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maxweber

Altro che disarmo!

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Nonostante la promessa di riduzione degli armamenti nucleari fatta recentemente da Obama e da Medvedev, le spese militari degli Stati sono in continua ascesa: per rendersene conto basta consultare le cifre e i numeri del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute).

I Paesi con la più alta spesa militare nel mondo sono ovviamente gli Stati Uniti con il 41,5% della spesa mondiale; seguono Cina (5,8%) e Francia (4,5%) e, ancora a scendere, Regno Unito, Russia, Germania, Giappone, Italia, Arabia Saudita e India.

Negli ultimi dieci anni (1999-2008), le Americhe hanno aumentato le spese militari del 64%; l’Europa del 14%; l’Asia e l’Oceania del 56%; l’Africa del 40%.

Nel 2008 le spese militari degli USA sono state pari a 603 miliardi di dollari; seguiti dall’Europa con 320 mld di dollari; Asia e Oceania con 206 mld; Medio Oriente con 75,6 mld.; Africa con 20,4 mld.

Anche il mercato delle armi (Import-Export) è sempre più fiorente. Il 45,6% del volume di armi scambiate (nell’ultimo decennio per complessivi 22.640 miliardi di dollari) è costituito da aerei militari; seguono navi col 15,6% del totale; 13,5% carri armati e altri veicoli; 12,2% missili e antiaerea; 4,7% elettronica e sensori; 2,2% artiglieria e altre piccole armi; ecc.

I maggiori centri produttori sono negli USA (n. 44 che nel 2007 hanno venduto armamenti per 212,4 miliardi di dollari); segue l’Europa Occidentale (con n. 32 produttori e un venduto di 107,6 miliardi di dollari); la Russia (n. 6 produttori con una vendita di armamenti per 8,2 miliardi di dollari) e gli altri Paesi (con n. 18 produttori e un venduto di 39,8 miliardi di dollari).

Cito solo alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo nella produzione di armamenti: negli USA la Loocked Martin, Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics, L-3 Communications; nel Regno Unito Bae Systems; in Europa dell’Est la Eads; in Italia la Finmeccanica; in Francia la Thales.

Un ultimo dato significativo è il numero di militari impegnati nelle missioni di pace autorizzati dall’ONU: la Francia con 191.536 uomini; il Regno Unito con 180.562; la Germania con 145.637; l’Italia con 134.953 uomini; gli Stati Uniti con 134.953; la Nigeria con 88.135 uomini.

 

Dopo questa puntuale contabilità, mi aspetto i vostri commenti, curiosità e riflessioni.

Come si spiega tutto questo?

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... beh, dovresti considerare non solo il periodo 1999-2009 ma anche il decennio precendente :-P anche se in rialzo dubito davvero che le spese militari mondiali siano ai livelli toccati durante la guerra fredda.

Edited by Blabbo

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dato che esiste la tendenza di ridurre gli armamenti nucleari si punta ad ampliare quelli convenzionali, studiandone di nuovi e devastanti.

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non ci vedo niente di strano, sinceramente. gli Stati Uniti sono in stato di guerra dal 2001... sarebbe assurdo, semmai, una riduzione della spesa militare.

inoltre, è bene ricordare che il disarmo nucleare (che, per me, resta una cretinata) non è legato alla spesa militare, anzi, meno soldi si devono spendere per mantenere un arsenale nucleare, più soldi si hanno per il resto.

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Vorthex, ritieni pertanto che sia automatico l'aumento delle spese per armi convenzionali nel caso di disarmo nucleare o di riduzione degli armamenti nucleari?

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no, non è automatico. ma diciamo che non sarebbe strano che un paese, avendo rinunciato al suo deterrente nucleare, investa fondi per creare uno strumento di deterrenza convenzionale ugualmente efficace.

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no, non è automatico. ma diciamo che non sarebbe strano che un paese, avendo rinunciato al suo deterrente nucleare, investa fondi per creare uno strumento di deterrenza convenzionale ugualmente efficace.

 

Vorthex, quello che affermi è convincente! Va comunque tenuto conto che i Paesi più spendaccioni nell'acquisto di armi convenzinali sono quelli, diciamo così, emergenti. Nell'ordine sono: Arabia Saudita, India, Emirati Arabi, Cina, Egitto, Pakistan, Israele,Siria, Venezuela, Algeria ( la fonte è U.S. Congressional research service).

Questo vuol dire, probabilmente, che alla crescita della spesa delle convenzionali concorre soprattutto la voglia di quegli Stati di essere al passo con i tempi e di dotarsi di un potenziale offensivo di tutto rispetto (un discorso a parte va fatto per Israele, che ha motivazioni diverse).

Naturalmente la produzione di armamenti nucleari da è sottoposta a maggiori e doverose cautele, soprattutto da parte di quei paesi che non le posseggono o sono in aree delicate per gli equilibri geopolitici.

Naturalmente è una opinione. Che ne pensi?

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Se l'Italia aumenta la sua spesa militare io sono più che contento e sono daccordo con Vorthex nel dire che se si riduce l'arsenale nucleare non vuol dire che si riduca la spesa complessiva.

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più che altro non è l'aumento delle spese militari W L'ITALIA, ma come vengono spesi questi soldi pubblici.

Edited by meason

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più che altro non è l'aumento delle spese militari W L'ITALIA, ma come vengono spesi questi soldi pubblici.

 

Come temi che vengano spesi?

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il tema del venir spesi deve essere ampiamente discusso e sopratutto un bilancio va preventivato all perfezione quindi ad esempio i soldi per i marinai in eatri di guerra, altrof attore che invece per spese ed incrementi militaqri vedrei di buon ochio è se l'Italia facesse maggiori sforzi per far rientrare nelle propria orbita , nella propria ala protettiva quei paesi storicamente vicini quali Albania, Montenegro , Kosovo, Bosnia, Romania ecc ecc.. che potrebbero benissimo avere alcuni armamenti simili a noi, non certo deve trattarsi di gioielli da 70 100 milioni di euro con un costo di manutenzione simile al loro intero bilancio per la difesa , questo sarebeb tuttavia un modo per tenersi in futuro stretti stretti dei clienti che probabilmente vedranno col passare del tempo la loro economia crescere, quindi ad esempio alcuni mezzi ormai in vai di disuso potrebbero benissimo andar in quei paesi anche in leasing facendo si che quei paesi a lungo andare diventino fdelizzati e acquistino i pezzi di ricambio, esempio cassico i VM90 da noi sulla via di essere sostituiti dai lince alcuni anzichè rottamarli potremmo metterli sul mercato del surplus o fare dei pacchetti di leasing per certi stati a noi vicini fornendone poi a loro carico la manutenzione.

Questo è quanto la vedo io .

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