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Graziani

Base Nazista In Antartide

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Gli U-Boot nazisti e la Neuschwabenland

Secondo molte voci una base nazista in Antartide sarebbe sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale e ospiterebbe, forse ancor oggi, i discendenti dei gerarchi e dei criminali di guerra tedeschi: ma è davvero esistita la "Neuschwabenland"?

 

 

 

Nonostante la Seconda Guerra Mondiale sia finita da più di sessant'anni, i discorsi sul Nazismo e su Hitler non hanno mai perso d'interesse nell'opinione pubblica. Ancor oggi non esiste praticamente tv che non abbia nei suoi palinsesti documentari che trattano del tema della Seconda Guerra Mondiale e dei misteri ad essa connessi, dall'Olocausto alla salita al potere di Adolf Hitler nel 1933 e alla sua palese ossessione per l'esoterismo. E ancora i misteri della fine del regime nazista, dalle armi segrete che avrebbero potuto cambiare le sorti della guerra fino alla presunta morte dello stesso Fürher, sono alla base di congetture assai variegate, da quelle di tipo politico a quelle più prettamente fantascientifiche. Sono molti infatti gli ufologi che parlano apertamente dei dischi volanti nazisti: velivoli a propulsione magnetica denominati Haunebu, o anche chiamati Vril o V-7, in grado di volare a migliaia di km orari e capaci perfino di volo spaziale. Ma sebbene affascinanti, purtroppo gli Haunebu non possono sostenere le prove storiche che gli ufologi, ignoranti di aviazione, dimenticano di addurre. La realtà cruda è che Hitler e i suoi seguaci, per quanto geniali nell'arte ingegneristica, non ebbero mai le capacità tecnologiche di costruire oggetti discoidali simili agli Ufo odierni. Gli studi scientifici invece puntavano su invenzioni attuali come il motore a reazione, i missili e l'ala a freccia, altro che dischi volanti! E a queste scoperte i nazisti diedero la massima importanza, come testimoniano i progetti reali scoperti dagli Alleati a guerra finita, nel 1945. Anzi, fu proprio il saccheggio di aerei, sommergibili, missili e relativi scienziati progettatori da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica (con i nomi in codice di Operazione Paperclip per gli americani e Ovaskim per i russi) a porre le basi tanto per il Programma Spaziale tanto per la Guerra Fredda e le invenzioni ad essa connesse, prima fra tutte Internet.

Quindi, l'ipotesi che i Nazisti avessero avuto contatti con gli abitanti della Terra Cava oppure con extraterrestri, i mitici Foo-Fighters, è assolutamente inattendibile: nessun disco volante, nessun prototipo segreto di tecnologia aliena, nessun Ufo con le svastiche… Ma altri temi legati alle realizzazioni segrete naziste potrebbero essere veritieri. E' il caso della Bomba Atomica tedesca, che secondo alcuni testimoni sarebbe stata sperimentata in due occasioni, ma senza giungere allo stadio operativo; oppure, è il caso della Base Antartica 211, chiamata a volte Neuschwabenland, a volte Neuberlin. Perché, a nostro parere, tali scoperte possono essere verosimili? Sulla Bomba A tedesca si discute ancora; mentre per la base antartica, forse oggi disponiamo di sufficienti prove per capire quanto di vero ci può essere in questa teoria. Una teoria plausibile, per le prove che porteremo a sostegno.

Ma innanzitutto, facciamo un salto nel 1938 quando, in un clima di tensione generalizzata per l'annessione tedesca della regione dei Sudeti, il governo nazista organizzò una spedizione scientifica in Antartide. La zona prescelta, per scopi geografici ma prima ancora militari, fu la Terra della Regina Maud, un'area scoperta nel 1931 dai norvegesi ma mai occupata o studiata a fondo. Una buona occasione per rivendicare politicamente quel territorio e, a nostro parere utilizzarlo per scopi militari. Comunque sia, per non acuire le tensioni internazionali i tedeschi prepararono una spedizione civile: a bordo del mercantile modificato Schwabenland, comandato dal capitano Alfred Ritscher e con la collaborazione della compagnia di bandiera Lufthansa, centinaia di uomini tra biologi, cartografi, geologi, ingegneri e idrologi della Società Tedesca per la Ricerca Polare, con l'ausilio di due idrovolanti, partirono alla volta del continente antartico. In teoria a bordo avrebbe dovuto esserci anche l'esploratore e conquistatore del Polo Sud Richard Byrd, ma poco prima della partenza l'americano aveva declinato l'offerta. Il via si ebbe il 17 dicembre 1938: i tedeschi toccarono la banchisa polare il 20 gennaio 1939. I due idrovolanti della missione effettuarono missioni di esplorazione, coprendo tra i 300mila e i 600mila kmq, scattando 11mila fotografie; ci fu un generale beneficio, in quanto la missione consentì un notevole salto di qualità nella precisione delle mappe geografiche e delle misurazioni magnetiche del polo sud. I tedeschi effettuarono poi scoperte sorprendenti: aree libere dai ghiacci per la presenza di sorgenti calde e attività idrogeologica, scoperta dei venti antartici ad alta quota, analisi degli uccelli marini che si spingevano, inspiegabilmente, per oltre cento km all'interno del continente per nidificare. Il tutto in una regione che, come abbiamo visto qui, viene considerata dagli antichi la vera sede della mitica Atlantide… insomma, c'era di che stupirsi dalle scoperte tedesche, quasi che il Polo Sud non fosse stato quell'inferno di freddo e di ghiaccio che tutti si aspettavano.

 

 

La missione della Schwabenland terminò a metà febbraio '39, quando l'estate antartica stava finendo. Ma l'interesse nazista verso quel territorio che in onore della nave venne ribattezzato Neuschwabenland non cessò, anzi crebbe a dismisura. Hitler ordinò nel 1940 la costruzione di installazioni di appoggio per le operazioni dei sottomarini da guerra U-Boot nella regione delle Montagne di Muhlig-Hoffman, sempre nella Neuschwabenland. Queste installazioni di supporto forse erano dei semplici bacini di rifornimento di carburante e siluri: comunque sia, denota una crescente colonizzazione nazista dell'area.

 

Voci sostengono che i tedeschi scoprirono sotto i ghiacci un canale sottomarino, una vera spaccatura che tagliava in due il continente antartico consentendo ai sommergibili di utilizzare rotte alternative in grado di collegare il Sudamerica alla Nuova Zelanda e quindi di raggiungere il Giappone senza incappare nelle cacciatorpediniere alleate. Il fatto potrebbe essere plausibile, perché per tutta la guerra vi fu un collegamento stabile via sottomarini tra la Germania e il Giappone, mai interrotto nonostante gli sforzi di americani e inglesi. Sempre le voci ben informate, ma qua siamo nel campo delle ipotesi, sostengono che questo canale, che taglia in due il continente antartico, in più punti emerge oltre a superficie del mare, costituendo in pratica un gigantesco sistema di grotte sotto la crosta ghiacciata. Qualcuno azzarda persino le dimensioni della più grande, che si estenderebbe per 50 km al di sotto della calotta polare e che al suo interno custodirebbe un lago di acqua allo stato liquido. Qui i nazisti avrebero costruito la più impenetrabile base in loro possesso, la straordinaria Base 211 o "Nuova Berlino". Una vera città sotto il ghiaccio, alimentata in parte con l'energia geotermica, avrebbe costituito l'ultimo, estremo baluardo nazista contro l'invasione alleata… Le testimonianze indicano che la Base 211 sarebbe stata iniziata nel 1942 mediante il trasporto di viveri e materiali ad opera di speciali U-Boot capitanati da ufficiali avvezzi alla navigazione polare, come quelli che prestarono servizio al largo della Norvegia. Questi uomini, utilizzando come punto di appoggio l'Argentina, avrebbero costruito la base in due anni, al punto che nel 1944 era in atto un graduale invio di materiale riservato tramite finanziamenti (effettivamente stanziati) da parte delle potenti SS. Perché Himmler e i suoi scagnozzi avrebbero sprecato tanto denaro per inviare materiale nel nulla antartico? Evidentemente, qualcosa ci doveva essere… Secondo alcuni studiosi di misteri, tra gli oggetti che Himmler fece trasportare a Neuberlin ci fu l'originale della Heilige Lance, la Lancia di Longino. E tra gli oggetti che dovrebbero essere ancora presenti, vi sono i tanti tesori d'arte trafugati dai soldati tedeschi durante l'invasione di mezza Europa, tra cui la celebre Sala d'Ambra di San Pietroburgo, mai ritrovata. Ma perché darsi tanta pena per questo trasferimento? Cosa nasconde in realtà il ghiaccio antartico? In teoria, Nuova Berlino rappresenterebbe il senso di quel Reich millenario teorizzato da Hitler e mai realizzato. Un regno tra fuoco e ghiaccio, molto wagneriano e valchiriesco, che avrebbe ospitato i veri rappresentanti della razza ariana, protetti dal mondo in attesa di riconquistarlo. Un'idea in linea con le folli teorie hitleriane e perfettamente in linea con il nichilismo nazista, a metà tra il sadismo più atroce e il masochismo più deleterio. La Base 211 nella Neuschwabenland avrebbe potuto essere anche l'ultimo rifugio per tanti gerarchi nazisti sfuggiti alla cattura al termine della guerra e tra questi il loro capo, Adolf Hitler. Le teorie sulla sua morte sono almeno tre e nessuna di esse è convincente: la probabilità che l'ideatore del nazismo (e di tanti suoi maestri occulti che non compaiono nei libri di storia) possa essere sopravvissuto all'assalto sovietico al suo bunker a Berlino sono molte, basti pensare quanti sono i gerarchi scappati in Argentina con in beneplacito degli Alleati. Ma il concetto di una base nazista che abbia ospitato un Hitler redivivo e che sia ancor oggi esistente in Antartide contrasta con l'idea che abbiamo oggi del mondo completamente esplorato: e se così non fosse, verrebbe da chiedersi perché nessuno si sia preso la briga di stanare questi nazisti superstiti, ammesso che siano esistiti. Ma la realtà è che forse tale operazione sia avvenuta realmente sotto mentite spoglie…

 

 

Ma prima di narrare le gesta dell'Operazione High Jump, dobbiamo menzionare il caso del centinaio di U-Boot scomparsi senza lasciare traccia e di quanto raccontano nel loro libro "Oltremare Sud" gli storici Juan Salinas e Carlos De Napoli. Pubblicato lo scorso ottobre, il libro dei due argentini squarcia il velo su un convoglio di sottomarini partito il 3 maggio 1945 dalla Norvegia e diretto in Argentina. Con a bordo oltre cinquanta gerarchi nazisti, il convoglio, con il tacito consenso dell'Ammiragliato britannico, avrebbe raggiunto l'Argentina con l'appoggio della locale marina, dopo una battaglia che costò la perdita di cinque navi e 400 marinai. Perché però gli interrogatori dei marinai tedeschi furono falsificati dall'intelligence americana e messi sotto la dicitura Top Secret? Qualcosa di strano successe davvero, nelle acque dell'Atlantico meridionale, in quel maggio 1945. Se Hitler si era suicidato il 30 aprile, se il 3 maggio il convoglio con a bordo i 50 gerarchi si era imbarcato per la Norvegia e se la guerra era finita l'8 maggio con la resa dei tedeschi, perché il sottomarino U-Boot Type VII C denominato U-977, al comando del capitano Heinz Schaeffer, si immerse l'alba del 10 maggio da Kristiansand, in Norvegia, per riemergere in Argentina il 17 agosto? Una navigazione tanto lunga, di 104 giorni di cui 66 in immersione, per consegnarsi in pieno giorno nel porto di Buenos Aires ai militari argentini era plausibile? I marinai dell'U-977 erano pazzi, oppure…? Il 10 luglio precedente, sempre in Argentina, si era arreso il sommergibile Type IX C/40 denominato U-530, capitanato dal cmd. Otto Wermuth. Un bel po' di tempo, per un mezzo che ufficialmente era in navigazione al largo di Long Island, dunque nei pressi di New York… Sempre ufficialmente, l'ultimo sommergibile tedesco ad arrendersi fu l'U-307, alle isole Spitzbergen, il 4 settembre. Perché tanto ritardo? Come detto, il numero di sottomarini scomparsi senza lasciare traccia, senza essere stati distrutti dagli Alleati, affondati o demoliti, è di circa cento.

 

Ricordiamo inoltre che la Kriegsmarine, la marina tedesca, mise in servizio nel 1944 i sottomarini classe Type XXI, che rappresentano una delle meraviglie della tecnica tedesca nonché i progenitori di tutti i sottomarini attuali. Veri capolavori d'ingegneria, i Type XXI (che furono consegnati in 119 unità) furono testati alla profondità di 270 metri, ben oltre le capacità degli attuali sommergibili nucleari. Veloci e capaci di sfuggire ai sonar, avrebbero potuto cambiare le sorti della guerra… Se solo fossero stati costruiti in un numero congruo di unità. Ma la Germania, nel 1945, non aveva né manodopera, né carburante, né equipaggi. Un paese allo stremo, distrutto dalla follia dei suoi dittatori… A Hitler e alla sua cricca restava soltanto la Neuschwabenland e forse fu quella la destinazione dei vari U-530, U-977 e U-307, per non parlare del centinaio di mezzi scampati alla distruzione.

Fu per questo, forse, che il 2 dicembre 1946 scattò la più grande esercitazione navale mai compiuta in Antartide. L'Operazione High Jump, organizzata dalla U.S. Navy americana, era in teoria una missione esplorativa e in effetti il comando fu affidato simbolicamente all'ammiraglio nonché esploratore Richard Byrd, lo stesso che avrebbe dovuto partecipare alla missione tedesca del 1938. Ma in realtà il vero capo fu l'ammiraglio Richard Cruzen che si mise alla testa di una task force composta dalla portaerei Philippine Sea, da due cacciatorpediniere (le USS Brownsen e USS Henderson), due rompighiaccio (le USCGC Burton Island e USCGC Northwind), quattro navi da supporto logistico (le USS Yankee, USS Canisted, USS Merrick e USS Capacan), una nave per comunicazioni (la USS Mount Olympus), un sommergibile (l'USS Sennet di classe Balao) e due navi per appoggio idrovolanti (le USS Currituck e USS Pine Island). In tutto, dodici idrovolanti, sei elicotteri e 4700 marines… Non c'è che dire, un bel gruppetto di boy scout! La missione avrebbe dovuto durare 18 mesi, invece ebbe termine dopo sole tre settimane, durante le quali gli aerei esplorarono un milione e trecentomila kmq di Neuschwabenland. Durante la missione un idrovolante precipitò, causando la morte di quattro uomini; anche due elicotteri andarono perduti, senza però causare vittime tra gli equipaggi. Alla fine di tutto, i dubbi e le teorie sulla Base 211 rimangono, così come l'Operazione High Jump rimane a tutt'oggi inspiegabile. Hitler si salvò a bordo dell'U-977? Si diresse in Argentina? In Giappone (due tavolette d'oro datate 21 maggio 1945 e firmate dallo stesso Füher furono rinvenute nel 1984 presso il monastero buddhista di Kyosan, nel Giappone centrale)? In Polinesia? Oppure nella famigerata Nuova Berlino? I fanatici delle teorie complottiste, gli stessi che sostengono l'ipotesi degli Haunebu, affermano che i nazisti controllano segretamente il mondo da qui. I dischi volanti e le luci che si vedono ogni tanto nei cieli sarebbero i mezzi ipertecnologici dei nazisti che vivono in Antartide… Fantasie e anche più, come abbiamo visto. Ma il dubbio dell'esistenza di quella fantomatica base segreta sotto i ghiacci della Neuschwabenland, rimane.

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Che Dio ti benedica! Mi serviva per l'esame! Così pure gli Haunebu e Vril, in particolar modo i sistemi di propulsione.

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Argomento affascinante ma che sembra appropriato per trasmissioni tipo "Voyager"; da dove è stato tratto questo lungo post?

 

 

Secondo molte voci una base nazista in Antartide sarebbe sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale e ospiterebbe, forse ancor oggi, i discendenti dei gerarchi e dei criminali di guerra tedeschi: ma è davvero esistita la "Neuschwabenland"?

.......

 

Ricordiamo inoltre che la Kriegsmarine, la marina tedesca, mise in servizio nel 1944 i sottomarini classe Type XXI, che rappresentano una delle meraviglie della tecnica tedesca nonché i progenitori di tutti i sottomarini attuali. Veri capolavori d'ingegneria, i Type XXI (che furono consegnati in 119 unità) furono testati alla profondità di 270 metri, ben oltre le capacità degli attuali sommergibili nucleari.

 

 

L'esistenza di discendenti che sopravvivono nella base antartica mi sembra pura fantascienza.

 

Il dato sui sommergibili nucleari mi sembra errato, attualmente non possono spingersi anche a 500 - 600m ?

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un racconto a metà tra il mistero della pietra azzurra, neon genesis evangelion e la corbelleria più pura :rotfl: :rotfl: :rotfl:

 

@Berkut... fossi ai tuoi professori ti boccerei... gli esami si fanno su dati reali, non sulle frottole!!!

Edited by vorthex

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All'esame parlo del Nazional-Socialismo, anche i lati oscuri e l'esoterismo, non posso non omettere cose del genere...

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Mi fa piacere esserti stato di aiuto per l'esame :adorazione::adorazione:

 

La fonte è top secret :ph34r::ph34r:

 

Volete sapere la verità???????

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono un Haunebu :rotfl::rotfl:

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a parte il fatto che OGGI com le tecnologie attuali si riesce a rimanere in antardide solo nei periodi più caldi infatti solo per il futuro si sta pensando OGGI ad una base italo francese permanente ( per testare la capacità di sopravvivere su basi lunari o marziane)

 

 

a me sembra il delirio di qualcuno che non accetta di essere sconfitto e fantastica su dischi volanti e sommergibili che riescono a raggiungere dalla Germania il polo sud e a farlo senza essere visti . Ricordo che un sommergibile naviga la maggior parte della missione in superfice e se non è nucleare ha bisogno di navi appoggio almeno per carburante e viveri

 

il nautilus , quello vero , è del 1956 .

 

circa la volontà e la possibilità di costruire una simile base mi chiedo con quali risorse ?

chi aveva acume avrebbe capito già nel 1941 che la guerra era destinata ad essere vinta dagli americani proprio per le enormi risorse disponibili gli europeii erano ridotti a ricorrere alle tessere annonarie...

lo stesso Hitler vietò di dedicare studii ad armi che non potessero essere usate immediatamente in guerra le V1 e le V2 arrivarono tardi perchè Von Braun fu lungamente ignorato:il regime non aveva la lungimiranza per fare un investimento a lungo termine come una base antartica.

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Attenzione Cama che qua ti sbagli:una base italo-francese permanente (ovvero operativa anche d'inverno) esiste già da qualche anno mentre gli USA e i russi sono decenni che hanno basi di questo genere nel mezzo dell'antartide.

BASE CONCORDIA

è il nome di una base di ricerca permanente italo-francese situata in Antartide. Si trova nel sito denominato Dome C (75°06' S, 123°23' E) a un'altitudine di 3.233 m s.l.m.

 

La costruzione della stazione è frutto di un accordo congiunto, nel 1993, tra l'ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente), e l'Istituto Polare Francese Paul-Émile Victor (IPEV). Nel 1996 venne realizzata una prima istallazione temporanea, operativa solo nella stagione estiva, per fornire il supporto logistico alla missione European Project for Ice Coring in Antarctica (EPICA) un progetto di perforazione a carotaggio continuo della calotta glaciale fino alla base rocciosa per una profondità totale di 3270,2 metri.

Le analisi isotopiche[1] effettuate sui campioni di ghiaccio e sull'aria imprigionata all'interno hanno permesso di ricostruire le variazioni climatiche in Antartide degli ultimi 720.000 anni e di compararne i dati con quelli di due progetti analoghi realizzati nell'Artide, in Groenlandia: il Greenland Ice Sheet Project (1971-1979 e 1988-1993) e il Greenland Icecore Project (1989-1992).

 

Il progetto EPICA si è concluso agli inizi del 2005 e la stazione è stata trasformata in una stazione scientifica permanente. La prima missione invernale (con 13 persone, di cui 11 francesi e 2 italiani) ha avuto inizio il 13 febbraio 2005.

 

La Stazione Concordia è in grado di ospitare 32 persone nel periodo estivo e un massimo di 16 in quello invernale, ed occupa un'area di circa 1500 m².

 

Il tavolato di Dome C (Dome Charlie per gli americani, Dome Concordia per italiani e francesi) ha un'altitudine compresa fra i 3.200 e i 3.300 metri ed è stato sede di numerose ricerche in ambito climatico coordinate dall'Antarctic Meteorological Research Center di Madison (Wisconsin, Usa). In particolare una stazione automatica, battezzata Dome C (74°30' S, 123°00 E, 3.280 m), fu posizionata nel 1980 e vi venne registrata quella che rimane la temperatura record dell'area, ovvero -84,6 °C (26 agosto 1982); nel 1995 tale stazione fu spostata di qualche decina di chilometri (75°07' S, 123°22' E, 3.250 m) e denominata Dome C II: tuttora operativa, ha fatto segnare una temperatura minima di -83,1 °C (29 luglio 2004); a Concordia, invece, il limite è stato di -81,9 °C (3 settembre 2007). Tali estremi, tipici del Plateau Antartico orientale, di norma si raggiungono verso la fine del semestre invernale (aprile - settembre). Quanto alla media annua, si colloca a -50,8 °C; le precipitazioni nevose variano dai 2 ai 10 cm.

 

Dome C presenta condizioni favorevoli, oltre che per gli studi di climatologia, sismologia e fisica dell'atmosfera dell'Antartide, anche per verificare l'adattamento umano a condizioni così estreme. Il luogo si presta in modo eccellente alle osservazioni astronomiche grazie all'atmosfera tersa che rende visibili le stelle fino ad un angolo di elevazione del Sole di 38°.

 

Anche il fatto che qualche disco volante sia stato fatto volare dai nazisti è plausibile (attenzione parliamo di macchine sperimentali che è già tanto che si alzano dal terreno, non di aerei supersonici o di mezzi operativi che avrebbero addirittura combattuto in antartide) visto che, e questo è certo, qualche anno dopo gli americani utilizzando le informazioni scoperte dai tedeschi realizzarono loro stessi qualcosa di simile per poi giungere alla conclusione che, operativamente, macchine di tal tipo non servono a nulla ed abbandonare quindi le ricerche.

 

Giusto sull'U-Boat di Schaeffer: molto semplicemente l'equipaggio decise, a votazione, di dirigere verso l'Argentina non volendosi arrendere agli inglesi. Quelli contrari, con il loro consenso, vennero sbarcati vicino alle coste portoghesi. Ne parla il libro Battaglia nell'Atlantico, di Leonce Peillard.

 

L'unico Type XXI operativo fu catturato dagli inglesi. Una manciata erano alle prove nel Baltico. Il numero 119 al più si riferisce al numero di sommergibili impostati (cioè nulla più del taglio della prima lamiera) se non addirittura a quelli progettati e basta. Medesima affidabilissima fonte.

 

Su quel famoso centinaio di mezzi prima dispersi e poi scampati alla distruzione chi ti dice che non siano stati semplicemente affondati? Come sai sopratutto durante la WWII era abbastanza comune avere incertezza sull'aver o no affondato un sottomarino.

 

NB tutte note a memoria ma la storia navale moderna mi interessa molto, quindi ne sono quasi certo

Edited by Rick86

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ok ho sbagliato sulla base permanente , ma da qui a credere che sia esistito un baluardo del nazional socialismo nascosto tra i ghiacci dell'antartide. . .

 

circa i dischi volanti ... se parliamo di aerei con ala discoidale siamo daccordo e mi pare che sia esistito un aereo chiamato ''sottobicchiere'' proprio per questo però senza fly by wire e motorii molto potentidubito che servissero a molto

 

tra l'altro siamo sicuri che la forma discoidale sia davvero cosi efficace in termini di portanza resistenza aerodinamica ecc ecc io dubito .

discorso diverso per i tutt' ala come il B-2 ma qui c'è gia un post di Gianni065 che spiega le cose.

Edited by cama81

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All'esame parlo del Nazional-Socialismo, anche i lati oscuri e l'esoterismo, non posso non omettere cose del genere...

Ti suggerirei di leggere un ottimo libro, ben documentato, sull'argomento. Si intitola Hitler ed il nazismo magico (Rizzoli editore): è di Giorgio Galli, un professore di storia delle dottrine politiche della Statale di Milano (tra l'altro ho sostenuto con lui un esame quando ero studente).

Edited by gobbomaledetto

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Guest galland

Quando ho letto il topic di Graziani il primo impulso è stato quello di dare una risposta ironica, poi ho ritenuto fosse più giusto fare qualche utile considerazione, anche alla luce di un volumetto in mio possesso:

 

Darius Caasy

La distruzione del mondo? Hitler prepara

Roma Edizioni Rores 1948

 

Di cui, purtroppo, non mi è possibile scannerizzarne la copertina. Strano libro, pubblicato esattamente sessanta anni fa e trovato in circostanze strane: per esattezza affiorava da un cassonetto della raccolta differenziata… guarda un po’ te uno come si procura i libri!

I temi: Hitler non è morto, ma fuggito e preparerebbe una riscossa del nazionalsocialismo. Vengono presentati i piani di una città segreta, anzi di più d’una dislocate in vari punti della terra, di armi segrete, piani di dominazione del mondo e altre fantasie.

Spigolo i titoli di alcuni capitoli e uno stralcio per far comprendere quali argomenti vengano sciorinati.

Dall’indice:

-Dove va il mondo?

-Il nazismo non è morto

-La dominazione mondiale

-E’ vivo Hitler?

-Hitler risuscita

-Bormann l’introvabile

-I clandestini si preparano

-La seconda relazione: il piano di dominazione o “Zerplan”

“A proposito dell’uso delle V ho appreso interessanti particolari seguendo una conversazione di due nazisti, che prestano la loro opera in quello che viene chiamato il reparto XI del settore 24. Sembra che i perfezionamenti delle V.1 V.2 eV.3, già preparati in Germania presso le officine della Blohm und Voss a Perbahn, abbiano portato alla costruzione di una serie di valori distruttivi, aumentata gradatamente di milioni d’unità. Le nuove armi hanno raggiunto, attraverso i successivi perfezionamenti, una precisione di impiego e di risultati addirittura sbalorditivi. A quanto mi risulta, esiste un modello V.8 che ha la possibilità di far giungere attraverso la stratosfera, da migliaia di chilometri di distanza e in pochi secondi, sull’obiettivo da colpire, un siluro radiocomandato, munito di una carica esplosiva costituita da una bomba atomica di alcune decine di chilogrammi. Gli effetti distruttivi dell’ordigno dovrebbero essere tali che città come New York e Londra verrebbero cancellate dalla superficie terrestre da un solo apparecchio. Dalla centrale, con un solo apparecchio televisivo, sembra possa essere seguito tutto il percorso del congegno fino alla sua caduta.

I sistemi protettivi della città nascosta sono costituiti da una cinquantina di posti di ascolto perfezionatissimi, e da una trentina di centri di resistenza forniti di armi terribili di grande potenza distruttiva. I clandestini nazisti faranno uso di un nuovo ritrovato chiamato “radiosintetico” le cui emanazioni possono essere regolate e dirette anche a grande distanza, con l’effetto di distruggere la vita. I centri di resistenza sono forniti di questa e di altre armi. “

Le centosessantanove pagine del libro viaggiano su toni tra la rivelazione sensazionalistica, il romanzo di spionaggio e quello utopico…

Ora collocandolo nello spazio e nel tempo si possono ben comprendere come a tre anni dalla fine di un conflitto come la II guerra mondiale fosse possibile, ricamando intorno alle zone d’ombra della storia ed alle nuove, micidiali armi utilizzate produrre un libro di pura fantasia.

Ma, attenzione! Dietro questa cortina di fantasie c’erano ben precise realtà: la rat line che favorì la fuga di centinaia di nazionalsocialisti verso il sud america e verso taluni paesi arabi, le nuove tecnologie missilistiche sviluppate in Germania a partire dal 1935 e che dovevano avere un ruolo fondamentale nella successiva corsa allo spazio, le paure suscitate dall’uso dell’energia atomica a fini bellici. Perciò mi permetto di affermare che si trattava di un’estrema deformazione, caricaturale, della realtà.

A titolo di pura curiosità da una veloce ricerca su internet ho constatato che si tratta di un libro dal discreto prezzo (L’ho trovato in vendita tra gli 80 e i 120 Euro) e di buona notorietà, considerato come capostipite della letteratura sul “nazioccultismo”.

Ora credo, volendo tirare le somme, credo si tratti di un tipo d’operazioni molto fruttifere che si basano in parte su archetipi (La città sotterranea, per esempio), sia sull’utilizzo di meccanismi (l’associazione segreta, il documento carpito) che la storia del novecento ci ha presentato in forma drammatica, basti pensare non all’uso ma all’effetto che i Protocolli dei Savi Anziani di Sion ebbero in tutto il mondo.

Le comunicazioni forniteci da Graziani (guarda caso di fonte segreta!) appartengono, per evidenza, a tal genere di pubblicistica.

Personalmente ritengo che esista una dimensione “occulta” del Nazionalsocialismo, di cui Giorgio Galli fornisce una buona visione nel libro citato da Gobbomaledetto. Ritengo però che su tale materia si debba andare con estrema cautela, perché deviare dal campo della ricerca alla palude della fantasia sia estremamente facile…

Una nota in chiusura il libro “Oltremare sud” rappresenta, a mio parere, un pessimo esempio di editoria e di ricerca storica, darò conto a breve di tale affermazione.

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Quando ho letto il topic di Graziani il primo impulso è stato quello di dare una risposta ironica, poi ho ritenuto fosse più giusto fare qualche utile considerazione, anche alla luce di un volumetto in mio possesso:

 

Darius Caasy

La distruzione del mondo? Hitler prepara

Roma Edizioni Rores 1948

 

Di cui, purtroppo, non mi è possibile scannerizzarne la copertina. Strano libro, pubblicato esattamente sessanta anni fa e trovato in circostanze strane: per esattezza affiorava da un cassonetto della raccolta differenziata… guarda un po’ te uno come si procura i libri!

I temi: Hitler non è morto, ma fuggito e preparerebbe una riscossa del nazionalsocialismo. Vengono presentati i piani di una città segreta, anzi di più d’una dislocate in vari punti della terra, di armi segrete, piani di dominazione del mondo e altre fantasie.

Spigolo i titoli di alcuni capitoli e uno stralcio per far comprendere quali argomenti vengano sciorinati.

Dall’indice:

-Dove va il mondo?

-Il nazismo non è morto

-La dominazione mondiale

-E’ vivo Hitler?

-Hitler risuscita

-Bormann l’introvabile

-I clandestini si preparano

-La seconda relazione: il piano di dominazione o “Zerplan”

“A proposito dell’uso delle V ho appreso interessanti particolari seguendo una conversazione di due nazisti, che prestano la loro opera in quello che viene chiamato il reparto XI del settore 24. Sembra che i perfezionamenti delle V.1 V.2 eV.3, già preparati in Germania presso le officine della Blohm und Voss a Perbahn, abbiano portato alla costruzione di una serie di valori distruttivi, aumentata gradatamente di milioni d’unità. Le nuove armi hanno raggiunto, attraverso i successivi perfezionamenti, una precisione di impiego e di risultati addirittura sbalorditivi. A quanto mi risulta, esiste un modello V.8 che ha la possibilità di far giungere attraverso la stratosfera, da migliaia di chilometri di distanza e in pochi secondi, sull’obiettivo da colpire, un siluro radiocomandato, munito di una carica esplosiva costituita da una bomba atomica di alcune decine di chilogrammi. Gli effetti distruttivi dell’ordigno dovrebbero essere tali che città come New York e Londra verrebbero cancellate dalla superficie terrestre da un solo apparecchio. Dalla centrale, con un solo apparecchio televisivo, sembra possa essere seguito tutto il percorso del congegno fino alla sua caduta.

I sistemi protettivi della città nascosta sono costituiti da una cinquantina di posti di ascolto perfezionatissimi, e da una trentina di centri di resistenza forniti di armi terribili di grande potenza distruttiva. I clandestini nazisti faranno uso di un nuovo ritrovato chiamato “radiosintetico” le cui emanazioni possono essere regolate e dirette anche a grande distanza, con l’effetto di distruggere la vita. I centri di resistenza sono forniti di questa e di altre armi. “

Le centosessantanove pagine del libro viaggiano su toni tra la rivelazione sensazionalistica, il romanzo di spionaggio e quello utopico…

Ora collocandolo nello spazio e nel tempo si possono ben comprendere come a tre anni dalla fine di un conflitto come la II guerra mondiale fosse possibile, ricamando intorno alle zone d’ombra della storia ed alle nuove, micidiali armi utilizzate produrre un libro di pura fantasia.

Ma, attenzione! Dietro questa cortina di fantasie c’erano ben precise realtà: la rat line che favorì la fuga di centinaia di nazionalsocialisti verso il sud america e verso taluni paesi arabi, le nuove tecnologie missilistiche sviluppate in Germania a partire dal 1935 e che dovevano avere un ruolo fondamentale nella successiva corsa allo spazio, le paure suscitate dall’uso dell’energia atomica a fini bellici. Perciò mi permetto di affermare che si trattava di un’estrema deformazione, caricaturale, della realtà.

A titolo di pura curiosità da una veloce ricerca su internet ho constatato che si tratta di un libro dal discreto prezzo (L’ho trovato in vendita tra gli 80 e i 120 Euro) e di buona notorietà, considerato come capostipite della letteratura sul “nazioccultismo”.

Ora credo, volendo tirare le somme, credo si tratti di un tipo d’operazioni molto fruttifere che si basano in parte su archetipi (La città sotterranea, per esempio), sia sull’utilizzo di meccanismi (l’associazione segreta, il documento carpito) che la storia del novecento ci ha presentato in forma drammatica, basti pensare non all’uso ma all’effetto che i Protocolli dei Savi Anziani di Sion ebbero in tutto il mondo.

Le comunicazioni forniteci da Graziani (guarda caso di fonte segreta!) appartengono, per evidenza, a tal genere di pubblicistica.

Personalmente ritengo che esista una dimensione “occulta” del Nazionalsocialismo, di cui Giorgio Galli fornisce una buona visione nel libro citato da Gobbomaledetto. Ritengo però che su tale materia si debba andare con estrema cautela, perché deviare dal campo della ricerca alla palude della fantasia sia estremamente facile…

Una nota in chiusura il libro “Oltremare sud” rappresenta, a mio parere, un pessimo esempio di editoria e di ricerca storica, darò conto a breve di tale affermazione.

Non ho letto tutto, ma è una miniera d'ora per il mio esame!

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sempre a proposito di basi segrete naziste, c'è anche la più famosa base segreta in groelandia. la cosa divertente che a questa base ci credevano anche i tedeschi stessi. Speer nelle sue memorie racconta di un ufficiale che gli propose di fuggire nella base segreta in groelandia. Dato che l'esistenza di una tale base gli suonava strano, chiese maggiori informazioni alla kriegsmarine. la verità è che la famosa base segreta altro non era che una piccola stazione metereologica automatica non più grande di una cuccia per cani, che , tra l'altro, dopo qualche mese smise di funzionare.

 

P.S. x graziani: se il tuo intervento l'hai preso da un libro...rivela la tua fonte!!!! eh eh sono curioso, deve essere un libro interessante.

Edited by blackout85

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Guest intruder
a parte il fatto che OGGI com le tecnologie attuali si riesce a rimanere in antardide solo nei periodi più caldi infatti solo per il futuro si sta pensando OGGI ad una base italo francese permanente ( per testare la capacità di sopravvivere su basi lunari o marziane)

a me sembra il delirio di qualcuno che non accetta di essere sconfitto e fantastica su dischi volanti e sommergibili che riescono a raggiungere dalla Germania il polo sud e a farlo senza essere visti . Ricordo che un sommergibile naviga la maggior parte della missione in superfice e se non è nucleare ha bisogno di navi appoggio almeno per carburante e viveri

 

il nautilus , quello vero , è del 1956 .

 

circa la volontà e la possibilità di costruire una simile base mi chiedo con quali risorse ?

chi aveva acume avrebbe capito già nel 1941 che la guerra era destinata ad essere vinta dagli americani proprio per le enormi risorse disponibili gli europeii erano ridotti a ricorrere alle tessere annonarie...

lo stesso Hitler vietò di dedicare studii ad armi che non potessero essere usate immediatamente in guerra le V1 e le V2 arrivarono tardi perchè Von Braun fu lungamente ignorato:il regime non aveva la lungimiranza per fare un investimento a lungo termine come una base antartica.

 

 

Quoto. Il testo è tratto da Gary Hyland, I segreti perduti della tecnologia nazista, un libro (idiota, come tutti i libri sull'argomento senza un minimo di rigore autocritico) sui dischi volanti pubblicato nel 2002 da Newton & Compton (ex casa editrice seria). Comunque, non prendetevela, girano in rete dei video su una presunta missione Apollo 20 mandata sulla Luna nel 1976 con un equipaggio misto russo americano a recuperare parti e corpi da un'astronave aliena sulla Luna...

 

 

Eccovi un po' di link sull'argomento base segreta nazista in Antartide:

 

 

http://www.cunsicilia.net/base211.htm

http://www.angelsofmars.it/Nazismo/UNA%20B...20ANTARTIDE.htm

http://www.angelsofmars.it/Nazismo/DISCHI%20VOLANTI%201.htm

 

 

foo%20fighter%201.jpg

I Foofighters. Atronavi aliene, arma segreta nazista, fulmini globulari? Comunque UFOs.

 

 

Un po' di bibliografia:

 

Joscelyn Godwin Arktos: The Polar Myth in Science, Symbolism, and Nazi Survival

Christopher Partridge UFO Religions

Zaffiri, Gabriele Sonder Buro n. 13 - Unternehme Uranus

 

 

Finiamo con la chicca: un disco volante nazista :blink:

 

0001.jpg

 

haunebu.jpg

Eccovi i dischi volanti di Adolf. Chi ha pratica di queste cose noterà che sono praticamente uguali a una celebre foto del contattista americano Adamski, di professione venditore ambulante di salsicce (hot dog) nelle vicinanze dell'osservatorio di Mount Palomar, fuori L.A. (in Italia solitamente lo spacciano per astronomo dell'osservatorio). A una più attenta analisi, la foto si rivelò essere un tipo antiquato di lampada da tavolo....

 

 

Il disco di Adamski.

adamski.JPG

Edited by intruder

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A una più attenta analisi, la foto si rivelò essere un tipo antiquato di lampada da tavolo....

Ovviamente derivata da superiore tecnologia aliena per opera dei rettiliana...

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Quello è un disegno:

 

nazi_ufo1.jpg

 

Foto interessanti sono queste:

 

haunebu2.jpg

 

rfz2ii.jpg

 

haunebu-II-2.jpg

Edited by Berkut

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Guest intruder

Interessanti, ma sono foto o trucchi di qualche film di SF, e cosa sono, cosa sarebbero, precisamente?

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... coperchi di pentole? :hmm:

 

 

Però queste storie dopo tutto mi incuriosiscono

Edited by luky54

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No ma la tecnologia per far sollevare un disco volante i tedeschi potevano anche averla. Una cosa simile l'hanno fatta gli americani verso la fine degli anni 50, salvo poi, ovviamente, scoprire che militarmente era un mezzo totalmente inutile.

A quelle foto posso anche crederci, quello su cui rido sono le specifiche che si leggono sui siti cospirazionisti-rettiliani (velocità ipersoniche ed altro).

Ah, il mezzo si chiamava Avrocar

 

300px-Colour_avrocar_59.jpg

Edited by Rick86

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E' un argomento molto interessante è vero. Consiglio il documentario di Marco Dolcetta che parla prorpio di questi dischi, l'unico documentario in italiano, dura poco più di mezz'ora.

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Guest galland
E' un argomento molto interessante è vero. Consiglio il documentario di Marco Dolcetta che parla prorpio di questi dischi, l'unico documentario in italiano, dura poco più di mezz'ora.

Per gentilezza, per cortesia, per piacere, per carità di patria, per tutto quello che avete di più caro, per ciò che meglio credete lasciate stare Marco Dolcetta!

E' una versione riveduta e corretta di Maurizio Blondet!

I suoi libri, se così si può ardire di chiamarli, sono un concentrato di bubbole!

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