Jump to content
Sign in to follow this  
John Plaster

Domande curiose sui combattimenti aerei

Recommended Posts

Provano alcuni simulatori di volo 2GM mi sono sorti questi due dubbi (e non solo) forse interessanti:

 

1) Le mitragliatrici di bordo disponevano di blocchi meccanici per limitare il settore di fuoco al fine di evitare di sforacchiare parti vitali dell'apparecchio, come ad esempio il timoni di coda (mi viene in mente ad es. lo Stuka con la sua mitragliatrice) oppure ali, motori (He-111, B-25, B-17, ecc.)?

 

2) Durante i combattimenti aerei tutti i colpi sparati che non andavano a segno cadevano ovviamente per gravità verso terra, forse la probabilità di colpire qualcuno potrebbe apparire remota, ma ci sono stati incidenti di questo tipo che voi sappiate, immagino possibili in zone densamente popolate come i grandi centri urbani?

Edited by John Plaster

Share this post


Link to post
Share on other sites

In termini sintetici: si, per tutte e due le domande.

 

Entrando nel dettaglio, quasi sempre si per la prima domanda e non solo per quanto riguarda gli aerei (anche su molti altri mezzi, ricordo ad esempio il semicingolato M-16 con il complesso quadrinato da 12,7mm).

 

Si, anche per la seconda, ma citare qualche episodio è improbabile: la pallottola vagante colpisce occasionalmente in modo del tutto imprevedibile. Pensa a quei furbacchioni di Palestinesi che si divertono a sparare in aria con gli AK47...I colpi vanno su...E poi...Chi becco, becco...

Share this post


Link to post
Share on other sites

ma le armi alari erano montate con una leggera convergenza, per ottenere una rosa più centrata, o erano "dritte"?

Share this post


Link to post
Share on other sites

guardando alcume foto mi pargono dritte secondo me ,poi se fossero convergenti potrebbero non far colpire un aereo che con una mitragliatrice dritta colpiresti

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest Folgore

@Vorthex: Si erano tutte convergenti e il pilota poteva dire ai meccanici a che distanza fare convergere i proiettili variando l'inclinazione delle armi..

Share this post


Link to post
Share on other sites
2) Durante i combattimenti aerei tutti i colpi sparati che non andavano a segno cadevano ovviamente per gravità verso terra, forse la probabilità di colpire qualcuno potrebbe apparire remota, ma ci sono stati incidenti di questo tipo che voi sappiate, immagino possibili in zone densamente popolate come i grandi centri urbani?

 

Per farti un esempio nell'operazione alba del 97 l'EI ebbe un solo ferito, colpito alla schiena da un colpo di AK in ricaduta (peraltro non assolutamente sparato per colpire qualcuno).

Altro esempio a volte in medio oriente capita che vi siano morti e feriti durante i festeggiamenti, per esempio i matrimoni, dove si sparano interi caricatori in aria.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder
ma le armi alari erano montate con una leggera convergenza, per ottenere una rosa più centrata, o erano "dritte"?

 

 

A quanto ricordo di aver letto, alcuni caccia avevano un dispositivo che permetteva di rendere convergenti le canne a una certa distanza, non ho capito se erano convergenti fisse oppure se il pilota poteva scegliere con un comando dal cruscotto o dalla barra a seconda dell'uso che doveva farne.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Si, le armi nelle ali erano convergenti. Nel caso dell'F4U le traiettorie si incontravano a 300 metri, se ben ricordo. Ma ho letto valori diversi, a seconda del velivolo. Il fine era, ovviamente, compensare la minor precisione delle armi decentrate rispetto alle sincronizzate (dalla cadenza minore, però). Chiaro che, oltrepassata la distanza indicata, le traiettorie (a quel punto divergenti) avrebbero reso il tiro molto impreciso. Ma colpire con efficacia oltre i 500 metri, con le armi del tempo, non era praticamente possibile (lasciamo perdere le portate teoriche...).

 

P.s.: dopo una breve ricerca in rete, ho trovato i valori di convergenza per gli Hurricane/Spitfire, variabili tra 220 e 370 metri.

Edited by gianvito

Share this post


Link to post
Share on other sites

evidentemente sbagliavo ...o forse erano veramente contrallate dal pilota ... non so comunque pensate se il pilota urtasse questo comando e colpisse un suo alleato ... si direbbe un pirlota :rotfl::rotfl::rotfl:

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest Folgore

Non ha senso il comando in volo per la convergenza. L'unica cosa a riguardo che si poteva cambiare in volo era il cerchietto giallo del mirino e basta! è troppo complesso e peso inutile mettere tutto un meccanismo che regoli la convergenza in volo. La decidi a terra quando l'aereo fa da fermo le prove di tiro; e quella ti tieni! :angry: :angry: :angry:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ecco un esempio di come andavano regolate le armi alari nei primi modelli di Bf109: (purtroppo è in tedesco, ma credo che i disegni si capiscano lo stesso, no? ;) )

 

Come si vede, le armi andavano regolate non solo sul piano orizzontale in modo da "puntare" verso l'asse dell'aereo ad una certa distanza (200m, in questo caso), ma andava anche tenuto conto della traiettoria di caduta del proiettile (lo chiameremo "effetto kalashnikov" :rotfl: ) sul piano verticale, per cui di fatto venivano inclinate in modo che sparassero leggermente puntate verso l'alto.

 

Conv_109C3.jpg

 

Ovviamente queste regolazioni venivano fatte a terra in fase di messa a punto delle armi e non potevano essere modificate dal pilota.

Edited by Grifo

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder

Ti ringrazio per l'utile contributo, in effetti mi pareva strano che si potesse regolare la convergenza delle armi in volo, oltre tutto la tecnologia dell'epoca era piuttosto rustica.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Per quanto ne so io ogni pilota decideva di quanto far convergere le armi a seconda del suo stile di attacco. Qualcuno preferiva sparare da più lontano, altri da più vicino. Inoltre credo che vi fossero convergenze differenti a seconda se era previsto un attacco contro caccia o bombardieri, ovviamente contro questi ultimi era importante riuscire ad aprire il fuoco prima imprimendo più danni possibili restando il meno possibile nel raggio d'azione dei mitraglieri.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Per farti un esempio nell'operazione alba del 97 l'EI ebbe un solo ferito, colpito alla schiena da un colpo di AK in ricaduta (peraltro non assolutamente sparato per colpire qualcuno).

 

In effetti pensandoci bene rischi di questo tipo sono inevitabili: ritornando in un contesto aereo, anche durante dodfight con elevato numero di aerei (ad es. durante la battaglia di Inghilterra) vi era il rischio di colpire involontariamente qualche aereo amico. La stessa cosa, immagino, potesse accadere quando i mitraglieri dei B-17 in formazione si trovavano a difendersi dai caccia avversari.

Edited by John Plaster

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest intruder
La stessa cosa, immagino, potesse accadere quando i mitraglieri dei B-17 in formazione si trovavano a difendersi dai caccia avversari.

 

 

Questa è un'osservazione interessante. Qualcuno ha notizie di questo tipo di friendly fire?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Su questo sito (ma ce ne sono diversi in rete) si parla di qualche episodio del genere:

http://www.ww2f.com/weapons-wwii/22475-fri...ncidents-6.html

 

Ne riporto un brano. Vera o falsa che sia, la storia rende bene l'idea del pericolo rappresentato dal "fuoco amico" :

 

" Ralph Barker, in his book 'Srike Hard, Strike Sure' about famous cases of RAF Bomber Command heroism implies that the British Stirling bomber rear gunner who fired and mortally wounded Arthur Aaron did so deliberately to settle an old score.

On August 12th/13th 1943 Arthur Aaron was piloting a Stirling bomber on a raid to Turin, Italy. Stirling's weren't much good, operationally above 14,000 feet.

As Aaron's Stirling bomber made its bomb run a tail gunner in another Stirling, slightly below, opened fire hitting the cockpit and terribly wounding Aaron in the faceand body.

Despite his face being shot in half and one of his arms left dangling by a tendon(imagine the pain!-even with morphia) Aaron insisted in trying to help his crew successfully land the Stirling in North Africa after a four hour journey.

He died shortly after landing ans was buried in Bone, North Africa.

However, the 'friendly' fire from the other Stirling was hushed up in the citation for Aaron's V.C. claiming that the attack on the Stirling was by 'an enemy nighfighter'

But Ralph Barker-in his 1963 book-'Strike Hard, Strike Sure' alleges it was a deliberate act by the other Stirling rear gunner of getting even for an old score against Aaron V.C."

Share this post


Link to post
Share on other sites

Grazie per il link, non lo conoscevo :)

 

...But Ralph Barker-in his 1963 book-'Strike Hard, Strike Sure' alleges it was a deliberate act by the other Stirling rear gunner of getting even for an old score against Aaron V.C."

:blink:

Edited by Grifo

Share this post


Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...