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Russia lanciato Missile Balistico


fennek
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Da ANSA.it:

 

" La Flotta del Nord ha omaggiato con il lancio di un missile 'Sineva' la presenza del presidente Medvedev alle manovre nel mare di Barents. Lo riferisce il portavoce della marina Igor Degalo, citato dall'agenzia Itar-Tass. Il missile balistico intercontinentale, lanciato dal sommergibile nucleare 'Tula', 'per la prima volta nella storia della marina militare russa, e' stato diretto non al solito poligono di Kura, in Kamciatka, ma nella zona equatoriale dell'Oceano Pacifico', ha detto Degalo. "

 

Continua la propaganda Russa nei confronti di USA ed Europa.

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Vabbè si tratta semplicemente di un test di una versione aggiornata di un missile superato lanciato da un sottomarino superato, niente di trascendentale.

Anche gli americani lanciano qualche trident ogni tanto, ma non hanno bisogno di farsi pubblicità per mostrare la propria potenza.

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Una chicca dalla rivista marittima sull'attuale stato delle forze strategiche russe

 

LA RUSSIA E LE FORZE STRATEGICHE

 

In molti stanno ormai parlando di risveglio dell’Orso russo.

La cosa certa è che la Russia sta rafforzando le proprie forze strategiche.

Obiettivo: mantenere l’equilibrio in questo campo con gli Stati Uniti

 

 

di Pietro Batacchi

 

In Occidente ha destato un certo scalpore il discorso sullo stato della Federazione tenuto dal presidente russo Putin il 10 maggio scorso. Putin ha messo chiaramente l’accento sul potenziamento delle forze strategiche e della componente nucleare, quasi a voler ricordare al mondo il rango di grande potenza appartenente, per diritto storico, alla Russia.

Del resto l’uomo forte di Mosca non ha fatto altro che ufficializzare un processo in corso ormai da qualche anno. Il potenziamento e la modernizzazione dell’arsenale nucleare è al centro di questo processo, soprattutto in termini finanziari. Tutte le altre questioni sul tavolo, dalla professionalizzazione delle FF.AA, alla modernizzazione dei sistemi d’arma convenzionali, vengono messe in secondo piano rispetto a quella che è la vera priorità strategica della Russia: il rafforzamento delle forze strategiche. Non c’è dubbio, infatti, che il mantenimento dello status di grande potenza della Russia passi da qui e dal mantenimento dell’equilibrio strategico con gli Stati Uniti. Finché questo equilibrio resterà tale, ovvero finché la Russia manterrà la capacità di cancellare dalla faccia della terra intere città americane, la Russia potrà essere considerata a tutti gli effetti una grande potenza.

A questo punto diventa fondamentale capire quali siano l’effettivo peso strategico della Russia e l’effettivo significato delle parole del Presidente russo.

 

Lo scudo anti missile e la reazione russa:

la fine del disarmo

 

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, Mosca non è sembrata poi così dispiaciuta dalla decisione americana di uscita unilaterale dal trattato ABM (Anti Ballistic Missile), anzi. Fingendo di non capire il vero significato dello «scudo di Bush», ovvero quello di strumento per la protezione contro attacchi missilistici limitati da parte di qualche «rogue state», la Russia ha approfittato dell’uscita americana dall’ABM per evitare di rispettare gli obblighi del trattato START II (in particolare quello riguardante l’eliminazione degli ICBM a testata multipla) e mantenere il proprio arsenale sui livelli qualitativi dello START I. Non per niente quando, il 13 dicembre 2001, Bush ha annunciato il ritiro degli Stati Unti dall’ABM entro sei mesi, la Russia ha risposto dichiarandosi non più vincolata al rispetto degli impegni presi con lo START II. In questo modo entrambi gli attori hanno ottenuto i propri obiettivi: gli Stati Uniti la costruzione di un sistema anti-missile e la Russia il mantenimento del proprio arsenale di missili balistici intercontinentali a testata multipla contro i quali, lo scudo americano, sarebbe del tutto inefficace. Il tutto in barba al trattato START II, trattato che, firmato il 3 gennaio 1993, avrebbe dovuto ridurre ulteriormente il numero di testate a disposizione dei due attori, ma soprattutto portare alla neutralizzazione di tutti gli ICBM a testata multipla (gli SLBM a testata multipla potevano essere mantenuti per un numero totale di testate impiegabili su SLBM di 1.700/1.750 così come un certo numero di ICBM a testata singola).

A questo punto la strada del disarmo e della riduzione degli armamenti, costruita faticosamente negli ultimi dieci anni, poteva dirsi definitivamente interrotta. Il SORT (Strategic Offensive Reductions Treaty), firmato a Mosca il 24 maggio 2002, certificava questa situazione e ribaltava del tutto i criteri seguiti fino ad allora nei trattati di riduzione degli armamenti. Il SORT si limitava a fotografare l’esistente e non imponeva alle parti obblighi specifici. A differenza dello START I, non prevedeva la riduzione dei velivoli di rilascio, tralasciava ogni sistema di verifiche e, in aperta discontinuità rispetto allo START II, consentiva lo schieramento di ICBM a testata multipla. L’unica prescrizione riguardava un tetto massimo di 1.700/2.200 «testate nucleari strategiche» che le due potenze avrebbero dovuto raggiungere entro il 31 dicembre 2012. A questo punto Mosca poteva mettere mano alla propria flotta di missili balistici intercontinentali.

 

Gli ICBM

 

Con la disattivazione della divisione di Kostroma il dicembre scorso, un totale di 15 SS-24 basati su sistema di lancio su rotaia, la Strategic Rocket Force, branca sparita dalle forze armate subordinata direttamente allo Stato Maggiore, dispone oggi di quattro tipi di ICBM operativi: «SS-27», «SS-18», «SS-19» e «SS-25».

Gli «SS-27» («Topol-M») sono gli ICBM più moderni presenti nell’arsenale russo. Dei missili è operativa dal 1997 la versione lanciabile dall’interno dei silos corazzati e il 16 dicembre scorso è stato completato il dispiegamento del quinto reggimento. Il reggimento è parte del complesso di Tatishchevo, nella regione di Saratov, che adesso include 42 «Topol-M». Entro la fine di quest’anno dovrebbero essere rischierati altri sei «Topol-M»: i fondi necessari sono stati stanziati dal bilancio federale 2006. Sempre entro alla fine di quest’anno dovrebbero entrare in servizio anche tre «Topol-M1», ovvero la versione del missile basata su lanciatore mobile. Questi primi tre missili, da rischierare a Teykovo, vicino Mosca, dovrebbero essere seguiti da altri sei «M1» il prossimo anno.

L’«SS-27» è stato sviluppato subito dopo il crollo dell’Unione Sovietica ed è il primo ICBM interamente «russo»: ha un peso di 47,200 tonnellate, una lunghezza di 21,9 metri ed una larghezza massima di 1,9 metri. Si tratta di un ICBM tri-stadio a propellente solido con una testata singola da 550 kilotoni. Il missile utilizza un sistema di guida inerziale in abbinamento ad un sistema satellitare con ricevitore GLOSNASS ed è accreditato di una gittata nell’ordine dei 10.000/11.000 km. La caratteristica che fa dei «Topol-M» un’arma particolarmente insidiosa è l’ elevata capacità di penetrazione delle difese ABM (Anti Ballistic Missile) nemiche. Nella fase di rientro, infatti, il missile è in grado di mantenere un profilo altamente manovrante per minimizzare la probabilità di intercetto e ha inoltre un payload piuttosto consistente in termini di decoys e contromisure. L’«SS-27» è stato appositamente progettato per resistere alle detonazioni nucleari entro un raggio di soli 500 metri (contro i 10 km entro i quali un ICBM «normale» poteva essere neutralizzato da una detonazione nucleare), visto che la testata è stata «indurita» e protetta contro radiazioni ed ogni possibile interferenza elettromagnetica. Il requisito è stato ulteriormente «appesantito» in termini operativi dalla capacità che il missile ha di resistere all’intercettazione nello spazio da parte di un eventuale cannone laser.

Il «Topol-M» è accreditato di un CEP nell’ordine dei 350 metri, comunque superiore a quello dell’ultima versione dell’ «SS-18», ovvero l’«R-36M2» (che ha un CEP di 250 metri). Come accennato, il Topol-M ha una testata singola, ma il suo design è tale che può essere facilmente riconfigurato per essere armato con un massimo di sei veicoli di rientro indipendenti. In questo caso, però, per far posto alle altre testate è necessario rinunciare alle protezioni e ai decoys, cosa che farebbe perdere al missile gran parte della sua capacità di penetrazione. Tuttavia diverse indiscrezioni filtrate sulla stampa russa stanno accreditando l’ipotesi secondo la quale i «Topol-M» potrebbero essere effettivamente portati a configurazione MIRV. In particolare Mosca starebbe aspettando il 2009, data in cui cesserà l’effettività dello START I, che proibiva lo sviluppo e la costruzione di nuovi ICBM a testata multipla, per aumentare il payload dei «Topol-M» (l’aumento delle testate, o degli stadi, di un ICBM viene considerato a tutti gli effetti dal trattato come la costruzione di un nuovo ICBM).

 

Parallelamente agli sforzi di introduzione di nuovi sistemi strategici continua lo sforzo di smantellamento e modernizzazione dei sistemi più obsoleti. Attualmente sono operativi oltre 70 «SS-18» in due versioni, «R-36MU» e «R-36M2». La prima versione è entrata in servizio tra il 1979 e il 1983 e la seconda tra il 1988 e il 1992. L’«SS-18» è un bistadio a propellente liquido in grado di portare fino a 10 testate. Entro il 2008 verranno ritirati dal servizio tutti gli «R-36MU» mentre i più moderni «R-36M2» verranno sottoposti ad un programma di modernizzazione che mira ad estenderne la vita utile operativa ben oltre il 2020.

Un destino per certi aspetti simile toccherà anche ad «SS-19» e «SS-25» («Topol»). I primi, dispiegati tra il 1979 ed il 1984, sono attualmente in servizio in 126 unità. Entro il 2009 gran parte di questi missili saranno ritirati dal servizio e in linea ne dovrebbero restare non più di 30/40. Anche in questo caso si tratta di missili che verranno sottoposti a programma di upgrade (gli «SS-19» modernizzati dovrebbero restare in servizio fino al 2030). Del resto si tratta di un ICBM ancora in buone condizioni operative il cui ultimo test risale all’ottobre scorso. Il concetto e il progetto del missile sono simili a quelli dell’«SS-18», rispetto a quest’ultimo l’«SS-19» ha tuttavia un payload minore, sei MIRV contro dieci.

 

Gli SS-25 rappresentano un’altra delle eredità dell’URSS. Entrati in servizio tra il 1985 e il 1992, sono ICBM a tre stadi a propellente solido equipaggiati con una sola testata e basati su un lanciatore mobile. Le fonti parlano di 270 «Topol» ancora operativi. Secondo i piani del Comando delle Forze Strategiche gli «SS-25» dovranno progressivamente lasciare il posto ai «Topol-M1», tuttavia una parte di questi missili, non c’è certezza sui numeri, dovrebbero restare in servizio fino al 2018. Del resto un test condotto alla fine dello scorso novembre ha confermato il buono status operativo degli «SS-25» dando buone indicazioni sull’affidabilità operativa dei missili anche oltre lo spirare della loro vita di servizio programmata.

 

La componente strategica subacquea

 

Il deterrente subacqueo, al pari della stessa flotta di superficie e delle altre componenti subacquee, si è notevolmente ridimensionato dopo il crollo dell’URSS. Siamo lontani anni luce dai fasti e dai numeri della Guerra Fredda quando gli SSBN si contavano letteralmente a decine e Mosca eccelleva nel progetto e nella produzione di sommergibili nucleari (e non solo).

Quel che resta sono oggi 12 SSBN: sei classe «Delta IV» e sei classe «Delta III» (per fare un esempio l’US Navy dispone di 14 SSBN classe «Ohio»). Dei primi, tre sono in servizio con il 12° Squadrone della Flotta del Nord ed altri tre sono attualmente sottoposti ai lavori di ricondizionamento. Uno di questi, il Tula, che ha già completato l’overhaul, dovrebbe riguadagnare la flotta a breve.

I Delta III sono in servizio in quattro unità con il 16° Squadrone della Flotta del Pacifico e in due unità con la Flotta del Nord. I sommergibili verranno progressivamente ritirati dal servizio e rimpiazzati con i nuovi SSBN classe Borei. Su due Delta III sono già iniziati i lavori del passaggio dell’unitò in riserva.

Dei sei SSBN classe «Tifone», soltanto il Dmitriy Donskoy resta al momento in servizio. Per essere più precisi, il battello, dopo un’interminabile manutenzione durata 12 anni nei cantieri di Seymash, è tornato a operare come piattaforma per la qualifica degli SLBM «Bulava». Tuttavia difficilmente il Donskoy potrà nel prossimo futuro essere armato con i nuovi missili e tornare così a svolgere il suo effettivo ruolo operativo. In questo settore gran parte degli sforzi economici e finanziari sono concentrati sulla costruzione dei nuovi sommergibili strategici classe «Borei» e sul nuovo missile intercontinentale lanciabile da sommergibile «Bulava».

Per quanto riguarda i «Borei», il taglio della chiglia del primo battello, lo Yuri Dolgorukiy, è avvenuto nel 1996. Il sommergibile è stato più volte sottoposto a mofifiche del progetto originario a causa del fallimento della campagna di qualifica del missile che avrebbe dovuto armarlo, l’SLBM «SS-N-28», ed è stato di conseguenza riconfigurato per essere equipaggiato con gli ancor più nuovi SLBM «Bulava» (i «Borei» dovrebbero essere equipaggiati con 12 SLBM «Bulava»). Attualmente il battello sta conducendole prove in mare e dovrebbe essere operativo con la flotta il prossimo anno. La costruzione del secondo battello, Alexandr Nevskiy, è iniziata nel marzo di due anni fa, con consegna prevista non prima del 2008, mentre il terzo battello, la cui costruzione è iniziata proprio di recente, non sarà disponibile prima del 2010 o più ragionevolmente nel 2012. Compatibilmente con le risorse di bilancio, la Russia ha pianificato di acquisire un secondo lotto di tre battelli.

Come detto, i «Borey» sono armati con il nuovo missile balistico intercontinentale Bulava («SS-NX-30»), ovvero la versione SLBM del «Topol-M». Il missile sta attualmente conducendo le qualifiche e non dovrebbe essere operativo prima della fine del prossimo anno o più probabilmente nel 2008. Il 27 settembre scorso è stato condotto un primo test su un prototipo in scala reale. Il test è stato effettuato dal Dmitry Donskoy e doveva in particolare validare i meccanismi di espulsione del missile dai pozzi di lancio e la sua traiettoria in acqua. Un secondo test ha avuto luogo il 21 dicembre. Entrambi i tiri di qualifica sono stati condotti con la piattaforma di lancio in navigazione nel Mar Bianco ed i missili hanno colpito il proprio bersaglio nel poligono di Kura all’interno della penisola della Kamchatka.

Il missile ricalca gran parte delle specifiche tecniche del «Topol-M» sebbene abbia una gittata inferiore compresa tra gli 8.000 ed i 10.000 km. Il Bulava ha tre stadi propulsi con combustibile solido e può trasportare un certo numero di testate, tra sei e dieci, grazie ad una configurazione estremamente flessibile Il missile è lungo 38 piedi e pesa approssimativamente 36,7 libre, 7,71 libre in meno di un «SS-N-23» (per avere un’idea un «Trident II D5» di un «Ohio» americano pesa 57,6 libre).

 

L’aviazione strategica

 

Ad oggi, la componente strategica dell’Aeronautica russa è composta da 78 bombardieri: 14 «Tu-160 Blackjack», 32 «Tu-95 MS6» e 32 «Tu-95 MS16». Di qui ai prossimi cinque anni questi numeri non dovrebbero subire significative variazioni. Difatti, man mano che entreranno in servizio i «Tu-160», la cui produzione di serie è stata riattivata nel 2004, lasceranno il servizio i «Tu-95 MS16» (al proposito Cina ed India hanno già manifestato più di un interesse per questi velivoli). Fino allo scorso anno era difficile immaginare che i «Tu-160» potessero uscire dalle linee ad un rateo superiore ai due velivoli l’anno. Tuttavia l’aumento di fondi per le forze strategiche, evidenziato sin dall’esercizio in corso, potrebbe portare anche ad un incremento.

Quel che è certo è che la Russia sta continuando ad aggiornare l’avionica e le comunicazioni dei «Tu-160» e li sta modificando in alcune componenti per consentirne l’operatività anche con armamento convenzionale. Bisogna ricordare che tutti e tre i tipi di bombardieri sono equipaggiati con il missile nucleare da crociera «Kh-55» (tranne il «Blackjack» armato con la versione a più lunga gittata «Kh-55SM»). Tuttavia, già da oltre un anno, è disponibile una versione convenzionale del missile, «Kh-555», che è andata ad equipaggiare proprio i «Tu-160». In questo modo la Russia, al pari degli Stati Uniti , potrà disporre di uno strumento strategico a lungo raggio convenzionale, utilizzabile anche per contingenze di teatro.

Parallelamente la Russia sta sviluppando un nuovo missile da crociera per sostituire i «Kh-55». Il missile sarà disponibile, non prima del prossimo anno, in due versioni: «Kh-101», convenzionale, e «Kh-102», nucleare.

 

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Altro articolo (medesima fonte) sul Bulava

 

Nel 1986 al KB (1) (Uffico progetti) «Accademico V.P. Makèjev» con sede a città di Miàss (Regione di Celjàbinsk) fu assegnato il compito di creare un nuovo mìssile intercontinentale a combustìbile solido denominato «Bark» per i sommergìbili nucleari della quarta generazione (classe «Borej» o Progetto 955) (2), alla cui progettazione si stava pensando in quel momento.

Bisogna precisare che per la Marina il KB «Makèjev» disimpegna lo stesso ruolo come quello del MIT per le FMDS.

Esso dispone perciò di impianti adeguati. Per esempio esiste un laboratorio speciale con gigantesco bacino dove possono essere sperimentati anche lanci subacquei di mìssili. Il lavoro iniziò nel momento in cui l’industria sovietica stava entrando in una profonda crisi economica e, successivamente, di grave turbolenze politiche. Le risorse finanziarie assegnate al progetto risultavano sempre insufficienti. Quando l’Unione Sovietica si dissolse un buon numero di stabilimenti industriali che producevano il 60 % dei componenti del «Bark», rimasero fuori della Federazione Russa. A causa di queste circostanze i lavori avanzavano molto lentamente; il primo lancio fu realizzato appena nel 1994, cioè otto anni dopo l’inizio del progetto.

Furono effettuati in totale solo tre lanci tutti falliti, l’ultimo nel 1997 e il progetto perciò fu abbandonato. Quasi contemporaneamente veniva presa in considerazione una proposta del MIT intesa alla realizzazione di un sistema unificato di missili terrestre e navale che consentisse di risparmiare delle risorse e abbreviare i tempi di progettazione e produzione.

La proposta fu ritenuta accettabile e per la sua realizzazione si decise formare una rete di cooperaziòne tecnologica e industriale in cui entrarono, fra le altre unità, il MIT e lo stabilimento meccanico nella città di Vòtkinsk (Repubblica Autonoma di Mordovia). Su proposta dell’allora ministro della Difesa, maresciallo Igor Sergèjev (già comandante in capo delle FMDS), il Consiglio di Sicurezza decise di sospendere i lavori sul progetto «Bark» e di affidare la creazione del nuovo missile navale al MIT. Così l’istituto diretto da Yurij Solomonov è diventato responsabile della realizzazione sia del missile terrestre «Topol-M» (3) che di quello navale «Bulavà

 

Il progetto iniziale del «Bulavà» fu presentato e approvato nella prima metà del 2000 e il 23 settembre 2004 fu effettuato il primo lancio di prova nel quale ha funzionato solo il sistema automatico di lancio del sommergìbile mentre il missile era rappresentato da un simulacro sagomato e delle stesse misure di quello vero. Mediante un accumulatore di pressione il modello è stato lanciato a una altezza di 30-40 m, quando avrebbe dovuto essere avviato il motore del primo stadio del missile.

Siccome il primo sommergìbile della suaccennata quarta generazione, destinatario del nuovo missile, si trovava (e si trova ancora) in fase di costruzione, il primo collaudo, come quelli successivi, furono eseguiti nelle acque del Mare Bianco, dal bordo del sottomarino Dmìtrij Donskoj, appartenente, secondo la denominazione della NATO, alla classe «Typhoon».

La prima prova reale fu effettuata il 27 settembre 2005, con il sommergibile Dmìtrij Donskoj in navigazione in superficie. Lanciato alle 17.20 (ora di Mosca), in soli 23 minuti «Bulavà» ha percorso la distanza di più di 11.000 km fino al polìgono Kura nella penìsola di Kamciatka e le sue testate hanno colpito i bersagli assegnati. È riuscito pure il lancio successivo, eseguito il 21 dicembre 2005. Questa volta il Dmìtrij Donskoj navigava in immersione e la prova è stata effettuata senza che il battello si fermasse. Il programma delle prove, comprendente una decina di lanci in totale, deve concludersi nel 2007 e nello stesso anno «Bulavà» dovrebbe entrare in dotazione alla Marina. Così il processo di realizzazione del nuovo mìssile sarà completato in soli 7 anni, un primato mai raggiunto neppure nell’epoca sovietica

 

 

Un missile invulnerabile

 

Nella classificazione della NATO questo missile russo porta il codice «SS-NX-30».

In Russia esso viene menzionato come «P-30», «Bulavà-30», «Bulavà-M» e «Bulavà-47». La sigla ufficiale per uso nei negoziati internazionali è «PCM-56» (4). «Bulavà» (5) significa «mazza» che è un arma bianca, composta da manico di legno o metallo di 50-80 cm di lunghezza, terminante con una pesante testa metallica che abitualmente ha delle spine o altri elementi pungenti. È stata più diffusa all’Est dove si trovava in dotazione agli eserciti durante il periodo dal XIII al XVII secolo. Armato con bulavà un guerriero fìsicamente robusto era capace di uccidere con un sol colpo il suo avversario, persino se era provvisto di elmetto protettivo. Più tardi la bulavà veniva usata in Polonia, Turchia e fra i cosacchi di Ukraina quale simbolo del potere dei comandanti militari, come una specie di scettro. A differenza dei precedenti missili navali sovietici in dotazione a sommergibili, il «Bulavà» può essere lanciato da tubi di lancio orizzontali. Il battello può navigare in immersione, senza che sia necessario fermarsi. Tale metodo è da tempo usato dai sottomarini missilistici americani.

Ma non è questa la novità più rilevante. L’aspetto principale è la capacità di «Bulavà» di superare qualunque sistema di difesa antimissilisica. Ciò è stato sottolineato anche dal presidente Vladìmir Putin. Nel corso della conferenza stampa annuale avvenuta a Mosca il 31 gennaio 2006, rispondendo alla domanda di un giornalista della televisione francese TF-1, ha detto: «Questi sono complessi (missilistici - nda) molto seri che (...) in termini più espliciti non sono una risposta al sistema di difesa antimissilistica; per i «Bulavà» è indifferente se esiste o meno tale sistema, poiché essi volano a velocità ipersonica e possono cambiare la traiettoria sia in direzione che in altezza». Secondo Putin tali complessi missilistici sono in corso di realizzazione, ma è poco probabile che appaiano nelle forze armate di altri Paesi prima che in Russia (6). Il Presidente russo non ha parlato di alcun modello, ma tutti gli esperti sono unanimi che le sue parole si riferivano al «Bulavà» e al «Topol-M».

L’unificazione del progetto del terrestre «Topol-M» e del navale «Bulavà» (le loro masse son leggermente diverse; 46 t per «Topol-M» e 37 t per «Bulavà») ha consentito, come ha spiegato lo stesso Yurij Solomonov, di applicare tecnologie adatte per entrambi i missili. Queste riguardano, innanzitutto, i sistemi motori e le ogive nucleari. Il missile «Bulavà» è a tre stadi. I primi due hanno motori a combustìbile solido, mentre il terzo funziona a combustìbile liquido. I motori a combustìbile solido sono più sicuri ed ecologici, mentre quelli a combustìbile liquido sono in grado di attribuire al missile la supermanovrabilità necessaria per il superamento dello «scudo protettivo» del potenziale avversario, cioè il suo sistema di difesa antimissilistica. È noto che i missili balistici sono più vulnerabili nella fase immediatamente dopo il lancio quando essi non hanno ancora raggiunto la velocità di crociera. Per il «Bulavà», gli esperti russi affermano, senza riportare particolari tecnici, che il motore a combustibile solido è in grado di attribuire immediatamente dopo il lancio tale velocità al missile che rende la sua intercettazione e distruzione praticamente impossibile. E ciò è ancora meno possibile nei successivi tratti della traiettoria. Sia «Bulavà» che «Topol-M» sono muniti di decine di piccoli motori ausiliari che consentono una elevata manovrabilità lungo tutto la loro traiettoria. Pertanto alcuni analisti chiamano questa traiettoria «quasi balistica». Per di più, entrambi i missili possono lanciare, assieme alle testate vere, dei bersagli «falsi», destinati a ingannare i radar del sistema antimissilistico dell’avversario. Grazie a tutte queste accorgimenti, secondo quanto pubblicato sulla stampa russa, il nuovo missile navale «Bulavà» e il suo «fratello» terrestre «Tòpol-M» sono praticamente invulnerabili da qualunque sistema antimissilistico. I dati sulla velocità non sono ufficialmente annunciati, ma i risultati dei primi lanci sperimentali (più di 11.000 km in 23 minuti) danno una idea abbastanza precisa della velocità media. Questi lanci superano anche la gittata di 8.000 km ufficialmente annunciata. Le testate, a puntamento individuale, sono sei, sebbene alcuni Autori parlino di otto o dìeci. Anche le testate potranno, una volta staccatesi dal corpo del missile, volare a velocità ipersonica e manovrare in rotta e in altezza.

 

I nuovi sommergibili

 

I missili «Bulavà» saranno dati in dotazione, innanzitutto, ai sommergibili della IV generazione.

In Russia questa nuova serie è chiamata classe «Borej» o Progetto 955. Per il momento di essa sono previste tre unità, ma alcuni osservatori russi non escludono la probabilità di che il loro numero salga a sei, se verranno assegnate le risorse finanziarie. Alla fine del 2006 verrà varato il primo sottomarino di nome Yùrij Dolgorùkij che nel 2007 sarà seguito da Aleksandr Nèvskij e nel 2010 a loro si affiancherà il terzo Vladìmir Monomach, impostato il 19 marzo 2006.

Questi tre battelli portano nomi di noti personaggi storici che suscitano nei russi sentimenti di orgoglio patriottico (7).

Tutte le unità vengono costruite nei cantieri navali di Severodvinsk, una città sul Mare Bianco, dove si trova anche la principale base navale della Flotta del Nord. La costruzione del sommergibile Yùrij Dolgorùkij iniziò il 2 novembre 1996, alla presenza del sindaco di Mosca (8) Yùrij Luzhkov, il battello doveva entrare in servizio all’inizio del XXI secolo. Il ritardo è dovuto agli stessi problemi che hanno afflitto il già menzionato missile navale «Bark». La fine del progetto del «Bark» e la sua sostituzione con il «Bulavà» ha reso necessaria la trasformazione di alcuni componenti dell’impianto di lancio che erano già montati.

Delle caratteristiche operative e tecniche di questi sommergibili si sanno tuttavia poche cose. È noto che Yùrij Dolgorùkij e gli altri battelli avranno una stazza di 14.720/24.000 t. La lunghezza è di 170 m e la larghezza 13,5 m. La profondità massima d’immersione sarà 450 m. Il battello avrà una autonomia di circa 100 giorni.

L’equipaggio di ogni unità della classe «Borej» sara composto da 107 uomini.

Oltre i 12 missili strategici «Bulavà», i sommergibili avranno in dotazione anche lanciasiluri e complessi di missili antiaerei per autodifesa. Fra le caratteristiche più rilevanti viene sottolineata la loro silenziosità. Secondo i progettisti questo sarà il sottomarino più silenzioso nel mondo. Con «Bulavà» sarà riarmato anche il sommergibile Dmìtrij Donskoj (9) con il quale furono realizzati i primi lanci del missile. Questa unità è stata sottoposta ad un completo ammodernamento. Dmìtrij Donskoj è l’ultima unità della classe «Akula» («Squalo») o Progetto 941 (classe «Typhoon» secondo la classificazione della NATO), rimasta in dotazione alla Marina. Per poter valutare meglio il grande progresso registrato con i nuovi battelli dotati del missile «Bulavà», è utile fare una breve presentazione retrospettiva di Progetto 941. Le unità di questa serie rappresentavano la risposta sovietica ai sommergibili americani classe «Ohio», dotati di missili a combustibile solido «Trident». Ma l’analogo missile sovietico (SS-N-20 «Sturgeon» secondo la NATO) risultò troppo pesante, 96 t ed era inferiore al «Trident» anche in ciò che riguarda la precisione e la gittata. Per poter assicurare a questo «mostro» missilitico lo spazio necessario a bordo, i progettisti fecero ricorso a una scelta tecnologica molto originale: in pratica il battello classe «Typhoon» è una specie di catamarano a due corpi, fra cui sono dislocati i missili. Così concepito, il sommergibile era troppo costoso e pesante: 49.800 t di stazza in superficie e 28.500 t in immersione. Per il suo azionamento erano necessari due reattori nucleari aventi una potenza complessiva di 100.000 cavalli. Per di più, il sommergibile era molto rumoroso e il sistema per raffreddamento dei reattori era progettato in modo tale che per il sottomarino era impossibile lasciare le fredde acque nordiche . Questo confronto fra le unità delle classi «Akula» e «Borej» e fra i loro missili evidenzia la netta superiorità dei nuovi sommergibili.

 

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Edited by Rick86
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I motori a combustìbile solido sono più sicuri ed ecologici

 

questa è a dir poco spettacolare :asd: guarda te se in un missile da guerra totale nucleare si badi al fatto che i motori siano ecologici....... :asd: l'avranno fatto il bollino blu? :rolleyes:

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questa è a dir poco spettacolare :asd: guarda te se in un missile da guerra totale nucleare si badi al fatto che i motori siano ecologici....... :asd: l'avranno fatto il bollino blu? :rolleyes:

 

 

Potrai crederci o meno ma c'è chi rompe anche su questo, specie nelle fasi di smaltimento.

Comunque più che altro il combustibile solido è più stabile e sicuro, oltre a richiedere praticamente zero manutenzione.

Ai tempi del combustibile liquido, ancora utilizzato dai Russi, nei pochi satan rimasti, che sono rimasti indietro in questo tipo di tecnologia, gli incidenti erano, poi, all'ordine del giorno.

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Vabbè si tratta semplicemente di un test di una versione aggiornata di un missile superato lanciato da un sottomarino superato, niente di trascendentale.

Anche gli americani lanciano qualche trident ogni tanto, ma non hanno bisogno di farsi pubblicità per mostrare la propria potenza.

Hanno appena fatto la più grande esercitazione militare da più di venti anni non solo della Russia ma anche dell'America.Quindi del mondo

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I più preparati per cosa di grazia? (ovviamente portando delle argomentazioni a supporto)

Questa la voglio proprio sentire

ovviamente per la guerra.I confini ucraini estoni e altri non sono i veri confini.Il popolo russo giustamente vuole unificarsi in unico stato e se l'america si intromette e porta l'ucraina nella nato l'unica via sarà qualche combattimento

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ovviamente per la guerra.I confini ucraini estoni e altri non sono i veri confini.Il popolo russo giustamente vuole unificarsi in unico stato e se l'america si intromette e porta l'ucraina nella nato l'unica via sarà qualche combattimento

 

 

Mi chiedo se provochi o se davvero non capisci.

Se ti informassi correttamente sapresti dello stato delle FFAA Russe, e se capissi almeno un poco di affari internazionali saprai che i Russi non toccheranno mai un paese NATO.

In ogni caso l'Ucraina non entrerà nella NATO, esattamente come la georgia.

 

Un appunto: nei prossimi topic comincia ad argomentare oppure non ha senso che tu partecipi a questo forum.

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Queste sono le capacità di strike atomico (sia strategico che tattico) degli Stati Uniti nei prossimi anni, con la certezza (al contrario della Russia) che tutto sarà funzionante.

 

The future nuclear stockpile under SORT will be based on:

-- 450 Minuteman III ICBM with 500 warheads. 400 with a single warhead and 50 with 2 MIRVs. There will be 200 W78 warheads and 300 W87 warheads.

-- 12 operational Ohio class Submarines with another 2 in overhaul. Each has 24 Trident II missiles with 4 MIRV warheads of the W76 and W88 warheads, that will be a total of 1152 warheads. There will be 384 W88 and 768 W76 warheads for submarines.

-- 94 B-52 and 20 B-2 strategic bombers with 540 warheads of the AGM-86 and B61 and B83. There will be 528 nuclear AGM-86B cruise Missiles with 300 active and 228 in reserve. Along with the 528 ALCM there will be 120 B61-7, 20 B61-11 and 100 B83 nuclear bombs for the bomber fleet.

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ovviamente per la guerra.I confini ucraini estoni e altri non sono i veri confini.Il popolo russo giustamente vuole unificarsi in unico stato e se l'america si intromette e porta l'ucraina nella nato l'unica via sarà qualche combattimento

peccato che le repubbliche liberamente elette dei paesi ex-sovietici non hanno alcuna intenzione di riunificarsi alla russia... sai com'è... non sono russi.

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Queste sono le capacità di strike atomico (sia strategico che tattico) degli Stati Uniti nei prossimi anni, con la certezza (al contrario della Russia) che tutto sarà funzionante.

 

The future nuclear stockpile under SORT will be based on:

-- 450 Minuteman III ICBM with 500 warheads. 400 with a single warhead and 50 with 2 MIRVs. There will be 200 W78 warheads and 300 W87 warheads.

-- 12 operational Ohio class Submarines with another 2 in overhaul. Each has 24 Trident II missiles with 4 MIRV warheads of the W76 and W88 warheads, that will be a total of 1152 warheads. There will be 384 W88 and 768 W76 warheads for submarines.

-- 94 B-52 and 20 B-2 strategic bombers with 540 warheads of the AGM-86 and B61 and B83. There will be 528 nuclear AGM-86B cruise Missiles with 300 active and 228 in reserve. Along with the 528 ALCM there will be 120 B61-7, 20 B61-11 and 100 B83 nuclear bombs for the bomber fleet.

gli stati uniti non hanno più soldi.Forse dovranno ritirarsi dall'iraq prima del previsto,la Francia non li appoggia più,la polonia si è ritirata,l'Italia appoggia putin

 

peccato che le repubbliche liberamente elette dei paesi ex-sovietici non hanno alcuna intenzione di riunificarsi alla russia... sai com'è... non sono russi.

ci sono molti russi.L'appoggio di Yushenko all'america non è voluto dal popolo ucraino

Edited by Su-35
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Riporto la notizia di Enzo Bonsignore scritta su PdD riguardo un test di un SLBM (e meno male che funzionano è!):

 

Salvo errori od omissioni, la notizia dovrebbe riferirsi appunto ad un lancio di prova del Bulava (l'ottavo della serie) che si è svolto il 18 settembre u.s. Il missile è stato lanciato da un sottomarino in immersione nel Mar Bianco (certamente il Dmitry Donskoy, visto che attualmente è il solo battello che porti il Bulava) arrivando sul poligono di Kura nella penisola di Kamchatka.

 

Però:

1) Il lancio è stato un successo solo parziale, perchè il "bus" che trasporta le testate MIRV non si é separato dal terzo stadio. Con questo, quattro degli otto lanci di prova sin qui condotti sono riusciti (almeno parzialmente), e altri quattro sono falliti. Ciò nonostante, il 19 settembre la Marina Russa ha annunciato che il Bulava entrerà in servizio nel 2009;

2) Il Bulava comunque dovrebbe avere una portata >8000km, non 12.000.

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ovviamente per la guerra.I confini ucraini estoni e altri non sono i veri confini.Il popolo russo giustamente vuole unificarsi in unico stato e se l'america si intromette e porta l'ucraina nella nato l'unica via sarà qualche combattimento

 

LOL :D

 

Per Little Bird: purtroppo (anzi, per fortuna) è sufficiente che l'arsenale avversario sia in grado di sopravvivere (basta anche un solo SSBN o un ICBM) perchè il gioco non valga la candela e la pace resti.

L'arsenale americano è si superiore, ma quello russo è in grado di radere al suolo una decina di città americane come ritorsione. Gli americani furono si molto vicini una decina d'anni fa all'essere in grado di sferrare un first strike in grado di distruggere con certezza l'intero arsenale russo, ma poi i russi si sono svegliati.

Non è un caso che spendano una marea di soldi per i Bulava e i Borei

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io credo molto poco... i russi adesso si stanno riprendendo. ipotizzare la più grande esercitazione del mondo mi sembra un azzardo.
In ogni caso invito Su35 ad evitare di postare la stessa cosa in cinquanta topic, se vuole parlare di questa fantasmagorica esercitazione apra un topic apposito e se ne parla lì, altrimenti procedo alla cancellazione :sm:

Dovrei dire che le esercitazioni in questione sono davvero di enormi proporzioni. Ci sono decine di migliaia delle truppe che partecipano e sono coinvolti tutti i tipi di forze armate che possiede Russia, cominciando dalle Forze di Terra e finendo con le Forze Missilistiche Strategiche, senza esclusioni. Il lancio di missili balistici (il tema del topic) fanno parte di queste esercitazioni.

 

Posso anche confermare che ultima volta le esercitazioni delle proporzioni simili sono state effettuate in URSS in 1982. In USA magari ancora prima.

 

Per cio', secondo me, Su-35 non e' off topic, quando parla delle esercitazioni. :blink:

 

Vorrei aggiungere che in grande linea sono d'accordo con Dominus, quando dice che molti aerei russi non sono operativi o si trovano in stato di conservazione. Ultimamente, pero', la situazione e' molto cambiata. Il parco aereo si sta aggiornando in modalita' molto rapide. Parte di aerei, che erano in stato di conservazione, ora sono in processo di aggiornamento o gia' aggiornati, mentre iniziano arrivare a decine nuovi modelli, come Su-34, Mi-28, Ka-50/52 (link). In confronto con un paio d'anni fa e' un grande balzo avanti. Le Forze Aeree Russe considerano l'acquisto di una grande partita di nuovi Su-25UBM e Su-25TM che sono mostrati in ottimo modo (Su-25SM) nel conflitto in Georgia (link in russo). Ricominciata la produzione di serie di nuovi Tu-160. Gia' in parte aggiornato e continua ad aggiornarsi il parco di Tu-160 e Tu-95 in servizio. Entrato in servizio un nuovo missile di crocera Kh-101/102 con raggio d'azione di 5000 km, che sostituera' precedenti Kh-55 e Kh-55SM.

E questo solo una parte di quello che si puo' trovare dai sorgenti d'informazione aperti. Diciamo, che le Forze Aerei Russe oggi giorno non stanno cosi' male, come si puo' pensare. Le cose migliorano ogni giorno. Lo stesso riguarda altri reparti dell'Esercito Russo.

Edited by Siberia
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No, dicevo che era OT solo perchè, come puoi vedere, è andato postando di questa esercitazione in ogni topic possibile ;)

Quanto al fatto che le cose migliorino non ho dubbio visto l'aumento vertiginoso dei fondi, ma come per tutte le cose ci vorrà tempo e certo non ci si potrà avvicinare agli americani che spendono oltre 10 volte tanto.

 

Quanto ai Su-25 la cosa curiosa è che se li vorranno rimettere in produzione dovranno costruire una nuova linea di produzione perchè i frogfoot la mikoan li produceva a Tiblisi

 

Curioso, invece, che dopo i trionfali proclami dell'anno scorso che lo vedevano già in volo del PAK-FA non si sappia più nulla...

 

Non è un caso che spendano una marea di soldi per i Bulava e i Borei

 

Invece è proprio il caso perchè ad oggi la loro deterrenza basata in mare è la più disastrata della triade strategica, basata su 10 vecchi Delta

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Riporto la notizia di Enzo Bonsignore scritta su PdD riguardo un test di un SLBM (e meno male che funzionano è!):

 

Salvo errori od omissioni, la notizia dovrebbe riferirsi appunto ad un lancio di prova del Bulava (l'ottavo della serie) che si è svolto il 18 settembre u.s. Il missile è stato lanciato da un sottomarino in immersione nel Mar Bianco (certamente il Dmitry Donskoy, visto che attualmente è il solo battello che porti il Bulava) arrivando sul poligono di Kura nella penisola di Kamchatka.

 

Però:

1) Il lancio è stato un successo solo parziale, perchè il "bus" che trasporta le testate MIRV non si é separato dal terzo stadio. Con questo, quattro degli otto lanci di prova sin qui condotti sono riusciti (almeno parzialmente), e altri quattro sono falliti. Ciò nonostante, il 19 settembre la Marina Russa ha annunciato che il Bulava entrerà in servizio nel 2009;

2) Il Bulava comunque dovrebbe avere una portata >8000km, non 12.000.

Una precisazione.

 

1. Il test di Bulava' e' stato effettuato con successo e confermato dai militari russi. Presunta non separazione del "bus" dal terzo stadio e' una voce nata da uno dei "esperti militari" russi, come Felgenhauer, ecc, che sono "esperti" dalla scrivania nel gabinetto, pagati dalle ONG americane (come sempre in tali casi). A proposito, il successo e' stato ufficialmente apprezzato dalla presidenza russa.

2. E' vero. Bulava' ha una portata >8000 km. Se si tratta di lancio di Sineva' (RSM-54) durante le esercitazioni, allora si, questo missile ha una portata >10000 km (secondo WiKi 8300km :D). In caso particolare ha fatto 11547 km.

Edited by Siberia
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No, dicevo che era OT solo perchè, come puoi vedere, è andato postando di questa esercitazione in ogni topic possibile ;)

Quanto al fatto che le cose migliorino non ho dubbio visto l'aumento vertiginoso dei fondi, ma come per tutte le cose ci vorrà tempo e certo non ci si potrà avvicinare agli americani che spendono oltre 10 volte tanto.

D'accordo. ;)

 

Quanto ai Su-25 la cosa curiosa è che se li vorranno rimettere in produzione dovranno costruire una nuova linea di produzione perchè i frogfoot la mikoan li produceva a Tiblisi

A Tbilisi era una fabbrica di riparazione dei Su-25 con possibilita' di produrre aerei nuovi (ma non delle ultime modficazioni) in piccole quantita'. La produzione di massa era sulla fabbrica di Ulan-Ude. E proprio di quella si tratta, quando si parla di produzione di nuovi Su-25UBM e Su-25TM.

 

Curioso, invece, che dopo i trionfali proclami dell'anno scorso che lo vedevano già in volo del PAK-FA non si sappia più nulla...

Invece è proprio il caso perchè ad oggi la loro deterrenza basata in mare è la più disastrata della triade strategica, basata su 10 vecchi Delta

Volera' in 2009. Secondo dati aperti stanno ultimando i primi esemplari.

 

---

 

Ooops! :unsure: Chiedo scusa per due messaggi di seguito. :pianto:

Edited by Siberia
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Hai ragione, io invece avevo letto da più parti tiblisi in passato.

Quanto al Pak-Fa secondo le affermazioni ufficiali doveva volare prima nel 2007 poi nel 2008, come potrai vedere da diversi topic sull'argomento, quindi, se permetti, non mi fido troppo ;)

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