Sukhoi Su-57 Felon


Il prototipo T-50 in un volo di prova a Zhukovsky, giugno 2010

Nel 1979 l'Unione Sovietica cominciò a pensare a un caccia di nuova generazione, l'I-90, che sarebbe dovuto entrare in servizio negli anni novanta e prendere col tempo il posto del MiG-29 e del Su-27. Nel 1983 il caccia pesante MFI fu affidato alla Mikoyan, che sviluppò il MiG 1.44/1.42, mentre la Sukhoi avviò un proprio programma tecnologico da cui nacque l'S-37/Su-47 ad ala a freccia negativa.

Con la fine dell'URSS i fondi sparirono e l'MFI si trascinò in ritardo. Nel 1999 il Ministero della Difesa russo, a corto di soldi, cambiò strada e lanciò il programma PAK FA (I-21): un solo caccia multiruolo di quinta generazione, meno costoso, che sostituisse sia il Su-27 che il MiG-29. Nell'aprile 2001 si aprì la gara: la Mikoyan propose l'E-721, più piccolo ed economico, con motori Klimov VK-10M, la Sukhoi il T-50, più grande, con motori AL-41F-1. Nell'aprile 2002 vinse la Sukhoi, e Alexander Davidenko divenne il capo progettista del T-50. Nell'aprile 2004 la NPO Lyulka-Saturn ebbe il contratto per il motore AL-41F-1 (izdeliye 117), a dicembre il Ministero approvò il progetto e dal 2005 arrivarono i fondi statali.

E' interessante notare che la Sukhoi prese come riferimento l'F-22, ma lo giudicò inadatto a fare da caccia multiruolo come chiedeva il PAK FA: il suo carico era troppo legato ai missili aria-aria. Il T-50 ebbe così due grandi stive per le armi, ricavate tra i motori molto distanziati. La furtività fu curata soprattutto nel settore frontale, mentre la parte posteriore è meno ottimizzata, probabilmente per contenere i costi e perché la dottrina russa prevede di impiegare l'aereo sotto l'ombrello della propria difesa aerea. Ci sono poi accorgimenti più minuti: il tettuccio ha strati di ossidi metallici spessi 70-90 nanometri che riducono del 30 % l'eco radar dell'abitacolo, e la sfera dell'IRST, quando non serve, si gira all'indietro mostrando un retro trattato con materiale radar-assorbente.

Il radar N036 Byelka è in realtà un insieme di cinque antenne: una a scansione elettronica attiva AESA nel muso con 1.514 moduli, due laterali sulle guance della fusoliera con 404 moduli e due in banda L nei bordi d'attacco alari, per l'identificazione amico-nemico e la guerra elettronica. Il Su-57 è indicato anche come il primo caccia ad avere un sistema di contromisure infrarosse direzionali (DIRCM), con una torretta dietro il tettuccio e una sotto l'abitacolo. Gli ugelli a spinta vettoriale e le superfici mobili alla radice del bordo d'attacco (LEVCON) gli permettono figure come il “Cobra di Pugachev”, la “campana” e le rotazioni piatte quasi senza perdita di quota.

Nell'ottobre 2007 anche l'India entrò nel progetto: Sukhoi e HAL avrebbero sviluppato insieme una versione derivata, chiamata FGFA.
Il prototipo T-50-1 volò il 29 gennaio 2010 da Dzemgi, a Komsomolsk sull'Amur, ai comandi del pilota collaudatore della Sukhoi Sergei Bogdan, per 47 minuti. Il primo volo supersonico arrivò il 14 marzo 2011. Le prove però furono tutt'altro che lisce: a MAKS 2011 un prototipo dovette interrompere il decollo per lo stallo di un compressore, e sui primi due esemplari comparvero crepe nella struttura nonostante il limite di 5 g imposto ai voli. Gli aerei restarono a terra per oltre un anno e la cellula fu ridisegnata. Il 10 giugno 2014 il quinto prototipo fu gravemente danneggiato da un incendio al motore dopo l'atterraggio e radiato; i suoi pezzi servirono a completare un'altra cellula, che ne prese il numero come T-50-5R.

Nel 2015, tra i problemi delle prove, l'incertezza dell'India e le sanzioni seguite all'annessione della Crimea, i piani furono ridimensionati: un primo ordine di soli 12 aerei, con i Su-35S e i Su-30SM aggiornati a coprire il vuoto. Nel luglio 2017 il T-50 prese ufficialmente il nome di Su-57, e nell'aprile 2018 l'India si ritirò dall'FGFA, giudicando il progetto insufficiente per furtività, avionica, radar e sensori.

La produzione
Il primo contratto, per due Su-57 di serie, fu firmato all'ARMY-2018. Il 15 maggio 2019 Putin annunciò 76 aerei entro il 2028, con un prezzo ridotto del 20 %, e il contratto fu firmato il 27 giugno 2019. La versione per l'esportazione Su-57E fu presentata a MAKS 2019. Il 24 dicembre 2019 il primo Su-57 di serie, “01 blu”, precipitò durante le prove di fabbrica per un guasto al sistema di controllo; il pilota si salvò lanciandosi. L'entrata in servizio fu annunciata il 25 dicembre 2020, con la consegna del primo aereo di produzione, ma il ritmo rimase lento: a fine 2022 gli aerei consegnati erano sei.
Nel 2026 sono arrivati altri lotti: uno a febbraio, in una “nuova configurazione tecnica” di cui Mosca non ha detto il numero, e due aerei il 24 settembre. Secondo la Rostec i Su-57 costruiti sono più di 44, aerei di prova compresi; quanti siano davvero nei reparti nessuno lo dice ufficialmente, e le stime vanno da almeno 16 aerei, contati dal sito ucraino Militarnyi in base ai numeri di coda (settembre 2026), a circa 30 secondo fonti aperte (inizio 2025).

Il motore definitivo è ancora in arrivo. L'izdeliye 30, poi AL-51F-1, volò per la prima volta il 5 dicembre 2017 sul secondo prototipo, e il 22 dicembre 2025 la UAC ha annunciato il primo volo di un Su-57 con un motore izdeliye 177. Entrambi sono candidati per il Su-57M (programma Megapolis), ancora in sviluppo. Il 19 maggio 2026 la UAC ha poi annunciato il primo volo del biposto Su-57D, pensato per l'addestramento e per guidare gruppi misti di aerei con e senza pilota.

L'impiego operativo
Il 21 febbraio 2018 due Su-57 atterrarono nella base russa di Khmeimim, in Siria, seguiti da altri due; il Ministero della Difesa disse poi che uno di essi aveva lanciato un missile da crociera in combattimento e che il tipo aveva compiuto 10 voli in quel teatro.
Contro l'Ucraina, secondo fonti russe, il Su-57 è stato impiegato a poche settimane dall'invasione, lanciando missili da fuori della copertura della contraerea ucraina. Il 18 febbraio 2024 un Su-57 scortato da due Su-35 ha lanciato un missile da crociera Kh-69 dal cielo della regione di Luhansk, e nel maggio 2026 i servizi di allerta ucraini hanno registrato più di dieci lanci di missili Kh-59 e Kh-69 da Su-57 in volo sopra Kursk, il Mare d'Azov e la Crimea.
Il 5 ottobre 2024 un Su-57 ha abbattuto deliberatamente con un missile aria-aria un drone russo, un S-70 Okhotnik-B sfuggito al controllo sopra l'Ucraina. Non capita spesso che un caccia furtivo debba abbattere il drone furtivo della propria aeronautica!

Il Su-57 è però diventato anche un bersaglio. Nel giugno 2024 i droni ucraini hanno colpito la base di Akhtubinsk, a 589 km dal fronte: l'intelligence militare di Kiev sostiene di aver colpito un Su-57, forse due, e i canali Telegram militari russi hanno ammesso che almeno uno è stato danneggiato dalle schegge. Il 25 aprile 2026, secondo lo Stato Maggiore ucraino, i droni hanno colpito diversi Su-57 e un Su-34 sulla base di Shagol, vicino a Chelyabinsk, a circa 1.700 km dall'Ucraina, e le immagini analizzate da fonti aperte hanno mostrato danni.
Il 23 luglio 2026 un Su-57 è precipitato durante un volo d'addestramento vicino a Odintsovo e Kubinka, nella regione di Mosca; il pilota si è lanciato ed è stata aperta un'inchiesta penale. Il Ministero della Difesa russo parla di un guasto tecnico, fonti ucraine di fuoco amico, senza conferme indipendenti. Il 29 ottobre 2026, infine, un Su-57 ha preso fuoco ad Akhtubinsk, a quanto pare dopo un incidente all'avviamento del motore, e l'intelligence della difesa britannica lo considera distrutto: secondo i conteggi ucraini è il quarto Su-57 danneggiato o perso nel 2026.

L'esportazione
Nel novembre 2024 due prototipi sono stati esposti per la prima volta a un salone all'estero, a Zhuhai in Cina. Durante una sosta di rifornimento in Cina, le foto del T-50-4 hanno fatto discutere: viti e rivetti sporgenti, fessure tra i pannelli, bulloni di tipi diversi.
Nel novembre 2025, al salone di Dubai, il capo della UAC Vadim Badeha ha annunciato la consegna dei primi due Su-57E di serie a un cliente estero non nominato. Il sospetto cade sull'Algeria, e nel febbraio 2026 un video girato in Algeria, finito su TikTok, sembrava mostrare un Su-57E in volo; ma né Mosca né Algeri hanno mai nominato ufficialmente l'acquirente. All'India, ad Aero India 2025, la Russia ha offerto in via non ufficiale il Su-57E con produzione nella fabbrica HAL di Nashik e pieno trasferimento di tecnologia; a ottobre 2026 il capo dell'aeronautica indiana ha confermato l'offerta, aggiungendo che nessuna decisione è stata presa.

A quasi diciassette anni dal primo volo il Su-57 vola in guerra ed esce ancora dalla catena di Komsomolsk sull'Amur, ma i numeri restano piccoli e il motore definitivo è ancora in prova.

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