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Riscaldamento globale

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Dopo aver letto "Stato di paura" di Crichton, un romanzo (ma con precisi e documentati riferimenti scientifici) che affronta il problema del riscaldamento globale con la tesi che si tratti di una montatura, ho cominciato a dare un'occhiata alla letteratura scientifica in materia, con qualche sorpresa, visto a quanto pare la teoria del riscaldamento globale non è condivisa in modo plebiscitario nel mondo accademico come sembrerebbe. Si va da chi nega che sia provato che ci troviamo in una fase di anomalo riscaldamento del clima del pianeta, a chi dice che tale riscaldamento c'è ma è meno accentuato di quanto già avvenuto in passato o ancora che il riscaldamento non è imputabile ai gas serra e tanto meno alle attività antropiche. Mi piacerebbe avere la vostra opinione si questo argomento "caldo" sotto tutti i punti di vista, nel frattempo continuo a documentarmi e se la cosa interessa farò delle sintesi di quanto letto.

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IMO il "riscaldamento globale" non è ancora riconducibile all'attività antropica, sebbene ogni sforzo fatto per ridurre qualsiasi genere d'immissione inquinante deve, a mio avviso essere intrapreso senz'altro e nella misura più ampia possibile (almeno più di ora), ma zittiamo gli allarmismi per favore.

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Anche io credo da parecchio tempo che il GW non sia totalmente riconducibile alle attività dell'uomo e che negli ultimi anni si stia esagerando con gli allarmismi.

Vista l'oggettiva impossibilità di porre in atto misure per bloccarlo, infatti se i paesi occidentali fanno già qualcosa non puoi chiedere a quelli in via di sviluppo di rinunciare alle emissioni, credo che sia giusto, piuttosto, pensare a come fronteggiare le conseguenze di questo processo.

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Già i primi due interventi evidenziano due punti cruciali:

- se la responsabilità dell'uomo nel riscaldameno globale è ancora da provare, hanno senso i sacrifici richiesti per ridurre le emissioni di CO2 a fronte di benefici dubbi o addirittura nulli?

- se il riscaldamento fosse davvero colpa anche dell'attività antropica, non sarebbe più percorribile una via di mitigazione del danno piuttosto che il tentativo di prevenirlo?

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Ti sei risposto da solo:

1.I sacrifici richiesti hanno senso, soprattutto in chiave di vivibilità dell'habitat, e questo basta. Del resto è stata chiesta un'opinione, non una legge matematica.

2.Dominus ha appena detto la stessa cosa.

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guarda, io me devo studiare per una verifica..

 

qui c'è tutto il materiale che cerchi sull'aria..

 

www.nonsoloaria.com

 

più in specifico sull'effetto serra..

 

http://www.nonsoloaria.com/effser.htm

 

dai menù laterali (dx) potete avere più informazioni sull'argomento..

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Ti sei risposto da solo:

1.I sacrifici richiesti hanno senso, soprattutto in chiave di vivibilità dell'habitat, e questo basta

 

 

Non ho capito bene questa risposta; io stavo mettendo in dubbio il principio di precauzione spinto troppo all'estremo, per cui si chiedono dei sacrifici importanti subito senza alcuna certezza che avranno dei benefici. Siamo davvero disposti a rinunciare allo sviluppo per un'eventualità che potrebbe non verificarsi? Quella di Dominus è un'alternativa alla limitazione dello sviluppo.

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L'immissione di CO2 nell'aria non fa/farebbe solo aumentare la temperatura. La CO2 viene respirata e assorbita dall'organismo insieme alle altre centinaia di particelle tossicche che vengono immesse nell'aria. Questo è un buon motivo per ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera, indipendentemente dall'aumento o meno della temperatura del globo. Ecco quindi che si giustificano i sacrifici fatti per la diminuzione degli inquinanti.

Edited by Venon84

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L'immissione di CO2 nell'aria non fa/farebbe solo aumentare la temperatura. La CO2 viene respirata e assorbita dall'organismo insieme alle altre centinaia di particelle tossicche che vengono immesse nell'aria. Questo è un buon motivo per ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera, indipendentemente dall'aumento o meno della temperatura del globo. Ecco quindi che si giustificano i sacrifici fatti per la diminuzione degli inquinanti.

 

Attenzione, in realtà la CO2 di per sè non è tossica, è inerte (è tossico il monossido di carbonio, il CO); anzi, se non ce ne fosse, sarebbe un problema gravissimo, perchè è la materia prima sui cui si basano i processi fotosintetici degli organismi vegetali, la cui crescita è addirittura stimolata da un incremento di CO2. Un ambiente chiuso saturo di CO2 ti può uccidere come ti ucciderebbe essere immerso a lungo in una piscina: non perchè l'acqua è velenosa di suo, ma perchè non riesci ad avere abbastanza ossigeno; questo però non vale a livello globale, dove la CO2 non può arrivare a concentrazioni così elevate.

Precisazione: quando metto in dubbio l'utilità di ridurre le emissioni inquinanti, mi riferisco strettamente a quelle che producono CO2 e non alle sostanze tossiche (tipo composti dello zolfo, metalli pesanti, molecole cancerogene ecc.).

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Non e proprio colpa dell'uomo,il riscaldamento globale c'era anche milioni di anni fa,e non c'erano aviogetti!ma le emissioni di co2 venivano dalle dorsali oceaniche in espansione creando gli oceani(l'atlantico se non sbaglio),cito un pezzo del mio prof di sedimentologia :rotfl: , e sta avvewnendo anche ora,solo che l'uomo lo velocizza ^^

 

(notare lo spiegamento alla caz*o tipico di me -.-" )

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Secondo me parlare di allarmismo è eccessivo: il problema c'è ed in qualche modo bisogna risorverlo. E non parlo tanto del GW quanto dell'inquinamento in sè. Non è un caso se ai giorni d'oggi soffrire d'allergia è quasi una normalità.

 

Bisogna tenere conto anche di un'altra questione: i gas serra derivano principalmente dalla combustione di idrocarburi. Ridurre la produzione di gas serra vuol dire principalmente ridurre la combustione di idrocarburi, che si traduce in una minor dipendenza dal petrolio, a favore della diversificazione delle fonti e del rinnovabile.

 

Se veramente si sta facendo allarmismo, non vedo dove sia la negatività... Bisogna svincolarsi dal petrolio per lo sviluppo, la maggior fonte di gas serra è la produzione di energia (in generale, quindi compresa quella consumata per i trasporti, per l'industria e per le case), di conseguenza se riusciamo a produrre energia in maniera "pulita" otteniamo tre vantaggi:

  1. La minor produzione di gas serra;
  2. Una frenata più in generale all'inquinamento;
  3. La non dipendenza dal petrolio, che vorrei ricordarlo non durerà in eterno.

Questo per sottolineare la stretta interdipendenza dei fenomeni GW e fabbisogno energetico.

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Bisogna tenere conto anche di un'altra questione: i gas serra derivano principalmente dalla combustione di idrocarburi.

 

In realtà i combustibili fossili sono i principali responsabili della produzione antropica di gas serra, che però è solo una frazione di quella prodotta dai fenomeni naturali:

 

Le emissioni non legate all’attività umana sono circa 150 GtC/anno (miliardi di tonnellate di carbonio).

Quelle invece legate all’attività umana sono tra i 6 e gli 8 GtC/anno, di cui tra 5 e 6 legate all’uso di energia fossile, ossia petrolio, carbone e gas naturale; e la restante parte dovuta a fenomeni di deforestazione e cambiamenti d’uso delle superfici agricole. Il contributo della deforestazione è peraltro molto incerto, ed oggi al centro di molti dibattiti: le stime indicano valori compresi tra un massimo di 2 ad un minimo di 0.6 GtC/anno. L’ammontare equivalente di CO2 si ottiene moltiplicando per 44/12. da http://clima.casaccia.enea.it/staff/pona/TesiGio/Giov04.html

 

Se veramente si sta facendo allarmismo, non vedo dove sia la negatività...

 

La negatività sta nei costi di aumento della produzione di energia, con consenguenti rincari in tutti gli altri settori; questo non vuol dire che non si debbano cercare alternative al petrolio o tecnologie meno inquinanti.

 

Ho trovato un link interessante, per approfondire il problema, che riporta una sintesi in italiano del dibattito scentifico tra sostenitori del global warming e scettici:

 

http://www.lenntech.com/italiano/effetto-s...discussione.htm

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Il problema è che, se pure l'occidente sarebbe pure disposto a ridurre il suo sviluppo per mitigare il riscaldamento globale (e anche questo è un eufemismo visto che già col protocolle di Kyoto, altamente lesivo per le nostre produzioni industriali, si parlava di un incidenza sul GW dello 0,05%), i paesi in via di sviluppo non lo faranno mai (come si è visto nella negoziazione del sopracitato protocollo che fondamentalmente grava solo sull'occidente e sembra fatto in un ottica terzomondista) quindi si rischia solo di non ottenere nulla indebolendoci nei confronti del resto del mondo.

Quindi a meno di non distruggere il nostro sviluppo e di tornare al '700 non si può incidere sul GW, e anche sospendendo totalmente le produzioni industriali e l'emissione dei gas serra da parte delle auto non credo che si otterrebbe qualche risultato, quindi è meglio, piuttosto, pensare a misure attive per limitare o incanalare positivamente gli effetti di questo processo probabilmente inarrestabile perchè dovuto a cicli naturali.

Il problema è che se uno fa questi discorsi viene visto come una specie di david irwing dell'ambientalismo (strano che non sia comparso ancora qualcuno nel forum con questo atteggiamento), ne è ennesima dimostrazione il servizio delle iene dell'anno scorso che hanno messo in croce un povero scienziato, credo americano, che sosteneva queste tesi

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Quello che intendevo io è che si può sfruttare l'allarmismo del GW per non dipendere più dal petrolio... E' solo un'ipotesi! ;)

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