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fennek

Protezione Personale Fante

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Guardando diverse immagini dei militari in Afganistan mi sono chiesto per quale motivo le protezioni personali si limitino esclusivamente ad uno striminzito giubbotto antiproiettile (mi auguro modernissimo) lasciando scoperto punti sensibili e mortali, non a caso l'ultimo Nostro caduto è stato preso sotto l'ascella.

Facendo una ricerca in rete mi sono reso conto comunque che è il pensiero comune di tutti gli eserciti fornire esclusivamente il giubbotto antiproiettile, possibile che la tecnologia di cui disponiamo non permetta la realizzazione di "armature" più "coprenti" ? Qualcuno è a conoscenza di studi e/o ricerche in questo senso? Ho visto kit dove viene inserita una protezione in zona inguine, ma non l'ho ritrovata in foto reali in zona operativa, maggiore protezione comporta minore mobilità? mi chiedevo se qualche militare che ha avuto modo di usarle in zona operativa mi possa chiarire questi miei dubbi..?

 

P.S

Ho cercato nel forum ma non ho trovato nulla.

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Le protezioni personali non possono eccedere dei limiti intrinseci per la mobilità del soldato, certo i nostri sono parecchio indietro e lo "striminzito giubbotto antiproiettile" è tutt'altro che modernissimo, anche se sempre meglio dei flank jaket che si vedevano ancora fino a pochi anni fa in teatro. Spesso, anzi, si cominciano a vedere delle combinazioni hard plate + soft armour, ma sono quasi sempre dotazioni personali comprate da soldati accorti con propri capitali, nulla a che vedere con l'IOTV ormai dotazione standard nell'US army ad esempio.

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Effettivamente se per IOTV intendi questo, la differenza è enorme:

army.mil-2008-03-24-112558.jpg

 

Paragonato al Nostro:

scorta.afgana.jpg

 

e che qui vediamo elementi del 9° se non sbaglio, quindi già corpo d'élite..

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sono della folgore, non credo del nono, comunque le esigenze delle forze speciali riguardo a pesi e ingombri sono molto differenti.

 

L'IOTV è utilizzabile in configurazione direct action, portati con i mezzi sul luogo d'operazioni e facendo poco movimento, nessuno penserebbe mai di farci un LRP ad esempio, ciò non toglie che quei plate carrier della defcon 5, repliche ciras di livello medio-basso, siano tutt'altra cosa rispetto a quello di cui dispone il fante americano, senza contare che senza l'utilizzo di un soft armor sotto qualsiasi colpo se non mortale è altamente incapacitante.

L'ergonomia e la fattura la tralascio perchè sono buono :asd:

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Guardando diverse immagini dei militari in Afganistan mi sono chiesto per quale motivo le protezioni personali si limitino esclusivamente ad uno striminzito giubbotto antiproiettile (mi auguro modernissimo) lasciando scoperto punti sensibili e mortali, non a caso l'ultimo Nostro caduto è stato preso sotto l'ascella.

Facendo una ricerca in rete mi sono reso conto comunque che è il pensiero comune di tutti gli eserciti fornire esclusivamente il giubbotto antiproiettile, possibile che la tecnologia di cui disponiamo non permetta la realizzazione di "armature" più "coprenti" ? Qualcuno è a conoscenza di studi e/o ricerche in questo senso? Ho visto kit dove viene inserita una protezione in zona inguine, ma non l'ho ritrovata in foto reali in zona operativa, maggiore protezione comporta minore mobilità? mi chiedevo se qualche militare che ha avuto modo di usarle in zona operativa mi possa chiarire questi miei dubbi..?

 

P.S

Ho cercato nel forum ma non ho trovato nulla.

Non conosco le protezioni del fante, ma data la potenza delle armi in circolazione, per essere ragionevolmente protetto da tutto dovresti stare in un carro armato, ma a quel punto sei un carrista e anche loro a quanto mi risulta hanno bei problemi nel resistere ai buchi.

Non puoi combattere con un'armatura addosso, o un elmo sulla testa, dato che ti impedirebbe nei movimenti e limiterebbe la tua visibilità senza darti garanzie di un bel nulla: se ti becchi un 12,7 mm all'angolazione giusta, dovresti avere una piastra blindata in acciaio come minimo di altrettanti mm per sopravvivere, cosa che credo pesi parecchio (senza contare la botta presa...), per cui io credo che si proteggano petto, schiena, testa (ma i ragazzi vanno in giro senza elmetto?) e pianta dei piedi, il resto è affidato alla sorte purtroppo.

Una protezione contro armi leggere e schegge di granata o detriti vari ad alta velocità è già qualcosa, di sicuro è meglio di niente, ma quando addosso hai già di tutto (armi, munizioni, visore, radio...), non è molto facile aggiungerci 4-5 chili di giubbotto antischegge, specie se ci sono 40 gradi all'ombra... I giubbotti poi spesso "funzionano" solo se allacciati correttamente, se sono tenuti aperti perchè hai caldo, il risultato non è garantito. I metalli come certe leghe d'acciaio, se non sono buoni, cioè se l'acciaio non è elastico, possono andare in pezzi quando un proiettile li colpisce con alta energia, trasformandosi in altrettyante schegge.

Da quello che so l'elmetto per esempio ti protegge il capo, ma la botta che si prende alla testa se ti centrano sull'elmetto può accelerare di colpo il collo da una parte in modo sufficiente ad ammazzarti comunque, perchè l'accelerazione ti può spezzare le vertebre cervicali.

I cosiddetti materiali compositi tipo il Doron, il kevlar, ecc.... avranno ridotto il peso delle protezioni, ma credo che il problema rimanga.

La testa, le spalle e le gambe sono da quello che sapevo le parti statisticamente più colpite. La testa viene colpita relativamente meno del tronco, anche se mi pare strano, ma quando è colpita è di gran lunga la prima causa di morte in combattimento, perchè le ferite alla testa in genere non danno scampo, per questo molti generali e ufficiali vari, tra cui lo stesso Patton per esempio multavano severamente tutti gli uomini sorpresi senza elmetto in testa. le gambe sono la regione più colpita in assoluto, ma per fortuna le loro ferite non sono sempre mortali.

Modificato da Hobo

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Hobo qui nessuno parla di proteggersi contro il .50, però le tecnologie per rendere sicuro il fante contro il 7,62, calibro più diffuso al mondo, ci sono e gli americani le hanno implementate, senza considerare le secondarie capacità di paraschegge e di anti-blast che vanno per la maggiore in un teatro pieno di IED.

Idem dicasi gli elmetti, per dire il Mk6 britannico durante telic ha salvato un soldato da una raffica di 5 colpi di ak, quindi è sbagliato fare del qualunquismo: per quanto si può occorre dare il meglio a chi è impegnato in operazioni a rischio, è un dovere morale.

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La cosa triste è che nel progetto Soldato del Futuro non mi pare ci siano proprio protezioni passive o studi su di esse atti a garantire un futuro al soldato in battaglia.

secci_070521.jpg

 

OT on

In merito alla Defcon5 speriamo che la mollino presto e prendano per tutto l'abbigliamento dalla SODgear come già fatto per i reparti speciali.

 

Si cominciano finalmente a vedere foto del nuovo ARX160 completo di GLX. Dopo le varie modifiche i nostri dovrebbero avere un arma più affidabile e precisa.

OT off

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Ma quindi, scusate l'ignoranza, confermate che TUTTI i soldati appiedati dell'US Army vanno in giro con l'IOTV? E quelli dell'USMC? E perchè ai nostri non lo danno? E' così costoso?

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Ma quindi, scusate l'ignoranza, confermate che TUTTI i soldati appiedati dell'US Army vanno in giro con l'IOTV? E quelli dell'USMC? E perchè ai nostri non lo danno? E' così costoso?

 

 

L'IOTV è standard per tutti i militari US Army sui teatri di guerra, l'USMC ha il MTV che è più o meno allo stesso livello.

 

Perchè hai nostri non lo danno? Per lo stesso motivo per cui non li addestrano, non gli danno dotazioni personali decenti in qualsiasi campo, dalle mimetiche ai mitici anfibi modello 1942 parà che ovviamente vengono sostituiti a spese del soldato appena si va a fare qualcosa di serio (anche se adesso c'è qualche distribuzione di altro), dalla mancanza di codici MILSPEC che consentono ai produttori di lavorare senza nessun controllo standardizzato di qualità ecc.

 

Da un lato non ci sono i soldi, ma dall'altro manca la cultura del singolo soldato, ancora siamo ancorati all'esercito di massa di cadorniana memoria, scarsamente equipaggiato ed addestrato ma che sulle carte da spedire all'etentè, alla germania, alla NATO ecc fa una bella figura.

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Afferrato il concetto... :wip41:

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Nel 1914 non eravamo tanto diversi dagli altri eserciti(Esercito Tedesco a parte), comunque a me sembra di vedere quasi una forma mentis Italica che predilige la mobilità alla protezione...

 

Così come le Littorio avevano piastre da 350mm per raggiungere 30 nodi, così come l'Ariete è sottoprotetto con la scusa dei 1200cv del motore(gli stessi del Challenger 2 che però è il più protetto al mondo) credo che si tenga a preferire la velocità degli spostamenti, modo di pensare errato IMHO.

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gli esempi citati non sono molto inerenti: le Littorio erano corazzate nella media delle altre realizzazioni internazionali, l'Ariete non ha avuto accesso a determinate tecnologie ed è nato vecchio, le discussioni sulle due nostre realizzazioni sono eccellenti, le consiglio! ;)

http://www.aereimilitari.org/forum/topic/595-ariete/

http://www.aereimilitari.org/forum/topic/8594-corazzate-della-regia-marina/

per il resto... non abbiamo soldi e mentalità "da guerra". non si privilegia la velocità a scapito della protezione: non siamo certi ai tempi dei trattati navali, dove si giustificavano scelte obbligate con "trovate tattiche" da circo.

Modificato da vorthex

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Nel 1914 non eravamo tanto diversi dagli altri eserciti(Esercito Tedesco a parte), comunque a me sembra di vedere quasi una forma mentis Italica che predilige la mobilità alla protezione...

 

 

Mobilità del fante? Mica siamo ai tempi di lamarmora dove si suppliva alla carenza di cavalcature facendo correre i bersaglieri a 10km/h :asd:

 

Non troviamo scuse idiote all'impreparazione storica dell'esercito Italiano sin dalla sua fondazione: una tigre di carta che ha sempre performato male quando si è trattato di fare sul serio.

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Beh, gli Austriaci li abbiamo legnati ben bene, e Caporetto non è merito loro bensì Tedesco (tattiche, gas, etc.).

 

E comunque ribadisco nel 1914 i Francesi o gli Inglesi non erano messi tanto meglio, i Tedeschi si!

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A qualcosa queste protezioni servono però.

 

“When I fell, Giunta thought I was hit. He tried to pull me back to cover and got shot and hit in the chest.” But body armor saved both of them.

 

Tratto da In one moment, in Afghanistan, Heroism and Heartbreak

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Leggendo queste spiegazioni aumenta il mio rispetto ed ammirazione per quei Militari che inviamo in missioni all'estero che nonostante tutte queste limitazioni offrono al Paese un servizio esemplare.

Complimenti !

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non abbiamo soldi e mentalità "da guerra"

Esattamente! Questo è il cuore del problema. Non c'è ne da sbattere la testa ne da farsi venire il sangue acido, putroppo è così.

 

Si ci fosse la mentalità gestiremo meglio i pochi soldi che ci sono mentre se ci fossero i soldi dubito fortemente che l'equipaggiamento, i mezzi e l'addestramento del soldato italiano migliorerebbero.

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Buone notizie in questo campo, riporto un tratto dell'articolo di Analisi Difesa di questo mese:

 

.."Qualche perplessità rimane sulle dotazioni individuali, che debbono tuttora fare affidamento su un corpetto antiproiettile ormai datato, pesante e soprattutto assai poco ergonomico. Il sostituto è stato già individuato ed è in via di distribuzione: speriamo raggiunga i reparti al più presto, in questo campo non sono davvero tollerabili economie e ritardi."

 

http://cca.analisidifesa.it/it/magazine_8034243544/numero114/article_816582587735657276862475210446_2683573816_0.jsp

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