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mo-mo

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  1. www.rega.ch Conferenza stampa, oggi, per presentare l'attività durante lo scorso anno. I soci sostenitori sono 3,376 milioni con un aumento di 93'000 rispetto al 2015. Le loro quote consentono di coprire circa il 60% dei costi globali. Gli interventi sono stati poco più di 15'000.
  2. Sito della manifestazione aggiornato con informazioni date ieri dal presidente del Comitato d'organizzazione Jean-Yves Bonvin. Saranno presenti oltre 100 aeromobili, la Patrouille suisse, le Frecce Tricolori, il Breitling Team (civile), il Superconstellation, il DC-3 al termine del suo "giro del mondo", aerei militari del passato e del presente...
  3. Pilatus ha comunicato ieri che, durante il 2016, ha costruito e fornito 91 aerei PC-12 NG, il 30% in più dell'anno precedente. Verso la metà dell'anno in corso vi sarà la consegna del 1500° esemplare di questo modello.
  4. Interessante il documento pubblicato sopra circa un'interrogazione parlamentare che riguarda i mezzi dell' AdA francese. Per un serio commento occorrerebbe un confronto con altre forze aeree da parte di addetti ai lavori. Azzardo però un paio di considerazioni. Innanzitutto la flotta di "aerei da combattimento" è basata ancora in gran parte sulle ultime versioni ("2000") di aerei concepiti negli anni 50... Eccellenti aerei i Mirages però per la "grandeur" francese mi pare una flotta un poco "rétro". Il numero di "Rafale" sembra ancora limitato se si pensa che, ai tempi dell'ormai lontana valutazione svizzera, si parlava di quasi 300 apparecchi! Ovviamente le finanze piangono... Mi pare poi che il grado di disponibilità non sia eccelso. Sarebbe interessante avere qualche dato di altri Paesi.
  5. In futuro velivoli monomotore a turboelica potranno essere usati a livello commerciale per il trasporto di passeggeri anche nell' UE. La decisione è stata presa con soddisfazione da Pilatus che spera così di vendere 5 o 10 aerei PC-12 in più all'anno. Finora la restrizione non riguardava gli USA, Canada, Australia e Sud Africa, Paesi con i quali il costruttore della Svizzera centrale fa i maggiori affari
  6. ... a proposito del PC-24 citato sopra: ieri il terzo prototipo (P03), in pratica la versione definitiva che dà l'avvio alla costruzione in serie, ha fatto la prima comparsa sulla pista dell'aeroporto di Buochs per test dei motori. Immatricolazione: HB-VSA. Il nuovo modello di aereo, definito ufficialmente dal costruttore "Super Versatile Jet" (SVJ)dovrebbe essere certificato nel terzo trimestre di quest'anno. Poi, in autunno, consegna al primo cliente che è la compagnia USA "PlaneSense".
  7. Il Dipartimento della difesa ha presentato stamattina il "Messaggio sull' Esercito 2017" che prevede crediti di impegno per oltre 2 miliardi di CHF. Di questi 450 milioni sono previsti per prolungare fino al 2030 la durata di uso degli aerei F-18 "Hornet" (6000 ore). Il Governo precisa inoltre che "per prolungare l'efficacia operativa verranno acquistati successivamente missili a guida radar".
  8. Rischio di passare per un moralista (... magari da strapazzo) ma non mi costa poi niente essere d'accordo con uno Stato, in questo caso l'Austria, che si ritiene ingannato e danneggiato da un Ente industrial-commerciale targato (più o meno) UE. Detto questo vorrei citare un' incredibile (per certi versi) affermazione di una decina di anni fa del rappresentante di SAAB in Svizzera. L' avevo pubblicata, forse, anche su questo forum. Il buon suddito di re Carlo Gustavo XVI aveva detto e scritto, non so se incautamente o provocatoriamente che, in questo mondo, senza i corruttori, senza i corrotti (che insieme fanno la corruzione) di commercio, di affari riguardanti prodotti "militari" non se ne fanno... In base a questa teoria un giornalista svizzero aveva chiesto al ceo di Pilatus se, per il mega affare dei PC-7 con l' India (uno dei più corrotti Paesi de mondo), non ci sia stata qualche "regalìa"... Risposta (cito): "...abbiamo trovato le persone giuste"!... Abbiamo capito. Per tornare in argomento "Typhoon": Secondo i competenti forumisti di questo forum, la produzione dell'aereo in questione arriverà al 2023..., oppure è solo un auspicio (pubblicato a più riprese su giornali/riviste CH) del nuovo ente produttore?... Grazie.
  9. Eh sì, capita anche altrove che siano di progettazione nazionale... Vabbè, non doveva capitare, è andata bene. Si vedrà cosa dirà la giustizia militare. Potrebbe anche darsi che le indicazioni date da organizzatori del Mondiale e dalla SRF (Schweizer Radio und Fernsehen) non siano state corrette. In ogni caso quello che dicono gli addetti (piloti d'aviazione) è l' obiettiva incompatibilità fra show aerei del genere e riprese TV spettacolari come quelle previste. Dovrebbe esserci una scelta: o uno o l'altro. Certamente l'ambiente montano svizzero è un "atout" molto spettacolare soprattutto da un punto di vista propagandistico. Le altre pattuglie acrobatiche si esibiscono, di solito, in ambienti "meno difficoltosi", anche la PAN, pattuglia di un Paese dove le montagne non mancano certamente, né a nord, né al centro del Paese, né al sud.
  10. In Austria, in relazione allo "Skandal" della frode e della corruzione relativi all'acquisto di 15 Typhoon per l' Esercito federale, si parla oggi di "Arglistige Täuschung", cioè di ... "malizioso inganno". A parte l'eleganza dei termini, il Governo austriaco, per mezzo del Ministero della Difesa, denuncerà il Gruppo Airbus. Per lo Stato il danno viene valutato in oltre un miliardo di Euro. I dettagli sono contenuti in un comunicato (anche in inglese) del Ministero della Difesa austriaco. Non sono stato in grado di riprodurlo qui, magari qualche bravo forumista lo trova. Di questo argomento si era parlato, in questo forum, vari anni fa. Ricordo che l'acquisto riguardava 15 Typhoon T1 (già in servizio o destinati alla Luftwaffe tedesca), acquisto fatto su pressioni governative della Germania. Le preferenze dei militari austriaci erano invece per l' Hornet, in via subordinata per il Gripen. Il "Typhoon" presenta, per il modesto budget della difesa austriaco, spese esagerate e la liquidazione della flotta è auspicata un po' da tutti. In relazione all' "affaire" austriaco è probabile anche la Procura generale della Confederazione svizzera inviti il Dipartimento della Difesa a rifiutare eventuali offerte di Airbus per il prossimo acquisto di aerei da combattimento. Vedremo...!
  11. Sul giornale economico "Handelsblatt" di oggi intervista al presidente di Pilatus Oskar Schwenk... Risultati finanziari della gestione 2016 definiti "discreti", migliori in ogni caso delle previsioni Nuovi posti di lavoro previsti in CH Incremento della presenza negli USA (Colorado): i dipendenti passeranno da 75 a 200 Consegna primo esemplare di PC-24 in novembre prossimo a un cliente statunitense Durante il 2018 ripresa dell'accettazione di ordini per il nuovo bireattore Decisa smentita dell'entrata in Borsa di Pilatus
  12. La notizia, di agenzia, è apparsa su quasi tutti gli organi di stampa svizzeri. Il sito citato sopra, "avia news", appartiene al quotidiano romando "24 heures" ed è curato da "Pascal", solitamente ben informato, professionista in aviazione e, quindi, non giornalista generico. Mi pare però che, in questa occasione, sia andato troppo oltre la modesta informazione odierna. I costi citati mi appaiono abbastanza fantasiosi. Piuttosto, visto che gli acquisti di 50-55 apparecchi dovranno essere fatti in varie tranches, ci si può chiedere quale aereo sarà ancora in produzione... dopo il 2030. In ogni caso il Dipartimento della Difesa dovrebbe dare le prime informazioni in primavera prossima con una prima richiesta di credito (per la preparazione dell'acquisto). Le procedure potrebbero essere abbastanza diverse di quelle del 2008. Appare per es. improbabile una nuova valutazione basata su lunghi e costosi test come la precedente. La scelta definitiva del modello dovrebbe essere molto più veloce. Il tutto dovrebbe essere possibile in quanto per evitare gli errori del passato vi è, vi sarà un coinvolgimento di vari attori: ... dell'aviazione, della politica, dell'economia, della finanza.
  13. Una notizia non clamorosa, per ora, sulla stampa svizzera: si legge che, stamane, Dassault ha comunicato l'apertura a Berna di una rappresentanza ("bureau de liaison") in relazione alla futura scelta (bis) di un aereo da combattimento per i prossimi... decenni! L'attuale "Rafale" è abbastanza diverso da quello (vincitore nei test) del 2008. Il problema tecnico svolge un ruolo relativamente secondario, l'aspetto finanziario, problematico in un'ottica svizzera, potrebbe essere meno gravoso per il fatto del "crollo" del valore dell' EUR rispetto al Franco svizzero (- 30%). Ci sarà (tanto) tempo per riparlarne.
  14. Apprezzo i due ultimi interventi che tralasciano gli aspetti eminentemente tecnici o tecnico-bellici dell'aereo in questione o della categoria di apparecchi come il Typhoon. Nel primo intervento si parla di Germania: beh... è anche questione di età, io sono del 46 e sono più sensibile a certe cose... La Germania mi piace, come Paese, come appassionato di politica, come nazione che ha avuto (obbligatoriamente) una svolta "pacifista". E' vero che armi made in Germany hanno un apprezzamento internazionale non da poco: siano esse carri Leopard di Krauss Maffei, siano cannoni o missili, oppure fregate o sottomarini. Gli eventuali acquisti militari in Germania sono dovuti alla qualità dei prodotti proposti, alla serietà del Paese, certamente non alla "simpatia" per il Paese d'oltre Reno. Poi, la Germania, gli Stati tedeschi, sono da sempre il primo partner commerciale e finanziario della CH. Lo sarà anche i futuro. Sulla lista dei potenziali acquirenti dell' Efa: io ho riportato una lista pubblicata, senza commenti, su un paio di riviste svizzere. Non sono fantasiose certamente ma, effettivamente, con un futuro fantascientifico... Speculare su possibili vendite / regali alla Bulgaria mi appare di cattivo gusto. Come fa il più povero Paese d'Europa a gestire aerei che costano da 35 a 40mila EUR o dollari all' ora?... Siamo seri, lo spero certamente... L' Efa è stata un'operazione congiunta di quattro Stati europei, legittima. La Svizzera, una decina di anni fa ormai, chiedeva un "Kampflugzeug / aereo da combattimento"... E' stato proposto una sorta di "cantiere" aeronautico, il consorzio con sede a Monaco si è accordo del "vento contrario" nella Confederazione e voleva ritirarsi dalla nota competizione. Non è poi stato il caso ma tutto è finito in niente.
  15. Una risposta a Zander circa l' "Ente costruttore". Mi spiego con qualche esempio: se si compera "Rafale" si sa che è un prodotto francese, che è costruito da Dassault e che l'autorità politica dell' Esagono (Presidenza della Repubblica e Ministero della Difesa) può intervenire pesantemente (ed efficacemente) nelle operazioni pre e post vendita. Se di acquista il Gripen si sa che è un apparecchio svedese, di SAAB e che il governo del regno può intervenire nel contratto. Se il prodotto militare è made in USA lo si sa chiaramente perché occorrono ben precise premesse politiche per ottenerlo, in ogni caso si sa chiaramente se è, per es., Boeing o Northrop... In un Paese come il mio occorre chiarezza, anche tutto quanto è "militare" fa parte di normali discussioni, l'opinione pubblica è sensibile alle spese. Chi costruisce il Typhoon?... Per il Governo svizzero, durante la valutazione degli anni scorsi, era il consorzio EADS/Cassidian, il prodotto era ufficialmente "germanico" ("tedesco" come si usa dire in Italia), ora ho letto che il produttore è "Airbus Air Defence & Space", montaggio finale a Manching, in Baviera, da Airbus Deutschland GmbH. La Germania poi, per motivi che mi sembrano ovvi, non è il Paese ideale per propagandare merci per uso bellico. Non credo proprio che vendere Typhoons sia mai stata una preoccupazione della signora Merkel o di suoi ministri... Costruire un aereo costoso da parte di quattro Paesi è stata una scelta ambiziosa. Pretendere di vendere il prodotto quadrinazionale a Stati extra non era scontato. Si può definire un "successo" l'operazione?... Vabbè. tutte cose già dette e stradette negli anni scorsi anche in questo forum. Saluti a tutti!
  16. "Schweizer Thyphoon"?... Su due riviste (mensili) aeronautiche svizzere di questo inizio 2017 si parla, con articoli di una certa consistenza, dell' Eurofighter. Le pubblicazioni sono "Cockpit" e "Skynews". Il tono degli articoli è serioso, moderato, non entusiastico, in un certo senso è una risposta a titoli di giornali dell' autunno scorso: "Eurofighter vor dem Aus?"/ Efa verso la fine? oppure: "Eurofighter droht vorzeitiges Produktionende" / Efa minacciato da fine anticipata della produzione". Il tutto è basato, ovviamente, da informazioni provenienti dalla Germania e dal pilota svizzero Geri Krähenbühl che da anni, come dipendente di Airbus D&S Deutschland, esegue test e collauda a Manching (Baviera) i Tifoni. Quello che innanzitutto si dice agli svizzeri è che gli attuali Typhoons non sono più quelli della stranota valutazione di anni fa. In caso di scelta svizzera, con consegne dal 2019, la versione prevista sarebbe stata inserita nella cosiddetta T3. L' ente costruttore (per noi svizzeri mancano sempre punti di riferimento precisi) afferma che la produzione dei Tifoni è prevista fino, almeno, al 2023. Un po' presto per la CH che prevede le prime consegne nel 2025 e poi, per completare la flotta di almeno 55 nuovi apparecchi, ben oltre il 2030. Quindi, come diceva già oltre un anno fa il ministro Maurer, il Typhoon per la CH appare decisamente "aus". Riferisco però di interessi o trattative in corso: BAe System con Arabia Saudita per altri 48 apparecchi BAe System con Belgio per 24 aerei BAe System con Finlandia per 48 apparecchi Leonardo con Bulgaria per 8 aerei BAe System con Malaysia per 18 aerei BAe System con Bahrein per 12 aerei BAe System e Governo UK con Qatar per 24 aerei Airbus con Indonesia per 12 aerei Airbus con Colombia per 15 aerei Per l' India si spera sempre in una fornitura di 90 esemplari facendo notare che l'Efa è decisamente superiore alla concorrenza nei decolli dalle basi indiani in altitudine. Argomento di future campagne di propaganda anche in Paesi quali... la Polonia (64 aerei), Perù (18), Vietnam (...più di 100!!!). Ho riferito quello che ho letto, trattative previste o in corso nell'autunno scorso. Le realtà politico-finanziarie sono di ben altra consistenza. Gli auspici, però, non sono certamente proibiti.
  17. Ma si, dai, ... ognuno dice la sua e crede in quel che dice. Qui si è andato ben oltre l'argomento con affermazioni, secondo me, se non di cattivo gusto almeno curiose. Argomento il Typhoon?...Ok, se ne è parlato per paginate intere, per mesi e per anni non solo in questo ma anche in altri forum italiani. L'aereo non è certamente una "baracca", sarebbe veramente grave dopo quel che gli Stati direttamente interessati hanno speso per la sua progettazione e sviluppo. L'aereo è stato concepito e sviluppato in tempi di guerra fredda, di contrapposizioni ideologiche fra ovest ed est europeo. Un po' "vecchietto" lo è. Indubbiamente la sua valutazione complessiva (abbastanza positiva) nel Regno Unito e in Italia è abbastanza diversa in Germania e in Austria. Il giudizio nell'area tedescofona ha, ovviamente, un impatto determinante in Svizzera. Mi verrebbe da dire... e chi se ne frega. E così sia. I problemi importanti, di questi tempi, sono ben altri. D'accordo?... Spero di sì. Alla prossima!
  18. Alcune settimane fa, come è sempre stato fatto da quando esiste il WEF, è stata pubblicata una "zona di esclusione" riguardante il traffico aereo su una buona parte del Canton Grigioni. Il rispetto di tale zona spetta unicamente alle Forze aeree svizzere. Ci sono stati problemi nel passato?... Gravi sicuramente no, qualche pilota disattento durante un volo di turismo certamente, provocatori..., con pseudo-informazioni sulla nota stampa scandalistica svizzera magari. Non è stato per fortuna necessario arrivare a misure estreme previste dal Dipartimento della difesa. Ora, l'articolo pubblicato in vari siti italiani per la terza volta insisto con il dire che è "sbagliato" e, almeno per la sensibilità di noi svizzeri, "provocatorio". Non ho certamente voglia di andare a verificare la fonte di questa pubblicazione. Sarebbe tempo perso. Austria e Italia sono stati avvisati, come sempre, del regolare WEF di Davos e dell'importanza delle delegazioni/personalità presenti. Si stanno quindi occupando con particolare impegno della sorveglianza delle regioni confinanti con i Grigioni: Vorarlberg, Tirolo, province di Sondrio, Bolzano, Trento o poco più. Non difendono quindi direttamente il WEF come risulterebbe dai titoli degli articoli (... anzi, dai comunicati propagandistici come può sembrare). Non casca il mondo in ogni caso. Piuttosto, il WEF non c'entra, in discussione è semmai l'esistenza stessa della difesa dello spazio aereo austriaco da parte di proprie forze. In questo forum avevo tentato di avviare una discussione sull'argomento anni fa... con scarsa fortuna. Se ho qualche nuova informazione da Vienna la riproporrò. Grazie per l'attenzione.
  19. Ok, quello che è scritto sopra è corretto, da sempre è stato così per il WEF davosiano. La protezione diretta da parte di Stati esteri non è, ovviamente, concessa né tanto meno richiesta. La Svizzera si arrangia piuttosto bene spendendo 9 milioni di CHF proteggendo un mega meeting di livello mondiale di totale organizzazione privata e non lodato da tutti. Non si tratta di collaborazione ma di normali stato di allerta da parte degli Stati confinanti... Ovviamente l'Austria e l' Italia, i questo caso, lo sono più di altri, i comandanti delle loro aviazioni militari sono in visita, in questi giorni, in CH. Niente di eccezionale. Resta il fatto che il comunicato è non solo impreciso ma falso, è il medesimo dello scorso anno e di due anni fa. L' Austria, con i suoi Efa, protegge, al massimo, sé stessa.
  20. A noi svizzeri non risulta che il WEF di Davos sia sorvegliato dagli aerei della "Alpenrepublik", ci risulta piuttosto che l' Esercito d'oltre confine manchi di parecchie cose: soldi, personale, armi adeguate, ecc. Non lo diciamo noi, lo dicono loro a Vienna.
  21. Davos, fino a nuovo avviso, è ancora in Svizzera. L' Austria non c'entra un bel niente. Quel comunicato, chissà perché, è riproposto per la terza volta. Che mondo incomprensibile...
  22. L'amico Jastreb non è la prima volta che solleva il "problema", legittimo per carità, ma la sua insistenza a me sembra abbastanza curiosa e un poco ingenua. Il possesso di Forze armate è una normale realtà degli Stati, l'entità e la qualità di armamenti pure. Può anche darsi che i cittadini richiedano qualcosa di più pressante, di più utile per la vita di ogni giorno rispetto a costosissimi oggetti da più di 100 milioni al pezzo...
  23. Ho già scritto sull'argomento due o tre anni fa, magari anche in questo forum... oppure in un altro. Mah, in ogni caso il riferimento, che aveva suscitato un misto di sorpresa e di perplessità, era una notizia estrapolata da un documento più o meno confidenziale del Dipartimento della difesa svizzero, risultato dei regolari incontri fra i capi delle Forze aeree dei Paesi europei. Sul lungo termine si valutava, più o meno, in 3/4 degli Stati del continente che non potranno permettersi o che rinunceranno perché spese non ritenute prioritarie, l'acquisto e la gestione di "aerei da combattimento". Se ritrovo la lista pubblicata due o tre anni fa la scrivo... Occorre considerare anche che vi sono Paesi che devono accontentarsi unicamente di aerei in leasing, Ungheria e Rep. ceca in realtà si limitano a "gestire" una miniflotta di aerei di proprietà svedese. E' questione di soldi e pure di politica militare. La realtà di Israele è (per fortuna) unica. A meno che si abbia una paura matta di Putin...
  24. L' azienda nidvaldese ha comunicato oggi la firma di tre contratti per la fornitura di ventuno PC-21:... 17 apparecchi sono destinati all' Armée de l'Air francese, due aerei per la Royal Jordanian Air Force, due velivoli per l ' Empire Test Pilot's School (UK) Gli apparecchi ordinati finora raggiungono dunque le 209 unità.
  25. La Guardia aerea svizzera di soccorso "REGA" ha comunicato oggi l'ordine di 6 elicotteri Airbus Helicopters H145. Sostituiranno, dal 2018, gli EC145 in dotazione alle cosiddette "basi di pianura".
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