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Siamo preparati ad una guerra mondiale?


nino77

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Quello delle nuclelari in Italia è un'argomento trito e ritrito.

 

Qui non ci sono più bombe, ma c'è ancora il trattato, il che vuol dire che per fare la bella faccia alla Russia ce ne stiamo buoni, ma all'occorrenza possiamo tornare cattivi.

 

Loro lo sanno, lo sanno tutti e sta bene così.

 

Non vedo la necessità di andare in Eritrea a creare ricchezza, quando abbiamo gia abbastanza magagne a crearne nel sud d'Italia.

 

Poi non vedo come un politico tedesco o americano possano piegare la testa a noi sapendo che abbiamo l'atomica, mica dobbiamo fargli la guerra.

 

Se non sappiamo reggere i mercati all'estero è solo perchè non abbiamo una politica forte all'interno, quindi smettere di guardare agli altri, e guardarci un pò più noi, che andiamo a votare e paghiamo le tasse.

 

In questo contesto l'atomica serve anche meno, non ci dobbiamo bombardare da soli.

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Parole sante Legolas!

 

Qui a forza di guardare gli altri si perde la dimensione delle cose e si rischia pure di andare a sbattere contro qualche palo...

La storia e la strada della deterrenza nucleare in Italia è stata abbandonata negli anni 60 e mai più tornerà...Semmai si dovrebbe parlare del nucleare civile che ci sarebbe ben più utile allo stato dei fatti.

 

E non crediate che avere le testate nucleari costituisca un modo per imporre la propria politica...ormai sanno tutti che nessun Presidente al mondo avrebbe le palle per lanciare niente perchè vorrebbe dire che dopo non ci sarebbe più nulla...le armi nucleari sono servite in passato per creare un equilibrio; ora che questo equilibrio è stabilito mi spiegate cosa cambierebbe se anche l'Italia se ne dotasse? Assolutamente nulla, solo una barca di soldi spesi in più...la nostra chance l'abbiamo persa da decenni e forse è pure meglio così.

Sapete per lunghi anni l'Italia è stata terra di conquista, terra di confronto tra i due blocchi, di una fragilità politica che anche un alito l'avrebbe potuta far crollare...Ecco immaginate un paese come l'Italia, negli anni 70, con la bomba atomica, in mano ai Comunisti...

Modificato da Paladin
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legolas ho capito quello che vuoi dire, ma per competere a livello globale oltre ad essere forti internamente e quindi anche al sud, io questo lo davo per scontato, bisogna essere influenti in campo internazionale, avere delle basi di appoggio economicho/diplomatiche, non [ che ci alziamo la mattina risolviamo i problemi dell-italia e tutto va bene, per crescere bisogna affrontare i mercati internazionali, partecipare alle condizioni che muovono l-economia a grandi scale ,inserirsi in contesti ipercompetitivi che prescindono e vanno oltre il mero fattore economicoo comerciale,la globalizzazione e questa! Non ho la minima intenzione di offenderti anzi rispetto il tuo pensiero anche se lo ritengo scaduto di 30 anni! Gli stati uniti, la cina, l-india il brasile la russia sono le potenze economiche del presente e del futuro, perch[ hanno un esercito forte una politica e delle zone d-influenza un peso nello scenario internazionale le pedine giuste al posto giusto. Ora se l-italia vuole entrare anche in parte in questo gioco ha due scenari il primo e quello fallimentare di affidarsi totalmente all unione europea il secondo e quello di competere con francia, gb germania e spagna a livello globale allo status di potenza europea e paneuropea. I francesi hanno l-africa gli inglesi e inutile che te lo dico , la spagna in america latina la fa da padrone i crucchi aspetta e tra un po si rafforzeranno ancora di piu ma gia sono economicamente i terzi e l-italia come si muove. Vedi non bisogna solo avere industrie sevizi e uno stato moderno ma anche altro e parlo di diplomazia per stringere accordi commerciali, nazioni con cui stringere allenze per creare teste di ponte continentali,fare economie di larga scala, creare sistema ed essere capici di esportarlo ad altra culture, tutte queste cose gli usa i russi i francesi e gli inglesi le hanno sempre praticate, la cina , l-india e il brasile le potenze emergenti lo stanno facendo, pensa alla cina in africa! E ti pensi che lo facciano solo per dimostrare grandezza o per stupidita.

I fattori per diventare economicamente piu forti sono innumerevoli e non possono piu prescindere dal diventare politicamente forti in campo internazionale. Certo con una buona politica interna sicuramente potevamo crescere in modo dignitoso e non al trend attuale che [ vergognoso. ma quanto andremmo avanti con la politica dell-italietta e saremo ancora tra 15 anni nelle condizioni internazionali attuali dove siamo considerati una media potenza, io non credo pi questo e il mio pensiero e posso pure sbagliarmi.

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....

Altro esempio europeo e la romania, siamo il primo partner commerciale assieme alla germania ma guando i crucchi ci si mettono noi abassiamo la testa. abbiamo gestito malissimo l-immigrazione proveniente da questo paese, in pratica i politici locali ci mandavano anche la loro feccia ecco quanto ci rispettano e quanto poco ci facciamo rispettare!

L-atomica in questa ottica ci da prestigio, potenza e libert' di movimento rispetto ai nostri alleati, la mia [ una visione futuristica e irrealizzabile punto interrogativo!

Quando romani, inglesi e americani giunsero lo status di potenza mondiale lo fecero perch[ lo pensavano e agivano per quello! se noi italiani siamo rilegati sempre in ultima posizione e perch[ abbiamo un ottica da ultima posizione. mi capisci..

 

 

Cosa facciamo, usiamo la deterrenza nucleare per limitare l'immigrazione o guadagnare terreno negli scambi commerciali <_< ??? Quoto quanto detto da Paladin sull'inutilità di dotarci di un arsenale nucleare e quanto detto da Legolas sulla questione Eritrea. Prima di darci alle velleità da grande potenza dovremmo cominciare a risolvere un pò di magagne interne, a meno che ci facciamo qualche colonia per smaltire i rifiuti di Napoli :rotfl:

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ma quanto andremmo avanti con la politica dell-italietta e saremo ancora tra 15 anni nelle condizioni internazionali attuali dove siamo considerati una media potenza, io non credo pi questo e il mio pensiero e posso pure sbagliarmi.

 

Non è con le armi nucleari che si guadagna lo status di superpotenza...non è che gli Emirati Arabi o Singapore ci comprano il Macchi perchè abbiamo la bomba atomica e se no li bombardiamo...

A riprova di quello che dico porto dati di fatto: faccio presente a tutti che la seconda e la terza potenza mondiale, cioè Giappone e Germania, non hanno alcun arsenale atomico...

Modificato da Paladin
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Nino77 ti ringrazio perchè dici di rispettare quello che affermo, e ti dirò che lo stesso vale per me, nei tuoi confronti.

 

Nel tuo ultimo intervento ti sleghi completamente dal discorso dell'atomica (da qui in poi rischiamo di andare OT) ma in quello che dici mi ritrovo maggiormente, e buona parte delle cose le condivido.

 

La parte che non posso condividere ha a che fare col confronto con i paesi emergenti, come con la Cina, che affama la sua gente e la manda in Africa oppure ovunque abbia la forza di arrivare (America latina, Europa, Ecc...), e che quando stringe accordi con i paesi fornitori, lascia i soldi e non si proccupa che le condizioni di lavoro in quei posti non siano disumani (del resto da loro fanno così, esportano il loro modello!!!)... noi questo non lo possiamo fare, andiamo a destra e manca a parlare di diritti civili, che paradossalmente dobbiamo faticare il doppio, per creare un sistema garante dei diritti umani dove andiamo ad investire, oppure investire laddove i diritti umani sono gia salvaguardati, però così ci dobbiamo scontrare con potenze economiche più grandi di noi, Gran Bretagna, Francia, USA... e son dolori...

 

Lo capisco anche io che l'Italia per quello che fa, dovrebbe avere più penetrazione nel mercato, e soprattutto dovrebbe avere una politica economica che sostenga le aziende all'estero, cosa non succede praticamente mai credo ed è vergognoso.

 

In un certo senso ci affiadiamo all'UE, che è una cosa che in teoria ci dovrebbe portare avanti a tutto ma così non è, specie perchè quel che abbiamo di valore, l'Italia non protegge. Tipo l'Alitalia...

 

Ma abbiamo sempre politicanti buffoni... siamo sempre li.

 

Forse neanche una guerra atomica metterebbe tutto a posto (così torniamo IT :-)

Modificato da -{-Legolas-}-
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figurati, anzi siceramente forse sono sfociato nella cazzata con la bomba atomica, pero su tutto il resto sulla visione complessiva di sviluppo del nostro paese sui processi fondamentali che portano una nazione ad essere una potenza economica penso di stare nel giusto! Con l-eritrea non mi riferivo di certo alle operazioni che fanno oggi le potenze imperialistiche (minch*a parlo come un comunistello estremo figlio di papino) ma a ben altro e per giunta con scopi veramente umanitari. i paesi del terzo mondo possono essere il futuro cosi come la nostra fine sono convinto che nei prossimi anni un serio impegno per portare pace soldi e strumenti dicrescita a questi paesi non sarebbe cosa negativa ne per loro ne per noi, allora perche non iniziare!

Certo la politica del nostro paese e proprio penosa, ormai tutto il sistema e allo sfacelo, la mia domanda sulla guerra nucleare nasce anche con la consapevolezza dell-incapacita del nostro sistema di guardare al futuro, fare pianificazione . strategia fisare tre quattro obiettivi e raggiungerli la nostra politica vive proietatta su se stessa e discute ormai da anni solo dei suoi problemi dei suoi falsi scandali delle sue lotte interne e cosi via tralasciando tutto il resto! Non c-e un piano ne una visione coerente ed integrale di nulla, non abbiamo un piano energetico il tema del futuro ne uno sulla competitivit' o sulla pubblica amministrazione nulla di nulla ma come affronteremo il futuro? sono finalmente riuscito a trovare il punto interrogativo che casino sta tastiera

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Sono d'accordo, brancoliamo abbastanza nel buio con la candela in questo, poi su quello che mi dici dei politici mi vedi ancora più d'accordo.

 

Però andiamo fortemente OT, forse c'è gia un'altra discussione dove si parla di politica italiana e crescita economica.

 

Per quel che concerne una guerra atomica,... mmmh... forse nessuno è veramente preparato, ed è un bene che ci siano abbastanza incertezze da garantirci un margine di consapevolezza elevato, sulla distruzione che possiamo creare in poche ore. Parlo a livello di Umanità stavolta.

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Nino77 ha scritto:

 

Primi ed eccelenti nello studio dell'atomo e dell'energia nucleare, primi nella chimica (la plastica è italiana), tra i primi in industrie ad alto valore tecnologico basta citare l'olivetti , solo dietro alle due potenze nella ricerca spaziale (nel 1967 lanciavamo il primo satellite con vettore americano)

 

Diamo a Cesare quel che è di Cesare....

 

il primo satellite italiano è stato lanciato il 15 dicembre del 1964, non nel 1967. Era il "San Marco 1".

http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/.../24/libro.shtml

 

la plastica... bhè mi pare una forzatura dire che è italiana.

Questa è la storia dell'invenzione della plastica:

http://inventors.about.com/od/pstartinvent.../a/plastics.htm

e nomi italiani non ne vedo.

 

;-)

 

==========

 

Quanto alla storia della guerra nucleare, nessun paese può essere annichilito da un attacco nucleare.

Verrebbero distrutti i centri industriali, le città, le vie di comunicazione, ma non tutta la popolazione.

Un paese cesserebbe di esistere dal punto di vista economico e industriale, ma resterebbe comunque in vita.

 

Non sarebbero quindi 10 o 100 bunker a fare la differenza. I bunker servono - in un'ottica nucleare - a preservare uomini di governo e comandanti militari, ma non certo la popolazione.

In un ottica di guerra fredda, le perdite tra la popolazione possono essere ridotte se le città sono costruite con determinati criteri e se la gente è ben informata sugli accorgimenti da prendere in caso di attacco.

Ad esempio, cantine e linee sotterranee della metropolitana sono ottimi rifugi.

Ma di più non si può fare.

 

D'altro canto, distruggere anche solo tutti i principali centri abitati italiani richiede una capacità di attacco nucleare non indifferente.

 

Soltanto per le principali città servirebbero non meno di un centinaio di testate di media potenza.

 

Considerato che ben pochi paesi al mondo hanno simili capacità, e non vedo perchè dovrebbero prendersela proprio con l'Italia, si tratta ormai di un rischio insignificante.

 

Molto più concreto e attuale è il rischio di una testata nucleare in mano di terroristi, o di un missile a testata nucleare lanciato dal Medio Oriente che colpisce l'Italia semplicemente perchè è l'obiettivo più pagante che si trova nel raggio d'azione del missile medesimo, ma parliamo di tutt'altro genere di ipotesi.

 

La verità è che oggi nessuno è preparato a una "guerra mondiale", e tantomeno a una guerra mondiale nucleare.

 

Persino in USA, determinate strutture come il comando strategico nella Cheyenne Mountain sono state di fatto disattivate.

 

E questo è un bene: meno si è preparati e meno ci si lascia tentare dalla voglia di provarci...

 

L'Italia non ha alcun bisogno di testate nucleari.

Il possesso di armi nucleari è un elemento che può avere un peso (oggi come oggi) solo in contesti ben precisi.

 

Per Israele, ad esempio, il possesso di armi nucleari è sicuramente un deterrente contro certe tentazioni di vicini un po' inquieti, e India e Pakistan si sono costruiti la loro piccola reciproca deterrenza, ma al di là di questi casi particolari, il possesso di armi nucleari serve a ben poco.

 

Non mi pare che tutto l'arsenale americano sia servito a qualcosa l'11 settembre del 2001.

Non mi pare che Taiwan sia particolarmente soggiogata dalla forza nucleare cinese.

 

Le armi nucleari hanno un peso solo in quei contesti in cui chi le detiene ha una precisa e indubbia volontà politica di usarle, in tutti gli altri sono tigri di carta.

 

Peraltro, il concetto di guerra asimmetrica rende possibile colpire un paese in profondità senza timore di una reazione nucleare.

Se l'11 settembre è un esempio da manuale, non scherzano altre vicende come la Guerra del Vietnam, la Guerra in Afghanistan, gli attacchi terroristici e missilistici a Israele, la guerra in Cecenia...

Tutti casi in cui solo un contendente aveva armi nucleari, ma non aveva alcuna possibilità politica di usarle.

 

L'Italia (se proprio dobbiamo parlare in termini nazionali, perchè sarebbe ora che l'Europa si decidesse a creare uno strumento di difesa unico e sovranazionale) ha bisogno di uno strumento militare bilanciato con le sue EFFETTIVE ESIGENZE.

 

Quali sono queste effettive esigenze?

 

1) Una certa capacità di partecipare a missioni internazionali, ma non come succede oggi. L'Italia fa uno sforzo di presenza all'estero superiore alle sue possibilità. Basta e avanza una brigata interforze, meglio se aviotrasportabile, con un supporto aeronavale adeguato.

 

2) Riprendersi il proprio ruolo di potenza mediterranea, il che significa una flotta in grado di mantenere un gruppo aeronavale sempre operativo, un efficiente nucleo di sottomarini, unità multiruolo in grado di assicurare la protezione dei propri interessi economici, buone capacità di pattugliamento aereo a medio raggio e una componente anfibia a livello di brigata.

 

3) Forze aeree in grado di assicurare una efficace difesa aerea di tutto il territorio nazionale, di garantire un livello minimo di deterrenza con discrete capacità aria-terra e anti-nave, e di partecipare alle operazioni internazionali ove richiesto.

 

4) Le forze terrestri, in questo quadro, hanno poco spazio, questa è la verità.

Atteso che partecipare con forze terrestri a una miriade di missioni internazionali è un suicidio economico per le casse della difesa, e che il pericolo di un'invasione è quanto mai lontano, necessariamente le forze terrestri devono essere sfavorite rispetto a quelle aeronavali.

Una brigata alpina e un paio di brigate blindate/meccanizzate sono più che sufficienti.

So che molti storceranno il naso di fronte a questo, ma ricordate che quando le vacche sono magre bisogna saper ridurre le dimensioni delle forze armate a beneficio della loro efficienza.

E' inutile tenere in piedi uno strumento da 100.000 uomini quando poi si hanno difficoltà ad armarli e addestrarli.

Molto meglio uno strumento piccolo, agile ma efficiente, ma perfettamente equipaggiato e addestrato.

 

;-)

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Primi ed eccelenti nello studio dell'atomo e dell'energia nucleare, primi nella chimica (la plastica è italiana), tra i primi in industrie ad alto valore tecnologico basta citare l'olivetti , solo dietro alle due potenze nella ricerca spaziale (nel 1967 lanciavamo il primo satellite con vettore americano)

 

la plastica... bhè mi pare una forzatura dire che è italiana.

 

 

Gianni, credo proprio che Nino si riferisse a Giulio Natta, che nel 1954 inventò quella moderna, il polipropilene o moplen, e nove anni dopo per questo vinse il premio Nobel. Tuttavia il primo materiale completamente sintetico, la bachelite, nacque qualche decennio prima, nel 1907, ad opera di Leo Baekeland, da cui prende il nome.

 

Per quanto riguarda la tua, come sempre, attenta e qualificata analisi sullo strumento nucleare, ti quoto in pieno...

 

Aggiungerei, a conclusione del mio intervento, che qualcuno più saggio di noi molti anni fa rispose ad una domanda sul futuro economico e produttivo dei paesi europei in questo modo: Bè la Gran Bretagna potrà contare sempre sulla forza della sua moneta, la Francia su ciò che conserva del Colonialismo, la Germania sulla disponibilità di materie prime e l'Italia, gli chiesero? L'Italia potrà contare sul capitale umano, sulla straordinaria inventiva di quel popolo.

 

Direi che è su questo che dobbiamo puntare e la storia ne è testimonianza...

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Non è vero che si è smesso di parlare di atomica italiana in Italia negli anni 60.

 

Nonostante, quindi, la rinuncia formale allo sviluppo di armi atomiche a seguito degli accordi della "Doppia Chiave" (1959), non solo il CAMEN continuò i suoi studi, ma l'Italia cominciò a sviluppare alcuni programmi militari di grande ambizione.

 

Innanzitutto venne portata a termine la ristrutturazione dell'Incrociatore pesante Garibaldi, costrito negli anni '30 e diventato la nave ammiraglia della MMI dopo la radiazione delle ultime Corazzate. In tale ristrutturazione particolare attenzione fu posto nello realizzazione di 4 pozzi per il lancio dei missili balistici Polaris, da acquistare in seguito dagli USA. In teoria un missile balistico può essere utilizzato anche con testata convenzionale, ma a tale ipotesi non ci credeva nessuno. La realizzazione e la sperimentazione di tali pozzi fu lunga e dispendiosa, ma diede esito positivo. Tuttavia per il successivo rifiuto USA a venderci i Polaris, tale lavoro non ebbe nessun uso pratico.

 

Nel contampo si iniziò la progettazione di un sottomarino nucleare, il "Guglielmo Marconi" (circa 3.400t). La progettazione fu spinta in fase molto avanzata, ma il progetto naufragò per l'assoluta indisponibilità americana a fornirci qualunque aiuto tecnico.

 

Si decise allora di sviluppare una nave militare d'appoggio a propulsione nucleare, l' "Enrico Fermi" (circa 18.000t), nella speranza che nella realizzazione di tale unità, di valenza strategica notevolmente inferiore a quella di un sommergibile, i nostri alleati fossero meno indisposti. Ma anche qui gli USA furono irremovibili, ed il progetto fallì.

 

Il SID (questo il suo nome nei primi anni '70) aveva scoperto che Tito, dopo aver firmato e ratificato il TNP, proseguiva indisturbato, sia pure in maniera più discreta, il suo programma di svilluppo nucleare militare. L'Italia reagì insabbiando in parlamento la ratifica del TNP, e rilanciando in grande stile sul piano militare. Il tutto, ovviamente, tenendo lontano l'occhio indiscreto dei mass-media.

 

Nel 1971 nasce quindi il progetto ALFA. Esso si proponeva la realizzazione di un grosso missile balistico dalle prestazioni paragonabili a quelle dei Polaris, che una decina d'anni prima gli USA si erano rifiutati di venderci. La portata di tale missile era di circa 1.600 Km. Questo vuol dire che ponendo una nave equipaggiata con tali ordigni nell'Adriatico, bastava premere un bottone per colpire la capitale di qualunque paese (URSS esclusa) dell'est Europa!

 

Lo sviluppo di tale missile proseguì a gonfie vele e si giunse alla sperimentazione finale nella metà degli anni '70. Tre i lanci di prova, tutti ovviamente con carica inerte nella testata, e tre furono i successi! A questo punto, una volta in possesso di armi nucleari, a parte l'URSS nessun paese avrebbe potuto minacciarci.

 

Ovviamente a questo punto si fecero molto forti le pressioni internazionali affinchè l'Italia abbandonasse lo sviluppo di tali armamenti, e per l'URSS fu relativamente facile convincere Tito che la prosecuzione del suo programma nucleare sarebbe stato controproducente per la Jugoslavia, perchè avrebbe determinato la nascita in Italia di un ben più temibile armamento.

 

Nel 1975 finalmente il nostro parlamento ratificò il TNP, ed il programma di ricerca sul nucleare militare si fermò. Anche lo sviluppo del missile Alfa fu abbandonato, non prima, però, di aver affettuato i sopracitati lanci di prova, rispettivamente tra la fine del 1975 e l'inizio del 1976, quasi a voler far capire alla Jugoslavia che l'arma era pronta ed in caso di necessità bisognava solo costruirla in grande serie e riprendere il programma di ricerca nucleare.

 

Arrivano gli anni '80: gli anni ruggenti! L'Italia conosce uno sviluppo economico paragonabile solo al grande "Boom" degli anni '60. Ora, però, gli italiani l'indispensabile ce l'hanno già e quindi si da libero sfogo al consumismo, che fa nascere una sorta di euforia collettiva, la quale non può non influenzare la vita politica.

 

. Nei primi anni '00, Lagorio, ex ministro della Difesa, pubblica un libro, che rivela i retroscena della politica estera e della politica militare italiana degli anni '80. Lagorio è l'esempio migliore della svolta socialista imposta da Craxi. Se tradizionalmente la sinistra italiana aveva unito il pacifismo all'antiamericanismo, ora i socialisti abbandonavano il primo in favore del secondo. Essi avevano capito che per ridurre lo straripante (e spesso negativo) protagonismo americano sulla scena mondiale era necessario poter contare un forte apparato militare con il quale ottenere un minimo di autonomia. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dietro le quinte Lagorio era in perfetta sintonia con il Presidente Pertini, nonchè con personaggi chiave del periodo quali Cossiga, Spadolini ed Andreotti.

 

Nei primi anni '80 il ministro Lagorio si incontra più volte con l'allora Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Turrisi, per discutere dell'opzione nucleare. Le discussioni vertevano su come tecnicamente l'Italia potesse dotarsi di armi nucleari qualora vi fosse stato la relativa decisione politica. Le centrifughe avrebbero trovato posto (in gran segreto) nelle aree di ricerca del CNR a Firenze, e gli esperti potevano essere reperiti nelle centrali nucleari allora in funzione.

 

Solo il termine della guerra fredda, il famigerato referendum anti-nucleare e l'implosione del sistema politico italiano bloccarono questo ambizioso progetto.

 

NB: per correttezza ho copiato e incollato da un vecchio topic di PdD.

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la base di lancio italiana di malindi e attiva dal 1966 mi pare strano che un lancio nel 1964! comunque sempre di dati stupidi si tratta, nella plastica eravamo tra i migliori questo te lo posso assicurare!

 

la tua analisi sulla struttura dell-esercito, e lucida e moderna solo che ci vogliono parecchi soldoni per questa ristrutturazione. Anche se analizzando il territorio italiano [ evidente che grosse quantit' di truppe terresti poco mobili e mal dislocabili come ora sano del tutto inutili! La vera forza di un esercito, e questa e la mia visione, e quella di rispecchiare le esigenze strategiche del proprio paese plasmandosi alle necessita del territorio in cui opera!

ora noi siamo circondati dalle alpi e dal mare e il nostro paese si stende verticalmente conficcandosi ne bel mezzo del mediterraneo , molte isole territorio prevalentemente montuoso! Secondo me ci serve una grossa capacit' di spostamento, capacita di supporto anche a lngo raggio, un esercito piccolo ma dinamico!

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Non è con le armi nucleari che si guadagna lo status di superpotenza...non è che gli Emirati Arabi o Singapore ci comprano il Macchi perchè abbiamo la bomba atomica e se no li bombardiamo...

A riprova di quello che dico porto dati di fatto: faccio presente a tutti che la seconda e la terza potenza mondiale, cioè Giappone e Germania, non hanno alcun arsenale atomico...

Il Giappone e la Germania sono la seconda e terza potenza mondiale, SOLO ECONOMICAMENTE: politicamente sono dei nani, all'incirca come noi!

Non per nulla, ambedue, elemosinano da tempo, invano, il seggio di membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU ed il Giappone ha avviato un programma imponente di riarmo convenzionale!

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Il Giappone e la Germania sono la seconda e terza potenza mondiale, SOLO ECONOMICAMENTE: politicamente sono dei nani, all'incirca come noi!

 

Picpus se hai seguito la discussione ad un certo punto si è detto che lo strumento nucleare aiuterebbe molto l'economia di un paese perchè attraverso questo sarebbe possibile influenzare le scelte di altri paesi e quindi trarne un beneficio oppure 8si è detto) che l'Italia è una media potenza perchè ha rinunciato alle armi nucleari ed altre cose di questo genere....ed io ho risposto che non è assolutamente vero perchè il Giappone e la Germania pur non avendo armi nucleari sono la 2° e 3° economia mondiale e sono grandi paesi...

 

Certo poi sostenere che la Germania e il Giappone non hanno peso politico solo perchè non hanno un seggio permanente in Consiglio di Sicurezza (tra l'altro si sa che gli unici membri permanenti del consiglio sono i 5 paesi che hanno vinto la II Guerra Mondiale quindi non è prorpio un discrimine validissimo) mi sembra un'affermazione un pò forte...Capita frequentemente infatti che il peso politico sia strettamente proporzionale al potere economico che si esprime e non sempre viceversa...Perchè è piuttosto ovvio che più disponibilità finanziarie hai più cose puoi fare: come dire i soldi fanno i soldi ed i pidocchi fanno sempre i pidocchi. India e Brasile per tutti, che costituiscono 2 dei paesi economicamente emergenti, oggi politicamente hanno già un gran peso indipendentemente dal seggio permanente...Certo poi se ce l'hai è meglio perchè il tuo potere politico lo puoi esercitare meglio e con più efficacia.

 

Non è vero che si è smesso di parlare di atomica italiana in Italia negli anni 60.

 

No infatti non si è smesso di parlare ma si è abbandonata proprio la strada dall'inizio: bisognava pensarci prima: solo noi, infatti, potevamo pensare che prima avremmo firmato un trattato di rinuncia alle armi nucleari con gli Americani e poi gli avremmo chiesto i componenti per realizzare le stesse armi a cui avevamo rinunciato formalmente...una furbata!

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@Nino: infatti il lancio avvenì da una base americana.

 

@Picpus: il giappone probabilmente provvederà nei prossimi anni alla creazione di un arsenale nucleare e comunque ha la capacità di costruire una bomba meno di un anno visto le scorte di plutonio che ha.

 

Quanto ai piani di longorio evidenziano solo il pressappochismo della politica, anche estera di quegli anni, comunque non credo proprio si sarebbe arrivati a nulla di serio dopo la fine del programma nucleare Yugoslavo e Svizzero e dopo la nostra adesione al TNP

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Missile Alfa ?

 

Qualcuno posti una foto per favore !

 

 

Vedere il collegamento al topic inerente nel post successivo di Dominus...la foto non regge qui.

Modificato da Paladin
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Per come la penso io attualmente lo sviluppo di una capacità nucleare nazionale è un non senso:

- a livello economico viste le limitatissime risorse disponibili

- a livello politico, in pratica dovremmo uscire dalla Nato come hanno fatto i francesi negli anni '60

- a livello operativo sia perchè siamo garantiti dalle atomiche "della doppia chiave" custodite ad aviano e destinate alle nostre FF.AA. e dall'articolo 5 della Nato (livello difensivo / di deterrenza) sia perchè mi risulta molto difficile trovare un valido motivo (nel breve - medio termine) per usarle (livello offensivo / di strike).

 

Soltanto una concomitanza di avvenimenti a livello mondiale potrebbe obbligarci a dotarci di armi nucleari:

- innanzitutto un indebolimento della Nato o un suo sfaldamento che porrebbe termine sia agli accordi di mutua difesa sia alle atomiche della doppia chiave obbligandoci a pensare ad una difesa autonoma

- e poi una escalation che porti in breve tempo ad ampliare il numero di paesi con capacità atomica

 

Entrambe non sono impossibili: già adesso in A-Stan la Nato sta rischiando di sfaldarsi e molti neo-con in Usa vorrebbero mani libere ed abbandonare l'Europa a se stessa; ma molto più probabile è l'escalation: se l'Iran raggiungerà veramente l'atomica essa diverrà inevitabile.

 

A questo punto si aprirebbero due possibilità:

- fare da soli

- creare FF.AA. europee dotate anche di armi atomiche

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