Jump to content

Eurofighter Offresi


typhoon
 Share

Recommended Posts

se o capito bene questi 24 aerei li venderemo in modo da poterne acquistare altri 24 della tranche tre oppure li vendiamo per poter completare la tranche tre

e e cosi non ci ritroveremo con 24 aerei in meno

Vendiamo la T1 per avere la T3, in totale avremo 92 macchine ...

Link to comment
Share on other sites

Lungi da me fare propoaganda ai pacifinti, ho trovato però molto interessante e giustamente impietoso con la situazione della nostra Difesa, questo articolo..

 

Al di là delle solite diatribe sull'art. 11 sulle quali sono stanco di entrare nel merito, il giornalista fa notare (credo giustamente) che prima di pensare a rafforzare le forza di proiezione, si dovrebbe pensare a rendere decente la sgangherata difesa dei nostri cieli. E non so dargli torto quando analizza gli sprechi connessi alle commesse dell'EFA.

 

Riporto: Il problema della Difesa, oggi, non coincide più con la protezione dei confini, poiché quando forze aeree e navali assumono il controllo delle periferie, oramai, la sorte è segnata.

Oggi, si considera più coerente la “difesa d’area”, ossia la preclusione a potenziali assalitori d’entrare nello spazio aereo e marittimo nazionale, che non coincide precisamente con i confini stabiliti dai trattati.

In altre parole, può essere considerato ostile un velivolo che sta dirigendosi ad alta velocità verso lo spazio aereo nazionale quando è ancora in aree internazionali se è – facciamo un esempio – nel Canale di Sicilia: se, invece, lo stesso velivolo si trova nel golfo della Sirte, non può essere considerato ostile. Ciò non significa, però, che nel primo caso si spari immediatamente.

Per la difesa marittima, ovviamente (date le diverse velocità) questo margine si riduce, ma diventa assai più arduo definire ed individuare minacce nascoste (tipicamente, un sommergibile).

La carta costituzionale, però, non ammette operazioni di guerra all’esterno di tali confini (…strumento di offesa…), forse con una sola eccezione: la scorta dei convogli marittimi (che fa parte della difesa) in periodi di forte tensione internazionale o di guerra attuata/dichiarata da altro Paese. (...). Le forze terrestri richiedono un diverso approccio: è chiaro che, quando si perdono cieli e mari, la loro sorte è segnata. Per questa ragione si è passati dagli eserciti di leva a quelli professionali: i grandi numeri degli eserciti napoleonici non servono più, soprattutto nelle nazioni meno estese territorialmente.

Sul loro uso – sempre nell’ottica dell’art. 11 della Costituzione – oramai è chiaro che sono diventate forze mercenarie al servizio d’altri paesi. (...)

 

Se qualcuno attentasse veramente allo spazio aereo e marittimo italiano, quali mezzi avremmo per difenderci? La prima obiezione che si può porre è ovvia: l’Italia fa parte di un’alleanza, e quindi la difesa sarebbe garantita da… Tutto vero, ma le Forze Armate italiane, con che cosa potrebbero partecipare alla difesa?

 

Ad oggi, gli aerei destinati alla nostra difesa sono 34 F-16, usati, presi in leasing dagli USA: 34 aerei per difendere lo spazio aereo del Mediterraneo centrale, del Tirreno e dell’Adriatico. Una bubbola.

Se visiterete i siti ufficiali dell’Aeronautica Militare, potrete essere contagiati dal fervore con il quale s’attende il prestigioso Eurofighter “Tifone” – i primi aerei sono stati consegnati a due reparti di volo – il quale nacque, come progetto, nel 1983. Sì, avete letto bene: venticinque anni fa. Direte: adesso è finito. Balle, osservate la scansione del programma:

 

Il programma, diviso in tre tranche, è così ripartito[1]:

1° Tranche: 148 aerei in produzione nel periodo 2003/2007

2° Tranche: 236 aerei in produzione nel periodo 2007/2012

3° Tranche:236 aerei in produzione nel periodo 2012/2017

 

L’Italia aveva preso l’impegno d’acquistare in tutto 121 velivoli ma, ad oggi, ne sono giunte solo poche unità. La ragione? Ritardi, problemi, compromessi difficilissimi (ed onerosi) fra le nazioni che hanno partecipato al programma – Gran Bretagna, Germania, Italia e Spagna (c’era anche la Francia ma, nel 1985, quando comprese l’andazzo, se ne andò e costruì da sola il Rafale) – e la frittata è compiuta. A complicare la faccenda, nel 2012 gli USA inizieranno le consegne dei primi F-35 (più moderni rispetto al Tifone), e negli stessi anni dovrebbe venire alla luce un nuovo caccia di V generazione, made in Russia con collaborazione indiana.

Di fatto, l’ultimo Tifone vedrà la luce quando da anni voleranno velivoli di V generazione, mentre il Tifone è ancora un aereo di IV generazione: forse con un “più”, ma sempre di quarta.

Per intenderci: il Tifone è un velivolo che se la potrà giocare ad armi quasi pari con F-16, F-15, Mig-29 e Su-27 nelle loro ultime versioni. Il problema è che i velivoli sopraccitati – russi o americani – entrarono in servizio proprio negli anni nel quale il Tifone veniva appena disegnato sulla carta: un ritardo epocale.

Difatti, sono già previsti (per gli aerei appena consegnati!) interventi di retrofit per ammodernarli: non dovrebbe essere roba nuovissima?

Il tutto al “modesto” costo di 100 milioni di euro il pezzo: fatevi due conti, quando il futuro F-35 ne costerà circa un terzo in meno.

 

E, nel frattempo, chi difendeva i cieli italiani?

Un’accozzaglia d’aerei vecchissimi – gli F-104 nati negli anni ’50, più volte rimodernati, ma di fatto inutilizzabili – oppure bombardieri (velivoli da strike[4]) come il Tornado, adattati per fare il caccia quando erano stati progettati per tutt’altre missioni. Per capirci: adattare un Tornado per la caccia, è come installare un motore Porsche su un furgoncino e poi andare a correre a Monza[5].

Infine, la soluzione intermedia: prendere in leasing 34 F-16 ex Guardia Nazionale USA e tirare a campare. Sperando che appaia il Tifone (subito da aggiornare).

 

Se, per come hanno pianificato la difesa aerea, la classe politica ed i vertici militari potrebbero essere accusati d’attentato alla Costituzione (se la Costituzione prevede che qualcuno debba provvedere alla difesa nazionale, e poi non lo fa, qual è il reato?), molto hanno fatto in altri campi.

 

La portaerei Cavour è stata pensata in un diverso periodo storico, il che – se teniamo presente il dettato costituzionale – conduce ad un paradosso.

Quando c’era il Patto di Varsavia, costruivamo navi per la difesa dei convogli – ben sapendo che sarebbe stato difficile, con quel poco, sfuggire ai sottomarini russi – mentre quando quello spettro si è volatilizzato costruiamo una nave per l’assalto anfibio!

Cosa significa?

Vuol dire, semplicemente, che la nave sarà integrata in una delle tante task force euro-americane che dovranno far rispettare l’ordine neocoloniale nel pianeta: altro che Costituzione, siamo tornati alle avventure delle “quarte sponde”! In altre parole, forniremo agli USA (e non solo, visto che siamo presenti in gran copia in Libano, ma sotto comando francese) la “carne da cannone” necessaria per le agognate “avventure” del grande “amico” Bush (domani, del suo successore)!

 

E la Costituzione? Che ci va a fare, per i mari, una nave italiana che ha come compito precipuo quello di sbarcare tank su una spiaggia “nemica”?

E la difesa delle acque italiane?Quella è affidata soprattutto ai sommergibili (sui mezzi aerei, abbiamo già “dato”), ma i sommergibili italiani non sono in grado di lanciare missili, nemmeno i più moderni classe U-212. Perché? Non si sa, è così e basta.

La differenza non è di poco conto: un missile colpisce a 50-100 chilometri di distanza, un siluro ad una decina o poco più, esponendo il battello a notevoli rischi.

Il nome dei battelli – quel “U”[9] – richiama l’origine tedesca dei sommergibili: difatti, si tratta di una collaborazione italo-tedesca.

Nemmeno i più recenti battelli della classe U-212 saranno dotati di missili, mentre la piccola Grecia ha optato per i tipi U-214, che hanno questa possibilità.

 

La piccola Grecia si comporta come una nazione che intende difendersi e nulla più: volete rischiare? Sappiate che possiamo colpirvi a distanza con i nostri sommergibili.

Uno strumento militare enormemente più costoso, ma meno efficiente come quello italiano, invece, conduce a spendere tanto per poi dover sempre rimanere all’ombra di qualche “santo protettore”. Il quale, in cambio, chiederà sempre di sorreggerlo nelle sue mire imperiali. La Grecia (paese NATO), durante la guerra del Kosovo, si permise il lusso di negare agli USA il porto di Patrasso, e non partecipò in alcun modo alle operazioni.

 

Chi afferma che l’Italia è tuttora una nazione colonizzata, quindi, ha elementi per confermarlo anche sul piano squisitamente “tecnico” (che, poi, solo tecnico non è), poiché le scelte sopraccitate, nell’ottica di soddisfare i requisiti costituzionali in ambito di difesa, sono semplicemente sciagurate ed anticostituzionali.

Costituzione calpestata, spese inconcludenti e sudditanza totale alle scelte di potenti paesi esteri: è quello che accade da decenni.

Link to comment
Share on other sites

............

Per intenderci: il Tifone è un velivolo che se la potrà giocare ad armi quasi pari con F-16, F-15, Mig-29 e Su-27 nelle loro ultime versioni.

............

La portaerei Cavour .......... costruiamo una nave per l’assalto anfibio!

............

Che ci va a fare, per i mari, una nave italiana che ha come compito precipuo quello di sbarcare tank su una spiaggia “nemica”?

E la difesa delle acque italiane?[/b]Quella è affidata soprattutto ai sommergibili (sui mezzi aerei, abbiamo già “dato”), ma i sommergibili italiani non sono in grado di lanciare missili, nemmeno i più moderni classe U-212. Perché? Non si sa, è così e basta.

La differenza non è di poco conto: un missile colpisce a 50-100 chilometri di distanza, un siluro ad una decina o poco più, esponendo il battello a notevoli rischi.

Il nome dei battelli – quel “U”[9] – richiama l’origine tedesca dei sommergibili: difatti, si tratta di una collaborazione italo-tedesca.

Nemmeno i più recenti battelli della classe U-212 saranno dotati di missili, mentre la piccola Grecia ha optato per i tipi U-214, che hanno questa possibilità.

...............

L'articolo, come è ovvio, vista la provenienza, contiene molte, a mio parere, volute e non di poco conto, inesattezze.

 

Ho riportato quelle più vistose

 

Il "Typhoon" è decisamente superiore agli aerei citati!

 

La portaerei "Cavour" non è una nave d'assalto anfibio e non è in grado di sbarcare tank su di una spiaggia "nemica"!

 

Gli U-212 possono essere dotati di missili!

Link to comment
Share on other sites

L'articolo, come è ovvio, vista la provenienza, contiene molte, a mio parere, volute e non di poco conto, inesattezze.

 

Ho riportato quelle più vistose

 

Il "Typhoon" è decisamente superiore agli aerei citati!

 

La portaerei "Cavour" non è una nave d'assalto anfibio e non è in grado di sbarcare tank su di una spiaggia "nemica"!

 

Gli U-212 possono essere dotati di missili!

 

Si picpus, ma non era certo questo il punto. Mi attendo da te un'analisi sul merito della questione, non sui dettagli.

 

P.S. Il fatto che "possano" essere dotati di missili non significa che lo saranno...

Edited by Thunderalex
Link to comment
Share on other sites

Lo scritto, pur ammettendo gli errori prima citati, in parte è veritiero.

 

E' indubbio che i vertici dell'AMI pensino più a come poter mandare aerei in missioni internazionali (F35B), e ad averne un numero maggiore, o comunque e più in generale ad acquisire una certa visibilità internazionale (Incursori e Fucilieri) che a "costruirsi" (si, perchè non c'è mai stato) un apparato di difesa aerea nazionale (numero congruo di Typhoon e un decente sistema terra-aria, che non è di certo il Meads).

 

La MM personalmente non mi sento tanto di colpevolizzarla, tutt'altro, anche se è innegabile che per via della nostra posizione 6 sottomarini sono pochi.

Link to comment
Share on other sites

Guarda, la "ratio" dell'articolo è tutta nel tentativo di provare la subalternità italiana agli USA, che sarebbe dimostrata dalle politiche in tema di approvvigionamenti dei sistemi d'arma: ciò è semplicemente falso, anzi è vero il contrario; le attuali e future dotazioni di armamenti, seppure carenti, a volte in misura notevolissima, tendono a consentire un'autonomia operativa alle FF.AA. italiane, specialmente alla Marina ed all'Aeronautica (la lacuna più rilevante è quella degli AWACS); leggermente diverso è il discorso per l'EI, in quanto trovo deprecabile e pericoloso, ancor di più visti gli ultimi sviluppi della situazione internazionale, quello che ritengo l'abbandono delle forze pesanti, cioé delle forze corazzate cingolate; ma ciò non è dovuto alla presunta subalternità ai "desiderata" del Pentagono, ma alla terribilmente perniciosa politica delle cosiddette missioni di pace che richiedono l'utilizzo "politico" dei mezzi ruotati, fregandosene, peraltro, dell'incolumità di chi li utilizza!!!

Edited by picpus
Link to comment
Share on other sites

Guarda, la "ratio" dell'articolo è tutta nel tentativo di provare la subalternità italiana agli USA, che sarebbe dimostrata dalle politiche in tema di approvvigionamenti dei sistemi d'arma: ciò è semplicemente falso, anzi è vero il contrario; le attuali e future dotazioni di armamenti, seppure carenti, a volte in misura notevolissima, tendono a consentire un'autonomia operativa alle FF.AA. italiane, specialmente alla Marina ed all'Aeronautica (la lacuna più rilevante è quella degli AWACS); leggermente diverso è il discorso per l'EI, in quanto trovo deprecabile e pericoloso, ancor di più visti gli ultimi sviluppi della situazione internazionale, quello che ritengo l'abbandono delle forze pesanti, cioé delle forze corazzate cingolate; ma ciò non è dovuto alla presunta subalternità ai "desiderata" del Pentagono, ma alla terribilmente perniciosa politica delle cosiddette missioni di pace che richiedono l'utilizzo "politico" dei mezzi ruotati, fregandosene, peraltro, dell'incolumità di chi li utilizza!!!

 

 

Dimentichi il "nodo" Typhoon-F35 e il problema della efficace difesa del TN e conseguente capacità di reazione. O l'abbiamo ormai delegata agli USA col risultato che non siamo in grado, all'occorrenza, di mostrare i muscoli neanche con Croazia, Tunisia, Libia o... Malta?

Link to comment
Share on other sites

Lo scritto, pur ammettendo gli errori prima citati, in parte è veritiero.

 

E' indubbio che i vertici dell'AMI pensino più a come poter mandare aerei in missioni internazionali (F35B), e ad averne un numero maggiore, o comunque e più in generale ad acquisire una certa visibilità internazionale (Incursori e Fucilieri) che a "costruirsi" (si, perchè non c'è mai stato) un apparato di difesa aerea nazionale (numero congruo di Typhoon e un decente sistema terra-aria, che non è di certo il Meads).

 

La MM personalmente non mi sento tanto di colpevolizzarla, tutt'altro, anche se è innegabile che per via della nostra posizione 6 sottomarini sono pochi.

Si ma scusa ma allora perchè il discorso non vale per la MM?Portaerei e FMP sono strumenti di proiezione,ma adessonon ci sono soldi per le FREEM...Il fatto è che un'impostazione "expedictionary"delle nostre FFAA non si scontra affatto con le capacità di difendere il territorio nazionale considerate le attuali minacce;90 EFA+109 F35 saranno un buon mix e infinitamente migliore di quello degli ultimi 30 anni.Certo mancano gli AWACS ma per il momento ci si può appoggiare ai velivoli E3 della NATO,i quali,prima che qualcuno lo scriva,non sono "stranieri"ma sono in parte anche Italiani.

EDIT

 

Dimentichi il "nodo" Typhoon-F35 e il problema della efficace difesa del TN e conseguente capacità di reazione. O l'abbiamo ormai delegata agli USA col risultato che non siamo in grado, all'occorrenza, di mostrare i muscoli neanche con Croazia, Tunisia, Libia o... Malta?

Sai che l'atteggiamento Italiano non dipende dalla sudditanza USA,ma dal buonismo ipocrita della politica Italiana;detto questo ancora non ho capito perchè il mix EFA-F35,nei numeri da me citati non è in grado di assicurare una difesa del territorio nazionale.

Edited by super64des
Link to comment
Share on other sites

Mi potreste dire a quali stormi andrà il typhoone e in quali gruppi?

Per il momento è in dotazione al 4° Stormo "Amedeo d'Aosta" di Grosseto (9° Gruppo Caccia Intercettori e 20° Gruppo Caccia Intercettori destinato alla Transizione Operativa dei piloti) ed al 36° Stormo "Helmuth Seidl" di Gioia del Colle (12° Gruppo Caccia Intercettori).

 

 

 

Dimentichi il "nodo" Typhoon-F35 e il problema della efficace difesa del TN e conseguente capacità di reazione. O l'abbiamo ormai delegata agli USA col risultato che non siamo in grado, all'occorrenza, di mostrare i muscoli neanche con Croazia, Tunisia, Libia o... Malta?

Veramente non vedo questi problemi: il "Typhoon" sarà il nuovo caccia intercettore e l'"F-35" il nuovo caccia bombardiere che sostituirà "Tornado" ed "Amx".

 

La difesa aerea che passerà dai decrepiti "F-104" prima, ai 24 "Tornado ADV" poi ed ai 36 "F-16" recentemente, penso che possa "accontentarsi" di 97 "Typhoon"!!!

 

Specie ora che siamo "alleati" di Gheddafi!!! :rotfl:

Link to comment
Share on other sites

Si picpus, ma non era certo questo il punto. Mi attendo da te un'analisi sul merito della questione, non sui dettagli.

 

P.S. Il fatto che "possano" essere dotati di missili non significa che lo saranno...

Ma cosa intende per "missili"? Anti-nave? Cruice? Perchè da che mi risulti per la difesa delle acque territoriali, nelle brown water, i classe U-212 sono il meglio che ci si possa auspicare di avere. Sinceramente non ho capito se l'autore dell'articolo creda veramente che la MMI sia talmente sprecona da varare un sottomarino che non possa sparare...

 

Riguardo al Cavour, abbiamo visto come è finito chi pensava che una PA per la difesa del territorio nazionale è inutile poichè l'Italia è una penisola, una PA naturale.

 

Riguardo all'EFA: non si può dargli torto quando parla di ritardi ed intrecci tra i vari paesi produttori, ma ci si riconduce ai mille discorsi già fatti sul "Tifone nato vecchio" o la diatriba tra V e IV generazione e mezzo. Non è un discorso nuovo, ed il mio pensiero si riduce fondamentalmente a queste semplici considerazioni.

 

L'EFA non è nato vecchio: l'unica cosa che lo distingue da un aereo totalmente V generazione è la stalthness, dato che è stato dimostrato possa viaggiare in supercruice anche in configurazione sporca. Inoltre, per un intercettore (ruolo per il quale è stato creato), quello che più conta è la RCS frontale, che nel Tifone è ridottissima. Riguardo all'elettronica, l'unica cosa che deve assolutamente essere acquistata (dico acquistata perchè è già stata integrata) è il CAESAR, poichè la suite DASS è quanto di meglio ci sia per l'autodifesa, e l'integrazione degli armamenti procede come previsto. Poi aereo di V generazione vuol dire anche logistica, manutenzione, swing role capability, pianificazione di missione, predisposizione agli aggiornamenti ed alle migliorie, interoperabilità ed integrazione nel sistema difesa... Sono cose dove il Tifone non se la gioca ad armi pari con Eagle, Falcon, Flanker e Fulcrum, li surclassa.

 

Poi ovvio, l'F-35 è un passo avanti forse anche rispetto all'F-22 secondo me, ma sarà comunque consegnato a partire da 10 anni dopo dell'F-2000, e ci sembrano pochi solo perchè ci siamo abituati a vedere tempi di progettazione e sviluppo eterni, ma mi pare che ci sia un'inversione di tendenza, soprattutto per quanto riguarda gli UCAV.

 

Io, sinceramente, parlando di difesa aerea del territorio non incentrerei il discorso sull'età e sull'obsolescenza dei velivoli da combattimento, quanto sull'addestramento dei piloti e sulla arcinota mancanza di assetti moltiplicatori di forze. L'articolista ha voluto contraddire gli acquisti del MdD sul piano tecnico. E' lecito farlo, e di lacune nel sistema difensivo italiano ci sono, ma non ci ha preso.

 

Poi, per quanto riguarda le missioni fuori area, è un discorso più ampio che si può anche fare, magari in un altro topic...

Link to comment
Share on other sites

Si ma scusa ma allora perchè il discorso non vale per la MM?Portaerei e FMP sono strumenti di proiezione,ma adessonon ci sono soldi per le FREEM...Il fatto è che un'impostazione "expedictionary"delle nostre FFAA non si scontra affatto con le capacità di difendere il territorio nazionale considerate le attuali minacce;90 EFA+109 F35 saranno un buon mix e infinitamente migliore di quello degli ultimi 30 anni.Certo mancano gli AWACS ma per il momento ci si può appoggiare ai velivoli E3 della NATO,i quali,prima che qualcuno lo scriva,non sono "stranieri"ma sono in parte anche Italiani.

 

Sangria (Uff. della MM) ha già spiegato il ruolo della Cavour nel Mediterraneo, in ambito della difesa degli interessi nazionali, e non in vere e proprie operazioni expeditionary.

Riguardo la mancanza di fondi per le Fremm, bè questo colpisce tutte le forze armate, ma la MM è quella che si concede meno sprechi in assoluto.

La FPM non è altro che un "aggregamento" di due unità già esistenti, la MM non ha dovuto creare nessun tipo di reparto, al massimo, ha "permesso" ai soldati del Serenissima dell'Esercito di mettere piede sulle sue navi e suoi elicotteri per "rrivare ad un livello addestrativo se non uguale ma almeno molto simile.

 

Se poi vogliamo mettere a confronto le reali necessità dell'Aeronautica, quello che invece sta acquistando, i suoi sprechi, e quello che avrebbe dovuto acquistare e non lo ha fatto, la lista sarebbe fin troppo lunga.

 

"90 EFA+109 F35 saranno un buon mix e infinitamente migliore di quello degli ultimi 30 anni."

 

Mi sembra ovvio che sia il mix migliore degli ultimi 30 anni, altrimenti l'F-104 lo sostituivamo con l'F-4 Phantom :D

Ma il punto non è questo, invece bisognerebbe rendersi conto che i soldi per comprare 90-131 aerei non ci sono, che tra i due bisognerebbe sceglierne uno ed abbassare il requisito, e considerato che il Typhoon ha il compito di assolvere alla difesa aerea, e l'F-35 di implementare la capacità di proiezione bè, la scelta di quale numero abbassare è fin troppo ovvia...

 

Possiamo parlare del Meads poi... o del 17° Stormo Incursori (già ex-Riam), del 16° Stormo RPF che per carità, credo che effettivamente era una reale necessità, ma che ora l'AMI sta portando "quasi" al livello del 4° Rgt. Alpini Paracadutisti dell'Esercito... della miriade di base continuate ad essere tenute aperte anche se senza reparti di volo, della mancanza di piattaforme specializzate e vitali (MMA, AWACS, SIGINT), struttura pachidermica rispetto alle reali capacità esprimibili... insomma, è una partita persa in partenza.

Link to comment
Share on other sites

Ma cosa intende per "missili"? Anti-nave? Cruice? Perchè da che mi risulti per la difesa delle acque territoriali, nelle brown water, i classe U-212 sono il meglio che ci si possa auspicare di avere. Sinceramente non ho capito se l'autore dell'articolo creda veramente che la MMI sia talmente sprecona da varare un sottomarino che non possa sparare...

 

Riguardo al Cavour, abbiamo visto come è finito chi pensava che una PA per la difesa del territorio nazionale è inutile poichè l'Italia è una penisola, una PA naturale.

 

Riguardo all'EFA: non si può dargli torto quando parla di ritardi ed intrecci tra i vari paesi produttori, ma ci si riconduce ai mille discorsi già fatti sul "Tifone nato vecchio" o la diatriba tra V e IV generazione e mezzo. Non è un discorso nuovo, ed il mio pensiero si riduce fondamentalmente a queste semplici considerazioni.

 

L'EFA non è nato vecchio: l'unica cosa che lo distingue da un aereo totalmente V generazione è la stalthness, dato che è stato dimostrato possa viaggiare in supercruice anche in configurazione sporca. Inoltre, per un intercettore (ruolo per il quale è stato creato), quello che più conta è la RCS frontale, che nel Tifone è ridottissima. Riguardo all'elettronica, l'unica cosa che deve assolutamente essere acquistata (dico acquistata perchè è già stata integrata) è il CAESAR, poichè la suite DASS è quanto di meglio ci sia per l'autodifesa, e l'integrazione degli armamenti procede come previsto. Poi aereo di V generazione vuol dire anche logistica, manutenzione, swing role capability, pianificazione di missione, predisposizione agli aggiornamenti ed alle migliorie, interoperabilità ed integrazione nel sistema difesa... Sono cose dove il Tifone non se la gioca ad armi pari con Eagle, Falcon, Flanker e Fulcrum, li surclassa.

 

Poi ovvio, l'F-35 è un passo avanti forse anche rispetto all'F-22 secondo me, ma sarà comunque consegnato a partire da 10 anni dopo dell'F-2000, e ci sembrano pochi solo perchè ci siamo abituati a vedere tempi di progettazione e sviluppo eterni, ma mi pare che ci sia un'inversione di tendenza, soprattutto per quanto riguarda gli UCAV.

 

Io, sinceramente, parlando di difesa aerea del territorio non incentrerei il discorso sull'età e sull'obsolescenza dei velivoli da combattimento, quanto sull'addestramento dei piloti e sulla arcinota mancanza di assetti moltiplicatori di forze. L'articolista ha voluto contraddire gli acquisti del MdD sul piano tecnico. E' lecito farlo, e di lacune nel sistema difensivo italiano ci sono, ma non ci ha preso.

 

Poi, per quanto riguarda le missioni fuori area, è un discorso più ampio che si può anche fare, magari in un altro topic...

 

Ripeto, dell'articolo non condivido il pacifintismo, ma solo l'allarme lanciato: non è che per correre dietro agli americani ogni volta che schioccano le dita, dimentichiamo i nostri interessi strategici primari?

Ho più volte fatto un esempio: perchè dobbiamo giustamente pattugliare il Golfo Persico ma non altrettanta energia viene dedicata alla difesa dei nostri immediati interessi nel Canale di Sicilia, nel Golfo della Sirte e, perchè no, nell'Adriatico?

 

Delle critiche sul programma EFA, come fare poi a non rifelettere sul fatto (perchè è un fatto) che si è dovuto upgradare i Typhoon ancora prima che fossero collaudate le prime versioni, con grosso aggravio di costi, proprio per la scellerata conduzione del programma?

 

P.S. Sono anch'io contento di avere una PA ma le PA non sono difensive, per la II Guerra Mondiale il discorso era diverso e fu un errore non investire in quel campo.

Edited by Thunderalex
Link to comment
Share on other sites

...........

P.S. Sono anch'io contento di avere una PA ma le PA non sono difensive ...

La portaerei è indispensabile per il "sea control" di un mare sufficientemente vasto, quale il Mediterraneo, attraverso il quale passa la massima parte dei traffici commerciali che assicurano non solo e non tanto il benessere del nostro paese, ma la sua stessa sopravvivenza!!! Quindi la portaerei, per l'Italia, è uno strumento di difesa!

Link to comment
Share on other sites

La portaerei è indispensabile per il "sea control" di un mare sufficientemente vasto, quale il Mediterraneo, attraverso il quale passa la massima parte dei traffici commerciali che assicurano non solo e non tanto il benessere del nostro paese, ma la sua stessa sopravvivenza!!! Quindi la portaerei, per l'Italia, è uno strumento di difesa!

 

E qui ti volevo. Scommettiamo che tutto farà tranne difendere i nostri interessi nel nostro orto (leggasi Mediterraneo?). E' molto eloquente lo "spot" della Marina: al Golfo Persico e ritorno senza bisogno di fare rifornimento. Al Golfo Persico...

Edited by Thunderalex
Link to comment
Share on other sites

vorrei far notare a tutti che la più grande potenza aerea del mondo, come ho scritto in un post nella sezione marina, baserà la sua superiorità aerea su 196 caccia (con gli attuali ordini)....

l'articolo riportato in precedenza secondo è figlio di una logica da guerra fredda, che basa molto i rapporti di forza sui numeri e non sulla qualità dei mezzi...

 

secondo me con 97 EF-2000 +109 F-35, con 2 PA e 12 navi d'altura la difesa del territorio nazionale è ampiamente assicurata

Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share

×
×
  • Create New...