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F-35 Lightning II - Discussione Ufficiale

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10 Marzo 2011 - 10:05 am

 

USA: Marines, non ci sono alternative al JSF

 

«Se perdiamo l’F-35B, non c’è un Piano B per velivoli ad ala fissa sulla navi da sbarco a ponte lungo». È uno dei passaggi cruciali dell’audizione in commissione forze armate del senato americano del generale James Amos, comandante generale del corpo dei Marines, sul programma Joint Strike Fighter. «Andiamo in giro, ci sporchiamo, voliamo in posti dove usiamo campi non preparati», ha spiegato Amos, ribadendo che l’eventuale cancellazione della versione a decollo corto e atterraggio verticale dell’F-35B penalizzerebbe le capacità dei Marines e - di riflesso - degli Stati Uniti di proiettare potenza. Per questo Amos ha detto di sperare che il programma JSF possa progredire abbastanza da superare il periodo di "libertà vigilata " ben prima del termine di due anni annunciato in febbraio dal segretario alla Difesa Robert Gates. Lo scenario evocato da Amos in caso di cancellazione della versione B potrebbe applicarsi anche all’Italia, che come i Marines prevede di sostituire gli attuali Harrier II+ con gli F-35B, gli aerei più grandi in grado di operare sulla portaerei Cavour.

 

 

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A proposito di F-35. Una rivista aeronautica svizzera riferisce di una discussione fra specialisti in materia. Dell'apparecchio statunitense si dice dei ripensamenti in fatto di acquisti, dei danni strutturali dopo 1'500 ore , delle dimensioni del propulsore (troppo grande) che non ci sta sui "Greyhounds" della Navy. Poi, per la prima fornitura alla RAAF, l'Australia pagherà una cifra pari a 168 mio di EUR al pezzo, per l'esercizio (30 anni) dell ' intera flotta di 100 aerei la spesa prevista sarà di circa 15 mia di EUR. Gli olandesi si apprestano a pagare un maggior costo di 1,4 mia di EUR. Costi che sfuggono ai progettisti e ai governi. Brutto affare in momenti in cui le priorità sono, obiettivamente, ben altri.

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Leggete notizia di casa nostra:

 

19:37 - lunedì

 

Mozione sull'acquisto aerei F-35 JSF da parte dell'Italia

 

Roma, Italia - Presentata dall'onorevole Augusto Di Stanilao (IdV)(WAPA) -

"La Camera, premesso che, il Governo ha chiesto e ottenuto, ormai molti mesi fa, un parere favorevole dal Parlamento, in poco tempo e senza praticamente dibattito, per l'acquisto di 131 aerei cacciabombardieri Joint Strike Fighter (JSF) F-35 che potrebbero impegnare il nostro Paese fino al 2026; dal maggio 2009 è attiva una campagna di pressione 'Caccia al caccia! Diciamo NO agli F-35' lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete italiana per il disarmo affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto di queste armi e usi in maniera migliore per la popolazione gli oltre 17 miliardi di Euro di spesa previsti (e in crescita secondo le ultime stime);

 

questa mobilitazione vede anche il sostegno di Unimondo.org e del progetto 'Science or Peace'. Nel dicembre 2009 la campagna ha già consegnato simbolicamente al Governo le firme allora raccolte. Sono poi 156 le organizzazioni di diversa natura ad aver aderito all'appello;

 

il 24 novembre 2010, durante il convegno 'Volano gli aerei o i costi?' organizzato da Sbilanciamoci! e Rete italiana per il disarmo per la prima volta il Ministero della difesa, attraverso il competente Sottosegretario, ammette ufficialmente che sono sorti dei dubbi sull'acquisto di tutti i caccia previsti; inizialmente, la Lockheed Martin rende note le prime cifre con cui sarebbero venduti agli Usa i primi 30 aerei attualmente in linea di montaggio;

 

il costo complessivo supererebbe i 5 miliardi di dollari, comprendenti eventuali integrazioni successive di sistemi avionici e d'arma, ma esclusi i propulsori (i motori);

 

ciò porterebbe il costo medio per singolo esemplare intorno ai 170 milioni di dollari, senza i propulsori. Il 79 per cento in più rispetto al costo unitario di 94,8 milioni di dollari calcolato nel giugno 2006 dal Centro ricerche del Congresso Usa e il 174 per cento in più rispetto al costo iniziale di 62 milioni di dollari previsto dalla Lockheed Martin;

 

ai costi attuali l'acquisto dei 131 aerei F-35/JSF comporterebbe per l'Italia una spesa di oltre 17 miliardi di Euro, a cui bisognerebbe aggiungere i costi dei propulsori. Il costo unitario stimato per un motore Pratt F135 (a inizio 2010) è di 7,3 milioni di dollari (il 52 per cento in più del costo iniziale). Calcolando la cifra in euro e moltiplicandola per il numero degli aerei in acquisto con i soldi dei contribuenti italiani, si aggiungono ulteriori 735 milioni di Euro;

 

la spesa prevista a oggi per l'acquisto degli F-35 ha, quindi, raggiunto circa diciotto miliardi di euro ai quali si devono aggiungere i fondi già spesi (1 miliardo e 456 milioni di euro), quelli stanziati per il 2011 (472 milioni di euro) e quelli che ancora dovranno essere spesi per lo sviluppo, la progettazione e l'industrializzazione del programma, compresa la predisposizione tecnico-logistica (di una linea per la produzione di parti (le semiali) e per l'assemblaggio solo dei velivoli che saranno comprati dall'Italia;

 

da diverse fonti giornalistiche emerge che alcuni esponenti del governo Usa hanno fatto 'Trapelare' un quadro sicuramente non positivo del programma JSF, nonostante sia il più costoso investimento in campo militare della storia (382 miliardi di dollari per il suo sviluppo), lasciando prevedere la possibilità di altri tre anni di ritardo. Ciò significa che la fase di sviluppo e progettazione, invece di terminare nel 2012, terminerà presumibilmente nel 2015, con conseguente riflesso anche sull'avvio della produzione standardizzata a Cameri prevista nel 2013;

 

l'avvio della produzione delle semiali all'inizio del 2013, e dell'aereo completo nel 2014, è destinato quindi a essere differito nel tempo, così come le attese occupazionali (i 1816 addetti suddivisi in due turni, distribuiti su sei giorni la settimana) dichiarate dal Sottosegretario alla difesa;

 

a distanza di quattro anni l'attuale sotto-segretario, Giuseppe Cossiga, con deleghe al procurement degli armamenti e al settore tecnico-industriale della difesa ha dovuto ammettere in un'intervista che, nonostante l'ingente investimento di risorse per gli F-35, in conseguenza della chiusura della linea Eurofighter, ci saranno in Italia 3 mila occupati in meno nel settore militare dell'industria aerospaziale;

 

inoltre, a fianco degli hangar in cui già oggi i Tornado e gli Eurofighter Typhoon vengono risistemati, dopo incidenti in volo o eventuali problematiche maggiori, un investimento cospicuo di soldi pubblici creerà una nuova struttura che fino al 2026 dovrebbe vedere la costruzione di diverse decine di F-35, a completamento del programma (partito ancora negli anni '90 con le prime fasi di sviluppo) per il quale molti fondi sono stati spesi;

 

l'Italia ha già contribuito con circa un miliardo di Euro in questi ultimi 15 anni, ma l'ultimo stanziamento in ordine di tempo è stato previsto con la legge di stabilità approvata a dicembre 2010: 795,6 milioni di Euro per la costruzione di questo nuovo impianto. Fino allo scorso anno l'onere previsto era di poco superiore ai 600 milioni di Euro, mentre dopo soli 20 mesi la cifra è lievitata di quasi 200 milioni;

 

in questi mesi si è letto che la crisi finanziaria che imperversa in tutta l'Europa ha portato i vari Governi a tagliare le spese militari; la difesa inglese, in particolare, ha rinunciato alla versione più costosa del caccia multiruolo F-35B [variante a decollo corto o verticale e atterraggio verticale (Stovl)] dal costo di 120 milioni di dollari per quella meno costosa, l'F-35C, con una riduzione dei costi generali del 25 per cento. Anche la Francia e la Germania hanno annunciato una diminuzione delle spese militari di 3,5 miliardi di euro; il Canada ha rimandato la decisione relativa all'acquisto di 15 F-35 al 2013, così come la Danimarca (rinvio al 2014); l'Olanda ha rinunciato all'acquisto (manterrà 2 prototipi) a favore di un aggiornamento degli F-16; Israele ne riceverà 20, ma l'acquisto degli aerei sarà coperto dagli aiuti che Israele riceverà dagli Stati Uniti per la sua difesa: tre miliardi di dollari ogni anno per il prossimo decennio;

 

il ministero della Difesa italiano non solo non intende tagliare il numero degli F-35, ma sembra che manterrà anche la versione B che gli inglesi stessi hanno abbandonato per l'elevato costo;

 

in uno scenario di tagli di fondi a 360° è evidente che le spese militari non vedono la riduzione di un solo euro, ma prevedono un aumento considerevole di risorse. Si va dall'acqua in cui sibileranno i siluri per i sommergibili U-212 e navigherà una nuova unità militare di appoggio (87 milioni di Euro pagati a Wass e 125 milioni di Euro per Fincantieri rispettivamente), alla terra su cui si stenderà la nuova rete informatica militare DII (236 milioni a vantaggio di Elsag Datamat), 271 nuovi mortai (22,3 milioni di spesa), nuovi elicotteri prodotti da AgustaWestland, mentre nuovi sistemi di puntamento (Ots della Selex Galileo) e nuovi missili anticarro Spike verranno montati sugli A-129 Mangusta, gli stessi di stanza in Afghanistan. Il costo di quest'ultima fornitura è di 200 milioni di Euro. Una spesa complessiva di circa 950 milioni di Euro nei prossimi anni a cui sembra si colleghi l'acquisto dei primi 10 elicotteri AW-139 e di 12 macchine pesanti, modello AW-101, per circa un miliardo di Euro di spesa. Elicotteri acquisiti in versione combattimento e salvataggio per sostituire entro il 2014 quelli oggi in servizio;

 

sono tutte risorse che saranno sottratte ad altri comparti economici, magari in difficoltà e che non trovano necessità e urgenza di essere investite per queste armi;

 

a partire già da quest'anno, il mercato europeo della difesa cesserà di essere solo un auspicabile obiettivo per cominciare a diventare una realtà concreta;

 

va tenuto conto, inoltre, che le regole attualmente utilizzate nel mercato italiano della difesa sono destinate a essere radicalmente modificate nel quadro del processo di integrazione europea e uno degli obiettivi primari sarà quello di migliorare il controllo parlamentare sulle decisioni del Governo relativamente ai nuovi programmi di equipaggiamento delle Forze armate, oltre al superamento della frammentazione del mercato europeo della difesa che rappresenta un limite sia per lo sviluppo delle capacità tecnologiche e industriali europee, sia per la competizione con i grandi gruppi americani sul mercato internazionale;

 

è da tempo che il Governo sulla ridefinizione del modello di difesa annuncia grandi cambiamenti, ma manca anche solo una proiezione di come nei prossimi dieci anni l'Italia intenderà approntare un proprio sistema di difesa e con quali strategie, sistema che dovrebbe essere ispirato a criteri coerenti, definiti e dovrebbe essere frutto di un'accurata analisi in ordine alla compatibilità delle risorse impiegate rispetto agli obiettivi da perseguire;

 

nonostante gli impegni assunti, per l'elaborazione della proposta di un nuovo modello di difesa è stata insediata un'apposita Commissione di alta consulenza e studio che ha da tempo concluso i suoi lavori a seguito dei quali non risulta essere stata elaborata e presentata la relazione finale,

 

impegna il Governo:

 

a sospendere la prosecuzione del programma per la realizzazione e acquisto dei cacciabombardieri Joint Strike Fighter (JSF) F-35;

 

a procedere, in tempi brevi, alla ridefinizione complessiva del sistema di difesa e sicurezza nazionale, ad adeguare il quadro normativo in materia e a colmare le carenze nel settore difesa, per evitare che l'Italia sia fra gli ultimi Paesi a recepire nell'ordinamento le decisioni assunte a livello europeo". (1-00577)

 

Di Stanislao, Donadi, Evangelisti, Borghesi, Leoluca Orlando. (Avionews)

 

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impegna il Governo:

 

a sospendere la prosecuzione del programma per la realizzazione e acquisto dei cacciabombardieri Joint Strike Fighter (JSF) F-35;

 

Ci siamo bevuti il cervello?

 

Scusate la risposta secca e per nulla argomentata, ma seriamente, merita qualcosa di più di un no comment?

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nonostante gli impegni assunti, per l'elaborazione della proposta di un nuovo modello di difesa è stata insediata un'apposita Commissione di alta consulenza e studio che ha da tempo concluso i suoi lavori a seguito dei quali non risulta essere stata elaborata e presentata la relazione finale,

 

 

 

 

gnam-gnam-gnam gnam-gnam-gnaaa ... gnam-gnam-gnam gnam-gnam-gnaaa

 

comunque al di là delle ideologie politiche, non hanno tanto torto: se costerà davvero così tanto e sarà disponibile frà tre anni, il gioco vale la candela?

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impegna il Governo:

 

... a colmare le carenze nel settore difesa,

Eh già, e come? Cancellando il programma più avanzato e moderno... :rolleyes::thumbdown:

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Leggete notizia di casa nostra:

19:37 - lunedì

inizialmente, la Lockheed Martin rende note le prime cifre con cui sarebbero venduti agli Usa i primi 30 aerei attualmente in linea di montaggio;

il costo complessivo supererebbe i 5 miliardi di dollari, comprendenti eventuali integrazioni successive di sistemi avionici e d'arma, ma esclusi i propulsori (i motori);

ciò porterebbe il costo medio per singolo esemplare intorno ai 170 milioni di dollari, senza i propulsori. Il 79 per cento in più rispetto al costo unitario di 94,8 milioni di dollari calcolato nel giugno 2006 dal Centro ricerche del Congresso Usa e il 174 per cento in più rispetto al costo iniziale di 62 milioni di dollari previsto dalla Lockheed Martin;

ai costi attuali l'acquisto dei 131 aerei F-35/JSF comporterebbe per l'Italia una spesa di oltre 17 miliardi di Euro, a cui bisognerebbe aggiungere i costi dei propulsori. Il costo unitario stimato per un motore Pratt F135 (a inizio 2010) è di 7,3 milioni di dollari (il 52 per cento in più del costo iniziale). Calcolando la cifra in euro e moltiplicandola per il numero degli aerei in acquisto con i soldi dei contribuenti italiani, si aggiungono ulteriori 735 milioni di Euro;

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non sanno nemmeno che i primi aerei costeranno di più e che noi compreremo i nostri aerei di lotti più avanzati che costeranno di meno.

è come la bigiotteria: alla prima collana che si fa ci vuole più tempo e fatica di quelle che si faranno a venire.

questi qua poi non sanno neanche che abbiamo una portaerei che si chiama cavuor e che gli harrier non dureranno in eterno per questo ci serve la versione b.

il problema è che la maggioranza della gente ci crede a queste cose! spero che non intacchi le decisioni del governo dato che senza f35 ci troveremo con un'aviazione non in grado di resistere alle sfide del XXI secolo.

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Eh già, e come? Cancellando il programma più avanzato e moderno... :rolleyes::thumbdown:

 

:D genio questo Augusto Di Stanilao, le sue parole dimostrano che non sapeva nemmeno di cosa stava parlando.

 

Che l'F-35 costerà molto ci costerà molto si era capito da tempo... Ma è un progetto importante per l'Italia e per l'occidente in genere al fine di restare al passo con i tempi e per acquisire importanti tecnologie e un know how che avrà ricadute importanti in molti settori.

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Bisogna calcolare che i prezzi degli aerei possono venire calcolati in mille modi, più cose si aggiungono più si può manipolare al rialzo a proprio piacimento.

Ovvio che se da una parte si considerano le previsioni della macchina "nuda" e dall'altra gli si aggiunge il supporto della flotta per 30 anni ci sarà una notevole forbice, senza contare il variare dei costi a seconda del momento di produzione (si va dal LRIP alla full scale production, quando le linee sfornano centinaia di macchine ogni anno con costi largamente inferiori).

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Questa mozione ha essenzialmente uno scopo: quello di permettere ai vari membri dell'IDV invitati ad un qualche talk show dove si parla di tagli a qualche settore pubblico (anche se sarei felice di vedere calare la mannaia su certe idrovore di nostri euri del settore pubblico; ma tant'è) di dire "Ma come non ci sono i soldi!! Basta tagliare il programma F-35, e li troviamo i soldi. Perchè noi dell'Idv l'abbiamo presentata una mozione in tal senso... ma il governo nisba!!".

 

Come se non bastasse un bilancio già di per sè all'osso questi quà pretendono che si sospenda il JSF?

ma a parte la boiata dei calcoli fatti sui costi dei primi esemplari, sono previste delle penali o no se si cancellano degli ordini? Quanto ci verrebbero a costare? Se diminuiamo ancora il numero di aerei acquistati, il prezzo unitario aumenta o no? la Lockheed non è mica un ente di beneficenza, non credo voglia perderci in questo affare. Poi per Dio non diciamo nulla sulle 156 associazioni che hanno aderito all'appello perch'e si tirano giù subito gli altarini.

 

Cito "da diverse fonti giornalistiche emerge che alcuni esponenti del governo Usa hanno fatto 'Trapelare' un quadro sicuramente non positivo del programma JSF, nonostante sia il più costoso investimento in campo militare della storia (382 miliardi di dollari per il suo sviluppo), lasciando prevedere la possibilità di altri tre anni di ritardo." Andiamo bene! Che certi politici siano guidati e succubi della stampa lo si sapeva. Ma pure qulla estera! Qual'è il quadro poco positivo del programma? qualcuno di voi ha percaso letto tali articoli? Così ci rendiamo conto di quali sono le dinamiche decisionali dei nostri parlamentari con velleità di governanti.

Considerando che all' f-35 NON ci sono alternative, sarebbe interessante capire cosa proporrebero loro per sostituire amx tornado AV8 etc

 

Quando la politica mette il muso in questioni militari senza sapere una mazza succedono i casini! Ma tanto è solo una fumo negli occhi non avrà seguito. Altrimenti :furioso:

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Altra notizia sui Marines

 

Accordo della US Navy sul JSF, F-35C anche per i Marines

 

15 mar, 2011

 

Il Segretario della Marina americana Ray Mabus, il Capo delle Operazioni Navali Ammiraglio Gary Roughead, e il Generale Comandante dell’USMC James F. Amos hanno firmato un memorandum d’intesa che pianifica l’acquisto dell’F-35 Lightning II per il servizio, introducendo una novità rappresentata da una quota di F-35C, variante per portaerei convenzionali, che sarà acquistata anche dai Marines.

 

Il programma prevede l’acquisto di F/A-18E/F e F-35B/C che saranno i due assetti principali della Marina statunitense e del Corpo dei Marines per almeno 40-50 anni.

La decisione rispecchia la volontà di proseguire gli sforzi di integrazione del piano TacAir (tactical air) verso una fusione dei gruppi tattici a livello interforze.

 

In particolare per quanto riguarda il JSF verranno odinati 680 aerei, ripartiti nel numero di 260 F-35C per la Marina e 80 per l’USMC, che si doterà di 340 F-35B, versione STOVL (decollo corto/atterraggio verticale), come piattaforma principale. L’F-35B è attualmente in un periodo d’osservazione di due anni al termine dei quali dovrà aver superato tutti gli inconvenienti tecnici incontrati nello sviluppo, pena la cancellazione.

 

I Marines quindi alzeranno da tre a cinque il numero di gruppi di volo imbarcati sulle portaerei dotate di catapulte e cavi d’arresto, ampliando il loro raggio d’azione che ha come centro convenzionale le navi da assalto anfibio come le LHA Tarawa e America dalle quali opererà l’F-35B.

 

Il primo gruppo di volo basato su F-35C dovrebbe fare la comparsa nel 2016. Ogni portaerei sarà quindi dotata di 4 gruppi d’attacco per complessivi 44 velivoli, 2 basati su F/A-18E/F e due su F-35C, un quarto dei quali apparterrà ai Marines, che attualmente impiegano F/A-18C/D, e AV-8B sulle LHA; questi aerei saranno pensionati completamente per la metà del prossimo decennio.

 

I 40 gruppi d’attacco totali imbarcati saranno quindi ripartiti in 35 forniti dalla US Navy (basati su F-35C, F/A-18E/F) e 5 dall’USMC (F-35C, che ruoteranno affiancandosi a quelli della marina).

 

Futuribili evoluzioni riguarderanno l’entrata in linea nella flotta aerea imbarcata di una piattaforma UCAV, nel medio termine, e di un futuro aereo di sesta generazione con cui sostituire i Super Hornet, noto al momento come Next Generation Tactical Aircraft (Next Gen TACAIR), con data di introduzione in servizio dopo il 2030.

 

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Non ho capito se si aggiungono, se si sttraggono alla quota dei B o se si sottraggono alla quota dei C per la Navy... :huh:

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I Marines hanno la loro quota di F 35 B, come già sappiamo e adesso hanno deciso di acquistare un "piccolo" numero di C.

Questi velivoli verranno impiegati sulle portaerei della Navy, ed utilizzati in comune tra le due forze.

Quindi al totale dei C della Navy, ne verranno acquistati altri per i Marines, ma ad utilizzo interforze.

Detto ancora più praticamente, tra una quindicina di anni avremo sulle portaerei della Navy, oltre ai classici squadron, una certa aliquota di squadron dei Marines.

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I Marines hanno la loro quota di F 35 B, come già sappiamo e adesso hanno deciso di acquistare un "piccolo" numero di C.

Questi velivoli verranno impiegati sulle portaerei della Navy, ed utilizzati in comune tra le due forze.

Quindi al totale dei C della Navy, ne verranno acquistati altri per i Marines, ma ad utilizzo interforze.

Detto ancora più praticamente, tra una quindicina di anni avremo sulle portaerei della Navy, oltre ai classici squadron, una certa aliquota di squadron dei Marines.

 

 

Secondo me non è un bellissimo segnale riguardo alla versione B.

Intanto un piccola fetta di C, poi magari maggiore, così alla fine se si cancella il B la pillola è comunque stata intanto indorata perbene.

 

Il problema per l'Italia sarebbe non da poco però. Senza f-35 B il problema di che fare con la Cavour si riproporrebbe...

 

Non resta che aspettare e sperare.

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Trovo che il problema generato alla Marina da un eventuale fallimento del programma F35B sia posto spesso male o in modo ingenuo e irrealistico.

 

Infatti la questione cruciale non è " cosa me ne faccio della Cavour?". Una considerazione dei costi potrebbe far comprendere che la nave infine rappresenta solo un terzo del costo complessivo, della portaerei più gli aerei (22), soprattutto includendo i costi di esercizio e gestione nel tempo. La Cavour in tal caso (ma non succederà) rivestirebbe il ruolo di LHA, o di nave sede comando per operazioni anfibie complesse. Tutte le altre ipotesi sono da scartare perché inopportune, irrealistiche, fantasiose o non convenienti. Se dobbiamo fare ipotesi, allora non possiamo adagiarci sugli attuali bilanci della difesa che vanno eventualmente rivisti o criticati. Se fallisse il programma F35B : o la Marina Militare rinuncia completamente ad avere una copertura aerea autonoma, o dovrà limitare il proprio raggio d'azione alle aree che non presentano rischi dal cielo (sotto copertura AMI o Forze alleate). In alternativa si esce dall'ottica della nazione di basso profilo e ci si dota, se serviranno, di portaerei convenzionali (CATOBAR da 60Kt ) (in 10 anni), che costerebbero ciascuna meno di 20 F35B. Tutto ciò andrebbe rivisto comunque in un'ottica più europea che nazionale.

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Secondo me non è un bellissimo segnale riguardo alla versione B.

Intanto un piccola fetta di C, poi magari maggiore, così alla fine se si cancella il B la pillola è comunque stata intanto indorata perbene.

bhe no.

era normale che l'USMC sostituisse gli Hornet D operanti sulle CVN con gli F-35C, lasciando gli F-35B sulle LHA. infatti, è da tempo noto che la USN non ne vuol sapere di aerei V/STOL operanti sulla CVN per ovvie e più che condivisibili ragioni.

d'altronde, già oggi i marines hanno una linea di volo doppia con F-18 ed AV-8 e mai nessuno ha pensato di cestinare gli Harrier in favore dei Calabroni.

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E' corretto dire che,i uno scenario come quello che sta svolgendosi in queste ore, una missione effettuata con F-35 non avrebbe bisogno nè di AWACS nè di aerei di scorta?

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Gli awacs servono sempre, riguardo alla scorta potrebbe operare come fanno adesso i pacchetti d'attacco navy: hornet e superhornet in interdizione e superhornet di scorta.

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Gli awacs servono sempre, riguardo alla scorta potrebbe operare come fanno adesso i pacchetti d'attacco navy: hornet e superhornet in interdizione e superhornet di scorta.

 

Fornire di scorta "non stealth" dei cacciabombardieri stealth non è un controsenso?

mi riferisco agli europei.

Edited by Alpino_sommerso

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Fornire di scorta "non stealth" dei cacciabombardieri stealth non è un controsenso?

mi riferisco agli europei.

Credo che Dominus intendesse F35 di scorta ad altri F35, sull' esempio degli Hornet/SuperHornet.

LightningII con armamento di caduta, protetti da altri con armamento aria/aria.

 

Poi dipende anche dai bersagli: se bastano un paio di bombe per aereo, l' F35 può benissimo difendersi da solo.

Edited by Robby

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Certo, se il carico di bombe è esiguo l' F 35 essendo swing role come il nostro Efa, puo attaccare e difendersi da solo.....magari a questo ci pensa il caro vecchio amico gregario...

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se non andrà in porto l'f35 b si andrà verso la dotazione di una portaerei convenzionale al massimo compreremmo qualche harrier usato dalla gran bretagna

per metterlo sulla cavour ed averli su cavour e garibaldi ma questo è altro

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Ma non aveva fatto la modifica alla versione B con il portellone posteriore che si apre in fase di atterraggio che risolveva i problemi?

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se l'F-35B fallisce, noi non faremo assolutamente niente. una portaerei STOBAR è davvero oltre le nostre possibilità ed esigenze.

inoltre, gli Harrier inglesi non hanno radar e sono un pò vecchiotti e molto utilizzati: l'acquisto dovrebbe essere effettuato ORA e con la speranza di non ritrovarci dei rottami.

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