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Elezioni democrazia occupazione militare.


davide_volante
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Sei favorevole alla presenza delle truppe italiane in Iraq, addirittura adesso che ci sono state le elezioni?  

18 members have voted

  1. 1. Sei favorevole alla presenza delle truppe italiane in Iraq, addirittura adesso che ci sono state le elezioni?

    • Si, dobbiamo aiutarli a vincere il terrorismo
      10
    • No, ora devono cavarsela da soli
      2
    • No, non dovevano mai andarci
      0
    • Altro, ma voglio fare un commento
      2


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io ho messo si perchè per me devono restare, finche ce ne sarà bisogno.... che si siano fatte le elezioni non significa niente, la polizia e l'esercito irakeno non è in grado per ora di gestire la situazione....

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non è una questione di fiducia... è che la polizia e l'esercito irakeno non sono in grado di far fronte alla guerriglia che vige ancora in irak.... legete ogni giorno quanti poliziotti e soldati irakeni vengono presi e uccisi? almeno una 15 per giorno....

 

In afganistan non sarebbe la stessa cosa?? e in afganistan le elezioni sono state fatte due anni fa.....e allora perchè i nostri li ci possono stare e in irak no??

 

e poi lo ripeto per me non E' UNA OCCUPAZIONE......

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almeno avessero combinato qualcosa questi iracheni....invece per colpa di iraniani e talebani ci sono andati di mezzo loro...anche io farei un po' di basi, e tra qualche anno quando tutto si sarà rinormalizzato in irak passerei all'attattacco dell' iran partendo proprio con le basi in iraq costruite in quest periodo...( se le costruissero ....)

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...no nono. Basta fargli sentire il fiato come dice Gianni. In fondo qui ha funzionato.

 

Direi che il contingente deve rimanere.

Per forza deve rimanere, non si può lasciar 8 milioni di iracheni elettori, in pasto a poche migliaia di terroristi schifosi.

Se la macchina democratica comincia a prendere il giro in Iraq come si deve, saranno sempre più stretti in una morsa da cui non potranno scappare per molto.

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X Mav: guarda che non è risico, conquisti fai le basi ti rafforzi e attacchi gli stati vicini.... per me bastano al massimo le basi, come hanno fatto gli usa dai noi dopo la 2 guerra mondiale....

 

X Enigma: purtroppo quando si schiera l'esercito si sa sempre che si va incontro a perdite umane ed economiche... non puoi mantenere la calma in uno stato pieno di guerriglieri urlano PEACE & LOVE.....

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forse mi sono piegato male, in ogni caso intendevo dire che secondo me sarebbe utile rinforzare il contingente italiano appunto costruendo basi, poi quando in irak la situazione interna si sarà rinormalizzata e le forze armate del paese potranno gestire da sole i problemi interni passerei alla econda fase della guerra, la guerra in iran, cosa che secondo me andava fatta subito dopo l'aghanistan

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forse mi sono piegato male, in ogni caso intendevo dire che secondo me sarebbe utile rinforzare il contingente italiano appunto costruendo basi, poi quando in irak la situazione interna si sarà rinormalizzata e le forze armate del paese potranno gestire da sole i problemi interni passerei alla econda fase della guerra, la guerra in iran, cosa che secondo me andava fatta subito dopo l'aghanistan

ma per te i problemi internazionali possono essere risolti solamente con la guerra...???

io penso che prima di arrivare alla guerra bisognerebbe tentare tutte le altre soluzioni possibili...

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no, ma il problema non è l'iran stesso, ma altra gente che ci sta dentro all' iran che ha causato insieme ad amici o addirittura fratelli ( BLaden e talebani) un po' di disastri in tutto il mondo buttando giù torri facendo saltare stazioni, facndosi esplodere nelle piazze, nei supermercati e soprattutto causando una guerra in iraq perchè questa gente si trovava nella cacca fino al collo....

 

 

 

Dovremmo infossare tutto? :ph34r:

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io ho votato altro.

 

infatti in irak devo rimanere gli italiani che devo aiutare il neo governo irakeno a prendere il via.

 

sia chiaro: in irak gli italiani sono in missione di pace,

mentre se ne dovrebbero andare gli eserciti con missioni non propriamente pacifiche.

 

quindi sono favorevole alla permanenza italiana, sono gli invasori che se ne devono andare.

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Invasori o no, dall'Irak è stata estirpata una dittatura pericolosissima, che ospitava e foraggiava i peggiori terroristi del mondo, e teneva il popolo oppresso e soggiogato.

 

Pensare che adesso si possa lasciare l'Irak a sè stesso, è assurdo.

 

I contingenti di pace non bastano, la situazione è ancora troppo instabile.

 

L'ONU stessa non ne vuol sapere, perchè l'area è troppo rischiosa.

 

La presenza militare americana è quindi ancora indispensabile, almeno finchè in Irak non ci sarà un governo stabile, una struttura militare affidabile ed efficiente, forze di polizia motivate, infrastrutture in grado di assicurare l'assistenza sanitaria e scolastica.

Tutto questo non si costruisce in un anno, ce ne vorranno parecchi.

 

Tra l'altro, l'Irak deve potersi difendere da un possibile attacco Iraniano.

Senza le truppe della coalizione, l'Irak sarebbe facile preda dell' Iran, e ci si ritroverebbe a combattere una terza guerra del Golfo.

 

Tra l'altro, finchè il terrorismo è impegnato nelle azioni di guerriglia in Irak, non ha il tempo e la volontà di andare a colpire altrove.

 

Se gli lasciamo mano libera, tornerà a colpire in occidente.

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ancora con questo petrolio....,....

 

oggi sono uscito per il carnevale nella mia città ( bellissimo e pieno di fighe come ogni anno.....) e tra i tanti carri ne ho visto uno che mi ha fatto infervorare, appunto questo carro c'erano dei barili vuoti di petrolio con sopra la scritta no alla guerra per il petrolio, e una foto dell' irak..... :furioso:

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Vorrei quotare un messaggio postato da Gianni qualche tempo fa....

 

QUOTE (Gianni065 @ Jul 22 2004, 12:04 AM)

Non so se ci conviene entrare nel campo politico.

 

In ogni caso, le ragioni della guerra non sono economiche.

 

I costi della Guerra in Irak sono calcolati tra i 100 ed i 600 miliardi di dollari, (solo per gli USA) secondo il tempo che durerà l'occupazione.

 

A questi costi occorre aggiungere quelli della ricostruzione e quelli indiretti, conseguenza della crisi economica mondiale peggiorata dal conflitto.

 

Se l'IRAK dovesse produrre petrolio a pieno regime, frutterebbe 22 miliardi di dollari l'anno.

 

Una parte di questi soldi dovrebbe essere assegnata allo stesso Irak, per ovvie ragioni di sopravvivenza e di crescita economica.

 

Un'altra parte dovrebbe essere destinata a pagare il debito pubblico irakeno, che oggi ammonta a oltre 100 miliardi di dollari.

 

Agli USA resterebbero pochi spiccioli, circa 5-6 miliardi di dollari all'anno.

 

Le ragioni della guerra sono altre, ma non so se questo forum sia il posto giusto per parlarne.

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Non so se le industrie belliche lavorino a pieno regime, da quando si è sparsa la voce che Bush non compri 200 blindati per la fanteria. Direi piuttosto che bisogna un pò tener presente cosa avrebbero fatto in Italia, se i terroristi avessero colpito con le armi chimiche una paese di 2000 abitanti, o se in Germania avessero bruciato un quartiere di Berlino con 2000 persone, o se in Francia avessero avvelenato Parigi facendo 2000 morti. Direi che siccome gl iuomini del terrore se ne sono fregati di quelle povere anime, in America viceversa che altrove, dove c'è abbastanza spirito ancora, si tirano su le maniche e pazienza se sono le fabbriche d'armi o quelle di penne che lavorano. L'inazione sarebbe stata peggio.

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sicuramente... però io starei attento a valutare il fatto che una guerra fa guadagnare molto le industrie, per esempio quelle belliche che producono a pieno regime... E questo significa, oltre che grandi guadagni, anche una sorta di crescita economica (se prima c'era una qualche crisi...)... oh no...??

E va bene, se parliamo delle industrie militari già il discorso cambia.

 

Sul petrolio, so perfettamente che non c'entra nulla e i dati lo dimostrano.

 

Se parliamo dell'industria militare è chiaro che qualsiasi conflitto avvantaggia sempre almeno due tipi di settori: quello militare e quello farmaceutico (non ve l'aspettavate, eh? controllate il valore delle azioni delle case farmaceutiche prima e dopo i conflitti).

 

Su questo punto, per la stessa obiettività con cui ho respinto la tesi petrolio, non posso smentirti, Ghost, ma solo esprimere un'opinione.

 

La mia opinione personale è che qualsiasi ragione economica, in queste due guerre (afghanistan e irak) è secondaria.

Gli americani sono stati colpiti duramente, e secondo me il desiderio di vendetta e la necessità di creare le condizioni perchè ciò non si ripeta in futuro, sono stati i principali motori di queste azioni militari.

 

Dico questo perchè secondo me se si fossero volute avvantaggiare le industrie militari, sarebbe bastato aumentare il bilancio della difesa e riportare le forze armate ai livelli reaganiani, senza necessità di fare guerre.

Nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, dopo l' 11 settembre, i soldi si sarebbero spesi ugualmente e le industrie avrebbero lucrato nello stesso modo.

 

A questo punto ognuno può pensarla come vuole.

Anche le società proprietarie delle Twin Towers ci hanno guadagnato (rimborso assicurativo) così come le imprese edili che hanno smantellato e ricostruito l'area.

Ma di qui a dire che le imprese edili hanno organizzato l'attentato dell'11 settembre, ce ne passa.

 

La verità è che a un certo punto Bush si è ritrovato riunito nella stanza ovale della Casa Bianca con i responsabili delle forze armate, dell'intelligence, della politica interna e di quella estera.

Posso solo immaginare come è andata: l'intelligence asseriva che Saddam stava costruendo armi di distruzione di massa; i consiglieri per gli affari interni avvertivano Bush che una guerra poteva costargli la rielezione; i militari assicuravano che erano pronti e preparati ma consigliavano la massima prudenza e premevano per soluzioni diverse dall'invasione (può sembrare strano ma i militari seri odiano le guerre più dei pacifisti); i responsabili di politica estera avvertivano che più tempo passava e più il consenso internazionale si sarebbe ridotto, per cui occorreva attaccare subito o non attaccare mai più.

Alla fine Bush ha deciso di attaccare.

 

Ha sbagliato? Ha fatto bene? Aveva a cuore gli interessi delle industrie militari? Sperava di liquidare la cosa nel giro di poche settimane? Contava su un maggiore appoggio degli alleati e dell'ONU? Era sicuro che si sarebbero trovare le armi di distruzioni di massa?

 

Questo non lo sa nessuno, lo si può solo ipotizzare e ciascuno ipotizza ciò che vuole.

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Gianni.. io sono d'accordo con te quando dici che le guerre sono state fatte principalmente per motivi diversi da quelli economici...

 

volevo solo dire però che , al contrario di quello che dicono gli altri, la guerra ha portato anche dei benefici economici a determinati settori..

insomma come al solito, e come in tutte le cose c'è stato qualcuno a cui la guerra ha portato gudagno.. ecco tutto..

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