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Gian Vito

Il micidiale "Bloodhound"

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Bristol-Ferranti “Bloodhound”

Frutto di un progetto del 1949 denominato Red Duster, il Bloodhound fa parte della categoria dei missili “a statoreattore”. L’arma, realizzata dalla Bristol Aeroplane e dalla Ferranti (il sistema di guida), è entrata in servizio in due modelli. E’caratterizzata da una insolita disposizione dei booster che non si trovano dietro il missile (come nei Nike o nei Sa-2) ma attorno, perciò è estremamente compatta. La prima versione divenne operativa nel 1958, dopo un intenso ciclo di prove e numerosi centri “in pieno”contro Meteor e Canberra a quote fino a 15000 metri, ottenendo una SSKP del 66%. Il Bloodhound Mk 1 venne dislocato in postazioni fisse a difesa delle basi dei bombardieri V.

L’Mk 1 è lungo poco meno di 8 metri, compresi i 4 booster Gosling. Pesa al decollo 2040 kg. I booster accelerano a oltre mach 2 il missile e si sganciano dal corpo principale dopo 4 secondi. Ed entrano in azione i due statoreattori Bristol Thor BT 2. La velocità di crociera raggiunge i 2,2 mach e permette l’intercettazione a quote tra i 300 ed i 18-21000 metri. Il raggio d’azione operativo è di 56-64 km. Quello massimo raggiunge i 96 km. Il missile è dotato di guida semiattiva radar a impulsi tramite il radar di acquisizione e di illuminazione Type 83 Yellow River. Il radar opera in banda S a 4 Ghz e passa alla banda X a 10 GHz in fase di illuminazione.

Il difetto principale del sistema è costituito proprio dal radar ad impulsi, facilmente disturbabile con varie tecniche di guerra elettronica e sensibile al “clutter”nelle intercettazioni a bassa quota.

htwqvo.jpg

Consapevole dei difetti del primo modello, la Bristol tentò un netto miglioramento col progetto Blue Envoy che avrebbe dovuto portare ad un missile a lungo raggio, più veloce, con “mid course update” e nuova guida SARH ad onda continua (CW). Per ottenere tutto ciò vennero sviluppati nuovi statoreattori da 18 pollici. Ma nel 1957, ritenendo il traguardo irraggiungibile, Blue Envoy fu cancellato.

Dato che la sostituzione degli Mk 1 era comunque necessaria, la Ferranti decise di sviluppare un nuovo missile , migliorando gli statoreattori : l’Mk 2. In origine avrebbe dovuto comprendere due varianti, la A a guida Command e testata nucleare (poi divenuta il Bloodhound 3) e la B a guida CW, convenzionale. Gli studi iniziarono nel 1957 sulla versione a guida semiattiva CW e portarono alla capacità operativa iniziale (IOC) nel 1964.

L’Mk 2 è più lungo : 8,45 metri compresi i 4 booster Bristol Aerojet Gosling. Pesa 2270 kg. Dopo lo sgancio dei booster, subentrano i due statoreattori Bristol Siddeley BT 3 Thor da 2930-3395 kg/sp ognuno. La velocità di crociera è indicata in 2,7 mach. L’Mk 2 può intercettare bersagli aerei tra 45 e 23000 metri. La portata operativa è di 80 km a bassa quota e 140 km ad alta quota, quella massima teorica è di 185 km, mentre la portata minima a bassa quota è di 11 km. Il sistema può intercettare velivoli a mach 2 ad alta quota. è aviotrasportabile e teoricamente mobile. Le rampe sono ricaricabili in meno di 5 minuti. Il missile ha ricevuto continui aggiornamenti nel corso della lunga carriera.

15n7mo5.jpg

Lo sviluppo di altri modelli non fece molta strada. Il Bloodhound Mk 3 (RO166) era destinato all’intercettazione di bombardieri e missili ICBM. Per ottenere il risultato, avrebbe dovuto montare due nuovi ramjet BS 1009 Thor e nuovi, più potenti, booster. Venne scelta la guida “Command” e una testata nucleare Indigo Hammer da 6,5 kt oppure una Gwen da 0,5-2 kt (quest’ultima si sospetta potesse essere montata anche sui Bloodhound Mk 1 e Mk 2). L’intercettazione degli ICBM nemici (fino a 5 km/sec di velocità) sarebbe avvenuta tra i 9000 ed i 15000 metri di quota. L’idea era di sfruttare l’effetto R1: il flusso neutronico generato da una piccola testata nucleare da 1 kt avrebbe reso inoffensive le testate termonucleari nemiche o ne avrebbe ridotto enormemente la potenza entro un raggio di 720 metri. Si studiarono anche diverse varianti potenziate, come il Progetto 29 con ali più larghe e nuovi statoreattori ed il Progetto 36 da mach 9 bistadio. Ma tutto venne cancellato nel 1960.
Anche il Bloodhound Mk 4, versione mobile per l’esercito, il similare Bloodhound 21 con minori ECCM per esportazione, ed il Bloodhound navale, con nuova cellula, non ebbero fortuna.

Vediamo adesso perchè il Bloodhound è stato uno dei migliori missili terra-aria mai realizzati.

Quando i radar di primo allarme Type 84 o Type 85 Blue Yeoman hanno localizzato i bersagli, passano i dati al controllo batterie (LCP) che calcolano rotta, velocità e quota dei bersagli. I radar di illuminazione (TIR) Ferranti Type 86 Firelight su torri alte 9 metri oppure i Type 87 Scorpion iniziano il tracciamento. Sono sistemi che operano in banda I/J a 10GHz in onda continua (CW). La potenza emessa è molto elevata : si dice che a 200 metri possano “friggere” più di un microonde! Ogni “Bloodhound Flight” (il missile era trattato come se fosse un aereo) è formato da 2-4 sezioni. Ogni sezione, dal Launch Control Post (LCP), controlla 4-8 lanciatori e un illuminatore. Ogni illuminatore controlla 4-8 rampe che ruotano contemporaneamente nella direzione del bersaglio, asservite tramite antenne sul retro del lanciatore.



6i4f9i.jpg

Ogni sezione può lanciare fino a 4 missili contro lo stesso bersaglio, all’interno della zona “senza scampo”. Il controllore al lancio verifica il livello del segnale (signal to noise). Quando il riflesso è sufficientemente forte, avviene l’”aggancio” e i computer danno il segnale di `free to fire'. Un istante dopo viene selezionato e lanciato il primo missile.

L’accelerazione in partenza è elevatissima. Il Bloodhound supera il muro del suono subito dopo aver lasciato la rampa. Dopo 4 secondi i quattro booster Gosling a propellente solido con spinta totale di 45360 kg si sganciano, aprendosi a ventaglio, accelerando l’arma a 2,5 mach: velocità minima di efficienza dei due statoreattori BT 3 Thor a propellente liquido della durata di 80 secondi. Il consumo dei Ramjet è un sesto di quello di un equivalente missile a razzo. Il missile a questo punto pesa solo 1814 kg. Così il rapporto spinta/peso arriva a quasi 4 a 1. Il TCU (Thrust Control Unit) aumenta o riduce il flusso di kerosene fino al raggiungimento della quota e della velocità di crociera di 2,7 mach (Climb/Cruise mode). Diverse fonti indicano, però, una velocità massima di mach 3,6 in fase di attacco. Il missile riceve il riflesso radar del bersaglio ma non vi si dirige contro direttamente: l’antenna ricevente rimane puntata durante il volo ad alta quota finchè, giunto in prossimità del bersaglio, il missile si dirige in picchiata seguendo un sistema di navigazione proporzionale modificata che lo dirige in rotta di collisione. Il centro di controllo di lancio (LCP) può in qualunque momento, analizzando il comportamento del bersaglio, comandare variazioni di rotta. In presenza di ECM si può inserire il missile su una traiettoria differente ed attaccare prima il disturbatore.

9gbin7.jpg

Il bersaglio può tentare una manovra di disimpegno. Sfortunatamente il Bloodhound non manovra come un missile standard. La configurazione è Canard. Le ali anteriori di 2,8 metri di apertura e 2,27 metri quadrati si muovono nello stesso senso o in senso inverso (Twist and Steer). Ed il missile vira piegandosi come un aereo, cosa che assicura una minor perdita di velocità. Inoltre possiede intatta tutta l’energia: gli statoreattori sono ancora in funzione (l’Hercules dopo 30 secondi procede per inerzia, perdendo progressivamente velocità e capacità di manovra). In caso di manovre violente il TCU interrompe l’afflusso di combustibile per evitare problemi di compressione o flame-out negli statoreattori (cosa che capitava nell’Mk 1). Manovre di lock-break nel caso di guida CW sono controindicate: l’illuminatore non è un pulse-doppler. Se vi sono diversi bersagli in formazione stretta il Bloodhound attacca quello previsto.

Oppure si può tentare il disturbo radar. Ma il “Dog” è realizzato per operare in ambiente elettronicamente saturo . E’ insensibile al Chaff. Un’antenna ausiliaria nei radar Scorpion di illuminazione (uguale a quella ricevente nel missile) è utilizzata per determinare cosa sta osservando il ricevitore nel missile. Denominata "Jamming Assessment aerial" (antenna di valutazione disturbo), è utilizzata per comparazione in presenza di ECM. Inoltre gli Scorpion hanno un raggio elevato di “Burn-through”. Ma se il disturbo è particolarmente potente? Non basta, è necessario che sia pure sofisticato, perché il Bloodhound è dotato di guida ausiliaria “Home-on-Jam”.

La precisione aumenta in fase di avvicinamento finchè la spoletta di prossimità attiva la testata “continuous rod” di 320 kg (rispetto ai 250 dell’Mk 1) che si espande fino a un diametro di 36 metri, disintegrando il bersaglio. L’SSKP stimata varia tra il 40 ed il 65%.

Il Bloodhound, prodotto in circa 800 esemplari, rimase in servizio fino al 1991 nel Regno Unito e fino al 1999 in Svizzera (come BL 64). Conobbe un certo successo di esportazione (era offerto come “caccia senza pilota a decollo verticale”!) visto che, oltre alla Svizzera, venne esportato in Svezia (come RB 65 e RB 68), in Australia e a Singapore. La prevista vendita ad Israele e a molti altri paesi venne impedita dagli…Stati Uniti ! E per due motivi: le ottime prestazioni dell’arma, paragonabili o superiori a quelle degli Hawk e degli Hercules ed i contenuti tecnologici (Ramjet) di proprietà americana: una certa somiglianza col Bomarc non era casuale. Il prezzo dei Bloodhound, infine, non era concorrenziale, visto che i Nike Hercules venivano praticamente “regalati”ai paesi Nato !

Ed ora un bel modellino…

mm74eg.jpg Edited by Gian Vito

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Ecco altre immagini del missile e di uno statoreattore Thor.

 

5o9oqu.jpg

 

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11m709y.jpg

Edited by gianvito

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Davvero molto interessante! ;) ;) non conoscevo tutti questi particolari sul ''blood'' :) :)

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Mi ero già interessato al soggetto, il più sconosciuto della sua classe di missili, molto più famosi rimangono i Nike e i Guideline, eppure risulta, ad un' analisi approfondita, forse migliore di entrambi.

Inoltre ha una linea molto "cold war" che lo rende affascinante.

 

Gianvito sai qualcosa di più riguardo all'impiego in Svizzera?

Oppure chissà se qualcuno dei nostri utenti elvetici ha qualche chicca...

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In rete si può trovare qualcosa, ma occorre una ricerca approfondita. A questo indirizzo, verso la fine, si possono vedere due filmati tratti da Youtube (in tedesco) che riguardano proprio l'impiego del missile in Svizzera, e si può leggere qualche dato.

 

http://forum.keypublishing.co.uk/showthread.php?t=76842

Edited by gianvito

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Oramai aggiungere i complimeti ai bellissimi resoconti forniti dal nostro Gianvito, può semprare "ripetitivo", ma anche questa volta non posso esimermi dal ringraziare pubblicamente il nostro esperto in armamenti! ;)

Edited by Blue Sky

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Gianvito sai qualcosa di più riguardo all'impiego in Svizzera?

Oppure chissà se qualcuno dei nostri utenti elvetici ha qualche chicca...

 

Purtroppo non posso aiutarti, io appartenevo alle truppe del genio- meccanico di truppa e conosco poco le forze di difesa aerea.

 

Ti segnalo il sito ufficiale delle forze aeree con la storia del Bloodhound in CH:

 

Bloodhound

 

Un breve articolo che parla del "futuro" senza Bloodhound:

 

Avec l'abandon du Bloodhound, la DCA suisse entre en avance dans le siècle prochain

 

Alcuni link con un pò di foto:

 

www.goatworks.com

 

www.stefangruenig.ch

 

www.pbase.com

 

Le foto aeree delle basi di lancio:

 

www.c-turbines.ch

 

Se ti capita di venire in CH puoi visitare un ex base trasformata in museo dedicato ai "Bloodhound":

 

La vecchia posizione Bloodhound di Zugo, sul Gubel sopra Menzingen è accessibile al pubblico. Le persone interessate possono rivolgersi alla Militärhistorische Stiftung del Cantone di Zugo, Dr. Bernhard Stadlin, Widenstrasse 16, 6317 Oberwil bei Zug, n° tf 041 710 20 62.

 

 

Mi associo ai complimenti per il post di Gianvito :adorazione:

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domanda: ha mai avuto impiego operativo?

 

EDIT: e ovviamente un bravo! a gianvito...

Edited by pandur

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Durante la ricerca dei dati ho trovato un solo episodio...Mancato (per fortuna!). Un Boeing 707 di linea aveva spento il transponder ed aveva invertito la rotta, picchiando per perdere quota velocemente. Venne rilevato come un bersaglio non identificato in avvicinamento a media quota a quasi mach 1. L'episodio si è verificato a Cipro, dove erano stati dislocati i Bloodhound. A soli 10 secondi dal lancio, la riattivazione del transponder ha evitato il peggio. Volevo farvi un copia e incolla, ma non si può. Ecco il sito dove trovare il testo:

 

http://www.bloodhoundmkii.org.uk/112s_FH.htm

Edited by gianvito

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Guest iscandar

Usare i cari e vecchi CTRL+C e CTRL+V no!?!?!?

The most exciting episode was during June 1971 when we were called out at dawn to provide air defence cover as it was anticipated that the Arab/Israeli confrontation could spread to other areas. Apparently an intercept of an Arab radio message suggested that they were up to no good and were going to try to involve other states in the ongoing conflict. I got Ginge (LCP operator), Barney (telephonist) and myself from Episkopi to the Parimali site 5 miles away within 10 minutes of the call out (if you’ve ever driven ‘Happy Valley’ you would know that this was some feat). We had communications up and running and the T87/LCP/missiles run up and serviceable within the next 10 minutes. A few minutes later the EC arrived at a run as Barney, in the telephone exchange, had informed him that we were operational. He was somewhat surprised as he expected the Squadron to take an hour to be manned.

 

Shortly the EC was informed of an unidentified aircraft that was approaching at speed. The radar was directed to illuminate/track the target and the missile was locked on. The engagement controller was within ten seconds of Bloodhound launch when it was finally identified as a civil aircraft escaping from Egyptian airspace. The EC was not amused since he would have been the first (and presumably the last) to launch a Bloodhound in anger.

 

The story emerged later that the civil aircraft (Boeing 707) was on a scheduled flight to Egypt when the trouble blew up. The Egyptian controller had informed the pilot that as a state of war now existed any aircraft entering Egyptian airspace was considered a potential enemy and would be shot down. Naturally this message somewhat unnerved the pilot and he decided to seek the protection of the nearest friendly airspace, Cyprus. As the aircraft was flying at 36,000 feet and therefore rather vulnerable to a SAM2 the pilot switched off his SSR, turned though 180° and put the aircraft into a shallow dive to gain speed. This was now the unidentified aircraft that was approaching at just below Mach 1 heading straight for RAF Akrotiri, hence the concern. The pilot had underestimated his rate of approach to Cyprus airspace and only switched on the SSR, so the aircraft could be positively identified, at the last minute when prompted by frantic calls from the ground controller.

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Un bel disegno del Bloodhound, apparso come inserto su una rivista degli anni’60. Notare che la velocità massima è indicata in 4200 km/h (mach 4), un dato che appare in molte pubblicazioni del periodo.

 

e0rd1.jpg

 

2wm4awz.jpg

 

15fgmbs.jpg

 

2wdon53.jpg

 

 

P.S.: ho provato CTRL+C ecc…Non succede niente…Sigh!

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trovato quanche altro bel sito sui Bloodhound svizzeri. Molte informazioni, ovviamente :pianto: quasi tutte in tedesco:

 

Torny-le-Grand

 

http://www.bunker.bondt.info/anlagen/torny/index.html

 

 

 

Bettwil

 

http://www.bunker.bondt.info/anlagen/bettwil/index.html

 

 

 

Emmen

 

http://www.bunker.bondt.info/anlagen/emmen/index.html

 

 

 

Laupersdorf

 

http://www.bunker.bondt.info/anlagen...orf/index.html

 

 

 

Schmidrüti

 

http://www.bunker.bondt.info/anlagen...eti/index.html

 

 

 

Menzingen

 

http://de.wikipedia.org/wiki/MHSZ (german only)

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Si è detto che la proporzione di "kill" eera 40-60%. Si saqualcosa sui possibili motivi di "fallimento"? Manovre evasive o riuscite contromisure elettroniche?

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Si è detto che la proporzione di "kill" eera 40-60%. Si saqualcosa sui possibili motivi di "fallimento"? Manovre evasive o riuscite contromisure elettroniche?

 

 

In effetti, durante le esercitazioni, la percentuale di bersagli colpiti era ben superiore. In un link, fornito da Motogio, (vedi sopra) si trova il seguente periodo:

 

"Il BL-64: un sistema sperimentato

14 dei 17 ordigni teleguidati tirati a Aberporth hanno pienamente raggiunto il loro obiettivo. In occasione delle grandi manovre d’aviazione e di DCA del 1972, si registra un’affidabilità tecnica pari al 99%. Su 115 aerei combattuti, sono 117 i colpiti simulati. I 18 bersagli mancati sono da imputare alle distanze di volo troppo brevi degli aerei – bersagli, dovute alla vicinanza con la frontiera." (c'è un errore, non è 115 ma 135)

 

Come si può vedere, sono valori eccellenti. Ma, come nel caso dell'Aspide/Spada 2000, è facile ottenere valori simili in esercitazione...

In guerra tutto può andare storto. Così una valutazione "prudente" tra il 40 ed il 65% di colpi a segno anche in caso di manovre evasive, ECM, attacchi di saturazione, ecc.ecc. , rende bene l'idea di quanto potente fosse il Bloodhound a quel tempo.

Le stime più realistiche a proposito delle armi equivalenti del periodo erano numericamente di gran lunga inferiori, con la possibile eccezione del sistema Hawk.

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Ulteriori, più precise, informazioni sul Bloodhound.

 

L’Mk 1 aveva 4 booster Gosling 3 con 204 kg di propellente ognuno. Raggiunti 1,8 Mach si sganciavano. I due statoreattori Boeing-Bristol Thor 100 fornivano 2041 kg/sp ognuno.

L’Mk 2 utilizzava i booster Gosling 4, più lunghi e larghi, con 250 kg di propellente ognuno. Raggiunti 2,2 Mach si sganciavano. Gli statoreattori erano gli NGTE Thor 200.

Nell’Mk 1 i motori restavano in funzione per 45 km a Mach 2,2. L’Mk 2 aveva il 25% in più di combustibile e il “climb/cruise mode“ consentiva un volo propulso di 161 km a Mach 2,7. Ma i motori potevano variare a volontà la spinta e, combustibile permettendo, la punta massima di velocità raggiungeva i 3,65 Mach.

 

L’elettronica di bordo dell’Mk 2 era quasi tutta a transistor (nell’Mk1 era a valvole). Il sensore di bordo era più grande e in grado di riacquisire il bersaglio in caso di break-lock. Era possibile l’attacco terminale anche in salita. I dati sulla testata differiscono da quelli che ho riportato nell’articolo (che non mi convincevano). L’Mk 1 era dotato di una testata a frammentazione di 91 kg con spoletta radar CW di prossimità. L’Mk 2 invece aveva una “Continuous Rod” di 179 kg complessivi, 35 di HE (alto esplosivo) contornati da 365 barre d’acciaio, innescata da spoletta radar ad impulsi con migliori ECCM. Il cerchio si espandeva fino a 56 metri di diametro, altre fonti parlano di 74 metri. Tutte e due le varianti potevano montare testate nucleari: la Mk1 non le ha mai montate, la Mk2 forse. In esercitazione l’Mk 1 aveva un SSKP del 25% contro il 50-75% dell’Mk 2.

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Sul sito del Dipartimento della difesa svizzero c'è un articolo sul BL 64 ("Bloodhound") anche in italiano.

 

www.vbs.ch

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tutto molto chiaro e dettagliato, ma non mi è chiaro cosa sia l'effetto R1. :helpsmile:

cit.

"L’idea era di sfruttare l’effetto R1: il flusso neutronico generato da una piccola testata nucleare da 1 kt avrebbe reso inoffensive le testate termonucleari nemiche o ne avrebbe ridotto enormemente la potenza entro un raggio di 720 metri. "

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E’ semplice. Le testate nucleari sono potentissime ma i loro effetti principali (termico e meccanico) dipendono fortemente dalla quota di scoppio (lo stesso vale per gli esplosivi tradizionali, ma in misura inferiore). A quote elevate l’effetto meccanico è minore (nello spazio è nullo già a breve distanza), inizia a mancare infatti il “mezzo” (l’aria) in grado di propagare l’onda d’urto e le testate nucleari previste per il Bloodhound erano di pochi KT.

 

Il lampo termico invece è ancora più forte, per lo stesso motivo ma…I veicoli di rientro dei missili intercontinentali sono progettati per affrontare temperature di migliaia di gradi e gli sforzi notevoli del rientro nell’atmosfera. Sono quindi molto difficili da abbattere ed il raggio utile di scoppio cala così in modo notevole.

 

L’effetto radioattivo è differente. Al diminuire della potenza si riduce in modo molto limitato, con un raggio d’azione di centinaia di metri. Tipico è il caso della cosiddetta “bomba N”. Così il forte flusso neutronico è in grado di attraversare la testata in arrivo disattivando la spoletta e danneggiando i circuiti, provocando uno scoppio prematuro, incompleto o rendendo del tutto inoffensivo l’ordigno. I modelli più recenti di testate sono, comunque, più resistenti.

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quindi anche il Genie aveva un funzionamento analogo?

 

L'F-106 lanciava il missile: questo scoppiava in mezzo a una formazione di bombardieri ad alta quota. La letalità dell'arma non era nei suoi effetti meccanici e/o termici bensì causata dalle radiazioni emesse che mandavano in tilt le apparecchiature dei bombardieri. Giusto?

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Si e no. Nel caso del Genie gli obbiettivi erano bombardieri e non testate di missili intercontinentali (molto più resistenti). Lo scoppio avrebbe distrutto intere formazioni di velivoli entro un raggio notevole. Anche nel caso che qualche bombardiere fosse sopravvissuto, l'impulso elettromagnetico (EMP) ed il flusso gamma e neutronico avrebbero disattivato tutti i sistemi elettronici, quindi anche quelli delle testate nucleari trasportate.

 

http://www.aereimilitari.org/forum/topic/11932-air-2-genie/

Edited by Gian Vito

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Grazie mille Gian Vito...... e scusami se rompo le scatole, ma...... vista la concezione estrema del Bloodhound viene facile porsi domande che per altri sistemi di difesa aerea neanche prendo in considerazione....... più o meno si conosce il rapporto tra le batterie armate con le versioni convenzionali e quelle armate con le versioni nucleari?

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