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vorthex

Ragazza rom tenta di rapire neonata nel napoletano

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...se poi li linciano in piazza viene fuori qualche comunista che urla allo scandalo e alla persecuzione delle popolazioni nomadi.

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Secondo me in Italia sarebbe sufficiente poco per operare nel giusto, e cioé punire chi sbaglia e premiare chi fa bene.

 

Nel caso degli immigrati: cittadinanza anche in tempi brevi per chi non delinque, paga le tasse, ecc.; pugno di ferro per chi viene qui e pensa che il nostro paese sia terra di conquiste.

 

Certo, con i Roma tutto è più difficile, però si potrebbe provare (ad ogni modo vi posso assicurare che i Rom, che di solito sono classificati come rumeni, sono poco amati anche in questa loro presunta patria).

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il problema con gli zingari è un altro: non ci troviamo di fronte ad un etnia nella quale ci sono dei casi di delinquenza, ma di un etnia che fa del parassitismo e del delinquere la propria forma di sussistenza.

di conseugenza, pensare di avere un dialogo con loro è una cosa inutile a priori. andrebbero espulsi senza tante remore e fine della storia.

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Adesso deve saltare fuori il cog****e che ha chiamato la polizia....ma dico io non poteva farsi i ca22i suoi???

----------------

Comunque concordo pienamente con Vortex. Gli zingari sono solo dei parassiti che non hanno la minima intenzione di integrarsi o rispettare le leggi o anche solo di vivere in maniera decorosa con un lavoro che dia loro un minimo di sostentamente. Per natura vivono di furti,criminalità ed elemonsina quindi fuori dall'Italia a calci in cu**!!!!

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Comunque concordo pienamente con Vortex. Gli zingari sono solo dei parassiti che non hanno la minima intenzione di integrarsi o rispettare le leggi o anche solo di vivere in maniera decorosa con un lavoro che dia loro un minimo di sostentamente. Per natura vivono di furti,criminalità ed elemonsina quindi fuori dall'Italia a calci in cu**!!!!

 

E lo chiamano retaggio culturale e patrimonio storico delle popolazioni nomadi.... :censura:

 

Purtroppo occorre rilevare che ormai nei confronti degli zingari spesso il discorso delle politiche sugli extracomunitari non è più applicabile: a)molti sono ormai cittadini italiani b)quelli che non sono apolidi o italiani sono rumeni, e quindi parte della comunità europea.

 

Fortuna che qualche sindaco in Italia si sta iniziando ad attrezzare ed emana regolamenti che vietano la sosta ai nomadi.

 

PS: oggi il primo vertice Maroni-Alemanno sul decreto sicurezza di prossima trattazione...all'ordine del giorno i problemi coi Rom e i Rumeni. Possibile la moratoria di Schengen.

Modificato da paperinik

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MariatizianaFerraro_ghigliottina.jpg

 

SENZA PAROLE! :furioso:

 

mi hai rubato l'idea volevo postare una ghigliottina

 

postiamo le informazioni sul caso prese da una fonte attendibile

Napoli, 11 magio 2008. - Una sedicenne di etnia rom ha tentato di rapire una bambina di 6 mesi ed è stata arrestata. Il fatto è successo in Via Principe Di Napoli, nel quartiere Ponticelli, poco distante da uno dei campi rom nel capoluogo partenopeo.

 

 

 

La ragazza si è introdotta in un appartamento ed è stata sorpresa dalla madre della probabile vittima di sequestro, allarmata dall'aver trovato la porta di casa aperta, mentre si allontanava con la bimba che fino a quel momento era tranquilla sul suo seggiolone.

 

 

 

Gli agenti del commissariato Ponticelli sono intervenuti subito ed hanno arrestato la ragazza, che poi è risultata essersi allontanata da una comunità di Monte Di Procida nella quale era arrivata il 26 aprile, con una accusa di furto. La sedicenne ora è stata portata nel carcere di Nisida con l'accusa di sequestro di persona e violazione di domicilio.

 

 

 

I poliziotti hanno anche avuto problemi di ordine pubblico perché la gente del quartiere ha minacciato di dare fuoco al campo rom, e hanno dovuto effettuare servizi di sorveglianza. La sedicenne sostiene di non aver genitori. Oltre quello di Ponticelli, nel napoletano ci sono altri due grandi insediamenti di rom, a Scampia e a Casoria.

 

http://qn.quotidiano.net/2008/05/11/87562-...e_neonata.shtml

 

e poi non rubano i bambini...

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Quello che mi chiedo io è: come è possibile al giorno d'oggi per una popolazione nomade integrarsi in una società moderna? Che tipo di attività possono svolgere per automantenersi un modo onesto e che garanzie educative possono offrire ai figli, affinchè questo modo di vita sia compatibile con la nostra società? Senza risposta a queste domande c'è il rischio che l'accoglienza diventi una tolleranza miope, che finisce per alimentare episodi di intolleranza da parte delle persone esasperate dall'assenza di interventi dello stato e indifese davanti a gesti criminali oggettivamente gravi.

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Incredibile: per una volta Leviathan è concorde con i destrosi del forum!

 

Il mondo sta cambiando....grazie Silvio! :asd:

 

EDIT: Lender, condivido a pieno! ;)

Modificato da paperinik

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Finchè gli permettiamo di vivere nei campi nomadi, dove nessuno vede, nessuno sente, nessuno parla ed è quasi impossibile per la polizia sapere quello che succede all'interno la vedo dura combattere la criminalità che questa gente genera.

Il fatto è che non è solo un discorso di scippi e rapine: quelle le fanno anche gli italiani.

E' un discorso morale, di valori: come puo una madre obbligare il figlio ad andare a fare per 16 ore l'accattone al semaforo per poi picchiarlo se non torna con abbastanza soldi? Volete altri esempi: i bebè punti con gli aghi per farli piangere ed ottenere più elemosina; gente che "affitta" ai pedofili il proprio figlio; il concetto stesso di "lavoro" e di "vita dignitosa".

 

Quello che mi chiedo io è: come è possibile al giorno d'oggi per una popolazione nomade integrarsi in una società moderna? Che tipo di attività possono svolgere per automantenersi un modo onesto e che garanzie educative possono offrire ai figli, affinchè questo modo di vita sia compatibile con la nostra società?

 

Lender, questo è esattamente il succo del problema. Aggiungerei:come convincerli a volersi mantenere in modo onesto e a vivere in abitazioni dignitose?

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Finchè gli permettiamo di vivere nei campi nomadi, dove nessuno vede, nessuno sente, nessuno parla ed è quasi impossibile per la polizia sapere quello che succede all'interno la vedo dura combattere la criminalità che questa gente genera.

Il fatto è che non è solo un discorso di scippi e rapine: quelle le fanno anche gli italiani.

E' un discorso morale, di valori: come puo una madre obbligare il figlio ad andare a fare per 16 ore l'accattone al semaforo per poi picchiarlo se non torna con abbastanza soldi? Volete altri esempi: i bebè punti con gli aghi per farli piangere ed ottenere più elemosina; gente che "affitta" ai pedofili il proprio figlio; il concetto stesso di "lavoro" e di "vita dignitosa".

Lender, questo è esattamente il succo del problema. Aggiungerei:come convincerli a volersi mantenere in modo onesto e a vivere in abitazioni dignitose?

 

Volevo aggiungere un ulteriore pezzo al ragionamento (purtroppo senza soluzioni alla mano); come si può sperare che un bambino cresciuto per strada facendo la carità e vivendo di espedienti possa avere dei figli ed educarli in modo differente? Occorre spezzare questo circolo vizioso; se i crimini restano tali in tutta la loro gravità, è anche vero che in una situazione del genere è difficile che una persona possa esercitare correttamente il proprio libero arbitrio per scegliere il bene anzichè il male. Detto terra-terra: non penso che i ROM siano geneticamente "cattivi", ma che la situazione in cui si trovano li porta di fatto a vivere nell'illegalità e che questa non può comunque essere una gisutificazione per tollerare lo stato di fatto.

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Ma sicuramente non esistono differenze genetiche.

E' un problema di cultura e di valori, devono cambiare entrambi volenti o nolenti, così non si può andare avanti.

Pensate solo a come noi vediamo una "vita dignitosa" e alle enormi differenze che ci sono con la loro idea di "vita dignitosa"

Modificato da Rick86

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ma io dico,come fanno i ROM a vivere nelle baracche...hanno una puzza indescrivibile,fanno a gara sl con i vù cumprà che salgono in pullman tornando dal mare alle 2 e mezza :rotfl:

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io credo che sia giusto espellere i nomadi,non possono restare sempre nello stesso posto se no non si chiamerebbero cosi'.

a volte i nomadi diventano una vera e propria mafia come a roma e cosenza dove diventano piu' potenti delle cosche mafiose.

quindi io proporrei di espellerli,ma non cosi'...li farei prima lavorare per guadagnarsi il viaggio di aereo e cosi' via e poi cacciarli.ogni espulsioni ci costa 3 mila euro!!!!

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la cosa che trovo paradossale è che:

1) come qualcuno ha già detto molti dei Rom presenti in Italia sono italiani (e quindi dove li espelli?) o rumeni (e ci sarebbe il problema che sarebbero cittadini europei, comunitari);

2) molti dei Rom sono stanziali, altro che nomadi...se poi vivono nelle roulottes è un altro discorso, ma si sa bene dove stanno. Nel mio paese c'è una comunità Rom che vive dacchè sono nato, ma probabilmente da prima, sempre nello stesso posto in campagna nelle roulottes;

3) dal momento che viviamo (almeno credo che sia così) in uno stato di diritto, se non c'è reato non ci deve essere nessun provvedimento restrittivo delle libertà individuali; chiedere l'elemosina non è reato, a meno che non vengano costretti i bambini a farlo (ma qui c'è l'elemento della costrizione e dell'abbandono di minori);

4) vi parrà strano ma l'Italia è uno dei paesi europei con meno Rom

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Giusto Monty, giusto.

Ora però voglio che qualcuno mi risponda a questa semplice domanda (a proposito della differente concezione che abbiamo di "vita dignitosa":

perchè in 20 - 30 anni manco uno ha sentito l'esigenza di farsi una casa normale, in un quartiere normale e di cercare di integrarsi invece di restare in una roulotte in un campo?

Nessuno di loro in 30 anni è riuscito a trovarsi un lavoro normale?

E con questo a pagarsi una casa (per lo meno in affitto)?

Magari dove viverci con una famiglia?

Se nessuno di loro lo ha fatto è perchè non sono interessati ad una casa, ad un lavoro e ad una vita normale. Non ci credo che in 30 anni tutti ci hanno provato ma nessuno c'è riuscito.

Quando vi dicevo che il problema era culturale e di valori...

 

Finchè non si mettono in testa l'avere come obiettivo una casa, un lavoro normale, magari una famiglia e di integrarsi, beh... resteranno sempre quello che sono ora: parassiti

Modificato da Rick86

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Giusto Monty, giusto.

Ora però voglio che qualcuno mi risponda a questa semplice domanda (a proposito della differente concezione che abbiamo di "vita dignitosa":

perchè in 20 - 30 anni manco uno ha sentito l'esigenza di farsi una casa normale, in un quartiere normale e di cercare di integrarsi invece di restare in una roulotte in un campo?

Nessuno di loro in 30 anni è riuscito a trovarsi un lavoro normale?

E con questo a pagarsi una casa (per lo meno in affitto)?

Magari dove viverci con una famiglia?

Se nessuno di loro lo ha fatto è perchè non sono interessati ad una casa, ad un lavoro e ad una vita normale. Non ci credo che in 30 anni tutti ci hanno provato ma nessuno c'è riuscito.

Quando vi dicevo che il problema era culturale e di valori...

 

Finchè non si mettono in testa l'avere come obiettivo una casa, un lavoro normale, magari una famiglia e di integrarsi, beh... resteranno sempre quello che sono ora: parassiti

giustissimo

solo il problema non va avanti da 20-30 anni, ma da un pochino di più :blink:

Modificato da GreenPhoenix

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Giusto Monty, giusto.

Ora però voglio che qualcuno mi risponda a questa semplice domanda (a proposito della differente concezione che abbiamo di "vita dignitosa":

perchè in 20 - 30 anni manco uno ha sentito l'esigenza di farsi una casa normale, in un quartiere normale e di cercare di integrarsi invece di restare in una roulotte in un campo?

Nessuno di loro in 30 anni è riuscito a trovarsi un lavoro normale?

E con questo a pagarsi una casa (per lo meno in affitto)?

Magari dove viverci con una famiglia?

Se nessuno di loro lo ha fatto è perchè non sono interessati ad una casa, ad un lavoro e ad una vita normale. Non ci credo che in 30 anni tutti ci hanno provato ma nessuno c'è riuscito.

Quando vi dicevo che il problema era culturale e di valori...

 

Finchè non si mettono in testa l'avere come obiettivo una casa, un lavoro normale, magari una famiglia e di integrarsi, beh... resteranno sempre quello che sono ora: parassiti

daccordissimo...ti quoto in tutto!

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Maledetti rom, hanno proprio rotto le palle!!!!!!!!!

Dovrebbero essere espulsi in massa!!!!

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a quanto ne so io uno dei problemi è proprio la famiglia allargata di 50 e più persone che loro non vogliono vedere polverizzarsi. Poi più che sul discorso casa (in fondo, e ritorno a quanto già detto, la discriminante per me dovrebbe essere: "c'è un reato? si o no?" la casa "normale" cosa sarebbe?) si configurano problemi reali e rilevanti per legge, parlando di stili di vita, sul discorso educazione, mancato assolvimento della scuola dell'obbligo ad esempio (ma questo riguarda anche ragazzini italiani, specie in certe aree del mezzogiorno)

Tornando alla casa, ai così detti "campi nomadi", "campi rom", teniamo presente che riguardano fondamentalmente i Rom balcanici e rumeni di immigrazione relativamente recente (ultimi 20-25 anni...alla faccia del recente, comunque...) che rappresentano meno della metà di tutti i rom in Italia, mentre gli altri vivono nelle "case normali"

 

p.s. Graziani come fai ad espellere dei cittadini italiani? li mandi al confino come ai tempi del Fascismo? E poi, insomma, se rapiscono un bambino, commettono reato e dovrebbero risponderne davanti alla legge, altrimenti senza reato l'espulsione-confino sarebbe solo una misura xenofoba

Modificato da Montgomery

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il mio astio per i Rom non sono per i reati che combinano, li commettono ma statisticamente non sono un problemone, quanto al livello di degrado e uno stile di vita inaccettabile nel 2008 quanto a igiene, discariche e fogne a cielo aperto, povertà che genera crimine ecc... ecc...

 

distruggere quei maledetti campi e espellere i cittadini esteri che ci vivono e mandare gli italiani in istituti di recupero può essere un idea

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Ospite galland

In apertura del suo straordinario saggio “Le origini del totalitarismo” Hanna Arendt si pone la domanda perché una questione così piccola come quella ebraica possa essere stata perno di tutta la politica del nazionalsocialismo. E’ una domanda che mi pongo anche io riguardo i fatti di Ponticelli e cui cerco di dare una risposta. Perché una questione così piccola come quella dei rom arriva ad assumere proporzioni tali che il neo ministro Maroni arrivi a dichiarare che verrà nominato un commissario straordinario?

Il perché è semplice, perché fa comodo.

Attaccare una comunità come quella zingara è una cosa facile, pienamente giustificabile, e con un buon ritorno d’immagine. Chi difenderebbe degli individui ai margini della vita associata, invisi per la loro indolenza, sporcizia, criminalità?

Ma proprio per questi motivi il montare dell’attuale campagna mi risulta tanto più falso e di comodo.

Intendiamoci, non giustifico nessuno: i reati, chiunque li commetta, vanno perseguiti senza attenuazioni.

Quello che non condivido e ritengo proditorio è che tutto questo divenga perno di una politica.

Cinquanta e più anni fa un trattamento del genere lo ricevevano migliaia di meridionali che in condizioni non migliori di quelle odierne sopravvivevano ai margini delle grandi città. A Roma le borgate venivano dipinte come ricettacoli di criminalità, violenza, degrado. Non perché non fosse vero ma, piuttosto, perché questo altro non era che una bassa forma di sfruttamento di una realtà di disagio e miseria.

Così oggi i nuovi governanti potranno suonare la grancassa dei garanti della sicurezza per aver demolito un gruppo di baracche o per aver cacciato da un semaforo quel rompic****** di un lavavetri ma non per aver condotto una lotta a fondo contro i grandi poteri criminali, oppure per finirla una buona volta con gl’italici tifosi che ogni domenica di campionato che il Padreterno mette in terra necessitano di uno schieramento di forze di polizia (chissà se La Russa sarà dell’avviso di schierare l’esercito anche per questa esigenza?).

Vorrei concludere citando un piccolo, si fa per dire, episodio di cronaca avvenuto a Roma saranno due anni: in un lussuoso albergo (cito a memoria, scusate se non fornisco riferimenti più precisi) due ragazze americane rientrarono in camera completamente ubriache e pensarono bene, per chiudere la serata, di incendiare la stanza… il rogo distrusse la camera e invase di fumo un’ala dell’edificio, provocando la morte di un ospite dell’albergo. Cosa accadde alle due frequentatrici dei templi di Bacco? Nulla! Vennero caricate su un aereo di linea e rimandate negli Usa, non erano nomadi o romene…

Magari domani in metropolitana una zingara mi ruberà il portafogli, ma non ne farò il capro espiatorio…

Credetemi , il caso della zingara di Ponticelli risuona così tanto perché fa comodo. Fa notizia perché fa comodo che lo faccia…

 

Tanto mi sentivo di dover dire, spero nessuno me ne voglia.

Modificato da galland

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la mia posizione sui ROM è sempre stata quella di eliminare il fenomeno perché intollerabile nel 2008 affiancare due società così diverse con effetti, a volte tragici...

 

La strumentalizzazione in atto a reti unificate esagerata, e proposte come i commissari straordinari per l'emergenza ROM è davvero ridicolo

Si passa dalla ragione al torto con soluzioni davvero assurde

 

se la prendono con chi non si può difendere,solo per la popolarità, mica con banchieri e petrolieri che sono le vere associazioni a delinquere

 

Tra prefetti con poteri emergenziali, ronde, decreti sicurezza, c'è clima di pogrom ormai contro i nomadi, rumeni o italiani che siano. Incendi di campi rom sono segnalati in varie località, anche della provincia di Roma, dove mercoledì il sindaco Gianni Alemanno annuncia che anche nella capitale il prefetto avrà presto poteri speciali per cacciare gli zingari, come quello di Milano nominato commissario con poteri speciali dal ministro dell'Interno Maroni. Ma la situazione più esplosiva è ancora quella di Napoli. Anzi di Ponticelli, dove gli abitanti si organizzano per dar fuoco e cacciare tutti i rom dai campi presenti nella periferia est di Napoli.

 

Decine di persone, ma c'è chi ne stima almeno cinquecento, sono scese in azione nel pomeriggio di martedì per costringere alla fuga i nomadi, con un crescendo di azioni intimidatorie: lancio di bottiglie molotov, irruzione e lancio di sassi tra le baracche, minacciose esibizioni di spranghe e mazze. I nomadi sono fuggiti verso l'insediamento più grande, quello di via Malibran, sorvegliato dalla polizia mentre nei due campi più piccoli appena lasciati sono entrate le «ronde» degli abitanti di Ponticelli, che hanno incendiato tutto. Ma anche a via Malibran non erano sicuri così le forze dell'ordine in mattinata hanno scortato per una destinazione sconosciuta un centinaio di rom che lì si erano rifugiati martedì sera.

 

Questa è la situazione atre giorni dal fermo della sedicenne rom accusata di aver tentato di rapire una bimba di sei mesi, nel quartiere di Ponticelli.

 

Sollecitato dai giornalisti è intervenuto sull'accaduto anche il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a Napoli per la presentazione di un libro: «Le paure della gente possono anche essere comprese, ma mai devono portare a reazioni inconsulte».

 

Polizia e carabinieri sono riusciti, fino a stasera, a evitare il peggio: non si ha notizia di feriti o di aggressioni fisiche. Restano però le irruzioni e le fiamme nei due campi e in un altro edificio, villa Tropeano, dove vivevano alcune famiglie, subito dopo la fuga degli occupanti: l'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio, parla di «aggressioni criminali». Marco Nieli, dirigente dell'Opera Nomadi di Napoli, già prima di questi episodi aveva denunciato «nei confronti dei rom un clima pesantissimo, con pestaggi e incendi agli accampamenti. Due donne - racconta - sono state aggredite e allontanate in malo modo mentre facevano la spesa in un supermercato di via Argine a Ponticelli».

 

In mattinata a Napoli è in programma un vertice in prefettura, per affrontare la situazione. Il sindaco Rosa Iervolino, parlando prima delle notizie sull'incendio dei campi, aveva definito «facili e a tratti comprensibili» le reazioni della gente al tentato sequestro della bambina di sei mesi, esortando comunque a «non enfatizzare l'intolleranza».

Lei, la nomade 16enne che con il suo gesto ha fatto da detonatore alle tensioni che covavano da anni, si è vista oggi convalidare il fermo da parte del gip, che ha confermato l'accusa di sequestro di persona formulata dal pm e ha fatto trasferire la ragazza nel carcere minorile di Nis

 

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75415

Modificato da Leviathan

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