Aermacchi MB-339

Nel settembre del 1972 l'Aermacchi ricevette dall'Aeronautica Militare un contratto per studiare il sostituto della flotta di MB-326, ormai invecchiata. A Varese non partirono da un'idea sola: i progettisti misero a confronto sette progetti completamente nuovi, raccolti sotto la sigla MB-338, con una versione migliorata del vecchio MB-326, battezzata MB-339. Vinse la seconda, che soddisfaceva i requisiti dell'Aeronautica costando meno di qualsiasi progetto nuovo.
MB sta per Macchi e Bazzocchi, dal nome dell'ingegner Ermanno Bazzocchi, che progettò il nuovo aereo. L'ala era identica a quella dell'MB-326K, così come il motore, il turbogetto Rolls-Royce Viper 632-43. La vera novità era la parte anteriore della fusoliera, completamente ridisegnata: l'istruttore, seduto dietro all'allievo, fu sistemato più in alto, in modo da vedere oltre la testa di chi stava davanti.
Nel 1975 l'MB-339 fu scelto per sostituire sia gli MB-326 sia i Fiat G.91T in servizio con l'Aeronautica Militare. Il primo prototipo, l'MB-339X immatricolato I-NOVE, volò da Venegono il 12 agosto 1976 con ai comandi il collaudatore dell'Aermacchi Franco Bonazzi; il secondo, I-NINE, lo seguì nel 1977. Il primo esemplare di serie volò nel luglio del 1978.
Le prime consegne all'Aeronautica Militare risalgono al 1979, ma l'entrata in servizio viene datata all'ottobre 1981. In tutto l'Italia ha ricevuto 107 MB-339A, compresi gli esemplari delle Frecce Tricolori e quelli da radiomisure, ai quali si sono aggiunti 30 MB-339CD. La produzione complessiva è stata di circa 230 aerei.
Le Frecce Tricolori
Nel 1981 la Pattuglia Acrobatica Nazionale scelse l'MB-339 per sostituire il Fiat G.91PAN, e l'anno dopo entrò in servizio il primo MB-339PAN, privo dei serbatoi alle estremità alari e dotato dei generatori di fumo. Il fumo colorato si ottiene con un liquido a base di olio di vaselina e pigmenti non inquinanti, spruzzato vicino allo scarico del motore. Gli MB-339PAN, tra nuovi e convertiti dalla versione A, sono stati 21.
Il 28 agosto 1988, durante la manifestazione Flugtag '88 nella base NATO di Ramstein, in Germania Ovest, tre MB-339PAN delle Frecce, pilotati da Ivo Nutarelli, Mario Naldini e Giorgio Alessio, si scontrarono in volo mentre completavano la figura del cardioide: l'aereo del solista precipitò sulla folla, causando 67 vittime e 346 feriti tra gli spettatori. Il 16 settembre 2023 l'MB-339 di Pony 4, che decollava da Torino Caselle per l'Airshow di Vercelli, precipitò e incendiò un'automobile: il pilota si salvò con il seggiolino eiettabile, ma nell'auto morì una bambina di cinque anni.
Alle Falkland
Il battesimo del fuoco arrivò con l'Argentina. Nel 1980 l'aviazione navale argentina ordinò dieci MB-339A, consegnati l'anno successivo alla 1a Escuadrilla de Ataque, e alla fine di aprile del 1982 sei di essi erano schierati all'aeroporto di Port Stanley, ribattezzato Base Aérea Militar Malvinas. Furono gli unici jet d'attacco a operare dalle isole durante la guerra.
Il 3 maggio il tenente Benitez, in avvicinamento a Port Stanley, si schiantò contro un'altura e morì. Il 21 maggio il tenente Guillermo Owen Crippa, durante un volo di ricognizione, attaccò la forza da sbarco britannica a San Carlos con i pod da 30 mm e i razzi, colpendo la fregata HMS Argonaut e causandole danni leggeri. Il 27 maggio, durante la battaglia di Goose Green, l'MB-339A 4-A-114 fu abbattuto da un missile Blowpipe e il tenente Miguel rimase ucciso. I britannici ne catturarono tre; uno di questi è oggi esposto al South Yorkshire Aircraft Museum di Doncaster.
Le versioni da combattimento
Dall'addestratore l'Aermacchi ricavò presto anche versioni da combattimento. Il 30 maggio 1980 volò l'MB-339K Veltro II, un monoposto con due cannoni DEFA da 30 mm interni, ma ne fu costruito un solo esemplare, perché nessuno lo ordinò. Nel 1985 fu la volta dell'MB-339B, con capacità d'attacco leggero e il più potente Viper 680-43 (ne fu costruito uno solo), e lo stesso anno volò il primo MB-339C, un aereo a doppio impiego con avionica digitale, da cui derivarono le versioni per la Nuova Zelanda, l'Eritrea e la Malesia.
Nel 1989 l'Aermacchi si alleò con Lockheed e General Motors per proporre una versione modificata, il T-Bird II, alla gara americana JPATS. Vinse però il turboelica Raytheon/Pilatus T-6 Texan II.
La Nuova Zelanda dal marzo 1991 ricevette 18 MB-339CB, con telemetro laser, ricevitore d'allarme radar e la capacità di impiegare i missili AIM-9L Sidewinder e AGM-65 Maverick, assegnati al No. 14 Squadron. Ritirati dalla RNZAF all'inizio degli anni duemila, nove di questi aerei furono venduti nel luglio 2012 alla società americana Draken International, che tra il 2019 e il 2020 li ha ceduti alla francese SDTS. La società francese li impiega tuttora: dopo la caduta di uno di essi a Nîmes-Garons, il 10 ottobre 2023, ne restano otto.
Più drammatica la storia eritrea. Nel 1996 l'Eritrea ordinò sei MB-339CE, con i quali nel 1997 fu costituito il primo reparto da combattimento della sua aviazione. Il 5 giugno 1998, primo giorno della guerra aerea con l'Etiopia, gli MB-339 entrarono subito in azione, e già il giorno dopo uno di essi fu abbattuto a nord di Mekelle, con il pilota che riuscì a lanciarsi. Il 12 giugno quattro MB-339 attaccarono diversi obiettivi ad Adigrat con razzi e bombe a grappolo, e il 5 febbraio 1999, secondo il governo etiopico, una coppia di MB-339 attaccò un deposito di carburante nella stessa Adigrat, 48 km all'interno del confine.
Gli altri clienti furono il Perù, con 16 MB-339AP consegnati dal novembre 1981, la Malesia, con 13 MB-339AM dal 1983 e altri 8 MB-339CM nel 2006, la Nigeria con dodici MB-339AN, il Ghana con quattro e gli Emirati Arabi Uniti, dove dal 2010 la pattuglia acrobatica Al Fursan ha volato con sei MB-339A modificati nello standard MB-339NAT, simile al PAN italiano. Nel 2006 fu annunciata anche la riapertura della linea di montaggio, chiusa da alcuni anni, dopo l'interesse mostrato da tre clienti.
La versione italiana più moderna è l'MB-339CD, il biposto completamente digitale: tre schermi multifunzione a colori e un HUD in entrambi gli abitacoli, una sonda fissa per il rifornimento in volo, usata anche per insegnare agli allievi la tecnica del rifornimento, e il vecchio Viper 632-43. Ne furono costruiti 30, destinati alla fase avanzata dell'addestramento dei futuri piloti da caccia; secondo un rapporto di Forecast International del 2014 il CD era rimasto un valido addestratore propedeutico per gli equipaggi del Tornado e dell'Eurofighter Typhoon. Il CD può anche essere impiegato nella difesa aerea contro minacce lente e a bassa quota.
Il ritiro
Nell'ottobre 2013 l'Aeronautica Militare annunciò che a lungo termine avrebbe sostituito gli MB-339 con il nuovo M-345, figlio della stessa Aermacchi, oggi parte di Leonardo. Il passaggio di consegne è avvenuto il 12 giugno 2025 a Galatina, con una cerimonia al 61° Stormo: il T-339A, il “Macchino” come lo chiamavano affettuosamente gli equipaggi, è andato in pensione mentre entrava in servizio il T-345A. In quel momento la flotta di MB-339 aveva brevettato 2.500 piloti e volato 400.000 ore. Il T-345A sostituirà più avanti anche l'FT-339C, cioè l'MB-339CD, che per ora resta in linea.
Per le Frecce Tricolori il destino è cambiato strada facendo. Si era pensato all'M-345, ma il 12 settembre 2024, a Istrana, l'Aeronautica Militare ha presentato un M-346 con una livrea disegnata da Pininfarina e ha confermato che la pattuglia passerà al bimotore T-346A nel 2028. Nell'ottobre 2026 il primo M-346 per le Frecce è comparso a Venegono con la nuova livrea: la pattuglia ne riceverà quindici, dieci per la formazione, uno per il comandante e quattro di riserva.
Nelle forze aeree straniere l'MB-339 è al tramonto. Nel novembre 2025 Al Fursan ha sostituito i suoi MB-339 con gli Hongdu L-15, dopo quindici anni; in Malesia, in Ghana e in Nuova Zelanda sono già stati ritirati, e l'Argentina li aveva radiati negli anni novanta. Per il Perù e la Nigeria le fonti parlano di aerei immagazzinati, ma senza notizie recenti, e dell'Eritrea non si sa quanti possano ancora volare.
Il 12 agosto 2026 l'MB-339 ha compiuto cinquant'anni dal primo volo. Nel novembre 2026 vola ancora, con le Frecce Tricolori in attesa dell'M-346 e nell'addestramento avanzato dell'Aeronautica Militare nella versione CD: non male per un aereo nato come semplice aggiornamento dell'MB-326.
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