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Afghanistan - Topic ufficiale


Thunderalex
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La strategia di bush era, per l'appunto, una strategia, mentre Obama stesso ammette di non essere ancora sicuro sul da farsi, cosa mai vista e gravissima da parte di una persona con le sue responsabilità.

sta seguendo la stessa strategia.Non parla di ritiro

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  • 2 weeks later...

Kharzai è nel mirino dell'attuale Amministrazione della Casa Bianca.

 

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=133958

 

 

 

Washington, 12-11-2009

 

Giovedì 19 novembre la cerimonia di insediamento riconfermerà ufficialmente Hamid Karzai presidente afgano per altri 5 anni. E proprio questo sta diventando

'il problema' per l'America: tanto che l'ambasciatore americano a Kabul, Karl Eikenberry, già comandante delle forze Usa in Afghanistan tra il 2005 e il 2007, ha inviato la scorsa settimana due cablogrammi classificati al presidente Barack Obama.

 

Pesanti le riserve di Eikenberry: attenzione ad inviare ora rinforzi nel Paese asiatico, prima che il presidente afgano Hamid Karzai non dimostrerà concretamente la sua volontà di combattere la corruzione e la cattiva amministrazione, che hanno favorito l'ascesa dei talebani.

 

L'attuale comandante delle forze Usa in Afghanistan, il generale Stanley McChrystal, ha chiesto l'invio di 40mila soldati, in aggiunta ai 68mila gia' dispiegati. I consiglieri militari di Obama hanno presentato al presidente varie opzioni per il dispiegamento di un minimo di 10mila uomini e un massimo di 40mila. Nessuna delle strategie proposte ad Obama, che dovrà prendere una decisione finale nei prossimi giorni, prevede comunque una riduzione del contingente militare.

 

Ieri, al termine dell'ennesima riunione sull'Afghanistan - l'ottavo Consiglio di guerra solo nell'ultimo mese - in cui Barack Obama secondo Foxnews ha di fatto bocciato le opzioni di nuova strategia - il presidente ha lanciato un chiaro avvertimento ad Hamid Karzai e ai suoi uomini. Una fonte della Casa Bianca ha fatto sapere che Obama non ha ancora preso alcuna decisione in merito, ma ha aggiunto: "Il presidente ritiene che noi dobbiamo chiarire al governo afghano che il nostro impegno non è a tempo indeterminato".

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  • 2 weeks later...

Qualcuno sista chiedendo come mai le piantagioni d'oppio che arricchiscono il gruuppo"talibani-signori-della-guerra" non sono adeguatamente colpite, e si sa che finchè c'è oppio, loro esistono. Alcuni militari diconoche combattere il traffico-di-droga non è loro compito,(che è "contrastare-il-terrorismo"),ma se loro non possono farlo,chi lofa? Infatti i talibani sono ancora attivi dopo anni di guerra dura senza risparmio.

In più i rapporti fra militari e popolazione non sono dei migliori, quasi nessno parla la lingua locale e bisogna affidarsi ad interpreti;

Perchè non si affianca la forza militare con persone delle varie polizie esperte in narcotraffico?

Perchè non si ci"arruffianano" i mullah locali (sono uomini, come tutti sono "avvicinabili" in qualche modo)?

Purtroppo a mioparere bisognerebbe cambiare da una strategia solomilitare ad unapiùintegrata, come a suo tempo suggerito da chiinAfghanistan ci vive da tempo.

A mio parere George Bush (che potrebbe essere stato tanto astemio quanto Eltsin buonanima negli ultimi periodi?) non aveva voluto ascoltare tutte le voci,speriamo che Obama beva meno wisky ed ascolti dipiù,anche se paradossalmente l'entourage democratico è formato da persone dalle varieconcezioni -c'è ilpacifista,ilpragmatico,il religioso,l'ateo- e di vocice ne sono tante,forse troppe

se si perde in Afghanistan, il movimento integralista prenderà coraggio, e sarà mer...da per noi,temo

Edited by Simone
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Simone scusa, ma l'oppio nella regione da di che nutrirsi a quella gente, se gliela togli qualcosa da fare per mangiare glielo devi dare, e in un paese senza infrastrutture cosa gli dai?

 

 

Prima crei le infrastrutture, poi gli dai la possibilità di scegliersi una piantagione alternativa, e per creare le infrastrutture come fai quando: la politica è corrotta, i terroristi vengono foraggiati dai paesi al confine, la maggior parte della gente aspetta di vedere chi vince fra coalizione e talebani per sapere dove schierarsi, la NATO si defila quando l'America chiede impegno e volontà di combattere?

Edited by -{-Legolas-}-
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Obama ha parlato a West Point, rinforzerà il contingente e ritiro da metà 2011.

 

 

Obama: trentamila soldati in più in Afghanistan ma ritiro dal 2011

Trentamila uomini in più contro il "cancro di al Qaida", ma con la promessa che il rientro inizierà nel luglio 2011. Il presidente statunitense Barack Obama, in un attesissimo discorso all'Accademia di West Point, ha annunciato la sua nuova strategia in Afghanistan e Pakistan affermando che i massicci rinforzi sono "nell'interesse nazionale dell'America". Dopo settimane di indiscrezioni martedì la cifra relativa ai soldati era stata confermata già dalla Casa Bianca. Per il rush finale di una guerra "che non ha chiesto", ma che ha adottato come propria, Obama ha convinto i generali a un calendario "accelerato" di mobilitazione entro agosto, con l'obiettivo di far rientrare in patria il grosso dei soldati ben prima della fine del suo primo mandato nel gennaio 2013.Prime partenze a Natale - La politica non c'entra, ha messo le mani avanti la Casa Bianca, presentando una scommessa che costerà alle già provate casse federali intorno ai 30 miliardi di dollari nel solo anno fiscale 2010. La mobilitazione avverrà "al ritmo più veloce possibile", ha detto Obama nella Eisenhower Hall della storica accademia sull'Hudson - davanti a lui i cadetti in uniforme grigia, che dopo la laurea a maggio partiranno per il fronte - in modo da "prender di mira l'insurrezione e render sicuri i centri della popolazione". I primi Marines di Camp Lejeune prenderanno posizione a Natale.Non è un nuovo Vietnam - Ma per i quasi centomila soldati Usa mobilitati la prossima estate - e per gli americani che temono un pantano alla Vietnam - Obama, nel discorso di 35 minuti all'Accademia Militare, ha mostrato la luce alla fine del tunnel: chi sostiene che l'Afghanistan è un nuovo Vietnam, "fa una falsa lettura della storia", gli Stati Uniti non hanno intenzione di restare in Afghanistan in eterno.La vigilia della consegna del Nobel - Obama è arrivato alla nuova strategia dopo tre mesi di discussioni con ministri, generali e leader alleati, tra cui l'Italia. Non è stata una decisione facile per il presidente, che la prossima settimana a Oslo accetterà il premio Nobel per la pace. In tempi di recessione, l'opinione pubblica negli Usa è ostile all'escalation. Se l'opposizione repubblicana applaude, i progressisti sono in fermento.Sventato un attentato - A chi insiste per ritirare le truppe, Obama ha ribattuto che Afghanistan e Pakistan sono "l'epicentro dell'estremismo violento praticato da al Qaida", che continua a preparare attentati "proprio mentre parliamo" e che aspira a mettere le mani sull'atomica di Islamabad. Un recente complotto - ha fatto sapere la Casa Bianca mentre il presidente finiva di parlare - è stato "appena smantellato e sventato" dalle autorità americane. Obama ha parlato in giacca e cravatta, davanti a migliaia di cadetti, al suo consiglio di guerra e alla nazione.Lo sforzo finale - Quello annunciato a West Point "è lo sforzo finale", ha detto Gibbs. Il livello di truppe annunciato, a cui si aggiungono almeno cinquemila truppe addizionali ("e forse qualcuno in più, ha detto a Bruxelles oggi il capo della Nato Anders Fogh Rasmussen) da almeno otto nazioni alleate, si avvicina alla ipotesi mediana caldeggiata dal comandante nella regione Stanley McChrystal (un ex cadetto di West Point) e procederà con ritmi assai più rapidi del calendario originario. In questo Obama ha dovuto forzare la mano ai militari. Finora si era parlato di una mobilitazione che avrebbe preso un anno, ma il presidente ha concluso che la situazione richiede "di più e più in fretta": prima si arriva - è stato il ragionamento - e prima si ritorna.L’avviso a Karzai - Al presidente afghano Hamid Karzai, con cui ieri aveva parlato a lungo in videoconferenza, Obama ha detto di non aspettarsi più assegni in bianco. Al Pakistan l'appello è stato per un rinnovato impegno nella lotta al terrorismo.

Le forze Usa saranno affiancate da unità specifiche dell'esercito afghano, in un nuovo sforzo di trasformare le forze locali in una entità combattente autonoma: finora è stato un fiasco.Revisione delle operazioni a giugno - La strategia della Casa Bianca prevede che i soldati debbano conquistare alcuni obiettivi occupati dai talebani nei mesi scorsi dopo di che inizierà il passaggio di poteri alle forze di sicurezza locali e la lenta fuoriuscita degli americani. Obama vuole una prima revisione delle operazioni a giugno, dopo aver valutato i successi ottenuti nella prima metà del 2010: i rinforzi impiegheranno complessivamente sei mesi per essere schierati. I soldati andranno nelle province del sud e dell'est dell'Afghanistan, quelle più instabili e a maggiore presenza talebana.Gli aiuti alleati - Per arrivare alle 40 mila unità esplicitamente domandate da Stanley McChrystal, comandante delle forze Nato a Kabul, il presidente conta sull'aiuto degli alleati. Secondo fonti diplomatiche della Nato che hanno parlato ieri da Bruxelles, Washington chiederà agli alleati fra i 5000 e i 10000 uomini: il quotidiano francese Le Monde parla di richieste di 2000 soldati alla Germania, 1500 all'Italia e altrettanti alla Francia, e 1000 alla Gran Bretagna. Ma gli alleati sarebbero reticenti.02 dicembre 2009

 

http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/...fghanistan.html

Edited by -{-Legolas-}-
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Ecco l'ultima novità:

 

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo...1623246452.html

 

Che voi sappiate i 500 soldati extra inviati in Afganistan in occasione delle elezioni resteranno in quel paese definitivamente?

In questo modo si raggiungerebbero i 1500 sodati richiesti dalla NATO in aggiunta al contingente originale.

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No non è stato detto nulla sui 500 soldati che quindi ritorneranno indietro senza venire sostituiti ben prima che arrivino i 1000 soldati supplementari. Poi, potrei benissimo essere smentito :asd: si sa la limpidezza d'informazioni che circonda la nostra missione in A-stan.

 

Comunque saliremo a circa 4000 uomini, e concentrati quasi tutti nell'ovest dell'A-stan, con 4 AMX, gli UAV, 1 battaglione dell'AVES su 3 squadroni (8 Mangusta, 3 o 4 Chinook e 3 AB-412 più un plotone del 66esimo rgt). In più una cp di bersaglieri su Dardo e i Lince.

4 battlegroup, se ho fatto bene i conti (oggi sono 3), più quello spagnolo (abbiamo anche la responsabilità di 1200 spagnoli e qualche centinaia di uomini di altri contingenti): potrebbe anche essere che si passi al comando divisionale e secondo me avrebbe senso con 5 o 6 (a seconda dei rinforzi spagnoli) pedine di manovra e un'area da gestire grande come il Nord Italia

 

Uno sforzo notevole per 2 o 3 anni, Frattini ha indicato il 2013 (elezioni... in Italia :asd:) come dead-line.

 

Potrebbe anche essere che i Freccia (che arriveranno quasi sicuramente, è da un po che se ne parla) andranno in aggiunta e non in sostituzione dei Dardo, quindi oltre al battlegroup arriverebbe diciamo una compagnia su Freccia e probabilmente qualche elicottero in più (2 Mangusta?? I primi NH-90??).

 

Presente il poker? Ora siamo in un all in, noi gli americani e tutta la NATO: o sbanchiamo o perdiamo tutto. Non abbiamo brutte carte, ma neanche i nostri avversari le hanno: vedremo.

Edited by Rick86
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No non è stato detto nulla sui 500 soldati che quindi ritorneranno indietro senza venire sostituiti ben prima che arrivino i 1000 soldati supplementari. Poi, potrei benissimo essere smentito :asd: si sa la limpidezza d'informazioni che circonda la nostra missione in A-stan.

 

Comunque saliremo a circa 4000 uomini, e concentrati quasi tutti nell'ovest dell'A-stan, con 4 AMX, gli UAV, 1 battaglione dell'AVES su 3 squadroni (8 Mangusta, 3 o 4 Chinook e 3 AB-412 più un plotone del 66esimo rgt). In più una cp di bersaglieri su Dardo e i Lince.

4 battlegroup, se ho fatto bene i conti (oggi sono 3), più quello spagnolo (abbiamo anche la responsabilità di 1200 spagnoli e qualche centinaia di uomini di altri contingenti): potrebbe anche essere che si passi al comando divisionale e secondo me avrebbe senso con 5 o 6 (a seconda dei rinforzi spagnoli) pedine di manovra e un'area da gestire grande come il Nord Italia

 

Uno sforzo notevole per 2 o 3 anni, Frattini ha indicato il 2013 (elezioni... in Italia :asd:) come dead-line.

 

Potrebbe anche essere che i Freccia (che arriveranno quasi sicuramente, è da un po che se ne parla) andranno in aggiunta e non in sostituzione dei Dardo, quindi oltre al battlegroup arriverebbe diciamo una compagnia su Freccia e probabilmente qualche elicottero in più (2 Mangusta?? I primi NH-90??).

 

Presente il poker? Ora siamo in un all in, noi gli americani e tutta la NATO: o sbanchiamo o perdiamo tutto. Non abbiamo brutte carte, ma neanche i nostri avversari le hanno: vedremo.

A tal proposito posto un analisi di Gianandrea Gaiani sull'Opinione

http://www.opinione.it/articolo.php?arg=4&art=87778

Uno sforzo notevole per 2 o 3 anni, Frattini ha indicato il 2013 (elezioni... in Italia :asd:) come dead-line.

Ammesso che questo governo arrivi a fine legislatura,credo che la vera dead line associata alle elezioni sia quella del 2012 negli USA visto il pasticciato piano di Obama a cui è arrivato dopo 3 mesi passati a leggere libri sul Vietnam...

I Freccia dovrebbero arrivare;per gli NH90 nutro forti dubbi!Non prima di fine 2010 inizio 2011 se non più in là..non si sa ancora quando dovrebbero conseguire l'IOC.

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  • 1 month later...

Questo blog è semplicemente F-E-N-O-M-E-N-A-L-E: Rod & Sean Afghan Adventure

 

Assolutamente da leggere tutto d'un fiato, a partire da quando i due protagonisti arrivano ad Herat.

 

Trattasi di due mentors spediti per un anno in Afghanistan per insegnare agli afgani (= afghan flying circus, con una paura fottuta delle nuvole "Capt Sean, there are clouds, NO CLOUDS!' I said, 'No problem....we won't fly into the clouds, I PROMISE'...) a pilotare i MI-17 (= russian built agricultural grade flying machine).

 

Ne esce fuori dai loro racconti uno spaccato delle operazioni degli elicotteri italiani in cui facciamo davvero una bellissima figura (a parte il generale che aveva provato a "rubare" un vecchio aereo per farne un monumento, suscitando le ire degli afghani :asd:).

 

Passiamo dalle gare stile NASCAR tra gli elicotteri (NASCAR Team Herat - "We race the Spanish and the Italians, though they are more into Formula 1 than NASCAR. The Italian Chinook is pretty easy to beat, it's just too big and doesn't corner that well, but the Mangusta gets us every time! Sucks losing to guys in speedos! The Spanish Cougars and Pumas are too polite, so they're pretty easy to beat. The only rules are just No Flying! So we race 'em up and down the runway and around the helipad.") in cui ovviamente a vincere è il Mangusta, alle regole di ingaggio degli italiani (Because Italians can only return fire if fired upon, they go looking for bullets and RPG's coming their way. That's pretty cool, even if they wear speedos sometimes.), ad operazioni di carico di un CH-47 non esattamente corrispondenti alla legge 626 (no one else in their right mind would climb on metal box and hook it up under a 50,000lb helicopter hovering a few feet over their heads...except carnies. Look at 'em....little people!!!) oltre ovviamente alle innumerevoli missioni di scorta dei loro angeli custodi: i Mangusta; "elicotteri da esplorazione e scorta" in italiano, "gunship" in inglese.

 

Questa è molto bella, per esempio: Spreading Democracy, RPGs and why italians don't suck at fighting

Edited by Rick86
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Qualcuno sista chiedendo come mai le piantagioni d'oppio che arricchiscono il gruuppo"talibani-signori-della-guerra" non sono adeguatamente colpite, e si sa che finchè c'è oppio, loro esistono.

 

Sì, se lo stanno chiedendo.

Il problema è complesso. Decine, force centinaia di migliaia, di contadini afghani vivono da quelle piantagioni.

Non è semplice distruggerle senza compromettere le capacità agricole del terreno, soprattutto non è semplice distruggerle senza offrire un'alternativa che consenta a quella gente di sopravvivere.

Se i militari dovessero seriamente occuparsi di questo, non dovrebbero affrentare solo i Talebani ma anche tutte le migliaia di contadini che cercherebbero di difendere a ogni costo la propria fonte di sopravvivenza.

Sarebbe uno scenario da incubo.

 

Oggi nel mondo la maggior parte (80%) della produzione di oppio per morfina avviene in India e Turchia.

Forse sarebbe più semplice convertire la produzione turca e indiana verso altri prodotti (sono paesi che hanno risorse e capacità per farlo) e sfruttare la produzione di oppio afghana per soddisfare il fabbisogno di morfina per fini farmaceutici. Tra l'altro, oggi c'è una domanda di morfina farmaceutica di gran lunga superiore rispetto a quella prodotta.

 

Sono state avanzate varie proposte in tal senso, e la questione è sotto esame. Solo l'ONU può autorizzare la produzione di oppio a fini farmaceutici, e oggi solo pochissimi paesi sono autorizzati, fra cui i due citati.

 

Ovviamente nè India nè Turchia hanno intenzione di perdere una fonte di valuta pregiata. L'oppio si esporta, le patate (dico tanto per dire) no.

 

Probabilmente in Afghanistan si arriverà a una soluzione di compromesso: una parte dell'oppio sarà trasformata in morfina farmaceutica, una parte delle piantagioni saranno convertite, altre potrebbero essere distrutte. Ci vorrà del tempo, anche perché l'idea è quella di raffinare l'oppio in morfina in sede, per creare occupazione e sviluppo industriale.

Ma la questione è tutt'altro che ignorata ed è oggetto di studio da parte delle Nazioni Unite.

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Questo blog è semplicemente F-E-N-O-M-E-N-A-L-E: Rod & Sean Afghan Adventure

 

Assolutamente da leggere tutto d'un fiato, a partire da quando i due protagonisti arrivano ad Herat.

 

Trattasi di due mentors spediti per un anno in Afghanistan per insegnare agli afgani (= afghan flying circus, con una paura fottuta delle nuvole "Capt Sean, there are clouds, NO CLOUDS!' I said, 'No problem....we won't fly into the clouds, I PROMISE'...) a pilotare i MI-17 (= russian built agricultural grade flying machine).

 

Ne esce fuori dai loro racconti uno spaccato delle operazioni degli elicotteri italiani in cui facciamo davvero una bellissima figura (a parte il generale che aveva provato a "rubare" un vecchio aereo per farne un monumento, suscitando le ire degli afghani :asd:).

 

Passiamo dalle gare stile NASCAR tra gli elicotteri (NASCAR Team Herat - "We race the Spanish and the Italians, though they are more into Formula 1 than NASCAR. The Italian Chinook is pretty easy to beat, it's just too big and doesn't corner that well, but the Mangusta gets us every time! Sucks losing to guys in speedos! The Spanish Cougars and Pumas are too polite, so they're pretty easy to beat. The only rules are just No Flying! So we race 'em up and down the runway and around the helipad.") in cui ovviamente a vincere è il Mangusta, alle regole di ingaggio degli italiani (Because Italians can only return fire if fired upon, they go looking for bullets and RPG's coming their way. That's pretty cool, even if they wear speedos sometimes.), ad operazioni di carico di un CH-47 non esattamente corrispondenti alla legge 626 (no one else in their right mind would climb on metal box and hook it up under a 50,000lb helicopter hovering a few feet over their heads...except carnies. Look at 'em....little people!!!) oltre ovviamente alle innumerevoli missioni di scorta dei loro angeli custodi: i Mangusta; "elicotteri da esplorazione e scorta" in italiano, "gunship" in inglese.

 

Questa è molto bella, per esempio: Spreading Democracy, RPGs and why italians don't suck at fighting

Ottima segnalazione!Grazie!!

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  • 2 weeks later...

Chi come me ha la sensazione che questo sarà un nuovo vietnam?

Guardandomi intorno vedo solo che i talebani fanno gli attentati e dei nostri ne muoiono 5 o 6 mentre dei loro 0.

Certo poi qualche conflitto c'è ma come si fa a combattere gente del posto che di giorno fa il pastore e di notte il talebano?

Daltronde loro sanno bene che se si mettono davanti all'esercito nato non hanno possibilità di vittoria,con questa strategia facciamo morire solo soldati inutilmente e sono pronto a scommettere che nel 2011 (mi sembra che sia questa la data)o ci si ritira o si continua ma se ci si ritira non sarà di sicuro perchè abbiamo vinto.

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Chi come me ha la sensazione che questo sarà un nuovo vietnam?

Guardandomi intorno vedo solo che i talebani fanno gli attentati e dei nostri ne muoiono 5 o 6 mentre dei loro 0.

Certo poi qualche conflitto c'è ma come si fa a combattere gente del posto che di giorno fa il pastore e di notte il talebano?

Daltronde loro sanno bene che se si mettono davanti all'esercito nato non hanno possibilità di vittoria,con questa strategia facciamo morire solo soldati inutilmente e sono pronto a scommettere che nel 2011 (mi sembra che sia questa la data)o ci si ritira o si continua ma se ci si ritira non sarà di sicuro perchè abbiamo vinto.

 

Ma scusa, non hai visto che hanno appena cambiato strategia laggiù?

Poi guarda cosa vai dicendo, dici che i soldati muoiono inutilmente, ma fossi in te non vorrei mai trovarmi di fronte ad uno dei compagni di uno dei nostri morti laggiù. Con che dignità lo guarderesti in faccia?

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Beh avremo anche cambiato strategia ma mi sai dire che si farà di concreto riguardo ai soldati morti inutilmente penso che sono morti perchè i generali non sapevano combattere un esercito non regolare, vedremo adesso che succede, comunque non era mia intenzione offendere.

Mi spiego meglio se si spostassero in qualche altro modo per esempio in elicottero questi attentati sarebbero meno frequenti e quindi avremmo avuto qualche soldato ma se ho detto una stupidata accetto critiche.

Edited by marco9023
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Chi come me ha la sensazione che questo sarà un nuovo vietnam?

 

Si sente spesso questo paragone, ma io ci andrei cauto ad assimilare le due situazioni.

 

Il Vietnam era una situazione molto anomala. Si combatteva nel Vietnam del Sud contro un esercito alimentato non solo da guerriglieri, ma anche dalle forze regolari del Vietnam del Nord, il tutto supportato dall'URSS. Dato che c'erano limiti stringenti a operare contro il Vietnam del Nord, le forze americane hanno sempre dovuto combattere con i legacci.

 

In Afghanistan la situazione è molto diversa: c'è una guerriglia, ma questa guerriglia è tutt'altro che compatta (molte bande si ammazzano tra loro) e non ci sono eserciti regolari di altri paesi che scendono in campo a fianco dei guerriglieri.

Lo scopo dell'intervento alleato in Afghanistan è impedire che nel paese torni al potere un regime che trasformi nuovamente quello stato in un rifugio dorato e in una gigantesca base per il terrorismo internazionale.

 

In Vietnam c'era un governo da sostenere e non ci si è riusciti, in Afghanistan c'era un regime da abbattere e l'abbiamo abbattuto. Questo è un primo punto a favore.

Poi c'era da insediare un governo amico e lo abbiamo fatto. Secondo punto a favore.

Poi c'è da impedire che la guerriglia possa riprendere il potere: sono passati ormai 9 anni e non c'è riuscita, e non è lontanamente in condizioni di farlo. Anche questo è un punto a favore.

Adesso c'è da mettere in condizioni il governo afghano di cavarsela da solo.

Ma questo obiettivo richiederà tempo. L'Afghanistan lo stiamo costruendo da zero, probabilmente ci vorranno 1 o 2 generazioni affinchè diventi sufficientemente stabile. Stiamo costruendo infrastrutture, fornendo istruzione, addestrando quadri civili e militari.

Le azioni di guerriglia sono un disturbo, uno stillicidio, ma non hanno la forza di cambiare il percorso tracciato.

 

Prima o poi l'Afghanistan riuscirà a gestirsi da sè, le nostre forze saranno sempre pronte a intervenire in caso di difficoltà e in ogni caso nessuna base logistica terroristica potrà essere costruita senza che venga rasa al suolo nel giro di poche ore.

 

C'è poi un discorso importantissimo da tenere a mente: il Vietnam era un nulla. Non serviva a nulla, gli americani non avevano alcun interesse in Vietnam nè il Vietnam poteva costituire una minaccia per gli americani. Era una guerra combattuta a puri fini ideologici: in appoggio a un governo filo-occidentale contro le forze filo-sovietiche.

A un certo punto la società e le forze politiche americane si sono dette: perché dobbiamo perdere decine di migliaia di soldati per una causa che non ha alcun fine pratico e di cui pare non interessi proprio a nessuno? E il paese è stato abbandonato a sè stesso.

 

Al contrario, l'Afghanistan rappresentava e rappresenta tuttora una minaccia: nessuno vuole che laggiù Al-Qaeda torni a costruire basi logistiche e campi di addestramento.

C'è una ragione concreta e pratica, per cui il mondo politico americano e buona parte della società americana (ma vale anche per molti altri paesi) è favorevole a non ritirarsi dal paese prima che la situazione sia definitivamente sotto controllo del governo locale.

La critica, semmai, è rivolta al modo di condurre le operazioni, non agli scopi della guerra. Ma da questo punto di vista, Obama ha capito che le forze in campo sono insufficienti per tenere a bada la guerriglia il tempo necessario affinché le forze afghane siano in grado di fare da sole (come del resto da tempo sostenevano i militari) e i rinforzi dovrebbero servire proprio per dare una spallata finale e chiudere la partita.

E' la mossa giusta. Ha funzionato in Iraq e funzionerà anche in Afghanistan. Si sarebbe dovuto farlo prima ma Bush era fortemente contrastato nel Congresso.

Obama ha il Congresso dalla sua parte (almeno per ora) e può permettersi di farlo.

 

L'importante è che questi nuovi uomini vengano impiegati su due binari precisi: addestramento delle forze afghane e missioni search and destroy.

 

Ci sarebbe poi da sistemare la faccenda del Pakistan, ma qui gli USA pagano l'aver voluto fare da soli. Se avessero coinvolto maggiormente Russia e Cina in questa guerra (le possibilità c'erano) avrebbero potuto isolare meglio i talebani dai loro appoggi esterni.

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Grazie gianni, ma in afghanistan è solo l'oppio che alimenta i talebani o c'è altro?

Se i soldi i talebani gli fanno solo con l'oppio spero che con il cambio di strategia si sia capito cosa bisogna fare per far finire le munizioni, a quel punto quello che ti possono tirare sono dei sassi ma non penso che siano al livello delle ied. :rotfl:

Ultima cosa dietro al commercio di armi c'è qualche stato dietro o sono semplici trafficanti di armi?

Non penso che dei trafficanti possano fornire munizioni in certa quantità e qualche ak 47 o mi sbaglio? :helpsmile:

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Questi se non avessero aiuto esterno, da commercianti di armi o altro, dopo 9 anni sarebbero alle fionde e alle cerbottane.

 

Chiaro che con milioni di dollari a disposizione da traffici illeciti, trovano quello che vogliono, sempre che non ci sia qualche cugino nell'esercito Afghano che gli passa l'esplosivo sottobanco, solo per vincolo di parentela.

 

Questa guerra, strutturata cosi', e' la storia infinita, il parallelo col Vietnam e' tutto fuorchè sbagliato: e'senza fine, e loro non mollano di certo: dove potrebbero andare?

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Grazie gianni, ma in afghanistan è solo l'oppio che alimenta i talebani o c'è altro?

Se i soldi i talebani gli fanno solo con l'oppio spero che con il cambio di strategia si sia capito cosa bisogna fare per far finire le munizioni, a quel punto quello che ti possono tirare sono dei sassi ma non penso che siano al livello delle ied. :rotfl:

Ultima cosa dietro al commercio di armi c'è qualche stato dietro o sono semplici trafficanti di armi?

Non penso che dei trafficanti possano fornire munizioni in certa quantità e qualche ak 47 o mi sbaglio? :helpsmile:

 

Chiedevi delle armi in A.gan, non ti so rispondere, ma ti posso far vedere un servizio fotografico di Repubblica nello Yemen. Le armi circolano come qui i cellulari, la gente le compra sin da giovani le mette in mostra.

 

http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/20...emen-2013112/1/

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  • 2 weeks later...

Afghanistan, bomba contro gli italiani. Coinvolti cinque soldati , un ferito

Un militare ha riportato un sospetto trauma cranico, gli altri quattro a bordo soltanto leggere contusioni. I militari viaggiavano a bordo dI un blindato Lince

 

Articolo completo

 

[...]L'esplosione è avvenuta alle 13,20, poco prima delle 10 in Italia. Una pattuglia del contingente italiano, spiega un comunicato del contingente italiano ad Herat, «è rimasta coinvolta in un'esplosione verificatasi a circa quattro chilometri dalla Fob (Forward Operating Base) di Shindand, la base operativa avanzata che ospita i militari della Task Force Center su base 1° Reggimento bersaglieri». Le conseguenze, per fortuna, non sono state gravi. «A seguito dalla deflagrazione un militare ha riportato un sospetto trauma cranico mentre solo leggere contusioni si registrano per gli altri quattro occupanti del blindato Lince».[...]

LA MISSIONE - La pattuglia stava rientrando alla base dopo un'attività di Key Leaders Engagement, che consiste nell'incontrare i principali esponenti dei villaggi e dei paesi per acquisire informazioni utili per la conoscenza dell'area in cui operano le forze di sicurezza afghane e i militari della missione Isaf della Nato.

Edited by Hicks
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