Tupolev Tu-22M Backfire


Tupolev Tu-22M3 Backfire a Ryazan

Nel 1962 era ormai chiaro che il Tu-22 Blinder, entrato da poco in servizio, non era il bombardiere di cui l'aviazione sovietica aveva bisogno: l'efficienza della flotta era scarsa e il comportamento in volo pericoloso. Atterrava a una velocità di 100 km/h superiore a quella dei bombardieri precedenti e aveva la tendenza a cabrare e a toccare la pista con la coda. Lo stesso anno la Tupolev avviò un profondo aggiornamento del progetto, che all'inizio prevedeva soprattutto un'ala a geometria variabile e motori più potenti.

Nel frattempo la Sukhoi lavorava al T-4, un quadrimotore in titanio con alette canard, nato come risposta all'XB-70 americano, e gli esperti del governo, esaminato il Progetto 125 della Tupolev, gli avevano preferito proprio il T-4. L'ufficio di Tupolev rispose allora con il Progetto 145, una profonda rielaborazione del Tu-22. Rispetto al T-4 era una macchina evolutiva, e i suoi punti di forza erano la semplicità e il costo contenuto.

Restava da farlo approvare. L'aviazione e la Tupolev si accordarono per presentarlo al governo come un semplice aggiornamento del Tu-22: di qui la sigla Tu-22M, mentre per l'ufficio di progettazione era l'“Aereo 45” e internamente “AM”. Il 28 novembre 1967 il governo approvò il progetto insieme alla sua arma principale, il missile Kh-22. I requisiti chiedevano una velocità di 2.300 km/h e un'autonomia di 7.000 km senza rifornimento in volo.
Come sui contemporanei MiG-23 e Su-17, l'ala a geometria variabile doveva mettere insieme decolli corti, una crociera economica e la capacità di volare veloci a bassa quota.

Va detto subito che, nonostante il nome, il Tu-22M è un aereo diverso dal Tu-22, e la sigla fu scelta in gran parte per ragioni politiche. Il Blinder aveva un'ala fissa a freccia di 55 gradi, tre uomini di equipaggio e i due turbogetti montati sopra la parte posteriore della fusoliera, ai lati della deriva; il Backfire ha l'ala a geometria variabile, quattro uomini di equipaggio e i motori dentro la fusoliera, alimentati da prese d'aria laterali.

Il primo Tu-22M0 volò il 30 agosto 1969 ai comandi del pilota collaudatore V. P. Borisov. L'intelligence americana sapeva dell'aereo già dal 1969, e nel 1970 un satellite ne scattò la prima fotografia. La sua esistenza fu comunque uno shock, perché Nikita Khrushchev, alla guida dell'URSS fino al 1964, aveva sempre sostenuto che i missili balistici intercontinentali avrebbero reso superati i bombardieri.

I Tu-22M0 di preserie, con motori NK-144-22, furono 9 (12 secondo altre fonti) e servirono alle valutazioni dal 1971. Tra il 1971 e il 1972 seguirono 9 Tu-22M1 di produzione pilota con motori NK-22, che la NATO chiamò Backfire-A e che non diedero risultati soddisfacenti. Nel febbraio 1973 i primi due Tu-22M0 arrivarono al centro addestramento dell'aviazione a lungo raggio di Dyagilevo, vicino a Ryazan.
La prima versione costruita in grande serie fu il Tu-22M2 (Backfire-B), con ali più lunghe, fusoliera ridisegnata secondo la regola delle aree, quattro uomini di equipaggio, motori NK-22 e carrello principale alloggiato nella parte fissa dell'ala. Raggiungeva Mach 1.65 e di solito portava uno o due missili antinave Kh-22. Ne furono costruiti 211 tra il 1972 e il 1984.

Per un certo periodo l'intelligence occidentale lo indicò come Tu-26, mentre la sigla Tu-22M, usata dai sovietici durante i negoziati SALT II, dava l'impressione che si trattasse di una semplice modifica del Tu-22. Alcuni ritengono che fosse un inganno deliberato per nasconderne le prestazioni, altri che l'“inganno” fosse tutto interno, per far approvare più facilmente i bilanci.
Ad ogni modo il Backfire finì sul tavolo delle trattative: con il rifornimento in volo sarebbe stato considerato un bombardiere strategico a raggio intercontinentale, e gli Stati Uniti ottennero da Leonid Brezhnev l'assicurazione che non lo avrebbe avuto e che la produzione non avrebbe superato i 30 esemplari l'anno. La sonda nel muso fu così rimossa nel 1979, anche se può essere reinstallata in caso di necessità.

La versione definitiva, il Tu-22M3 (Backfire-C), volò per la prima volta il 20 giugno 1977. Aveva i nuovi motori NK-25, molto più potenti, prese d'aria a cuneo simili a quelle del MiG-25, ali con freccia massima portata a 65 gradi, un muso ridisegnato con il nuovo radar di navigazione e attacco, una torretta di coda con un solo cannone e, nella stiva, la predisposizione per un lanciatore rotativo di missili Kh-15, simili agli AGM-69 SRAM americani. Entrò in produzione a Kazan nel 1978 e in linea nel 1983, anche se l'accettazione formale in servizio arrivò solo nel marzo 1989.
E' interessante notare che il Backfire non ha alettoni: il rollio è affidato agli spoiler, che si muovono in modo differenziale e, aperti insieme, fanno anche da aerofreni. In servizio russo è soprannominato “Troika”, cioè “il terzo”.

La produzione
La produzione si chiuse nel 1993 con 497 esemplari, compresi quelli di preserie:
Tu-22M0: 9
Tu-22M1: 9
Tu-22M2: 211
Tu-22M3: 268

La qualità costruttiva non era all'altezza del progetto. Tra difetti di fabbricazione, vita breve di motori e cellule e mancanza di ricambi, nell'agosto 1991 solo il 30-40 % circa degli aerei era pronto al combattimento. Da segnalare anche che a un certo punto l'aviazione sovietica cercò di portare in tribunale la Tupolev, accusata di aver fatto entrare in servizio troppo in fretta due progetti inadeguati, il Tu-22M e il Tu-160.

L'impiego operativo
Il Backfire si mostrò per la prima volta nel 1980, in una grande esercitazione del Patto di Varsavia nella quale i Tu-22M2 dell'aviazione navale minarono alcuni tratti del Baltico. Tra il 30 settembre e il 1° ottobre 1982 otto Tu-22M compirono il loro primo attacco simulato contro un gruppo di portaerei della NATO, le task force della USS Enterprise e della USS Midway nel Pacifico settentrionale, arrivando entro 200 km dalle navi.

Il battesimo del fuoco arrivò in Afghanistan. Tra il dicembre 1987 e il gennaio 1988 due squadriglie del 185° Reggimento bombardieri pesanti della Guardia, partite da Maryy-2 in Turkmenistan, bombardarono a sostegno dell'esercito sovietico che cercava di rompere l'assedio di Khost. Dall'ottobre 1988 sedici Tu-22M3 coprirono il ritiro delle truppe sovietiche, e l'ultima missione afghana fu sul passo di Salang nel gennaio 1989.

Alla dissoluzione dell'Unione Sovietica 370 Tu-22M restavano in servizio nei paesi della Comunità degli Stati Indipendenti. La Bielorussia ne aveva una cinquantina, che tornarono in Russia; l'Ucraina ne ereditò 60 (17 Tu-22M2 e 43 Tu-22M3), demoliti insieme a 423 missili Kh-22 con il programma americano Nunn-Lugar, gli ultimi nel gennaio 2006.
La Russia li impiegò nel 1995 in Cecenia, con attacchi nei pressi di Grozny, e il 9 agosto 2008, durante la guerra di cinque giorni con la Georgia, un Tu-22MR da ricognizione fu abbattuto sull'Ossezia del Sud da un missile georgiano Buk-M1. Nel 2011 i Tu-22M3 delle flotte del Nord e del Pacifico passarono dall'aviazione navale all'aeronautica.

In Siria, tra il 22 e il 31 gennaio 2016, i Tu-22M3 avrebbero compiuto 42 sortite di attacco intorno a Deir ez-Zor, e dal 16 agosto dello stesso anno arrivarono a operare dalla base iraniana di Hamedan.

La guerra in Ucraina
Secondo il ministero della Difesa ucraino, il 15 aprile 2022 i Tu-22M3 furono usati per la prima volta nell'invasione, per colpire Mariupol; già in precedenza era stato riferito che per gli attacchi all'acciaieria Azovstal erano state riattivate perfino le bombe FAB-3000M-46. Il 27 giugno 2022, secondo quanto riportato, due missili Kh-22 o Kh-32 lanciati da Tu-22M3 colpirono il centro commerciale di Kremenchuk, uccidendo almeno 21 persone. Contro questi missili la difesa aerea ucraina ha potuto fare ben poco: nell'agosto 2024 il comandante in capo ucraino, il generale Syrskyi, ha dichiarato che dei 362 Kh-22 e Kh-32 lanciati dal 2022 ne erano stati intercettati solo 2.

Il 19 agosto 2023 un drone ucraino colpì un Tu-22M sulla base di Soltsy-2, nella regione di Novgorod: Mosca ammise un aereo danneggiato, BBC Verify giudicò attendibili le immagini dell'aereo in fiamme e l'intelligence della Difesa britannica lo ritenne molto probabilmente distrutto.
Il 19 aprile 2024 un Tu-22M3 precipitò nella regione di Stavropol al rientro da una missione. Per il ministero della Difesa russo si trattò di un guasto tecnico, mentre l'aeronautica ucraina rivendicò il suo primo abbattimento di un Backfire, colpito secondo l'intelligence militare di Kiev a circa 300 km dall'Ucraina.

Il 1° giugno 2025, con l'operazione Spiderweb (“ragnatela”), l'Ucraina attaccò con dei droni diverse basi di bombardieri in territorio russo, rivendicando inizialmente 41 aerei colpiti. Le immagini satellitari di Maxar, analizzate dal sito The War Zone, mostrano a Belaya, vicino a Irkutsk, i resti di quattro Tu-22M3 e di tre Tu-95MS distrutti.
Il 15 giugno 2026 un altro Tu-22M3 è precipitato nella regione di Irkutsk durante un volo addestrativo senza carico bellico: i quattro uomini di equipaggio si sono eiettati e il governatore ha indicato come causa probabile un'avaria al motore.

Gli aggiornamenti
Tra il 2015 e il 2022 dodici Tu-22M3 hanno ricevuto il sistema di puntamento e calcolo SVP-24-22 Gefest, che migliora la precisione dei bombardamenti. Già nel settembre 2014 era stato firmato il contratto per il Tu-22M3M, un ammodernamento completo con motori NK-32-02, radar NV-45 a schiera di fase, cockpit digitale, nuove contromisure elettroniche e il ritorno della sonda per il rifornimento in volo. Il primo esemplare è stato presentato a Kazan il 16 agosto 2018 e ha volato il 28 dicembre seguente. I piani prevedono di aggiornare fino a 30 aerei.

Secondo The Military Balance 2025 dell'International Institute for Strategic Studies, compilato prima delle perdite del giugno 2025, l'aeronautica russa schierava 55 Tu-22M3 e un Tu-22MR, quest'ultimo in revisione. Una rivista italiana di aeronautica lo ha definito uno degli aerei più belli mai costruiti, e a guardarne la linea è difficile darle torto.

A più di mezzo secolo dal primo volo, nel novembre 2026 il Backfire è ancora in servizio con l'aviazione a lungo raggio russa.

vai al forum di aereimilitari.org

Discussione ufficiale sul forum: Tu-22M | Tutte le discussioni ufficiali

^Top