Mikoyan MiG-35


MiG-35

Nel febbraio 2007, al salone Aero India di Bangalore, la Mikoyan presentò un caccia con il nome provvisorio di MiG-35. L'obiettivo era chiaro: la gara indiana per 126 caccia multiruolo, la cosiddetta MRCA, che in agosto avrebbe inviato le richieste di proposte a sei concorrenti: Super Hornet, Rafale, Typhoon, F-16, Gripen e appunto il MiG-35, iscritto al posto del prototipo MiG-29OVT.

Di nuovo, in realtà, c'era soprattutto il nome. La cellula discende dal MiG-29M, la versione multiruolo del MiG-29 sviluppata a metà degli anni ottanta e mostrata nel 1994 a Farnborough, nella versione per l'esportazione MiG-29ME, come “MiG-33”, una sigla commerciale che l'aeronautica russa non adottò mai. Dall'altro ramo della famiglia, quello imbarcato del MiG-29K (il primo volò il 23 luglio 1988 a Saky), arriva invece il motore RD-33MK, sviluppato dalla Klimov nel 2001 per il MiG-29K/KUB. Il MiG-29M di nuova generazione, quello della “famiglia unificata” con il MiG-29K, volò nel 2005, e il suo biposto MiG-29M2, proposto per un periodo come MiG-29MRCA, è diventato il MiG-35. Non a caso molti considerano il MiG-35 un nome nuovo dato dalla Mikoyan per ragioni di marketing.
Da segnalare anche che a fine anni ottanta la stessa sigla era già stata usata per un progetto monomotore del tutto diverso, che secondo alcune fonti fu valutato da piloti indiani come alternativa all'LCA.

Per la gara indiana furono preparati due dimostratori, il monoposto “961” e il biposto “967”, che secondo le fonti volarono per la prima volta nell'autunno del 2009 e in ottobre erano già in India per le prove. Erano in pratica dei MiG-29K/KUB, e a colpo d'occhio si riconoscevano per il paracadute freno montato al posto del gancio d'appontaggio. L'esito fu deludente: il 27 aprile 2011 l'India ammise alla fase finale solo Typhoon e Rafale, e il MiG-35 fu escluso per le carenze del radar e la spinta insufficiente dei motori RD-33MK emerse nelle prove.

Fuori dalla gara indiana, il MiG-35 cercò clienti in patria e all'estero, con scarsa fortuna. Nel 2013 il capo della RSK MiG, Sergei Korotkov, parlava di un contratto imminente per 24 aerei su un fabbisogno russo di 37. Nel 2014 l'Egitto progettava di acquistarne 24, ma nell'aprile 2015 firmò invece un contratto da 2 miliardi di dollari per 46 MiG-29M/M2.

I primi due esemplari di preserie furono costruiti a Lukhovitsy nel 2016 e consegnati a fine anno. Il 26 gennaio 2017 il MiG-35UB di preserie “712” fu mostrato al governo russo, e il giorno dopo ai clienti esteri. Rispetto al dimostratore del 2007 mancavano sia il radar a scansione elettronica attiva AESA sia gli ugelli a spinta vettoriale, a quanto pare per tenere basso il prezzo e non spaventare i clienti stranieri.
A MAKS 2017 il Ministero della Difesa si impegnò ad acquistarne 24 nel programma di armamento 2018-2027, sei dei quali per sostituire i MiG-29 della pattuglia acrobatica Strizhi (“Swifts”). Il primo contratto, per sei aerei da consegnare entro il 2023, fu firmato il 22 agosto 2018 al forum Army-2018 di Kubinka, e il 17 giugno 2019 le Forze Aerospaziali russe ricevettero i primi due MiG-35 di serie, data ufficiale dell'entrata in servizio.

Com'è fatto
Il MiG-35 conserva la linea del MiG-29, ma l'ala è più grande e sono sparite le famose porte che chiudevano le prese d'aria principali in decollo e atterraggio, con le prese ausiliarie a feritoie sopra i raccordi alari (LERX): al loro posto ci sono griglie contro l'ingestione di corpi estranei, come sui caccia della Sukhoi. Curiosamente il monoposto mantiene il tettuccio del biposto, e nel posto posteriore ospita carburante supplementare.
I motori sono due Klimov RD-33MK “Morskaya Osa” (Vespa di mare, nome ereditato dalle origini navali del MiG-29K), con controllo digitale FADEC, che non lasciano scia di fumo, e con una vita operativa portata a 4.000 ore. La spinta vettoriale, prevista in origine, non c'è sugli aerei di serie: può essere montata se il cliente la chiede.

Il punto più discusso è il radar. Sul sito della UAC si legge di un radar AESA “di nuova generazione” installato sull'aereo, ma gli aerei consegnati alle Forze Aerospaziali montano lo Zhuk-M a scansione meccanica, mentre lo Zhuk-A/AM a scansione elettronica attiva, provato sui dimostratori, resta un'opzione per l'esportazione. Completano i sensori l'IRST OLS-13SM-1, la stazione optoelettronica OLS-UEM, il cui sensore all'infrarosso scopre i bersagli aerei fino a 55 km, e il pod di designazione OLS-K, che non è staccabile ma è integrato sotto la gondola del motore destro. Un MiG-35 può anche fare da aerorifornitore per un altro aereo dello stesso tipo.
L'armamento comprende un cannone GSh-30-1 da 30 mm e fino a 6.500 kg di carichi su nove punti d'attacco: missili aria-aria R-73, R-27 e R-77, missili aria-superficie Kh-25, Kh-29, Kh-38 e Kh-31, bombe guidate KAB-500 e razzi.

Un caccia senza clienti
Le offerte all'estero non sono mancate. Nel 2017 era tra i candidati di una gara del Bangladesh per otto caccia, poi annullata per mancanza di fondi; nel 2019 la Russia propose alla Malesia due squadroni di MiG-35 in cambio dei suoi 18 MiG-29N fermi a terra; nel 2020 annunciò che l'avrebbe riproposto all'India, in una versione aggiornata, per la gara da 114 aerei, e nel 2021 lo offrì all'Argentina. Nessuna di queste proposte è andata in porto.
Nel novembre 2018 il direttore generale della MiG, Ilya Tarasenko, dichiarava che lo stabilimento poteva costruire 36 MiG-35 all'anno. Nel febbraio 2023 il capo della UAC, Yuri Slyusar, riferiva che sei MiG-35 erano stati consegnati in anticipo e che per quell'anno non ne erano previste altre consegne. Sei aerei in cinque anni, contro una capacità dichiarata di 36 all'anno!

L'impiego operativo
Sull'impiego in guerra si sa poco, e quel poco viene da fonti di parte. Nel novembre 2023 Korotkov, ormai progettista generale della UAC, dichiarò che il MiG-35 partecipava alle operazioni contro l'Ucraina, senza fornire alcun dettaglio. Nel maggio 2025 l'agenzia russa ANNA News scrisse che i MiG-35 erano stati trasferiti nel distretto militare di Mosca e avevano abbattuto diversi droni, aggiungendo però che la decisione sulla produzione di serie era ancora aperta. Nell'ottobre 2026 un canale Telegram ucraino ha sostenuto, sulla base della foto di un pilota nell'abitacolo di un MiG-35, che MiG-29 e MiG-35 vengono impiegati da tempo contro i grandi attacchi di droni in profondità nel territorio russo. Nessuna di queste notizie ha trovato conferme indipendenti.

A ottobre 2026, secondo il sito ucraino Defense Express, le Forze Aerospaziali russe dispongono di appena sei MiG-35, quattro monoposto e due biposto: un lotto sperimentale la cui costruzione ha richiesto cinque anni, dal 2018 al 2023. Poco prima di lasciare la UAC, Slyusar aveva annunciato per il 2025 la produzione in grande serie di una nuova versione, ma di nuovi ordini o consegne non c'è traccia. Senza clienti esteri e senza un ordine importante in patria, il MiG-35 sembra destinato a restare l'ultimo caccia di prima linea con il marchio MiG.

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