Jump to content

Tensione tra Gibuti e l'Eritrea


picpus
 Share

Recommended Posts

Eccovi due link, sulla situazione:

 

http://www.meretmarine.com/article.cfm?id=108035

 

http://www.defense.gouv.fr/defense/breves/...ckel_a_djibouti

 

 

A Gibuti, ex-colonia francese, sono stanziati, in permanenza, per quanto riguarda l'Armée de Terre:

 

la 13^ DBLE (13ème Demi-brigade de la Légion étrangère): http://www.legion-etrangere.com/fr/rgt/13dble.php

 

il 5° RIAOM (5eme Régiment Interarmes d'Outre-Mer): http://www.troupesdemarine.org/actuel/unites/5riaom.htm

Link to comment
Share on other sites

Eccovi due link, sulla situazione:

 

http://www.meretmarine.com/article.cfm?id=108035

 

http://www.defense.gouv.fr/defense/breves/...ckel_a_djibouti

A Gibuti, ex-colonia francese, sono stanziati, in permanenza, per quanto riguarda l'Armée de Terre:

 

la 13^ DBLE (13ème Demi-brigade de la Légion étrangère): http://www.legion-etrangere.com/fr/rgt/13dble.php

 

il 5° RIAOM (5eme Régiment Interarmes d'Outre-Mer): http://www.troupesdemarine.org/actuel/unites/5riaom.htm

 

 

In Africa, dove ci sono loro ci sono problemi. :thumbdown:

Link to comment
Share on other sites

In Africa, dove ci sono loro ci sono problemi. :thumbdown:

Non c'entrano niente i francesi, caro il mio francofobo!

 

Dovresti sapere che la tensione attuale tra Gibuti e l'Eritrea, non è che l'ultimo atto della più estesa crisi che attraversa tutta la regione del Corno d'Africa!

 

Finora c'era il problema della Somalia, dove da decenni è in corso una vera e propria guerra civile anzi, direi, tribale e dove, di recente, appoggiata dall'Occidente è intervenuta l'Etiopia per evitare che il paese cadesse nelle mani dei terroristi di Al-Queida.

 

Ovviamente l'Eritrea, nemica storica dell'Etiopia, nonché retta da un governo filoislamico, assume una posizione antietiope e si sospetta un suo appoggio con invio di armi ai ribelli somali.

 

Questa è, molto in sintesi, la situazione nello scacchiere.

 

La Francia fa quello che, in tale regione, dovrebbe fare l'Italia, antica potenza coloniale della zona, solo che il nostro paese non è dotato degli attributi necessari!!!

Link to comment
Share on other sites

La Francia fa quello che, in tale regione, dovrebbe fare l'Italia, antica potenza coloniale della zona, solo che il nostro paese non è dotato degli attributi necessari!!!

 

Non solo gli attibuti mio caro picpus. Anche i soldi e i mezzi purtroppo.

Link to comment
Share on other sites

E magari una guerra persa di meno...

Veramente, nonostante la guerra persa, l'Italia ebbe, su incarico dell'ONU, l'amministrazione fiduciaria della Somalia italiana dal 1949 al 1960 e nel 1992-1994 un contingente militare italiano partecipò alla missione UNOSOM - IBIS ( http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/mix_ibis.asp ).

Link to comment
Share on other sites

Veramente, nonostante la guerra persa, l'Italia ebbe, su incarico dell'ONU, l'amministrazione fiduciaria della Somalia italiana dal 1949 al 1960 e nel 1992-1994 un contingente militare italiano partecipò alla missione UNOSOM - IBIS ( http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/mix_ibis.asp ).

All'epoca di Ibis si parlava addirittura, non so con quanto fondamento, della disponibilità dell'ONU a riportare la Somalia in qualche modo sotto tutela italiana. Senza scomodare l'ONU, fino al 1991 la Somalia è stata comunque largamente "pilotata" da Roma.

Poi qualcosa è andato storto e prima che ci potessimo mettere una pezza per DC e PSI è arrivata l'apocalisse.

Naturalmente questa situazione non ci ha aiutati nemmeno a risolvere il conflitto con gli Americani, ma forse sto confondendo cause ed effetti.

Link to comment
Share on other sites

Vi rendete conto cosa vorrebbe dire intervenire?

Lì si può reprimere l'insurrezione solo con metodi che un paese occidentale e democratico non può adottare, rassegnandosi inoltre a subire perdite sostanziali, meglio lasciar fare agli Etiopi che hanno un altra libertà di movimento.

Inoltre con oltre 8000 uomini delle FFAA proiettati in varie missioni internazionali chi gli mandiamo in somalia? 1000 uomini a farsi massacrare?

Suvvia siamo seri, ci siamo disimpegnati da anni dall'area e non è il caso di tornarci per alcun motivo, al massimo è il caso di pensare ad azioni rapide per contrastare il fenomeno della pirateria marittima.

Link to comment
Share on other sites

Concordo con Dominus, sia perchè un'azione militare sarebbe costosissima e difficilmente sostenibile nei confronti dell'opinione pubblica, sia perché in un'economia globalizzata, a mio avviso, è meglio sfruttare le poche risorse di cui disponiamo per rendere più competitiva sui mercati la nostra economia, specie per quello che riguarda i nostri prodotti migliori e di nicchia.

Link to comment
Share on other sites

Due premesse:

- la prima è che stiamo ragionando in astratto visto che l'attuale governo non si sognerebbe mai di uscire dal ruolo di ascaro (che è cosa ben diversa dal ruolo di alleato, cosa che la Francia, grazie all'ottima guida di Sarkozy, avrà con gli USA)

- la seconda è che sarebbe una missione stile Libano, ovvero dove il dialogo con le parti e la mediazione politica giocherebbero un ruolo ben più importante della mera forza bruta. La differenza, ovviamente, è che non dovremmo sottostare a limitazioni ONU. Se c'è da menar le mani, lo potremmo fare, ma assolutamente non dobbiamo farne un uso generalizzato.

 

Detto questo, la missione secondo me sarebbe realizzabile a costo di ridurre (e di molto) i le truppe negli altri teatri. Intendo dire via dall'Afghanistan, 800 uomini e basta in Libano ed una presenza simbolica nei balcani. Fatto questo, si avrebbero a disposizione un paio di Brigate, ovvero 5 - 6000 uomini, che costituirebbero l'ossatura del contingente. A ciò si aggiungerebbero i contributi dei paesi che ci stanno (i francesi sono indispensabili, e si puo anche pensare ad un comando a rotazione; se vai con meno di 10.000 uomini è 1) un suicidio oppure 2) ti limiti a fare il sindaco di Mogadiscio).

A tutto ciò naturalmente si aggiungerebbero gli assetti logistici, una unità di bersaglieri di manovra su Dardo più un'altra analoga unità francese, AMX per la ricognizione (e qui non sto scherzando, ricognizione sul serio, CAS solo per le emergenze), carabinieri (anche loro indispensabili) e tanti, tanti soldi.

 

Con ciò, secondo me per il paese la cosa sarebbe fattibile, ma interrompendo il grosso delle nostre attuali missioni all'estero per dedicarsi unicamente a tale scenario. Ne varrebbe la pena? Non lo so.

E' una provocazione, ma di certo la Somalia ha molto più a che vedere con la nostra area di interesse strategico piuttosto che l'Afghanistan

Edited by Rick86
Link to comment
Share on other sites

................

E' una provocazione, ma di certo la Somalia ha molto più a che vedere con la nostra area di interesse strategico piuttosto che l'Afghanistan

.....piuttosto che il Libano, direi io!!! In Afghanistan la motivazione non è l'interesse strategico, bensì quella molto più importante di lottare il terrorismo dove questo nasce e si sviluppa e da dove, poi, s'irradia in tutto il pianeta!!!

 

Comunque, ripeto, io ho solo accennato alla questione e solo per far notare, la ben diversa rilevanza strategica globale della potenza francese.

 

A mio parere è del tutto da escludere la possibilità pratica di un nostro intervento: gli stessi francesi lo possono fare, solo perché sono ben posizionati con la loro base di Gibuti, altrimenti, anche loro sarebbero in difficoltà!

Link to comment
Share on other sites

Ci si dimentica (o non si enfatizza) che anche l'Eritrea ha vissuto un passato coloniale italiano e al momento non è propriamente una democrazia. Un interesse nella regione potrebbe quindi passare attraverso questa crisi. Cinicamente: se le cose dovessero aggravarsi converrebbe aiutare i francesi in quella che sarebbe una guerra tra eserciti che di questi tempi (almeno per quelli occidentali) probabilmente sarebbe meno a rischio perdite di una missione di peacekeeping somala.

Una volta vinto (augurandoselo) si potrebbe aiutare l'Eritrea a ritrovare la via democratica e ritagliarsi, di conseguenza, un scampolo di importanza da quelle parti. Certo che poi si arriverebbe sempre a questo benedetto peacekeeping e, onestamente, non so se siamo più ben visti in Eritrea che in Somalia e se i rischi siano maggiori i minori considerando altri fattori (disponibilità di armi ai civili, combattività della popolazione, tribalismo piuttosto che stato organizzato...).

Tutta fantapolitica comunque, tanto per scambiare due chiacchiere.

Link to comment
Share on other sites

Sempre fantapolitica, noi italiani non dovremmo poi essere così malvisti in Somalia. Sull'Eritrea, chiunque li protegga dall'Etiopia è un mezzo santo per loro.

Restando in tema, non concordo con te picpus:

A mio parere è del tutto da escludere la possibilità pratica di un nostro intervento

sarebbe possibile, si, ma il prezzo da pagare è il disimpegno della gran parte dei nostri contingenti all'estero.

Ma dai insomma, a livello pratico con un contingente su due brigate italiane come spina dorsale, più un buon numero di elicotteri per muoversi nel paese, un paio di BattleGroup su Freccia per le emergenze, Carabinieri per controllare Mogadiscio (non da soli, è ovvio, ma sfruttando la loro peculiarità di fare da poliziotti per la gente locale in zone di guerra), le FS e FOS per le operazioni "delicate" e qualche alleato minore per rimpolpare le fila la cosa è realistica.

Ripeto, ovviamente non partendo da un approccio di "caccia ai terroristi" di tipo americano, ma di neutralità tra le parti e cercare di riportare l'ordine per le strade sfruttando il più possibile l'aspetto politico della faccenda, e facendo leva sul farsi ben volere (attraverso la distribuzione di aiuti) dalla popolazione

Ah, come entry force ovviamente la Brigata anfibia.

 

Ripeto, tali capacità sono alla portata del paese, ma rinunciando a tutto il resto (balcani, afghanistan e Libano) tranne delle presenze appena più che simboliche.

Edited by Rick86
Link to comment
Share on other sites

Non ho contatti diretti con persone che operano in Eritrea ma la mia impressione è che nel Corno d'Africa l'Italia stia "camminando sulle uova" da almeno cinque o sei anni. Se così fosse, pensare anche solo ad una NEO potrebbe essere già troppo ambizioso.

Certamente non è un'ipotesi da escludere del tutto, ma anche se in Eritrea abbiamo più interessi commerciali di chiunque altro non credo che perdere il cliente eritreo ci possa danneggiare più di una guerra che non possiamo vincere.

Carabinieri per controllare Mogadiscio
Ma non si parlava di Eritrea?
Link to comment
Share on other sites

Non ho contatti diretti con persone che operano in Eritrea ma la mia impressione è che nel Corno d'Africa l'Italia stia "camminando sulle uova" da almeno cinque o sei anni. Se così fosse, pensare anche solo ad una NEO potrebbe essere già troppo ambizioso.

Certamente non è un'ipotesi da escludere del tutto, ma anche se in Eritrea abbiamo più interessi commerciali di chiunque altro non credo che perdere il cliente eritreo ci possa danneggiare più di una guerra che non possiamo vincere. Ma non si parlava di Eritrea?

 

Rick86 ha iniziato e continuato con la Somalia, io ho intervallato il discorso con l'Eritrea.

 

Divago riportando un dialoghetto del marzo o aprile 1993 con me protagonista:

M.llo: A Kulera (sostituire col mio cognome reale), cercame un carabbiniere che sappia l'inglese per mandarlo in Somalia

JK: Comandi maresciallo! Eccomi: inglese, francese e tedesco!

M.llo: Nonnò, ce serve un effettivo...

 

e così terminò il mio unico tentativo di andare in missione all'estero :)

Link to comment
Share on other sites

L'ONU, se dovesse intervenire e richiedere a qualcuno di mandare soldati, potrebbe rivolgersi all'UE, secondo me.

 

Il tutto sarebbe più che in accordo con la politica europea francese di rinforzo dell'EDA e darebbe, oltre che la possibilità ad ognuno di fare la sua parte senza troppi sacrifici, un'immagine di un'Europa unita almeno in politica estera.

Edited by tuccio14
Link to comment
Share on other sites

........Il tutto sarebbe più che in accordo con la politica europea francese di rinforzo dell'EDA e darebbe, oltre che la possibilità ad ognuno di fare la sua parte senza troppi sacrifici, un'immagine di un'Europa unita almeno in politica estera.

Sarebbe, immagino, l'Agence européenne de défense (AED)?

 

Ora che hai terminato, con lodevole risultato, il corso di apprendimento della lingua di Molière, puoi toglierti dalla bocca la patata bollente, necessaria per esprimerti in quella d'oltre Manica!!! :rotfl::okok:

Link to comment
Share on other sites

Sarebbe, immagino, l'Agence européenne de défense (AED)?

 

Ora che hai terminato, con lodevole risultato, il corso di apprendimento della lingua di Molière, puoi toglierti dalla bocca la patata bollente, necessaria per esprimerti in quella d'oltre Manica!!! :rotfl::okok:

Caaaaaaaaaaaaaartmaaaaaaaaaaaaaaan? Dove sei? Cartman! :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Link to comment
Share on other sites

quali interessi ha la Francia in Eritrea?

Forse non hai letto bene il post di apertura di questa discussione: lo stato di Gibuti, confinante con l'Eritrea è un ex-colonia francese, nonché attuale base permanente di importanti forze militari francesi.

Link to comment
Share on other sites

Gli interessi della Francia in Eritrea sono semplici: che non diano fastidio a Gibuti (che non è solo una base francese, ma anche una ex colonia nonchè alleato di Parigi). Ma interessi nell'Eritrea come posizione geografica o influenza politica non ne hanno (che senso avrebbe con Gibuti a due passi?)

Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share

×
×
  • Create New...