
Considerando gli anni di vita della Forza Aerea italiana, inquadrata oggi nell'Aeronautica Militare e prima del 2 giugno 1946 nella Regia Aeronautica (con le brevi parentesi dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana e dell'Italian Co-belligerent Air Force), si tende in genere ad assumere che essa abbia raggiunto il massimo storico della sua potenza operativa nel quinquennio compreso tra it 1935 ed il 1940, nel periodo che va dalla Campagna d'Etiopia all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Se questo concetto pub essere ritenuto valido sul piano della consistenza numerica, dato che all'ingresso nel seconda conflitto mondiale la Regia Aeronautica disponeva di circa 3.479 aeroplani, dei quali però solo 1.569 considerati bellicamente efficienti, esso non é tale se viene invece riferito alle capacita belliche reali. Alla fine degli anni Cinquanta l'Aeronautica Militare, infatti, raggiunse un potenziale senza precedenti, tale da risultare una delle più importanti dell'Europa Occidentale e la più importante dello scacchiere meridionale della NATO. Erano gli anni detti della Guerra Fredda, per indicare l'esistenza di un permanente stato di tensione politica e strategica, fortunatamente privo di scontri diretti, che si era instaurato tra il blocco europeo atlantico (filoamericano) e quello orientate (filosovietico), subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Quello stesso periodo fu in realta molto caldo in diverse altre parti del mondo, come la Corea, dove tra il 1950 ed il 1953 infuriò un conflitto ad alta intensità tra it Sud del paese, appoggiato dagli Stati Uniti, ed il Nord comunista, sostenuto in maniera diretta dai cinesi ed indiretta dai sovietici. Altre dure guerre furono combattute in quegli stessi anni dai francesi in Indocina ed Algeria, mentre nel 1956 ci fu il secondo dei brevi ma intensi scontri militari più volte intercorsi tra i Paesi Arabi, allora sostenuti militarmente dall'Unione Sovietica, ed Israele, appoggiata dagli occidentali. Se in occasione dei momenti critici, il primo dei quali fu il blocco di Berlino mentre quello più grave fu la crisi dei missili cubani, tale stato di tensione non sfociò in guerra aperta anche in Europa fu grazie all'avvenuta affermazione del concetto strategico di "Deterrenza Nucleare" reciproca. Essa si basava allora, sul mantenimento di una elevata capacita di colpire in maniera massiccia il possibile avversario con armi nucleari strategiche, aventi potenze distruttive variabili da alcune centinaia di kiloton (un kiloton o KT equivale a 1.000 tonnellate di esplosivo convenzionale come il trinitrotoluene) fino a diversi megaton (un megaton o MT corrisponde a un milione di tonnellate di TNT), e con armi nucleari tattiche, di potenza limitata a qualche decina di kiloton. La bomba atomica "Little Boy" lanciata su Hiroshima nel 1945, sarebbe stata considerata, 15 anni dopo, solo di tipo tattico. Fu in tali contingenze politiche e militari che la consistenza numerica e le capacita belliche dell'Aeronautica Militare italiana, rimaste ad uno stadio minimo nel quinquennio 1946-1950, salirono rapidamente ad un livello molto elevato, senza che l'opinione pubblica nazionale, duramente impegnata nell'opera di ricostruzione del paese, se ne rendesse mai pienamente conto. La delicatezza della situazione politica interna, che vedeva la presenza del Partito Comunista Italiano (PCI), molto forte sul piano numerico e organizzativo, ancora allineato su posizioni ideologico-strategiche vicine a quelle dell'Unione Sovietica, impose infatti che a tale processo di marcato rafforzamento non venisse data alcuna pubblicità, restando un fatto noto solo ai militari, ad una ristretta cerchia di uomini politici della Democrazia Cristiana (il partito di maggioranza relativa che controllava in maniera esclusiva il Ministero della Difesa) ed a pochi giornalisti della stampa aeronautica, che aveva allora, per numero di testate e di lettori, una diffusione assai meno ampia di quella odierna. La massiccia crescita numerica dell'Aeronautica Militare e la sua riorganizzazione in Aerobrigate composte da tre gruppi operativi di 25 velivoli ciascuno, seguendo un'impostazione organizzativa assai simile a quella dei Wings da combattimento dell'USAF iniziarono a partire dal 1952. Questo potenziamento rientrava nell'attuazione dei piani MDAP (Mutual Defence Assistance Program), di fornitura diretta di materiali bellici moderni (o abbastanza moderni), che vennero attuati dagli Stati Uniti per rafforzare adeguatamente sul piano militare i loro deboli alleati europei della NATO in vista di un possibile confronto bellico con l'Unione Sovietica ed i paesi, allora chiamati "satelliti", del Patto di Varsavia. Il generale Matthew Ridgway, comandante in capo delle Forze Alleate in Europa, giunse infatti a pronosticare l'inizio di questo ipotetico scontro per il maggio del 1953.Nell'ambito di tali programmi, nel corso dei restanti anni Cinquanta, gli Stati Uniti cedettero a titolo gratuito all'Italia ed agli altri stati europei alcune migliaia di moderni velivoli da combattimento a reazione di prima, seconda e terza generazione: andavano dai Lockheed T-33 "Shooting Star" da addestramento avanzato e dai caccia-bombardieri Republic F-84 "Thunderjet" con ala dritta e velocità subsonica, ai caccia per superiorità aerea con ala a freccia North American F-86 "Sabre", capaci di raggiungere la velocità del suono in affondata, fino ai caccia-bombardieri North American F-100 "Super Sabre", ampiamente supersonici (peraltro accettati solo da alcune delle Forze Aeree europee).

Republic F-84F "Thunderstreak", impiegati per il bombardamento tattico nucleare.

F-84F del 50° Stormo, che li ebbe in linea fino al 1972
Questo messaggio è stato modificato da Blue Sky: 07 marzo 2010 - 20:30

Connettiti
Registrati
Aiuto



Torna in alto




































