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speedyGRUNF

Sigaròn spussòn...

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In certi film americani sulla seconda Guerra Mondiale,spesso si vede la figura del pilota di bombardiere come il classico Americhèno scanzonato e semplicione che si sfumazza un sigarone puzzone nell'abitacolo,così come in Independence Day il pilota impersonato da Will Smith doveva avere il Palo della Vittoria,magari da fumare nell'abitacolo se fosse riuscito a portare a termine la missione...Ma se hai dietro al culo svariati quintali di carburante,che ca**o fumi a fare????? :o:o:o

Così come i vari Jack Patroni della serie Airport che scatenacciava coi motori nell'abitacolo del B707 incastrato nella neve,anche lui col Garibaldi in bocca...

Sono tutte "americanate"?

 

Su questo topic inviterei chiunque a sfatare certi comportamenti dei piloti(Civili e Militari)che si vedono nei film,riportando come invece un bravo pilota dovrebbe fare nella realtà...

 

:):):):)

 

Nota: Scusa Gianni per l'"Americheno,ma è un modo simpatico(NON OFFENSIVO :o:o:o:o )di definire la figura stereotipata che molti italiani hanno di voi"Born in the U.S.A."

 

A proposito:Il termine Yankee è offensivo se detto a un americano? :huh::huh::huh:

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Bhè, sai, Speedy, immagina di essere un pilota di B-17, nel 1943, in forza all'Ottava Air Force americana, per colpire la Germania.

 

All'epoca gli inglesi avevano subito perdite così elevate nei bombardamenti diurni, da decidere di eseguire solo quelli notturni, così gli americani decisero di assumersi il compito di colpire di giorno.

 

Il Comando americano aveva stabilito che il turno di servizio degli equipaggi dei bombardieri durava 25 missioni operative sulla Germania, completate le quali potevano andare a casa.

 

Ora, calcola che le perdite medie erano pari al 10 % della forza, che poi scesero al 5 % quando finalmente i bombardieri poterono avvalersi della scorta dei nuovi P-51 Mustang.

 

Questo significava che (matematica alla mano), la sopravvivenza media era di 10 missioni, poi salite a 20 missioni !

 

Ma questo non valeva per tutti i gruppi di volo: questi sono dati medi.

Ci sono stati gruppi di volo che in 3 mesi hanno perso l' 80% degli equipaggi, e missioni in cui sono andati persi il 40-50 % dei velivoli impegnati.

 

Quindi, con queste prospettive... credi davvero che i piloti americani si facessero problemi a fumarsi un sigaro in cabina?

 

-------

 

La parola Yankee, è nata come un insulto inglese ai coloni che combattevano per l' l'indipendenza, e diventò un termine di cui gli americani liberi si sentirono orgogliosi proprio perchè evidenziava il sacrificio per la libertà.

Oggi negli USA il termine Yankee si usa per indicare i nativi della zona orientale (la costa Atlantica) e poichè è proprio la mia zona di certo non mi sento offeso.

Chiaro che qualsiasi termine può essere offensivo se l'intento è quello.

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c'è più rivalità (nel senso buono naturalmente, un pò come il nord e il sud in Italia) tra "nordisti" e "sudisti"?

 

poi gli stati sono 50 (48 confinanti più Hawaii e Alaska) giusto?

 

erano più pericolosi i cieli europei o quelli pacifici?

 

e si sa qual è stata la battaglia aerea più cruenta? (escludendo Pearl Harbour)

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se non sbaglio gli stati sono 51: washington DC viene chiamato "district of columbia" ed è considerato come uno stato a parte.

Comunque chiedo conferma a Gianni...

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la sapevo anch'io questa cosa del DC, ma non so se è conteggiato nei 48, se è considerato uno stato a parte come ha detto Psycho o se non viene considerato affatto uno stato

Edited by dread

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Gli Stati degli USA sono 50.

 

Washington DC è un distretto a parte, non uno Stato.

Infatti la capitale non potrebbe mai essere uno Stato, nè appartenere a uno Stato, visto che la struttura federale americana contempla un piano di parità fra tutti gli Stati appartenenti.

 

Però alcuni considerano Washington come il 51° Stato, e addirittura Portorico come il 52°.

 

In realtà Portorico è una specie di Commonwealth con gli USA, ha uno status particolare. E' territorio americano a tutti gli effetti ma non è uno Stato federato.

 

Non c'è rivalità tra Nord e Sud, non esiste proprio il concetto.

 

Infatti la Florida sta a Sud ma è totalmente diversa dal Texas che sta pure a Sud.

 

Ogni Stato ha le sue "prese in giro" , un po' come le Regioni in Italia.

 

Per quanto riguarda i cieli europei e quelli del pacifico, non saprei dire.

 

Decisamente il tributo più alto è stato pagato dai B-17 americani sulla Germania e sulla Francia occupata, e se consideriamo quei bombardamenti come tante battaglie aeree, certamente sono state le più cruente.

 

Ma gli scontri aerei passati alla storia sono quelli del Pacifico, come la battaglia delle Midway.

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anc'io

66.gif66.gif66.gif

 

.... :P dread sto scherzando :P ....

ho corretto subito

 

c'è qualche bel gioco o film sulle battaglie delle Midway?

se non sbaglio è stato quello il punto di svolta della guerra, i giapponesi hanno perso e hanno cominciato ad arretrare

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la battaglia delle midway è stata la risposta americana a pearl harbour.

infatti i giapponesi si erano appropriati delle isole del pacifico e se non sbaglio è di questo periodo anche la battaglia per le isole spartly.

con le vittorie e la riconquista delle isole il giappone si è ritrovato senza molti punti strategici che sono passati in mano agli americani, e quindi per questo che la battaglia delle midway è stata importante.

 

se non sbaglio su midway c'è una parte del gioco di Medal of Honor

io li ho finiti tre ( allied assault, front line e rising sun ) giochi davvero spettacolari e se non ricordo male c'è su rising sun.

controllerò meglio... :D

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C'è anche il film:Si chiama proprio"La battaglia di Midway"...E' un po' vecchiotto,ma è fatto super-bene :drool:

C'è in VHS(Ce l'ha un mio amico),mentre non so se c'è in DVD...

:):):)

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Fino alla battaglia delle Midway del 1942, gli Americani avevano praticamente perso tutti gli scontri con i Giapponesi. La flotta era stata colpita a Pearl Harbour, le Filippine erano state perse, e i Giapponesi avanzavano verso le Hawaii.

 

Per conquistare le Hawaii (e minacciare così la costa occidentale degli USA) i giapponesi dovevano necessariamente prendere Midway, che sarebbe servita come base di lancio per la successiva avanzata.

 

Midway era stata rafforzata, sia a livello di difesa aerea che come forze anti-sbarco, ma di più tanto gli americani non potevano fare: le loro forze armate non erano ancora pronte e non si poteva rischiare di perdere molte unità: l'obiettivo prioritario era difendere le Hawaii.

 

Inoltre non c'erano garanzie che i giapponesi non decidessero di "saltare" Midway e puntare direttamente sulle Hawaii.

 

Nel maggio del 1942 i giapponesi prepararono una grossa forza da sbarco, protetta da un gruppo navale che faceva perno su 4 portaerei: Akagi, Soryu, Kaga e Hiryu. Al comando della flotta c'era l'Ammiraglio Yamamoto, mentre la squadra portaerei era comandata dall'Ammiraglio Nagumo.

 

Intanto l'intelligence americana aveva intercettato comunicazioni giapponesi dalle quali si intuiva che essi stavano per combinare qualcosa a un obiettivo chiamato AF.

Cos'era AF?

Gli americani non lo sapevano, ma il comandante dell'intelligence, Jopseph Rochefort, sospettò si trattasse di Midway. Nessuno però a Washington voleva rischiare: la flotta americana era schierata a difesa delle Hawaii e dirottarla su Midway poteva rivelarsi un tragico errore.

 

Allora Rochefort ricorse a uno stratagemma: fece inviare dalle Midway un messaggio radio in cui si comunicava che l'impianto di desalinizzazione si era rotto e pertanto mancava acqua potabile.

Dopo pochi minuti un sottomarino giapponese avvertiva il comando che AF era a corto di acqua potabile.

 

Adesso non c'erano più dubbi.

Immediatamente la flotta americana fu inviata verso le Midway: tre portaerei, Hornet, Enterprise e Yorktown (quest'ultima però era solo parzialmente operativa per i danni subiti in un recente scontro nel Mar dei Coralli) divise in due squadre navali al comando degli ammiragli Spruance e Fletcher, sotto il comando generale dell'Ammiraglio Nimitz.

A Midway, invece, sono stanziati 27 caccia Wildcat, 32 ricognitori Catalina, 19 bombardieri pesanti B-17 e 4 bombardieri medi B-26, 6 siluranti Avenger, 11 bombardieri in picchiata Vindicator e 16 bombardieri in picchiata Dauntless.

 

 

Rochefort aveva avvisato l'USNavy che i giapponesi stavano preparando un cordone di sottomarini con il compito di intercettare e affondare le portaerei americane nell'eventualità che esse accorressero in aiuto di Midway, dopo l'attacco, e le portaerei allertate riuscirono a partire prima che il cordone fosse chiuso: nessun sottomarino giapponese le vide passare.

 

I giapponesi, ignari della presenza delle portaerei americane, si avvicinarono alle Midway e il 4 giugno 1942 lanciarono all'attacco ben 108 tra caccia e bombardieri.

Gli americani li aspettavano: tutti gli aerei erano decollati per tempo dagli aeroporti, per non essere sorpresi a terra.

Contro i giapponesi, oltre all'antiaerea, si oppongono i 27 caccia Wildcat, che non hanno molte speranze contro gli Zero, molto più veloci, potenti e maneggevoli.

15 caccia americani vengono abbattuti.

Anche i giapponesi perdono in tutto 15 velivoli, ma altri 32 sono seriamente danneggiati.

 

Intanto i bombardieri decollati da Midway attaccano la flotta giapponese a più ondate.

 

I primi sono i sei siluranti Avenger: solo uno di essi fa ritorno.

Poi tocca ai 4 B-26: due vengono abbattuti, gli altri riescono a rientrare (uno di essi con oltre 500 fori di pallottole).

Poi arrivano i 16 Dauntless: ne vengono abbattuti 8, e degli 8 superstiti solo 2 sono riparabili.

E' la volta dei B-17: da alta quota lanciano le loro bombe mancando i bersagli e rientrano indenni alla base.

Arrivano anche gli 11 Vindicator, che attaccano però il gruppo navale con le navi da sbarco, distaccato dalle portaerei: non fanno danni ma almeno riescono a tornare alla base.

 

Nagumo decide allora di fare un secondo attacco contro Midway per distruggere a terra gli ultimi caccia e bombardieri americani rimasti, e ordina che tutti gli aerei siano riforniti e armati di bombe.

 

Egli ignora ancora la presenza delle portaerei americane.

 

Tutto questo avveniva nelle prime ore della mattina.

 

Alle 8.20 un ricognitore giapponese avvista una portaerei americana.

 

Nagumo a quel punto ordina di sbarcare le bombe e caricare i siluri.

 

Sulle portaerei si ammassano pericolosamente bombe e siluri e per la fretta non c'è tempo di mettere le bombe al sicuro.

 

Nel frattempo dalla Hornet sono stati lanciati 15 siluranti Devastator contro la flotta giapponese. Il comandante della squadriglia, prima di partire, ha consigliato ai propri piloti di scrivere una lettera a casa: sa bene che non hanno speranze contro gli Zero.

E infatti, tutti i Devastator vengono abbattuti. E' una strage: sopravvive un solo pilota, che resta a galleggiare in mare dopo essersi paracadutato: si chiama George Gay.

 

In quel momento arrivarono altri 14 Devastator della Enterprise: 10 di essi furono abbattuti.

 

Si era arrivati alle 10.00 e la flotta giapponese non aveva riportato alcun danno.

 

Alle 10.10 giunsero 12 Devastator della Yorktown scortati da 6 caccia Wildcat.

Solo due velivoli tornarono indietro.

 

L'ammiraglio Nagumo, osservando l'eroismo e il sacrificio dei piloti americani, ne restò profondamente colpito.

 

Ma quel sacrificio non era stato inutile: sotto attacco, le portaerei giapponesi non avevano potuto far decollare i propri bombardieri. I ponti di volo erano pieni di aerei carichi di siluri e di bombe ammassate ovunque.

Inoltre, i 50 Zero di copertura aerea avevano esaurito il carburante e dovevano atterrare, per cui sul ponte di volo si aggiunsero gli Zero che rientravano e le manichette di carburante per rifornirli: era una miscela esplosiva micidiale.

 

E fu proprio in quel momento, alle 10.22, che arrivarono 30 bombardieri in picchiata Dauntless lanciati dalla portaerei Enterprise.

 

Essi si scagliarono sulle navi giapponesi che in quel momento erano senza scorta degli Zero: nel giro di cinque minuti le loro bombe da 250 kg e 500 kg si schiantarono sui ponti di volo delle portaerei giapponesi e fu un inferno.

 

 

Le portaerei Akagi, Soryu e Kaga furono colpite a morte e bruciarono come torce.

George Gay, in ammollo (fu recuperato da un Catalina solo il giorno dopo) si godette tutta la scena.

 

Nagumo fu salvato con la forza e imbarcato su un'altra nave: avrebbe voluto morire bruciato nella sua nave, come scelsero di fare i comandanti delle tre portaerei.

 

Rimaneva solo la Hiryu, che si era salvata perchè defilata dal gruppo principale.

 

Di lì decollarono 18 bombardieri in picchiata Val scortati da 6 Zero, che raggiunsero la Yorktown (le tre portaerei USA viaggiavano separate).

 

I caccia Wildcat della Yorktown intercettarono gli attaccanti, e ne buttarono giù 10, ma sei Val riuscirono a penetrare la difesa. Altri due furono distrutti dalla contraerea, ma i restanti sei riuscirono a colpire la portaerei con tre bombe.

Solo cinque Val e tre Zero rientrarono alla Hiryu.

 

La Yorktown era già messa male prima della battaglia, e quelle tre bombe fecero ulteriori e gravissimi danni. Ciò nonostante la nave fu salvata, anche se non era in grado di effettuare operazioni di volo.

 

La cosa forte è che i giapponesi erano convinti di aver affondato la Yorktown nel Mar dei Coralli, e invece si era salvata.

I piloti dei Val tornati sulla Hiryu avevano detto di averla trovata viva e vegeta, e di averla però affondata.

Invece la Yorktown si era salvata di nuovo.

 

Immaginate la sorpresa quando la seconda ondata lanciata dalla Hiryu, 10 aerosiluranti Kate e 6 Zero, arrivò e trovò di nuovo... la Yorktown !!!

Questa volta, però, la nave americana, ferita e senza scorta aerea, non aveva scampo.

La nave manovrò disperatamente per evitare i siluri, ma due di essi riuscirono a colpirla.

I giapponesi persero comunque 5 Val e 3 Zero ad opera della contraerea e dei caccia giunti dalla Hornet e dalla Enterprise, ma la Yorktown sembrava condannata.

 

L'equipaggio la abbandonò, eppure... la Yorktown non affondò!!!

A quel punto essa fu trainata verso Pearl Harbour, scortata da 4 cacciatorpediniere.

 

Nel frattempo, 40 bombardieri Dauntless lanciati dalla Enterprise raggiungevano la Hiryu e la affondavano.

 

Yamamoto, furioso, ordinò ai suoi sottomarini di trovare le portaerei americane e affondarle.

E nemmeno a farlo apposta i sottomarini giapponesi trovarono... la Yorktown!!!

Ancora una volta la nave americana era viva e vegeta!!!

Questa volta però il sottomarino giapponese I-168 la colpì con i suoi siluri mortalmente.

Danneggiata nel Mar dei Coralli, colpita da tre bombe, poi da due siluri, e adesso dai siluri del sottomarino, data per morta già tre volte, questa volta la Yorktown affondò sul serio.

 

Gli americani però si presero un'ultima rivincita affondando l'incrociatore giapponese Mikuma e danneggiando gravemente l'incrociatore Mogami.

 

In tutto, i giapponesi persero 4 portaerei pesanti, 1 incrociatore pesante, 100 piloti, 3400 marinai e molti comandanti esperti (suicidatisi).

Gli americani persero 1 portaerei, un cacciatorpediniere e 150 aerei.

 

Ma la cosa più decisiva fu che ai giapponesi restavano solo due portaerei pesanti: la loro flotta era stata azzerata: da quella battaglia in poi, gli americani vinsero tutti gli scontri con i giapponesi.

 

Scusate se ho scrito molto, ma questa battaglia per me è affascinante.

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...E raccontata da te lo è ancor di più... :rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes:

 

:):):):)

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la york town è troppo mitica....faccio i miei complimenti a chi la progettata.....troppo mitica :drool:...peccato sia affondata

Edited by ice-man

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George Gay era il pilota di uno dei Devastator delle prime ondate, l'unico sopravvissuto della sua asquadriglia decollata dalla Hornet.

 

Riuscì a lanciarsi e finì in acqua, ovviamente.

Rimase a galla grazie al giubbetto salvagente e si godette tutto l'attacco alle portaerei giapponesi.

 

Il giorno seguente un Catalina che cercava superstiti - americani e giapponesi - lo individuò e lo salvò.

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Certo che ha avuto anche un bel c*lo,dato che quella zona è anche parecchio infestata dagli squali :huh::huh::huh: Però può essere che con tutto il casino che c'è stato,anche loro se la siano data a gamb...pardon...a pinne! :o:o:o

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:D Gianni ho fatto un copia e incolla della tua descrizione della battaglia.

Accidentaccio! :lol::lol::lol:

L'ho fatto anch'io! :lol::lol::lol:

Se qualche ragazzino figlio di miei amici dovesse fare una ricerca in merito per la scuola,gli faccio leggere i post di Gianni :rotfl::rotfl::rotfl:

Qualora i prof dovessero contestare qualcosa dirò al ragazzino di dir loro"Lo ha detto Gianni,perciò studiate meglio!!!" :rotfl::rotfl::rotfl:

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Grazie per la considerazione.

Ad ogni modo la ricostruzione è molto precisa, e aggiungo alcune considerazioni.

 

La prima è che l'intera battaglia è stata decisa da due fattori: il primo è quello di intelligence, e la dice lunga sull'importanza dell'intelligence nelle guerre "serie".

Il secondo è stato il ritardo con cui fu avvistata la Yorktown (le altre due portaerei USA non furono mai scoperte), ritardo che determinò gli errori commessi da Nagumo.

Ebbene, quel ritardo fu dovuto al fatto che il ricognitore giapponese destinato a pattugliare quell'area, decollò con un'ora e mezza di ritardo a causa di un inconveniente tecnico. E quando finalmente giunse sopra la Yorktown, inizialmente non la vide. Vide solo un paio di cacciatorpediniere di scorta.

Quel ritardo fu pagato carissimo dai giapponesi.

 

Altre due cose importanti:

 

1) durante l'attacco aereo iniziale alle isole Midway, i giapponesi persero alcuni aerei. Tra questi uno Zero che fu recuperato praticamente intatto dagli americani.

All'epoca lo Zero era considerato un velivolo eccezionale e non si capiva come fossero riusciti i giapponesi a realizzare un caccia così veloce e così manovrabile, che surclassava tutti i caccia dell'epoca.

Esaminando la preda, i tecnici americani si resero conto che il risultato era stato ottenuto alleggerendo al massimo l'aereo, che non aveva alcuna protezione nè per le parti vitali nè per il pilota. Inoltre la struttura era così fragile che non avrebbe resistito a una lunga affondata.

Ciò consentì innanzitutto di sfruttare la debolezza dello Zero per salvare la vita ai piloti di caccia americani (molto più robusti) i quali adesso sapevano che per seminare uno Zero bastava buttarsi in una ripida affondata (picchiata).

Poi i caccia americani vennero progettati con un gran numero di mitragliatrici, di piccolo calibro, perchè era chiaro che anche solo pochi colpi messi a segno sarebbero bastati a incendiare uno Zero.

 

2) Se gli americani avessero perso a Midway, probabilmente tutto il corso della storia sarebbe cambiato.

Perdere Midway avrebbe significato perdere le Hawaii, e i giapponesi avrebbero avuto un perfetto trampolino di lancio per minacciare la costa occidentale degli USA.

Di fronte a questa minaccia, gli americani avrebbero dovuto concentrarsi nel Pacifico con tutte le loro forze. Avrebbero vinto comunque, alla lunga, ma nel frattempo nè l'Inghilterra nè l'URSS avrebbero potuto contare sull'appoggio americano (sia in termini di forze da combattimento, sia soprattutto in termini di materiali).

Ciò avrebbe probabilmente consentito alla Germania e all'Italia di costringere l'Inghilterra a una pace separata, e di chiudere la partita con l'URSS.

 

Per questo la battaglia delle Midway viene considerata da parecchi la più importante di tutta la II Guerra Mondiale (altri ritengono che questo merito spetti a Stalingrado, ma io sono convinto che Stalingrado sarebbe caduta se non ci fosse stata Midway).

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puoi raccontarci anche la battaglia di Stalingrado?tipregotipregotipregotipregotiprego :adorazione::adorazione::adorazione::adorazione:

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Tre sono state le battaglie che segnarono l'arresto dell'avanzata nazista in Russia: la battaglia di Mosca (dicembre 1941 - gennaio 1942, un milione di morti), l'assedio di Leningrado (1941-1944, un milione e mezzo di morti) e la battaglia di Stalingrado (giugno 1942-febbraio 1943, due milioni di morti).

 

Nella battaglia di Mosca i russi respinsero i tedeschi già entrati in città, sia pure al prezzo di pesantissime perdite, ma la ritirata tedesca fu un arretramento ordinato, in vista di un attacco finale quando fosse passato l'inverno.

 

Leningrado fu posta sotto assedio dai tedeschi, che intendevano prenderla per fame.

A patirne le conseguenze furono gli abitanti: buona parte della popolazione morì di fame o di stenti.

 

La vera chiave di volta fu Stalingrado: la battaglia più sanguinosa della storia del mondo, che si concluse con la disfatta totale delle forze tedesche.

 

Vediamo come andò.

 

----

 

Le truppe dell'Asse invasero l'URSS il 22 giugno del 1941, e avanzarono con estrema rapidità tanto che nel dicembre del 1941 il gruppo d'armate centrale raggiungeva Mosca, il gruppo d'armate settentrionale metteva sotto assedio Leningrado, e il gruppo d'armate meridionale, conquistava l'Ucraina e puntava sui preziosi giacimenti petroliferi del Caucaso.

 

Purtroppo questa avanzata, per quanto veloce, non era stata abbastanza veloce.

Infatti i piani tedeschi prevedevano la conquista di Mosca e la presa del Caucaso PRIMA che arrivasse l'inverno, tradizionale nemico degli invasori dell'URSS.

I sovietici però, avevano adottato la tecnica della "Terra Bruciata": man mano che si ritiravano distruggevano ogni cosa: coltivazioni, mandrie, fienili, case, villaggi.

I tedeschi (parlerò sempre di tedeschi ma ricordo che insieme ai tedeschi c'erano vari corpi di spedizione alleati, tra i quali quello italiano) incontravano serie difficoltà ad approviggionarsi di qualsiasi cosa: cibo, benzina, coperte e persino un tetto dove dormire.

Questo rallentò la loro avanzata, e costrinse a creare lunghe catene di rifornimento che avevano difficoltà a sostenere le armate impegnate nei combattimenti.

 

Prendere il Caucaso a Sud era quindi importante, ma per prendere il Caucaso era consigliabile togliere di mezzo Stalingrado, per proteggere il fianco sinistro del gruppo d'armate meridionale.

I tedeschi decisero quindi di dividere le loro forze a sud in due gruppi: il gruppo A , al comando del Generale Mainstein, doveva avanzare verso il Caucaso, mentre il gruppo B, al comando del Generale Paulus, doveva prendere Stalingrado.

 

Inaspettatamente i sovietici, anzichè badare a difendere il Caucaso, concentrarono le loro difese su Stalingrado.

Il motivo era quanto mai semplice: la città portava il nome di Stalin, e pertanto perderla sarebbe stata un'onta.

 

La difesa di Stalingrado fu affidata al generale Chuikov.

 

I tedeschi attaccarono la città nel giugno del 1942, ed in breve tempo la circondarono, tranne che da un lato: era il lato bagnato dal fiume Volga.

 

Per rifornire la città, di truppe e di mezzi, i russi dovevano attraversare il Volga, ma il fiume era sotto il tiro delle mitragliatrici e dei cannoni tedeschi.

Allo scopo di costringere i propri soldati a combattere, per ordine di Stalin gli ufficiali sovietici uccidevano sul posto tutti coloro che fuggivano: furono uccisi oltre 13000 commilitoni che fuggivano o si rifiutavano di avanzare.

La maggior parte dei soldati russi che attraversavano il Volga venivano falciati dal tiro tedesco.

Intanto l'aviazione tedesca aveva bombardato la città: l' 80% delle abitazioni era stata completamente distrutta, per cui si combatteva tra le rovine.

 

In quel contesto, spuntarono i cecchini russi che si impegnarono in lunghi duelli contro quelli tedeschi.

Gli "assi" furono i cecchini russi Zikan con 224 uccisioni e Zaitsev con 149 uccisioni.

 

Gli scontri continuavano senza sosta. I carri armati tedeschi non riuscivano ad avanzare perchè tutte le strade erano ingombrate da rovine e macerie.

Le rispettive artiglierie sparavano senza tregua, battendo giorno e notte le postazioni del nemico.

 

A Novembre il 90 % della città era sotto controllo tedesco, e attraversare il Volga era diventato ormai un sicuro suicidio per i sovietici: eppure ogni giorno migliaia di soldati erano lanciati attraverso il fiume, per rinforzare le difese con quei pochi che riuscivano nell'impresa.

 

A quel punto il comando delle operazioni sovietiche fu preso dal Generale Zhukov, sopraggiunto con forze fresche, al di là del Volga. Zhukov ammassò ben 3 armate complete, e quando fu pronto sferrò il suo attacco: ma non attraverso il mortale Volga, bensì direttamente sui fianchi delle forze tedesche.

Egli attaccò il fianco nord difeso dalla 3a Armata rumena, i cui soldati erano molto meno tenaci dei tedeschi, e lo sfondò facilmente. Subito dopo attaccò il fianco sud, difeso dalla 4a armata sempre rumena e sfondò anche quello.

La sua manovra riuscì perfettamente e in pochi giorni egli chiuse a tenaglia l'intero gruppo di Armate B di Paulus in una sacca: le parti si erano invertite e adesso 300.000 soldati tedeschi, rumeni e italiani erano assediati.

 

A quel punto Hitler diede un ordine perentorio a Paulus: non arrendersi mai e non ritirarsi mai.

 

La Luftwaffe tentò di rifornire dal cielo le truppe tedesche. Ma gli aerei riuscivano a trasportare 300 tonnellate di rifornimenti al giorno, quando ne servivano almeno 500.

Inoltre l'antiaerea sovietica si fece sempre più efficace, tanto che presto i rifornimenti diminuirono a poche decine di tonnellate al giorno.

 

I soldati tedeschi erano stanchi e affamati.

 

A quel punto il generale Mainstein, comandante del gruppo d'armate A che avanzava in Caucaso, contravvenendo agli ordini di Hitler decise di tornare indietro e tentare di aiutare Paulus.

 

Mainstein giunse a poche decine di chilometri da Paulus, e lo pregò di concentrare tutte le sue forze in unico punto per sfondare assieme le linee nemiche a ritirarsi assieme al sicuro.

 

Ma Paulus rifiutò, memore dell'ordine di Hitler.

 

A quel punto Mainstein, che non poteva rischiare di essere egli stesso intrappolato, decise di ritirarsi da solo verso l'Ucraina, abbandonando Paulus e le sue truppe al loro destino.

 

Il 30 gennaio del 1943 Hitler promosse Paulus al grado di GeneralFeldMarschall (intraducibile... qualcosa come Maresciallo Generale di Battaglia). Era uno dei massimi gradi, e aveva un significato preciso: mai nessun GeneralFeldMarschall era stato catturato vivo dal nemico.

Hitler voleva che Paulus combattesse fino all'ultimo uomo, fino alla morte.

Paulus, però, aveva altre idee: il 2 febbraio si arrese.

Dei 587.000 uomini di cui disponeva all'inizio della battaglia, ne erano sopravvissuti solo 91.000, tutti fatti prigionieri.

Di essi, solo 6000 sopravviveranno ai campi di prigionia, ed i sovietici li liberarono soltanto nel 1955 !

Tra i morti di stalingrado, vi erano anche 87.000 soldati italiani.

 

I sovietici persero circa un milione e mezzo di uomini, compresi circa 100.000 civili.

 

Per le forze tedesche si trattò di un colpo mortale, perchè quei 500.000 soldati persi erano tutti soldati esperti, una risorsa insostituibile.

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Copiata,salvata e stampata anche questa! :okok::okok::okok::rotfl::rotfl::rotfl:

Grazie Gianni! :):):):)

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