Jump to content
Psycho

Cina - Topic Ufficiale

Recommended Posts

Leggendo lo stesso commento, io ho capito che "sensato" viene usato come: prevedibile, quindi gravi colpe vanno attribuite al governo centrale, che crea condizioni al limite della sicurezza (facendolo apposta secondo me).

Non penso proprio volesse giustificare un massacro.

 

 

http://www.dizionario-italiano.it/definizi...;lemma=S0773000

CITAZIONE〉"che ha buon senso; ragionevole"

 

Insomma prevedibile è una cosa, mentre sensato è un'altra. Se hanno inventato 2 parole diverse ci sarà un motivo, no?

 

La guerriglia uigura ha avuto il suo momento di furore in passato, ma dalla fine degli anni ottanta si è ormai spenta.

La ragione può essere ricercata nei generosi sussidi statali che affluiscono nella regione, il quali nel tempo hanno megliorato le condizioni di vita delle masse strappandoli dalle file della guerriglia. (E' un' pò come quello stanno cercando di fare in Afghanistan.. )

 

Oggi la situazione è cambiata molto, Urumqi è una megalopoli moderna, ma con questo sono sorte molte altre problematiche come l'integrazione etnica e la disparità di ricchezza.

 

Quello che vogrrei chiederti è che cosa intendi per condizioni al limite della sicurezza e come mai secondo te il governo centrale dovrebbe farlo apposta.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ragionevole: che è sensato, frutto della ragione.

 

http://www.dizionario-italiano.it/definizi...;lemma=R0126000

 

Giusto, conveniente, fondato. Evidentemente per il Governo cinese è giusto mandare laggiù vagonate di gente che si odia (gli Han vengono incentivati, non gli uguri, la Cina fa così, quando vuole reprimere i movimenti indipendentisti fra i suoi confini, manda gli Han a inseminare la regione, altro che come l'Afghanistan!!! l'A.gan è ben diverso!!! ragiona come si possono sentire gli uiguri che negli ultimi 60 anni si sono visti arrivare 10.000.000 milioni di Han in quella che considerano casa propria, gli uiguri si sentono stranieri in casa propria!!!), e che ci possano essere delle rivolte fra la sua gente, è conveniente reprimerle con violenza, non mi sembra di dire niente di nuovo, il mio sebra un ragionamento fondato su quello che il Governo ha fatto in passato e continua a fare.

 

Se leggi tutta la discussione, capisci cosa voleva dire Dominus, "sensato" se pensi a come agisce il Governo cinese!!!!!!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Legolas, mantieni la calma.

 

Non vale la pena agitarsi per cose che succedono in posti così lontani.

 

 

Il paragone che facevo con A.stan si riferiva al modo di sottrarre reclute alla guerriglia, non altro.

 

 

Tornando all'argomento dell'immigrazione, incentivare la migrazione verso zone di confine con altri stati per rafforzare la presenza politica è una pratica comunissima, l'Italia lo fece con le aree a maggioranza tedesca/austriaca, così come gli altri stati europei. Ci furono atti di terrorismo anche in Italia. La storia ufficiale non ne parla molto, ma io ho un zio che c'era a quei tempi e che mi raccontava delle bombe nei bidoni di spazzatura..

 

 

Cmq sia, all'interno dei confini di ciascun paese, ciascun cittadino è libero di migrare dove vuole.

Se nella regione di Guanzhou ci sono così tanti immigrati uiguri da creare problemi sociali, è naturale che succeda anche il contrario. Importante è non ricorrere alla violenza per risolvere tensioni sociali (e il monito vale anche per qua da noi).

 

Nel caso specifico del Tibet, ad esempio, innalzare lo stipendio per i lavori a mano d'opera qualificata ha attrato molti immigrati cinesi, quest'ultimi non sarebbero mai andati a vivere a 4000 metri di altezza senza una paga elevata. Scelta dettata da necessità strategiche.

 

Il caso di Xinjiang è un' pò diversa, si trova mediamente a 1000 metri sopra il mare, quindi non ci sono problemi di salute, dispone di immense riserve di idrocarburi e lo sviluppo economico della regione si alimenta sopratutto con quello.

I primi cinesi che sono arrivati hanno trivellato nel deserto, i secondi hanno costruito le strade, e i terzi hanno creato le città.

 

Giunti a questo stadio dello sviluppo, puoi fare 2 scelte:

1) Ti limiti a estrare il petrolio e trasportarlo verso le aree costiere lasciando Xinjiang in uno stato di arretratezza e sottosviluppo.

2) Usi i proventi del petrolio per contribuire allo sviluppo economico della regione.

 

Ovviamente la prima scelta si addice di più alle potenze marittime come gli USA e molti stati europei, poichè quest'ultimi riescono a controllare meglio le pressioni migratorie dalle aree periferiche verso le aree centrali. Le potenze continentali invece avranno dei problemi se scegliessero la prima.

Se adotti la seconda soluzione invece, avrai un'altro problema ancora, che i cinesi delle aree meno sviluppate cominceranno a migrare verso Xinjiang...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Quindi è giusto conquistare altri paesi per poi colonizzarli, molto bene.

Gli Uiguri non sono cinesi e non lo vogliono essere, mi sembra molto chiara la questione, esattamente come i Tibetani.

Share this post


Link to post
Share on other sites

PARTE 1/2

 

Quindi è giusto conquistare altri paesi per poi colonizzarli, molto bene.

Gli Uiguri non sono cinesi e non lo vogliono essere, mi sembra molto chiara la questione, esattamente come i Tibetani.

 

Qui trovi una mappa della dinstia Qing

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Qing_Dynasty_map.png

 

Se vuoi tirare in ballo la questione delle conquiste territoriali, ti voglio ricordare nel 1644, ovvero 350 anni fà, Italia era solo un concetto geografico, la germania non si era unificata e l'America era ancora abitata dai nativi... ecc..

http://www.euratlas.com/history_europe/europe_map_1600.html

 

Ovviamente, attraverso il processo di industrializzazione e la conseguente rivoluzione dei trasporti le distanze si accorciano e i paesi si unificano(mai in modo indolore).

Sul continente europeo, il primo a raggiungere lo status di stato moderno è la Francia. Non a caso ha cercato di impedire a tutti i costi ai suoi vicini di fare altrettanto; se non fosse per le sconfitte che ha subito contro i tedeschi e gli inglesi, La Francia non avrebbe mai permesso allo Stato piementese di conquistare il sud d'Italia. Ma la storia ha voluto che si facesse l'Italia e l'Italia si è fatta, ma non senza dolori. Milioni di figli di contadini sono stati costretti ad andare a scuola per imparare una lingua a loro estraneo : l'Italiano.

 

Qui sotto ti riporto un estratto di una lettera di Salvatore Giuliano, un Siciliano, al presidente americano al termine della seconda guerra mondiale.

Caro presidente, Se non vi disturbo e se il mio messaggio non vi trova mal disposto, vogliate accettare l'umile appello di un giovane che è molto lontano dall'america e vi chiede aiuto per la realizzazione di un sogno che fino ad oggi non è riuscito ad avverare. Permettete che mi presenti. Il mio nome è Salvatore Giuliano ... ma a causa della dittatura fascista, non ho potuto mostrare palesemente i miei sentimenti. Per quanto fossi latitante, seguivo da vicino la libertà politica portata dagli americani, e solo allora pensai di avverare quello che per tanto tempo era stato il mio sogno. Per tradurre in realtà il mio ideale mi unii ai membri del Movimento per l'Indipendenza siciliana. Il nostro sogno era di staccare la Sicilia dall'Italia e poi annetterla agli Stati Uniti. ...

Ci occorre la cosa più essenziale; il vostro appoggio morale. Voi potreste, ed a ragione, chiedere: "Qual'è il fattore più importante che vi spinge a questa lotta per la separazione dall'Italia? Ed inoltre perché volete che la vostra splendida isola diventi la 49a stella americana ?" Ecco la mia risposta: ...

Perché in 87 anni di unità nazionale, o, per essere esatti, in 87 anni di schiavitù all'Italia, siamo stati depredati e trattati come una misera colonia. Come scrisse giustamente Alfredo Oriani in uno dei suoi articoli, "il cancro legato al piede dell'Italia."

Non vogliamo assolutamente rimanere uniti a una nazione che considera la Sicilia una terra di cui ci si serve solo in caso di bisogno, per poi abbandonarla come cosa cattiva e fastidiosa, quando non serve più. ...

Per queste ragioni noi vogliamo unirci agli Stati Uniti d'America.... Permettete, caro signore, che vi ossequi il vostro umilissimo e devoto servitore.

 

http://www.strano.net/stragi/stragi/nomi/giuliano.htm

 

Come puoi vedere esistevano cellule separatiste anche in Sicilia, che tu li chiami terroristi o movimento di liberazione di bla bla bla.. non fa molta differenza. Sta di fatto che se l'Italia avesse lasciato che la Sicilia si scorporasse da essa, al giorno d'oggi, la Sicilia sarebbe diventata l'Israele del Mediterraneo. E i Siciliani avrebbero goduto di uno standard di vita molto più alta. Tutto nel loro interesse quindi, ma non del continente europeo.

 

 

...

Share this post


Link to post
Share on other sites

PARTE 2/2

 

Tornando allo Xinjiang, o Turkmenistan dell'est.

 

Il grande Turkmenistan comprenderebbe anche 1/5 del Kazakistan, e un'pò di tutti quei stati -stan dell'asia centrale.

Che vogliamo fare? Ridisegnare la mappa politica su base etnica?

 

Inoltre, prima del periodo della dinastia Han Occidentale quel territorio non era ne cinese ne mussulmano.

Poi la conquistarono i cinesi, e poi la conquistarono i musulmani e poi di nuovo i cinesi.

 

Western Han Dynastie : http://www.cultural-china.com/chinaWH/feat...map_han_big.jpg (La parte in arancione chiaro)

Edited by cloyce

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sta di fatto che se l'Italia avesse lasciato che la Sicilia si scorporasse da essa, al giorno d'oggi, la Sicilia sarebbe diventata l'Israele del Mediterraneo. E i Siciliani avrebbero goduto di uno standard di vita molto più alta. Tutto nel loro interesse quindi, ma non del continente europeo.

 

e questa spettacolare affermazione, da cosa sarebbe supportata?

 

L'attività indipendentista uiguri ebbe origine nella prima metà del 1900 e si proponeva come alternativa all'egemonia dei signori della guerra dello Xinjiang. Durante la guerra civile cinese, si tentò per due volte di istituire uno stato indipendente: dapprima nel 1934, con la creazione della Prima Repubblica del Turkestan orientale, poi con la Seconda Repubblica del Turkestan, istituita dieci anni dopo. La Seconda Repubblica venne tuttavia annessa alla Repubblica Popolare Cinese nel 1949.[1]

 

Gli uiguri sono in lotta con la Cina dai primi del 900, e sono supportati anche da gruppi panturchi, tra cui il Partito del Turkestan Orientale, sia da altri movimenti estremisti mussulmani, quali il Movimento islamico del Turkestan orientale e l’Organizzazione di liberazione del Turkestan orientale; quest'ultimi, sono attualmente presenti nella black list statunitense dei gruppi terroristi internazionali e sono responsabili di attacchi alla popolazione Han, all'esercito cinese e alle strutture governative presenti nello Xinjiang. Dal 2001, la lotta su scala mondiale al terrorismo islamico ha coinvolto anche alcuni dei gruppi politici d'ispirazione islamica più vicini agli Uiguri; a seguito di ciò, si è intensificata la repressione da parte cinese dei movimenti indipendentisti. Molti uiguri in esilio denunciano la sistematica violazione dei diritti umani da parte delle autorità cinesi che reprimono ogni forma di espressione culturale del popolo uiguro.

 

In opposizione all'indipendentismo uiguri, il governo cinese ha rafforzato gli incentivi per l'inserimento di gruppi cinesi d'etnia Han nella regione, continuando una pratica già intrapresa dalla Cina fra il 1960 ed il 1970. Stando a quanto dichiarato da alcune ONG, le autorità cinesi sono responsabili della repressione delle tradizioni culturali uiguri e di violazione dei diritti umani nei confronti degli appartenenti a quest'etnia.

 

Insomma, una situazione parecchio complessa e che, con le attuali tendenze della lotta antiterrorismo, ha anche poche possibilità, giusto o no, di cambiare in meglio (per gli Uiguri).

Edited by madmike

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non saprei dirlo con certezza. Però, in Xinjiang, penso che abbiano protestato per poter beneficiare maggiormente delle riserve di petrolio di cui dispongono, e magari ottenere dal governo centrale una maggiore autonomia. (il caso ceceno ha origini simili)

La maggioranza della gente che ha manifestato a Urumqi, non lo ha fatto in modo violento, i morti e gli incendi sono causati sopratutto da alcune falange estremiste e violente.

Qui sotto c'è un video fatto da cellulare la quale dimostra che la maggior parte dei manifestanti si sono limitati a lanciare sassi alla polizia, niente di inconsueto insomma.

http://www.youtube.com/watch?v=-o-WiqgRyBk (at 04.00)

Qui invece, pare che abbiano ucciso una persona :

 

 

Il caso di Tibet è una storia diversa.

Il Tibet è un territorio strategico per 2 motivi :

1) E' praticamente l'unica sorgente di acqua potabile per tutta la popolazione cinese.

2) L'altopiano del Tibet rapresenta un confine sicuro con India, rivale naturale della Cina; quindi è per questione di sicurezza nazionale.

Per fare un paragone con l'Italia, durante la Prima Guerra Mondiale, tra le ragioni per cui l'Italia ha tradito la Triplice alleanza, c'è quella per cui sarebbe stato molto più sicuro per l'Italia avere gli autriaci dall'altra parte dei Pirenei che non da questa parte; Insomma, il Tibet se non lo prendevano i cinesi, lo avrebbero preso gli indiani, c'è poco da discuttere.

 

Quindi, dato l'alto valore strategico del Tibet per la Cina, allo stato attuale della situazione internazionale, è molto facile per l'organizzazione del Dalai Lama ricevere supporto da potenze rivali rispetto alla Cina quali gli USA, e quindi utilizzare il supporto ricevuto per istigare disordini interni. Ricordo a tutti che il Dalai Lama è tra i primi 100 uomini più potenti del mondo secondo un articolo pubblicato dalla Repubblica tempo fà, il Dalai Lama è tra i leader religiosi più ricchi al mondo, infatti non evita di usare il suo potere finanziario per farsi pubblicità e proselitismo.

Molta gente pensa davvero che il Dalai Lama sia davvero il leader della religione buddista, senza sapere che i lama altro non sono che una figura fantoccio creato dall'impero mongolo per meglio governare quella regione del mondo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ecco, appunto... Malgrado i Tibetani siano più di origine malese che cinese, il 'protettorato' cinese data dal 1200, ed e' durato fino al 1682, dopo di che fu, in sostanza, protettorato cinese.

 

dal 1898 fu protettorato britannico, dal quale fu 'liberato' dai Cinesi nel 1910, a seguito dell'accordo anglo-russo.

 

Il resto e' storia recente.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Sta di fatto che se l'Italia avesse lasciato che la Sicilia si scorporasse da essa, al giorno d'oggi, la Sicilia sarebbe diventata l'Israele del Mediterraneo. E i Siciliani avrebbero goduto di uno standard di vita molto più alta. Tutto nel loro interesse quindi, ma non del continente europeo.

 

e questa spettacolare affermazione, da cosa sarebbe supportata?

 

...

 

Mm.. scusami questa non voleva essere un'affermazione bensì una supposizione personale.

 

Per la seconda parte ti dico che anche il Tibet ha avuto l'occasione di proclamare l'indipendenza nel periodo di tumulto e guerra civile cinese.

Finita questa fase, tutto è tornato come prima.

 

Alle solite storie sulle presunte repressioni culturali ci credo poco. Le ONG non sono sinonimo di imparzialità, tant'è che le lobby che stanno dietro possono benissimo essere quelle che finanziano le campagna elettorali dei governi. Nelle democrazie sviluppate, il potere civile e il potere statale non sono così ben distinte.

A me risulta che le scuole pubbliche nelle regioni autonome dello Xinjiang e del Tibet siano bilinguistiche, e non mi risulta assolutamente che ci siano limitazioni di espressione culturale.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Ecco, appunto... Malgrado i Tibetani siano più di origine malese che cinese, il 'protettorato' cinese data dal 1200, ed e' durato fino al 1682, dopo di che fu, in sostanza, protettorato cinese.

 

dal 1898 fu protettorato britannico, dal quale fu 'liberato' dai Cinesi nel 1910, a seguito dell'accordo anglo-russo.

 

Il resto e' storia recente.

 

Allora, sull'origine del popolo tibetano ci sono molte supposizioni, tu credi pure a quello che vuoi.

 

Io ti posso dire che i cantonesi e gli vietnamiti del nord, un tempo erano sotto un unico regno prima di cedere una parte del territorio all'impero cinese.

Loro, sì che hanno subito molte influenze malesi, tant'è che molti cantonesi preferiscono non parlare mandarino perchè la sentono come una cosa lontana. Che poi alcuni tibetani discendano dai cantonesi la cosa è probabile, ma a questo punto perchè escludere che abbiano subito influenze anche dai mancesi, l'immigrazione è un fenomeno che c'è sempre stato sai?

Qui trovi anche una mappa che sintetizza in rosa le lingue di origine sino-tibetane :

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Sino-Tibetan_languages.png

Edited by cloyce

Share this post


Link to post
Share on other sites

Su "Aerei" di questo mese un interessante dossier sulle FFAA cinesi, aeronautica in particolare, ed una breve introduzione di Nico Sgarlato sugli equilibri geopolitici attuali. Ne consiglio l'aquisto, è molto interessante!

Share this post


Link to post
Share on other sites

ciao a tutti..il discorso e' complesso

nei 2 casi (tibet e xinjinag) si sono trattate di rivolte contro l'etnia han..represse in maniera molto blanda dalla polizia per i primi momenti fino all'intervento delle forze speciali.

la polizia cinese "classica' e' poco preparata e ha ordini precisi se si parla di questi eventi..

i reparti speciali antisommossa NON sono dislocati direttamente nei pressi di queste zone (altra cosa che magari in tv non vi raccontano)

 

di fatto la polizia se l'e' data a gambe e i reparti speciali son arrivati quando la situazione era degenerata..specialmente in xinjiang gli han aveva iniziato a contrattaccare ammazzando Hugur...

 

sulla carta tibetani e huguri hanno un sacco di facilitazioni essendo minoranza etnica..ovvio non sto li e non vedo coi miei occhi, ma vi posso garantire che tutto il popolo cinese han pensa sia un problema loro e sta col governo (e il popolo cinese il governo lo sopporta poco, mentre sono molto nazionalisti se si parla di cina intesa come Zhongguo)

Quindi mettiamoci il cuore in pace ch enessun cinese han (il 96%) potra mai considerare una opzione diversa da tibet e xinjiang "cinesi"

Share this post


Link to post
Share on other sites

chiedo scusa per la lingua.

 

ma ecco una serie di canali di youtube dove si possono torvare i vari speciali della tv nazionale militare cinese (CCTV 7) e altre cose interressanti

visto che si parla di argomenti vari (storici e attuali), mi sembra giusto postare il link in una discussione generica.

se per i moderatori pero ci sono soluzioni differenti, fatemi sapere e spostero' tutto.

anche se penso che i link generali potrebbero stare qui e i video "singoli" nella sezione video.

 

 

http://www.youtube.com/user/cctv7military

canale piu storico

 

http://www.youtube.com/user/chinesecivilization#g/p

canale generalista. per le cose militari cercate i video con CCTV-7 nel titolo

vi ho (se funziona) scorporato i video con quella denominazione qui http://www.youtube.com/user/chinesecivilization#g/c/E3C2C7C264E1A513

 

l'utente ha comunque uppato una cosa come 20.000 video quindi il consiglio migliore e' andare nella pagina generica di youtube e scrivere CCTV-7

Edited by nik978

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ecco un commento cinese sul rapporto sullo sviluppo militare redatto dal Dipartimento della Difesa USA.

 

Da Pechino filtra irritazione per alcuni passaggi:

 

It also claimed China was carrying out aggressive cyber espionage. It further pointed out that many of the cases of global cyber intrusion and data theft in 2011 originated within China, and it said the Chinese government is using cyber technology to collect strategic intelligence from the US government and private companies. Beijing expressed its "firm opposition" to the findings of the annual assessment.

Share this post


Link to post
Share on other sites

segnalo un commento italiano al report annuale del DoD sulla Cina source

 

Quindi il messaggio complessivo sembrerebbe essere : la politica di super-potenza cinese non è una minaccia ed è abbastanza compatibile con gli interessi americani; non viola alcun equilibrio e non rappresenta una reale minaccia, ma per favore, cyber-attacchi, spionaggio industriale e sfruttamento di tecnologie importate per altri scopi ... seccano assai ...

 

 

 

Ma dato che da molti altri documenti e segnali la preoccupazione americana per l'equilibrio nel Pacifico traspare chiaramente (‘Sustaining US Global Leadership - Priorities for the 21st Century’, ‘Why Airsea-Battle’, ma anche semplicemente la versione 2011 di questo stesso documento, oltre che dalla ridefinizione globale del posizionamento delle forze americane), è evidente che in questo rapporto si è voluto utilizzare appositamente un approccio particolarmente ‘soft’

Share this post


Link to post
Share on other sites

Chinese PLA Access 80% of “World’s Communications”

 

China has found a backdoor to access 80 percent of the “world’s communications” to include information passed through the internet and sensitive infrastructure databases

...

Huawei Technologies Co. Ltd and ZTE Corporation as the companies the Chinese government and People Liberation Army can use to gain access to this information via commercial networks installed by each Chinese electronic manufacturer.

“The two companies give the Chinese remote electronic “backdoor” access through the equipment they have installed in telecommunications networks in 140 countries. The Chinese companies service 45 of the world’s 50 largest telecom operators,"

 

China: 'Pervasive access' to 80% of telecoms

Share this post


Link to post
Share on other sites

Segnalo un interessante paper che parla della "competizione" tra India e Cina L’India e la Cina: l’evoluzione delle dinamiche bilaterali, regionali e globali

 

Il contenzioso sui confini

La divergenza e la crescente differenza tra le posizioni di Delhi e Pechino è divenuta visibile quando l’India ha rifiutato di menzionare la sovranità della Cina sul Tibet o di appoggiare la linea politica nota come one China policy nella dichiarazione congiunta rilasciata nel 2010, all’indomani della visita di Wen Jiabao a Delhi.

...

da parte indiana, permane a tutt’oggi un forte sospetto sul fatto che la Cina abbia volutamente mantenuto aperta la questione delle frontiere con l’India – mentre tutte le dispute di confine pendenti con gli altri vicini sono state ricomposte – e che Pechino stia guadagnando tempo per poi risolvere tale questione militarmente. Tale sospetto è alimentato dalle relazioni che la Cina intrattiene con il Pakistan, mentre in molti in India sono convinti che Pechino sia interessata a

mantenere l’Unione Indiana impegnata in Asia Meridionale, al fine di impedirle di giocare un ruolo più ampio a livello globale. Inoltre, il rilascio da parte cinese, a partire dal 2008, di visti speciali (stapled visa) ai cittadini dello stato indiano dello Jammu e Kashmir ha spinto l’India a credere che la Cina stia deliberatamente cercando di intervenire nella questionedel Kashmir

...

La minaccia cinese riveste dunque la più ampia considerazione nella pianificazione delle politiche di difesa e di modernizzazione militare dell’India. Diversi specialisti della sicurezza ritengono infatti che l’India debba prepararsi a una guerra su due fronti in futuro, data la sfida, costituita dal legame sino-pakistano, alla preminenza di Delhi in Asia Meridionale.

 

Le relazioni sino-pakistane

Le relazioni della Cina con il Pakistan e, in particolare, la collaborazione fra i due paesi in campo nucleare e missilistico, costituiscono una notevole fonte di preoccupazione per Delhi. La collaborazione sino-pakistana nell’ambito della difesa è infatti cresciuta significativamente in tempi recenti. Inoltre nel 2009, in risposta all’accordo nucleare indo-statunitense, la Cina ha accettato di aiutare il Pakistan a costruire due nuovi reattori nucleari ad uso civile, volti al soddisfacimento del fabbisogno energetico del paese. Un’ulteriore fonte di preoccupazione per l’India è costituita, poi, dal coinvolgimento cinese sia nella costruzione di infrastrutture strategiche quali il porto di Gwadar e l’autostrada del Karakoram – che attraversa il Kashmir occupato dal Pakistan – sia in vari progetti di sviluppo in Gilgit Baltistan – un’area contesa in cui sono presenti membri dell’Esercito di liberazione popolare cinese. Nel Kashmir occupato dal Pakistan, inoltre, la Cina continua a controllare i 5.000 chilometri quadrati di territorio indiano che il Pakistan le ha ceduto nel 1963, come risultato di un accordo sui confini.

...

La Cina, poi, non è affatto entusiasta delle relazioni privilegiate che gli Stati Uniti hanno costruito con Delhi e desidera che questi trattino l’India e il Pakistan

alla pari.

 

La Cina e i vicini dell’India in Asia Meridionale

La Cina ha aumentato in maniera significativa le proprie relazioni con i vicini dell’India in Asia Meridionale, dove ha iniziato a svolgere un ruolo di bilanciamento

strategico dell’influenza indiana, cercando di eliminare il vantaggio geografico di Delhi attraverso la stipula di accordi di difesa e cooperazione economica con gli altri paesi della regione.

...

Al momento Pechino è coinvolta in lavori di sviluppo infrastrutturale in Sri Lanka, come la costruzione del porto di Hambantota, l’edificazione di strade,

etc. Molti analisti indiani ritengono che questo paese possa offrire un punto d’appoggio strategico alla Cina nella regione dell’Oceano Indiano, in cui

la presenza di Pechino è stata storicamente marginale. La Cina ha intensificato i rapporti anche con le Maldive, dove ha di recente aperto una propria

ambasciata. Ciò ha allarmato gli esperti militari della difesa di Delhi, costringendoli a formulare una propria strategia nella regione dell’Oceano Indiano.

 

La competizione sino-indiana per le risorse

L’India e la Cina sono economie in fase ascendente, alla ricerca di fonti energetiche capaci di oliare i loro motori di crescita. Di conseguenza, i due paesi sono

in competizione per l’esercizio della rispettiva influenza sia in Africa, sia in Asia. La Cina non si sente a proprio agio di fronte al crescente impegno dell’India

con le nazioni del Sud-est asiatico. Il fatto che l’India mantenga, poi, stretti legami con la Corea del Sud e con il Giappone, e intensifichi al contempo la cooperazione per la difesa con il Vietnam e la Mongolia, non viene particolarmente apprezzato da Pechino.

Le continue dispute sul Mar Cinese Meridionale, che la Cina rivendica come proprio, mentre gli Stati Uniti sposano la causa della libertà di navigazione – posizione,

questa, appoggiata dall’India – potrebbero essere fonte di conflitto nella regione.

...

Il commercio tra India e Cina ammonta a oltre 60 miliardi di dollari. Entrambi i paesi fanno parte di vari forum multilaterali come l’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (OSC), l’Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud Orientale (ASEAN), i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) e l’Associazione Sud Asiatica per la Cooperazione Regionale (SAARC). Le due potenze, inoltre, hanno espresso posizioni comuni sulla questione del cambiamento climatico e sono contrarie all’uso della forza in Siria, Libia e Iran. Infine, Cina e India stanno collaborando nel Golfo di Aden per risolvere la questione della pirateria e sono a favore di un mondo multipolare. Nonostante tali convergenze, però, la questione irrisolta dei confini e la posizione di Pechino sul Kashmir e sull’Arunachal Pradesh influenzano l’evolversi delle relazioni sino-indiane. India e Cina sono anche in competizione sul terreno delle risorse energetiche e dell’egemonia politica e, in uno scenario in

cui il potere e la capacità di influenza dei due paesi sono in aumento, le tensioni su temi concernenti i rispettivi interessi nazionali, nonché le rispettive ambizioni globali, sembrano destinate a persistere.

 

La spesa militare di India e Cina: una lettura all’internodel contesto regionale e globale

Nel 2011 l’India ha speso per la difesa 44,28 miliardi di dollari americani, vale a dire il 2,7% del suo prodotto interno lordo (PIL), assicurandosi il settimo posto nella classifica mondiale degli stati che più spendono nel settore militare. Nel corso del decennio 2001-2002/2010-2011, le spese militari indiane si sono mantenute, in termini assoluti, in crescita costante.

...

Le spese militari della Cina, che nel 2011 sono arrivate a sfiorare i 130 miliardi di dollari, sono infatti le seconde al mondo per entità, inferiori soltanto a quelle americane. Nel corso dell’ultimo decennio Pechino ha mantenuto costante la percentuale di spesa (2%) del PIL destinata alla difesa, ma in un quadro di forte crescita economica, il valore degli investimenti annuali per la spesa militare in tale lasso di tempo si è di fatto quasi triplicato. La produzione nazionale di armi è

inoltre cresciuta in maniera significativa nel corso del decennio come chiaramente indica la netta riduzione delle somme destinate all’acquisto di armi sul mercato internazionale registrata dal 2007 (si è infatti passati dai 2,91 miliardi di dollari spesi nel 2002 all’1,11 del 2011).

Va messo a questo punto in rilievo il fatto che la Russia è il primo fornitore di armi di entrambi i paesi. Mosca, infatti, nell’ultimo decennio ha venduto a Pechino e a Delhi armi per un valore in dollari alquanto simile (18,09 miliardi alla Cina e 16,93 all’India), mantenendo elevato il grado di dipendenza di entrambi i giganti asiatici nei confronti delle sue produzioni militari.

...

Per quanto attiene al contesto globale, è importante notare che nel corso dell’ultimo decennio soltanto gli stati dell’Europa occidentale hanno in media ridotto le spese per la difesa (-1,3%), mentre tutti gli altri stati le hanno incrementate generalmente in maniera significativa: gli stati latinoamericani del 36,1%; gli stati mediorientali del 48,7%; gli Stati Uniti del 59,7% (nonostante nel 2011 Washington abbia varato una riduzione delle spese militari dell’1,2%, per la prima volta dal 1998); i paesi asiatici del 61,8%; gli stati africani del 65,1%; e infine i paesi dell’Europa dell’Est dell’86,3%.

 

P.S.: questo articolo è stato segnalato anche nel topic "Filippine" che riguarda i rapporti tra la Cina e gli stati che si affacciano sul Mar cinese Meridionale

Share this post


Link to post
Share on other sites

Segnalo un articolo sulla politica commerciale cinese La Cina alla conquista del Mali

 

Penetrazione graduale

Le motivazioni che hanno portato la Cina ad investire nel Mali non sono certo di carattere filantropico. Prima di tutto, bisogna ricordare che il Mali è il terzo produttore d'oro del continente, dietro al Sud Africa e al Ghana. Inoltre, il suo sottosuolo è ricco di giacimenti di uranio e petrolio, risorse che fanno gola al governo asiatico. La Cina ha inoltre puntato all'industria tessile, visto che la produzione di cotone rappresenta una delle più importanti ricchezze del paese.

 

P.S.: questo articolo è stato segnalato anche nel topic "Nuova Guerra Fredda in arrivo?"

Share this post


Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...

×
×
  • Create New...