Dassault Mirage IV

Il 13 luglio 1955 il ministro della Difesa Pierre Koenig chiese al segretario di Stato per l'Aeronautica di avviare gli studi per un aereo supersonico capace di volare a bassa quota, che fu chiamato con un certo pudore “avion de représailles”, aereo da rappresaglia. Nel maggio del 1956 il governo di Guy Mollet mise nero su bianco la specifica: un bombardiere supersonico, rifornibile in volo, capace di portare a 2.000 km una bomba nucleare di tre tonnellate e lunga 5,2 metri.
La crisi di Suez, nell'ottobre del 1956, spinse la Francia a studiare una forza d'intervento strategica dotata di armi nucleari, e il generale De Gaulle, in seguito, fece del deterrente nazionale, la “force de dissuasion”, una priorità. Il 15 novembre 1956 fu scelta la proposta della Dassault, preferita al Super Vautour della SNCASO, una versione allungata del Vautour: il progetto Dassault costava meno e prometteva uno sviluppo più semplice, perché derivava dal Mirage III. Le specifiche, definite insieme dal governo e dai tecnici della Dassault, furono approvate il 20 marzo 1957.
Il prototipo Mirage IV 01, che somigliava a un Mirage IIIA ingrandito ma con il triplo del carburante interno, volò per la prima volta il 17 giugno 1959 a Melun-Villaroche, ai comandi di Roland Glavany; il volo durò 40 minuti. Tre giorni dopo, al suo terzo volo, fu autorizzato a sorvolare il Salone di Parigi, con De Gaulle tra gli spettatori.
Nel frattempo si era studiato anche un aereo molto più grande, il Mirage IV B, con motori americani costruiti su licenza e un'ala di circa 120-130 mq, che avrebbe potuto andare e tornare senza rifornimento in volo. Nel settembre del 1959, per i costi e per non dover costruire su licenza un motore straniero destinato alla forza nucleare, si scelse la versione più piccola ed economica, il Mirage IV A, con due SNECMA Atar: l'autonomia che mancava l'avrebbe data il rifornimento in volo.
Il 19 settembre 1960 René Bigand stabilì con lo 01 il record mondiale di velocità sul circuito chiuso di 1.000 km, a 1.822 km/h, e il 23 settembre portò quello sui 500 km a 1.972 km/h. Il 13 febbraio 1961 lo stesso prototipo precipitò dopo il decollo da Brétigny, a quanto sembra per la rottura del compressore del motore destro; i due uomini a bordo si eiettarono.
Gli altri tre prototipi volarono il 12 ottobre 1961, il 1° giugno 1962 e il 23 gennaio 1963, e il quarto provò i 12 razzi ausiliari JATO che servivano a far decollare l'aereo a pieno carico da piste corte.
Il Mirage IV ha un'ala a delta sottilissima, con uno spessore relativo del 3,8 % alla radice e del 3,2 % all'estremità: all'epoca era l'ala più sottile costruita in Europa. Le prese d'aria hanno semiconi mobili che i francesi chiamavano “souris”, topi. Fu anche il primo aereo francese con comandi di volo elettrici per il beccheggio e il rollio, e la deriva fu dimensionata con un nuovo calcolatore IBM di Parigi, che la Dassault poteva usare soltanto di notte. Pilota e navigatore siedono in tandem su seggiolini eiettabili Martin-Baker Mk4; il navigatore dispone anche di un periscopio ventrale per il puntamento a vista.
Si noti come l'aereo fosse quasi tutto francese, equipaggiamenti compresi: la Sud Aviation costruiva ali e fusoliera posteriore, la Breguet la deriva, e uno dei pochi sistemi importanti di origine straniera era il radar Doppler Marconi AD.2300. Secondo la Dassault, quando entrò in servizio nel 1964 fu il primo aereo militare europeo capace di volare a lungo a Mach 2, e resta l'unico dell'Europa occidentale.
L'ordine per i primi 50 aerei di serie fu deciso nel 1960, e il contratto fu confermato il 29 maggio 1962; il 4 novembre seguirono altri 12 esemplari, uguali ma predisposti per un pod da ricognizione. Il primo aereo di serie volò a Mérignac il 7 dicembre 1963, ancora con Bigand ai comandi. Le consegne iniziarono nel febbraio del 1964 e il 1° ottobre, rispettando la scadenza fissata per quell'anno, nacque a Mont-de-Marsan il primo reparto da bombardamento, l'EB 1/91 “Gascogne”. Tutti i 62 aerei furono consegnati entro il marzo del 1968; nel periodo di massima espansione le Forces aériennes stratégiques schieravano tre stormi, con nove squadroni, e un centro di addestramento.
Il deterrente nucleare
Dal 1964 al 1971 il Mirage IV fu l'unico mezzo con cui la Francia poteva portare un'arma nucleare: una sola bomba per aereo, semi-incassata sotto la fusoliera. Era la AN-11, una bomba a fissione a caduta libera da circa 1.500 kg e 60 kiloton secondo la maggior parte delle fonti, seguita dalla AN-21.
Il raggio d'azione in quota era di 1.240 km, e l'aereo dipendeva quindi dalle 12 aerocisterne Boeing C-135F e dal rifornimento reciproco: i Mirage IV operavano spesso in coppia, uno con l'arma e l'altro con i serbatoi e un pod di rifornimento “buddy”. In una guerra nucleare le basi di partenza sarebbero state distrutte, e non aveva molto senso tenere il carburante per il ritorno: dopo l'attacco i Mirage IV superstiti avrebbero dovuto atterrare in qualche paese neutrale vicino. Il generale Pierre Gallois, uno degli architetti del deterrente francese, giustificava così il Mirage IV: “la Francia non è una preda che valga dieci città russe”.
Il 7 marzo 1966 De Gaulle annunciò l'uscita della Francia dal comando integrato della NATO: per lui la flotta di Mirage IV, cardine del deterrente indipendente, aveva pesato molto su quella scelta.
Il 10 maggio dello stesso anno il Mirage IV n° 36 compì la prima traversata atlantica di un aereo da combattimento francese, 7 ore e 40 minuti fino alla base americana di Otis, diretto al centro di sperimentazione del Pacifico per il test Tamouré. All'arrivo a Hao, però, urtò un escavatore sulla pista, e il suo posto fu preso dal n° 9, che il 19 luglio 1966 sganciò una bomba AN-11 vera al largo dell'atollo di Mururoa: fu l'unico sgancio nucleare reale del Mirage IV.
Ma proprio in quegli anni i missili terra-aria sovietici SA-2, SA-3 e SA-6 rendevano troppo rischiosa la penetrazione ad alta quota. Il profilo di missione cambiò: le cellule furono rinforzate e i Mirage IV si prepararono ad attaccare a bassissima quota, fino a meno di 200 metri dal suolo a 800 km/h, con la AN-22, una bomba frenata da paracadute da circa 700 kg entrata in servizio nel 1967.
Non mancarono gli incidenti. Il 17 agosto 1966 il n° 35, dirottato di notte su Avord, trovò le luci della pista spente e l'equipaggio dovette eiettarsi quando finì il carburante; a quanto si racconta, il guasto elettrico della base era stato causato dai ratti, che avevano rosicchiato i cavi! Il 7 ottobre 1977 il n° 58 precipitò a Mont-de-Marsan per un problema tecnico, uccidendo i due uomini a bordo: tra il 1961 e il 1977 si contano almeno otto incidenti, cinque dei quali mortali.
Dal 1975 tutta la flotta ricevette a poco a poco una mimetica verde e grigia. L'anno seguente, con le bombe a caduta libera giudicate poco praticabili contro le difese aeree moderne, una parte crescente del deterrente affidata a missili e sottomarini e le perdite accumulate negli anni, uno stormo di Mirage IV fu sciolto.
Il ricognitore
Alla fine del 1971 entrò in servizio il Mirage IV con il pod da ricognizione CT52, lungo 5,88 m e pesante 820 kg, montato al posto della bomba, con fotocamere Omera e Wild oppure un sensore all'infrarosso Super Cyclope. All'inizio potevano riceverlo soltanto i dodici aerei dell'ultimo ordine, ma con il tempo furono modificati anche gli altri cinquanta.
La prima missione di ricognizione a lunga distanza arrivò nel settembre del 1974, sul Ciad, dopo il rapimento di Françoise Claustre: voli di circa 8 ore da Istres, con cinque aerocisterne C-135F. Nel febbraio del 1986, per valutare i danni dell'attacco dei Jaguar francesi alla base di Ouadi-Doum, nel Ciad, un Mirage IV volò per 11 ore partendo da Bordeaux, con 12 rifornimenti in volo: fu la missione più lunga nella carriera dell'aereo.
Il Mirage IV aveva interessato anche la Gran Bretagna: nel luglio del 1965, dopo la cancellazione del TSR-2, Dassault e BAC proposero alla RAF una versione con motori Rolls-Royce Spey. Gli inglesi, per ragioni politiche almeno quanto tecniche, preferirono l'F-111K, che fu poi cancellato a sua volta.
Il Mirage IV P
Nel luglio del 1984 fu firmato il contratto per trasformare 18 Mirage IV A nella versione IV P (Pénétration), armata con il missile aria-superficie a media portata ASMP, un missile a statoreattore da circa 850 kg e circa Mach 3. Il Mirage IV P ebbe anche il nuovo radar ARCANA, una nuova navigazione e le contromisure SERVAL, ed entrò in servizio il 1° maggio 1986: fu il primo aereo francese a portare l'ASMP, prima del Mirage 2000N e del Super Étendard. Il 1° luglio 1988 fu ritirata l'ultima bomba AN-22.
Il 31 luglio 1996 il Mirage IV P lasciò il ruolo nucleare, passato al Mirage 2000N, e una parte degli aerei rimasti formò a Mont-de-Marsan lo squadrone di ricognizione strategica ERS 1/91 “Gascogne”.
L'impiego operativo
L'8 dicembre 1994, durante l'operazione Deny Flight sulla Bosnia, un Mirage IV in missione di ricognizione fu colpito tra i due ugelli da un missile che non esplose, probabilmente uno Stinger secondo la ricostruzione francese.
Nel giugno del 1998, con l'operazione Aladin, due Mirage IV P basati ad Al Kharj, in Arabia Saudita, volarono in ricognizione sull'Iraq per conto dell'ONU, e due MiG-25 tentarono di intercettarne uno.
Nel 1999, durante l'operazione Allied Force sul Kosovo, la ricognizione strategica francese si affidò al Mirage IV P, che da altissima quota scattava fotografie con una risoluzione di 50 cm; il Senato francese osservò che per alcune missioni era l'unico aereo non americano in grado di farle.
Il 24 ottobre 2001 due Mirage IV compirono la prima missione francese di ricognizione sull'Afghanistan, partendo da Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti, per l'operazione Héraclès: secondo il Senato i due Mirage IV P volarono 444 ore in 76 sortite.
Dal 26 febbraio 2003, infine, i Mirage IV sorvolarono l'Iraq per gli ispettori dell'ONU (UNMOVIC), con otto voli fino a metà marzo, alla vigilia dell'invasione.
Il ritiro
Il 23 giugno 2005 l'ERS 1/91 “Gascogne” fu sciolto e gli ultimi cinque aerei in servizio furono ritirati, dopo 41 anni e circa 337.000 ore di volo. L'ultimo volo lo fecero il 30 giugno i n° 61 e 62, partiti da Mont-de-Marsan per raggiungere i luoghi dove sarebbero stati esposti. La ricognizione passò ai Mirage F1CR e poi ai Mirage 2000N con il pod PRNG, mentre in una tabella del Senato del 2006 il sostituto indicato per il Mirage IV P è il Rafale.
Più di quindici esemplari sono conservati in basi aeree e musei, tra cui il Musée de l'Air et de l'Espace di Le Bourget. Uno dei pochi esposti fuori dalla Francia è il n° 45, che dal museo della scienza di Parigi è passato allo Yorkshire Air Museum, dove è arrivato nel marzo del 2017.
Per sette anni il Mirage IV ha portato da solo il deterrente nucleare francese, e ha chiuso la carriera fotografando dall'alto i Balcani, l'Iraq e l'Afghanistan. Ritirato nel 2005, oggi si vede solo nei musei e in qualche base aerea.

