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  1. Cioè, i qatarioti hanno già i Rafale, e ordinano anche i Typhoon? Già che ci siamo, perché non anche un po' di MiG-35 e di F-18, tanto per semplificare la logistica? Può aver senso, operativamente, affiancare ai Rafale i Typhoon T3A ultima generazione e a quanto pare configurabili dual role, quindi capaci di svolgere sia missioni di superiorità aerea che di attacco? A me sembra una decisione essenzialmente politica, dovuta alla particolare situazione che sta vivendo il Qatar nei rapporti con il vicinato arabo.
  2. Forse qualcuno del forum potrebbe darmi qualche informazione: esiste qualche canale ufficiale (non "riservato agli addetti") sul quale poter reperire le risultanze delle indagini tecniche avviate da AMI sugli incidenti in cui sono coinvolti i propri uomini e i propri velivoli? Purtroppo, quando capita un evento tragico, i media, generalisti e non, si occupano della notizia con grande clamore, ma poi non se ne sa più nulla perché evidentemente gli esiti degli accertamenti "non fanno più notizia" anche se in diversi casi potrebbero almeno servire a far giustizia delle critiche avventate o pretestuose che leggiamo costantemente nell'immediatezza dell'evento.
  3. Terribile, terribile. Riposa in pace, capitano.
  4. Sì, le variabili sono tante, e sono anche consapevole che gli americani "tirarono la carretta" non per necessità ma per scelta, a giusta ragione convinti che l'utilizzo di tre soli fondamentali modelli di caccia, di progettazione non recentissima ma costantemente aggiornati e prodotti in numeri adeguati alla bisogna, fosse del tutto compatibile con gli obiettivi desiderati dall'USAAC. Cosa che peraltro avvenne anche per le macchine da bombardamento strategico della classe del P.108, visto che furono introdotti in linea pochi modelli (essenzialmente B-17, B-24 e B-29) costruiti in gran numero. A me qui pare di vedere la precisa e consapevole applicazione di una dottrina, quella preconizzata da Giulio Douhet, che in Italia vide i suoi seguaci confrontarsi per lungo tempo con i sostenitori di Amedeo Mecozzi. Se vogliamo fare una semplificazione, potremmo dire che nella Regia solo il P.108 nacque da specifiche realmente "douhettiane", anche se oggettivamente troppo velleitarie rispetto alle reali capacità produttive del nostro sistema industriale.
  5. Questo non è del tutto esatto. Fino all'armistizio, la Regia ebbe sempre una evidente superiorità qualitativa, per quanto riguarda la linea di volo dei caccia, rispetto all'USAAC, la quale tirò la carretta con P.38, P.39 e P.40 sino a tutto il 1943, quando il C.205 era già nei reparti da tempo e gli altri due "serie 5" erano in dirittura d'arrivo. Ne deriva che un duello "1 vs. 1" non era certamente una passeggiata per i piloti USAAC, sui cieli italiani. Il nostro problema, oltre alle già ricordate carenze del sistema industriale, era anche - e qui si torna al P.108 e ai suoi limiti prestazionali - in ambito petrolchimico, non essendo mai riusciti a produrre le benzine ad alto numero di ottani di cui gli americani invece disponevano in abbondanza. Con benzine ad alte prestazioni, i 1500 hp "teorici" dei motori del P.108 sarebbero diventati 2000 "veri", e ne avrebbero beneficiato di conseguenza le prestazioni dell'aereo in termini di carico utile e di tangenza.
  6. Beh... parliamone! Questo è sicuramente un bel vedere, così come lo è la famiglia dei Flanker e quella dei Fulcrum, ma in passato abbiamo visto sfornare "ravatti estetici" mica da ridere... (scusate la divagazione )
  7. Beh, qui già mi si accende il primo campanellino di allarme riguardo la fattibilità di questo abbozzo di programma. Fare previsioni è prematuro, ma nutro perplessità riguardo la possibilità di trovare la quadra fra due specifiche chiaramente distinte: quella francese, che presumibilmente prevederebbe di sviluppare anche una versione imbarcata del velivolo, con tutti i relativi costi, e quella tedesca che naturalmente non sarebbe interessata a tale requisito ma solo a un multiruolo esclusivamente basato a terra. Si rischia di ripetere i presupposti che portarono la Francia a salutare l'EFA per sviluppare il Rafale per conto proprio? Un bel grattacapo sia per i politici che per gli ingegneri, poiché a parte l'F-4 non mi pare che sia mai stato realizzato un velivolo capace di soddisfare decentemente entrambe queste specifiche. In fin dei conti, anche le versioni A, B e C dell'F-35 corrispondono a aerei abbastanza diversificati.
  8. Non vedo come avremmo potuto rimpiazzare gli aerei imbarcati, senza l'F-35.
  9. Molto interessante. Tuttavia, in tema di autonomia progettuale e realizzativa del "sistema Europa" (qualsiasi cosa possa voler dire questa definizione) rispetto agli Stati Uniti, io continuo ad avere perplessità su una questione fondamentale: visto che l'elettronica, intesa come hardware e software, è un elemento imprescindibile di qualsiasi sistema d'arma ad alta tecnologia, come la mettiamo con il fatto che le aziende produttrici di processori sono virtualmente tutte statunitensi?
  10. My two cents. "Countdown dimensione zero" Un'americanata a tutto tondo, a metà fra guerra e fantascienza, ma carino e anche divertente se si accettano i limiti intrinseci di questo tipo di pellicole. E poi, chi mai non ha mai desiderato vedere un duello aereo fra Zero e Tomcat? "Act of valor" Fra gli innumerevoli cloni di "Black Hawk down", questo sembra abbastanza plausibile: salvo qualche castroneria sparsa (tipo la squadra che chiacchiera nel vano del C-130 senza indossare le maschere a ossigeno mentre l'altoparlante chiama i due minuti al lancio HALO ), la sceneggiatura se la cava e i personaggi sono ben caratterizzati.
  11. Beh, in fin dei conti almeno in campo aeronautico è difficile dargli torto. Poi è chiaro che, per una nazione, le scelte di sistemi d'arma di origine estera sono sempre condizionate in maniera determinante da considerazioni di carattere politico. Acquistare all'estero vuol dire quasi sempre legarsi mani e piedi a chi vende il materiale.
  12. Probabilmente sì, ma è da diverso tempo che mi pongo il dubbio su quali debbano essere effettivamente i requisiti fondamentali di un futuro velivolo europeo per superiorità aerea: tali requisiti non sono mai rimasti costanti, ma con il passare del tempo e con l'evoluzione tecnologica sono mutati anche in maniera considerevole. Agli albori dell'aviazione si puntava essenzialmente su velocità, agilità e potenza di fuoco, con soluzioni che di volta in volta privilegiavano l'una piuttosto che l'altra caratteristica, poi, a partire dagli anni '50, l'avionica ha acquisito sempre più importanza, in tempi recenti la stealthness ha guadagnato le luci della ribalta... e non sono affatto certo che le cose rimarranno in questi termini.
  13. Su quali informazioni si basa questa affermazione?
  14. Non si finisce mai di imparare. Ero convinto che anche nel Nord Europa i Lightning avessero cominciato a operare nello stesso periodo in cui vennero adoperati anche sul fronte del Mediterraneo, ove agirono regolarmente nell'Operazione Torch sia come cacciabombardieri sia come caccia di scorta.
  15. Condivido. Direi però anche che l'USAAC dovette fare di necessità virtù, poiché fino all'introduzione in servizio di Mustang e Thunderbolt, non disponeva di nessuna alternativa al P.38 come caccia di scorta a lungo raggio. Come succede sempre, in guerra si fa con quel che si ha.
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