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Blue Sky

Tiratore scelto

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Nel mondo reale dove, se devi sparare poi devi sopravvivere, certi aggeggiolini sono diventati indispensabili. Nulla toglie che il fiuto del tiratore sia indispensabile, ma se devi fare fuori l'obj di turno al primo colpo e non hai in zona un uccello che lo centra con un missile, all'ora devi sparargli. Se lo manchi, poi non hai la possibilità di riprovarci una seconda volta. Molto probabilmente devi cambiare posizione e pensare a salvare la pelle perchè da cacciatore sei diventato preda.

 

Ni: il fondamentale è la tabella balistica... e quella ti va ancora bene di carta, caduta, precessione ecc. ecc.

L'anemometro non puoi fare altro che misurare il vento da dove tiri ma ti rimane tutta l'incognita dell'arrivo e del percorso... magari in valli colline o zone termiche dove cambia repentinamente e con movimenti opposti... nulla è più affidabile dell'imparare a valutare osservando la natura.

Altro dato fondamentale è l'altitudine, a fasce di 500 metri, ma con mappa va da se che lo sai dove stai girando...

Pressione barometrica, ok molto utile.

Umidità, influisce molto poco.

Temperatura si serve.

Inclinometro... mmm... si ti fa perdere molto meno tempo ma ci sono altri metodi per misurare l'angolo di sito.

 

Stop, non c'è altro, è solo la pressione e temperatura che per forza ti serve lo strumento.

 

A lunga distanza il doppio colpo lo fai la maggior parte delle volte.

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I:assolutamente prima di continuare ti consiglio di farti un giro nella sezione calibri del sito. Troverai di tutto e sono certo che lo riterrai utile e interessante.

 

Guarda che hai frainteso, non sono un neofita... è pane quotidiano per me... non faccio vasetti

 

- La tabella della mia munizione l'ho imparata quasi tutta a memoria... quasi... (non è vero è impossibile :lol: )

 

- L'anemometro laser ? Roba da Università, ancora fantascienza per il reparto.

 

- La temperatura ho già detto che si guarda, l'umidità no perchè ha un'incidenza così piccola alla fine dei conti che sul campo il suo valore sta nelle variabili troppo piccole per essere tenute in considerazione... ci sono molte variabili piccole che sul campo non vengono considerate per velocizzare i conti, perchè c'è la valutazione e l'errore, se sbagli la valutazione del vento di qualche metro al secondo perchè c'è una folata nel mezzo ti sballa il tiro 100 volte più che il valore dell'umidità. Dunque ci sono i fondamentali da tener conto e i metodi per velocizzare i conti, un pò lo stesso discorso del true moa e del shooting moa...

 

- Inclinometro, ACI

 

- "one shot one kill" ... è un motto non è la realtà

 

Ma tu pratichi ?

Edited by Ariete

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Ni: il fondamentale è la tabella balistica... e quella ti va ancora bene di carta, caduta, precessione ecc. ecc.

L'anemometro non puoi fare altro che misurare il vento da dove tiri ma ti rimane tutta l'incognita dell'arrivo e del percorso... magari in valli colline o zone termiche dove cambia repentinamente e con movimenti opposti... nulla è più affidabile dell'imparare a valutare osservando la natura.

Altro dato fondamentale è l'altitudine, a fasce di 500 metri, ma con mappa va da se che lo sai dove stai girando...

Pressione barometrica, ok molto utile.

Umidità, influisce molto poco.

Temperatura si serve.

Inclinometro... mmm... si ti fa perdere molto meno tempo ma ci sono altri metodi per misurare l'angolo di sito.

 

Stop, non c'è altro, è solo la pressione e temperatura che per forza ti serve lo strumento.

 

A lunga distanza il doppio colpo lo fai la maggior parte delle volte.

 

Senza contare che i cecchini esistono da quasi un secolo, e sono stati sempre letali anche senza aggeggi elettronici.

 

Con questo non voglio cmq dire che non servono, ma qui parliamo di valutare condizioni climatiche lungo una distanza che può arrivare a un kilometro e mezzo, e solo l'occhio e l'esperienza possono darti informazioni precise

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Mi sa che l'unico modo per sapere se ha ragione Ariete oppure Maxtaxi è di:

- metterli a 1000 metri di distanza

- con lo stesso fucile

- e la stessa munizione

- con gli ausili che preferiscono

- e che si sparino addosso :lol:

 

Piuttosto qualcuno cortesemente mi spiega il ruolo dello spotter? Individua solo i bersagli oppure aiuta anche il cecchino nella fase di valutazione delle variabili di tiro? E' prevista questa figura nell'esercito italiano? Lo spotter è un cecchino anch'esso oppure la sua funzione è prestabilita? E' fondamentale o solo utile?

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Piuttosto qualcuno cortesemente mi spiega il ruolo dello spotter? Individua solo i bersagli oppure aiuta anche il cecchino nella fase di valutazione delle variabili di tiro? E' prevista questa figura nell'esercito italiano? Lo spotter è un cecchino anch'esso oppure la sua funzione è prestabilita? E' fondamentale o solo utile?

 

Ne abbiamo parlato a pagina 2 di questa discussione ;):)

 

http://www.aereimilitari.org/forum/index.p...=7034&st=15 messaggi 25 26 e 27

Edited by Einherjar

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DSR-1

dsr1-308-3.jpg

ma in teoria cosa ha due caricatori?

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Si, in teoria è una sorta di doppia alimentazione per lo sniper, in modo da avere più tipi di proiettile anche se meccanicamente sarei curioso di sapere come funziona.

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grazie madmike...hai risolto il mistero ;)

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Il termine cecchino"

Durante il primo conflitto mondiale, nella lingua italiana si diffuse l'uso del termine cecchino, nato come termine per indicare i tiratori scelti austro-ungarici. Il termine cecchino deriva con tutta probabilità da Cecco Beppe, soprannome con cui era noto, fin dal periodo del Regno Lombardo-Veneto, l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Asburgo. Il termine si diffuse per indicare i tiratori scelti appostati con evidente intento dispregiativo; la connotazione dispregiativa è poi andata persa con il tempo.

 

Approfitto di questo bel topic per fare una domanda storica.

Durante la 1GM tutte le grandi nazioni, ad esempio Inghilterra, Germania, Austria-Ungheria hanno introdotto la figura del cecchino ma non ne ho MAI sentito parlare con riferimento all'Italia. L'Esercito Italiano, o meglio Il Regio Esercito Italiano aveva analoghe figure di questo tipo armate, immagino, con fucili '91 dotati di ottica? Il calibro 6,5mm, sebbene inferiore rispetto a tutti glia altri, non credo fosse comunque particolarmente inadeguato per questo scopo.

Edited by John Plaster

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Il calibro 6,5mm, sebbene inferiore rispetto a tutti glia altri, non credo fosse comunque particolarmente inadeguato per questo scopo.

 

No, anzi si è fatto storia in questo ruolo diciamo :asd:

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No, anzi si è fatto storia in questo ruolo diciamo

 

Ero quasi sicuro che sarebbe venuta fuori questa storia, ma in quel caso la distanza che risultò dalle indagini non era proprio da cecchinnaggio... :D

Ora che ci penso non ho mai sentito parlare nemmeno di cecchini italiani duarante 2GM, ma mi pare impossbile che non vi fossero unità di questo tipo (immagino l'utilità soprattutto sul fronte Russo)!

Ricordo che il 6,5mm veniva soprannominato con una certa vena ironica "proiettile umanitario" in quanto spesso perforava il corpo da parte a a parte non producendo ferite significative.

 

EDIT:

Mmmm, senti senti, guarda cosa ho trovato su wiki eng:

True sniper versions never existed, but in World War I a few rifles were fitted with telescopes and issued for service use (World War II scoped rifles were strictly prototypes).

 

A quanto sembra dal '91 non fu mai sviluppato un fucile da cecchino dedicato. Durante la 1GM pochi '91 furono equipaggiati con qualche tipo di ottica, ma la cosa più strana è che nemmeno durante la 2GM fu elaborata un'arma veramente operativa...

Edited by John Plaster

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salve

riguardo al 91 per tiratori scelti della 1° guerra

ricordo di aver letto un articolo su tac armi su alcuni esemplari di armi marcate Terni

appositamente selezionati dotati di ottica francese e modificati per essere caricati dalla parte inferiore de caricatore

1998.JPG

Edited by la saetta

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il '91 fu in effetti utilizzato, anche nella IIGM, come arma per tiratore scelto, anche se la specialità non ebbe mai grosso sviluppo nell'REI (E fino a pochi anni fa, nell'EI).

Non mancarono esperimenti e prove, che non si tradussero mai in produzione di serie (e conseguente addestramento), seppure le disposizioni in vigore per l'addestramento al tiro prevedessero distanze di 100 mt per il moschetto, 200 per il fucile, 300 per il tiratore scelto, con sagome scomparenti (circ.5000 del 1938).

 

nel 33 risultavano 'prove ed esperimenti con i cannocchiali del dr Jung', e nel 36 'studi' per un arma cal 7,35, da distribuirsi ad un tiratore scelto per plotone.

 

nel 1943, visto(e subìto) il vasto impiego dei fucili di precisione da parte degli altri eserciti, si tentò di applicare 500 cannocchiali Galileo ad altrettanti fucili cal 6,5, in attesa di un arma cal 8 che doveva avere migliori caratteristiche balistiche. (ed e' probabilmente questa l'arma a cui fa riferimento Saetta). Nel marzo 43 erano anche in corso prove con fucile cal 6,5 munito di cannocchiale della ditta La Filotecnica.

 

Comunque, un minimo di utilizzo ci fu: il Albania vennero inviati, in tutta fretta, nel 1941, 40 fucili con canocchiale per TS, probabilmente giacenze di magazzino della IGM. ovvero fucili 91 con cannocchiali Schleiber o Amigues.

 

Nel 1939 risultavano infatti in armeria 83 fucili 91 modificati con innesti a piuolo, 83 cannocchiali con innesto a coda di rondine e 39 con innesto a piuolo. Fu inoltre ordinato di distribuire 122 fucili con cannocchiale alla Guardia di Frontiera.

 

Nel maggio 42 la Direzione Generale Artiglieria segnalò la disponibilità di 119 fucili 91 a cannocchiale, e 1210 per tiri di esattezza (oggi si direbbero 'accuratizzati').

 

Nel giugno 43, infine, il 10° rgt Arditi chiese la fornitura di Mauser con silenziatore, in dotazione ad una 'compagnia speciale' non meglio identificata, tedesca, di stanza in Sardegna.

 

Come si vede (e come purtroppo accadde molto spesso riguardo al materiale Italiano nella IIGM) molti esperimenti, poco risultato finale, fermo restando che il 91 in cal 6,5 non era certo una arma ideale per il tiro di precisione: Il problema fu sempre la cartuccia, a punta arrotondata, che ne limitava la V°, e la scarsa energia cinetica dovuta, oltre a quanto sopra, anche all'alta densità sezionale ed al grande peso della palla, di 10,45 gr.

 

In conclusione, ecco il Mauser silenziato di cui, probabilmente, necessitavano gli Arditi:

 

mausr.jpg

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salve riporto queste notizie che ho trovato in rete

 

 

 

"uno degli aspetti ancora poco chiari e controversi della prima guerra mondiale è l’uso al fronte del fucile da tiratore scelto da parte delle truppe italiane. Mentre per l’uso da parte degli austro ungarici si sa ormai quasi tutto così ancora non è per la parte italiana. Nemmeno presso l’archivio dell’arsenale di Terni a quanto pare sono state rinvenute informazioni e/o documentazioni ufficiali. Continuano quindi a mancare informazioni precise su chi era addetto all’addestramento dei tiratori, una qualche documentazione ufficiale dalla quale si possano rilevare sia le caratteristiche tecniche, ottiche e di montaggio dei cannocchiali per il fucile 91, sia i criteri di selezione di tali armi. La cosa non deve meravigliare più di tanto; al di là della mancanza di documentazione, dovuta alla seconda guerra mondiale, alla distruzione di materiale ed al sequestro di molti atti da parte statunitense nel corso della II guerra. Le ipotesi indicano che probabilmente furono costruiti non più di duemila fucili 91 con ottica. Per il fucile mod. 1891 (solo il lungo) furono utilizzati diversi tipi di cannocchiale e conseguentemente diversi modelli di attacchi e supporti, infatti in una prima fase di produzione si utilizzarono delle ottiche di produzione francese ed in una secondo tempo ottiche di produzione nazionale della società “La Filotecnica” di Milano.

La distribuzione ed il ritiro delle armi pare fosse avvenuto a livello reggimentale sia per il fronte del trentino che delle venezie esclusivamente presso la direzione di artiglieria di Verona e l’assegnazione per l’uso su criteri di bravura ed attitudine al tiro di precisione di militari individuati al fronte .

Un testimonianza d’uso la si rileva dal racconto di Michele Campana nel libro “Perché ho ucciso”. Lo scrisse nel 1918 durante un suo ricovero in ospedale

“Ho per un anno fatto il cecchino, che sarebbe a dire il tiratore spietato, fra le rocce del Pasubio. Avevo un fucile a cannocchiale “Scheibler”: lo pulivo, lo oliavo da me, per paura che me lo sciupassero: nessuna cosa ebbe mai tante cure meticolose quanto quell’arma che mi procurava delle ore di passione: gli parlavo persino come ad essere animato ed intelligente. Ieri caccia grossa – Bravo perdinci ! Mi facesti un bel colpo ! Ne ero così sicuro, conoscendone per tante prove, i lievi difetti di puntamento e di alzo, che difficilmente sbagliavo colpo. Fino a cinquecento metri di distanza scommettevo per la morte di chi mi presentasse anche solo il capo davanti alle lenti del cannocchiale. Stavo appostato di solito nelle caverne del dente del Pasubio, ora a destra ora a sinistra, grandi finestre slabbrate nella roccia che dominavano da cento metri piu in alto, da una parte i posti avanzati nemici “il cocuzzolo dei morti” e tutta la rete dei camminamenti fino a Sogli Bianchi, dall’altra le trincee della casermetta difensiva e lo scoperto passaggio del “naso”. Stava li accanto a me il fedele attendente Costamagna…. Un fortissimo colono del Piemonte che parlava poco e menava le mani con l’esperienza di cinque o sei anni di guerra in Libia, a Rodi, qui: gridavamo ad un tempo: Eccolo ! Stai attento se casca. Ed avevo già fissato le lenti contro il nemico. Si ingrandiva e si avvicinava così che ne scorgessi anche le fattezze; la lancetta dello “Scheibler” lo rigava nel mezzo del corpo: già col rimbombo della botta riempiva la caverna. Non potevo discernerne l’effetto, che il rin**** dello scoppio mi faceva sbatter gli occhi e spostare le lenti del cannocchiale. Ma Costamagna non aveva battuto ciglio: acuiva gli occhi vividi fuori dalla grande feritoia, poi si rivolgeva a me, dal suo sorriso capivo già. Come è andata ? Secco !!”

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Un vivo ringraziamento a madmike e saetta per le interessanti informazioni riportate su questo "mistero" :D, in particolare sul primo conflitto mondiale.

 

L'altro nazione che utilizzò il 6,5mm (con una palla però di differente sezione) il Giappone, sviluppò invece dall'Arisika un vero e proprio fucile da cecchino, il Tipo 97, riscontrando in ogni caso sempre le solite deficienze balistiche.

 

OT ON

nel 1943, visto(e subìto) il vasto impiego dei fucili di precisione da parte degli altri eserciti, si tentò di applicare 500 cannocchiali Galileo

1231948583354_008_-cannocchiale-di-galileo.jpg

:rotfl: :rotfl:

OT OFF

Edited by John Plaster

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Beh il fucile giapponese era un diretto derivato del carcano e anche il calibro era balisticamente non troppo lontano dal nostro, quindi è normale che abbiano riscontrato problematiche simili.

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forse sarebbe meglio parlarne in calibri che qui siamo un pò off topic

 

 

ps curiose le analogie di allora e di oggi tra FF.AA giapponesi e italiane ; mi riferisco sopratutto alla marina e ai vincoli politici .

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