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Taigete

Saddam condannato a morte

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SADDAM HUSSEIN CONDANNATO A MORTE PER IMPICCAGIONE

 

 

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Saddam: "Moriro' con onore e senza paura"

BAGHDAD - L'ex presidente Saddam Hussein è stato condannato a morte per impiccagione per crimini contro l'umanità. Visibilmente scosso, l'ex rais iracheno durante la lettura della sentenza ha gridato "Dio è grande", e ha cercato di leggere versetti del corano e slogan sul partito Baath. Alcuni giornalisti hanno applaudito alla sentenza.

 

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Uhm,forse il carcere a vita fra le pene dell'inferno era meglio,però è anche vero il fatto che una persona genocida non merita di continuare a vivere...

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potrò essere molto crudo ma per me doveva restare a marcire a guantenamo per il resto della sua vita in una cella legato a uno sgabbello con un pezzo di pane duro e un po d'acqua calda al giorno...( forse sto esagerando...)

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potrò essere molto crudo ma per me doveva restare a marcire a guantenamo per il resto della sua vita in una cella legato a uno sgabbello con un pezzo di pane duro e un po d'acqua calda al giorno...( forse sto esagerando...)

 

quoto, anche perchè sono sempre stato contro la pena di morte, in qualsiasi circostanza

 

Visibilmente scosso

 

perchè scosso???? non aveva chiesto lui di esser condannato a morte? -_-

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sarei contrario anche io alla pena di morte tra l'altro non saprei proprio come reagirebbere gli iracheni

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be oggi al tg facevano vedere che gli iracheni erano molto contenti di questa decisione, c'è però anche da considerare che alcune fazioni integraliste in iraq lo appoggiano ancora e quindi nascerà fuori qualche casino...

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Non avevo grandi dubbi al riguardo.

 

Ah, una nota, Saddam si è condannato da solo quando ha ordinato l'assasinio di quegli uomini a Dujail, non dimentichiamocelo.

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Non sono molto d'accordo, qualcuno lo dipingerebbe come un martire.

In effetti le conseguenze potrebbero essere due (..o nessuna?), o ne fanno un martire il che tenderebbe a destabilizzare ulteriormente l'iraq, o smorza il morale dei terroristi/guerriglieri in iraq... sinceramente non so cosa pensare. Ovviamente, in pricipio non sono d'accordo alla pena di morte, ma se questa servirebbe in qualche modo a stabilizzare l'iraq, allora che lo impicchino subito!

Oppure sarebbe una sentenza inutile, almeno in termini di lotta al terrorismo.

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Per gli utenti di LC non conta nulla che sia il popolo iracheno che, attraverso gli organi giudiziari, giudica Saddam.

 

Ovvio che CIA, UFO, e leggende metropolitane la fanno da padrone su quel forum.

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Io sono contrario alla pena di morte.

 

Cinicamente però, devo dire che tenere in carcere a vita Saddam avrebbe costituito un grosso rischio.

 

E' vero che si rischia di farne un martire, ma onestamente non mi pare che nelle migliaia di attentati e di sequestri fatti dai terroristi iraqeni negli ultimi tre anni, ce ne sia stato UNO solo che ha chiesto la liberazione di Saddam.

 

Hanno chiesto la liberazione dei detenuti di Guantanamo, ma mai di Saddam.

 

Lasciandolo in carcere, si rischia che prima o poi a qualcuno venga l'idea di farlo, ponendo in grave imbarazzo le autorità.

 

Giustiziandolo, ci sarà un periodo più o meno lungo di vendette e attentati, ma alla fine passerà nel dimenticatoio. Saddam non è un leader religioso, e la "resistenza" non si riconosce nè in lui nè nei suoi principi (se ne ha mai avuti) per cui è difficile che diventi un vero martire.

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comunque si dava per scontato che andava a finire così.

 

Che sia stato, non dico in parte, ma influenzato dalla coalizione questo verdetto?

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lui aveva chiesto la fucilazione, ke viene inflitta ai soldati, mentre gli hanno dato l'impiccagione la quale viene data agli assasini....finchè c'era saddam non c'erano attentati e resistenza ma lui era un dittatore sanguinario....non so che dire chissà se c saranno disordini o viceversa si calmeranno o niente di tutto questo e quindi rischio attentati e nessuno se ne cura della fine d saddam booooooo!!!!! aspettiamo e vediamo e speriamo in bene

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L'Iraq era l'unico fottutissimo paesa laico in medio oriente, con un cristiano come primo ministro e una donna come ministro della scienza, fino al 1990 era un paese relativamente moderno rispetto allo standard del MO, adesso è il quartier generale del fondamentalismo più becero e sarà distrutto dalla guerra civile. Non c'è che dire "mission accomplished"

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beh, la coerenza prima di tutto, se considerate la pena di morte sbagliata, lo sarà anche in questo caso, no?

la morte lo renderà un martire? forse,spero.

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Inutile salvare Saddam Hussein

 

 

La premessa necessaria a quest'articolo è che sono contrario alla pena di morte, sempre e comunque. Superfluo spiegare perché. Ciò detto, si tratta di capire se abbia una giustificazione logica, e quale, la condanna di Saddam Hussein alla pena capitale: e se sia sensato che in Occidente si pensi che sarebbe meglio salvargli la vita, al di là dei sacri principi.

 

Analizzando il problema con fredda lucidità, Sergio Romano ne ha sottolineato tre aspetti. 1) Se la condanna di Saddam sia un passo avanti sulla strada di una migliore giustizia internazionale. 2) Se contribuisca alla conoscenza del regime del dittatore irakeno e dei metodi con i quali ha governato il suo Paese. 3) Se la sua morte sia utile alla pacificazione dell'Irak. A tutte e tre le domande è facile e ovvio rispondere no. Perché il processo avrebbe dovuto tenersi presso la corte internazionale dell'Aja; e perché ha riguardato un singolo episodio, per quanto grave, della lunga carriera sanguinaria di Hussein; perché è prevedibile che gli estremisti sunniti inaspriranno la loro lotta di fronte alla morte di un capo che diventerà un martire da vendicare con una guerra civile sempre più sanguinosa. Tuttavia ci sono altri argomenti, che vanno consideràti secondo altre logiche: storiche, religiose e geopolitiche.

 

Fa parte della storia di tutte le epoche e di tutti i luoghi che il dittatore, decaduto o sconfitto, venga ucciso: dai vincitori o dai suoi ex sudditi, o da entrambi di comune accordo, come in questo caso. Non sostengo sia un bene, ma è indubitabilmente così. E difficile pensare che un'eccezione a questa regola spietata possa avvenire proprio in un Paese ancora lacerato dalla guerra, dal terrorismo, dall'occupazione militare straniera proprio a causa di quel dittatore. È già molto, in quella situazione, che ci sia stato un processo. Sarebbe stato meglio, per la conoscenza della storia d'Italia e della giustizia, che Benito Mussolini fosse stato processato prima di venire - eventualmente - condannato a morte. Ma un dittatore catturato mentre fugge, o si nasconde, dopo la sconfitta, per la «legge» della «giustizia» sommaria - o come in questo caso, dopo un processo - non scappa alla fucilazione o all'impiccagione, oggi come sessanta anni fa: la storia non fa balzi in avanti, e il genere umano non è pronto ai grandi ideali durante le guerre, in cui il solo grande ideale è uccidere il nemico.

 

Un'altra considerazione che fa apparire inevitabile l'esecuzione di Saddam, riguarda il suo Paese, in particolare, e la religione che vi si pratica. Ricordiamo tutti - credo - con quale scandalo e sdegno abbiamo accolto poche settimane fa la notizia che proprio in Irak è stata lapidata una giovane donna colpevole solo di adulterio. Se tale è la considerazione in cui viene tenuta la vita umana in quello Stato, con quella religione, come è realisticamente pensabile che proprio Saddam possa sfuggire alla morte? E poi, se il mondo intero non si è ribellato in concreto alla lapidazione (niente è stato fatto, neanche dopo, oltre alle condanne generiche), con quale diritto ci ergiamo oggi a giudici dei giudici di un processo regolare? E concluso con una condanna per colpe vere e ben maggiori di quelle della poveretta? Non siamo capaci di opporci a crimini simili, che si ripetono ogni anno in molti Stati musulmani: come possiamo pretendere di salvare la vita a un uomo che ha portato sofferenze terribili e interminabili al suo popolo? Abbiamo già sperimentato come il mondo islamico reagisca con violenza estrema a quelle che considera offese alle proprie leggi religiose, identificate con quelle dello Stato. Cedere sulle vignette satiriche su Maometto è stato un errore; chiedere scusa, da parte di Benedetto XVI, per il suo discorso di Ratisbona è stato un errore. Non c'è dubbio alcuno che se l'Occidente riuscisse, in nome dei suoi principi, a salvare la vita di Saddam, questo atto verrebbe considerato la più impensabile e incredibile fra le debolezze del «debole» mondo cristiano. Se potessi gli salverei la vita, ma non c'è dubbio che - chiunque lo facesse, a partire dagli Stati Uniti - non riceverebbe in cambio la gratitudine del mondo islamico. Anzi, finirebbe per dare nuovo slancio al terrorismo nel nome di Allah. Lasciamo Hussein al suo destino.

 

Giordano Bruno Guerri

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Anche la UE, e il nostro massimino D'Alema, si sono espressi contro la penda di morte di saddam

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è stato processato nel suo paese con la sua giustizia,se morte dev'è essere la condanna,morte sia.........daltronde non è un santo

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Non considerrero mai giusta questa condanna.

 

Deve essere l'Aja a decidere secondo me.

è nel diritto internazionale

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nessuno lo è,però non credo che fra di noi ci siano persone che hanno commesso i crimini di saddam......vabbè che cmq io sono a favore della pena di morte....quindi il mio giudizio è relativo,anche se non so perchè....a me il baffone mi fa tenerezzza :P

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