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CVN "Charles de Gaulle" - discussione ufficiale


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Con riferimento all'ultimo post di pilotadelladomenica, aspetto un intervento illuminante in materia, da parte di intruder!

oltre a ribadire l'invito ad informarsi direttamente visto che questo è una argomento dalle elevatissime conseguenze strategiche, posso aggiungere che tutto quello che ho scritto prima deriva da letture di libri, articoli e ricerche sul web, tranne la questione del mare del Nord. Che deriva da una mia discussione a Stavanger, nel quartier generale del più grande operatore norvegese di collegamenti elicotteristici con le piattaforme petrolifere. Discussione scaturita dalla visione di una grande mappa con tutto il Mare del Nord con riportate le varie piattaforme con diversi colori, a seconda se erano in servizio, in via di esaurimento o in fase di avvio. E il trend era inequivocabile. E tragico.

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C'era un topic apposito sul petrolio, in ogni caso le previsioni che girano ancora adesso si stanno dimostrando sottostimate viste le nuove scoperte e la possibilità di sfruttare riserve che prima non erano neanche conteggiate.

In ogni caso, almeno per gli utilizzi militari, ne rimarrà sempre.

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Guest intruder
Sul fatto che una riprogettazione da CV a CVN potrebbe essere letale per la

Credo che un po' di cognizioni di politica energetica siano indispensabili anche per discutere di marine da guerra. Cosa che nel passato è sembre andata a braccetto, vedi stazioni di carbonamento nell'800, o conversione alla nafta negli anni dieci e venti del secolo scorso, nostra flotta bloccata nel 42 nei porti con la scusa/motivo della scarsità della nafta, ecc ecc.

 

 

In quanto scrivi c'è del vero e tanta esagerazione. Più o meno è dal 1960 che si continua a dire che le riserve mondiali di petrolio si esauriranno nei prossimi trentanni, peccato ne siano passati quasi cinquanta dalle prime previsioni catastrofiche. Sicuramente è cambiata la geografia dell'estrazione, nel 1960 il primo produttore mondiale di petrolio erano gli USA, l'Arabia Saudita era quarta, dietro URSS e Venezuela, oggi le cose sono abbondantemente cambiate. Il problema principale dell'Iran non è l'aumento dei consumi interni, ma la sua capacità di raffinazione, Teheran è costretta a importare benzina benché sia il quarto produttore mondiale di petrolio.

 

Il boom dei consumi asiatico corrisponde anche a una contrazione dei consumi occidentali, dovuti e alla crisi e a più oculati progetti energetici, motori che consumano meno eccetera, quindi questo aumento disperato della domanda non compensato da quello della produzione è un'invenzione degli speculatori. Migliori tecnologie estrattive permettono inoltre di lavorare a giacimenti che un tempo non potevano essere messi in gioco, senza contare che oggi si estrae di più da un giacimento, ancora negli anni Sessanta si abbandonava un campo petrolifero quando ancora aveva il 50 per cento del suo potenziale. Il petrolio era tanto abbondante, e la spesa per pompare quell'ultima metà tanto alta, da non richiedere la necessità di estrarlo oltre un certo limite. Tieni presente che, in quel periodo, la spesa media per estrarre un barile di petrolio, si aggirava sui due centesimi di dollaro. La maggior parte delle compagnie abbandonava l'estrazione quando si superavano i dieci. Oggi si estrae petrolio anche a dieci dollari di costo al barile (quello estratto in Basilicata costa cinquantadue dollari, qualunque prezzo siano trattati i futures in quel momento). Molti giacimenti off shores, inoltre, benché noti, non vengono sfruttati per una quantità di ragioni, e gli oceani ne sono pieni. Non si estrae dalle Falklands perché è troppo pericoloso per ragioni ambientali (nel Mare di Nord crepa ogni anno più gente per le piattaforme rovesciate dalle tempeste di quanta ne secchino gli americani in Afghanistan) e dalle Spratly perché c'è il rischio di farsi prendere a cannonate dalle marine di tutti i cinque o sei Paesi che ne rivendicano la sovranità, tutti piuttosto trigger happies. Di situazioni di questo tipo, il mondo è pieno, nessuno vuole complicarsi l'esistenza andando a estrarre in queste aree.

 

Solo il Canada estrae grossi quantitativi di olio dal bitume e dalle sabbie dell'Alberta, gli Stati Uniti non hanno praticamente toccato le loro sabbie sul versante opposto della frontiera, nell'Wyoming, principalmente, ma anche in Idaho e Montana. A quanto è dato sapere, nemmeno la Cina lo sta facendo, e le sue riserve sono cospicue. Stesso discorso per la conversione del carbone, i Paesi che ne hanno grosse scorte, Cina e USA (i primi estraggono quasi tre miliardi di tonnellate di carbone l'anno, gli americani circa la metà) preferiscono utilizzarlo direttamente nelle centrali termiche o addirittura per mandare il materiale rotabile, in Cina vedi le vecchie locomotive a carbone un po' dappertutto e negli USA ci sono progetti per riattivarle.

 

Ora, la crisi mondiale contrarrà ulteriormente i consumi, senza arrivare agli estremismi isterici dei cinesi che tornano ad andare in bicletta (quando mai hanno smesso? Se domani un miliardo e trecento e rotti milioni di cinesi vanno tutti in SUV, il pianeta soffoca, sic et simpliciter), si cercheranno nuovi giacimenti da sfruttare, se ne riapriranno altri chiusi nei periodi della bonanza. Quindi la situazione non è drammatica. Quello che è urgente, è la necessità di svincolarsi dai combustibili fossili, e per ragioni politiche e per motivi ambientali. Ma a gridare al lupo in questa maniera, si rischia solo che la gente non ti crede poi veramente quando il lupo arriva.

Edited by intruder
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C'era un topic apposito sul petrolio, in ogni caso le previsioni che girano ancora adesso si stanno dimostrando sottostimate viste le nuove scoperte e la possibilità di sfruttare riserve che prima non erano neanche conteggiate.

In ogni caso, almeno per gli utilizzi militari, ne rimarrà sempre.

bah, le tanto strombazzate nuove scoperte corrispondono sempre a pochi mesi di consumo mondiale e poi sono sempre più difficili a concretizzarsi, vedi per es il Kazakistan, ma sono d'accordo che questo non è il posto giusto per approfondire questo argomento e d'altra parte si parlava solo di propulsione di portaerei .

 

Ho cercato sull'indice questo topic sul petrolio e non lo trovo. Dove sta?

 

Mi piacerebbe condividere la tua certezza granitica sull'eternità del petrolio...

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Chiedo scusa al mod Dominus, ma l'argomento è interessante.

 

Il Mare del Nord è agli sgoccioli come riserve di petrolio, e con loro anche la capacità europea di avere un pochino di petrolio senza dover chiedere niente a nessuno. Le riserve nel Sud Italia esistono, ma sono minime (io non le sfrutterei, le lascerei come riserva strategica nazionale ma tant'è); in EU, infine, ci sta il petrolio romeno, ma anche li siamo alla fine.

 

Il petrolio c'è, in Russia e in MO, ma qual'è il prezzo economico che siamo disposti a pagare per averlo? Qual'è il prezzo politico (secondo voi perchè siamo così amici con Putin)? Qual'è il prezzo militare (Irak, ecc.)? Non è meglio cercare un alternativa prima che sia troppo tardi? Questo, penso, sia il discorso di PdD.

 

Quanto ai francesi, i problemi sulla De Gaulle derivano dalla loro totale mancanza di esperienza nella costruzione di unità di superficie a propulsione navale. Di più, non potendo permettersi di sviluppare un reattore apposta per la CdG, hanno dovuto accoppiare due reattori di SSBN con tutte le difficoltà del caso.

Però ormai hanno imparato dagli errori fatti, e si sono costruiti (unico paese al mondo oltre a USA e Russia) il know-how per costruire una nave a propulsione nucleare. Quindi non penso che una eventuale PA2-N andrà incontro ai problemi che ha avuto la CdG.

Penso (e spero da europeo) che costruiranno una seconda CVN

Edited by Rick86
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Guest intruder
bah, le tanto strombazzate nuove scoperte corrispondono sempre a pochi mesi di consumo mondiale e poi sono sempre più difficili a concretizzarsi, vedi per es il Kazakistan, ma sono d'accordo che questo non è il posto giusto per approfondire questo argomento e d'altra parte si parlava solo di propulsione di portaerei .

 

Ho cercato sull'indice questo topic sul petrolio e non lo trovo. Dove sta?

 

Mi piacerebbe condividere la tua certezza granitica sull'eternità del petrolio...

 

 

Nessuno dice che il petrolio è eterno, anche se diversi scienziati cominciano a pensare seriamente che sia un prodotto naturale del pianeta, in fondo il metano è piuttosto diffuso nel nostro sistema solare, e non è certamente fossile. Ma, al di là di questo (come per tutte le teorie scientifiche in un certo modo eretiche, c'è molto dibattito in materia), sono cinquantanni che si dice che il petrolio è agli sgoccioli, è evidente che la cosa fa affrontata da un altro punto di vista che non sia così riduttivo.

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Nessuno dice che il petrolio è eterno, anche se diversi scienziati cominciano a pensare seriamente che sia un prodotto naturale del pianeta, in fondo il metano è piuttosto diffuso nel nostro sistema solare, e non è certamente fossile. Ma, al di là di questo (come per tutte le teorie scientifiche in un certo modo eretiche, c'è molto dibattito in materia), sono cinquantanni che si dice che il petrolio è agli sgoccioli, è evidente che la cosa fa affrontata da un altro punto di vista che non sia così riduttivo.

 

scusa se insisto, se c'è un altro topic specifico mi piacerebbe saperlo perchè l'argomento mi interessa. In ogni caso, se permetti che la discussione continui qui, ricordo che stiamo dibattendo sulla convenienza o meno di costruire grandi navi da guerra destinate a durare fino al 2050 a propulsione convenzionale . E' un po' come dire se in Italia conviene investire in grandi centrali a olio combustibile o no. Con la complicazione che navi da guerra a energia eolica sarebberò un po' demodè... :-)

 

 

In attesa di trovare il topic giusto, capisco che Intruder debba avere delle credenziali per essere tirato in ballo sull'argomento. però resto perplesso per il fatto che sembra che liquidi sbrigativamente la cosa come un gridare al lupo. Diamine, parlare di scarsità di nafta nel 2050 (tra 41 anni 41!) è gridare al lupo?

 

Se si da retta ai teorici del peak oil i problemi seri ci sarebbero già nel prossimo decennio. Devo dire che neanche nei comunicati EXXON ho trovato tanta certezza nel futuro! :-)

 

Poi richiamare gli "allarmisti" degli anni 60 è un'arma a doppio taglio. Era un "allarmista" anche Hubbert quando predisse che il petrolio dai pozzi USA era destinato a diminuire. Oggi di quanto si è ridotto rispetto agli anni 60? E poi in ogni caso perchè il fatto che qualcuno si sia sbagliato 50 anni fa dovrebbe condizionare le nostre scelte di oggi e domani?

 

Si citano i i bitumi del Wyoming e dell'Ontario. I bitumi sono fonti di energia a EROEI molto basso, i canadesi già hanno grossi problemi per tutto il gas metano che devono bruciare per tirar fuori un po' di liquido dai butimi. Sicuramente i bitumi saranno e sono utili per secoli a venire ma non potranno verosimilmente rimpiazzare i milioni di barili al giorno che non arriveranno più dal mare del nord e dagli altri giacimenti in esaurimento. Il problema è tutto in quel "al giorno". Se devo dissetare una città di un milione di abitanti non mi interessa sapere che ho a disposizione l'oceano se poi il mio dissalatore produce solo un bicchiere di acqua potabile al secondo...

 

Riguardo ai cinesi è innegabile che tantissimi vanno ancora in bicicletta ma anche che il loro consumo di petrolio si è impennato negli ultimi anni. O no?

 

Insomma, sono d'accordo che il mondo è ancora pieno di petrolio, ma un po' meno che questo sia tanto da stare tranquilli per decenni vista la voracità della nostra società. Stare tranquilli vorrebbe dire che si sia in grado di arrivare rapidamente a circa 90-100 milioni di barili al giorno (ora siamo sugli 83, il picco è stato un anno fa intorno agli 87 se non sbaglio) se la domanda riprenderà a crescere nei prossimi anni.

 

Dobbiamo stare tanto tranquilli, e non gridare al lupo, da dire che tra venti o trenta anni il barile sarà ancora a 40-50$ e la nafta per la propulsione navale costerà quanto oggi, inflazione a parte?

 

O dobbiamo sperare che non solo i pochi che sostengono la teoria del petrolio di origine naturale, considerati in verità dai molti come matti o come prezzolati da EXXON o OPEC, abbiano ragione ma che la Terra riesca a rigenerare in luoghi accessibili, almeno 80, 90 o 100 milioni di barili al giorno? Perchè se poi ci mette invece un millennio per ricreare un barile anche questa teoria non servirebbe a fare uscire dal porto la QEII nel 2040 o 2050...

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Guest intruder
1) Se si da retta ai teorici del peak oil i problemi seri ci sarebbero già nel prossimo decennio. Devo dire che neanche nei comunicati EXXON ho trovato tanta certezza nel futuro! :-)

 

2) Poi richiamare gli "allarmisti" degli anni 60 è un'arma a doppio taglio. Era un "allarmista" anche Hubbert quando predisse che il petrolio dai pozzi USA era destinato a diminuire. Oggi di quanto si è ridotto rispetto agli anni 60? E poi in ogni caso perchè il fatto che qualcuno si sia sbagliato 50 anni fa dovrebbe condizionare le nostre scelte di oggi e domani?

 

3) Si citano i i bitumi del Wyoming e dell'Ontario. I bitumi sono fonti di energia a EROEI molto basso, i canadesi già hanno grossi problemi per tutto il gas metano che devono bruciare per tirar fuori un po' di liquido dai butimi. Sicuramente i bitumi saranno e sono utili per secoli a venire ma non potranno verosimilmente rimpiazzare i milioni di barili al giorno che non arriveranno più dal mare del nord e dagli altri giacimenti in esaurimento. Il problema è tutto in quel "al giorno". Se devo dissetare una città di un milione di abitanti non mi interessa sapere che ho a disposizione l'oceano se poi il mio dissalatore produce solo un bicchiere di acqua potabile al secondo...

 

4) Riguardo ai cinesi è innegabile che tantissimi vanno ancora in bicicletta ma anche che il loro consumo di petrolio si è impennato negli ultimi anni. O no?

 

5) Insomma, sono d'accordo che il mondo è ancora pieno di petrolio, ma un po' meno che questo sia tanto da stare tranquilli per decenni vista la voracità della nostra società. Stare tranquilli vorrebbe dire che si sia in grado di arrivare rapidamente a circa 90-100 milioni di barili al giorno (ora siamo sugli 83, il picco è stato un anno fa intorno agli 87 se non sbaglio) se la domanda riprenderà a crescere nei prossimi anni.

 

6) Dobbiamo stare tanto tranquilli, e non gridare al lupo, da dire che tra venti o trenta anni il barile sarà ancora a 40-50$ e la nafta per la propulsione navale costerà quanto oggi, inflazione a parte?

 

7) O dobbiamo sperare che non solo i pochi che sostengono la teoria del petrolio di origine naturale, considerati in verità dai molti come matti o come prezzolati da EXXON o OPEC, abbiano ragione ma che la Terra riesca a rigenerare in luoghi accessibili, almeno 80, 90 o 100 milioni di barili al giorno? Perchè se poi ci mette invece un millennio per ricreare un barile anche questa teoria non servirebbe a fare uscire dal porto la QEII nel 2040 o 2050...

 

 

1) Sono cinquantanni che i teorici di questo o di quello presagiscono catastrofi per il decennio prossimo a venire.

 

2) Non so chi fosse questo Hubbert e non me ne frega niente. Citare senza la fonte, è sterile, bisogna vedere esattamente cosa aveva previsto e come e cosa poi è realmente successo. La produzione di petrolio USA di oggi è circa la metà di quella degli anni Sessanta, ma tanto ha a che vedere con la necessità di tenere chiusi i giacimenti e per motivo di politica economica (te lo ripeto, fino a pochi anni fa si chiudeva un giacimento quando si era estratto il 50 per cento del suo potenziale) e per motivi di convenienza: costa di meno importare dal Medio Oriente, anche se i costi politici si stanno rivelando troppo pesanti e impegnativi.

 

3) Anche il solare ha una bassa Energy Returned On Energy Invested, cioè energia ricavata su energia consumata, questo significa quel grottesco acronimo, EROEI, per chi non lo sapesse. Pure nessuno lo discute. In0oltre le tecnologie di lavorazione delle sabbie stanno migliorando.

 

4) Se il loro consumo è aumentato, il nostro è diminuito per i motivi che ti ho esposti e che glissi allegramente.

 

5) La nostra società è vorace anche per scelte individuali, dallo spreco dell'illuminazione stradale alle lampadine lasciate accese per niente nelle nostre case. Ma è anche una società tecnologica che oggi consuma meno di trentanni fa: i motori delle auto, oggi, consumano molto ma molto meno di un tempo. Così in altri settori. Non possiamo sapere dove andrà la tecnologia quando noi non ci saremo più.

 

6) No. Ma l'eccesso di allarmismo che non tiene conto dei progressi tecnologici non porta da nessuna parte. Fra l'altro, nemmeno l'uranio è inesauribile.

 

7) Ciò che oggi i molti considerano dei pochi non è un parametro di valutazione scientifica. La tesi della generazione naturale del petrolio è dibattuta, ma non in questi termini.

 

Vuoi continuare così finché i mod non ci segano la discussione?

Edited by intruder
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1) Sono cinquantanni che i teorici di questo o di quello presagiscono catastrofi per il decennio prossimo a venire.

 

2) Non so chi fosse questo Hubbert e non me ne frega niente. ...

 

Vuoi continuare così finché i mod non ci segano la discussione?

 

 

Stop, per carità, ritorno all'inizio e cioè che secondo me ha ragione chi vuole costruire le furure portaerei a propulsione nucleare. Fine. Se le mie spiegazioni irritano qualcuno me ne scuso e cambio argomento.

 

Giusto per chi vuole approfondire la cosa ho finalmente trovato il topic a cui accennava il moderatore e quindi scriverò qualcosa là:

http://www.aereimilitari.org/forum/index.p...mp;#entry209033

 

Sorry e buona Domenica

Edited by pilotadelladomenica
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PARIS, March 14 (Xinhua) -- France's nuclear-powered aircraft carrier, the Charles de Gaulle, could be out of service for weeks, even months after faults were again detected in its propulsion system, the French navy said Friday.

 

The ship only took to the sea again last December after 18 months of repair and maintenance.

 

The carrier, the flagship of the French navy, is named after French statesman General Charles de Gaulle and is the country's only serving aircraft carrier.

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Dal link di picpus

 

"Une usure anormale des arbres de transmission vient de l'immobiliser pour plusieurs semaines voire plusieurs mois."

 

cioè, in italiano, si tratterebbe di una usura anormale degli alberi di trasmissione.

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Dal link di picpus

 

"Une usure anormale des arbres de transmission vient de l'immobiliser pour plusieurs semaines voire plusieurs mois."

 

cioè, in italiano, si tratterebbe di una usura anormale degli alberi di trasmissione.

 

 

E non se ne sono accorti durante l'IPER? Impossibile. Un pezzo come il riduttore sarà stato controllato a fondo durante l'IPER:

 

Da quando ha finito l'IPER ha fatto sì e no 2 settimane in mare a fare prove.

 

Questa mi puzza tanto quanto quella notizia del SSBN Triomphant che 'ufficialmente' avevo sbattuto contro un container che non si trovava +. Poi si è scoperto che il container era un container di missili nucleari Trident britannico.

 

In Francia la democrazia non sanno nemmeno cos'è, figurati se sput...ano l'armeè dicendo alla stampa la notizia vera. Proprio come ai tempi di Stalin.. :thumbdown:

 

Picpus, invece di darci notizie dalla Pravda, abbonati al 'Canard ENchaineè', l'unico giornale francese che dice la verità :rotfl: :rotfl: :rotfl:

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E non se ne sono accorti durante l'IPER? Impossibile. Un pezzo come il riduttore sarà stato controllato a fondo durante l'IPER:

 

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca... e se proprio durante i lavori, col riduttore aperto, ci fosse finito qualcosa dentro (una penna, una chiave, un bullone...)? Un operaio distratto e negligente ed il patatrack è fatto! Figurati che da noi il personale del sistema nave montava di sentinella armata in locale nel periodo di lavori al riduttore, da quanto è delicato e costoso.

Edited by Berty
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Certo, che un po' di sfiga quella povera nave ce l'ha.

 

Siamo onesti ragazzi. Scherziamo finchè vogliamo, ma qui non si tratta di sfiga. 10 anni di ritardi. Prezzi da paura che non sono mai stati rivelati (stime ufficiali dicono 3,5 miliardi di euro, quelle ufficiose parlano di cifre incalcolabili), riprogettazione del ponte e di altri elementi. Eliche che si sfasciano, prestazioni finali che non corrispondono alle specifiche di progetto. La realtà è che il progetto era troppo ambizioso per le capacità francesi.

 

Vi assicuro che se qualcosa del genere fosse successo ad un progetto italiano, Fincantieri sarebbe già stata bollata come la + incompetente del mercato, e i francesi non ci avrebbero risparmiato. Anzi, avrebbero già giocato la carta dell'incapacità italiana per imporre i loro prodotti e i loro voleri all'Europa. :thumbdown:

 

Vabbeh, godiamoci i prossimi mesi in bacino della carretta. :rotfl: :rotfl:

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Siamo onesti ragazzi. Scherziamo finchè vogliamo, ma qui non si tratta di sfiga. 10 anni di ritardi. Prezzi da paura che non sono mai stati rivelati (stime ufficiali dicono 3,5 miliardi di euro, quelle ufficiose parlano di cifre incalcolabili), riprogettazione del ponte e di altri elementi. Eliche che si sfasciano, prestazioni finali che non corrispondono alle specifiche di progetto. La realtà è che il progetto era troppo ambizioso per le capacità francesi.

 

Vi assicuro che se qualcosa del genere fosse successo ad un progetto italiano, Fincantieri sarebbe già stata bollata come la + incompetente del mercato, e i francesi non ci avrebbero risparmiato. Anzi, avrebbero già giocato la carta dell'incapacità italiana per imporre i loro prodotti e i loro voleri all'Europa. :thumbdown:

 

Vabbeh, godiamoci i prossimi mesi in bacino della carretta. :rotfl::rotfl:

 

se ci aggiungevano 1 miliardo di euro si compravano una Nimitz che facevano prima :rotfl:

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E la Cavour torna ad essere l'ammiraglia delle flotte europee per chi non ci avesse fatto caso

 

 

Viva! :rolleyes:

 

da "pacifista" sarebbe il massimo, avere la nave più fica, perché questo è il Cavour, ma proprio perché gli altri non hanno soldi o capacità o equilibrio per fare di meglio...

 

... se poi per essere i più fichi basterebbe avere una FREMM, il pacifista sarebbe anche più contento, ma intanto, viva il Cavour :okok:

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E non se ne sono accorti durante l'IPER? Impossibile. Un pezzo come il riduttore sarà stato controllato a fondo durante l'IPER:

 

Da quando ha finito l'IPER ha fatto sì e no 2 settimane in mare a fare prove.

 

Questa mi puzza tanto quanto quella notizia del SSBN Triomphant che 'ufficialmente' avevo sbattuto contro un container che non si trovava +. Poi si è scoperto che il container era un container di missili nucleari Trident britannico.

 

In Francia la democrazia non sanno nemmeno cos'è, figurati se sput...ano l'armeè dicendo alla stampa la notizia vera. Proprio come ai tempi di Stalin.. :thumbdown:

 

Picpus, invece di darci notizie dalla Pravda, abbonati al 'Canard ENchaineè', l'unico giornale francese che dice la verità :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Allora, caro il mio francofobo, dimmi, stai parlando dell'Italia o della Francia?!?!?!

 

I francesi hanno comunicato, ufficialmente, in tempo quasi reale, sia l'incidente al sottomarino nucleare, sia l'avaria alla "Charles de Gaulle", come, peraltro, usano fare normalmente, per qualsiasi evento riguardi le loro FF.AA., anche per l'abbondanza di siti web, ufficiali e non, che si occupano, con competenza, di argomenti militari!

 

Per contro, qualcuno è in grado di citarmi un comunicato ufficiale delle nostre autorità (o anche non ufficiale, ma attendibile), sullo stato dei lavori, ad esempio, del "Mimbelli" e sul perché dei ritardi nel rientro in servizio della detta unità?!?!?! O, più in generale, sull'attività dell'intera flotta e sui lavori alle varie unità navali (informazioni che, ripeto, vengono rese pubbliche abitualmente in Francia!)!

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:asd: tasto dolente.

 

Picpus ha totalmente ragione ma al nostro paese manca una cosuccia chiamata cultura della Difesa, cosa che invece i francesi hanno e molto radicata. Ci aggiungerei anche un po di senso civico, ampiamente diffuso in EU ma stranamente non nello stivale

 

A causa del duce prima e dei comunisti poi tutto quello correlato col mondo militare viene visto come "brutto e cattivo".

Edited by Rick86
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In Italia hanno governato i comunisti? strano, non me n'ero accorto. Perche' dove hanno governato, ad es in Francia, c'e' appunto grande rispetto e cultura nei confronti dei militari. Qui, dove ha sempre governato un centro-destra, no. sara' che dobbiamo cercare altrove, per i nostri problemucci?

 

ps: che col Duce, tutto quello che era militare, fosse visto come brutto e cattivo, beh, e' davvero una panzana colossale. Specie guardando uno che, per primo, si vestiva sempre in uniforme...

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Guest iscandar
ps: che col Duce, tutto quello che era militare, fosse visto come brutto e cattivo, beh, e' davvero una panzana colossale. Specie guardando uno che, per primo, si vestiva sempre in uniforme...

 

RIck si riferiva ad una reazione avversa...

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A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca... e se proprio durante i lavori, col riduttore aperto, ci fosse finito qualcosa dentro (una penna, una chiave, un bullone...)? Un operaio distratto e negligente ed il patatrack è fatto! Figurati che da noi il personale del sistema nave montava di sentinella armata in locale nel periodo di lavori al riduttore, da quanto è delicato e costoso.

Inizio OT (finalizzato)

Sai, io non ho esperienza diretta di come si lavora nei cantieri navali e negli arsenali francesi, ma, invece, l'ho in altri campi: ad esempio, di recente, l'ultima volta, esattamente ieri, ho subito piccoli interventi chirurgici (in ambito ambulatoriale, nulla di grave!), in 2 diversi ospedali parigini; guarda, conosco bene gli ospedali italiani (prevengo l'obiezione di qualche "padano" nello spirito: non solo quelli di Palermo!): qui, IN TUTTO, dall'approccio umano, sensibile e cortese del personale, alla competenza, alla velocità e fluidità di ogni adempimento, sia esso sanitario o amministrativo, all'assoluto rispetto dei tempi previsti e comunicati, all'assoluta inesistenza del concetto di attesa, all'attenzione estrema nei confronti di ogni possibile causa d'infezione (penso ai filmati di "Striscia la notizia" che, più volte, hanno mostrato il personale dell'"Umberto I" di Roma in giro, fuori dell'ospedale, al bar, in tenuta da sala operatoria, quando qui, il personale addetto alla operazioni, di fatto, non può venire in contatto con il restante personale ospedaliero!), al costo (il piccolo intervento di ieri, asportazione di una cisti sebacea dello sterno, in anestesia locale, mi è costato 18 euro); bene, facendo il confronto con la situazione italiana, delle due l'una: o qui siamo nello Spazio, o in Italia siamo in Somalia!!!

Fine OT (finalizzato)

 

Detto ciò e, a conoscenza della "pignoleria" (in senso positivo) che mettono i francesi in ogni campo di attività umana, fatico a credere alla tua ipotesi!!!

 

 

 

 

In Italia hanno governato i comunisti? strano, non me n'ero accorto. Perche' dove hanno governato, ad es in Francia, c'e' appunto grande rispetto e cultura nei confronti dei militari. Qui, dove ha sempre governato un centro-destra, no. sara' che dobbiamo cercare altrove, per i nostri problemucci?

...

Allora, schematicamente:

 

1) In Italia, dai primi anni sessanta, socialisti di Nenni al governo; dal 1978, comunisti di Berlinguer nella maggioranza; il centro-destra arriva al potere, PER LA PRIMA VOLTA nel dopoguerra (il, tutto sommato, breve periodo di De Gasperi, è da considerare di centro) con Berlusconi e Fini, quindi circa 15 anni fa!!!

 

2) In Francia, limitandoci alla 5^ Repubblica, dal 1958 in poi, per 37 anni c'è stato un Presidente della Repubblica (dominus quasi assoluto della politica estera e di difesa, nel sistema costituzionale francese) di destra e per 14 anni un Presidente della Repubblica socialista (che, se ben ricordo, solo per un brevissimo periodo, ha incluso ministri comunisti nel suo governo, ministri e partito che, comunque, NULLA contavano, sotto lo stesso Mitterand di cui parlo!).

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