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Paladin

Centrodestra vs Centrosinistra

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Apro questo topic perchè sarebbe interessante parlare e confrontarsi su quali siano le idee di cui sono portatori Destra e Sinistra migliori per il nostro Paese non in assoluto ma in questo periodo storico e nella situazione economica e finanziaria in cui ci troviamo (evitiamo quindi discorsi del tipo Comunismo contro Capitalismo o altri confronti ideologici inutili)

 

Apro io: allora secondo la Destra nel momento in cui l'economia ristagna ed i conti sono in rosso, lo strumento per farla ripartire è quello di abbattere la pressione fiscale, così da far ripartire la domanda interna (i consumi) e la produttività del sistema delle imprese. Ne beneficeranno così, in un secondo tempo, anche i conti pubblici.

 

Secondo la Sinistra, è meglio prima risanare i conti pubblici ed abbassare il debito così si hanno più risorse da investire nei vari settori della vita pubblica (investimenti pubblici)...le ingenti risorse investite consentono al sistema di ripartire e ristrutturarsi.

 

Quindi l'obiettivo è comune: far ripartire l'economia.

Gli strumenti sono diversi: abbassare le tasse, aumentando in un primo tempo deficit e indebitamento, per la Destra; ridurre subito il deficit ed il debito per la Sinistra.

 

A voi la parola...

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Tasse: pagare tutti per pagare meno

"Spesso imposte troppo pesanti opprimono l'iniziativa privata, frenano lo sviluppo dell'industria e del commercio, scoraggiano i volenterosi" (perciò è necessario) "eliminare dalla legislazione certe disposizioni dannose ai veri interessi degli individui e delle famiglie, come pure al progresso normale del commercio e degli affari"

Papa Pio XII (2.10.1956)

Edited by Graziani

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Tasse: pagare meno per pagare tutti

In teoria dovrebbe essere pagare tutti per pagare meno ... scritta come l'hai scritta tu ha gran poco senso ...

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Tasse: pagare tutti per pagare meno

"Spesso imposte troppo pesanti opprimono l'iniziativa privata, frenano lo sviluppo dell'industria e del commercio, scoraggiano i volenterosi" (perciò è necessario) "eliminare dalla legislazione certe disposizioni dannose ai veri interessi degli individui e delle famiglie, come pure al progresso normale del commercio e degli affari"

Papa Pio XII (2.10.1956)

hai proprio citato il capo di una oragnizzazione a delinquere che non paga e che non ha mai pagato tasse.....

cmq si

bisognerebbe fare pagare le tasse a tutti....ma soprattutto ai ricchi e ai potenti ( che sono quelli che evadono,che pagano poco rispetto al loro guadagno e che non vengono intaccati dalla giustizia,quasi sempre) e non al popolo che ormai fatica ad arrivare a fine mese!

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hai proprio citato il capo di una oragnizzazione a delinquere che non paga e che non ha mai pagato tasse.....
Acqua benedetta Scuole. Servizi. Ici. Radio. Parrocchie. Ecco tutti i privilegi che lo Stato italiano riserva alla Chiesa

 

Il più noto è l'8 per mille più antico, l'extraterritorialità, garantita a tutte le proprietà della Santa Sede fuori dalle mura vaticane. I privilegi della Chiesa, codificati specie nei due Patti lateranensi, il Trattato e il Concordato, si nascondono più spesso tra le pieghe delle Finanziarie e nel corpus della normativa di casa nostra. Non tutti sanno che la manovra 2005 finanzia con 15 milioni il Centro San Raffaele del Monte Tabor di don Luigi Verzè. O che la stessa legge fissa a un milione il finanziamento per "l'aggiornamento della tecnologia impiegata nel settore della radiofonia", limitandolo però a due emittenti: Radio Padania Libera, la radio della Lega Nord, e Radio Maria. Dal 1985, l'8 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche è "destinato a scopo di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica"; dal 1929, è l'Italia a pagare i 5 milioni di metri cubi d'acqua consumati in media ogni anno dallo Stato pontificio. Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all'Acea, ma non paga le bollette. Quando la società si quota in Borsa, nel '99, i 44 miliardi di lire di debiti li ripiana il ministero dell'Economia. Da quel momento, i circa 4 miliardi di lire annui dovevano essere a carico della Chiesa. La Finanziaria 2004 risolve il caso: stanzia 25 milioni subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprio. La stessa manovra prevede 50 milioni, in due tranche per l'Università Campus Bio-Medico, "opera apostolica della Prelatura dell'Opus Dei". Nel 2003 il Parlamento aveva già riconosciuto come parificato l'Istituto di studi politici San Pio V, approvandone il finanziamento annuo di 1,5 milioni. È l'anno in cui si vara la legge sugli oratori: lo Stato riconosce la funzione educativa e sociale dei centri parrocchiali e ne finanzia l'attività. Il record per il 2005 spetta alla parrocchia dell'Addolorata

di Tuglie (Lecce): un milione e 180 mila euro per un campo di calcetto, uno di bocce, spogliatoi e servizi. I comuni sono obbligati a versare l'8 per cento degli oneri per l'urbanizzazione secondaria (asili nido, scuole, impianti sportivi di quartiere) alle chiese. Quanto alle scuole cattoliche, che sono la maggior parte delle private, ricevono sussidi statali sotto forma di contributi per la gestione (pari a poco meno di 500 milioni nel 2005), di finanziamenti di progetti per "l'elevazione di qualità ed efficacia delle offerte formative" (un milione destinato alla "formazione del personale dirigente delle parificate"), di contributi alle famiglie. Scelti dalla Cei, ma pagati dallo Stato, gli insegnanti di religione sono stati immessi in ruolo con una legge del 2003. Infine, l'Ici: l'esenzione per gli immobili, anche destinati a uso commerciale, di proprietà della Chiesa cattolica è diventata legge nel 2005.

 

http://espresso.repubblica.it

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hai proprio citato il capo di una oragnizzazione a delinquere che non paga e che non ha mai pagato tasse.....

 

NON COMINCIAMO AD INSULTARE LA CHIESA!!!!!!!!!!!

PER FAVORE

 

Ecco appunto! Io ero partito con ben altre intenzioni ma vedo che già dopo 4 interventi vi siete subito indirizzati verso le posizioni ideologiche aprioristiche...

 

Allora, proviamo ad andare avanti senza insultare nessuno e parlando SOLO di cosa, dove, quando, come e perchè... :hmm:

 

Poi la discussione voleva essere di carattere generale, e ci siamo subito andati ad impelagare sul particolare...

Edited by Paladin

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TIPICO DELL'IDEOLOGIA COMUNISTA!!!!!!!!!

Ma siete capaci di scrivere una frase di senso compiuto senza usare la parola "comunista"?

 

... comunismo tra l'altro che per quando non approvi ha fatto in Italia meno danni delle forze politiche rappresentate dalle persone che hai negli avatar ...

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Ecco appunto! Io ero partito con ben altre intenzioni ma vedo che già dopo 4 interventi vi siete subito indirizzati verso le posizioni ideologiche aprioristiche...

 

Allora, proviamo ad andare avanti senza insultare nessuno e parlando SOLO di cosa, dove, quando, come e perchè... :hmm:

 

Poi la discussione voleva essere di carattere generale, e ci siamo subito andati ad impelagare sul particolare...

eheh hai ragione......ma se si inizia a parlare di politica ( anche se moderata) si rischia di iniziare un dibattito più "peso" dato che l'uomo non è una macchina e che quindi se si sente offese ( anche se qui nex ha offeso nex) le proprie idee inizia a polemicizzare.....

cmq sono dell'idea ceh fino a quando non ci sono offese, dibattiti di questo genere si possono tollerare......

ciao e scusa di nuovo se siamo usciti dall'argomento di cui volevi parlare :rolleyes:

Edited by Reggiane

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L'idea di abbassare le tasse è senza dubbio fondata perchè sono arrivate a livelli insostenibili ma ho delle forti perplessità su quanto si possano abbassare senza creare troppi danni sui conti pubblici...C'è da dire poi, secondo me, che, per far ripartire i consumi, le tasse vanno abbassate maggiormente al ceto medio-alto...L'idea sembra bastarda ma mi spiego: Se tu abbassi le tasse ad una persona che ha un reddito basso e quasi niente in banca sicuramente la farai star meglio ma ciò non inciderà minimamente sui consumi perchè i soldi ricevuti non li spenderebbe ma se li metterebbe oculatamente da parte per tempi migliori...è un ragionamento assolutamente normale, lo farei anch'io.

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Il fatto è che è un gatto che si morde la cosa....ovvero il fatto che la tasse vengano imposte solo hai più pveri non è certo la cosa più corretta ma ritengo che bogna provare a far vivere i nostri politici per un un mese con 1000€ per far capire loro cosa significa tirare avanti.

 

Il fatto è che bisognerebbe cominciare a ridurre la pressione fiscale e contemporaneamnete ridare capacità di acquisto alle famiglie medie( che secondo il governo prodi erano ricche..).

 

E poi non è vero che le tasse i ricchi non le pagano!!!!!

 

 

Inoltre il corpo della finanza è stato istituito per qualcosa........

Edited by Black Knight

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Secondo me occorre fare distinzione:

Allora c'è l'esigenza di far respirare milioni di famiglie che non ce la fanno più a pagare neanche le stesse tasse...Quindi occorre ridurle per loro in maniera consistente al fine di garantirgli un'esistenza libera e dignitosa.

 

C'è anche l'esigenza di far ripartire i consumi e qui le tasse vanno abbassate solo a chi spende e, mi dispiace dirlo, ma chi spende sono solo i ricchi...trovare il punto tra le 2 esigenze è veramente complesso se si tiene d'occhio anche l'equilibrio finanziario del bilancio dello Stato che non è certo dei migliori...

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state inveendo contro la chiesa e non mi avete avvertito!?!?!? infamoni!!! :asd: :asd:

 

io non ho visto un miglioramento della cosa pubblica da quando i "comunisti" hanno alzato le tasse. considerando che questo è dovuto all'incapacità italiana di gestire la cosa pubblica, tant'è diminuire la pressione fiscale e lascarci respirare.

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Hai ragione Paladin ma bisogna prima o poi trovare una via di mezzo per questa situazinoe altrimenti si rischa che la nostra situazione arrivi ad un punto tale che si arriva all'esasperazione!!!

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Dobbiamo distinguere vari tipi di tasse:

- le imposte sul reddito che sono quelle che paghi in proporzione alla tua ricchezza

- le imposte sul lavoro e sulle imprese che sono quelle che paghi in proporzione alla ricchezza che produci come dipendente o come imprenditore

 

A grandi linee la CdL ha provato a ridurre le prime mentre il CS ha ridotto le seconde. Ora la domanda base è questa: quanti dei soldi che lascio nelle tasche della gente viene speso e reinvestito per far andare l'economia (dall'imprenditore come espansione della propria azienda o in ricerca e sviluppo, dal lavoratore come consumi che vanno a sostenere la crescita di produzione delle aziende) e quanto viene semplicemente messo in banca o utilizzato in attività speculative che non giovano al sistema paese? Ora secondo me una riduzione del costo del lavoro (e tenete presente che se io lavoratore ricevo 1500 euro, all'imprenditore ne costo quasi 3000...) e delle tasse sulle industrie è la soluzione migliore perchè riducendo semplicemente le tasse sul reddito vado anche a favorire quegli speculatori che non producono ricchezza per il paese ma solo per se stessi mentre il consumatore medio tenderà a risparmiare e mettere questi soldi in banca.

Questo perchè il cuore produttivo del paese, ciò che genera ricchezza sono le industrie (intese in senso lato, anche quelle di servizi come per esempio un'agenzia di viaggio) producendo pil e creando posti di lavoro. Il mio obiettivo è favorire la gente che lavora e quellache produce, non semplicemente quella che ha i soldi.

Questo è grosso modo il programma del PD ed è anche il motivo per cui Montezemolo e gli industriali lo appoggiano.

 

Poi dobbiamo tenere presente un debito che ogni anno succhia solo come interessi 70 Miliardi di Euro dalle casse dello stato (5-10 volte una manovra economica, 4 volte il bilancio della Difesa tanto per intenderci). Pensare semplicemente di creare debito riducendo le tasse (quello che ha fatto Giulio) è insostenibile per un paese nella nostra situazione; e le tasse non puoi neanche aumentarle o ammazzi quel poco di crescita che ti ritrovi; ergo da diminuire sono le uscite, ovvero le spese dello stato.

Non fatevi ingannare dai vari Grillo: gli sprechi della Casta ci sono, sono tanti e sono da cancellare ma in termini percentuali incidono in misura minore rispetto ad altre voci del bilancio statale. D'altronde non puoi certo tagliare la sanità e l'aumento dell'età di pensionamento sarà compensato dall'aumento dell'età media. Che fare allora?

Una razionalizzazione del bilancio e delle spese è possibile ma non sufficente a salvare il paese dalla bancarotta; tagliare di più non puoi, io al servizio sanitario e alla pensione non ci rinuncio. Quindi l'unico modo di risparmiare sensibilmente sono quei 70 miliardi di euro che ogni anno se ne vanno per pagare il debito pubblico. E' per questo che il PD tiene tanto ad avere i conti sotto controllo ed è per questo che Giulio tanti danni ha fatto al paese

 

EDIT: da quello che ho capito abbiamo un comunista nel forum; sarei interessato a sapere che ne pensa visto che quello che ho scritto è grosso modo un economia di mercato europea o "solidaristica" e quindi in completa antitesi all'ideologia a cui tu fai riferimento

Edited by Rick86

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Diminuire le tasse è un passo fondamentale per far ripartire l'economia. Sistemare i conti pubblici prima di diminuire le tasse alla fine porterà + danni che benefici. Mi spiego semplificando la questione:

1-se le tasse diminuiscono le famiglie hanno + soldi, di conseguenza l'evasione non sarà contemplata(in generale) come modo per arrivare a fine mese!!! avendo + soldi le famile comprano di +, aumentano i consumi a vantaggio delle imprese che vendono di + aumentando così i ricavi e i profitti.

2-Le imprese, dal canto loro,avendo meno tasse da pagare hanno meno costi e possono fare prezzi + bassi, aumentando la competitività, le vendite ecc.. (ora non sto qui a scrivere un trattato di economia) aumentando di conseguenza ricavi e profitti(i vantaggi, come gli svantaggi, per le imprese e per le famiglie viaggiano di pari passo, smettiamola di pensare che il male dell'impresa è = al bene della famiglia) che possono essere investiti in R&S utile per creare prodotti migliori a prezzi + bassi(e qui si ritorna all'inizio). Se le imprese aumentano i ricavi possono aumentare gli stipendi agli operai(stupidaggine assurda quella di imporre aumenti di stipendi, che devono aumentare all'aumento della produttività e dei ricavi), che avranno + soldi ritornando al punto 1.

 

Il punto 1 e il punto 2 formano un circuito virtuoso sia per le imprese che per le famiglie. Questo circolo aumenta i "soldi in busta" per le persone e la solidità e liquidità delle aziende che avranno meno problemi a pagare le tasse. Di ciò ne beneficiano di riflesso anche i conti pubblici dello Stato, che avrà un maggiore gettito d'entrata. Da parte sua lo Stato deve spigere per rispettare i principi di economicità riducendo in anzi tutto la spesa pubblica, eliminando le spese inutile ed ottimizzando le risorse possedute. In questo modo avremo un aumento dei ricavi per lo Stato e una diminuzione dei costi, aumentando quindi "l'utile" che lo Stato può spendere per il suo funzionamento!!

 

Ma se le tasse non vengono diminuite immediatamente, i cittadini ridurranno sempre + i consumi e quindi le imprese diminuiranno le vendite, non potranno coprire i costi di produzione e nel peggiore dei casi dovranno chiudere(e badate che stà già succedendo). Di conseguenza gli operai saranno disoccupati e senza stipendio non possono pagare le tasse. Se non pagano le tasse lo Stato non può pagare le spese e in poco tempo ci ritroviamo peggio del Burundi. è impensabile aggiustare i conti pubblici con un sistema che si basa sull'aumento sistematico della pressione fiscale. Alla fine porta al crollo dell'economia.

 

Ripeto che il mio discorso è semplificato al massimo!!!!!!

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vedo con difficoltà un discorso di assoluti senza esempi pratici nella politica italiana

Si può parlare di

-droghe con destra proibizionista e sinistra permessiva (spero siate d'accordo)

e spiegare chi ha ragione con ognuno le sue opinioni

penso sia un argomento semplice per iniziare in quanto discorsi economici non tutti se ne intendono

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Venon il tuo discorso è giusto in linea generale ma non tiene conto dell'enorme debito pubblico che pesa sul paese; noi, molto semplicemente non possiamo permetterci di aumentarlo ma anzi dobbiamo far di tutto per ridurlo pena lo strangolamento dei conti pubblici.

Inoltre ad una riduzione delle tasse sui redditi non si associa automaticamente un aumento dei consumi perchè nella situazione in cui siamo e per la mentalità degli italiani buona parte dei soldi guadagnati andrebbero in banca o in titoli senza alcun vantaggio in termini di sistema-paese.

 

Abbiamo pochissime risorse per ridurre le tasse ora (visto il debito) e penso che siano da favorire:

- gli imprenditori attraverso meccanismi che gli obbligano a reinvestire i soldi risparmiati (es attraverso il meccanismo della minor tassazione solo se i soldi vanno in ricerca e sviluppo)

- i lavoratori dipendenti attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro; soldi risparmiati che però devono in massima parte (diciamo 75 contro 25) andare ai lavoratori

 

Ridurre le tasse tout court porta ad uno spreco di risorse perchè le riduci anche a quello che ha 10 case, a quello che ha tanti soldi per specularci in borsa ecc. ecc. Le tasse non vanno ridotte a queste categorie ma a quelle che producono attraverso lavoro dipendente o autonomo ricchezza per il paese

 

E questo tema qua, leviathan, è una differenza fondamentale tra PD e CdL; per la droga non è che mi entusiasmi vederla circolare liberamente visti i danni che fa,e lo dico da elettore PD. Io sono per la mano durissima contro gli spacciatori e per cercare di limitarne il più possibile l'uso ben sapendo però che il drogato non è ne un criminale ne uno che va lasciato fare ma una vittima da aiutare

Edited by Rick86

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Ecco! Quando ho aperto questo topic mi aspettavo interventi come quello di Rick e di Venon84...meno male che c'è qualcuno che va un pò più a fondo nelle cose e ama parlare di contenuti (certo per parlare di contenuti bisogna conoscerli e non è da tutti)...

 

Diminuire le tasse è un passo fondamentale per far ripartire l'economia. Sistemare i conti pubblici prima di diminuire le tasse alla fine porterà + danni che benefici. Mi spiego semplificando la questione:

1-se le tasse diminuiscono le famiglie hanno + soldi, di conseguenza l'evasione non sarà contemplata(in generale) come modo per arrivare a fine mese!!! avendo + soldi le famile comprano di +, aumentano i consumi a vantaggio delle imprese che vendono di + aumentando così i ricavi e i profitti.

2-Le imprese, dal canto loro,avendo meno tasse da pagare hanno meno costi e possono fare prezzi + bassi, aumentando la competitività, le vendite ecc.. (ora non sto qui a scrivere un trattato di economia) aumentando di conseguenza ricavi e profitti(i vantaggi, come gli svantaggi, per le imprese e per le famiglie viaggiano di pari passo, smettiamola di pensare che il male dell'impresa è = al bene della famiglia) che possono essere investiti in R&S utile per creare prodotti migliori a prezzi + bassi(e qui si ritorna all'inizio). Se le imprese aumentano i ricavi possono aumentare gli stipendi agli operai(stupidaggine assurda quella di imporre aumenti di stipendi, che devono aumentare all'aumento della produttività e dei ricavi), che avranno + soldi ritornando al punto 1.

 

Il punto 1 e il punto 2 formano un circuito virtuoso sia per le imprese che per le famiglie. Questo circolo aumenta i "soldi in busta" per le persone e la solidità e liquidità delle aziende che avranno meno problemi a pagare le tasse. Di ciò ne beneficiano di riflesso anche i conti pubblici dello Stato, che avrà un maggiore gettito d'entrata. Da parte sua lo Stato deve spigere per rispettare i principi di economicità riducendo in anzi tutto la spesa pubblica, eliminando le spese inutile ed ottimizzando le risorse possedute. In questo modo avremo un aumento dei ricavi per lo Stato e una diminuzione dei costi, aumentando quindi "l'utile" che lo Stato può spendere per il suo funzionamento!!

 

Il tuo discorso non fa una piega Venon, ma parti dall'assunto che "+ soldi per le famiglie= + consumi" cosa di cui non sono pienamente convinto e l'ho scritto nei miei post precedenti...

Oltre a questo c'è anche da valutare attentamente come operare questa riduzione delle tasse perchè più è generalizzata e meno risultati produce. Secondo me bisogna indirizzare oculatamente l'intervento su un singolo ceto sociale ed è proprio questa la cosa difficile: azzeccare il ceto giusto.

 

 

 

EDIT: da quello che ho capito abbiamo un comunista nel forum; sarei interessato a sapere che ne pensa visto che quello che ho scritto è grosso modo un economia di mercato europea o "solidaristica" e quindi in completa antitesi all'ideologia a cui tu fai riferimento

 

Non ho minimamente capito a chi ti riferisci Rick...

 

vedo con difficoltà un discorso di assoluti senza esempi pratici nella politica italiana

 

Di esempi se ne possono fare quanti volete purchè poi non si finisca a scannarci su tu hai fatto questo, tu hai fatto quello perchè non credo che serva a nessuno...soprattutto non volevo replicare l'altro topic relativo alle cose fatte dai governi precedenti...

L'idea è la seguente: io ho aperto 3 ore fa col primo tema che è senz'altro più tecnico di altri; direi che quando vogliamo cambiare argomento ognuno propone il suo e si decide a maggioranza, ok?

Edited by Paladin

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Non che mi piaccia far nomi.. comunque a Reggiane.

Ps ho risposto senza aver letto la tua di replica eppure abbiamo detto la stessa cosa, che ad una riduzione delle tasse sul reddito non si associa un automatico uguale aumento nei consumi

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Non so molto di economia, quindi chiedo spiegazioni:

1-se le tasse diminuiscono le famiglie hanno + soldi, di conseguenza l'evasione non sarà contemplata(in generale) come modo per arrivare a fine mese!!!

Secondo me, chi prima era onesto, rimane onesto, chi rubava prima, continua a rubare.

avendo + soldi le famile comprano di +, aumentano i consumi a vantaggio delle imprese che vendono di + aumentando così i ricavi e i profitti.

2-Le imprese, dal canto loro,avendo meno tasse da pagare hanno meno costi e possono fare prezzi + bassi, aumentando la competitività, le vendite ecc..

Perchè dovrebbero abbassare i prezzi? Penso che guadagnare di più non gli faccia schifo.

(ora non sto qui a scrivere un trattato di economia) aumentando di conseguenza ricavi e profitti(i vantaggi, come gli svantaggi, per le imprese e per le famiglie viaggiano di pari passo, smettiamola di pensare che il male dell'impresa è = al bene della famiglia) che possono essere investiti in R&S utile per creare prodotti migliori a prezzi + bassi(e qui si ritorna all'inizio). Se le imprese aumentano i ricavi possono aumentare gli stipendi agli operai(stupidaggine assurda quella di imporre aumenti di stipendi, che devono aumentare all'aumento della produttività e dei ricavi), che avranno + soldi ritornando al punto 1.

Anche qui: perchè dovrebbero aumentare gli stipendi agli operai? Viene fuori il babbo Natale che c'è in loro? :P

Il punto 1 e il punto 2 formano un circuito virtuoso sia per le imprese che per le famiglie. Questo circolo aumenta i "soldi in busta" per le persone e la solidità e liquidità delle aziende che avranno meno problemi a pagare le tasse. Di ciò ne beneficiano di riflesso anche i conti pubblici dello Stato, che avrà un maggiore gettito d'entrata. Da parte sua lo Stato deve spigere per rispettare i principi di economicità riducendo in anzi tutto la spesa pubblica, eliminando le spese inutile ed ottimizzando le risorse possedute. In questo modo avremo un aumento dei ricavi per lo Stato e una diminuzione dei costi, aumentando quindi "l'utile" che lo Stato può spendere per il suo funzionamento!!
Se quanto scritto sopra si avvera, questo pezzo è giusto, a patto che il maggiore gettito causato dai maggiori consumi copra le mancate entrate "dirette" delle tasse.

Però se io ho 1000 in meno di tasse e mettiamo che li spendo tutti e mille, allo stato quanto va? Di sicuro non 1000, quindi ci perde.

Ma se le tasse non vengono diminuite immediatamente, i cittadini ridurranno sempre + i consumi e quindi le imprese diminuiranno le vendite, non potranno coprire i costi di produzione e nel peggiore dei casi dovranno chiudere(e badate che stà già succedendo). Di conseguenza gli operai saranno disoccupati e senza stipendio non possono pagare le tasse. Se non pagano le tasse lo Stato non può pagare le spese e in poco tempo ci ritroviamo peggio del Burundi. è impensabile aggiustare i conti pubblici con un sistema che si basa sull'aumento sistematico della pressione fiscale. Alla fine porta al crollo dell'economia.

 

Ripeto che il mio discorso è semplificato al massimo!!!!!!

Poi una volta che l'economia inizia a girare bene e siamo tutti felici e contenti, bisognerà aumentare le tasse e via ricomincia il giro di giostra "governo ladro" "non abbiamo soldi per arrivare alla fine del mese" ecc.

Anche perchè dopo un periodo di benessere, il semplice tornare alla situazione di adesso viene vista come un peggioramento della situazione...

 

 

Io ho paura, però magari è infondata, che se si va avanti così con i debiti, poi si viene seppelliti dagli stessi e che ci sia un punto di non ritorno da non superare...

Ripeto però che non so come funziona l'economia di uno stato :)

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Il mio discorso come ho detto era molto generale. volevo semplicemente dare un idea generale di spunto su cui discutere senza entrare troppo in complicati discorsi macroeconomici perchè la materia è difficile e ai + potrebbe risultare incomprensibile.

 

Inoltre ad una riduzione delle tasse sui redditi non si associa automaticamente un aumento dei consumi perchè nella situazione in cui siamo e per la mentalità degli italiani buona parte dei soldi guadagnati andrebbero in banca o in titoli senza alcun vantaggio in termini di sistema-paese.

 

hai perfettamente ragione. meno tasse non vuol dire automaticamente + consumi. è innegabile però che se io lo stipendi lo consumo tutto in tasse e per sopravvivere non investo e non consumo. ma scon meno tasse una parte di stipendio lo investo (ad esempio in borsa, per avere una somma per spese impreviste) e una parte li consumo. d'altronde devo mangiare,lavarmi ecc...(soddisfare i bisogni primari) e con l'aumento della ricchezza subentrano i bisogni superiori(vedere la piramide di maslow) di status che porteranno il consumatore a volere l'abito firmato, la macchina sportiva ecc...(semplifico ancora), alimentando i consumi.

 

Abbiamo pochissime risorse per ridurre le tasse ora (visto il debito) e penso che siano da favorire:

- gli imprenditori attraverso meccanismi che gli obbligano a reinvestire i soldi risparmiati (es attraverso il meccanismo della minor tassazione solo se i soldi vanno in ricerca e sviluppo)

- i lavoratori dipendenti attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro; soldi risparmiati che però devono in massima parte (diciamo 75 contro 25) andare ai lavoratori

 

Ridurre le tasse tout court porta ad uno spreco di risorse perchè le riduci anche a quello che ha 10 case, a quello che ha tanti soldi per specularci in borsa ecc. ecc. Le tasse non vanno ridotte a queste categorie ma a quelle che producono attraverso lavoro dipendente o autonomo ricchezza per il paese

 

Anche qui mi trovi d'accordo. esistono imprese votate all'innovazione per cui l'imposizione non è necessaria, ma incentivare la R&S attraverso sgravi fiscali avvantaggerebbe tutto il sistema industriale. Bisogna però fare attenzione alle situazioni patologiche in cui si fa R&S(magari fittiziamente) solo per avere le tasse diminuite ma ciò non si riflette in una migliore performance aziendale. Le risorse per ridurre le tasse si potrebbero trovare eliminando le spese inutil ed ottimizzando le risorse possedute. Ma ciò dipende molto da una serie di fattori + politici che economici!

 

 

...continuo + tardi ora devo uscire..

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