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Flaggy

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  1. Meglio a Pokrovsk. Male a Kupyansk. Più a sud tornano i Bradley. I mezzi pesanti ultimamente si vedono meno, d'altra parte gli ucraini si difendono preferibilmente con migliaia di droni al giorno (che si dice causino all'incirca il 70% delle perdite russe), mentre sono soprattutto i russi ad attaccare e, dopo la falcidia di blindati degli scorsi anni, ormai usano i mezzi più demenziali per spostarsi. Ciascun soldato è un bersaglio facile: per contro spesso richiede l'utilizzo di un drone tutto per lui... D'altra parte i soldati russi ("bruciati" da PUC a pacchi di mille al giorno in centinaia di micro-attacchi), vengono addestrati poco e male e quindi non vale la pena "sprecare" mezzi pesanti per proteggerli.
  2. Ma certo, puntiamo tutto sui vantaggi di avere prestazioni inferiori agli altri e su un non richiesto FCLP... Andrà benissimo
  3. Il convertiplano assomiglia all’AW-609, ma questo dopo più di vent’anni di prototipi non è ancora in servizio, mentre i cinesi hanno fatto qualcosa che già recepisce le soluzioni del ben più recente V-280 Valor americano (rotori basculanti e motori fissi). Si sono disturbati anche a fare un clone del (defunto) Raider americano. Quindi copiano, ma comunque vogliono provare anche le soluzioni scartate, magari convinti di poter trovare una nicchia di mercato per entrambe le soluzioni, sicuramente proposte a costi competitivi e senza le tremila supercazzole che ci facciamo in occidente e che portano ad ammazzare molti programmi dopo aver speso badilate di soldi
  4. Ecco qua da dove salta fuori l'economicità di impiego Per intendersi si tratta dello stesso motore del nostro M-345, anche se qui parliamo di un bimotore. Ora, l'M-346 adotta invece l'F124, un motore che si può vedere come pariclasse più recente dell'Adour montato sul T-45 (tanto che era anche stato offerto come rimpiazzo), solo che M-346 di motori ne ha due pur essendo poco più pesante. Grazie a ciò ha un rapporto spinta/peso molto favorevole e prestazioni notevoli. Questo Freedom Jet per avere prestazioni elvate con una spinta appena superiore a quella dell'T-45 e poco più della metà di quella dell'M-346 dovrebbe essere molto più leggero di entrambi. Pare lo sia, anche se dubito pesi la metà (il che significherebbe pesare quanto un M-345 Het monomotore), mentre fare un velivolo da addestramento avanzato con un motore di derivazione civile ad alto rapporto di diluizione pone altri interrogativi sulle prestazioni... Insomma, se da un lato può fare touch and go sulle portaerei, dall'altro "magari" fa qualcosa meno bene... Al di là di queste supercazzole prestazionali basate su poco e nulla, il problema di questo aereo è proprio nelle ragioni per cui si sa poco e nulla: è un aereo di carta che dietro ha un'industria turca e ciò non lo pone meglio dell'M-346 o del T-50 che sono aerei maturi (non uso il termine vecchi ma certo non sono aerei nati ieri...) con dietro costruttori esteri. Ora, con la sindrome del not invented here (che con Trump ha raggiunto livelli patologici) e con la richiesta di avere rapidamente un rimpiazzo molto prestante, mi sa che si tornerà a bussare alle porte della Boeing per favorire la quale si fecero carte false ai tempi del programma T-X per l'USAF in modo da ritardare la scelta del vincitore a dopo l'uscita del prototipo Boeing. Non penso si faranno carte false per un aereo come questo Freedom Jet, ma piuttosto per dimenticare definitivamente i requisiti FCLP, che stanno stretti al T-7 o per dargli il tempo di adeguarsi ad essi.
  5. Tutto figo e tutto bello, peccato che l'unico training aircraft capace di tutte queste meraviglie sia anche l'unico ad esistere solo come rendering e come mockup. Spararla grossa su tempi, costi e prestazioni è un classico dei venditori di fumo del marketing, tanto i problemi vengono dopo e non è indispensabile ricordare che sono praticamente inevitabili quando l'arrosto arrivi a cucinarlo...
  6. Nel confronto con le persone appare evidente quanto il Flamingo sia veramente grosso. D'altra parte al decollo (suppongo booster incluso) è accreditato di un peso di circa 6 tonnellate. Per intendersi, è 4-5 volte il peso di un BGM-109 Tomahawk o un AGM-86 (quest'ultimo può anche avere testate più pesanti di una tonnellata, ma l'autonomia in questo caso è molto inferiore, anche se ha il vantaggio di essere sganciato in volo). https://www.telegraph.co.uk/news/2025/08/18/ukraine-flamingo-missile-3000km-1tonne-warhead/ Un'arma che può cambiare le sorti della guerra? Mah... Come visto in precedenza non è un missile stealth e quindi si presuppone non certo difficile da abbattere, ma in grandi numeri può fare danni su bersagli come raffinerie, depositi di munizioni, centri logistici. In particolare danni alle fonti energetiche russe sono danni all'economia che sostiene la gurra di PUC e danni alla popolazione. E qui sta una scommessa: perchè la popolazione ucraina dovrebbe resistere come fa da anni ai bombardamenti russi (ben più indiscriminati), mentre quella russa no? Qui si capirà se questa è la guerra di PUC (in cui lui si guarda bene di danneggiare l'elite che lo sostiene a Mosca e San Pietroburgo mandando a crepare nelle maniere più imbecilli dei disgraziati senza soldi delle più remote province dell'impero), o se in questi anni di lavaggio del cervello collettivo sia veramente riuscito a trasformarla in una guerra russa. Qui siamo dell'estremo oriente russo, ma immagino che il carburante per ora non manchi dove fa comodo a PUC...
  7. Quando PUC propone Mosca come sede per incontrare Zelensky penso a Trump che a giorni alterni ci ricorda quanto il russo voglia la pace... PUC non riconosce né vuole incontrare Zelensky e quindi propone Mosca ben sapendo che l'offerta verrebbe respinta (come puntualmente successo). Negoziati? Purtroppo c'è solo una lingua che il russo capisce ed è quella delle mazzate. Si fermerà (o verrà fermato...) solo quando ne avrà prese tante...
  8. E mentre alla Casa Bianca si preoccupano che l'abbigliamento di Zelensky non strida troppo con le pacchiane decorazioni dorate recentemente aggiunte allo Studio Ovale e Trump vive in un'altra dimensione (la stessa in cui lui ha "posto fine" a 6 guerre e il Mondo è migliore grazie a lui), gli europei lodano l'egocentrico e volubile cazzaro, ma restano compatti e non si schiodano dalle loro posizioni. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1293740789063979&id=100052842090517&locale2=it_IT
  9. Ennesima mattanza di poveri disgraziati utile a PUC quel che bastava ad apparire "invincibile" al vertice farsa con Trump... Le uniche cose invincibili qui sono la spietata ottusità del primo e la miope stupidità del secondo.
  10. PUC che cammina fra gli F-22, sorvolo di B-2 a far vedere quanto siano cazzuti gli USA, dichiaraziani pre-vertice risolutive stile "voglio la tregua oggi o porto via la palla e con lui non gioco più", ma di fatto il cazzaro si prende le solite 2-3 settimane per decidere (sulle sanzioni e sulle conseguenze della sua inconcludente stupidità...) e se ne torna a casa con un pugno di mosche, dopo aver trattato da statista uno spietato dittatore venuto "solo" a prender tempo e fare un giro di giostra mediatica come leader alla pari e non come paria internazionale... Complimenti per l'ennesima supercazzola diplomatica... https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/08/16/trump-putin-grandi-progressi-ma-nessun-accordo-su-kiev_de108806-7268-437a-b0bf-dcf2fc963871.html
  11. Flaggy

    CH: nuova valutazione

    In passato ti era capitato varie volte di confrontare il contratto svizzero con quelli successivi riguardanti altri Stati e/o altri velivoli e segnalare quanto fossero più costosi i secondi. Un anno e mezzo fa ti risposi così: Le polemiche di questi giorni in merito all’inflazione e all’aumento di costo dei materiali, al di là di chi abbia ragione sulla questione del prezzo fisso, direi che spiegano una grossa fetta delle differenze, mentre nel confronto complessivo con altri aerei il costo di esercizio nei decenni di servizio si basa su stime che nell’F-35 si sono spesso rivelate ottimistiche, quindi ci andrei cauto sul chi costa cosa. Al netto di tutto ciò, alla fine la Grecia qualche mese dopo ha firmato per meno e cioè 3.5 miliardi di euro (4.1 miliardi di dollari) per 20 aerei. Al cambio attuale se vogliamo è lo stesso ordine di grandezza del prezzo unitario fatto inizialmente alla Svizzera (circa 205 milioni di dollari ad aereo). Come detto è però arduo districarsi nelle singole voci di contratto. Quanto alla questione inflazione/aumento materie prime, si sarà anche tenuto conto della sua incidenza nel contratto, ma il problema è che di mezzo c’è stato il Covid e una guerra in Europa, con relative botte da orbi sui prezzi, che temo abbiano causato gli odierni pasticci... Comunque gli americani, pur senza referendum, coi contratti a prezzo fisso i casini se li fanno anche in casa: basta vedere la telenovela del KC-46 che ha comportato clamorosi buchi di bilancio a Boeing o il B-21, i cui primi esemplari pare verranno prodotti in perdita da Northrop Grumman. Alla fine, tagliare gli ordini o tappare i buchi sono all’ordine del giorno quando i costi aumentano…
  12. Qualunque cosa avessero in mente di fare, se le fascette le avessero messe in testa forse non avrebbero seminato in giro il cervello... https://www.twz.com/air/russian-mig-29-fitted-with-an-interceptor-drone-is-a-laughable-mess
  13. Non sei il primo a chiedere informazioni su vecchie eliche. Non si sa mai, ma temo sia difficile che uno di noi possa identificarla. Ti consiglio però di contattare il museo Caproni di Trento e vedere se per caso loro hanno qualche info utile. Caproni tra l'altro era un'azienda che all'epoca aveva vari stabilimenti in Lombardia, uno proprio a Milano, quindi l'elica potrebbe essere finita su uno dei loro aerei, anche se spesso e volentieri Caproni si produceva in casa le eliche.
  14. E a proposito della prossima recita in Alaska vediamo che ne pensa proprio Stirpe... https://www.facebook.com/oriogiorgio.stirpe.5/posts/pfbid0vfZ2n8CXVEzmrKVYqTTDyFFUtx6EGqakv3jF3VuhCYe8HYfjCy9jjdqT7UxhYQJDl Intanto si trovano sempre nuovi modi per colpire a distanza.
  15. Il cazzaro parla di scambio di territori...Ma certo... tutto il Donbass... Kramatorsk e Sloviansk, perché questo vorrebbe dire. E in cambio di cosa? Di qualche inutile villaggio in rovina a Sumy? Un incontro tra lui e PUC che si rifiuta di vedere Zelensky e che in realtà da bravo russo chiede la Luna e non certo ciò che dice Trump? Zelensky ha già fatto sapere che Kiev non cederà territori e senza ucraini non si decide nulla. Insomma il massimo cui si può arrivare è senza troppa fantasia un congelamento del conflitto solo quando PUC avrà guadagnato altro tempo e riterrà di aver arraffato abbastanza. Poi se l'avanzare dell'età non farà prima il suo corso, passerà alla sua prossima avventura in Ucraina o altrove, perché l'economia russa è un treno in corsa che ormai può solo continuare o deragliare disastrosamente con il suo macchinista. Fortunatamente nemmeno il cazzaro sarà eterno...
  16. Stirpe ha spesso dato il beneficio del dubbio alle sue previsioni (compresa quella sulla famosa controffensiva) e comunque alla fine dell'attacco ucraino del 2023 ci ha tenuto a dire che non ha mai affermato che gli ucraini potessero arrivare a Toretsk o addirittura a Mariupol nel 2023. Nemmeno ha mai sostenuto che la guerra potesse finire in una cavalcata fino a Sebastopoli, quanto piuttosto in un conflitto congelato o nello schianto di uno dei due contendenti nella guerra di logoramento. In effetti durante la controffensiva ucraina i russi riuscirono nella difficile impresa di perdere più uomini degli ucraini, pur essendo in difesa. Se vogliamo, a parte la probabilmente inaspettata cavalcata del 2022 nell’oblast di Karkiv, tutte le ritirate russe sono state determinate dall’insostenibilità dell’azione in corso: mi riferisco all’imbecille attacco dalla Bielorussia in mezzo a strade infangate o radioattive nel tentativo di prendere Kiev o al dissanguamento a Karkiv prima di far saltare il ponte Antonovky e la diga di Nova Kachovka e tornarsene oltre al Dnepr. Gli ucraini sono 3 anni e mezzo che stanno facendo dissanguare l’Armata Rossa, perché di fatto non hanno mai avuto la superiorità necessaria a far altro. Non sono certo entrati nel Kursk per tenerselo, ma per alleggerire la situazione a Pokrovsk e continuare a dissanguare il nemico. Un fallimento anche quello perché hanno perso una moneta di scambio territoriale? Per Stirpe no, perché lui ha sempre sostenuto che gli ucraini combattessero orientati al nemico e non al territorio, che detto brutalmente significa che puntavano a far fuori quanti più russi possibile. In questo contesto la controffensiva in effetti non è mai stata anticipata da Stirpe come un successo certo, ma nemmeno definita un insuccesso a cose fatte. Conoscendo il suo punto di vista non è che lo si possa accusare di non riconoscere un fallimento. https://www.facebook.com/oriogiorgio.stirpe.5/posts/pfbid0rMTkA1rdXFN1yzDseHAba6RMY823neuv8BoaM5Hjp7roQJsCZtwHBWR6ycGKomyBl Stirpe dava alla controffensiva il 51% di probabilità di far schiantare i russi nel 2023, cosa che non è capitata anche se poi i russi sono semplicemente stati incapaci di fare altro che non fosse rosicchiare terreno con micro e macro assalti alla carne e con sempre meno mezzi. Poteva andar meglio anche se lo scopo non era riprendersi mezzo Donbass? Certo che si (e anche per Stirpe che ha usato il termine “indeciso” in merito al risultato dell’azione ucraina), ma in effetti le immagini di carri ucraini distrutti in quella controffensiva erano sempre le stesse, mentre i russi ogni singolo giorno andavano incontro a batoste di quel tipo, tanto che hanno svuotato i depositi e fatto macellare un milione di uomini. E per cosa? Per 10km all’anno negli ultimi tre anni? Detto questo la resilienza della Russia ai continui disastri economici e militari non l’ha fatta ancora schiantare dopo altri 2 anni da quella controffensiva e non so quanto questo possa non aver sorpreso anche Stirpe che, per sua stessa ammissione, non mastica di politica e di economia. Anche i cimiteri ucraini si riempiono di ventenni, mentre i russi mettono bandierine sulle rovine e mi chiedo piuttosto se, nel veder sempre il bicchiere mezzo pieno, Stirpe dia il giusto peso alla crescente stanchezza degli ucraini e alla possibilità che quell’imbecille allo Studio Ovale li lasci al loro destino.
  17. Tutto fa brodo...
  18. Qui l'unica cosa degna di nota non è tanto l'ennesimo disegnino, magari pieno di licenze poetiche e che immagino essere tutt'altro rispetto al progetto reale, quanto la tempistica: siccome il programma è sotto pressione e l'aereo è un altro bello sconosciuto rispetto al più "chiassoso" (ma sempre misterioso) F-47, diventato però bandiera dell'ego ipertofico del cazzaro col riportino durante quella ridicola spacconata a beneficio delle telecamere davanti a un altro disegnino piazzato su treppiede nello Studio Ovale, qualcuno alla Northrop Grumman e alla Marina ha pensato bene di fare un po' di rumore...
  19. Flaggy

    YF-23

    L’immagine della presa d’aria come una sorta di tubo di un aspirapolvere in cui la sezione di cattura a monte è più grande di quella d’ingresso (con conseguente riduzione di sezione e quindi aumento della velocità e calo della pressione ancor prima che l’aria entri nel condotto) è fuorviante: In realtà ciò avviene solo alle basse velocità del decollo in cui si richiede tra l’altro una grande portata d’aria (ed è anche per questo che si ricorre a volte alle prese d’aria ausiliarie). Senza scomodare il volo supersonico in cui, prima di incontrare un’onda d’urto prodotta da qualche parte dell’aereo (ad esempio dal muso e dalla presa d’aria stessa e che la pressione l'aumentano), il fluido manco si accorge della presenza del velivolo, nel volo subsonico (decollo escluso) la sezione di cattura davanti alla presa d’aria (cioè la sezione di aria indisturbata che finirà nel motore) è invece persino minore della sezione d’ingresso, cioè l’aria comincia a comprimersi già davanti alla presa d’aria. In sostanza mettere le prese d’aria sotto l’ala non ne riduce la pressione e comunque le prese d’aria sono davanti mentre a generare o meno portanza è anche tutto ciò che sta dietro. Nel caso dell’F-23 l’andamento delle gondole motrici e della fusoliera centrale che si fondono con l’ala fornisce sicuramente un effetto portante, anche se non ci dobbiamo aspettare che questo sia quello di una sezione alare ideale di pari superficie. Molto (molto) grossolanamente ci possiamo aspettare che l’intera zona centrale comprensiva di muso e gondole (ciò che costituisce la fusoliera) contribuisca alla portanza almeno quanto la porzione d’ala che idealmente prosegue all’interno di essa. Probabilmente “qualcosa” in più visto che la fusoliera non è lo stupido cilindro di un velivolo civile, ma è piatta, ben sagomata e dotata di generosi lerx. D’altra parte non ho mai evitato di criticare i pasdaran del dogfight, che paragonavano il carico alare dell’F-35 a quello dell’F-105, dimenticando bellamente i contributi portanti della fusoliera opportunamente sagomata, le estensioni di bordo d’attacco, la configurazione intrinsecamente instabile e il posizionamento delle superfici di coda in prossimità del getto del motore. Detto questo restano poi i vantaggi alle elevate incidenze, visto che è l’ala stessa a convogliare l’aria dentro ai condotti evitando distacchi e distorsioni di vena altimenti disastrose per i motori. Altri velivoli, come il B-2, il B-21 e diversi droni, hanno al contrario prese d’aria dorsali, che sono meglio da un punto di vista della stealthness, ma pongono notevoli sfide su velivoli ad alte prestazioni, sebbene coi rendering della sesta generazione (per non dire sul J-36 cinese) qualcosa di sia osato anche lì.
  20. Flaggy

    YF-23

    Qualche messaggio più in su, anche se ormai quasi 5 anni fa, scrivevo: Beh, ora qualche velivolo di sesta generazione comincia a vedersi e sinceramente mi fa piacere leggere un articolo in cui ritrovo queste mie considerazioni. Il what if è uno sport aleatorio e i collegamenti all'articolo e alle immagini dell'ipotetico F-23A di 5 anni fa sono andati a ramengo, ma ripropongo un articolo corredato da quelle immagini, perchè il lavoro di Adam Buch, per quanto parzialmente un prodotto della sua creatività, merita di essere ricordato. Non ci è però dato sapere se l'F-23A non avrebbe avuto grane tali nello sviluppo da non consentigli manco di raggiungere i risultati dell'F-22, che tutto sommato è stato stoncato quando ancora non si erano manifestate prepotentemente nemmeno le esigenze per le quali l'F-23 sulla carta forse sarebbe stato migliore dell'F-22 (figuriamoci quando si scelse il vincitore nei primi anni '90 in piena sbornia da "volemose tutti bene"...). Si parla di velocità, autonomia (ecco, magari meglio con gli YF-120...) e stealthness, ma ricordo bene (anche qui in questo forum) i pasdaran della quarta generazione che criticavano il tutto sommato più convenzionale F-35 e ancora santificavano l'F-15 e magari l'F-14...Della serie prendi un dinosauro di 50 anni fa, mettigli avionica nuova e ugelli orientabili e avrai un capolavoro aeronautico...Si, se hai il prosciutto sugli occhi... Per osare con l'F-23 serviva una visione futura che la miopia politica (ma direi generalizzata) a cavallo dei due secoli certo non consentiva.
  21. Non ho ben capito il senso della cosa, ma quando LM ha partlato di uno sviluppo "Ferrari" per l'F-35, Aviation Week ha chiesto a un ex Northrop Grumman di "divertirsi" (altro termine non mi viene...) a fare qualche disegno. https://aviationweek.com/aerospace/aircraft-propulsion/yf-23-designer-weighs-how-lockheed-martin-could-evolve-f-35 Ora, a parte che con buona pace del cazzaro col riportino e del "suo" F-55 il motore è sempre uno, mi chiedo cosa resti del velivolo originario...
  22. Flaggy

    caccia Sud Coreani

    Qualche nota sul previsto sviluppo più stealth https://www.twz.com/air/south-koreas-kf-21-fighter-to-get-stealthier-with-internal-weapons-bays Nel rendering si sono perse per strada le piastre di separazione dello strato limite alle prese d'aria. O lo si aspira in qualche modo con dei fori che non si vedono in un rendering grossolano o semplicemente si sono dimenticati qualcosa...
  23. Con sensori che oggi ti consentono di vedere in faccia chi stai per ammazzare, mi chiedo quanto sia richiesto che un pilota abbia un'anima quando deve sganciare una bomba, magari nucleare, e fare una strage. Chi lo ha fatto 80 anni fa ha poi convissuto con un peso enorme che gli ha devastato l'esistenza. Se non altro a livello di gregari i tempi sono maturi perché un uomo decida di attaccare e l'AI scelga il drone e l'arma più adatti. L'aereo pilotato diventa uno dei sistemi, ma non so quanto comunque e sempre indispensabile visto che per B-21 e per i vari velivoli di sesta generazione si parla di optionally manned, quindi, pur avendo la possibilità di avere un pilota a bordo, potranno anche non avercelo. Coi passi da gigante che sta facendo l'intelligenza artificiale penso che molto potrà essere fatto anche senza pilotaggio remoto. Inevitabile se si vogliono sfruttare i vantaggi prestazionali di non avere il pilota a bordo, senza incappare negli imprescindibili tempi di latenza del pilotaggio remoto. Poi una macchina è fredda e spietata, vero, ma elabora in frazioni di secondo un'enorme mole di dati e "decide" più velocemente di un uomo. Quando gli indiscutibili vantaggi supereranno gli svantaggi, certe scelte temo saranno sempre più comuni, con sempre meno aerei pilotati, perché in guerra è difficile che l'etica possa farti rinunciare a una strada che se non prendi tu prenderà comunque il tuo nemico... Moratoria sulle mine antiuomo docet... Guardiamo gli stupidissimi droni FPV in Ucraina. Prima erano dei droni civili adattati alla buona, poi sono stati costruiti ad hoc, quindi si è aggiunta la fibra ottica per ovviare ai disturbi e infine, già ora, ci sono forme di IA che li rende indipendenti quanto meno nella fase terminale. Tutto in tre anni e spesso in piccole officine... E la cosa è non poco inquetante se pensiamo a cosa si può fare con gingilli più grossi e potenti che entreranno in servizio nei prossimi 10-20 anni... Comunque, al di là delle cinesate di questi mesi, sono curioso di vedere come sarà l'F-47 nei suoi vari dettagli, incluso l'abitacolo e l'interfaccia uomo-macchina.
  24. La questione è interessante. Se vogliamo siamo in un momento di transizione. Se si vuole mettere un pilota a bordo di un velivolo è per cercare di sfruttarne tutti i benefici ancora presenti (compresi quelli visivi), altrimenti a quel punto è meglio rinunciarvi e lasciar fare tutto all’intelligenza artificiale…e prima o poi temo sarà così… Il principale difetto di un drone è infatti nelle comunicazioni con relativi rischi di disturbi e problemi di latenza, però se è più autonomo non ha manco bisogno di un pilota remoto, ma solo di ordini da eseguire e i droni gregari vanno in questa direzione: fare a meno di chi gli dice come fare qualsiasi cosa. I principali difetti del velivolo pilotato sono invece la resistenza aerodinamica e la traccia radar dell’abitacolo, la complessità dei sistemi necessari a supportare un pilota, i rischi per la sua vita e i suoi limiti fisici. Solo alcuni di questi aspetti troverebbero giovamento da una diversa collocazione dell’abitacolo. Al centro del velivolo però di solito si mette ciò che variando il peso altererebbe il suo equilibrio e quindi tendenzialmente carburante e carico bellico, mentre ciò che è fisso (motore, elettronica e pilota si mettono alle estremità anteriori e posteriori). Il pilota al centro? C’è anche già stato se vogliamo…Fino a tutta la Seconda Guerra Mondiale. Era però imposto dal motore anteriore, ma era pessimo sia per la visibilità anteriore (ostacolata dal cofano) che inferiore (ostacolata dalle ali). La ricollocazione dei motori (a reazione) nella parte posteriore e le considerazioni di cui sopra lasciano pensare che il muso sia comunque il posto migliore per mettere il pilota, anche se questo non implica di per se che debba avere una superficie vetrata che gli consenta di veder fuori direttamente. Il periodo di transizione cui accennavo prima comunque ha già dato i suoi effetti in un abitacolo con meno superfici vetrate, basti pensare ai microscopici finestrini laterali del B-21 o alla visibilità posteriore dell’F-35 che a suo tempo attirarono le un po’ anacronistiche e puerili critiche dell’”hater” Bill Sweetman (fissato con l’F-16...). Nel contempo le telecamere dell’F-35 hanno dato i loro grattacapi e difficoltà a rappresentare correttamente il mondo circostante, coerentemente con la visione diretta e coerentemente fra loro essendo le 6 telecamere posizionate in punti diversi e quindi necessariamente non dove si trovava la testa del pilota. A usar solo telecamere si rischia quindi di perdere proprio alcuni dei benefici di avercelo un pilota a bordo e a togliergli la sicurezza di avere il backup dei suoi occhi. Sui droni FPV si usa tale sistema correntemente, ma quello che non si dice è che la qualità dell’immagine spesso è discutibile, i guasti e i disturbi sono all’ordine del giorno e il campo visivo è comunque limitato, perché la telecamera è comunque una e non sei che devono dare una visione coerente e senza soluzioni di continuità nei passaggi per non disorientare il pilota. Farlo per la stealthness? Per ora si è reso i trasparenti non tali nelle bande radar e IR, anche se ciò ha i suoi limiti e comunque non è sempre stato fatto nel modo migliore. Il pilota dell’F-35 ad esempio è vero che grazie alla telecamera posteriore se gira la testa non vede la fusoliera, ma vede sul visore del casco ciò che vede la telecamera dietro l’abitacolo, ma per farlo deve cercare di tenere la testa al centro senza sporgersi ai lati, perché il tettuccio non è a bolla come quello dell’F-16 ed è piuttosto stretto in cima, dovendo riprendere l’inclinazione della fusoliera che ha una sezione romboidale. La combinazione tra vincoli strutturali e telecamere lo costringono cioè a fare qualcosa di se vogliamo innaturale: guardare attraverso il poggiatesta… Farlo per l’aerodinamica? Qualcuno ci ha già pensato quando davanti non si vede una mazza… …ma un "finestrino", anche per lasciare uno straccio di umanità in cabina, nessuno ha avuto il coraggio di toglierlo. I tempi insomma non sono ancora maturi per raccogliere i benefici di una visione del tutto indiretta, ma temo che quando accadrà, l’AI sarà così avanti che il pilota non servirà manco mettercelo su un velivolo militare.
  25. https://theaviationist.com/2025/08/05/chinas-third-tailless-aircraft/ Premesso che il bestione trimotore (“J-36”) non ce lo vedo come concorrente del bimotore (“J-50”) per tutti i dubbi in merito alla sua poco adatta configurazione come caccia, il fatto che ora compaia un nuovo velivolo apparentemente della classe del secondo stupirebbe, ma fino a un certo punto. Di immagini fake in questi mesi se ne son viste tante, specie quelle che cercavano di descrivere “meglio” quanto effettivamente c’era, ma effettivamente un secondo dimostratore concorrente del bimotore finora visto ci starebbe. In fondo quando si è trattato di esplorare nuove strade per qualche concorso importante anche negli USA si è usata molto la competizione tra due dimostratori. E qui da esplorare ce n’è parecchio (con tutti i rischi del caso a mettere tutte le uova nello stesso paniere), specie considerando il rapido sviluppo che i cinesi vogliono ottenere senza poter più scopiazzare e/o utilizzare tecnologia altrui, come hanno fatto fino alla quarta generazione e parzialmente per la quinta. La sesta deve necessariamente essere più (per non dire totalmente) indigena visto che i velivoli di sesta in servizio non ce li ha nessuno. Quanto al velivolo, se vogliamo prender per buone le immagini, un abitacolo sembra avercelo e la configurazione bimotore sarebbe compatibile con qualcosa di più costoso e sofisticato, cosa che è un velivolo pilotato…Ma se i cinesi mettono tre motori in un velivolo tattico possono anche metterne due su un drone…Per l’appunto non scopiazzando più, vanno a ruota libera con idee non necessariamente usuali.
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