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picpus

Video carro armato francese "Leclerc"

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picpus, tu che per vari motivi sei più legato alla realtà Francese, sapresti spigarci qulcosa di più su questo carro armato?

 

Da alcune perti ho sentito dire che si potrebbe definire il primo carro di quarta generazione e che sotto molti spetti è più avanzato degli altri carri in circolazione (Abrams, Challenger, Leopard, Ariete), da altre fonti ho sentito dire che è una mezza ciofega, la verità...??

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picpus, tu che per vari motivi sei più legato alla realtà Francese, sapresti spigarci qulcosa di più su questo carro armato?

 

Da alcune perti ho sentito dire che si potrebbe definire il primo carro di quarta generazione e che sotto molti spetti è più avanzato degli altri carri in circolazione (Abrams, Challenger, Leopard, Ariete), da altre fonti ho sentito dire che è una mezza ciofega, la verità...??

 

Mi dispiace, ma non ritengo di essere in grado di rispondere alla tua domanda; eccoti, dal sito ufficiale del Ministero della Difesa francese, il link alla scheda di presentazione del "Leclerc" (dove, comunque, è indicato come carro di 3^ generazione: http://www.defense.gouv.fr/terre/decouvert...s/chars/leclerc ).

 

Nel topic con il sondaggio sul carro armato preferito, io ho indicato il "Leopard 2 A6" ( http://www.aereimilitari.org/forum/index.p...ost&p=98745 ): ritengo che in materia di carri armati, i tedeschi siano tuttora maestri ineguagliabili e l'unanime giudizio dei tecnici, nonché il successo commerciale delle varie versioni, sia del "Leopard 1", sia del "Leopard 2", ne sono la migliore dimostrazione.

 

 

Ciao ciao

Edited by picpus

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Comunque se n'è già parlato parecchio.

E' fondamentalmente un carro di cui si hanno opinioni contrastanti anche per i requisiti particolari da cui è nato e dai problemi incredibili avuti dalla prima serie.

Personalmente lo considero, nella versione attuale, uno dei migliori carri al mondo, senz'altro il più avanzato sotto diversi punti di vista.

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Dal link http://it.wikibooks.org/wiki/Forze_armate_...ecolo/Francia-6 riporto la parte relativa al "Leclerc":

 

"Il Leclerc [1] è realmente l'epigono degli MBT francesi, e assume in sé una serie di innovazioni che ne hanno fatto un mezzo avveniristico, come anche la sua struttura moderna e aggressiva suggerisce. Prodotto da GIAT (Ora NEXTER), è oramai l'MBT standard dell'Armée de Terre, in sostituzione all'AMX-30. Quanto segue potrà sembrare agiografico e adulatorio nei confronti di questo carro; lo scrivente ritiene di no, e sopratutto che sia necessario spingere a fondo l'analisi di quello che il Leclerc ha comportato, perché non c'é dubbio che esso sia risultato qualcosa di più che un semplice nuovo veicolo; essendo poco prodotto, poco conosciuto, non impegnato in guerre varie, non ha avuto molta eco nella stampa al di fuori della Francia; nondimeno, l'insieme delle sue caratteristiche lo pongono in un'era successiva a quella dei carri moderni 'classici' tipo il Leopard 2 e l'M1; un'era in cui è nata, di fatto, una nuova specialità dell'elettronica applicata, la 'vetronica': il fatto è che il Leclerc ha introdotto, dai tardi anni' 80 (con tecnologie ovviamente adesso obsolescenti) il concetto stesso di carro armato come 'insieme integrato', sia a livello di veicolo, che di mezzi di comunicazione e distribuzione dati. Questo da solo va oltre le innumerevoli innovazioni tecniche vere e proprie del veicolo (non sempre felicissime operativamente, ma decisamente molto avanzate). Un pò come dire, che l'AMX Leclerc è, in un certo senso, la versione cingolata dell'F-16 (chiaramente come concetti informatori, non inteso in senso letterale).

 

Lo studio per un carro di nuova generazione, l'ECP (poi ribattezzato 'Char Futur'), ha avuto inizio nel 1978 basandosi su di un'analisi delle possibili condizioni di combattimento in Europa. Esso ha condotto ad un lungo processo di definizione terminato solo nel 1986, che vide la scelta delle componenti e delle filosofie necessarie. Poi dal 1987 venne iniziata l'industrializzazione con 6 prototipi e già dal 1988 alla produzione di serie. Il 14 gennaio 1990, alla presenza della vedova del Gen. Leclerc il primo Leclerc venne consegnato dalla GIAT alla DGA (Delegazione generale degli armamenti). Venne subito chiarito che non si trattava di un semplice carro armato ma di un sistema completo, termine mai usato per un mezzo corazzato. Il perché si dirà poi, per ora iniziamo dalle caratteristiche tecniche del mezzo.

 

La corazzatura è composita, ma oltre a questo ha una struttura concepita fin dall'inizio per essere modulare: non cioè con kit aggiuntivi che si sovrappongono alla corazzatura basica, o con la sostituzione dei moduli di materiali compositi all'interno delle intercapedini della corazzatura (quelle moderne, di tipo 'Chobbam' sono sostanzialmente degli scatoloni d'acciaio con mattonelle di corazze speciali, altamente segrete, sistemate all'interno): ma proprio una corazzatura concepita fin dall'inizio come una leggera struttura d'acciaio che protegge lo scafo, a cui sono applicabili moduli speciali rapidamente riconfigurabili o sostituibili se necessario: un vantaggio notevole nell'adattare il mezzo all'evolversi della minaccia, molto meglio che i carri armati con uno scafo standard. In dettaglio, al solito, non v'é molto da sapere, si tratta di un mix di piastre d'acciaio duttile, a doppia o tripla resistenza, kevlar, materiali durissimi etc. etc. fabbricati dalla Creusot-Loire, che tra l'altro consentono di riparare rapidamente il veicolo in caso di danni e perforazioni. Altri sistemi di protezione sono i lanciagranate Galix che erano, tanto per cambiare, di assoluta avanguardia per l'epoca. Ogni lato della torretta aveva infatti uno di questi sistemi della Lacroix e ciascun lanciatore aveva tipicamente: 4 fumogeni ad ampio spettro di copertura (anche IR) ARF FUM Galix 13, ma anche 3 munizioni antiuomo Galix DREC con un raggio di protezione di 30 m attorno al carro (chiaramente pensate per difendere il mezzo dalle squadre cacciacarri) e infine, non meno importanti, vi sono 2 flare LEUR per ingannare i missili SACLOS con fonte di calore IR.

 

È anche l'unico carro occidentale con caricatore automatico, quindi con 3 uomini di equipaggio. Nella parte posteriore della torretta, caratteristica per essere nettamente più bassa sul davanti che dietro, vi è un caricatore da 28 colpi per munizioni HEAT o APSDS da 120 mm prodotto dalla Creusot-Loire, già esperta di cannoni da 100 mm navali ad alta cadenza di tiro (fino ad 80 colpi). Questo sistema non ingombra dentro il vano di combattimento, ma necessita di una ricarica esterna e di un deposito addizionale dentro lo scafo.

 

Il cannone GIAT 120-26 impiegato ha una lunghezza di circa 52 calibri, più lungo e leggermente più potente di quello tedesco da 120/44, anche se ovviamente di qualcosa più ingombrante in manovre con vegetazione e fossati. Sopra vi è un dispositivo MRS che è una specie di specchietto retrovisore capace di controllare l'allineamento della bocca da fuoco con il sistema di controllo del tiro. Inoltre il cannone,al solito, è munito di manicotto antidistorsione e estrattore di fumo (i cannoni moderni sono davvero armi sofisticate). Le munizioni molto avanzate con la granata HEAT POL G1 con Vo di 1.170 ms, e la APFSDS a ben 1.750 ms, consentendo un raggio di tiro utile di almeno 4 km, circa 1 più del cannone del Leopard 2, grazie ad una v.iniziale superiore di circa 100 ms. Ma non basta. Nel 1989 erano iniziati i programmi per le munizioni DU anziché il più costoso e leggermente meno efficace tungsteno. Non solo, ma una munizione speciale anti-elicottero era pure in corso di sviluppo, chiamata 120 AH. Infine, nel futuro non era escluso di adattare il carro al cannone da 140 mm, un'arma realmente poderosa anche se molto ingombrante (di fatto si è preferito continuare a migliorare il 120 mm), con incremento delle prestazioni dell'ordine del 50%. Quest'arma è stata davvero sviluppata: è stata persino offerta per il carro armato T-72MP ucraino (chiaramente 'non si sa' come il progetto di questo cannone sia finito in mano ucraina..)! Il cannone NATO da 140 mm è a tutt'oggi una chimera, dato che il 120 si è dimostrato molto efficace in ogni ambito (eccetto che come munizioni HE, dove anche i vecchi pezzi da 100-105 mm sono probabilmente superiori: basti dire che le HEAT-MP da 120 mm hanno 1,3 kg di esplosivo quando i proiettili sovietici, certamente non in onore della sicurezza in caso di esplosioni, ne hanno ben 3,2). Ma non è solo il cannone né il sistema di alimentazione a meritare interesse: anche il sistema di controllo del tiro e quello di movimentazione sono decisamente impressionanti. Quest'ultimo è dato da un motore CSEE da 40kW (questo significa che il Leclerc ha abbandonato la movimentazione oleodinamica, affidabile ma ingombrante e pericolosa in caso d'incendio) capace di ruotare la torretta del Leclerc velocemente e in maniera al tempo stesso dolce, con una velocità di meno di sei secondi per una semirotazione da fermo di 180 gradi e il cannone elevabile di 30°/sec. E' possibile,grazie a questi servomeccanismi, alle sospensioni e al sistema di controllo del tiro (di cui si dirà) ingaggiare fino a sei bersagli al minuto, con tempi d'ingaggio di 8 secondi e di re-ingaggio di 6, e NB sparando su terreno vario tra i 300 e i 4.000 m, viaggiando a 36 kmh. Si tratta di prestazioni assolutamente impressionanti. Come curiosità storica un altro potente carro medio francese, il SOMUA S.35 degli anni '30 aveva pure esso una torretta a comando elettrico, ma nonostante questa avanzata caratteristica l'aggiustamento finale di precisione era fatto a mano con apposite ruote.

 

Il sistema di controllo del tiro comprende un periscopio diurno-notturno girostabilizzato SFIM HL 70 per il capocarro (capacità di visione diurna 2,5 o 10 x o notturna di seconda generazione con 2,5 x; non sono ingrandimenti eccezionali ma questo era il migliore prodotto su piazza all'epoca), che scopre i bersagli e li assegna al cannoniere o prende direttamente sotto tiro l'obiettivo. Esiste un computer digitale e un telemetro laser; una camera termica SAT Athos permette al cannoniere di vedere e sparare anche di notte fino a 2 km (fino a 5 km per la scoperta, prescindendo dall'identificazione). Essa è integrata nel visore girostabilizzato SAGEM HL 60 che ha anche 1 canale diurno con 3,3 e 10 x, e un sistema CCD (elettronico, forse come protezione anti-laser) da 10 ingrandimenti. Il sistema di stabilizzazione è ottimo anche per via del (laborioso) sistema idropneumatico per le sospensioni. Queste e il motore turbocompresso SACM (Wartsila, è un gruppo finlandese specializzato in diesel anche marini, di grande potenza) UD V-8X con tecnologia 'Hiperbar', sono capaci di spingere il veicolo ad altissima velocità anche fuori strada e potere ingaggiare anche a grande velocità gli obiettivi. Il motore di per sè è di pari potenza degli MTU del Leopard 2, ma molto più compatto e piccolo grazie ad un rapporto di sovralimentazione di 7,5, per appena 2.100 kg e 1.87 m3 (un terzo rispetto al sistema del Leopard 2!). Ha 8 cilindri a V raffreddata ad acqua con 16,47 litri di capacità (anche qui, molto ridotta: altri carri arrivano agevolmente e 27 litri!). Come se non bastasse, il compressore Turbomeca TM-307B non solo triplica la compressione rispetto a quella di un normale compressore ( si tratta per l'appunto di un sistema 'iperbarico'), ma NB: se necessario è capace di operare indipendentemente dal motore principale fornendo energia per partire 'a freddo' senza nemmeno usare le batterie oppure, ancora più importante, come generatore ausiliario: infatti il Leclerc non ha una APU vera e propria (uno dei talloni d'Achille dell'M1 Abrams, che fino a tempi recenti doveva utilizzare il motore principale, enormemente dispendioso, per ogni necessità). Le sospensioni a dodici elementi SHB-3 della SAMM, sono idropneumatiche e con escursione di 300 mm. Inoltre, vi è la trasmissione ESM 500 con 5 marce avanti e due indietro.

 

Il carro ha un'arma potente che si aggiunge al pezzo da 120 e le sue 40 granate. Infatti, mentre i carri armati hanno in genere armi coassiali da 7.62 mm, troppo leggere per esempio, per colpire obiettivi 'duri', i carri francesi hanno armi di grosso calibro coassiali: per esempio, l'AMX-30 ha solo 47 colpi da 105 mm rispetto ai 62 del Leopard 1, ma al posto di una mitragliatrice da 7.62 mm ha un cannone-mitragliera da 20 mm con ben 1.050 colpi e può perforare agevolmente corazze leggere che richiederebbero altrimenti l'uso del cannone principale. Non è tuttavia una cosa molto ben vista dato che queste armi di grosso calibro hanno un numero di munizioni relativamente ridotta. Nel caso del Leclerc vi è una soluzione intermedia: un'arma da 12.7 mm (americana sì, ma prodotta dalla FN Herstal belga che era controllata dalla GIAT), piuttosto piccola rispetto al 20 mm ma ancora capace di perforare le corazze di un veicolo classe M113 fino ad oltre 500 m, come di perforare spessi muri. Questo è stato considerato ottimale come compromesso. La mitragliatrice F1 in calibro NATO 7,62 mm (originariamente era da 7,5) è installato in un affusto tedesco H&K e nemmeno a dirlo, con un sistema di controllo sofisticato, con possibilità di telecomando da dentro il carro da parte del capocarro.

 

Ma la lista delle innovazioni non si è arrestata qui, anzi si può dire che quanto sopra ne è giusto la base: il carro, a guisa di aerei tipo l'F-16, ha un databus centrale con sistemi digitali per il controllo di molte cose come la trasmissione del motore, le comunicazioni radio, il controllo del tiro. Il Leclerc è stato integrato con questi sistemi che si possono definire 'vetronica' e il costo complessivo è talmente alto che supera il 50% di quello totale, per la prima volta in un carro armato. Tra le altre funzionalità vi sono consolle interattive, sistemi di comunicazione rapida per includere il Leclerc nel PR4G (Poste Radio 4éme Generation della Thomson-CSF) e mostrare i dati ai carri di altre unità tattiche o riceverne: in questo modo è possibile per il comando dell'unità sapere la posizione dei propri carri armati (cosa prima d'ora tutt'altro che pacifica), lo stato dei materiali, danni, consumo di carburante e munizioni etc. etc. con tanto di programmazione logistica dei rifornimenti. Questo è un concetto rivoluzionario, avanzato per molte nazioni oggigiorno, a maggior ragione nel 1990. A questo si aggiungano i sistemi di supporto: carri recupero, portacarri, simulatori Thomson CSF SEE per l'equipaggio, ETT per la torretta, EP per il pilota, STC per addestramento al tiro, stazioni mobili di controllo D-2G (molto significativamente, della Sextant Avionique, ovvero un'azienda specializzata in avionica). Il SIR-ABC (in italiano Sistema Informatico Reggimentale-Arma della Cavalleria Blindata) è un altro tassello di questa specie di rivoluzione tecnologica chiamata Leclerc.

 

L'obiettivo iniziale era di costituire un primo reggimento con 80 carri dato da 2 battaglioni. I primi interessati erano dal 1 gennaio 1990 il 4ème Régiment de Dragons (RD) e il similare 503ème Régiment de Chars de Combat (RCC), tutti e due a Mourmelon, Francia orientale. I carri sarebbero stati 80 in tempo di pace, ma in guerra vi sarebbe stata una 'gemmazione' per cui da un singolo reggimento con due battaglioni si sarebbero formati 2 reggimenti su 3 escuadrons di 3 plotoni l'una su 4 carri e quello comando escuadron (=compagnia). Questa soluzione era stata sperimentata in Desert Storm con il 4ème RD equipaggiato con gli AMX-30B2. Quanto alle prospettive commerciali erano per almeno 1600 carri, ma ancora nel '92 solo la Svezia e Abu Dhabi avevano mostrato un interesse concreto (e si sa oggi come andò a finire: la Svezia comprò il Leopard 2 e lo stato arabo il Leclerc con il motore del Leopard 2): forse erano troppe novità in una sola volta? Certo è che il costo unitario risultava piuttosto alto, di 30 milioni di franchi o 6.5 miliardi di lire: ma all'epoca il molto più conservativo Ariete (che non ha avuto successo export a sa volta) aveva un costo praticamente identico: 5,4 miliardi di lire.

 

Ricapitolando le innovazioni del Leclerc: 1-motore ipercompresso, 2-sospensioni idropneumatiche, 3-mitragliatrice pesante coassiale, 4-cannone a canna lunga, 5-caricatore automatico, -6 sistemi quantomai completi per visione e combattimento, 7-sistemi di comunicazione e vetronici tali da renderlo un terminale di un sistema C3, -8 sistemi di supporto e logistici altamente integrati, -9 corazza modulare, -10 sistema di rotolamento torre elettrico, e l'elenco potrebbe continuare.

 

Equipaggio: 3

Dimensioni: lunghezza 9.87 m, scafo 6,88 m, larghezza 3.7 m, altezza 2.92 m, cielo torretta 2.53 m, scafo 1.73, luce libera 0.5 m.

Peso: 54.6 t, rapporto potenza-peso 28hp/t, pressione specifica 0.98 kg/cm2.

Corazzatura: composita modulare

Armamento: cannone da 120 mm del tipo GIAT 120-26 (40 colpi di cui 22 nel sistema di caricamento automatico) con elevazione -8/+15°(come nei carri sovietici, la torretta bassa non favorisce l'alzo del pezzo, almeno la depressione è accettabile), 1 mitragliatrice da 12.7 mm M2 HB-QCB (800) e una da 7.62 mm F1 (3.000), lanciagranate a 9 canne Galix.

Apparati di tiro: optronici computerizzati. 1 periscopio panoramico SFIM H-70 girostabilizzato (2.5-10x diurno o 2.5 notturno di seconda generazione), un SAGEM HL 60 da 3.3 o 10 x diurno, CCD da 10 x, notturno termico con camera HATOS; telemetro laser, sistema di stabilizzazione, motore elettrico da 40kW, computer di controllo del tiro.

Protezione: stratificata-compostita modulare su fronte e lato scafo e torretta; sistema Galix per le cortine fumogene; sistema NBC.

Motore: turbodiesel SACM UV V-8X Hiperbar da 1.500 hp; 1255 l interni+ eventuali serbatoi ausiliari. Cingoli con 6 rulli idropneumatici, 5 ruote di rinvio su ciascun lato, larghezza 633 mm per cingolo; cambio 5 marce av. e 2 retro. Escursione sospensioni 300 mm.

Prestazioni: velocità max 71 km/h su strada, 50 fuori strada, 38 in retromarcia (M1 Abrams: 33 kmh); autonomia 550 km su strada, con serbatoi ausiliari 720 km, consumo 1,46 l/km su strada, 2,3 su terreno vario (notevolmente basso rispetto ai 4-16 l dell'M1); pendenza max 60 gradi, laterale 30°, gradino 1.25 m (valore molto alto), trincea 3 m, guado 1 m senza preparazione , 2,3 con preparazione(per una volta, valori mediocri)

Forse maggior problema era dato dal fatto che l'M1 Abrams costava ancora meno e che i T-72 venivano venduti a 650 milioni di lire se non anche meno (dipende dalle versioni: tra quelli usati tipo ex-DDR e quelli nuovi l'oscillazione è di circa 100-1.500 milioni dell'epoca). Ma più in generale, dopo la fine della Guerra fredda (a cui il Leclerc non partecipò ma peggio ancora, non fece in tempo nemmeno per la 'parata finale' delle F.A. 'occidentali', celebrata ai danni degli armamenti prevalentemente sovietici di Saddam Houssein in Desert Storm) il mercato dei carri è andato in crisi profonda: solo i Leopard 2 hanno tenuto banco, grazie anche alle immense quantità di esemplari ex-tedeschi in eccesso: con 2000 carri armati -almeno 3-5 volte più numerosi del necessario- non è certo difficile svenderne un centinaio a qualche nazione, magari come condizione per un ulteriore contratto per altri mezzi usati: così il Leopard 2, mai usato in guerra, è riuscito paradossalmente a diffondersi nel dopo-Guerra fredda anche in maniera maggiore. Il Challenger inglese ha segnato invece l'uscita mesta della Nazione che 80 anni prima aveva inventato il carro armato, e l'M1 ha pagato i consumi della sua assetata turbina (16 l.x km come media in Desert Storm, circa 3 volte il turbodiesel dei pur più pesanti e lenti Challenger).

 

Essendo entrato in linea agli inizi degli anni ’90 ha avuto 10 anni di ritardo rispetto ad altri tipi, da un lato è più moderno, dall'altro si può dire che non ha avuto alcun ruolo nella Guerra fredda né in quella del Golfo, risentendo anche del crollo del mercato dei carri da combattimento dello scorso decennio, perdurante a tutt'oggi.

 

L'esercito francese ne ha ordinati 1.400 in un rapporto di circa 1:1 con gli AMX-30, poi ridotti a 1.100, a 800 secondo i piani dei primi anni '90, poi a soli 600. Alla fine ne sono stati prodotti 406 che andranno ad equipaggiare i battaglioni (Btg.) carri ( 40 per Btg.).

 

La meccanica del Leclerc è avanzata, ma anche costosa: i veicoli degli EAU sono dotati di motore tedesco, per esempio. Le sospensioni sono giudicate piuttosto negativamente in termini di oneri manutentivi. La riduzione dell'equipaggio a 3 uomini desta non pochi dubbi negli ambienti militari, oltre alla pericolosità di dover tenere le munizioni nella torretta, per i problemi legati alla manutenzione del veicolo. Anche la scelta di affiancare i VBCI (ruotati) con un MBT desta fortissime critiche, in quanto ruote e cingoli, per prestazioni e scenari d'impiego, non sono idonei ad operare insieme.

 

L'esercito francese ha approvato una versione denominata AZUR (Action en Zone URbaine) per il combattimento urbano, con kit di protezione aggiuntivi su scafo e torretta ed una mitragliatrice da 12.7 mm. a controllo remoto.

 

[1] ↑ Housson, Jean-Pierre: Leclerc, più che un carro, un sistema, P&D Marzo 1992 pagg. 58-63

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Un carro semplicemente superlativo, insieme al Challenger 2 è il mio preferito al pari del Leopard2!!!

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sono in ritardo lo sò ma lasciatemi provare a aprirvi gli occhi sulla realtà.

i carri armati non servono per fare bei filmatini su internet, ma a combattere.

ciò vuol dire che deve reggere a colpi da 120 mm e essere in grado di rispondere al fuoco, incassare TOW,panzerschrek e simili e far sopravvivere l'equipaggio.

ora voi ditemi come fa una aberrazione della tecnica così a rispondere al fuoco se anche un semplice colpo di un buon cecchino pò mettere KO quegli enormi sistemi di puntamento.

senza contare che molte voci che circolano, indicano che la corazza non è poi quel granche, anzi, sia solo una pompata di qualche francese pronto a vantarsi del suo giocattolo.

passiamo al sistema di caricamento, verissimo che è innovativo quanto utile, ma in situazioni ostili, se si rompe, quanti tecnici qualificati ci saranno nell' esercito capaci di riparare in tempo utile un aggeggio che se protetto come le ottiche esterne sarà ben poco utile in combattimento.

quindi sulla carta poterbbe essere anche un buon carro; se dovesse sparare a sagome e bersagli fissi e inoffensivi, ma poichè in teoria potrebbe anche dover affrontare nemici che non aspettano altro che piantargli una bella cannonata sulla torretta, forse è meglio che rifacciano due calcoli e la smettano di vantarsi tanto di un carro che dopo aver subito un colpo rischia di dover affrontare mesi di riparazioni costose solo per poi ricevere un secondo colpo e ricominciare tutto da capo.

in definitiva tante belle parole spese su un carro che in combattimento non vale nemmeno quanto un Ariete, e il che è tutto dire.

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Sì, carino. Dicono che consumi come un Concorde e che abbia tassi di efficienza bassi. Monsieur Picpus puoi confermare? :thumbdown: :thumbdown:

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sicuramente non è Euro 4 :rotfl:

 

@ mazzino: è pur vero quel che dici, ma un leclerc come tutti gli altri carri non sta certo ad aspettarle quelle cannonate da 120mm.

Il sistema di puntamento extra-gigante può essere soggetto a rotture ma è pur sempre blindo vetro e certo bisogna avvicinarcisi a un coso di quelli e non è cosa facile.

Come si vede nel video ha un'agilità non indifferente, quindi bisogna faticare ad agganciarlo in campi aperti e comunque un cecchino a 2km di distanza a ben altro a cui pensare che a sparare al sistema di puntamento del leclerc.

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Il carro migliore del mondo si chiama ABRAMS M-1A2 SEP.

 

"The M1A2 SEP is builds on the digitized M1A2 platform with an improved armor package of third generation steel-encased depleted uranium armor, a new command and control system, second-generation FLIR thermal sights that include a Commander’s Independent Thermal Viewer (CITV) for “hunter-killer” operation, the Under Armor Auxiliary Power Unit (UAAPU) that lets crews run key electronics without running the engine, and a Thermal Management System (TMS – i.e. air conditioning for crew & electronics). The M1A2 SEP also features enhanced electronics like color maps and displays, improved networked communications, high-density computer memory and increased microprocessing speed, a more user friendly “Soldier Machine Interface (SMI)”, and an open operating computing system that will make future upgrades and additions easier".

 

 

 

Pesa olte 15t in piu rispetto al Leclearc ed è dotato di sistemi elettronici "networkcentrici" con cui cooperare con UAV, elicotteri ed artiglieria.

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Sicuramente non è quello che lo fa sembrare uno dei migliori carri del mondo, mi sembra che anche il nostro ariete è "networkcentrico".

 

comunque per armamento, corazzatura e sistemi balistici non credo che ci sia qualcosa meglio del Leopard 2A6 M.

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Come si è sempre detto su questo forum non si possono giudicare i carri in se stessi ma in virtù della missione che devono compiere, inserita in un certo contesto tattico e nell'ambiente operativo.

Il Leclerc è un carro pensato per la guerra di movimento nel teatro centroeuropeo (Francia, Germania), quindi un ambiene collinare che ben si presta a imboscate e contrattacchi.

Per questo è un carro in cui si è investito molto nella riduzione della sagoma, più bassa degli omologhi occidentali anche in virtù del caricamento automatico, e nell'alta automazione del complesso, compreso un sistema di condotta tiro che dovrebbe essere allo stato d'arte.

Questo vuol dire che è meno corazzato di molti omologhi, su tutti l'abrams, ma garantisce più possibilità di sopravvivenza in ambiente misto grazie alla maggiore agilità.

Detto questo è ovvio che un mezzo del genere abbia dei problemi, tutti i progetti avanzati ne hanno, ma sono stati eccellentemente risolti e ora si tratta di uno dei mezzi all'avanguardia nel mondo.

Certo non si può paragonare con l'M1A2SEP, che è un carro modificato per il combattimento in ambiente urbano, dove mobilità, velocità e agilità vengono sacrificate per la corazzatura e i sistemi d'arma remoti.

Tra l'altro un carro, per eccellente che sia, non è molto efficente per rispondere a minacce asimmetriche in ambiente urbano, infatti queste sono solo pezze messe all'ultimo secondo mentre servirebbero mezzi di un altra classe, su modello Israeliano (MICV su scafi di MBT)

 

P.S. @Mazzino: guarda che volendo un cecchino avrebbe potuto sparare tranquillamente anche ai sistemi elettro-ottici di uno Sherman o di un T-34, ma questo non è mai stato un grosso problema per i progettisti visto che il rischio è quantomeno trascurabile.

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io non intendevo che per forza un cecchino deve sbattersi per cenetrare un'ottica di un carro, io semplicemente volevo sollevare la questione che gli strumenti sembrano troppo scoperti, e tutta la struttura non regge che a un solo colpo, poi (in teoria) non poterbbe fare altro che ritirarsi per le riparazioni del caso.

 

poi una domanda, il suo sistema dipuntamento è buono o rientra nella media??

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Il dispositivo di puntamento è assolutamente vulnerabile come su tutti gli altri carri, semplicemente qui lo vedi di più per via della sagoma particolarmente bassa del mezzo.

Quanto al sistema di condotta tiro-puntamento dovrebbe essere il più avanzato attualmente montato su un carro.

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volevo fare una domanda, ovvero il sistema automatico del Leclerc di caricamento è paragonabile ai MBT russi? se si in cosa si differenzia e in caso di penetrazione di proiettili il leclerc salta via la torretta come i T-72 o le munizioni sono sistemate in modo che ciò non accada?

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