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La politica di Bush vista dagli americani

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com'è logico parliamo di come gli USA sono visti dall'Italia e dall'Europa, ma loro come vedono se stessi?

 

il fatto che Bush sia stato rieletto vuol dire che proprio cattivo non lo è stato, infatti mi pare che conseguito avuto un'ottima politica interna, ma per quella estera che ne pensano gli americani?

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ultimamente i telegiornali dicevano che bush un po' alla volta sta perdendo il suo appoggio nella politica estera, ricordo un 35% favorevoli....

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Bush in americani perde consensi. Questo è un dato di fatto

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sarà ma ha vinto, e queste cose le dicevano anche prima delle elezioni

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infatto mi piacerebbe un'analisi un pò più approfondita rispetto a delle percentuali

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si, anche io non credo molto alle percentuali, però sicuramente non aveva l'appoggio che aveva inizialmente quando fu' eletto la prima volta, probabilmente con la campagna iraniana le sue quote saliranno nuovamente :P

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Dipende da come si fanno i sondaggi.

 

Bush gode ancora di un forte appoggio popolare.

Non è più quello di qualche anno orsono, ma poco importa: sa bene che non potrà essere rieletto una terza volta.

 

Gli americani non sono contrari alla guerra in Irak.

Sono contrari ai morti e alle spese per i costi della pacificazione.

 

Il ragionamento dell'uomo di strada è semplice: Saddam rompeva le scatole?

Abbiamo fatto bene a toglierlo di mezzo.

Adesso che ci restiamo a fare?

Dobbiamo pacificare?

E non possiamo usare qualcuna di quelle testate nucleari che abbiamo pagato profumatamente con le nostre tasse, per radere al suolo quei quattro straccioni e farla finita una volta per tutte?

Non le possiamo usare? Il resto del mondo non ci appoggia?

L'Iraq non ci vuole?

E allora andiamocene, e che se la sbroglino loro. Quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto.

 

Questo è il ragionamento del popolino sempliciotto.

E il popolino sempliciotto, in USA, è la maggioranza.

 

Però gli ambienti che contano, quelli acculturati, i pensatori, e così via, persino i mass media, sono per la gran parte con Bush.

E anche il popolino, quando ci ragiona sopra, riconosce che Bush non avrà fatto benissimo, ma non ha fatto nemmeno male.

 

E poi in USA c'è una indissolubile realtà: se il mondo fuori odia e deride il presidente americano, allora bisogna fargli quadrato.

Se un presidente va bene o no, lo decidono gli americani.

 

Così, in maniera molto semplice, stanno le cose in USA.

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Ma sulla politica interna che ne pensano?

Kioto non è stato ratificato e penso che agli ambientalisti americani la cosa non fa piacere.

e sulla politica economica (che gli americani sono in fase calante ancora mi sembra) e la politica sociale che pensano?

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Bush nello scorso mandato ha lavorato bene in politica interna.

 

Questo è il motivo principale per cui è stato rieletto.

 

Prima di questo presidente, nessun repubblicano era riuscito a conquistarsi i voti dell'elettorato di madrelingua spagnolo (diversi milioni in USA, soprattutto in Florida e in California) e di altre minoranze etniche.

 

La verità è che Bush (e il suo staff) è stato molto abile nel creare le condizioni affinchè si sviluppassero nuovi posti di lavoro e in generale ha fatto una buona politica economica.

 

La guerra in Irak è passata in secondo piano.

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Kyoto non è poi così importante in vista di un' elezione, le cose che interessano alla gente sono altre.

Poi se sono contrari a Kyoto possono sempre votare i verdi americani, che sono il terzo partito.

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Mai sentito che un presidente in qualsiasi parte del mondo sia saltato o sia stato eletto per faccende come il protocollo di Kyoto, che all'uomo della strada interessano poco o niente (se mai sa di cosa si tratti).

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In ogni caso l'attuale amministrazione americana ha adottato ugualmente serie misure anti inquinamento.

 

Se molti paesi emergenti adottassero le misure statunitensi, nel mondo ci sarebbe molto meno problemi relativi all'inquinamento.

 

Altro che Kyoto...

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Se molti paesi emergenti adottassero le misure statunitensi, nel mondo ci sarebbe molto meno problemi relativi all'inquinamento.

 

Altro che Kyoto...

Bravo, quoto in pieno.

 

Ma sai com'è, gli USA sono un bersaglio grosso, più facile darci dentro visto che mezzo pianeta li vedrebbe volentieri affossati in bancarotta, così per gusto.

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Forse non hanno mai visto il cielo sempre grigio di Shangai o di Pechino...

 

New York è un giardino fiorito a confronto.

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Parli della nube grigia sopra l'asia vero?

In cina le norme inquinamento da loro di vedono cosi frequenti come gli aerei che si schiantano nei grattacieli...

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Ovvio, producono energia con le peggiori centrali a carbone che da noi sono state bandite dai tempi del 15-18!

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Se molti paesi emergenti adottassero le misure statunitensi, nel mondo ci sarebbe molto meno problemi relativi all'inquinamento.

 

Altro che Kyoto...

Bravo, quoto in pieno.

 

Ma sai com'è, gli USA sono un bersaglio grosso, più facile darci dentro visto che mezzo pianeta li vedrebbe volentieri affossati in bancarotta, così per gusto.

quindi anche gli altri paesi non dovrebbero accettare???

in questo senso.... gli usa hanno fatto come volevano, non firmando un accordo internazionale, sono i più furbi???

scusatemi ma non ho capito bene il filo.

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Gli altri paesi possono fare quello che vogliono.

 

Infatti la Cina ha firmato, perchè gli conviene, fino alla ratifica del 2012 godrà del vantaggio di avere lo status di paese in via di sviluppo, quindi da Kyoto ora come ora guadagna oro per ogni minuto che non depura quello schifo che gli esce dalle ciminiere tutti i giorni. Non so se ti sei reso conto dello sviluppo della Cina, e della continua domanda di idrocarburi del paese, e quegli idrocarburi li bruciano da qualche parte.

 

Nle 2012 non ratificheranno una bella cippa perchè finisce l'era dello stato Baby, allora vedremo chi è che firma Night!

 

Pensa alla Cina e fai un bel respiro Night!

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Alcuni paesi non hanno nessun rispetto pe l'ambiente.

 

Almeno gli USA una politica ambientale ce l'hanno.

Modificato da Bisness

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Poi la faccenda è abbastanza semplice. In USA si sono detti: perchè dobbiamo firmare noi mentre la Cina che fa peggio non lo firma?

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Abbiamo già parlato di Kyoto.

 

E come dissi all'epoca, il protocollo è stato redatto certamente con tanti buoni propositi, ma nella pratica si è rivelato ben poco efficiente.

 

Infatti, a fronte di benefici ambientali che ormai quasi tutti gli scienziati giudicano irrisori (al punto che forse non si riuscirà nemmeno a calcolarli, in quanto non supereranno le soglie di tolleranza) e troppo dilatati nel tempo (ci vorrano decenni di costante e corretta applicazione per avere i citati risultati irrisori) , il protocollo richiede dei sacrifici, in termini di costi per l'adeguamento degli impianti industriali, estremamente elevati e immediati.

 

Pensate che il protocollo di Kyoto, se fosse correttamente applicato in TUTTO IL MONDO da TUTTE LE NAZIONI e IMMEDIATAMENTE, produrrebbe, nel 2050 (!) una riduzione dell'effetto serra pari a 0,07 %.

E' un risultato così basso che gli strumenti non saranno nemmeno in grado di certificarlo (a richiesta allego le fonti, ma avverto che non le ho prese da internet: dovete andare in libreria a consultarvele...!).

 

Poi, Kyoto non stabilisce delle regole tecniche, che ogni industria deve rispettare.

Semplicemente definisce dei valori complessivi cui le nazioni, nel loro complesso, devono attenersi.

Ciò significa che una nazione con scarsa industrializzazione non deve fare nulla (anche se le sue industrie emettono fiumi di diossido di carbonio), può persino permettersi di costruire altre industrie senza criteri ambientali.

Al contrario, una nazione con elevata industrializzazione dovrebbe affrontare costi proibitivi per rispettare il protocollo.

E' stato calcolato che in media le nazioni della regione europea spenderebbero circa 5 dollari per tonnellata soppressa, mentre gli USA ne spenderebbero 100.

 

Ciò significa che l'economia americana, se gli USA avessero firmato il protocollo, sarebbe andata incontro a una crisi molto seria e migliaia di industrie avrebbero dovuto semplicemente chiudere i battenti.

 

Non c'è quindi da stupirsi più di tanto se gli USA abbiano deciso di andarci molto cauti, specialmente in considerazione del fatto che ad alcuni paesi, come la Cina, sono state concesse deroghe assolutamente ingiufisticabili.

 

E qui faccio un inciso: attenzione, perchè il Mondo è subdolo.

Tenete conto che nel consesso internazionale (Assemblea delle Nazioni Unite e tutti gli organismi, protocolli, trattati ecc...) ogni nazione conta un voto e un solo voto.

A fronte di una manciata di nazioni che si definiscono del "primo mondo" e che comunque sono nazioni di cultura occidentale, economia liberale, industrializzate e ben civilizzate, c'è poi una maggioranza rappresentata da stati di ogni tipo: poveri, agricoli, non industrializzati, non democratici, indebitati, illiberali ecc... ecc... accomunati tutti da un unico pensiero: sono anti-occidentali.

 

Questa massa non ha alcuna difficoltà (anzi preme) ad approvare delibere, trattati e protocolli che di fatto danneggiano e impoveriscono le economie occidentali e avvantaggiano le proprie.

 

Infatti il Consiglio di Sicurezza dell'ONU è stato creato proprio per impedire che una massa di paesi di dubbia affidabilità possa decidere le sorti del mondo ed in particolare quelle delle nazioni più "serie" (qualcuno dirà: ma la Cina allora? Quando fu creata l'ONU la Cina era un paese diverso, non c'era ancora stata la rivoluzione del 1949).

Il Consiglio di Sicurezza, però, ha competenza solo sui provvedimenti relativi a fatti che minacciano la pace e la sicurezza, e sui provvedimenti che implicano azioni sanzionatorie o militari, su tutte le altre materie (economia, ambiente, sanità, ecc...) non ha alcuna competenza.

 

Molte nazioni occidentali non hanno la volontà politica di difendere gli interessi occidentali nei confronti della massa delle altre nazioni e firmano qualunque cosa gli venga sottoposta, per non fare brutta figura.

Gli USA sono molto più prudenti e attenti a questi equilibri, e in tutta sincerità sono contento che sia così.

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