L’eventuale spostamento di assetti in Polonia e Romania porterebbe a distanze in fondo non molto diverse da quelle delle Guerra Fredda, dato che tra le forze USA e Russia ci sarebbero le repubbliche baltiche, la Bielorussia e l’Ucraina (che prima erano URSS), mentre Kaliningrad è a tiro di artiglieria. Ma non è nemmeno questo il punto e non solo perché sono passati i decenni e i droni hanno reso vulnerabili le retrovie NATO agli attacchi di saturazione.
Trump infatti è troppo imbecille per capire che il danno che sta facendo a decennali alleanze è ancor più grande di quello del "semplice" spostamento di truppe, che di strategico o di logistico non ha nulla, ma è solo l’ennesimo ricatto da bambino capriccioso, che brucia preziosi amici sull’altare di un patologico egocentrismo messianico, cui la corte di yes man al seguito non ha la forza di opporsi: di certo non lo farà un cretino che cita Pulp Fiction pensando sia la Bibbia…
I generali statunitensi, cresciuti a pane e NATO, mediamente ad anni luce dall’italico abominio filo-russo e fascistoide di Vannacci, sicuramente hanno i conati di vomito a star dietro a questa sciagurata amministrazione, ma stringono i denti pensando che qui l’unica cosa biblica sarà la mazzata tremenda che prenderà Trump alle elezioni di midterm…
Probabilmente solo dopo capiremo se gli USA hanno ancora gli anticorpi per contenere la follia autocratica di Trump e frenarne la furia autodistruttiva per i seguenti 2 anni, terminati i quali ci si dovrà leccare le ferite e rafforzare i nuovi equilibri, perché quelli passati, inutile nasconderlo, sono irrimediabilmente compromessi (persino Meloni si è arresa...).
Nulla sarà più come prima, ma, lo ripeto, non è detto che qualcosa di buono non possa venirne anche per l’Europa che (senza sostiture gli USA che sono in crisi morale con Cina o Russia che son peggio), dovrà contare un po’ di più su se stessa. E lo sta anche facendo: pur con i Salvini, gli Orban, i Fico e ora i Radev, cerca nuovi mercati, investe in difesa e riesce a far passare 90 miliardi per l’Ucraina, che sopravvive ai ricatti di Trump, si inventa e condivide con gli alleati un nuovo modo di combattere e ha tutte le carte (...) per dare la spallata finale necessaria a schiantare il cancro russo al Cremlino.
Pur con tutte le sue contraddizioni l'Europa è un faro nel buio di questo decennio e, senza un imbecille alla Casa Bianca o un farabutto al Cremlino, la speranza che il Mondo possa essere migliore non può esserci negata.