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Thunderalex

Corazzate della Regia Marina

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Probabilmente se ne è già parlato ma facendo una ricerca viene fuori una babele.

 

Dopo aver visto per l'ennesima volta il documentario sull'affondamento della corazzata Roma, volevo ricordarle.

 

Nascita, vita, morte

 

Un po' di retorica

 

Come ebbe a dire un marinaio allora in servizio sulla Roma: "Gli Inglesi se le sognavano quelle navi!".

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"Gli Inglesi se le sognavano quelle navi!".

assai... :asd: :asd: :asd:

 

le corazzate italiane classe Vittorio Veneto erano della navi in liena con le altre realizzazioni europee. tuttavia, avevano grossi handicap nel campo dei sistemi di condotta di tiro e delle artiglierie, handicap che le rendevano molto inferiori alle pariclassi degli altri paesi.

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ti riferisci ai 94 colpi sparati a Matapan che non andarono a segno? ma perchè?

Edited by wingrove

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ti riferisci ai 94 colpi sparati a Matapan che non andarono a segno? ma perchè?

no, mi riferisco al dato che, in tutta la guerra in mediterraneo, le uniche cose affondate a cannonate sono state un paio di motosiluranti inglesi, da parte dei 138mm dell'incrociatore leggero (sarebbe meglio dire super-caccia) Scipione Africano.

 

perchè? sistemi di puntamento inaffibabile, cariche di lancio grossolane e mal tarate, cannoni con traietettorie balistiche sbagliate e velocità iniziale troppo alta, affusti fatti da paperino in persona.

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assai... :asd: :asd: :asd:

 

le corazzate italiane classe Vittorio Veneto erano della navi in liena con le altre realizzazioni europee. tuttavia, avevano grossi handicap nel campo dei sistemi di condotta di tiro e delle artiglierie, handicap che le rendevano molto inferiori alle pariclassi degli altri paesi.

 

E vabbè... "cuore di mamma"... Comunque le Littorio ebbero uno dei complessi di armamento più potenti e moderni mai installati su di una corazzata ed ebbero in dotazione le centrali “Galileo-Bergamini”, un nuovo tipo di centrale di tiro navale e antiaereo particolarmente rapida e precisa. Inoltre eccellevano in corazzatura.

La Littorio e la Vittorio Veneto, corazzate da oltre 40 000 tonnellate, trenta nodi di velocità da crociera e un armamento sontuoso nel quale spiccavano nove cannoni da 381 millimetrifurono il massimo in Europa e, almeno fino all'estate del 1941, allorché i tedeschi vararono la Bismarck, non esistette niente di eguale.

 

Certo, come tutte le altre navi della RM, pur avendo la reputazione di essere state ben progettate, si dimostrarono però piuttosto carenti sia nell'armamento contraereo e, soprattutto, nella dotazione di radar.

 

L'armamento principale era costituito di 9 cannoni da 381 mm lunghi 50 calibri (381/50) Modello 1934 disposti in tre torri trinate, due a prora ed una a poppa.

Erano le armi dalla più lunga gittata mai raggiunta da una nave da guerra, oltre 42.800 metri, e questo nonostante nella installazione a bordo avessero una elevazione di soli 35 gradi. Nemmeno i cannoni americani da 406 mm delle Iowa e quelli titanici giapponesi da 460 mm delle Yamato avevano tale gittata.

I grossi calibri di queste unità sparavano proiettili del peso di 885 kg, a titolo di confronto i proiettili inglesi di ugual calibro pesavano 871 kg, mentre quelli tedeschi a bordo della Bismarck pesavano 800 kg.

 

Ottime armi erano i cannoni antiaerei da 90/50 Modello 1939, dalle qualità eccezionali, superiori persino a quelle del mitico Flak tedesco da 88 mm, ed infatti non solo vennero utilizzate come arma antiaerea su navi ed in installazioni fisse a terra, ma vennero pure installate a bordo di camion e, soprattutto, dei semoventi da 90/53.

Si trattava di armi di realizzazione molto recente e concezione decisamente moderna, forse troppo.

Erano installate in affusti singoli corazzati, con un sistema di stabilizzazione molto sofisticato.

Avevano una cadenza di tiro di 12 colpi al minuto e lanciavano un proiettile antiaereo del peso di 10 kg a 10.800 metri di altezza. In funzione antinave invece il proiettile pesava 18 kg e veniva sparato a 13.000 metri di distanza.

La precisione del fuoco di queste armi era eccellente. Il numero in dotazione (fino a 36) risultò però carente.

 

Belle navi. Grosso spreco.

Edited by Thunderalex

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Comunque le Littorio ebbero uno dei complessi di armamento più potenti e moderni mai installati su di una corazzata ed ebbero in dotazione le centrali “Galileo-Bergamini”, un nuovo tipo di centrale di tiro navale e antiaereo particolarmente rapida e precisa

certamente, talmente rapide e precise che andavano continuamente in corto circuito se toccate da una goccia d'acqua (e su una nave è facile), le cui ottiche si appannavano e non c'era altro metodo per disappanarle se non smontarle ed il cui sistema di inseguimento e stabilizzazione, oltre ad essere lento come una tartaruga, era talmente delicato da essere addirittura disattivato il più delle volte, per non romperlo.

 

L'armamento principale era costituito di 9 cannoni da 381 mm lunghi 50 calibri (381/50) Modello 1934 disposti in tre torri trinate, due a prora ed una a poppa.

Erano le armi dalla più lunga gittata mai raggiunta da una nave da guerra, oltre 42.800 metri, e questo nonostante nella installazione a bordo avessero una elevazione di soli 35 gradi. Nemmeno i cannoni americani da 406 mm delle Iowa e quelli titanici giapponesi da 460 mm delle Yamato avevano tale gittata.

ci si chiede sempre a cosa serva sparare a 43km, quando non si riesce a telemetrare decentemente oltre i 28-30km. inoltre, una gittata così elevata aveva solo fini propagandistici, dato che, oltre ad essere inutile, logorava le canne in modo impressionante (le Littorio erano le corazzate a cui dovevano essere sostituite le canne più spesso) e dava ai proiettili, a causa dell'altissima velocità iniziale, una traiettoria sconveniente per il tiro anti-nave.

 

Ottime armi erano i cannoni antiaerei da 90/50 Modello 1939, dalle qualità eccezionali, superiori persino a quelle del mitico Flak tedesco da 88 mm, ed infatti non solo vennero utilizzate come arma antiaerea su navi ed in installazioni fisse a terra, ma vennero pure installate a bordo di camion e, soprattutto, dei semoventi da 90/53.

Si trattava di armi di realizzazione molto recente e concezione decisamente moderna, forse troppo.

Erano installate in affusti singoli corazzati, con un sistema di stabilizzazione molto sofisticato.

Avevano una cadenza di tiro di 12 colpi al minuto e lanciavano un proiettile antiaereo del peso di 10 kg a 10.800 metri di altezza. In funzione antinave invece il proiettile pesava 18 kg e veniva sparato a 13.000 metri di distanza.

La precisione del fuoco di queste armi era eccellente.

non riscrivo i commenti tecnici sulle doti di punteria di questi cannoni, basta leggere il primo pezzo del mio post. è da dire, che, nonostante fossero armi molto buone (il cannone era buono, il resto no), erano troppo piccole per l'impiego su nave ed i problemi dell'affusto annuallaro, in definitiva, la bontà di tale arma.

 

e, soprattutto, nella dotazione di radar.

e poi basta con la storia "noi non avevamo il radar"!!!!non eravamo preparati al combattimento notturno, punto! i giapponesi non lo avevano eppure di notte erano pericolossimi, gli americani lo avevano eppure le prime volte presero botte da orbi.

Edited by vorthex

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certamente, talmente rapide e precise che andavano continuamente in corto circuito se toccate da una goccia d'acqua (e su una nave è facile), le cui ottiche si appannavano e non c'era altro metodo per disappanarle se non smontarle ed il cui sistema di inseguimento e stabilizzazione, oltre ad essere lento come una tartaruga, era talmente delicato da essere addirittura disattivato il più delle volte, per non romperlo.

ci si chiede sempre a cosa serva sparare a 43km, quando non si riesce a telemetrare decentemente oltre i 28-30km. inoltre, una gittata così elevata aveva solo fini propagandistici, dato che, oltre ad essere inutile, logorava le canne in modo impressionante (le Littorio erano le corazzate a cui dovevano essere sostituite le canne più spesso) e dava ai proiettili, a causa dell'altissima velocità iniziale, una traiettoria sconveniente per il tiro anti-nave.

non riscrivo i commenti tecnici sulle doti di punteria di questi cannoni, basta leggere il primo pezzo del mio post. è da dire, che, nonostante fossero armi molto buone (il cannone era buono, il resto no), erano troppo piccole per l'impiego su nave ed i problemi dell'affusto annuallaro, in definitiva, la bontà di tale arma.

 

 

Mmah... in buona sintesi, come ho scritto, per certe cose erano troppo avanti e, come tu hai fatto notare, in altre indecorosamente carenti.

 

E' un pò la metafora dell'andazzo delle cose nel nostro Paese da sempre: poche e mirabolanti cime di eccellenza in un mare mexda... :pianto:

Edited by Thunderalex

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e poi basta con la storia "noi non avevamo il radar"!!!!non eravamo preparati al combattimento notturno, punto! i giapponesi non lo avevano eppure di notte erano pericolossimi, gli americani lo avevano eppure le prime volte presero botte da orbi.

 

E nun t'encazzà. Avevamo il Gufo, noi.

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Mmah... in buona sintesi, come ho scritto, per certe cose erano troppo avanti e, come tu hai fatto notare, in altre indecorosamente carenti.

 

E' un pò la metafora dell'andazzo delle cose nel nostro Paese da sempre: poche e mirabolanti cime di eccellenza in un mare mexda... crybaby.gif

paradossalmente, i problemi degli impianti da 90mm e delle punterie in generale, riesiedevano proprio nella loro troppa complessità a cui si accompagnava una progetattazione grossolana di aclune parti.

 

E nun t'encazzà. Avevamo il Gufo, noi.

a proposito del Gufo... la scelta di piazzarlo in faccia al torrione e non in cima (cosa che avrebbe permesso una copertura di 360°) era dovuta al fatto che, con la nave in moto, il radar non riusciva a girare :rotfl:

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veramente erano delle grandi navi...su history channel, un po' di tempo fa, hanno trasmesso un documentario in più puntate sulla guerra nel mediterraneo dal '40 al '43...in sostanza venivano evidenziati i difetti come l'assenza del radar o la mancanza di mezzi per il combattimento notturno...ma l'handicap più grande, che non ha consentito di sconfiggere gli inglesi, fu, secondo il narratore del documentario, la folle mancanza di coordinamento tra Regia aeronautica e Supermarina...

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no... la regione per la quale non si fece un uso reale della flotta da battaglia fu la mancanza di voglia da parte degli stati maggiori, che volevano tenersi belli stretti i loro barchini, a questo poi, negli ultimi mesi, si aggiunse la mancanza di carburante.

 

se vogliamo, però, fu un bene per gli uomini... visto come andavano, nella quasi totalità dei casi, gli scontri navali contro gli inglesi, le avremmo prese di santa ragione.

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no... la regione per la quale non si fece un uso reale della flotta da battaglia fu la mancanza di voglia da parte degli stati maggiori, che volevano tenersi belli stretti i loro barchini, a questo poi, negli ultimi mesi, si aggiunse la mancanza di carburante.

 

se vogliamo, però, fu un bene per gli uomini... visto come andavano, nella quasi totalità dei casi, gli scontri navali contro gli inglesi, le avremmo prese di santa ragione.

 

Però in occasione di molti scontri, se fossero intervenuti gli aerei, beh... non le avremmo prese. L'intervento dell'Aeronautica avrebbe anche potuto salvare la Roma, o almeno impensierire i tedeschi. Niente: la Roma a ovest della Corsica, i caccia a cercarla ad est... :wip41:

Edited by Thunderalex

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Però in occasione di molti scontri, se fossero intervenuti gli aerei, beh... non le avremmo prese. L'intervento dell'Aeronautica avrebbe anche potuto salvare la Roma, o almeno impensierire i tedeschi. Niente: la Roma a ovest della Corsica, i caccia a cercarla ad est... wip41.gif

si ma questo la dice già lunga sulle possibilità della Regia Marina. qui non stiamo parlando di scontri aereonavali dove si fronteggiavano flotte di portaerei, ma di scontri, dove, se ci andava male, inglesi avevano una portaerei con biplani antidiluviani. indubbiamente, parte della sconfitta è da attribuire alla mancanza di coordinamento tra Superaereo e Supermarina, ma non facciamo lo scaricabarile: se i nostri cannoni non facevano mai centro non è colpa del supporto aereo ;)

Edited by vorthex

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No la colpa maggiore sta nei strettissimi ordini dati ai comandanti da SuperMarina, ovvero evitare nel modo più assoluto di farsi affondare una nave. Ciò portò ad una eccessiva prudenza e al sostanziale non utilizzo delle grandi navi di linea. Se, e dico se, si fosse arrivati ad un face to face con la RN in Mediterraneo, sarebbe stata una partita ben equilibrata

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una perdita equilibrata???? hai mai sentito parlare della battaglia di Punta Stilo???? io direi che dopo quella battaglia dire che ci sarebbe stato uno scontro alla pari equilibrato è come dire che bruno vespa le può dare a un peso massimo magari campione in carica!!!!

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Guest iscandar
No la colpa maggiore sta nei strettissimi ordini dati ai comandanti da SuperMarina, ovvero evitare nel modo più assoluto di farsi affondare una nave. Ciò portò ad una eccessiva prudenza e al sostanziale non utilizzo delle grandi navi di linea. Se, e dico se, si fosse arrivati ad un face to face con la RN in Mediterraneo, sarebbe stata una partita ben equilibrata

 

la partita equilibrata lo sarebbe stato solo grazie agl incrociatori pesanti, ma purtroppo una buona parte li abbiamo persi a Matapan, grazie ad un colpo di cxxo degli inglesi, il siluro lanciato male colpisce il Pola sotto la corazzatura e fa allagare la sala macchine, il resto della divisione (zara, fiume e gorizia) vanno per ecuperarlo e per paura o imperizia, il cavo di rimorchio si spezza 3 volte, invece di dare un "avanti adagio" davano subito il "forza tutta" fincheè non sono arrivate le corazzate inglesi ed è finita la festa...

 

fonte:

mio padre imbarcato sul Pola (nocchiero)

Edited by iscandar

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Guest maxtaxi

I falsi storici sono molteplici in queste risposte…

Un poco di ordine…

Le navi italiane soffrivano di una grave malattia, la corrente alternata invece che continua. Per questo che erano così delicati e poi i cablaggi erano fatti in modo autarchico…

 

Parliamo delle Vittorio Veneto…

Le corazze di protezione erano eccezionali e si dimostrarono tali in molte occasioni. Le navi incassarono numerosi proiettili e siluri. A parte la ROMA ovviamente. I tedeschi nel 43 ci volevano mettere le mani sopra per rifonderle per le loro industrie dei loro carri armati…

Con il senno del poi, gli unici che fecero meglio furono solo i tedeschi ma a loro furono eccezionali nel costruire paratie antisiluro.

Non dimentichiamoci che solo le corazze superavano la media di tutte le altre navi dell’epoca cui poi era associata anche una linea invidiata da tutti…

Questo si traduceva anche in un ridotto beccheggio e una piattaforma stabile per i tiri anche se spesso con il mare grosso, la prua era lambina dalle onde.

 

I telemetri erano diciamo nuovi e il personale aveva bisogno di più esercizio cosa che mancò per mancanza di fondi, prima e per manca di carburante poi... Erano poste a 30 metri dal livello del mare e funzionavano a stretto contatto con le vedette.

Le operazioni alle centrali di tiro automatiche SAN GIORGIO non erano poi così automatiche ma erano oberate di complesse manovre di calcoli balistici, teorici e variabili sui 4 assi. Vi operavano in media 19 persone attorno al tavolo di calcolo oltre ad altre strumentazioni

.

Il personale era altamente motivato e pronto all’estremo sacrificio sempre. Mancò una convergenza di vedute politiche e militari. Gli ammiragli comandanti temevano troppo i pari classe inglesi cui ne avevano soggezione. I quadri inferiori invece non vedevano l’ora di misurarsi, sia a terra in franchigia che a bordo.

 

I cannoni di grosso calibro si sono comportati come i loro compagni in servizio presso altre marine. Forse hanno sofferto meno problemi di altri ma questo è riconducibile ad una minore usura. Contro la Bismarck non ricordo quale corazzata dovette abbandonare il campo perché resto con un solo dico UNO cannone efficiente, mentre tutti gli altri si ruppero chi il freno recuperatore chi si incavallò uscendo dalla guida.

 

Forse si parlò di celerità di tiro basse, ma in linea con altri del tempo. Un colpo al minuto era dovuto ai passaggi in sicurezza di cariche e proiettile. Ogni 10 colpi sparati, vi era un ufficiale addetto al riassetto della nave. A lui era delegata la responsabilità di allagare i depositi assetto nave.

 

Tutti avevano ancora il terrore di finire nella leggenda come quella corazzata (non ricordo il nome) che esplose nell’adriatico.

I depositi corazzati avevano, unico nel suo genere, impianti di aerazione separati e refrigerati dal resto della nave.

Ciò che peccava erano le munizioni. La cariche di lancio si comportarono bene, sempre, mentre i problemi nacquero nei proiettili. Non ve ne era uno uguale! Le lunghe gittate tanto blasonate, si erano ottenute infischiandosene della precisione.

È anche vero che gli inglesi dissero sempre che le salve erano piuttosto concentrate ma non si capisce con il senno del poi, con che criterio lo affermavano. Ci sono molte foto ufficiali che vedono le colonne d’acqua sollevarsi a svariati metri di distanza gli uni dagli altri.

Quando si caricavano i proiettili vi erano marescialli addetti con il metro -!!!- che misuravano per caricare le più piccole per ultime, in modo che fossero le prime ad essere sparate.

Queste generalmente venivano usate nelle esercitazioni o per i primi tiri per scaldare gli animi.

Complessivamente vi erano a disposizione per i 381mm 495 proietti perforanti, 171 granate dirompenti e 6 cariche per ogni proiettile.

 

Le lunghe gittate ottenute, era voluto per intimidire l’avversario (inglesi e francesi) affidandosi ai rilevamenti dei RO 43 mentre gli incrociatori e i cacciatorpediniere avrebbero dovuto serrare contro all’avversario in modo da concentrare il tiro dei grossi calibri contro.

L’avvento degli aerosiluranti e dei caccia imbarcati cambiò questa tattica.

 

I cannoni secondari erano da 152/55 cui la RM li conosceva da tempo ed erano affidabili e collaudati.

I 90/50 erano appoggiati su piattaforme stabilizzate antirollio +5/-5% cui favorivano una maggiore precisione del tiro come le 37/54 (le singole arrivarono fino al 7%).

Erano complessi binati e singole le 37mm arrivando nel 43 ad averne fino a 10 impianti binati e complessi anche nel costruirle, ma che erano la progenie di quelle moderne.

 

Il radar a partire dal 1941 era montato solo sulla LITTORIO ed era paragonabile a quelli tedeschi anche se di concezione italiana.

 

Altra grave lacuna della nostra flotta era dovuto alle comunicazioni. Era in vigore l’uso di inviare a Roma i messaggi cifrati e aspettare la susseguente risposta. Anche fra le navi della squadra era uso scambiarsi messaggi cifrati e questo recava un lento e laborioso decrittamento.

 

Vi ricordo che il principale vantaggio delle VITTORIO VENETO stava nella velocità cui potevano affidarsi sia per intercettare l’avversario sia per cercare di scappare in attesa di una più favorevole azione tattica che li avrebbe riportati in vantaggio. Associamo che i grossi calibri avevano 42 km di gittata si evince che le nostre NdB potevano sparare con 5-10 minuti di vantaggio potendo calibrare già sull’avversario.

 

L’autonomia era giudicata accettabile per l’epoca anche se inferiore di molte coetanee e decisamente dispendiosa. Ogni uscita non costava mai meno di 2000 t. di nafta.

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No la colpa maggiore sta nei strettissimi ordini dati ai comandanti da SuperMarina, ovvero evitare nel modo più assoluto di farsi affondare una nave.

c'era poi anche l'ordine di impegnare il nemico solo in situazioni di vantaggio, ordine che veniva "interpretato" come... impegnare il nemico solo se tu hai una corazzata e loro una motolancia.

 

Le navi italiane soffrivano di una grave malattia, la corrente alternata invece che continua. Per questo che erano così delicati e poi i cablaggi erano fatti in modo autarchico…

la nave disponeva di corrente elettrica continua per i servizi elettrici principale (luce e forza) e per alcuni impianti di bordo di corrente elettrica alternata. il punto debole del sistema elettrico era che le Diesel-Dinamo erano collocate fuori dal ridotto corazzato.

 

Le corazze di protezione erano eccezionali e si dimostrarono tali in molte occasioni. Le navi incassarono numerosi proiettili e siluri.

ma quali numerosi proiettili??? un solo colpo da 120mm incassato dalla Littorio durante il secondo scontro della Sirte. le navi, però, si comprtarono discretamente nei confronti dell'offesa subacquea, tranne che a Taranto, dove la Littorio, colpita da tre siluri da 457mm affondò, andandosi a poggiare sul fondale, perchè l'acqua si infilitrò nella conduttura dei cavi elettrici (e non solo), che correva sopra il ridotto pugliese e che non era comporatimentata, danneggiando numerosi locali della nave.

 

I 90/50 erano appoggiati su piattaforme stabilizzate antirollio +5/-5% cui favorivano una maggiore precisione del tiro come le 37/54 (le singole arrivarono fino al 7%).

Erano complessi binati e singole le 37mm arrivando nel 43 ad averne fino a 10 impianti binati e complessi anche nel costruirle, ma che erano la progenie di quelle moderne.

le piattaforme stabilizzate dei 90/50 andavano in corto circuito con una goccia d'acqua e venivano addirittura scollegate il più delle volte. le armi da 37/54, benchè avessero una rudimentale stabilizzazione, erano totalmente inefficaci, in quanto, non avendo una massa rinculante, scaricavano tutta la loro energia sull'affausto, facendolo tremare in maniera vergognosa (come le armi da 20/65)

 

Il radar a partire dal 1941 era montato solo sulla LITTORIO ed era paragonabile a quelli tedeschi anche se di concezione italiana.

il radar montato sulla Littorio nell'agosto del 1941, era di tipo sperimentale, faceva ovviamente schifo e non ebbe mai un impiego operativo. per avere un impiego operativo dobbiamo aspettare il settembre 1942 con l'adozione del Gufo, che era simile agli impianti tedeschi.

 

Associamo che i grossi calibri avevano 42 km di gittata si evince che le nostre NdB potevano sparare con 5-10 minuti di vantaggio potendo calibrare già sull’avversario.

associamo che a 42km non si riesce a telemetrare e capiamo come, queste navi potessero sparare da circa 10km in meno... se si fosse pensato a questo e non a far vedere "chi lo ha più lungo", avremmo avuto dei cannoni decenti, che non dovevano essere sostituiti una continuazione (130-140 colpi a prima carica, contro i 280 delle altre marine) e che non aveva fenomeni di dispersione così elevati. non a caso le "direttive e norme per l'impiego delle artiglierie", del settembre 1942, indicavano di condurre l'azione di fuoco da 21.000m a scendere (sia per questioni telemetriche che di dispersione), mentre in condizioni di ottima visibilità si poteva inziare a sparare da 28.000m per prendere le distanze.

Edited by vorthex

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Guest maxtaxi

Mi risulta che furono delle buone incassatori... Oppure sfortunate secondo come le guardi...

 

Vittorio Veneto, partecipò alle battaglia di Matapan, dove fu colpita da un siluro. Mentre si dirigeva a Taranto per prendere parte alla scorta di un convoglio, operazione M42, fu colpita da un siluro di un sommergibile.

 

Littorio, dopo la caduta del fascismo fu ribattezzata Italia. Colpita da tre siluri l'11 novembre durante l'attacco notturno inglese a Taranto, fu riparata e rietrò in servizio nel marzo del 1941. Contare che sono 5 mesi!!! Seconda battaglia della Sirte, fu colpita da un proiettile da 120 mm che non causo alcun danno; battaglia di mezzo giugno fu colpita da un siluro e da bombe di aereo. Mentre si dirigeva a Malta fu colpita da bomba-razzo.

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una perdita equilibrata???? hai mai sentito parlare della battaglia di Punta Stilo???? io direi che dopo quella battaglia dire che ci sarebbe stato uno scontro alla pari equilibrato è come dire che bruno vespa le può dare a un peso massimo magari campione in carica!!!!

 

Illuminaci.

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Guest iscandar

una lampadina

Regia Marina

 

qui riporto le conclusioni dell'articolo

Conclusioni

Dopo questa battaglia, i Britannici assunsero una posizione di ascendenza psicologica che non abbandonarono mai, neanche durante i grigi giorni del 1942, o almeno così credono Erminio Bagnasco e Mark Grossman. Lo storico J. Sadkovich non condivide questa opinione; nel suo libro ""The Italian Navy in WW II"" scrive che i britannici non riuscirono ad interdire il traffico marittimo italiano con la Libia, mentre il fallimento italiano fu la lentezza con la quale i piroscafi furono scaricati, una volta in porto. Militarmente parlando, Punta Stilo fu un vero pareggio, ma la Regia Marina dimostrò che poteva affrontare "viso a viso" la grande Royal Navy. Recentemente, come nell’articolo nell’edizione del febbraio 1998 della Rivista Marittima dell’autore Enrico Cernuschi, si è fatto presente la necessità di rivalutare questa battaglia. Infine, i britannici, i quali pensavano che si potesse mantenere il controllo del Mediterraneo utilizzando solamente la marina, dovettero trasferire l’iniziativa all’esercito e, senza l’intervento americano, l’ago della bilancia non si sarebbe spostato a sfavore delle forze dell’Asse.

Edited by iscandar

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Guest iscandar
E' il motivo per il quale non ho capito la metafora di Bruno Vespa...

 

credo che facesse un parallelo tra Vespa=Regia Marina Peso massimo=Royal Navy...

 

PS.

'mpari ma siculi ci siemo sulu nuatri????

Edited by iscandar

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credo che facesse un parallelo tra Vespa=Regia Marina Peso massimo=Royal Navy...

 

E infatti era fuoriluogo.

 

PS.

'mpari ma siculi ci siemo sulu nuatri????

 

Mmm... mi scantu ca c'è macari picpus u francisi... :rotfl:

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Colpita da tre siluri l'11 novembre durante l'attacco notturno inglese a Taranto, fu riparata e rietrò in servizio nel marzo del 1941. Contare che sono 5 mesi!!!

11novembre - 19marzo: 4 mesi, non 5, la matematica non è un opinione...

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