarebbe comunque da fidarsi: stiamo parlando di uno che compra missili russi dopo avergli abbattuto un SU-24 al confine. Gli staranno più simpatici perché gli hanno perdonato quello, come anche l’atteggiamento “ambiguo” con l’ISIS e le cannonate ai Curdi. Mandare a ramengo la Nato o compromettere l’F-35 non è però un prezzo basso per farsi un nuovo amico a Mosca, dopo essersi scoperto un pochino più solo all’indomani del fallito golpe. Per tutto questo, al di là di bastone e carota, non escluderei che da parte USA, sapendo come andrà a finire, ci fosse solo il desiderio di prender tempo senza tagliare la filiera turca prima che le alternative siano disponibili. Di più: non escluderei che questo degli S-400 fosse solo un pretesto (bello grosso, intendiamoci), per dare il benservito a un partener che con gli anni è diventato inaffidabile: della serie dopo il golpe m’è passata la voglia darti gli F-35 e ti ringrazio di avermi dato un buon motivo per non darteli. Dopo l’arrivederci e grazie di Rolls Royce, se poi Erdogan insiste a farsi il caccia turco e a metterci sotto il cofano un motore fatto con gli americani, questi possono pure tenerlo per le palle senza dagli l’F-35 e facendogli fare un aereo che dubito i turchi sarebbero in grado di fare decentemente. Certo, fatto 30, potrebbero far 31 e finanziare il Su-57 che è orfano dei quattrini indiani. Ormai non mi sorprendo più di nulla…Una bella versione turca, con quanto di russo più blindato possibile, perché fossi nei russi parimenti non mi fiderei a dargli l’ultimo nato di casa Sukhoi. Come tutti quelli come lui, accecati da potere e megalomania, Erdogan scherza col fuoco: spiace che la storia non insegni nulla, ma dubito possa averla vinta. Spero solo che finché resta al potere non faccia più danni di quelli che possono essere riparati, anche perché dall’altra parte dell’oceano non c’è certo un pompiere nelle relazioni internazionali…
  43. 2 likes
    Proviamo così: E anche questo: scusate l’entusiasmo e l’inglese... quelli servono per i click . In realtà sono contro luce e si vede pure male! (bello però!)
  44. 2 likes
  45. 2 likes
    L’articolo viene da Aviation Week che se non erro incorre nello stesso errore dell’ex (di cui non sento la mancanza...) Sweetman. Da quelle parti devono avere la memoria corta. Il B in effetti ha le stive più piccole non tanto e non direttamente a causa della presenza del Lift Fan (piazzato dove A e C hanno un serbatoio di carburante), ma a seguito del programma SWAT di riduzione del peso. Insomma, in origine il progetto del B prevedeva stive simili ad A e del C, pur avendo il lift fan, ma si decise di accorciarle per ridurne il peso strutturale (tanto più grande è il “buco” in una struttura tanto più questa deve essere rinforzata perimetralmente ad esso). Come se non bastasse, a guardare le immagini, le stive del B sono più corte dietro, non davanti dove c’è il lift fan e dove le differenze, pur presenti, non sono così marcate (basta vedere la loro sistanza dalle prese d'aria che non è poi cos' diversa). Va comunque detto che anni fa era stato diffuso un video di cui qui avevo anche estrapolato un frame, in cui si vedeva uno spaccato del B con 6 missili AIM-120 all’interno. Ammesso e non concesso che quell'immagine (poco chiara) si riferisse alla nuova configurazione delle stive del B, all’atto pratico del progetto di dettaglio devono aver verificato che il sistema studiato per imbarcarne due accoppiati invece che uno al pilone esterno di ciscuna delle due stive sia inadatto al B, che avendo le stive meno lunghe (e profonde) non consente di piazzare i missili opportunamente scalati per evitare l’interferenza delle pinne. Motivi analoghi, dovuti però agli ingombri delle prese d’aria dei Meteor, temo impediscano l’adozione della "soluzione doppia" anche su A e C in concomitanza con l’utilizzo di tale missile al posto del meno ingombrante Amraam. Sempre dalla stessa fonte, che cita però il Pentagono, si commenta la questione costi di gestione, con il target cui punta il costruttore di 25000 $/ora entro il 2025 che non è ritenuto realistico. https://aviationweek.com/defense/pentagon-says-f-35-flight-hour-stretch-goal-unachievable Palla di vetro cercasi...
  46. 2 likes
  47. 2 likes
    Due articoli di segno opposto. In uno Tricarico spara ad alzo zero sull’aviazione imbarcata. https://www.huffingtonpost.it/leonardo-tricarico/f-35b-alla-marina-un-errore-di-trenta_a_23713911/?utm_hp_ref=it-homepage Nell’altro, in direzione opposta, si ventila la minaccia dell’AMI che vorrebbe rubare i B della MM. http://www.difesaonline.it/mondo-militare/la-rogna-furbescamente-rimandata-degli-f35b-italiani Indipendentemente da come stia questa guerra tra poveri, i concetti espressi da Tricarico li trovo obsoleti e tristi quanto l’idea di epoca fascista che tutto ciò che abbia le ali debba per forza essere dell’Aeronautica e che sembra tornata in voga a causa del clima di tagli di quest’ultimo anno. Tricarico innanzi tutto pone ovviamente l’accento sul fatto che l’Aeronautica abbia più bisogno dei B per evitare i tre rifornimenti in volo stile Al Dafra. Vero, ma se voglio evitarlo senza spendere un botto di soldi, il modo migliore sarebbe non mandare gli aerei quando gli altri hanno già riempito le piste più lunghe... E’ più un problema politico che tattico, ed è opinabile spendere i pochi soldi disponibili a scapito della Marina per risolvere un problema AMI dovuto all’inerzia delle decisioni politiche. Non può nemmeno sostenere che la MM possa tirare avanti con gli Harrier, perché tanto l’AMI lo ha fatto con i 104 per 42 anni. Magari i G acquistati all’inizio, non erano gli stessi S mandati in pensione oltre quarant’anni dopo. Centinaia di velivoli acquistati in diversi anni che poco hanno a che fare col pugno di AV-8B che in trent’anni devono anche combattere con la salsedine. E magari gli Harrier della Marina non è detto che possano tirare avanti molto oltre il 2024 (credo comunque lo faranno causa ritmi produttivi asfittici degli F-35B), anche se i Marines tireranno avanti con i loro fino al 2028. Magari, per quanto sicuramente molto più utilizzati, gli americani partivano da oltre 300 AV8-B diurni e una trentina di nuovi velivoli acquistati nel 93-95 come quelli italiane, ma anche una settantina di aerei ricostruiti con nuove cellule, l’ultimo dei quali consegnato nel 2003. Magari gli Americani si sono pure comprati tutti gli Harrier Britannici dismessi e di pezzi di ricambio ne hanno quanti ne vogliono. https://en.wikipedia.org/wiki/McDonnell_Douglas_AV-8B_Harrier_II In ogni caso i Marines l’F-35B lo hanno già e bisogna vedere quanti Harrier avrebbero ancora alla fine del prossimo decennio. Una squadriglia? E gli italiani in proporzione cosa dovrebbero avere ancora in condizioni di volo senza fare i salti mortali e spenderci sopra una fortuna? 3-4 aerei? Da sostituire poi con cosa? Siamo seri, a Tricarico e temo all’AMI, non gliene frega una beata fava della Marina (da cui la tristezza della cosa cui accennavo sopra): nella guerra tra poveri scatenata dal questo governo dei tagli e delle incertezze, i concetti di jointness ed efficienza rischiano di venire sacrificati per mai del tutto sopiti egoismi di parte.
  48. 2 likes
    La fortuna dell’F-15 è stata quella di poter essere esportato, mantenendo in vita la linea fino ad oggi e consentendo costi di acquisto accettabili e il facile reperimento di ricambi nonostante la complessità del velivolo. Sono le cose su cui punta l’F-35 per abbassare i suoi costi e ciò che disgraziatamente non ha avuto l’F-22 che si è ritrovato nell’assurda situazione di avere una linea che non è riuscita a sopravvivere a quella dell’aereo che avrebbe dovuto rimpiazzare. Destino per certi versi accostabile a quello del B-52 che riesce a distanza di decenni a fare ancora delle metaforiche pernacchie ai B-1 e ai B-2 che non sono riusciti a sostituirlo. Probabile ci sia qualcosa di sbagliato in certe specifiche, o nel modo in cui vengono applicate, perché non va mai perso il contatto con la realtà. L’F-22 è senza ombra di dubbio un velivolo straordinario, ma probabilmente si sono ricercate soluzioni troppo complesse e costose, rinunciando per risparmiare ad altre cose. Oggi si fatica a spendere cifre esorbitanti per porre rimedio a quelle lacune su un pugno di velivoli, laddove una produzione continua di un velivolo solo un pelo meno ambizioso, forse avrebbe garantito l’evoluzione necessaria a pensionare definitivamente l’F-15. Col senno del poi sprecando meno soldi su progetti che successivamente sarebbero stati ammazzati, ci sarebbero state le risorse per quelli veramente necessari, che comunque avrebbero dovuto essere condotti con un maggior occhio alla sostenibilità sul lungo periodo. Più facile a dirsi che a farsi, anche perchè il problema è che i soldi e i nemici da guerra fredda una volta c’erano, mentre i programmi a suo tempo lanciati non prevedevano i tagli dei…dividendi della pace… Oggi, passata la sbornia da “volemose tutti bene” ci si sta rendendo conto che la scelta di bloccare l’F-22 a numeri operativamente marginali (e probabilmente di non esportarlo in Giappone) fosse sostanzialmente sbagliata, perché priva di un piano B a fronte del prevedibile invecchiamento della flotta. L’F-35 è un validissimo tuttofare pensato per rimpiazzare F-16 ed F-18, ma non gli si può chiedere di sostituire un velivolo più grosso come caccia da superiorità aerea (ma anche come bombardiere) senza rinunciare a qualcosa. La questione ora è se spendere su qualcosa di grosso, ma indiscutibilmente vecchio, o su qualcosa di nuovo, ma indiscutibilmente più piccolo. Non ho la soluzione in tasca, visto il grave errore di programmazione di fondo, ma magari sarebbe meglio puntare tutto sull’F-35 implementando in modo più incisivo e rapido soluzioni volte ad aumentarne le capacità nell’aria-aria (sia come armamento che come prestazioni), piuttosto che su quelle di un velivolo che, carico utile a parte, temo non abbia molto di decisivo da esprimere. Poi per carità, anche i cinesi e i russi continuano a comprare Flanker quando potrebbero spingere tutto sui loro stealth, ma gli americani sono, o almeno dovrebbero essere, gli americani…
  49. 2 likes
    Previsto l'aggiornamento dei Su-33 ... ma emergono seri dubbi circa la necessità di mantenere in servizio l'ormai vecchia e disastrata portaerei Kuznetsov ... AINonline ... https://www.ainonline.com/aviation-news/defense/2019-04-10/su-33-begin-2nd-phase-upgrade-while-russia-mulls-carrier-options ...
  50. 2 likes
    Storia di una nave che, ai suoi tempi, era considerata al top delle tecnologie allora disponibili ... ... thedrive.com/the-war-zone ... Tales Of Nuclear Cruiser USS Long Beach From A Sailor Who Built His Career Aboard Her ...
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00
×
×
  • Create New...