LTV A-7 Corsair II


A-7P Corsair II portoghese in volo

Nel 1960 la US Navy cominciò a pensare al sostituto dell'A-4 Skyhawk, il piccolo aereo d'attacco leggero delle sue portaerei. Nel dicembre 1962 uno studio sulle forze d'attacco imbarcate esaminò ben 144 aerei ipotetici e arrivò a una conclusione netta: un aereo subsonico avrebbe fatto meglio di uno supersonico, sarebbe stato più piccolo, meno costoso e pronto prima.

Il 29 maggio 1963 la Marina emise la richiesta di proposte per il programma VAL (aereo d'attacco leggero), con una condizione precisa: per contenere i costi, tutti i progetti dovevano derivare da aerei già esistenti. Risposero Vought, Douglas, Grumman e North American. La Vought presentò una versione più corta e tozza del suo caccia F-8 Crusader, e l'11 febbraio 1964 il progetto, guidato da John Russell Clark, già capo progetto del Crusader, fu scelto. Il 19 marzo arrivò il contratto per il primo lotto, e nel 1965 l'aereo ricevette il nome di Corsair II, in ricordo del celebre F4U Corsair costruito dalla stessa Vought.

Il primo A-7A volò il 27 settembre 1965. In una dimostrazione di quell'anno l'aereo volò con sei bombe da 250 libbre e dodici da 500, il doppio del carico di un A-4E. Il motore era il turbofan Pratt & Whitney TF30, lo stesso dell'F-111 e dell'F-14, senza postbruciatore perché in un aereo subsonico non serviva. Sull'A-7A però risultò poco potente, e i 199 esemplari costruiti, armati con due cannoni Colt Mk 12 da 20 mm, furono seguiti da 196 A-7B con una versione più spinta dello stesso motore.

Il 5 novembre 1965 anche l'USAF, spinta dal segretario alla Difesa McNamara e dalle richieste di appoggio ravvicinato che arrivavano dall'Esercito impegnato in Vietnam, decise di acquistare una propria versione, l'A-7D: ad annunciarlo furono il segretario dell'Aeronautica Harold Brown e il Capo di Stato Maggiore dell'USAF, il generale John P. McConnell.
L'A-7D montava l'Allison TF41, versione su licenza del Rolls-Royce Spey: la scelta di un motore britannico per un aereo americano fece discutere anche in politica, ma il primo A-7D con lo Spey volò il 26 settembre 1968. Al posto dei due Colt l'A-7D aveva il cannone a canne rotanti M61 Vulcan, e a bordo c'erano un radar di inseguimento del terreno e un'avionica di prim'ordine: l'A-7 fu il primo aereo americano ad avere un moderno HUD, costruito dalla Marconi-Elliott, abbinato a una piattaforma inerziale e a una mappa proiettata nell'abitacolo.

Il 25 novembre 1968 volò l'A-7E, la versione definitiva della Marina, con il TF41, il cannone M61 e l'avionica dell'A-7D; ne furono costruiti oltre 500. Poiché il nuovo motore era in ritardo, i primi 67 A-7E furono consegnati con il vecchio TF30 e presero la sigla A-7C.

Il Corsair II non era un fulmine, e i piloti lo sapevano: dicevano che “non è molto veloce, ma di sicuro è lento”, e lo chiamavano SLUF, sigla poco elegante che sta per “Short Little Ugly F...er”. In compenso consumava poco: si diceva che il turbofan dell'A-7D avesse un consumo specifico pari a un sesto di quello di un F-100 Super Sabre a parità di spinta, e un A-7D con dodici bombe da 500 libbre, a 770 km/h e 10.000 m di quota, bruciava solo 1.520 kg di carburante all'ora. Negli anni del Vietnam lo stabilimento di Dallas arrivò a impiegare 35.000 persone e a sfornare un aereo al giorno.

Il Vietnam
I primi reparti della Marina divennero operativi il 1° febbraio 1967 e nel dicembre dello stesso anno iniziarono le missioni sul Vietnam. Nel maggio 1970 arrivò in combattimento anche l'A-7E, con i VA-146 e VA-147 imbarcati sulla USS America.
Il 6 ottobre 1972 quattro A-7C del VA-82 attaccarono il ponte di Thanh Hoa con bombe plananti Walleye da 2.000 libbre e bombe Mk 84: dopo quell'attacco il ponte fu considerato distrutto e tolto dalla lista degli obiettivi. Nel 1972 gli A-7E parteciparono anche al minamento del porto di Haiphong e alle operazioni Linebacker I e II.

Nel settembre 1972 gli A-7D dell'USAF arrivarono a Korat, in Thailandia, e presero dagli A-1 Skyraider la missione “Sandy”, cioè la copertura aerea delle missioni di soccorso dei piloti abbattuti. Il 18 novembre il maggiore Colin A. Clarke guidò una missione di 8,8 ore per recuperare l'equipaggio di un F-105 abbattuto vicino a Thanh Hoa, e ricevette l'Air Force Cross; il suo A-7D, matricola 70-0970, è esposto dal 1992 al National Museum of the United States Air Force.
Il 15 agosto 1973 un A-7D volò sulla Cambogia l'ultima missione di appoggio aereo americana della guerra. In tutto gli A-7D effettuarono 12.928 sortite con sole sei perdite, il dato più basso tra i caccia americani del teatro. Più pesante il bilancio della Marina, che perse 98 A-7. Il 15 maggio 1975 A-7E della USS Coral Sea e A-7D dell'USAF coprirono il recupero della nave Mayaguez, l'ultima battaglia del conflitto.

Dopo il Vietnam
Dal 1977 gli A-10 cominciarono a sostituire gli A-7D nei reparti dell'USAF, e i Corsair passarono alla Air National Guard, che nel 1981 ne aveva quindici squadroni. Il 12 gennaio 1981 un attacco terroristico alla base di Muniz, a Porto Rico, distrusse o danneggiò 10 A-7D.
Da giugno 1981 al 1989 gli A-7 ebbero anche un ruolo segreto a Tonopah, come aerei da addestramento e di copertura del reparto che volava con l'F-117. Venivano lasciati apposta all'aperto, perché i satelliti sovietici vedessero soltanto dei vecchi Corsair, mentre gli F-117 restavano negli hangar.

Con la Marina il Corsair continuò a combattere. Nell'ottobre 1983 gli A-7E dei VA-15 e VA-87, dalla USS Independence, fornirono appoggio ravvicinato nell'invasione di Grenada, e il 4 dicembre dello stesso anno, sul Libano, un A-7 e un A-6 Intruder furono abbattuti dai missili terra-aria siriani; il pilota dell'A-7 si lanciò sul mare e fu recuperato. Il 24 marzo 1986 gli A-7 della USS Saratoga lanciarono contro le postazioni missilistiche libiche i primi missili antiradiazione AGM-88 HARM mai usati in combattimento, e ad aprile gli A-7E dei VA-72 e VA-46 della USS America parteciparono all'operazione El Dorado Canyon, ancora con HARM e Shrike.
Nel dicembre 1989 gli A-7D della Guardia Nazionale a rotazione nella base di Howard effettuarono 34 sortite nell'invasione di Panama. Le ultime missioni di guerra del Corsair furono quelle dei VA-46 e VA-72 della USS John F. Kennedy nel 1991, durante Desert Storm, con Walleye, bombe e HARM. Al ritorno, nel maggio 1991, la Marina ritirò gli ultimi A-7, sostituiti dagli F/A-18 Hornet; anche l'USAF li ritirò quell'anno, e la Guardia Nazionale li lasciò nel 1993 per gli F-16.

Non andò oltre i due prototipi lo YA-7F, un A-7D allungato e supersonico con motore F100, poi cancellato. L'ultimo A-7 di nuova costruzione fu consegnato nel 1983, e in tutto ne furono prodotti 1.545.

All'estero
Il primo cliente estero fu la Grecia, che il 17 giugno 1974 ordinò 60 A-7H, privi della sonda per il rifornimento in volo. Il primo arrivò il 6 maggio 1975 alla 115a Ala di Souda, a Creta, con il 340 Squadron; nel 1980 seguirono cinque biposto TA-7H. Dal 1993 l'aviazione greca ricevette anche oltre 60 A-7E e TA-7C usati della US Navy, assegnati ai 335 e 336 Squadron di Araxos.
Il Portogallo ricevette gli A-7P, ricostruiti partendo da A-7A della Marina americana: i primi nove arrivarono il 24 dicembre 1981, e in tutto furono 44 monoposto e 6 biposto TA-7P, ritirati il 10 giugno 1999 e sostituiti dagli F-16. Nel 1995 la Marina thailandese ebbe 14 A-7E e 4 TA-7C per il 104 Squadron di U-Tapao, non più operativi dal 2007. Alla Svizzera nel 1971 fu proposto l'A-7G, ma Berna preferì un Hunter aggiornato.

Il ritiro
La Grecia è stata anche l'ultima a farlo volare. Gli A-7H e i TA-7H furono radiati nel 2007, gli A-7E e i TA-7C resistettero fino al 17 ottobre 2014, quando il 336 Squadron, i “Pirates of the Med” con il motto “Fly Low, Hit Hard”, li ritirò ad Araxos dopo 39 anni di servizio greco. Nato dal compromesso di prendere un caccia esistente e accorciarlo, il Corsair II è rimasto in linea per quasi mezzo secolo; nel 2026 nessun A-7 vola più con un'aviazione militare.

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