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Alpino

airland battle

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Ciao a tutti, avevo letto tempo fa che gli eserciti NATO avevano cambiato la loro tattica negli anni '80 introducendo il nuovo concetto di "airland battle".

Qualcuno sa in cosa consiste? Cosa andava a sostituire?

 

P.S. il primo che mi risponde con un link a wikipedia vince il tontolino d'oro.

 

Grazie!

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il paragrafo su ferreamole l'ho letto, ma sono sicuro che qui sul forum potrò trovare informazioni preziose grazie ai preparatissimi utenti! :)

Intanto so che esiste il libro di Tom Clancy "dentro la tempesta" che ne parla. Qualcuno lo ha letto?

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Alcune "frasi chiave" da http://www.airpower.maxwell.af.mil/airchro...un/romjue.html:

 

In the interest of improved clarity, General Starry chose "AirLand Battle" as the title for the new concept that involved such a close interaction between all air and ground capabilities.

The concept called for early offensive action, by air and land, to the full depth of enemy formations to defeat an enemy attack.

The AirLand Battle dealt with the Army's major and most serious challenge--armored, mechanized, combined arms battle

The overall message conveyed by the AirLand Battle concept of 1981 was that the Army must leave behind the restricted notion of winning the fight only in the traditional "main battle area."

In today's warfare, as in the past, the force that retains the initiative will win.

Attacks that avoid the enemy's main strength but shatter his will or reduce his fighting capability are the fastest and cheapest way of winning.

The new FM 100-5 recognizes the inseparability of tactics and logistics: what cannot be supported logistically cannot be accomplished tactically.

 

Qui invece ci trovi un intero documento in pdf

http://www.cna.org/documents/5500046300.pdf

Buona lettura...

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Ho letto un articolo in proposito; ci provo:

 

tutto parte dal Field Manual 100-5, elaborato dal TRADOC dell'US Army, guidato allora dal Gen. De Puy; il tema centrale è la considerazione nell'elaborazione dei vari plans del potenziale delle armi moderne, molto superiore per cadenza e volume di fuoco rispetto a quello delle armi impiegate nei precedenti conflitti.

 

Sul Field Manual 100-5 si sono innestate le iniziative del successore di De Puy, Starry, su come fronteggiare la dottrina sovietica, basata su due scaglioni, con il secondo subentrante, molto più potente, con l'obiettivo di bissare l'iniziale vantaggio acquisito del primo. L'idea di Starry circa gli armamenti necessari e la visione della battaglia (vedi il Battlefield Development Plan) si sostanziava nel fronteggiare l'assalto iniziale e allo stesso tempo concentrare l'attacco sul secondo scaglione, per impedire che questo raggiungesse il campo di battaglia. L'implementazione del BDP portò al Division 86 Project, e successivamente all'Army 86 Study, che applicava gli stessi concetti non solo alla ridefinizione delle divisioni pesanti, ma pure di quelle "leggere". L'Army 86 Study rappresentò il volano per quello che può definirsi come concetto di campo di battaglia "profondo", o meglio ancora esteso (siamo ormai all'inizio degli anni '80): il campo di battaglia ha cioè una dimensione fisica, una dimensione temporale, una "airland dimension", più importante che mai, ed un eventuale dimensione nucleare. I comandanti devono dunque, come detto già sopra, contrastare l'assalto del primo scaglione, e contemporaneamente interdire alla radice l'azione del secondo. In particolare i comandanti una brigata devono svolgere tale azione fino a 15 Km dalla posizione in cui si attestano le loro forze, i comandanti di divisione fino a 70 Km e quelli di corpo d'armata fino a 150 Km, così da estendere l'area di interesse per ogni comandante molto più in profondità di quanto non sia mai stato prima. Allo stesso modo la dimensione temporale di interesse è rispettivamente di 12, 24 e 72 ore. Per realizzare tutto ciò è necessaria la sincronizzazione tra le forze di terra e di aria, secondo un sistema, appunto, di "AirLand Battle".

 

Spero di non aver detto involontariamente sciocchezze!

Edited by delta_raptor

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Allora, l' "Airland Battle" o in italiano Battaglia Aeroterrestre altrio non è che il concetto ispiratore della dottrina tattica della NATO nata nei primissimi '80 chiamata "Risposta flessibile" (improntata su un uso combinato delle armi convenzionali con quelle nucleari) che andò a sostituire quella precedente chiamata "Risposta massiccia" (basata quasi esclusivamente sull'impiego delle armi nucleari per contrastare l'aggressione nemica).

 

In Italia il concetto di Battaglia Aeroterrestre (che altro non è che il concetto di impiego combinato delle forze/fuoco terrestri ed aeree nella condotta di tutte le tipologie di operazioni militari terrestri di guerra - difensive, offensive, controffensive) è stato alla base dello sviluppo della dottrina di impiego nelle operazioni terrestri delineata nelle pubblicazioni dottrinali della serie 900 (mentre la precedente era la 800), infatti la definizione delle operazioni terrestri iniziava sempre con la frase " E' un' operazione aeroterrestre concepita, organizzata e condotta dal Corpo d'Armata..." .

 

Un pò come il concetto operativo offensivo dei tedeschi nella 2^ GM, rivisitato in chiave moderna, che vedeva il concatenato e coordinato impiego delle forze aeree da attacco al suolo e le forze corazzate.

 

Spero di essere stato utile.

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Mi sono procurato il libro di Clancy! Interessante...

ho fatto una scansione di una pagina:

 

tempestad.jpg

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Guest galland

"Dizionario di Geopolitica"

A cura di John O'Loughlin

Asterios Editore, Trieste, 2000

 

AirLand Battle.

Dottrina operativa dell'esercito statunitense (battaglia aeroterrestre).

Negli anni ottanta lo U.S. Army adottò uno schema più aggressivo di risposta a ogni eventuale tentativo sovietico di invasione dell'Europa occidentale. Nel caso le forze del Patto di Varsavia ne avessero fatto presentare l'opportunità, l'enfasi della strategia americana doveva essere posta più sul "vincere la guerra" che sul "prevenire la sconfitta".

Per prepararsi a questo nuovo approccio, la forza di combattimento delle unità statunitensi doveva essere accresciuta attraverso la loro modernizzazione, l'uso di nuove tecnologie e un'integrazione tra forze terrestri e quelle aeree. Lo spirito di questo sforzo coinvolgente alta tecnologia e cooperazione tra le varie armi fu condensato nel termine AirLand.

Un fattore fondamentale di questo rinnovamento tecnologico consisteva nel porre l'attenzione sullo sviluppo di armi offensive di tipo chimico, nucleare ed elettronico. Queste sarebbero state da impiegare in un "campo di battaglia integrato", dove il passaggio dalle operazioni convenzionali a quelle chimico-nucleari si sarebbe svolto senza alcuna distinzione.

Ovviamente questa scelta implicava l'impiego di truppe ben addestrate e con un alto livello di preparazione, oltre all'esecuzione di azioni sincronizzate e molto precise per tutte le unità coinvolte. La configurazione spaziale data a questa nuova dottrina puntava alla preparazione di un "attacco in profondità all'interno di un "campo di battaglia esteso in profondità" con l'obiettivo di colpire le formazioni di seconda ondata del Patto di Varsavia.

In considerazione delle previsioni di un attacco a sorpresa dell'Armata Rossa, condotto in profondità con carri pesanti (azione che per la NATO comportava la necessità di mantenere una seconda linea da impiegare come e quando se ne fosse presentato il bisogno)gli strateghi statunitensi si convinsero della necessità di un contrattacco immediato. Le azioni difensive dovevano interessare la retroguardia nemica, sulla base del principio che l'attacco è la migliore difesa. Per far questo era necessario disporre di un sistema d'intercettazione che captasse da subito ogni iniziativa nemica e procurasse precise informazioni sugli obiettivi-bersaglio sino nelle retrovie dello schieramento nemico, le forze statunitensi avrebbero dovuto inoltre essere preparate a far uso di armi nucleari, convenzionali e chimiche, anche a un raggio abbastanza ampio.

Tale strategia comportava una sincronizzazione estremamente precisa del sistema di comando e controllo, atta ad integrare le informazioni sugli obiettivi da colpire e uno scenario militare in rapida evoluzione con le operazioni militari terrestri.

I membri europei della NATO, specialmente i tedeschi occidentali, si allarmarono di fronte alla prospettiva di un tale atteggiamento provocatorio. I tedeschi avrebbero preferito di gran lunga l'adozione di un dispiegamento e di un arsenale di tipo più difensivo.

Dal momento che vivevano sulla potenziale zona di battaglia e consideravano i tedeschi dell'Est una sorta di congiunti, essi erano restii a mostrarsi accondiscendenti verso qualsiasi azione che potesse provocare un'aggressione sovietica o che comportasse l'uso di armi chimiche o nucleari sul suolo tedesco.

Se le armi nucleari fossero entrate in gioco, allora, per parafrasare un'espressione popolare, sarebbe stato vero "più corto il raggio, più morti i tedeschi".

La Germania Occidentale voleva quindi mantenere una rigida distinzione tra armi convenzionali e armi nucleari racchiusa nella strategia della "risposta flessibile".

Secondo quest'ultima, l'escalation del livello di violenza della risposta era contrassegnata da gradi molto precisi e dalla prospettiva di poter negoziare un cessate il fuoco prima di passare a un qualsiasi livello successivo. L'airLand Battle rendeva vaga questa distinzione, ponendo l'enfasi sull'uso immediato di armi chimiche e nucleari tattiche sopra un teatro bellico piuttosto ampio.

 

Voce a cura di Patrick O'Sullivan: Dipartimento di geografia Università di Stato della Florida.

 

Galland: fatti non faccine!

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Guest intruder

Per la cronaca, si tratta di quanto hanno messo in pratica, con estese modifiche dovute al teatro operativo e alla situazione oggettiva, da Desert Storm in poi.

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presupponeva, se non saglio, la capacità materiale di potare attacchi anche aerei coordinati contro le infrastrutture logistiche, soprattutto ponti, i depositi di armi carburante e munizioni per fare sì che gli attaccanti si ritrovassero isolati e sostanzialmente bloccati. Però secondo me il piano aveva bisogno di

a) armi di attacco al suolo precise, perchè le difese anti aeree avrebbero permesso poche missioni, a meno di una superiorità aerea così schiacciante da risultare imbarazzante. Sembra però che con l'introduzione degli F-14 e dei Tornado e di altri aerei multiruolo sarebbe stato 2probabile" ottenere una notevole superiorità aerea, ulteriormente accentuata dall'addestramento ritenuto superiore di piloti e personale NATO rispetto alle controparti, senza dover contare sulla difficile coordinazione aerei di attacco- intercettori

b)scorte di carburante adeguate, non è certo che fosse stato possibile evitare i raid sovietici contro le raffinerie ed i groossi depositi.

ancora, molti hanno dichiarato di temere l'Armata Rossa per via del "grande numero di blindati", ma è anche vero in questo caso l detto di Alarico che tanto più il fieno è fitto, quanto meglio lo si taglia

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Guest legionofmarduk

Secondo me questa 'dottrina' avrebbe dato risultati disastrosi se fosse mai stata messa a confronto con una seria offensiva del Patto di Varsavia...

 

...la gente dimentica che l'Armata Rossa beneficiava di una vastità di materiale di studio accumulato in quattro anni di guerra terrestre contro la Germania e i suoi alleati che gli angloamericani si potevano soltanto sognare...

 

...questo materiale, distillato e analizzato negli anni del dopoguerra dai gruppi di studio coordinati da Sokolovski, era stato unito alla dottrina Tukhachevskiana delle "operazioni profonde", dando origine a risultati molto interessanti...

 

...dall'altra parte dell'Elba le forze Nato non avevano niente di paragonabile...si presentavano alla 'battaglia delle idee' tremendamente sottoequipaggiate...

 

...dal canto loro i sovietici erano molto felici di far prosperare falsi stereotipi che lasciavano gli occidentali in un ingannevole senso di sicurezza...come tutte le colossali balle sulla 'rigida catena di comando' e sulla mancanza di iniziativa dei loro comandanti subordinati...balle che ancora oggi si sentono ripetere in giro su siti e forum...

 

...uno dei pochi che aveva intuito la natura della dottrina di combattimento sovietica è stato David Glantz (altro che tom clancy...uno buono a scrivere romanzetti d'azione per adolescenti brufolosi)...

 

 

 

 

LoM.

Edited by legionofmarduk

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Ma scusa, perchè ci pariamo dietro ai paroloni.

 

La strategia NATO non era di nuclearizzare il PdV in casa nostra, nel territorio della Germania Ovest, tagliando le gambe alle colonne in profondità con gli attacchi d'interdizione?

 

Tutto quello quello che avrebbe passato il confine, sarebbe stato incenerito dalle atomiche, che azzeravano il vantaggio in termine di materiale convenzionale.

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tralasciando che la dottrina sovietica è quella della "rigida catena di comando", quindi non vedo proprio dove vuoi andare a parare...

Edited by vorthex

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Nessuno dice che, o almeno non lo penso io, gli ufficiali ed i soldati/soldatesse sovietici fossero "caproni" , però ci sono degli elementi che fanno pensare che alcune caratteristiche sarebbero rimaste costanti nel tempo. l'URSS era una dittatura, e le dittature non gradiscono prticolarmente la "libera iniziativa". In Germania molti ufficiali erano di tradizione prussiana pittosto che nazista, e probabilmente questo spiega una certa "tolleranza" da parte di molti Von... anziani verso i Von... più giovani che facessero qualche cosa di testa loro (d'altronde appartenevano alla stessa casta).

Ho letto un articolo del dott Glantz, in pratica dice "che cosa" avrebbero potuto fre i soldati dell'Armata rossa. Però non dice che avrebbero cambiato il "come"

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ma le tattiche e l'idea di battaglia che avevano i sovietici (ed hanno i russi) è cosa arcinota e non ha alcun senso ricamarci sopra tanto favole e tanti misteri. Clancy è noto nel suo esagerare certe faccende, ma fondamentalmente non ha torto, cosa che si può constatare osservando l'andamento degli scontri nelle guerre arabo-israeliane od anche in Cecenia.

che poi il Patto di Varsavia fosse un nemico temibile... bhe è ovvio ma non è correlato ad una tattica o ad una tecnologia "superiore" (considerando anche che, spesso, il vantaggio tecnologico era della NATO): con quei numeri tutti diventano forti ed i tedeschi ne sanno qualcosa.

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per fortuna e grazie anche ai diplomatici nessuno ha dovuto "vedere le carte" dell'altro sul campo, comunque mi sembra di poter dire che entrambi pensavano di avere delle ottime carte in mano. Da parte sovietica c'era molta fiducia sulle capacità dei carri armati e delle blindature "kontact" (nel 1990 si verificò da parte NATO che non erano tutte millanterie, anzi), mentre da parte NATO si confidava nell'arma aerea (i gran numeri di F-14 e d A-10 erano una forza certamente da non sottovalutare).

comunque la prima guerra del golfo, combattuta con armi sviluppate negli anni '70 ed '80, mostrò che ove fosse stato loro concesso di organizzarsi, le forze di terra "occidentali" con metodi convenzionali supportate dall'aviazione erano temibili, e secondo me non è detto che l'armata rossa avrebbe avuto vita facile, anche senza atomiche. Certo, anche senza pretendere di far lo stratega, vediamo che come "profondità geografica" la situazione era svantaggiosa per la NATO; mentre un ipotetico, ma nemmeno tanto, attacco occidentale verso Mosca doveva attraversare migliaia di k di territorio che per i sovietici "contava 'na sega", subito dopo il Fulda Gap c'erano punti strategici, città, paesi, ed anche una ritirata limitata avrebbe avuto soprattutto un costo politico. ecco, diciamo che forse i maggiori problemi sarebbero stati di tipo "politico"

In un certo senso, non è proprio vero che ON si sa come le parti avrebbero risposto sul campo, perchè comunque fino al 1989 ci sono stati dei conflitti in un certo senso "indicativi": la guerra Arabo-Israeliana, la riconquista delle Falkland, e poi la guerra del golfo presumibilmente ricalcante le esercitazioni degli ultimi anni '80.

se i sovietici vessero avuto una "ragionavole certezza" di vincere, avrebbero attaccato approfittando magari di un esile pretesto, non l'hanno fatto.

Edited by Simone

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Secondo me questa 'dottrina' avrebbe dato risultati disastrosi se fosse mai stata messa a confronto con una seria offensiva del Patto di Varsavia...

 

...la gente dimentica che l'Armata Rossa beneficiava di una vastità di materiale di studio accumulato in quattro anni di guerra terrestre contro la Germania e i suoi alleati che gli angloamericani si potevano soltanto sognare...

 

...questo materiale, distillato e analizzato negli anni del dopoguerra dai gruppi di studio coordinati da Sokolovski, era stato unito alla dottrina Tukhachevskiana delle "operazioni profonde", dando origine a risultati molto interessanti...

 

...dall'altra parte dell'Elba le forze Nato non avevano niente di paragonabile...si presentavano alla 'battaglia delle idee' tremendamente sottoequipaggiate...

 

...dal canto loro i sovietici erano molto felici di far prosperare falsi stereotipi che lasciavano gli occidentali in un ingannevole senso di sicurezza...come tutte le colossali balle sulla 'rigida catena di comando' e sulla mancanza di iniziativa dei loro comandanti subordinati...balle che ancora oggi si sentono ripetere in giro su siti e forum...

 

...uno dei pochi che aveva intuito la natura della dottrina di combattimento sovietica è stato David Glantz (altro che tom clancy...uno buono a scrivere romanzetti d'azione per adolescenti brufolosi)...

LoM.

 

 

A voler esaminare il modo in cui combattevano gli eserciti armati ed addestrati dai sovietici in medio oriente e altre parti del mondo si può dedurre che gli "stereotopi" non erano tanto campati in aria..

E del resto Tom Clancy aveva esaminato approfonditamente tutte quelle guerre prima di scrivere i suoi romanzetti da ragazzini brufolosi.

Avercene qui sul forum, di utenti preparati come Tom Clancy... Almeno non dovremmo leggere tante vaccate.

Edited by Alpino

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La guerrafredda, che negli anni '80 comunque era in progressivo stemperamento dopo la quasi-crisi di Abel Archer, finì secondo molti storici e politici nel 1989; la Guerra del golfo fu combattuta da forze quasi tutte in ambito NATO pochissimo tempo dopo, e penso che abbiano fatto ricorso ad armi e metodi "preparati" per un'eventuale scontro contro i Sovietici ( "mutatis mutandis", come si suol dire); nel 1994 iniziò la "pulizia" dellaCecenia ribelle di Kasbulatov, anche lì presumibilmente facendo ricorso a metodi ad armamenti "concepiti" per uno scontro contro forze NATO.

In Cecenia abbiamo visto anche molte prove di eroismo dei ragazzi di leva Russi, ma nella sostanza l'Armata Russa non fu un rullo compressore, i ribelliabbatterono anche alcuni aerei moderni e fermarono molti carri armati T-72.

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