Storia ed Evoluzione Cap.2°
I primi esemplari sono consegnati nel giugno 1941 al 4° Stormo; subito dopo il 202 viene assegnato anche al 1° Stormo e in ottobre il Folgore fa il suo esordio al sud per un ciclo operativo su Malta; poi la drammatica situazione in Africa settentrionale impone di avere una forza da caccia efficiente ed è quindi urgente inviare su quel fronte il miglior caccia disponibile. Praticamente quasi tutti i reparti da caccia italiani voleranno con gli MC.202 su tutti i fronti, dall’Africa settentrionale alla Russia, sostenendo dovunque e bene il confronto con i loro oppositori.
L’Aer.Macchi C.202 presenta, rispetto al C.200, una fusoliera ridisegnata intorno al nuovo motore, e quindi di sezione frontale notevolmente ridotta pur conservando la struttura su 4 longheroni e 19 ordinate. Anche l’ala, costruttivamente identica (2 longheroni e 54 centine, semiala sinistra con apertura (200 mm per l’esattezza) e superficie lievemente superiore rispetto a quella destra per compensare la coppia di reazione dell’elica) è ora su profili evolutivi e ha anche gli alettoni compensati. Sostanzialmente invariati il carrello e gli impennaggi mentre l’abitacolo è ora chiuso. Nell’ottobre 1940 sul prototipo MM 445 viene sostituita l’ala originaria con la nuova cellula che differisce per il bordo d’attacco sensibilmente arrotondato. Anche in questo tipo la semiala sinistra è di 20 cm più lunga della destra.
Le macchine di serie abbandonano, come già era accaduto sul Saetta, il ruotino di coda retrattile e sostituiscono i pannelli posteriori della capottina con le scavature concave tipiche dei caccia italiani dell’epoca. A differenza del prototipo, il castello motore originariamente in tubi d’acciaio viene sostituito da un nuovo tipo in elementi stampati in lega leggera.
L’adozione dei filtri antisabbia sulla presa d’aria del compressore per l’impiego in ambiente desertico (ma conservata anche sugli altri fronti operativi) è una delle poche modifiche apportate sul Folgore durante tutta la sua carriera; un’altra è l’adozione del blindovetro sul parabrezza.
Da maggio 1942 vengono montate due mitragliatrici alari da 7,7 mm, per le quali viene standardizzata la predisposizione: ma data la scarsa efficacia si preferisce poi farne a meno e ben pochi esemplari ne verranno effettivamente dotati.
L’armamento del caccia Macchi subisce un’altra sola variazione sul velivolo MM 91974 nella primavera 1943, di due cannoni Mauser da 20 mm in gondole subalari; ma l’aumento di peso e di resistenza aerodinamica causato da questa aggiunta penalizza eccessivamente l’aereo e quindi questa soluzione verrà abbandonata (solo
cinque realizzati). Il DB 601 è predisposto per installare anche il cannone Mauser da 20 mm sparante attraverso il
mozzo ma sul 202 non risulta possibile il montaggio dell’arma perché la culatta dell’arma avrebbe occupato spazio zio vitale nell’abitacolo e mutato in modo inaccettabile la distribuzione dei pesi. Un altro esperimento alla fine del 1941 riguarda il montaggio del radiatore direttamente sotto al motore: questa modifica viene introdotta nell’esemplare M.M. 7768 che assume la denominazione MC 202D. La nuova installazione avrebbe potuto facilitare la manutenzione e consentito di semplificare l’impianto di raffreddamento, eliminando lunghe e vulnerabili tubazioni, oltre a consentire l’installazione di carichi esterni ventrali, ma comporta un notevole incremento di resistenza aerodinamica. Così l’esperimento non ha seguito.
I primi esemplari di Folgore si distinguono anche per il filo dell’antenna radio (solo ricevente sui primi lotti) che parte da una minuscola asta posta a metà del dorso della parte metallica della capottina, mentre sui successivi velivoli si passa a un supporto più grande e più alto, posto vicino al tettuccio (con radio ricetrasmittente). Anche il tubo Venturi viene spostato, nelle ultime serie, dalla posizione ventrale al fianco destro. Gli ultimi esemplari sono altresì riconoscibili per la piccola presa d’aria posta subito davanti al parabrezza.
Alcuni esemplari sono anche dotati di attacchi subalari per carichi esterni (applicati però raramente): due bombe da 50, 100 o 150 kg, oppure serbatoi supplementari da 100 o da 150 litri. Altri C.202 sono realizzati anche in versione da fotoricognizione, con una macchina da presa fotoplanimetrica posta in fusoliera in sostituzione della radio; questi esemplari sono quindi distinguibili esternamente solo per la mancanza dell’antenna. Altri sette esemplari sono modificati dall’Aermacchi con l’installazione sul bordo d’attacco alare di cineprese Avia (distribuiti in vari stormi) Altre piccole differenze sono rilevabili nella presenza e nella forma della carenatura del ruotino dì coda e altre nella forma del coprigamba del carrello principale.
Il caccia Macchi ha volato quasi esclusivamente con le insegne italiane. Ma a titolo dì curiosità ricordiamo che l’Italia è stata sul punto di fornire una ventina di MC.202 alla Svizzera proprio nel momento più caldo della seconda guerra mondiale: i primi due esemplari (n.c. 388 e 389, appartenenti alla Serie XIII AerMacchi) erano pronti per la consegna alla fine del febbraio 1944 ma ovviamente, stante la situazione bellica, l’ordine viene cancellato.
Tra i progettati sviluppi della macchina ricordiamo, infine, anche il C.204 per il quale si prevedeva di utilizzare il motore Isotta Fraschini I.F.121.
Grazie alla comunanza di elementi e sottogruppi strutturali e la possibilità di adattare parte delle attrezzature
comuni della produzione in corso del C.200 è abbastanza agevole avviare la serie del C.202 che coinvolge la
Breda e la SAI Ambrosini accanto alla Aer.Macchi. I primi esemplari cominciano ad uscire nel maggio 1941 dalla casa madre, seguiti nel luglio dai primi Breda e solo più tardi dalla fabbrica di Passignano sul Trasimeno che era ancora impegnata con il C.200.
La dotazione del 4° Stormo (31 velivoli) ha inizio in giugno e viene completata a settembre: i primi esemplari sono in carico alla 97a Squadriglia del 9° Gruppo al comando del capitano Antonio Larsimont Pergameni che rimane a lungo con i suoi piloti e i suoi specialisti a Lonate Pozzolo per l’addestramento e la messa a punto operativa che comporta, tra l’altro, circa 100 modifiche di dettaglio, tuttavia senza grandi problemi; tra l’altro viene affrontato per la prima volta l’uso di benzine antidetonanti ad alto numero di ottani. Anche il 17° Gruppo del 1° Stormo viene dotato dei nuovi caccia Macchi e a Caselle Torinese arrivano anche le macchine destinate all’8° Gruppo del 2° Stormo ma queste, con grande delusione dei piloti, vengono subito dirottate al 1° Stormo a Campoformido (17° Gruppo). La consegna dei C.202 a questo reparto comporta ritardi, disguidi e una serie di polemiche che sarebbero state indicate tra i motivi per la sostituzione dell’allora Capo di S.M. generale Francesco Pricolo con il generale Rino Corso Fougier. Il 1° Stormo è infatti destinato a rinforzare rapidamente lo schieramento della Regia Aeronautica in Africa Settentrionale dove le nostre fortune stanno declinando; ma gli aerei non sono predisposti per l’ambiente operativo africano essendo privi del filtro antisabbia e delle altre protezioni caratteristiche dalla versione ‘A.S.’, che verranno laboriosamente montate sul campo, a Ciampino Sud (dove saranno anche applicate larghe chiazze nocciola chiaro che lasciano striature e macchie sul verde scuro preesistente).
Al 17° Gruppo vengono altresì assegnati anche i primi esemplari usciti dalle linee di produzione della Breda di Sesto S.Giovanni. A novembre vengono consegnati i 202 all’altra unità del 1° Stormo, il 6° Gruppo, e a dicembre vanno anche al 10° Gruppo del 4°. Il 29 settembre il 9° Gruppo si trasferisce a Comiso (Ragusa) con le Squadriglie 73a,96a e 97a per un primo ciclo operativo su Malta (anche con alcuni velivoli in versione da fotoricognizione).
Il reparto rimane in Sicilia fino al 24 novembre ma nel frattempo si rende più pressante l’esigenza d’inviare sul fronte africano nuove macchine per contrastare l’offensiva britannica. Gli MC.202 del 17° Gruppo (71a, 72a e 80a squadriglia) arrivano il 25 novembre, inizialmente basati sull’aeroporto di Martuba: sono i primi 31 esemplari privi del supporto dell’antenna radio. Questo reparto sarà seguito qualche giorno dopo dal 6° Gruppo (79a, 81a e 88a Squadriglia). Ma a causa del ripiegamento di tutto il fronte i due reparti si portano via via su basi più arretrate, Benina, Barce, K2 (Bengasi), Sidi Magrum e infine Uadi Tamet in Tripolitania. Si tratta di uno dei cinque movimenti pendolari che subirà il fronte prima della definitiva ritirata dalla Libia delle truppe dell’Asse.

Allineamento di Aermacchi c.2o2 a Gorizia. Si tratta dei primi esemplari di serie consegnati nel giugno 1941 al 4° Stormo
L’MC.202 serie XII MM 91974 fu dotato di anni alari Mauser MG 151 da 20 mm montate in gondole subalari. Questo esemplare, collaudato il 12 magggio 1943, venne assegnato alla 84a Squadriglia e successivamente trasformato in C.205
Nella primavera 1942 l’esemplare MM 7768 designato MC 202D venne dotato di un vistoso radiatore sotto il motore, destinato a semplificare l’impianto di raffreddamento, ma l’esperimento non ebbe seguito
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