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Ventum seminabunt et turbinem metent


Ospite intruder

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Mi sono spiegato male io evidentemente: certo che la NATO può obbligare la Russia a ritirarsi nel caso invadesse una Georgia membro della NATO. Quello che sostengo è che non è in grado di farlo con una operazione limitata al solo teatro georgiano (ovvero un attacco in Georgia e basta). L'unico modo sarebbe un attacco su ampia scala (non necessariamente nucleare) che obbligasse Mosca a ben più miti consigli.

Mi spiego ancora meglio: si tratterebbe di una situazione simile a quella kosovara: anche li la NATO non era in grado di intervenire via terra in kosovo (o, meglio, era troppo rischioso) e quindi obbligò a suon di bombe gli iugoslavi ad abbassare la testa.

 

Quello che io mi chiedo è: è pronta la NATO a fare lo stesso con la Russia, o si tratterebbe solo di un bluff e in caso di invasione non andremmo a fare guerra aperta con Mosca? La questione andrebbe posta anche in quest'altra maniera: in caso di ingresso della Georgia nella NATO, crederà la Russia che siamo pronti a morire per i georgiani, o penserà che sia solo un bluff? Ancora di più: ci conviene assumerci l'onere di difendere la Georgia, visto che in caso di attacco saremmo obbligati alla guerra con la Russia oppure ad una figuraccia che potrebbe anche segnare la fine della NATO? E guardate che rispondere a queste domande con la formuletta "tanto la Russia non attaccherà mai" significa fare lo struzzo. Se volete l'ingresso della Georgia, sono domande a cui bisogna dare risposta.

 

Per quanto le comunicazioni possano sembrare difficili, la Georgia non è isolata...

 

georgia_rel99.jpg

 

C'è una sola strada (in condizioni pessime stando a quanto Intruder ha visto, e gli credo), un piccolo pezzo di confine e un terreno montagnoso. Non è questione della Turchia, se fosse per questo non ci sarebbero problemi a fare arrivare 3 divisioni americane in Turchia (e relativi aerei) ed impiegare quelle. Il problema è fare arrivare le truppe dalla turchia al confine, farle arrivare in numero sufficiente ad effettuare un attacco vecchio stile e, sopratutto, riuscire ad impiegarle tutte nello stesso punto per far massa. Ora far passare qualche decina di migliaia di soldati per quel collo di bottiglia potrà anche essere possibile, ma voglio vedere chi se ne assumerà il rischio visto che i russi, anche senza grande appoggio aereo, possono nascondersi tra le montagne e piccionare gli americani, che non possono neanche sfruttare più di tanto i carri armati.

 

Quanto alle navi, le portaerei non ci passano, e le marine Ucraine, romene e bulgare sono davvero poca cosa. L'unica decente è quella Turca, che però è fatta sopratutto per fare la guerra ai greci tra le isolette dell'Egeo.

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........Quanto alle navi, le portaerei non ci passano..........

Pongo un quesito: in caso di guerra, determinata da un attacco ad un paese membro della Nato e per cui, in applicazione dell'art. 5 del Trattato del Nord Atlantico, TUTTI i paesi della Nato dovrebbero correre in soccorso di quello attaccato, che senso avrebbe che la Turchia, paese membro della Nato e quindi paese esso stesso in guerra contro il comune nemico, ponesse un veto al passaggio delle portaerei americane attraverso i suoi stretti?!?!?!

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Pongo un quesito: in caso di guerra, determinata da un attacco ad un paese membro della Nato e per cui, in applicazione dell'art. 5 del Trattato del Nord Atlantico, TUTTI i paesi della Nato dovrebbero correre in soccorso di quello attaccato, che senso avrebbe che la Turchia, paese membro della Nato e quindi paese esso stesso in guerra contro il comune nemico, ponesse un veto al passaggio delle portaerei americane attraverso i suoi stretti?!?!?!

Penso che questo divieto potrebbe essere aggirato, una modifica a questo vecchio trattato sarebbe nell'interesse di tutti, e della Turchia.

 

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Quello che io mi chiedo è: è pronta la NATO a fare lo stesso con la Russia, o si tratterebbe solo di un bluff e in caso di invasione non andremmo a fare guerra aperta con Mosca? La questione andrebbe posta anche in quest'altra maniera: in caso di ingresso della Georgia nella NATO, crederà la Russia che siamo pronti a morire per i georgiani, o penserà che sia solo un bluff? Ancora di più: ci conviene assumerci l'onere di difendere la Georgia, visto che in caso di attacco saremmo obbligati alla guerra con la Russia oppure ad una figuraccia che potrebbe anche segnare la fine della NATO? E guardate che rispondere a queste domande con la formuletta "tanto la Russia non attaccherà mai" significa fare lo struzzo. Se volete l'ingresso della Georgia, sono domande a cui bisogna dare risposta.

Se vuoi la risposta te la dò io, e la risposta è si.

Come hanno fatto gli Stati Uniti con noi in Europa negli anni della guerra fredda, anche noi bisogna supportare la Geogia e prendercene le conseguenze, ha costo della guerra !!

Certamente oggi ci sono vari canali diplomatici per preservare la pace, ma la Georgia e Ucraina devano diventare parte integrante della NATO.

Modificato da Captor
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Si ma:

- se permetti l'importanza dell'intera Europa Occidentale è leggermente superiore a quella della Georgia. E nonostante questo non sono mancati i dubbi sulla volontà degli americani di subire un olocausto nucleare per salvare l'Europa (NB: dubbi).

- far affluire rinforzi e truppe in Europa era una cosa non facile ma possibile in misura molto maggiore di quanto sia possibile con la Georgia

 

Sul trattato, non è solo una scelta della Turchia. Certo se si è già in guerra con la Russia poco male, ma in caso contrario costituirebbe un'ottima ragione per i russi per attaccare i turchi.

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la situazione sta diventando interessante! io penso che se davvero i russi iniziassero una nuova guerra fredda in europa non sarebbe solo un fatto negativo ma anzi,uno positivo! infatti un avvenimento del genere potrebbe accelerare il processo di unificazione europea "inizierebbero i primi passi verso un'esercito europeo" l'europa si allontanerebbe dalle forniture energetiche russe che non sono affidabili "ucraina docet" e con "un nuovo grande nemico" si ritornerebbe in un clima di forte antagonismo industriale ecc.. che può solo far bene. che ne pensate? :o

 

Mi sa che avete le idee poco chiare. Fuori fanno la fila per comprare il gas e il petrolio della Russia, il Giappone ha sborsato miliardi di dollari per costruire una pipeline che porti le risorse della Siberia fino da loro, e hanno litigato con i cinesi che volevano entrare nell'affare, finchè si sono messi d'accordo che una parte andrà in Cina.

 

Se si compra gas e petrolio russi è perchè è più sicuro che comprandolo da qualche altra parte, guardate i giapponesi che comprando petrolio arabo hanno dovuto cacciare più di dieci miliardi di dollari per finanziare Desert Storm. E ora non ci hanno pensato due volte a comprarsi le riserve energetiche russe, che sono molto più sicure. La stessa cosa hanno fatto i tedeschi, la Merkel può dire quello che vuole sulla Georgia ma i tedeschi sono stati molto contenti di pagare un gasdotto che NON passerà da Polonia Ucraina e Bielorussia, così che nessuno potrà rompergli le p...e alla prossima guerra nel mondo arabo non cacceranno nemmeno loro altri miliardi di dollari come hanno fatto al tempo del Kuwait, anzi giàper la invasione dellIrak insieme ai giapponesi non hanno cacciato un soldo perchè gli americani e gli inglesi se la sono dovuta pagare da soli.

 

E pure noi con il gasdotto che costruiremo porteremo il gas russo in Europa evitando di passare per la Turchia l'Ucraina o la Georgia, così che nessuno di questi ci potrà dare problemi, e lo venderemo insieme ai russi a tutti i Balcani, all'Austria e all'Europa del Nord. Quelli che sbraitano contro il gas russo sono quelli che non sono riusciti a fare i contratti per portarlo in Europa e vedono i soldi finire nelle tasche nostre e dei tedeschi.

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Ospite intruder
Se si compra gas e petrolio russi è perchè è più sicuro che comprandolo da qualche altra parte

 

Quello che è sicuro oggi, non è detto che lo sarà anche domani. E, in realtà, tanto sicuro non lo è nemmeno oggi. La Federazione Russa, riproduce nel suo interno tutti i problemi che aveva la defunta URSS: un coacervo di etnie, razze, religioni, usi e costumi che mal vanno d'accordo, se proprio non sono in aperto contrasto uni contro gli altri. I conflitti interetnici sono molto più numerosi di quello che in Europa crediamo ― o sappiamo. E i campi petroliferi e gasiferi si trovano quasi sempre in aree turbolente e contestate da altre nazioni: Mosca ha un contenzioso di decenni con la Norvegia per lo sfruttamento del Mare di Barents, metti che domani dalle parole si passi ai fatti... parliamo di nazioni civili, dici? Sicuramente la Norvegia lo è. Ma metti che domani jakuti o basckiri decidano che ne hanno abbastanza di vedere il loro territorio sfruttato dai russi e facciano un bel casino alla cecena... che dici, i rifornimenti di gas e di petrolio sarebbero assicurati? I governi occidentali tacerebbero sulla repressione russa? Non è che Mosca abbia la mano libera. Nel suo interno ce l'ha sicuramente molto più di quanto si permetterebbe ad altre nazioni, ma i nostri governi devono anche tenere conto dell'opinione pubblica ― che in questo caso era schierata a favore della Georgia e lo sarebbe per la Cecenia, se ci fosse una recrudescenza di quel conflitto. O se ne scoppiassero altri, i cinesi stanno dicendo senza troppi giri di parole che se gli indipendentisti del Xinkiang hanno rialzato la testa è per il sostegno che hanno visto incontrare i tibetani in occidente ― e, attenzione, hanno ragione.

 

 

E pure noi con il gasdotto che costruiremo porteremo il gas russo in Europa evitando di passare per la Turchia l'Ucraina o la Georgia, così che nessuno di questi ci potrà dare problemi, e lo venderemo insieme ai russi a tutti i Balcani, all'Austria e all'Europa del Nord. Quelli che sbraitano contro il gas russo sono quelli che non sono riusciti a fare i contratti per portarlo in Europa e vedono i soldi finire nelle tasche nostre e dei tedeschi.

 

Lo stesso discorso si può fare per Mosca: hanno scatenato quel putiferio per spaventare i clienti del BTC.

Modificato da intruder
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ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE DEL TELEGRAPH:Russia 'distributing passports in the Crimea'

 

Ukraine is investigating claims that Russia has been distributing passports in the port of Sevastopol, raising fears that the Kremlin could be stoking separatist sentiment in the Crimea as a prelude to possible military intervention.

 

The allegation has prompted accusations that Russia is using the same tactics employed in the Georgian breakaway regions of Abhkazia and South Ossetia in order to create a pretext for a war.

 

Russia handed out passports to the residents of the two provinces, which have long looked to Moscow for support, five years ago. The Kremlin has justified its invasion of Georgia in terms of defending its citizens in Abkhazia and South Ossetia from Georgian "aggression".

 

Mykola Stretovych, an MP with Ukraine's ruling orange coalition, claimed that Russia was engaged in a massive operation to hand out passports in Sevastopol, home to 400,000 people, many of whom have historic ties with Russia.

 

Anatoly Gritsenko, chairman of the Ukrainian parliament's national security committee, launched a probe into the claims which, if true, would represent "a threat to national security", he said.

 

Tensions between Moscow and Kiev have grown in recent days after Viktor Yushchenko, Ukraine's pro-western president, imposed restrictions on Russian ships entering the Black Sea Fleet's base in Sevastopol.

 

The decision to place limitations on movement to and from the base, which Russia rents from Ukraine, was taken after ships from the Black Sea Fleet were used in military operations in Georgia.

 

Ukraine further infuriated the Kremlin last week by offering Europe and the United States access to its missile warning systems.

 

Mr Yushchenko's alliance with Georgia has caused further resentment among the Crimea's overwhelmingly Russian-speaking population. The territory was historically part of Russia but was awarded to Soviet Ukraine by Nikita Khrushchev in 1954.

 

The head of Ukraine's security service, however, said that despite nationalist tensions in the territory, a rebellion in the Crimea with or without Russian support was inconceivable.

 

"Prosperity, peace and calm in the Crimea is the very foundation on which the interests of Ukraine and neighbouring Russia coincide," Valentin Nalivaichenko said.

 

Condoleezza Rice, the US secretary of state, warned Russia that its actions in Georgia would further increase the alienation of Ukraine towards Moscow. Mr Yushchenko has applied for Ukraine's membership of Nato, a move bitterly opposed by the Kremlin.

 

"If the Russians intended this as intimidation, they have done nothing but harden the attitudes of the small states around them," she said. "I think the Russians have made a significant mistake here."

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/...the-Crimea.html

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Ospite intruder
ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE DEL TELEGRAPH:Russia 'distributing passports in the Crimea'

 

 

Bene, se è vero, abbiamo la dimostrazione che si sta preparando un'altra Georgia. Poi sarà la volta del Kazakstan? O di chi? Fino a quando l'Occidente dirà no? Fino a quando firmerà Trattati di Monaco?

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Bene, se è vero, abbiamo la dimostrazione che si sta preparando un'altra Georgia. Poi sarà la volta del Kazakstan? O di chi? Fino a quando l'Occidente dirà no? Fino a quando firmerà Trattati di Monaco?

bhe se fosse vero l'ucraina dovrebbe far presto a entrare nella nato perchè solo cosi non sarebbe invasa col pretesto di difendere i cittadini russi!!!! :ph34r:

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La notizie è di pochissime ore fà, la Russia avrebbe dispiegato diverse rampe di lancio di missili tattici SS-21 in Ossezia del Sud, mettendo così a portata di tiro la capitale della Georgia, Tbilisi. Lo riporta il New York Times sul suo sito Internet. Citando responsabili americani dei servizi segreti, che hanno chiesto di rimanere anonimi, il quotidiano americano precisa che i siti di lancio sono stati localizzati a nord di Tskhinvali, la capitale dell'Ossezia del Sud.

Riportato su il corriere online de ''La Repubblica''.

ss-21-DDST8606653.jpg

ss-21-DNSN8307097.jpg

 

SS-21 SCARAB (9K79 Tochka)

 

The SS-21 SCARAB (9K79 Tochka) single-stage, short-range, tactical-ballistic missile is transported and fired from the 9P129 6x6 wheeled transporter erector launcher. It is supported by a tactical transloader (9T218) and a 9T238 missile transporter trailer towed by a ZIL-131 truck. The 9P129 TEL crew compartment is in the forward section and the missile compartment behind. During transport the missile is enclosed with the warhead in a temperature-controlled casing.

The SS-21 SCARAB missile (9M79) has a maximum range of 70 km and a CEP of 160 meters, while the improved composite propellant 9M79-1 (Tochka-U) has a maximum range of 120 km. The basic warhead is the 9N123F HE-Frag warhead which has 120 kg of high explosives. The 9N123K submunition warhead can probably carry either bomblets or mines. The SS-21 can also carry the AA60 tactical nuclear warhead. Other warheads are believed to include chemical, terminally guided warhead, and a smart-munition bomblet warhead. In 1981, the SS-21, a guided missile (providing improvement in both range and accuracy), began replacing the FROG in forward-deployed divisions, and 140 are were deployed as of 1988. Division-level SS-21 battalions were being consolidated into brigades in Soviet armies in East Germany.

 

On 21 October 1999 US satellites [reportedly the Defense Support Program] tracked two Russian short-range ballistic missile launched from the Russian city of Mozdok some 60 miles northeast of Grozny. The missiles slammed into a crowded Grozny marketplace and a maternity ward, killing at least 143 persons, according to reports from the region. The missiles are believed by intelligence analysts to have been SS-21s.

 

Specifications

USA Code Name SS-21

Nato Code Name: Scarab

Russian Designation: 9K79

Range: 120 Km

Stages: 1

Fuel: Solid

Inservice: Current System

Notes: Replacement for FROG -7 System. Very Mobile

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Prodi o Berlusconi, la Russia rimane sempre il nostro partner strategico economico, come gli USA lo sono militarmente e l'Europa politicamente.

 

Su questo mi sento di concordare. Ma vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che il giochetto di cui sopra può funzionare se gli obiettivi dei tre "attori " summenzionati sono coincidenti, o per lo meno come dire..."poco divergenti..."; la situazione attuale e le prospettive future come vi sembrano?

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Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer su un uso sproporzionato della forza da parte della Russia in Georgia sono "inaccettabili" per Mosca, ha detto il rappresentante permanente russo presso l'Alleanza atlantica Dmitri Rogozin in una intervista al quotidiano ufficiale 'Rossiskaia Gazeta'. Mosca "intende rivedere le sue relazioni con la Nato" a causa di quelle dichiarazioni: "poco serie, tanto più da parte di un'organizzazione che ha usato la forza in modo assolutamente sproporzionato contro la popolazione civile, soprattutto nel quadro del conflitto del 1999 in Iugoslavia", ha detto Rogozin.

 

E torniamo sempre allo stesso punto... :rolleyes:

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Ospite intruder

Rogozin si deve guadagnare lo stipendio, non darei troppo peso a quello che dice, altrimenti di questo passo finiremmo impegolati a litigare con le Guerre Indiane e la Congiura dei Boiardi. Paragoni, cioè, assolutamente inattuabili. Ogni momento storico è unico e irripetibile.

Modificato da intruder
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Rogozin si deve guadagnare lo stipendio, non darei troppo peso a quello che dice, altrimenti di questo passo finiremmo impegolati a litigare con le Guerre Indiane e la Congiura dei Boiardi. Paragoni, cioè, assolutamente inattuabili. Ogni momento storico è unico e irripetibile.

 

Beh... il Kossovo è un tantinello più recente e maledettamente più simile come situazione.

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Ospite intruder
Beh... il Kossovo è un tantinello più recente e maledettamente più simile come situazione.

 

 

Sicuramente, però qualcuno potrebbe anche notare che noi abbiamo chiuso un occhio sulla brutale aggressione russa alla Cecenia... anche quella non è lontanissima nel tempo. E assomiglia molto alla Georgia.

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I recentissimi avvenimenti indicano che la Russia ha intrapreso con spregiudicatezza una strada pericolosa: l'occidente ha una sua inerzia ma ha già mandato chiari messaggi di disapprovazione.

Si prospetta per la Russia un isolamento politico con ricadute commerciali non indifferenti che certamente non aiuteranno l'ex Urss a risollevarsi.

A coloro che, giustamente, sottolineano l'importanza dello scambio commerciale con la Russia, segnalo che non siamo propriamente sotto ricatto e che gli scambi, da sempre, sono vantaggiosi per entrambe le parti: nella fattispecie, credo che, mentre per l'Occidente vi sono alternative alla Russia, per quest'ultima non ve ne sono molte all'Occidente che costituisce un grande mercato ricco, prossimo ed affidabile.

(Personalmente, lo ammetto, non ho mai nutrito molta stima del popolo russo e quindi le notizie di questi giorni non mi hanno molto stupito)

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Dal link: http://www.corriere.it/editoriali/08_agost...44f02aabc.shtml

 

riporto un intervento di André Glucksmann e Bernard-Henri Lévy (se qualcuno non li conosce ... cerchi su ... wikipedia!)!

 

 

Ora difendiamo Tbilisi

 

Non sia un’altra Sarajevo

 

Il nazional-capitalista Putin non è un interlocutore affidabile

 

 

di André Glucksmann e Bernard-Henri Lévy Traduzione di Rita Baldassarre

 

Non crediate che si tratti di una faccenda locale: siamo forse davanti alla svolta più decisiva della storia europea dalla caduta del Muro di Berlino. Sentiamo strepitare da Mosca: «Genocidio!» accusa Putin, che non si era nemmeno degnato di pronunciare questa parola nel cinquantesimo anniversario di Auschwitz. «Monaco!» invoca il tenero Medvedev. E così Medvedev vuole insinuare che la Georgia, con i suoi 4,5 milioni di abitanti, sia la reincarnazione del Terzo Reich. Staremo molto attenti a non sottovalutare le capacità mentali dei due leader, ma sospettiamo che nel fingere indignazione, e soprattutto esagerandola, i governanti russi manifestino la volontà di compiere un’azione risolutiva.

 

Gli spin doctors del Cremlino hanno ripassato i classici della propaganda totalitaria: più è grossa la menzogna, più si picchia duro. Chi è stato il primo ad aprire il fuoco, questa settimana? La domanda è superata. I georgiani si sono ritirati dall’Ossezia del sud, il territorio che la legge internazionale riconosce — vale la pena di ricordarlo — sotto la loro giurisdizione. Si sono ritirati dalla cittadine vicine. Dovrebbero ritirarsi anche dalla loro capitale? La verità è che l’intervento dell’esercito russo oltre confine, contro un Paese indipendente, membro delle Nazioni Unite, rappresenta una grande novità da diversi decenni a questa parte—per essere esatti, dall’invasione dell’Afghanistan. Nel 1989, Gorbaciov si era rifiutato di spedire i carri armati sovietici contro la Polonia di Solidarnosc. Eltsin si è guardato bene, cinque anni dopo, dal permettere alle divisioni russe di penetrare in Jugoslavia per appoggiare Milosevic. Putin stesso non ha rischiato di schierare le sue truppe contro la «rivoluzione delle rose» (Georgia, 2002) e successivamente la «rivoluzione arancione» (Ucraina, 2004). Oggi tutto traballa.

 

E sotto i nostri occhi si profila un mondo nuovo, regolato da nuove norme. Che cosa aspettano Unione Europea e Stati Uniti per bloccare l’invasione della Georgia, Paese amico dell’Occidente? Vedremo Mikhail Saakashvili, leader filo-occidentale, democraticamente eletto, finire i suoi giorni silurato, esiliato, rimpiazzato da un fantoccio o appeso a un cappio? Si ristabilirà l’ordine a Tbilisi come è stato riportato a Budapest nel 1956 e a Praga nel 1968? A queste semplici domande occorre ribattere con un’unica risposta. Occorre salvare una democrazia minacciata di morte. Perché questa storia non riguarda esclusivamente la Georgia, ma anche l’Ucraina, l’Azerbaigian, l’Asia centrale, l’Europa dell’est, e pertanto l’Europa stessa. Se permettiamo ai carri armati e ai bombardieri di distruggere la Georgia, faremo capire a tutti i Paesi della regione, più o meno vicini della Grande Russia, che non li difenderemo mai, che le nostre promesse sono carta straccia, le nostre buone intenzioni parole a vanvera e che non devono aspettarsi niente da noi.

 

Resta poco tempo. Cominciamo quindi con l’annunciare chiaramente chi è l’aggressore: è la Russia di Vladimir Putin e di Dmitrij Medvedev, questo celebre «liberale» sconosciuto che dovrebbe fare da contrappeso al nazionalismo dell’altro. Basta con il regime della tergiversazione e delle lucciole per lanterne: i 200 mila morti della Cecenia, bollati come «terroristi»; il destino del Caucaso del nord, una «questione interna»; Anna Politkovskaya, giornalista suicida; Litvinenko, un marziano... E ammettiamo infine che l’autocrazia putiniana, nata per grazia degli oscuri attentati che insanguinarono Mosca nel 1999, non rappresenta un partner affidabile, e ancor meno una potenza amica. Forte di quale diritto questa Russia aggressiva, minacciosa e in cattiva fede, è ancora membro del G8? Perché siede ancora nel Consiglio d’Europa, istituzione nata per difendere i valori del nostro continente? A cosa serve prodigarsi in costosi investimenti, specie tedeschi, per realizzare un gasdotto sotto il Baltico con il solo vantaggio — per i russi — di aggirare le condutture che attraversano Ucraina e Polonia? Se il Cremlino insiste nella sua aggressione nel Caucaso, non sarebbe il caso che l’Europa riconsideri l’insieme dei suoi rapporti con il grande vicino? La Russia ha bisogno di vendere il suo petrolio, quanto noi di acquistarlo.

 

Talvolta si riesce a ricattare un ricattatore. Se riuscirà a trovare l’audacia e la lucidità per accettare la sfida, l’Europa si dimostrerà forte. Altrimenti è morta. I due firmatari di questo articolo imploravano pubblicamente, in una lettera datata il 29 marzo 2008, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy di non ostacolare l’avvicinamento di Georgia e Ucraina alla Nato. Una decisione in tal senso avrebbe tutelato i loro territori. Il gas avrebbe continuato ad arrivare. E la «logica di guerra», che tanto spaventa i nostri Norpois, si sarebbe inceppata. Al contrario, siamo convinti che il nostro rifiuto invierà un segnale disastroso ai nuovi zar della Russia nazional-capitalista. Mostrerà loro che siamo deboli e inaffidabili, che Georgia e Ucraina sono terre di conquista e che noi siamo pronti a immolarle volentieri sull’altare delle rinnovate ambizioni imperiali russe. Non integrare, o meglio, non pensare ad integrare questi Paesi nello spazio della civiltà europea avrà un effetto destabilizzante sulla regione. In breve, se si cede a Vladimir Putin vuol dire che siamo disposti a sacrificare in suo onore i nostri principi, e ritirandoci prima ancora di aver tentato qualcosa, non faremo altro che rafforzare, a Mosca, il nazionalismo più virulento.

 

Sarebbe come immaginare il peggio, senza volerci credere fino in fondo. Ma il peggio si è già verificato. Per non turbare Mosca, Francia e Germania hanno apposto il loro veto a questa prospettiva di adesione. Putin ha compreso a meraviglia il messaggio, tanto da scatenare la sua offensiva in segno di ringraziamento. È venuta l’ora di cambiare metodo. Gli europei hanno assistito, impotenti perché divisi, all’assedio di Sarajevo. Hanno visto compiersi, impotenti perché ciechi, la tragedia di Grozny. La vigliaccheria ci costringerà, stavolta, a contemplare passivi e prostrati, la capitolazione della democrazia a Tbilisi? Lo stato maggiore del Cremlino non ha mai creduto nell’esistenza di una «unione europea ». Sa benissimo che sotto le belle parole di cui trabocca Bruxelles fremono rivalità secolari tra sovranità nazionali, manovrabili a piacere e reciprocamente paralizzanti. Il test georgiano è una prova di esistenza o non esistenza: l’Europa che è stata edificata contro la cortina di ferro, contro i fascismi di ieri e di oggi, contro le sue stesse guerre coloniali, l’Europa che ha festeggiato la caduta del Muro e salutato la rivoluzione di velluto, si ritrova oggi sull’orlo del coma. 1945-2008: vedremo sancire la fine della nostra breve storia comune nelle olimpiadi del terrore in atto nel Caucaso?

 

13 agosto 2008

 

 

__________

 

 

 

Come "ciliegina" sulla torta, date uno sguardo a come agiscono i soldati di Putin:

 

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad...p;vxBitrate=300

 

 

__________

 

 

 

Per quanto riguarda le minacce russe, vedasi link di seguito:

 

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+...amp;pdfIndex=23

 

 

Putin si ricordi di come andò a finire la volta passata:

 

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+...amp;pdfIndex=18

 

 

Così crollò miseramente, il più barbaro regime che l'Umanità abbia mai conosciuto e che durava da più di 70 anni!!!

 

 

P.S. E quanti orfani, irrimediabilmente nostalgici ha lasciato, solo però tra chi non ha mai conosciuto le delizie del paradiso sovietico e ne parla a vanvera in qualche salotto radical-chic o su qualche forum nel web!!!

Modificato da picpus
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P.S. E quanti orfani, irrimediabilmente nostalgici ha lasciato, solo però tra chi non ha mai conosciuto le delizie del paradiso sovietico e ne parla a vanvera in qualche salotto radical-chic o su qualche forum nel web!!![/color][/b][/size]

Ma dai! ... non c'è più nessuno che, senza correre il rischio di essere deriso e spernacchiato, dichiara una simile nostalgia.

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P.S. E quanti orfani, irrimediabilmente nostalgici ha lasciato, solo però tra chi non ha mai conosciuto le delizie del paradiso sovietico e ne parla a vanvera in qualche salotto radical-chic o su qualche forum nel web!!!

 

Questa è la dura verità! Non si tratta di russofobia, ne di paura del comunismo, ma di paura di un regime che ha fatto molto più danno di quanto si possa leggere nei libri di storia. Soltanto chi ha avuto occasione di vivere nella ex-URSS può conoscere, appunto, le delizie del paradiso sovietico.

Facile fare i "comunisti" con l'Alfa Romeo sotto il sedere e gli euro in tasca...

Modificato da fabiomania87
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Vorrei fare un mio piccolo resoconto della situazione per oggi.

 

1. La Georgia ha effettuato un genocidio e crimini di guerra in Ossezia del Sud, usando i sistemi MLRS contro la popolazione civile e uccidendo i peacekeepers russi. Hanno praticamente raso al suolo la città di Tskhinvali e distrutto al meno una decina di villaggi osseti.

2. Nella stessa notte 7/8 agosto gli USA e GB hanno bloccato la risoluzione ONU di condanna della Georgia per l'attacco dell'Ossezia del Sud, aspettando l'esito positivo dell'operazione di saakashvili.

3. Il miglior esercito in Caucaso preparato, allenato e armato dagli americani e NATO e stato sconfitto praticamente in 48 ore con le forze inferiori russe. Il pareggio quantitativo e stato raggiunto solo al quarto giorno del conflitto. Da notare anche che i russi non hanno usato in questo conflitto le armi di produzione recente.

4. I russi hanno detto dall'inizio che non hanno bisogno della conquista della Georgia. E in effetti hanno sconfitto l'esercito georgiano e distrutto le infrastrutture militari, non bombardando le città. Appena la Punizione Esemplare del regime di saakashvili è stata fatta la Russia ha dichiarato cessato il fuoco.

5. Come si poteva immaginare subito è partita la guerra dell'informazione contro la Russia in Occidente. La disinformazione contro la Russia nei media "liberi" e "democratici" è arrivata al suo apice sopratutto nei paesi anglo-sassoni. Però dall'inizio c'era un problema di base. E cioè che la Russia ha iniziato l'azione quasi 24 ore dopo che i georgiani hanno fatto il casino.

6. Per "sfortuna" dei media "più liberi del mondo" la Russia non ha bombardato le città georgiani, ma solo le infrastrutture militari. Questo ha comportato un grosso "guaio" per i giornalisti "onesti" che sono stati costretti a girare sempre la stessa casa danneggiata dall'esplosione del deposito militare vicino a Gori. Pur troppo erano anche le vittime civili.

Tutte altre distruzioni che girano nelle TV sono riprese a Tskhinvali.

7. Altro ieri e ieri centinaia dei giornalisti occidentali sono stati a Gori dove hanno visto che la città è intera e non bombardata. Chiaramente in TV non è apparso niente. Però a parole si continua a raccontare come i cattivi russi bombardavano la città di Gori.

8. La macchina della propaganda anti-russa ha avuto alcuni contro colpi anche nel suo cuore. La "Pravda" americana Fox News ha commesso due errori clamorosi: 1) la ragazza osseta ha raccontato in diretta che li hanno bombardati i georgiani, dando la colpa a saakashvili e ha ringraziato i russi per averli salvati; 2) la troupe televisiva della Fox è stata aggredita e sparata in diretta dai militari georgiani e non dai russi.

9. Dopo uscita delle truppe russe da Gori si può essere sicuri che partirà la seconda onda di disinformazione contro la Russia. Visto che non sono state bombardate le città si parlerà come orribili e sanguinari comunisti russi insieme con milizie osseti e terroristi ceceni facevano sciacallaggio uccidendo tutti quanti a destra e a sinistra, dimenticando di dire che i sciacallaggi sono già stati effettuati dai stessi georgiani ancora prima dell'arrivo delle truppe russe. Dimenticando anche di dire che le truppe russe non occupano la città di Gori ma stazionano fuori, che la polizia è scappata dalla città e che le truppe russe distribuivano l'acqua e cibo tra gli abitanti e chiedono già da giorni che i poliziotti georgiani ritornino per ristabilire l'ordine e per passarli i sciacalli presi.

10. Sta per partire la nuova guerra fredda. E non è stata la Russia a cominciarla. Il mondo è cambiato completamente dal 8 agosto e non promette niente di buono.

 

Aggiungerei che mi dispiace leggere tanti messaggi pieni di russofobia. Comunque. Sto abituando. Noto però che non mi sono permesso di scrivere le cose del genere contro il popolo georgiano (dopo tutto che è successo) ma solo contro il regime fantoccio capeggiato da saakashvili.

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Ospite maxtaxi

Condivido in parte quello che dici. Le distruzioni da parte dell’esercito russo sta continuando. Le vessazioni da parte degli stessi soldati sono continue ed è una fotocopia di quello che sta avvenendo in Cecenia.

Giusto ieri ho visto un T-90 mentre un T-72, sul vano motore aveva dei teloni che coprivano scatole non bene identificate. È iniziata la spogliazione dei beni georgiani e lo sanno tutti che dopo che arrivano e vincono, saccheggiano! UNHCR è un organo che non interessa di che fazione sei ma il suo commissario ha detto di interrompere le vessazioni contro la popolazione inerme.

 

I georgiani erano tutti spinti verso l’Ossezia del Sud e quando le truppe di Mosca hanno varcato il confine dalla Abhasia si sono trovate con il fianco scoperto.

Bonaccioni loro a non credere che la Russia non sarebbe intervenuta e guarda caso, il Generale comandante aveva detto che si trovavano li per una esercitazione..

Sicuramente lo sapevano e hanno operato in anticipo.

 

Come ho già precedentemente detto, questo è il risultato della politica americana di aver dato l’indipendenza al kosovo e i russi sono intervenuti per assicurare l’area che è sotto la loro influenza.

In sostanza:

BENE hanno fatto a intervenire; MALE stanno facendo a restare sul territorio georgiano.

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Perchè il messaggio di Leviathan è stato cancellato?, in quali parti violava il regolamento? posso anche io mettermi a cancellare i messaggi che non mi garbano ideologicamente? ...

Bene, nessuno mi ha ancora risposto quindi rimetto il messaggio di Lev sotto forma di immagine e aspetto anche qualcuno che mi spieghi in che parti violava il regolamento. Mai visto in vita mia un forum in cui si cancellano i messaggi.

 

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Risposta di fabiomania87:

 

Evitiamo di fare polemica in questa discussione perchè andiamo Off-topic.

Il messaggio di Lev contiene delle offese (QI del presidente...) che non possono essere tollerate.

Siccome non è la prima volta che succede ed è stato più volte avvertito, sono passato alle maniere forti...

 

Ognuno è libero di esprimere ciò che pensa, ma deve farlo con garbo.

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Ospite
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