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Berkut

Aiuti economici ad Israele

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Ciao a tutti.

Si dice che senza gli aiuti economici e militari (non mi pare che Israele abbia tutto questo bisogno di aiuti militari, la roba che fanno in casa è già ottima) Israele crollerebbe in poco tempo. Ora vorrei sapere la reale entità di questi aiuti economici e a cosa gli servono, visto che attualmente Israele è senza ombra di dubbio lo stato più avanzato del medio-oriente.

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E dicono male , Israele se l'è sempre cavata praticamente da sola in una guerra dopo l'altra sin dalla sua nascita anche se equipaggiata poco e male. La forza dell'esercito Israeliano non è nelle armi.

Tra l'altro hanno l'atomica quindi anche continuare a discutere se abbiano bisogno o meno di aiuti militari è inutile, senza nemmeno prendere in considerazione il cambio di scenario geopolitico da quando dovevano combattere ogni 2 x 3 a oggi.

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E dicono male , Israele se l'è sempre cavata praticamente da sola in una guerra dopo l'altra sin dalla sua nascita anche se equipaggiata poco e male. La forza dell'esercito Israeliano non è nelle armi.

Tra l'altro hanno l'atomica quindi anche continuare a discutere se abbiano bisogno o meno di aiuti militari è inutile, senza nemmeno prendere in considerazione il cambio di scenario geopolitico da quando dovevano combattere ogni 2 x 3 a oggi.

 

 

beh, cosi' mi pare un po troppo (senza volere nulla togliere al valore e alle capacità delle FFAA Israeliane), però che gli USA abbiano sempre pompato un bel po di soldi e' un fatto. Le SAAR5, per fare un esempio, sono state praticamente pagate dagli USA, i Dolphin dalla Germania, e negli anni passati i vari M60, M113 ecc, per non parlare degli aerei erano tutti o quasi Foreign Military Sales.

 

per avere una idea dei volumi, vedere anche (di base) qui:

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Israel_%E2%80%93_United_States_military_relations

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Diciamo che economicamente israele è forte e potrebbe tranquillamente camminare da sola, ma che certo un paese non può mantenere forze armate del genere con soli 7 milioni di abitanti e togliendo dalla forza lavoro un numero consistente di giovani per ben 3 anni.

 

Fino al '66 ce l'hanno fatta da soli e credo che continuerebbero a farcela anche oggi, però di certo gli aiuti militari americani (e non solo) aiutano, e molto.

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Come si spiega dunque la recente vicenda sulle costruzioni Israeliane a Gerusalemme che tanto ha fatto infuriare la Clinton ?

 

 

Si spiega probabilmente con il fatto che obama vuole provare ad influenzare la politica israeliana moderandola, la questione della costruzione di abitazioni a gerusalemme est non era un caso, era solo una tappa intermedia nel processo di approvazione, quelli che l'hanno voluta tirar fuori creando lo scandalo sono stati gli americani.

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in politica (internazionale e nazionale),chi ha i soldi vince sempre anche quando ha torto

di grazia... questo luogo comune che valenza ha nella discussione, è un modo qualsiasi per dare contro ad Israele?

Edited by vorthex

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Per quanto sia potente Israele,gli aiuti provenienti da altri paesi sono sempre ben graditi;perchè,come detto da Dominus,alla lunga Israele senza auiti potrebbe collassare.Quindi ,mia personale opinione,deve avere occhio a tenersi cari i propri alleati,sopratutto gli USA.

Edited by Mone

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di grazia... questo luogo comune che valenza ha nella discussione, è un modo qualsiasi per dare contro ad Israele?

i soldi vengono dati a Israele per difendersi da nemici come l'Iran ma poi Israele li usa anche per umiliare i palestinesi

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i soldi vengono dati a Israele per difendersi da nemici come l'Iran ma poi Israele li usa anche per umiliare i palestinesi

umiliare... bha. i movimenti terroristici "palestinesi" rapparesentano un pericolo e come tali vengono affrontati. comunque, contiuno a non capire dove tu voglia arrivare.

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umiliare... bha. i movimenti terroristici "palestinesi" rapparesentano un pericolo e come tali vengono affrontati. comunque, contiuno a non capire dove tu voglia arrivare.

le nuove colonie in violazione delle risoluzioni dell'Onu

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le nuove colonie in violazione delle risoluzioni dell'Onu

ah... come sospettavamo. tutto sto giro di parole per andare Off-Topic e creare un flame, dando contro ad Israele o a chi per esso! BVR non ti smentisci mai e come tale mi vedo obbligato a darti un altra tacca.

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Sull'annosa questione israelo-palestinese, penso che non abbia senso schierarsi a favore o contro. La posizione migliore è quella di cercare tutti di fare in modo che con le diplomazie si possa creare una maggiore distensione e gradualmente giungere ad una pacificazione. Anche se mi rendo conto che ci si prova da oltre 60 anni e non è per niente facile.

Ma la pace dovrà governare alla fine anche fra quelle sfortunate popolazioni. Almeno, io me lo auguro.

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allora, lo avete letto il titolo della discussione no? se volete parlare di altro o create una discussione apposita o ne cercate una che abbia lo stesso tema. non mi pare così difficile da capire no? ;)

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Visto il prezzo che fanno pagare per un paio di pompelmi si potrebbe pensare ad uno stato che campa senza aiuti, ma in realtà senza i generosi contributi dello zio sam l'economia Israeliana sarebbe a livello di quella albanese; uno stato con un territorio cosi piccolo non può sopravvivere senza l'aiuto di qualche superpotenza tipo USA o Russia. :helpsmile:

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Visto il prezzo che fanno pagare per un paio di pompelmi si potrebbe pensare ad uno stato che campa senza aiuti, ma in realtà senza i generosi contributi dello zio sam l'economia Israeliana sarebbe a livello di quella albanese; uno stato con un territorio cosi piccolo non può sopravvivere senza l'aiuto di qualche superpotenza tipo USA o Russia. :helpsmile:

Io confido in Israele. Sono del parere che dovrebbero andare avanti da soli e sono certo che sarebbero perfettamente in grado di farlo: avrebbero senz'altro difficoltà all'inizio ma col tempo tornerebbero ai livelli attuali.

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anche secondo me potrebbero andare avanti da soli, ma senza "mega programmi" come l'f-22 a cui si sono interessati e l'f-35 di cui vogliono addirittura fare una loro versione locale

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anche secondo me potrebbero andare avanti da soli, ma senza "mega programmi" come l'f-22 a cui si sono interessati e l'f-35 di cui vogliono addirittura fare una loro versione locale

 

proviam di prendere dei dati ufficiali, che magari.....

 

Israel has a technologically advanced market economy. It depends on imports of crude oil, grains, raw materials, and military equipment. Despite limited natural resources, Israel has intensively developed its agricultural and industrial sectors over the past 20 years. Cut diamonds, high-technology equipment, and agricultural products (fruits and vegetables) are the leading exports. Israel usually posts sizable trade deficits, which are covered by large transfer payments from abroad and by foreign loans. Roughly half of the government's external debt is owed to the US, its major source of economic and military aid. Israel's GDP, after contracting slightly in 2001 and 2002 due to the Palestinian conflict and troubles in the high-technology sector, grew about 5% per year from 2004-07. The global financial crisis of 2008-09 spurred a brief recession in Israel, but the country entered the crisis with solid fundamentals - following years of prudent fiscal policy and a series of liberalizing reforms - and a resilient banking sector, and the economy has shown signs of an early recovery. Following GDP growth of 4% in 2008, Israel's GDP grew by 0.5% in 2009 but is expected to expand in 2010. The global economic downturn affected Israel's economy primarily through reduced demand for Israel's exports - which account for about 45% of the country's GDP - in the United States and EU, Israel's top trading partners. The Israeli Government responded to the recession by implementing a modest fiscal stimulus package and an aggressive expansionary monetary policy - including cutting interest rates to record lows, purchasing government bonds, and intervening in the foreign currency market. The Bank of Israel began raising interest rates in the summer of 2009 when inflation rose above the upper end of the Bank's target and the economy began to show signs of recovery.

 

la fonte mi pare credibile:

 

https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/is.html

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Leggendo questo Topic mi è venuto in mente un possibile,seppur poco ortodosso, modo in cui gli Stati uniti aiutano Israele, ovvero il fatto che molti americani sono di religione ebraica e, una volta maggiorenni, si trasferiscono in Israele dopo aver studiato in prestigiose università oppure aver partecipato a vari progetti di ricerca. La pesante crisi economica del 2008-2009 ha,purtroppo, comportato una forte riduzione di personale anche nel settore dell'informatica e dell'alta tecnologia, dove fra i progettisti vi erano anche giovani di religione ebraica, i quali sono andati in Israele portando con sè tutte le loro conoscenze ed i progetti a cui lavoravano. Ovviamente gli USA non si sono "impoveriti",perchè ci sono talmente tanti esperti che anche se ne partisse la metà ne rimarrebbero sempre moltissimi,però è una situazione che innegabilmente sta giovando alle aziende israeliane

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attento quando dici che molti cittadini usa sono di orgine ebraica (che non vuol dire essere ebrei , tra l altro ) su 309.745.538 ab solo 6 milioni si professano o dichiarano ebrei ; inoltre anche israele sta passando una crisi nerissima tanto che il flusso migratorio per israele dalla russia e dagli usa si è interrotto anzi invertito per ciò che riguarda gli usa

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segnalo questo paper su Israel: Background and U.S. Relations

 

Since Israel’s founding in 1948, successive U.S. Presidents and many Members of Congress have demonstrated a commitment to Israel’s security and to maintaining close U.S.-Israel defense, diplomatic, and economic cooperation. U.S. and Israeli leaders have pursued common security goals and have developed close relations based on common perceptions of shared democratic values and religious affinities. U.S. policymakers often seek to determine how regional events and U.S. policy choices may affect Israel’s security, and Congress provides active oversight of executive branch dealings with Israel and the broader Middle East. Some Members of Congress and some analysts criticize what they perceive as U.S. support of Israel without sufficient scrutiny of its actions. Other than Afghanistan, Israel is the leading recipient of U.S. foreign aid and is a frequent purchaser of major U.S. weapons systems. The United States and Israel maintain close security cooperation—predicated on a U.S. commitment to maintain Israel’s “qualitative military edge” over other countries in its region. The two countries signed a free trade agreement in 1985, and the United States is Israel’s largest trading partner. For more information, see CRS Report

RL33222, U.S. Foreign Aid to Israel, by Jeremy M. Sharp.

Israel’s perceptions of security around its borders have changed since early 2011 as several surrounding Arab countries—including Egypt and Syria—have experienced political upheaval or

transition. Of particular concern to Israel is the durability of its 33-year-old peace treaty with Egypt, where a new Islamist-led government may become more reflective of popular sentiment that includes anti-Israel strains. Israeli leaders continually call for urgent international action against Iran’s nuclear program, and have hinted at the possibility of a unilateral military strike against Iran’s nuclear facilities. For more information, see CRS Report R42443, Israel: Possible Military Strike Against Iran’s Nuclear Facilities, coordinated by Jim Zanotti. Israel also perceives an expanding rocket threat from non-state actors such as the Lebanese Shiite group Hezbollah, as well as Hamas and other militants in Gaza and Egypt’s Sinai Peninsula.

Recent regional developments and Israeli reactions to them have reinforced the political impasse between Israel and the Palestinians on core issues in their longstanding conflict, calling into question the land-for-peace formula that has guided years of efforts to resolve it. Since the end of the 1967 Arab-Israeli war, Israel has militarily occupied and administered the West Bank, with the Palestinian Authority exercising limited self-rule in some areas since 1995. Israeli settlement of that area, facilitated by successive Israeli governments, has resulted in a population of approximately 500,000 Israelis living in residential neighborhoods or settlements in the West Bank (including East Jerusalem). These settlements are of disputed legality under international law. Israel considers all of Jerusalem to be the “eternal, undivided capital of Israel,” despite Palestinian claims to a capital in East Jerusalem and some international actors’ support for special political classification for the city or specific Muslim and Christian holy sites. Although Israel withdrew its permanent military presence and its settlers from the Gaza Strip in 2005, it still controls most access points and legal commerce to and from the territory.

Despite its unstable regional environment, Israel has developed a robust diversified economy and a vibrant democracy. Political debates are being shaped in new ways by population increases among Jewish ultra-Orthodox and Russian-speaking communities and Israel’s Arab citizens. Many analysts assert that national elections scheduled for January 22, 2013 will probably result in another government coalition headed by Prime Minister Binyamin Netanyahu. Initial reports indicate that the campaign will focus largely on Israel’s handling of the Iran and Palestinian issues—including coordination on these issues with the United States—as well as the economy.

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