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Leviathan

guerra di manovra o difesa ad oltranza

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è sempre meglio manovrare e attaccare con tattiche da guerra lampo anche se il nemico sembra ben trincerato oppure a volte bisogna lanciare attacchi statici cercando di far indietreggiare il fronte nemico.

 

La storia insegna che forze ben trincerate sono 4 volte più efficaci di quelle all'aperto eppure gli americani hanno distrutti gli iracheni che avevano avuto 6 mesi per trincerarsi

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bisogna precisare il contesto storico, la germania del '40 non era l'iraq del 2003

Bravissimo, esatto, è più o meno quello che gli stavo dicendo nel post sulle vignette...

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A volte è addirittura preferibile lasciare avanzare il fronte nemico in casa per allungare la linea dei rifornimenti e spezzarla alla radice.

 

Mai giocato a risk2 modalità sametime?

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A volte è addirittura preferibile lasciare avanzare il fronte nemico in casa per allungare la linea dei rifornimenti e spezzarla alla radice.

 

Mai giocato a risk2 modalità sametime?

e se non sbaglio questa era previsto anche per fermare i sovietici

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Vista l'efficacia delle armi moderne il movimento è di gran lunga più efficace del trinceramento, lo hanno scoperto a proprie spese i Francesi nella seconda guerra mondiale con la loro poderosa linea Maginot, anche se i giudizi storici su questa sono discordanti, molti, tra i quali io in parte, pensano che sia stata soprattutto usata male.

Comunque la diatriba tra difesa e attacco è una storia infinita e potenzialmente ciclica, basta vedere nel passato: nella guerra di Secessione gli Americani cominciarono a capire il significato di "potere di fuoco", ma le loro lezioni non furono recepite dai Francesi meno di dieci anni dopo, dove con tattiche errate, ancora di stampo Napoleonico, si fecero sconfiggere facilmente quando avevano un vantaggio enorme riguardo alla potenza di fuoco.

Nella prima guerra mondiale queste indicazioni furono finalmente recepite e si arrivò alla guerra di trincea con l'affermarsi definitivo del potere di fuoco.

Alla fine della guerra i vincitori ritenevano che il modello difensivista sarebbe rimasto tale ad oltranza, per quello basarono le loro tattiche sulla difesa e sul potere di fuoco fisso dimenticandosi della ciclicità della storia e non valutando il potenziale della nuova arma, il carro armato.

Perciò da parte alleata quasi tutti gli alti papaveri, con qualche notabile eccezione come quella di Charles de Gaulle, utilizzarono il carro nella loro ottica difensivista, ovvero come mezzo di supporto ravvicinato per la fanteria, una specie di bunker mobile.

I Tedeschi, però, stravolsero di nuovo la tattica grazie al Blitzkrieg, la guerra di manovra condotta da reparti corazzati come forza d'urto seguiti dalla fanteria motorizzata che occupava il terreno e appoggiati dall'aviazione tattica, usata come una specie di artiglieria volante.

Da queste tattiche venne l'arte della guerra di manovra, ovvero quella effettuata da reparti corazzati e motorizzati in stretto collegamento fra di loro con supporto di aviazione e artiglieria che è estremamente difficile da spiegare in poche righe per la sua complessità (ho letto decine di libri sull'argomento ma ancora mi rendo conto di saperne molto poco).

Queste tattiche, affinate dalla NATO fino a renderle quasi perfette dalla fine del vietnam per tutti gli anni '80, portarono alla grande vittoria del '91 contro quello che, ricordo, era considerato il quarto esercito al mondo.

Dopo la caduta dell'URSS, però, l'esercito Americano è cambiato ancora, smobilitando in gran parte e puntando verso una concezione più leggera, fino ad arrivare a quella che attualmente si chiama "dottrina rumsfeld", ovvero la guerra leggera basata sulla fanteria e il movimento che si pone come obbiettivo quello di sbaragliare il nemico in poco tempo con perdite trascurabili grazie al maggiore addestramento, all'utilizzo della tecnologia networkcentrica, alla profonda coordinazione tra i vari reparti grazie all'utilizzo delle suddette tecnologie.

Questa dottrina ha portato all'azzardo dell'invasione dell'Iraq nel 2003, con due divisioni pesanti ancora in mare all'inizio dell'attacco.

Personalmente credo che la dottrina Rumsfeld vada bene quando si tratta di far fuori un avversario debole come l'Iraq o per assestare veloci colpi di frusta a nemici di più grande entità, ma che la strategia pesante di movimento non vada abbandonata se non si vuole andare incontro a pericolosi errori.

Soprattutto mi fa paura l'eccessiva subordinazione dell'esercito alle decisioni politiche dettata da Rumsfeld, si rischia di tornare a tempi che gli Americani certo non ricordano con favore...

 

Ho scritto sto papiro tutto di getto, se ho fatto errori o se devo integrare su qualche punto dite pure

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A volte è addirittura preferibile lasciare avanzare il fronte nemico in casa per allungare la linea dei rifornimenti e spezzarla alla radice.

 

Mai giocato a risk2 modalità sametime?

e se non sbaglio questa era previsto anche per fermare i sovietici

Beh, li c'era anche il discorso dell'uso delle armi nucleari.

 

Comunque si

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quando parli del '91 ti riferisci alla guerra del golfo no?

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Soprattutto mi fa paura l'eccessiva subordinazione dell'esercito alle decisioni politiche dettata da Rumsfeld, si rischia di tornare a tempi che gli Americani certo non ricordano con favore...

di quali tempi parli?

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Soprattutto mi fa paura l'eccessiva subordinazione dell'esercito alle decisioni politiche dettata da Rumsfeld, si rischia di tornare a tempi che gli Americani certo non ricordano con favore...

di quali tempi parli?

Vietnam.

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Il concetto di "vittoria" oggi è cambiato.

 

Fino a qualche decennio fa, per vincere era essenziale sbaragliare tutte le forze nemiche, e conquistare militarmente tutto il terreno.

 

Pensiamo alla Germania: combattè fino all'ultimo metro, tra le strade di Berlino.

 

Oggi il concetto è cambiato: se per vincere la guerra bisogna occupare Berlino, che motivo c'è di affrontare mesi e mesi o anni di guerra terrestre avanzando metro per metro?

Arriviamo il più velocemente possibile a Berlino e chiudiamo la partita.

 

Infatti oggi un paese moderno si regge su una rete ben precisa di comunicazioni, di catene di comando e controllo, e su vertici decisionali ben individuabili.

Specialmente quest'ultimo fattore è tanto più importante quanto più il paese non si regge su una struttura democratica.

 

Pertanto, una volta distrutte le forze aeree del nemico (la superiorità aerea resta un concetto fondamentale), basta neutralizzare la catena di comando e controllo e conquistare rapidamente i pochi centri di potere (parlamento, governo, stato maggiore) per vincere la guerra.

Le truppe, ormai prive di istruzioni, non possono che capitolare.

 

Questo concetto di guerra di manovra prevede che non c'è bisogno di affrontare direttamente le forze militari del nemico: basta aggirarle o scavalcarle.

 

In Iraq il sistema ha funzionato perfettamente: nel giro di pochi giorni le forze terrestri, ancorchè inferiori numericamente, hanno aggirato le sacche in cui era asserragliato l'esercito irakeno e hanno puntato direttamente su Bagdad.

Conquistata la capitale, messo su un nuovo governo, la guerra era vinta.

Il tutto con perdite minime (da ambo le parti) e in tempi ultrarapidi.

 

La gestione del dopo-Saddam è un argomento diverso, che non ha nulla a che vedere con la vittoria in senso strettamente tecnico.

Americani e inglesi avrebbero potuto andarsene senza preoccuparsi di stabilizzare il paese: avrebbero vinto e basta.

Oppure avrebbero potuto annettersi il territorio irakeno e farlo diventare una colonia, reprimendo duramente ogni resistenza e contestazione.

Siccome siamo nel XXI secolo un comportamento del genere non è accettabile, e lo scotto da pagare, come si è visto, è alto.

 

Resta il fatto che per vincere la guerra la "dottrina rumsfeld" è corretta: superiorità aerea + rapida decapitazione dei punti nevralgici = vittoria.

Quello che manca è una struttura idonea a gestire l'occupazione e la stabilizzazione, ma onestamente nessuno si aspettava che ci sarebbe stata una guerriglia così virulenta.

In fin dei conti, con un nuovo governo e la fine dei combattimenti, il popolo irakeno avrebbe conquistato libertà, autodeterminazione e un miglior livello di vita, e le truppe alleate se ne sarebbero andate quanto prima.

La guerriglia - il cui scopo dichiarato è quello di cacciare gli invasori - è oggi il motivo principale per cui gli invasori non possono andarsene.

 

Non so se questo sia stato un errore dei guerriglieri (almeno pari alla superficialità

alleata) o una precisa strategia, ma di certo è una situazione che nessuno avrebbe mai previsto (con il senno di poi è facile fare i professori).

 

Ora, gli americani non debbono dichiarare fallita la dottrina Rumsfeld, ma devono mettere a punto i correttivi perchè essa continui a funzionare anche in queste situazioni.

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:ph34r: io credo che la dottrina Rumsfeld sia utilizzabile solo nel caso una potenza sia molto più forte militarmente, economicamente, e politicamente rispetto all' altra

 

In iraq il regime era praticamente guidato dalla famiglia Saddam e dai suai amici, tolti dal potere il dittatore e i vari generali, l'iraq è crollato.

 

Ma questo appunto è la realtà irakena, un esercito coordinato da poche persone, un esercito non comparabile con quello americano, insomma una vittoria già scontata.

 

Ma la dottrina Rumsfeld sarebbe stata utillizzabile se al osto di invadere l'irak, gli americani avessero invaso, la francia, l' inghilterra o l' Italia??

 

Prendiamo l'inghilterra

 

Forze armate molto buone con ottimi mezzi, si presuppone che la superiorità aerea nel proprio territorio ce l'abbiano loro, idem per la superiorità navale in mare, sistema di governo molto forte, forze armate comandate non dalla regina ma da più generali per ogni corpo

 

Gli americani (gli americani come tutti gli altri paesi che intendono sfruttare la dottrina rumsfeld), dinanzi a una nazione forte, a parer mio, applicando la dottrina, non avrebbero ottenuto nulla.....

Edited by Maverick1990

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E invece queste dottrine danno il meglio di sè proprio nei confronti di forze armate potenti, che non conviene affrontare direttamente.

 

Poniamo per assurdo che gli americani decidano di far guerra alla Francia.

 

Affrontare forze armate come quelle francesi, ben equipaggiate, addestrate e motivate, è impresa che costerebbe molto sangue.

 

Allora, a puro titolo fantasioso, immaginiamo invece:

 

- Un attacco aereo preventivo elimina le piste aeroportuali francesi. Non interessa colpire e distruggere gli aerei da combattimento francesi, basta mettere fuori uso le piste.

 

- Un'azione di minamento navale immobilizza la flotta francese nei porti, mentre un attacco aereo elimina le unità cacciamine. Con poco sforzo la flotta francese è immobilizzata nei porti. Ma se anche riuscisse a prendere il largo, non importa: la ignoriamo e basta, non ci interessa.

 

- Una serie di attacchi aerei alle centrali di trasformazione e distribuzione di elettricità interrompe l'erogazione dell'energia elettrica all'intero paese. Le stazioni radio e televisive, civili e militari, vengono distrutte da attacchi di precisione.

 

- Concentriamo truppe corazzate e anfibie al confine con la Germania e sulla Manica, per l'attacco terrestre.

La Francia concentra le sue forze corazzate e meccanizzate per respingere l'attacco da quelle direzioni. Invece noi sbarchiamo un intero corpo d'armata aviotrasportato direttamente alle porte di Parigi e occupiamo subito le sedi del Governo e del Parlamento. Nominiamo un governo provvisorio che ordina a tutte le truppe francesi di cessare immediatamente ogni azione militare.

Ripristiniamo l'operatività degli aeroporti parigini e iniziamo a far affluire equipaggiamenti pesanti per respingere eventuali contrattacchi da parte di qualche generale che non intenda obbedire.

 

In tutto questo, ricordiamo che la superiorità aerea è nostra, semplicemente perchè i velivoli francesi non possono operare.

 

E qui, al di là dell'esempio fantasioso sopra (anche perchè la Francia è una potenza nucleare e un attacco andrebbe concertato in maniera ben diversa), il concetto essenziale torna ad essere uno ed UNO SOLO: la conquista della superiorità aerea.

 

Non è vero che la superiorità aerea è scontata per chi "combatte in casa".

 

Le forze aeree francesi dispongono di 60 aeroporti militari.

Per renderli inoffensivi, quindi, occorrerebbero 60 incursioni RIUSCITE, incursioni che devono rendere inutilizzabili le piste.

Per le esigenze immediate, bastano una ventina di bombe ben piazzate per rendere inagibili le piste di un grosso aeroporto: le riparazioni richiederebbero alcune ore, e nel frattempo ci sarebbero già le successive ondate di attacco.

 

15 B-2 armati di bombe GPS possono tranquillamente rendere inoffensive altrettante basi aeree.

Per le 45 che avanzano, si può scegliere. Possiamo impiegare i B-1 (due velivoli per aeroporto), oppure gli F-15E (quattro velivoli per aeroporto).

6 portaerei al largo possono contribuire con oltre 200 F-18 per l'attacco di centri di comando e quant'altro.

40 F-117 sono disponibili per distruggere i centri radar della difesa aerea.

 

In altre parole, una prima ondata di 40 F-117, 15 B-2, 50 B-1, 150 F-15E e 200 F-18 (perfettamente nelle possibilità delle forze aeree americane) sarebbe in grado di mettere a terra l'aviazione francese nel giro di un paio d'ore.

Per abbattere i pochi caccia che dovessero levarsi in volo, e per colpire altri bersagli terrestri, restano pur sempre disponibili centinaia e centinaia di F-16 ed F-15 !

 

Una volta ottenuta la superiorità aerea, decidi tu come condurre la guerra.

Edited by Gianni065

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senza dubbio le incursioni riuscite da b-1, b-2 e f-117, ma f-15 e f-18 non riceverebbero una calda accoglienza? siamo sicuri che solo pochi cacci si alzerebbero? nel tuo modo facciamo fuori 40 aeroporti, gli altri 20?

 

poi hai considerato l'appoggio di gran bretagna e germania, se non ci fosse? visto che siamo nella fantasia più totale e questo genere di cose mi affascinano, gli USA sarebbero in grado di invadere l'europa unita? (escludendo il nucleare ovviamente)

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Grande dominus hai capito subito che discussione volevo.

 

la superiorita aerea è importante ma non decisiva (vedi stalingrado).

Nel tuo esempio, la francia, potenza militare, potrebbe tranquillamente avere l'intera struttura di comunicazione in dei bunker a prova di bomba situati in localita segrete.

è non credo che il governo e tutti i deputati rimangano a parigi, il parlamento verrebbe sciolto e il governo di coalizione nazionale si sparpaglierebbe.

Inoltre la francia ha parecchi caccia, alcuni di fabbricazione americana, altri con tecnologie europee e darebbe filo da torcere.

 

Comunque sempre meglio l'attacco di precisione allora. Ma non tutti sono incapaci come gli iracheni, ammetti che nella seconda guerra del golfo, una volta sbaragliate le linee nemiche, l'esercito iracheno chiudeva le linee di comunicazione.

tutte le divisioni americane che sarebbero passate ci sarebbero ritrovate circondate nelle loro teste di ponte.

Gli iracheni non erano in grado, ma una potenza qualsiasi si sarebbe arrivata.

La guerra di manovra è utile se il nemico non puo richiudere le proprie linee dopo che te sei passato in territorio nemico, se no saresti in trappola.

Altrimenti si fa avanzare tutto il fronte

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Il concetto di superiorità aerea non è più come ai tempi di Stalingrado.

Attualmente se concedi la superiorità aerea ad un aviazione come quella degli stati uniti non la puoi proprio scampare.

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Si Gianni, ma in tutto questo periodo i caccia francesi dormono???? :bleh::scalata:

 

Innanzitutto ai primi attacchi statunitensi si genererebbe una ritorsione da parte dei francesi, dopo le prime piste perse, i caccia francesi opporrebbero una resistenza aerea con lo scopo di ristabilizzare la situazione, affiancati dai sistemi di contraerea basati a terra ancora funzionanti e dai centri di comando ancora funzionanti.

 

Tutto ciò già rallenterebbe l'avanzata statunitense, considerando che se tutto venisse svolto secondo gli accordi internazionali, i francesi, già prima degli attacchi, sarebbero in uno stato d'allerta tale da far decollare i caccia al primo presentimento di pericolo

 

Pertanto, aerei statunitensi come il B-2, che possono vantare di essere invisibili si ritroverebbero comunque in un clima caldo, e con i caccia francesi, a pattugliare i cieli francesi , credo che il loro compito di distruggere 15 basi diventi pressochè arduo.

 

Insomma, io credo che la conquista della superiorità aerea, in territorio francese non sià un giochino da poche ore, anzi io credo che sia un' impresa abbastanza ardua per le forze americane.

 

Quindi, ammesso che a lungo termine la superiorità aerea passi di mano agli americani ( come ha già detto dominus, con una forza tale, prima o poi si cede), in tutto questo lasso di tempo il parlamento e gli organi che coordinano il paese penso abbiano avuto il tempo di dividersi e riorganizzarsi opportunamente......

Edited by Maverick1990

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Più che altro bisogna vedere se l'azione di decapitazione riesce, è facile in un paese governato da un uomo solo ma non tanto in un paese con istituzioni complesse.

Soprattutto puntando direttamente sui centri C2 si potrebbe finire in trappola e venir insaccati e distrutti.

Credo che la guerra di manovra pesante non sia sostituibile con questa dottrina e ho paura che gli americani se ne accorgeranno troppo tardi.

Soprattutto non posso concordare con la subordinazione dei militari alla politica anche nelle scelte tattiche, oltre che in quelle strategiche.

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Non sono d'accordo Mav, in particolare per quanto riguarda il discorso della superiorità aerea, che è in ballo finchè ci sono aerei di entrambi le parti in volo, ma visto che le piste verrebbero rese inservibili nelle primissime ore (2) del conflitto, quei pochi aerei che decollerebbero dovrebbero volare a tutto AB, fare i 5 minuti di guerra aerea che gli competono e perire, anche se fossero vittoriosi nello scontro, non avrebbero più possibilità di rientrare, e la partita finisce in una mossa.

 

Qualcuno chiedeva se le difese di terra stanno a guardare mentre gli aggressori attaccano; no certamente, perciò prendete le cifre iniziali per l'attacco, maggioratele di un 30%, e il risultato non cambierà molto da quanto previsto da Gianni.

 

Scordatevelo che gli aggrediti anticipino le mosse dell'aggressore rilevando coi radar le squadriglie in arrivo, tutto sarebbe coordinato al minuto, e Stealth in testa, i radar hanno a poco di utile visto che verrebbero neutralizzati per primi, voglio vedere coordinare una difesa aerea efficace se a partire dai radar di terra non ci sono indicazioni, metre gli AWACS dall'altra parte vedono tutto.

 

Dopodichè tutto, aeroporti, difese aeree, centri di controllo, sarà tutto spazzato via. Per quanto riguarda la superiorità aerea non c'è più niente da combattere.

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Le piste di atteraggio si inprovisano Legolas, tra aereoporti civili, militare, privati ecc un paese come la francia ne potra schierare un sacco. é poi vuoi che non abbiano caccia a decollo verticale e uno straccio di contraerea.

Credo che la guerra di manovra qui non funzionerebbe, tocchera attaccare dalla germania e dalla costa (riempita di postazioni difensive).

 

Insomma sarebbe un conflitto lungo ed estenuante, forse di logoramento

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Scusa ma anccora una volta mi costringi a dissentire.

 

Una difesa aerea degna di questo nome, si costruisce sulla coordinazione di centri di comando e controllo e della forza aerea. Se viene a mancare una qualsiasi di queste condizioni, puoi trovare solo degli episodi di difesa male organizzati, che non tarderebbero a venire soppressi.

 

Tutto il resto è tiro al piccione, e no, i francesi non hanno aerei a decollo verticale.

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Ehi un momento.

Il mio era solo un esempio, non tiriamo in ballo anche Germania e Inghilterra.

 

Abbiamo parlato di Francia tanto per fare un esempio di UNA nazione modernamente equipaggiata e con personale ben addestrato.

Gli USA non possono invadere l'Europa unita.

Potrebbero comunque mantenere l'iniziativa bellica semplicemente perchè gli USA hanno una decina di portaerei e molte decine di aerei con raggio d'azione intercontinentale e decine di sottomarini in grado di lanciare missili classe Tomahawk, mentre per l'Europa sarebbe comunque un grosso problema riuscire a colpire il territorio metropolitano americano, per semplici questioni di raggio d'azione.

 

Ma questa è fantapolitica pura.

Ritorniamo al caso francese.

 

Non dico che le forze aeree francesi starebbero a guardare.

 

Dico solo che non avrebbero speranze.

 

Caccia come i Mirage 2000 non puoi farli operare da piste erbose o semipreparate.

Un caccia moderno, oggi, ha bisogno di una pista seria e di un insieme di infrastrutture senza le quali è solo un costoso mucchio di ferraglia.

 

Gli americani hanno una capacità "first strike" che è unica al mondo:

 

- 40 Velivoli stealth F-117

- 60 Bombardieri intercontinentali B-1

- 20 Bombardieri intercontinentali stealth B-2

- 80 Bombardieri intercontinentali B-52

- 200 Aerei da strike F-15E

- 10 gruppi di portaerei , con 300 aerei d'attacco, che possono colpire ovunque

- circa 60 sottomarini nucleari in grado di lanciare, tutti assieme, oltre 500 missili Tomahawk in un'unica ondata.

 

Mi fermo qui, riflettete solo su questi numeri (approssimativi, in quanto ho fatto una stima dei velivoli realmente disponibili in linea volo).

 

Un Tomahawk con testata a dispersione antipista è da solo in grado di mettere KO una superficie aeroportuale, ed è praticamente impossibile da intercettare.

Immaginatene 500 in volo, ditemi voi cosa resta delle difese aeree nemiche.

E ho detto 500 per buona misura: la capacità di lancio complessiva può teoricamente arrivare sino a oltre 1500 missili!

 

Già solo con i Tomahawk lanciati dai sottomarini, gli americani si garantirebbero un first strike decisivo senza nemmeno far rischiare la pelle a un solo pilota.

 

Poi c'è tutto il resto.

 

E badate bene: ho elencato solo i sistemi che sarebbero in grado di operare direttamente dalle basi americane, senza necessità di chiedere l'utilizzo di qualsiasi base all'estero!

 

Non è mania di grandezza: è semplicemente il fatto che le forze armate americane sono modulate per vincere una guerra contro l'ex Unione Sovietica, per cui nazioni come una qualsiasi nazione europea o del resto del mondo, non hanno la benchè minima speranza di opporre una significativa resistenza, almeno dal punto di vista aereo e aeronavale.

 

E' perfettamente inutile discutere su questo punto, comunque la si giri e la si volti la superiorità militare americana è spaventosa, e gli americani sono gli unici ad avere una struttura di comando e controllo in grado di gestire una simile forza (ossia: dispiegarla, coordinarla, coordinare le missioni di attacco, assegnare gli obiettivi, verificare i danni, e così via) e una catena logistica in grado di assicurarne il funzionamento ininterrottamente.

 

Il concetto di guerra di manovra non è nato per vincere la guerra: che gli americani vincano la guerra è scontato, se non ci si mette di mezzo Dio in persona. Il concetto di guerra di manovra serve soltanto per vincere in fretta con il minor numero possibile di perdite proprie e del nemico.

 

Nè ha senso dire: ma io metto i miei centri di comando in un bunker a cento metri sotto il suolo.

A parte che lo si distrugge ugualmente (è meno facile ma ci si riesce) ma un bunker di comando, per poter comandare, ha bisogno di sapere cosa succede fuori.

E una volta che gli impianti di telecomunicazione, i centri radar e tutto quanto costituisce occhi - orecchie e bocca di un sistema di comando e controllo, è stato distrutto, cosa volete che possa fare un generale all'interno del suo bunker, anche se è dotato di linee di comunicazione sotterranee? Può solo augurare il buongiorno e il buonasera alle truppe.

 

Per comandare una forza militare, dovete sapere tutto su dove sono disposte le vostre forze, e dove sono quelle del nemico.

 

Questo tipo di guerra è già stato introdotto negli ultimi anni della guerra fredda, al punto che i sovietici avevano ormai maturato la convinzione che la propria struttura militare non era in grado di reagire a queste nuove dottrine e aveva appositamente sviluppato sistemi missilistici intercontinentali nucleari mobili, che sono tipici di una concezione DIFENSIVA, nella consapevolezza che in caso di guerra almeno quella parte dello strumento strategico avrebbe potuto sopravvivere.

 

Spero di essere stato molto chiaro su questi aspetti, se no ci perdiamo ogni volta in discussioni teoriche con pochissima attinenza alla realtà.

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