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Considerazioni post Terremoto


-{-Legolas-}-
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http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/c...ma-lettera.html

 

 

L DIARIO/ Una settimana dopo, da un ospedale di Roma

una domanda: perché 200 scosse non hanno provocato reazioni?

 

"Io, medico ferito e sfollato dico:

l'allarme alla città andava dato"

 

di MASSIMO GALLUCCI*

 

 

"Da gennaio, quasi settimanalmente si faceva sentire. Ma, un po' come nel film X-men 2, il verme divoratore era sotto controllo. Così ci era stato detto più e più volte dalla stampa e dalle televisioni locali. E così parcheggio, senza particolari precauzioni, nel piazzale alberato a 100 metri da casa.

 

Casa: una palazzina cielo-terra di 3 piani e piccolo attico, di stesura settecentesca, manipolata più volte in seguito, e da noi restaurata 12 anni fa. Per strada, davanti il mio ingresso, gli studenti che alloggiano in affitto negli appartamenti di fronte in cemento armato. Sono una decina, in strada. Una ragazza piange: "non ne posso più, ho paura voglio andare via". Un ragazzo l'abbraccia protettivo. Stai tranquilla. Sono scosse di assestamento. Ormai ci siamo abituati.

 

Così ci prepariamo, come ogni sera quasi tranquilli. A letto. Io, mia moglie e mia figlia. Un letto d'epoca, veneziano, con una spalliera piuttosto alta, che avrà un ruolo in questa storia. Stranamente essenziale e per questo bellissimo. Lascio la luce dell'abat-jour accesa.

 

All'una circa sono svegliato da un'altra scossa. O l'ho sognata? Resto sveglio. Dopo un po' ne arriva un'altra.

 

Alle 3 e mezzo il letto salta, si muove. Non c'è più luce elettrica, polvere dovunque, si fa fatica a respirare tra la polvere e l'odore acre, inconfondibile del gas di città, e il ballo continua, accelera, è forsennato, sale il rumore, quel borborigmo che diventa un ululato rotto dagli allarmi delle auto e da grida, grida, grida attorno. Virginia chiama. Mi butto su di lei per ripararla dalla pioggia di calcinacci e urlo: "Non preoccuparti, è finito, è finito!"

 

Ripeto istericamente quella frase per 22 secondi.

 

E' finito! Grido finalmente per l'ultima volta e "ordino" a mia moglie e mia figlia di seguirmi, di scappare via, subito. Scendo dal letto. Macerie sul pavimento. Polvere e odore di gas. Urla da fuori. Non si vede nulla. Cerco a tentoni la porta, ma non riconosco la camera da letto: la stanza è cambiata. O almeno il letto è in un'altra posizione. La trovo. Si apre. A tentoni raggiungo la rampa delle scale con la sensazione di non trovare le pareti al posto giusto. La rampa non c'è: è un cumulo di macerie.

 

A piedi nudi su quei sassi, poi sui vetri e i resti dei quadri dell'ingresso. Voglio vedere se si apre la porta. Sembra di no, poi qualche spallata e ci riesco e un po' di luce delle stelle penetra la nebbia e lenisce l'angoscia. Grazie a Dio non siamo prigionieri. Corro di nuovo su. Prendo Virginia e chiamo Lucilla. E approccio di nuovo la discesa. Ma stavolta perdo l'equilibrio e cado di schiena, assieme a Virginia, violentemente sul pavimento dell'ingresso. Un bel volo, forse di un metro e mezzo - due? Per un paio di secondi ho fosfeni. "Virginia, Lucilla, uscite! Uscite, sto bene!"

Intanto verifico che muovo le gambe e le mani. Ho un dolore terribile nell'intero tratto lombare. Sicuramente mi sono fratturato. Mi faccio forza ed esco quasi carponi, poi mi metto in piedi e vedo l'orrore che mai avrei creduto o pensato. Il palazzo di fronte: 5 piani di cemento armato accartocciati, stratificati come carte da gioco. Non sarà più alto di 3-4 metri, ora. Non viene una voce da lì dentro. Un silenzio feroce. Mani nei capelli, piango, Daniela amica cara e i bimbi Davide e Matteo; Maria Pia e i figli e quell'anomalo pitbull buono, l'avvocato Fioravanti e la moglie, così dolci e pacati. Che gentiluomo, con la sua piccola collezione di auto d'epoca e il sorriso nonostante la leucemia, e gli altri e gli studenti, quelli che piangevano e si consolavano.Travi di cemento armato di vari metri schiacciano i resti di quella casa. Senza una gru è impossibile fare qualunque cosa. A piedi nudi, sui sassi della città atterrati per terra, come tre zombi facciamo i 50 metri che ci separano da via XX Settembre dove altri zombi seminudi si aggirano senza meta, con gli occhi sbarrati, senza saper dire una parola, guardandosi attorno e piangendo, alcuni.

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Attraversiamo il parco alberato nel cui piazzale ho parcheggiato e raggiungiamo la macchina. E' coperta di detriti e polvere, ma agibile. Con lucidità sia io che Lucilla avevamo preso le chiavi della macchina dal portaoggetti sul tavolo dell'ingresso fortunatamente in piedi. In auto passiamo qualche ora, mentre la folla aumenta nel piazzale, assieme al dolore lombare. Continuano le scosse.

 

Sento un ragazzo chiamare Maria, Mariaaaa da sopra le macerie: "c'è mia sorella lì sotto, Mariaaaa!" Alcuni hanno piccole torce elettriche e scavano con le mani. Il termometro della mia auto indica 3 gradi. Chiedo a mia figlia di avvolgermi una pezza da vetri attorno ai piedi congelati.

 

Passano amici e volti noti. Non vedo traccia di isteria. Uno stupore silenzioso e controllato. Tutti si chiedono tra le lacrime: ha bisogno di qualcosa? Sapendo di aver poco o nulla da offrire. Aspettiamo, come bombardati, le luci dell'alba. Per capire. Ma da capire c'è poco.

 

Mia moglie torna a casa. Entra per qualche secondo.

 

"Casa non c'è più. Abbiamo perso tutto. Sai a chi dobbiamo la vita? Alla spalliera del letto che ci ha riparato dai massi della casa a fianco, accasciata come un vecchio sulla nostra. I massi hanno forzato, curvato su di noi la spalliera spingendo il letto contro l'altra parete. Senza di essa, ci sarebbero venuti addosso, sulle teste". Deo gratias. Una serie di coincidenze ci ha salvato la vita. Il resto non conta. Il resto si rifarà. Sono indeciso ora. Andiamo in ospedale a L'Aquila, dove troverò certamente il caos dei feriti ammassati, o direttamente fuori. Ma chissà cosa ha combinato il terremoto da quelle parti? Chissà le strade? Pensieri contorti che trovano soluzione presto: "Portami in ospedale a L'Aquila. Sto per svenire dal dolore".

 

Sono quasi le otto. Passiamo per una circonvallazione fuori città evitando scientemente il centro con l'auto, e ai nostri occhi si offre anche qui lo scenario di guerra che immaginavamo. Arriviamo e troviamo un'apocalisse ben oltre le previsioni: l'accesso al pronto soccorso bloccato da un crollo e il magnifico costosissimo-ma-solido ospedale è provato, inginocchiato, macilento. Dico a mia moglie di andare direttamente nel mio reparto. Inutile intasare il Pronto Soccorso. E qui trovo gente che dalle 4 del mattino lavora indefessa e già sconvolta dai primi orrori. Riesco a essere studiato. Sento l'affetto di chi mi sta intorno. Sono su una barella, finalmente, con un toradol in vena, e il dolore si lenisce. Ho eseguito RM e TC mentre le scosse continuavano impetuose ed impietose. Ho una diagnosi di frattura vertebrale somatica di L2 e varie contusioni.

Non ho notizie di mia madre, mio fratello, mia sorella, i nipoti: non ho potuto prendere il cellulare, sepolto dentro casa. Quanto siamo stati viziati dalla tecnologia! Col mio cellulare ho perso la rubrica telefonica e quindi tutti i contatti col mondo.

 

In tarda mattinata l'ospedale è dichiarato inagibile ed evacuato. Mi cerco un ricovero altrove con la difficoltà di non conoscere più i numeri di telefono di nessuno e approdo in qualche ora al Policlinico Umberto I a Roma.

 

E' già tempo di leccarsi le ferite e proporre rapide soluzioni. E' vero. E' anche vero che se il dolore non deve alimentare né rendere faziosa la rabbia, non deve neanche occultare le legittime domande del caso. Non ho velleità polemiche, e la gratitudine a tutti coloro che si sono adoperati per la mia città è infinita. Non posso, nel nome di quei morti, tacere, però, in merito alla disorganizzazione preventiva e all'informazione fuorviante.

Da quasi 4 mesi erano state registrate quasi 200 scosse con epicentro a L'Aquila e dintorni. Non poteva essere un evento che rientra nei limiti del normale, come si è sentito dire. Nelle ultime settimane erano incrementate di numero ed intensità. Eppure le voci ufficiali erano rassicuranti. "Non creiamo allarmismi".

 

Ma perché essere preoccupati di dare un allarme consapevole? Noi medici siamo obbligati da anni al consenso informato. Quando io intervengo su un aneurisma cerebrale sono COSTRETTO giustamente a dire e quantificare il rischio percentuale di mortalità. E i Pazienti lo accettano. Non fanno gesti inconsulti.

Questo è il mio principale rammarico. Nessuno ha offerto istruzioni calme, rassicuranti, civili, informate. La mia piccola storia assieme alle centinaia di storie di amici, mi ha insegnato che se avessi avuto una torcia elettrica sul comodino non mi sarei fratturato la colonna vertebrale, se avessi avuto un cellulare a portata di mano avrei chiesto aiuto per me e per il palazzo accanto, se molti avessero parcheggiato almeno un'auto fuori dal garage ora l'avrebbero a disposizione, se in quell'auto avessero (e io avessi) messo una borsa con una tuta, uno spazzolino da denti e una bottiglia d'acqua, si sarebbero tollerati meglio i disagi. Se si fosse tenuta una bottiglia d'acqua sul comodino, se si fosse evitato di chiudere a chiave i portoni di casa, se si fosse detto di studiare una strategia di fuga.... Pensate a chi è rimasto incarcerato per ore senza poter comunicare con l'esterno perché aveva il cellulare in un'altra stanza, o perché non trovava al buio le chiavi di casa, come le ragazze di un palazzo a fianco a me già semi sventrato: 6 ore sotto un letto, con la terra che continuava a tremare, perché la porta era chiusa a chiave, senza una torcia elettrica e senza cellulare per chiedere aiuto!

 

E inoltre, se invece di una decina di vigili del fuoco in servizio ci fosse stata una maggiore disponibilità di forze con mezzi già sul posto, piuttosto che aspettarli da altrove, quegli eroi del quotidiano che sono i nostri vigili del fuoco e i volontari della Protezione Civile avrebbero potuto lavorare in condizioni migliori.

 

Piccole cose. A costo irrisorio.

 

Spero che i nostri figli possano fare affidamento su una società più civile".

 

* L'autore è professore e direttore Uoc di Neuroradiologia Università-Asl dell'Aquila

 

 

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Le vittime del terremoto non sono solo numeri, hanno un nome

 

Le Pagine del Ricordo

 

dall'iniziativa del giornale Il Centro

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Guest galland
Io sono sempre molto freddo davanti a queste cose, vale sempre il detto "del senno del poi son piene le fosse".

 

Tanto per cambiare una discussione è stata chiusa per eccesso di polemica.

 

E vorrei aggiungere sciocca polemica. Vediamo perché: si polemizza sulle vignette di Vauro, sui saccheggiatori e quanto altro. Ora io dico che il nocciolo della questione è altrove.

 

Su “La Repubblica” di ieri (pag. 2 e 3) Roberto Saviano ci forniva un quadro poco meno che allarmante: la camorra sta allungando i suoi tentacoli sulla ricostruzione. Un affare di proporzioni colossali, una speculazione brutale sulla pelle di decine di migliaia di persone (precedenti terremoti docet), il rigore e la trasparenza dei criteri degli appalti è ESSENZIALE per evitare che un saccheggio venga perpetrato a man bassa. E bastasse questo, si dovrà risalire alle responsabilità di quanti hanno costruito edifici pubblici e privati al di fuori di qualsiasi regola d’arte e criterio di sicurezza.

 

Su questo si dovrebbe ragionare, sull’essenziale, non sul superfluo.

 

Il telegiornale Sky di domenica scorsa anticipando i provvedimenti del Governo asseriva che, quasi certamente, il Consiglio dei Ministri che varerà i primi provvedimenti per il terremoto si terrà … a L’Aquila! Questa è una logica da politica spettacolo: in una città in cui l’edificio del governo è crollato … ecco arrivare i ministri e il loro codazzo, centinaia di persone che vanno ad oberare, seppur per un tempo limitato, il già gravato capoluogo.

 

La verità è che a parte quale voce isolata un pronunciamento forte, chiaro, deciso su quella che – per me – è un’ulteriore presa in giro non c’è e questo è grave.

 

Che non si finisca che le fosse oltre del senno non si riempiano di altri cadaveri ...

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Sinceramente penso che anche saviano ha perso un occasione per stare zitto, sarà anche il vate dell'antimafia ma nelle sue condizioni non ha assolutamente la possibilità di avere prove che la camorra stia facendo alcunchè, tantomeno ad una settimana da quanto successo.

Sono solo supposizioni e mi sembra che anche lui debba scendere dal suo pedistallo ogni tanto.

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Guest galland
Sinceramente penso che anche saviano ha perso un occasione per stare zitto, sarà anche il vate dell'antimafia ma nelle sue condizioni non ha assolutamente la possibilità di avere prove che la camorra stia facendo alcunchè, tantomeno ad una settimana da quanto successo.

Sono solo supposizioni e mi sembra che anche lui debba scendere dal suo pedistallo ogni tanto.

Dominus, questo per le mafie è un meccanismo collaudato - almeno dall'epoca del terremoto dell'Irpinia - la Camorra, in particolare i Casalesi, hanno solidi agganci nella produzione di cemento, arrivando a vincere appalti per importanti forniture pubbliche.

 

A tacere del regime di sprechi pubblici, verificatosi in dopo TUTTI i terremoti in Italia.

 

Come, ad esempio, quello della stupenda nave da crociera allestita con i quattrini della ricostruzione dei comuni molisani colpiti dal terremoto del 2002!

Se qui non c'é una società civile vigile, ti saluto....

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Guest galland

Per me è necessaria la consapevolezza che questi non sono ladruncoli o criminali di mezza tacca, qui parliamo di poteri che hanno un controllo reale, capillare sul territorio.

Questa gente non lascia nulla al caso è riuscita a creare un'impresa che, oramai, fattura più della FIAT. Credi che si lascino sfuggire una simile occasione?

Ciò che fa paura che nè il governo, nè l'opposizione hanno una reale determinazione ad avviare una politica rigorosa.

Vogliono farci credere che in campania il problema rifiuti sia stato risolto perchè le discariche sono divenute aree militari, quando vi sono zone ove la diossina (ovvero la sostanza più tossica esistente, supera di DIECIMILA VOLTE il limite consentito.

 

Ben altre misure prenderebbero se volessero un vero, autentico, sacrosanto rigore.

 

Comunque chiunque vuole vada sul sito di Saviano e veda se parla a vanvera, ecco il link:

 

http://www.robertosaviano.it/section/0/137/

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E' comunque uno scenario vero simile (non solo camorra, ma altri tipi di associazioni a delinquere) conditi con il solito intreccio politici-palazzinari.

 

Comunque temo sia presto parlarne ora, bisogna ancora sgombrare le macerie e avere il decreto-legge.

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Come ho scritto sull'altra discussione (non capisco perchè non è stata mai riaperta) nelle sisma che nel '97 ha colpita Marche ed Umbria la ricostruzione è stata effettiva proprio perchè il flusso finanziario erogato non è stato distratto nè dalla criminalità organizzata nè dalla mala gestione pubblica.

 

Ciò è stato reso possibile grazie alla continua e stretta vigilanza attuata certamente delle istituzioni locali (Province e Regioni in primis) e dalla Magistratura, ma ancor prima dalla popolazione. Non si è permesso che i lavori venissero appaltati ad aziende edili spuntate fuori dal nulla o dalla dubbia provenienza (tipici segnali che puzzano di Camorra/Mafia).

 

Gli Aquilani in primis debbono vigilare su quel flusso. Se hanno sentore che qualche azienda non sta lavorando come dovrebbe hanno l'obbligo di riferirne alla Magistratura e darne comunicazione ai mezzi di stampa. E' nell'indifferenza e nell'omertà che la criminalità organizzata sguazza...

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Guest intruder

Intanto, ho trovato questo:

 

 

"Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

 

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

 

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

 

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.

E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

 

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?

Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

 

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

 

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

 

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

 

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

 

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?

Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

 

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

 

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.

Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

 

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

 

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

 

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

 

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.

Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.

Come la natura quando muove la terra, d’altronde".

 

 

Giacomo Di Girolamo

 

http://www.facebook.com/group.php?gid=6760...gid=80173193409

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Se ne parlava anche le forum art17 sulla questione dividendo gli user.

 

Forse ha ragione lui, ma comunque non posso non dare nemmeno un euro con un sms.

 

EDIT

il governo ha rifiutato l'accorpamento del refrendum alle elezioni bruciando 500 milioni di euro che poteva essere destinati ai terremotati.

 

dal forum di art17 posto una domanda di un user che rispetto molto:

Il discorso è molto semplice: la generosità degli italiani finora ha sollevato tutti i governi che abbiano attraversato qualche catastrofe naturale da ogni responsabilità. La domanda implicita è la seguente: trovate che sia giusto che la popolazione si impegni finanziariamente al posto di chi è preposto per farlo?
Edited by Leviathan
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sul terremoto occorrono subito 500 milioni di euro.

Accorpando quel referendum alle europee si avrebbero 460 milioni.

 

Si commenta da solo.

 

 

 

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Off topic: ma avete mai sentito quali sono i quesiti su questi cinegiornali? qualcosa di approfondito?

 

scusa chaffe nell'1986 a cosa ti riferisci?

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Mah sì, certo! Diamo retta ad un cialtrone che per fare il bastian contrario e mettersi l'anima in pace di fronte alla sua avarizia tira fuori argomentazioni largamente opinabili. Osanniamo un ennesimo virtuoso del "tanto ci penserà qualcun'altro"...giusto su Facebook poteva scrivere questo "poeta" contemporaneo.

 

Nelle Marche e nell'Umbria colpite dal terremoto i soldi delle beneficenza hanno raggiunto il loro scopo....io, come fortunatamente milioni di altri onesti ITALIANI non menefreghisti, riponiamo nostrafiducia affinchè ciò si ripeta anche in Abbruzzo.

 

La solidarietà è un valore che dovrebbe prevalere sulla meschinità....meschinità eloquenti come "NewTown, chissà da quanto la pensava" o il tirare in ballo perfino l'11 Settembre.

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lev nel 1986 l'enel fece dei pozzi in nella mia zona in cerca di energie alternative, fecero un pozzo a 100 metri da casa mia dentro il terreno di un confinante, una bella mattina il gas ceh tanto cercavano usci fuori senza controllo cacciando tutti di casa. Chi ando dai parenti non prese una lira (i miei ci rimisero tutte le galline e tanta sabbia usata per riempire il pozzo sparsa tutta intorno casa) chi non aveva parenti vu spedito in albergo.

 

Vittorio non bisogna sentirsi in colpa per dare un euro, ma io mi pongo una domanda "Che minch*a ce stanno a fa le mie trattenute in busta paga se ogni volta che succede qualcosa si va in cerca di beneficenza?" Anzi questa volta almeno dove lavoro per donare devi compilare un modulo, l'ultima volta si erano inventati il silenzio assenzo.

 

A sto punto preferisco fare beneficenza per una nimitz.

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Concordo, ovviamente c'è sempre l'ipocrisia tipica di tutte le tragedie, ma non vedo perchè sia sbagliato dare il proprio aiuto a nostri concittadini che si trovano in difficoltà

 

Conoscendo personalmente la zona concordo con quanto detto da paperinik, in umbra ci sono stati, ovviamente, diversi problemi, ma tutto si è concluso nei tempi sperati nonostante la ricostruzione fosse anche difficoltosa trattandosi, in massima parte, di edifici storici.

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Concordo, ovviamente c'è sempre l'ipocrisia tipica di tutte le tragedie, ma non vedo perchè sia sbagliato dare il proprio aiuto a nostri concittadini che si trovano in difficoltà

 

Conoscendo personalmente la zona concordo con quanto detto da paperinik, in umbra ci sono stati, ovviamente, diversi problemi, ma tutto si è concluso nei tempi sperati nonostante la ricostruzione fosse anche difficoltosa trattandosi, in massima parte, di edifici storici.

Senza dimenticare lo splendido esempio del Friuli; ma si sa, solo tutto ciò che è negativo fa notizia, anche in questo forum, non ciò che è positivo!!!

Edited by picpus
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Spero che questa volta si faccia qualcosa su larga scala per evitare che in qualche altra zona altamente sismica un futuro imprevedibile terremoto provochi altri 300 morti. Nella legge quadro ormai famosa come piano casa si può inserire qualcosa riguardo l'adeguamento delle strutture già presenti; magari, proprio ora che gli italiani hanno un po' più paura che il proprio palazzone dell'era tangentopoli gli crolli addosso come un castello di carte, va a finire che ci si corcia le maniche per rinforzare quei pilastri impastati a malta scadente e rinforzati con economico tondino liscio. Il know how non ci manca sul serio, la fuga di cervelli italiani verso il Giappone ne è un segno.

 

Non mi importerebbe se lo facessero solo per prendere i voti di un'opinione pubblica ormai più che sensibilizzata sul fatto che l'Italia è una grande area sismica, vorrei solo che si smetta di aspettare che le cose succedano per poi risolvere.

 

Riguardo l'intervento di quel medico riguardo i piccoli accorgimenti da prendere in seguito alle 200 scosse sono d'accordo. Quello non è creare allarmismo, e non è neanche evaquare una regione intera, quella è solo prevenzione che non costa nulla. Non dico neanche di dare voce alle teorie di Giuliani, non è un povero genio incompreso, riguardo ai gas sprigionati dalle faglie c'è chi è molto più avanti di lui nelle ricerche, e come già precisato dalla comunità scientifica non è possibile prevedere nè dove, nè quando, nè con quale intensità, ma qualcosa si poteva fare.

 

E' giusto rimanere freddi e pensare a mente lucida come risolvere il problema, ancor più utile pensare ad evitare che si ripeta. Preoccupante, ad esempio, è il fatto che l'epicentro delle nuove scosse si sposti sempre più a nord. Sono delle ultime ore le notizie riguardanti scosse di magnitudo anche abbastanza elevato avvertite nei pressi di Ascoli Piceno. La prima cosa che mi è venuta da pensare è che, avendo, purtroppo, subito danni recentemente proprio a causa del terremoto, da quelle parti dovrebbe creare meno danni.

 

Quelli che mi fanno davvero pena sono altri. Qualcuno dei complottisti dell'ultim'ora, come Grillo che sostiene che a mezzanotte già si sapeva tutto, che mi spiegasse quale accidenti di interessi avrebbero i politici a far morire 300 persone. Che fa, siamo diventati già troppi? Lobby dei becchini? Ma por*a vacca accendere il cervello ogni tanto?! Polemiche come questa mi fanno personalmente schifo, come si dice dalle mie parti le parol se le port lu vent. Che proponessero soluzioni invece di continuare a contrastare qualsiasi cosa messa in campo da chi non la pensa politicamente come loro.

 

Parlano di scarso coordinamento tra le forze in campo. Io che di coordinamento modestamente ci capisco qualcosa posso assicurare che non solo le forze in campo sono state ingenti, ma sono anche state coordinate alla perfezione.Poi escono fuori quelli che per fare gli intellettualmente superiori pur di dare risalto alle loro verità assolute (che tra l'altro non sono che il pensiero comune di chiunque abbia un minimo di coscienza sociale) riescono anche a disprezzare il dolore, la sofferenza ed il cuore di terremotati e soccorritori.

 

Io di euri ne ho donati. Personalmente, ed essendo pescarese sono in qualche modo avvantaggiato, do quando posso il mio contributo, magari non riposando per 2 settimane filate per coprire i turni del mio collega che va a dare una mano a Preturo, oppure pubblicizzando le raccolte di indumenti e aiuti che i ragazzi organizzano tutte le sere nei pub, o anche solo salutando con un buongiorno le famiglie di terremotati che, improvvisamente fiondate in una vacanza forzata in albergo a 4 stelle, fanno avanti e dietro per la riviera.

 

Che non siano i nostri politici merdosi (passatemi la parolaccia per favore) e i nostri intellettuali da strapazzi a farci dimenticare i lati più belli del nostro Paese, uno dei quali è proprio la solidarietà, tanto blasonata nei primi giorni di dirette TV h 24.

 

Scusate lo sfogo, magari ho scritto anche qualche inesattezza, ma questa tragedia l'ho vissuta e la vivo abbastanza da vicino, chi ci specula lo ammazzerei a mani nude.

Edited by Tuccio14
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Mah sì, certo! Diamo retta ad un cialtrone....

 

Papernick non so nemmeno da dove ti venga la forza di dare del cialtrone ad una persona che scrive il suo pensiero, che non conosci ma che scrive il suo dolore e sdegno per i fatti suoi che magari non condividi, ma di sicuro sono rispettabilissimi in quanto in quello che ha detto ci si può benissimo riconoscere qualunque persona onesta.

 

Chissà perchè ti senti sempre in dovere di prendere di petto, qualsiasi cosa non sia considerata plausibile dal tuo pensiero.

 

Riporto un'altra ANSA di oggi, finalmente sono messi nero su bianco gli esposti dei cittadini abruzzesi a cui la procura sarà chiamata a rispondere, per rilevare le responsabilità sui crolli, riporto qui l'articolo.

 

Prendo un passo dall'articolo, non tutto in Irpinia è arrivato chiaro e limpido alla popolazione:

 

GRASSO: ATTENZIONE A RISCHI INFILTRAZIONI

"Non voleva essere un allarme sui rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle ricostruzione delle zone terremotate perché non ci sono ancora le condizioni. La fase della ricostruzione comincerà quando sarà finita quella delle emergenze. In realtà è una attenzione vigile che viene fuori dalle esperienze passate". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ospite del programma Panorama del giorno. "Ancora forse non sono nemmeno definiti i processi per le responsabilità della ricostruzione in Irpinia - ha spiegato - e quindi è giusto che tutti i soldi dello Stato vadano interamente ai cittadini della provincia dell'Aquila e non ad arricchire persone e fare in modo che non facciano gli sciacalli con le casse dello Stato così come hanno fatto con le case".

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Concordo, ovviamente c'è sempre l'ipocrisia tipica di tutte le tragedie, ma non vedo perchè sia sbagliato dare il proprio aiuto a nostri concittadini che si trovano in difficoltà

 

Quoto e aggiungo, che se è lecito criticare le manchevolezze dello stato, ciò non toglie che i terremotati abruzzesi hanno bisogno di un aiuto concreto ADESSO. Per le polemiche c'è sempre tempo, i soldi servono subito, e se arrivano anche dalle libere donazioni dei cittadini ben venga.

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Perfettamente d'accordo col vostro pensiero Tuccio e Lender, tra l'altro Travaglio (che mi prendo la briga di ascoltare) non si capisce dove abbia preso la notizia che a mezzanotte il personale del Tribunale sia stato evacuato, mi piacerebbe davvero saperlo.

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