Tupolev Tu-95 Bear


Un Tu-95 Bear sorvola la portaerei USS John F. Kennedy nel 1969 (foto US Navy)

Nel 1949 la Tupolev aveva già realizzato il primo bombardiere intercontinentale sovietico, il Tu-85, un aereo a pistoni che altro non era che un Tu-4 ingrandito, a sua volta copia del B-29 Superfortress americano. L'anno dopo arrivò un nuovo requisito, girato sia alla Tupolev che alla Myasishchev: un bombardiere con un'autonomia di 8.000 km senza rifornimento, sufficiente a minacciare gli obiettivi chiave negli Stati Uniti, capace di portare 11.000 kg di carico sul bersaglio.

La scelta più importante riguardava i motori. I motori a pistoni non avevano potenza a sufficienza, mentre i turbogetti AM-3 consumavano troppo per quelle distanze. La Myasishchev puntò comunque sul getto per il suo M-4, mentre la Tupolev scelse i turboelica, più potenti dei motori a pistoni e capaci di un'autonomia migliore dei turbogetti allora disponibili. L'11 luglio 1951 il governo approvò ufficialmente il progetto del Tu-95 in questa configurazione.
L'ala ebbe una freccia di 35 gradi, un angolo che permetteva al longherone principale di attraversare la fusoliera davanti alla stiva bombe. Il Tu-95 è l'unico aereo a elica con ala a freccia costruito in grande serie.

Il motore, molto avanzato per l'epoca, fu progettato nell'ufficio di Kuznetsov da un gruppo di ingegneri tedeschi ex Junkers, prigionieri in URSS, guidati da Ferdinand Brandner. L'NK-12 è ancora oggi il turboelica più potente mai entrato in servizio: nella versione del Tu-95MS sviluppa 15.000 hp (11.000 kW). Ogni motore muove due eliche quadripala coassiali di 5,6 m di diametro, che ruotano in senso opposto. Girano piano, appena 750 giri al minuto alla velocità di crociera di Mach 0.7, eppure le estremità delle pale superano la velocità del suono, ed è soprattutto per questo che il Tu-95 è uno degli aerei militari più rumorosi di sempre.

Il primo prototipo, il Tu-95/I, aveva motori accoppiati 2TV-2F e volò il 12 novembre 1952 ai comandi del collaudatore Alexey Perelet. L'11 maggio 1953, durante il diciassettesimo volo di prova, un guasto al riduttore di un'elica fece precipitare l'aereo, e Perelet morì (secondo altre fonti morirono quattro membri dell'equipaggio). Il secondo prototipo, il Tu-95/II, volò con quattro NK-12 da 12.000 cavalli equivalenti, più affidabili dei 2TV-2F, e con questi motori le prove in volo iniziarono nel 1954.

Nel 1955, alla tradizionale parata aerea di Tushino, una formazione di cinque Tu-95 stupì gli osservatori occidentali. La produzione in serie iniziò nel gennaio 1956 e lo stesso anno si costituì la prima divisione di Tu-95 dell'aviazione a lungo raggio, la 106ª Divisione bombardieri pesanti. In Occidente l'aereo fu a lungo chiamato Tu-20, la sua designazione originale nell'aeronautica sovietica, e la NATO gli assegnò il nome “Bear”. Il Dipartimento della Difesa americano all'inizio ne stimò la velocità massima in 640 km/h e l'autonomia in 12.500 km, cifre che dovettero essere corrette verso l'alto più volte.
Le prime versioni non concedevano nulla al comfort: gli interni erano umidi e spartani, senza toilette né cucina.

Il 30 ottobre 1961 un Tu-95V appositamente modificato, con il ventre dipinto di bianco antiflash, sganciò la AN602 “Tsar Bomba”, il più potente ordigno termonucleare mai fatto esplodere. La bomba non entrava nella stiva e sporgeva in parte dalla fusoliera.

Missili e versioni navali
Il Tu-95 base (Bear-A) era un bombardiere a caduta libera, e fu l'unica versione a non avere mai la sonda per il rifornimento in volo. Nei primi anni sessanta entrò in servizio il missile Raduga Kh-20 (AS-3 Kangaroo), portato dal Tu-95K, e con il Tu-95KD arrivò la sonda nel muso. Più tardi i vecchi Bear furono convertiti nel Tu-95K22 (Bear-G) per il missile Kh-22, lo stesso del Tu-22M.

La Marina ebbe il Tu-95RTs (Bear-D), che volò il 21 settembre 1962: con il suo grande radome ventrale cercava le navi nemiche e guidava sul bersaglio i missili P-6 lanciati dai sottomarini. Ne furono costruiti 40, in servizio dal maggio 1966 al 1993-1994. Il 3 settembre 1971 un Tu-95RT precipitò a ovest di Vologda, con la morte di tutti gli 11 uomini a bordo.
Dal Tu-95 derivò anche il Tu-142, con fusoliera allungata, per la ricognizione marittima e la lotta antisommergibile. Volò il 18 giugno 1968 e ne furono costruiti 100 fino al 1994; l'aviazione navale russa ne avrebbe in servizio 29 nelle versioni Tu-142M3, MR e MK, mentre la Marina indiana ne ha impiegati 8, ritirando gli ultimi il 29 marzo 2017 e sostituendoli con i Boeing P-8I. Da segnalare anche che dal Tu-95 nacque il Tu-114, ancora oggi l'aereo a elica più veloce del mondo, anche se è stato ritirato dal servizio nel 1991.

Il Tu-95MS
Nel 1981 entrò in produzione il Tu-95MS (Bear-H), un lanciamissili da crociera del tutto nuovo, costruito sulla cellula del Tu-142 e destinato al missile Raduga Kh-55. Per qualche tempo, negli anni ottanta, i militari americani lo chiamarono Tu-142, prima di scoprirne la vera designazione. Ne furono costruiti 32 nella versione Tu-95MS6, con sei missili in un lanciatore rotativo nella stiva, e 56 nella Tu-95MS16, che aggiungeva quattro piloni subalari. Secondo il sito ucraino Militarnyi l'ultimo uscì dalla catena di montaggio il 20 agosto 1992.

Durante la guerra delle Falkland, nel 1982, i Tu-95 compirono voli di ricognizione intorno all'isola di Ascensione.
Dopo la fine dell'Unione Sovietica, nel 1992, il Kazakistan iniziò a restituire alla Russia i Tu-95 della 79ª Divisione di Dolon. L'Ucraina ereditò invece tra 23 e 29 Tu-95MS. Con un accordo del 1999, pagato con uno sconto sul debito ucraino per il gas, ne cedette tre alla Russia insieme a otto Tu-160 e a un lotto di missili da crociera (581 Kh-55 secondo alcune fonti, 575 Kh-55SM secondo altre); i bombardieri raggiunsero la Russia tra la fine del 1999 e il 2000. Gli altri furono demoliti con il programma americano Nunn-Lugar entro il 2001, tranne uno conservato al museo dell'aviazione a lungo raggio di Poltava.

Il 17 agosto 2007 il presidente Vladimir Putin annunciò la ripresa dei pattugliamenti dei bombardieri strategici, interrotti nel 1991. Nell'esercitazione Stability 2008 i Tu-95MS lanciarono missili da crociera reali per la prima volta dal 1984. Nel luglio 2010 due Tu-95MS restarono in volo più di 43 ore senza scalo, coprendo oltre 30.000 km con quattro rifornimenti in volo, un record mondiale per la categoria.
Nel dicembre 2017 due Tu-95MS atterrarono a Biak, in Indonesia, dopo oltre 7.000 km con rifornimento in volo, e dal 2019 i Bear volano in pattugliamenti congiunti con i bombardieri cinesi Xian H-6: dieci voli di questo tipo fino al 2025.

L'impiego operativo
Difficile crederlo, ma il primo impiego in combattimento arrivò soltanto il 17 novembre 2015, sessantatré anni dopo il primo volo, con gli attacchi a lungo raggio dell'intervento russo in Siria. Il 17 novembre 2016 i Tu-95MS lanciarono in combattimento per la prima volta i nuovi missili da crociera Kh-101, contro postazioni dei militanti in Siria.

L'ammodernamento era partito qualche anno prima: il 23 dicembre 2009 il ministero della Difesa russo firmò con la Tupolev il contratto di ricerca e sviluppo, che riguarda solo i Tu-95MS16 costruiti dal 1986, tra 30 e 35 aerei. Il primo aereo modificato per i Kh-101/102, battezzato Saratov, fu completato dalla Beriev a Taganrog e passato all'aeronautica nel marzo 2015. Il Tu-95MSM, con radar Novella NV1.021, nuovo sistema di navigazione, autodifesa elettronica Meteor-NM2, motori NK-12MPM e senza più la torretta di coda, ha volato per la prima volta il 22 agosto 2020, e nell'agosto 2021 è stato firmato un nuovo contratto per portare altri Tu-95MS a questo standard.

Il 2015 fu anche un anno di incidenti: l'8 giugno un Tu-95 prese fuoco a un motore in decollo da Ukrainka e uscì di pista, con due morti, e il 14 luglio un Tu-95MS precipitò durante un volo addestrativo a circa 80 km da Khabarovsk, uccidendo due membri dell'equipaggio.

La guerra in Ucraina
Secondo quanto riportato, i Tu-95MS e MSM parteciparono all'attacco missilistico iniziale dell'invasione russa dell'Ucraina, il 24 febbraio 2022, e secondo fonti ucraine hanno poi lanciato a più riprese missili da crociera, probabilmente Kh-101, contro obiettivi in Ucraina. Il 5 dicembre 2022 alcune esplosioni colpirono la base di Engels: Mosca dichiarò di aver intercettato dei droni a reazione di epoca sovietica modificati, mentre alcuni media russi parlarono di due Tu-95MS danneggiati.

Il 1° giugno 2025 i servizi di sicurezza ucraini (SBU) lanciarono l'operazione Spiderweb (“ragnatela”), colpendo diverse basi di bombardieri con droni partiti da camion. L'Ucraina rivendicò 41 aerei colpiti, mentre due funzionari americani stimarono circa 10 aerei distrutti e fino a 20 colpiti in tutto. Le immagini satellitari analizzate dal sito The War Zone mostrano almeno sei, e più probabilmente sette, Tu-95MS distrutti a Belaya e a Olenya, e il ministero della Difesa russo confermò danni agli aerei in quelle due basi.

Nel 2026 i colpi sono continuati. Nella notte del 16 luglio droni della SBU hanno colpito Engels-2, e le immagini satellitari di AviVector pubblicate da Militarnyi mostrano un Tu-95MS con la sezione di coda distrutta. Il 28 agosto l'Ucraina ha colpito un secondo Tu-95MS nella stessa base, e l'Institute for the Study of War segnala immagini satellitari che mostrerebbero danni all'ala destra.
Il 29 settembre 2026 un Tu-95MS è precipitato durante un volo addestrativo nella regione dell'Amur, senza armi a bordo. Il ministero della Difesa russo ha parlato di sei membri dell'equipaggio morti e uno ferito, in un primo bilancio; la testata Mediazona ne ha poi contati otto.

Quanti Bear restino in linea non si sa con precisione. Secondo The Military Balance, nel 2020 la Russia aveva 55 Tu-95MS; per il 2026 ci sono solo stime ucraine: a fine agosto l'intelligence militare di Kiev (HUR) contava 38 Tu-95MS e MSM pronti al combattimento, e secondo la testata Defense Express dopo l'attacco del 28 agosto e l'incidente di settembre ne restavano circa 36.

Settant'anni dopo l'entrata in servizio il Bear, unico bombardiere strategico a turboelica ancora in uso operativo, vola e combatte ancora, ed è previsto che resti in linea con l'aeronautica russa almeno fino al 2040.

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