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razzi anti missile


Leviathan

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  • 1 mese dopo...
bene siamo fregati do bbiamo afidarci a manovre evasive, ecm e contromisure!

DOMANDA: quanto sono efficaci i chaff??

Quanto è efficace un airbag?

 

Gli chaff non sono altro che striscioline di metallo o materiali riflettenti al radar, tagliate nella lunghezza giusta sulla base della frequenza radar che si vuole disturbare (quindi hanno diversi tagli, per agire su più frequenze).

 

Quindi gli chaff creano un'eco radar.

Un radar poco sofisticato legge quelle eco e non riesce più a distinguere, lì in mezzo, dove sia il bersaglio: sullo schermo si vede solo una grossa chiazza bianca.

 

I radar moderni, però, hanno un filtro doppler, per cui distinguono tra un oggetto che si muove e un oggetto fermo.

Quindi il sensore di un missile o di un caccia può agevolmente capire quale sia il bersaglio vero e quale sia quello (quelli falsi) e filtra automaticamente questi ultimi.

Lo chaff infatti non è veloce come un aereo, tuttaltro: dopo essere sganciato, in pochi secondi perde l'inerzia che aveva per effetto della resistenza atmosferica, e cade al suolo come coriandoli.

 

Quindi nel momento in cui si sganciano gli chaff, c'è un intervallo di pochi secondi in cui gli chaff appaiono dei veri bersagli: possono essere due, tre, quattro secondi, dipende dalla velocità e dalla quota a cui sono stati sganciati.

 

I radar moderni non si fanno più accecare: la nuvola di chaff viene vista come un bersaglio, l'aereo che li ha lanciati è un secondo bersaglio.

Questo per via della capacità di discriminazione dei radar moderni.

 

Il sensore può agganciarsi agli chaff o all'aereo, è questione di fortuna.

Se gli chaff sono lanciati al momento giusto , e in numero adeguato, si dà una mano alla fortuna.

 

Speciali algoritmi di guida installati sui sensori dei missili e sui computer dei radar dei caccia cercano di individuare il bersaglio vero in base a certe caratteristiche: tipo di ritorno, decelerazione, ecc...

 

La nuvola di chaff ha anche una seconda funzione: se il missile ci passa troppo vicino, anche se il suo sensore non si lascia ingannare, è ben possibile che sia la spoletta di prossimità a farsi ingannare, comandando l'esplosione.

 

Quanto sopra vale sostanzialmente anche per i flare e per i sensori IR, con la differenza che il Flare, essendo di solito più compatto e pesante di una strisciolina di metallo, tende a conservare un po' più a lungo l'inerzia, quindi appare come bersaglio in movimento per un tempo maggiore rispetto all'aereo.

 

Io direi che una buona combinazione di manovre evasive e di chaff può servire a evitare la minaccia, con una probabilità anche superiore al 50%, a patto che sia, appunto, una buona combinazione: il che presuppone che il pilota (o il sistema automatico di difesa) individui il missile per tempo, ne calcoli correttamente la rotta, e imposti la manovra corretta di evasione e la sequenza corretta di lancio dei chaff.

 

Queste condizioni non sono molto facili da realizzare, e richiedono elevati gradi di sofisticazione e di situation awareness.

Spesso, quando si opera in zone calde, conviene lanciare chaff e flares a intervalli regolari anche se non ci sono minacce apparenti.

 

80 cartucce di chaff garantiscono circa 320 secondi di protezione, al ritmo di una ogni 4 secondi, ma per stare un po' più tranquilli bisognerebbe sganciarne una ogni secondo o al massimo ogni due secondi.

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Grazie Gianni, finalmente ho capito perchè su dei video un A10 lancia flare senza un missile che lo isegue.

 

mi potete dare un grafico di kualche manovra evasiva contro un missile a ricerca caloria??

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Non credo che ce ne siano in giro.

 

Dipende poi da tante variabili, la quota e velocità a cui ci si trova, la distanza a cui è avvenuto il lancio del missile e quella alla quale lo si è scoperto, la posizione del missile, il tipo di aereo su cui ci si trova, e le condizioni ambientali (specialmente il sole, ma anche la temperatura ambientale e del suolo, la presenza di acqua ecc...).

 

Lanciare i flare e virare bruscamente è la manovra più elementare, ma non sempre la migliore. Puntare contro il sole, ad esempio, o contro il suo riflesso sull'acqua del mare, può aiutare a mettere in difficoltà il sensore del missile.

 

Le manovre secche, più che a togliersi dalla traiettoria, servono a costringere il missile a fare virate nelle quali perde energia, e se il missile è stato lanciato da una certa distanza e ha esaurito la fase di combustione del motore, non può mantenere nè recuperare energia e può non farcela a restare agganciato al bersaglio.

 

La cosa fondamentale è che il pilota abbia consapevolezza del lancio del missile e della direzione di provenienza.

La scia lasciata dal missile dopo il lancio aiuta molto in questo, e il pilota può valutare, in frazioni di secondi, cosa sia meglio fare.

 

Per questo ancora oggi i combattimenti con i missili aria-aria all'infrarosso diventano spesso veri e propri dogfight: i missili moderni sono all-aspect, ma mettersi in coda al nemico e lanciargli il missile da una posizione che egli non riesce a vedere significa lasciare minime possibilità di evitarlo.

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  • 3 mesi dopo...

grazie gianni, se sn riuscitoa skivare 6 aim 9m in lock on di fila, ho capito, mm stanno facendo kualkekosa x i missili IR o ancora rimarremmo cn i vekki flare, ormai le armi + sofisticate sn in grado di skivarli, gianni, sul tuo post sopra cs ntend x cartucce?

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domanda....con le ECM attivate, un velivolo è + facilmente rilevabile sui radar, ma non si potrà dedurne distanza e quota giusto? esattamente come funzionano? che tipo di segnale emettono?

 

@fighter: per cartuccia intende un flare, o, se vengono lanciati a coppie, credo una coppia....

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Rispondo alle domande.

 

I flares, come le chaff, vengono espulse verso l'esterno. Se verso il basso o verso l'alto, dipende solo dalla posizione dei lanciatori.

Se il lanciatore sta sopra la fusoliera o sopra le ali, li lancia verso l'alto, e viceversa.

 

=========

 

Le ECM sono contromisure elettroniche, è un termine estremamente generico.

A voler essere pedanti, anche flares e chaff sono ECM, e difatti si usa distinguere tra ECM passive (chaff, flares e altri dispositivi destinati a ingannare il sensore del missile producendo un falso bersaglio) ed ECM attive, che cercano di mandare il tilt il sensore mediante emissioni elettromagnetiche (ma esistono anche emittenti infrarosse).

 

L'ECM di solito è accoppiata a un ESM: l'ESM analizza la frequenza e le caratteristiche del radar da ingannare, e le ECM producono un disturbo specifico per quella frequenza. Ma esistono anche ECM generiche, ossia emissioni di disturbo su bande di frequenza che si prevede siano utilizzate dal nemico, indipendentemente dal fatto che poi ci sia davvero una minaccia.

 

Chiaramente l'ECM è un'emissione, e come tale essa stessa può venire intercettata (e si entra nel campo delle ECCM (contro-ECM) ed in alcuni casi l'ECM può essa stessa diventare fonte di guida per un missile.

Alcuni missili, come alcune versioni dell'AMRAAM e dell'HARM, hanno unamodalità "on-the-jam": se il sensore viene accecato o disturbato da una ECM particolarmente efficiente, allora il computer "switcha" il sistema di guida per agganciarsi sulla fonte del disturbo.

 

Comunque ci sarebbe da scrivere un'enciclopedia su questa materia, tanto è vasta.

Sensori, ECM, ECCM sono in continua evoluzione, ognuno cerca di sopraffare l'altro, è tutta questione di aggiornamenti e di conoscenza precisa delle caratteristiche dei sensori nemici.

 

Ad esempio, le frequenti incursioni aeree che caratterizzavano i tempi della guerra fredda (i Bear che pentravano i cieli NATO, i ricognitori americaniche penetravano quelli sovietici) avevano questo scopo: esaminare il comportamento della difesa aerea nemica, intercettare le frequenze dei radar ecc... e aggiornare le "librerie" delle contromisure.

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Alcuni missili, come alcune versioni dell'AMRAAM e dell'HARM, hanno unamodalità "on-the-jam": se il sensore viene accecato o disturbato da una ECM particolarmente efficiente, allora il computer "switcha" il sistema di guida per agganciarsi sulla fonte del disturbo.

 

E questi missili (per inciso: l'HARM e' un aria-suolo vero?) come si comporterebbero nel caso di contromisure elettroniche emesse da un falso bersaglio?

Mi spiego: se l'aereo che vuole evitare il missile fa partire un emettitore di ECM che sia particolarmente efficiente nel momento in cui gli viene segnalato l'arrivo del missile, quest'ultimo di dirigerebbe su questo bersaglio? Oppure e' una cosa prevista e questi missili sfruttano ad esempio il Doppler per discernere il bersaglio finto da quello in rapido allontanamento (ie: il pilota sul caccia che se la da' a gambe ;) )

ciao

Ale

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Per Grissom: il sistema delle esche trainate (previsto nella versione completa del DASS montato sull'Eurofighter) consente di presentare un bersaglio che si muove a velocità, quota e manovre identiche a quelle di un aereo vero (vi è agganciato....)

 

=====

 

Per Wolfman: in molti ritengono che l'HARM abbia una capacità contro i velivoli AWACS. Almeno inizialmente questa capacità era prevista.

 

Ma tecnici e fonti ufficiali spergiurano che il missile non ha alcuna capacità di colpire aerei AWACS, e fino a prova contraria bisogna credere a ciò che affermano.

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Ho cercato qualcosa in merito alle towed decoys ma non mi e' chiara una cosa: loro si distanziano un po (quanto??) dall'aereo grazie al loro cavo e il missile va a esplodere su di loro mentre sono ancora trainate?

Che succede in caso di manovre maldestre che mi portano ad essere un po' troppo vicino all'esca? (vedi una bella virata stretta)?

grazie, ciao

Ale

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Per Grissom: il sistema delle esche trainate (previsto nella versione completa del DASS montato sull'Eurofighter) consente di presentare un bersaglio che si muove a velocità, quota e manovre identiche a quelle di un aereo vero (vi è agganciato....)

 

ok ma le esche sono studiate per essere individuate come fonte di disturbo?

come diceva appunto grissom:

 

Mi spiego: se l'aereo che vuole evitare il missile fa partire un emettitore di ECM che sia particolarmente efficiente nel momento in cui gli viene segnalato l'arrivo del missile, quest'ultimo di dirigerebbe su questo bersaglio?

 

anche perchè sennò, per quale motivo il missile in arrivo dovrebbe scegliere l'esca come bersaglio?

 

grissom credo che se l'aereo si avvicini 1 pò all'esca, (non credo possa essere un avvicinamento elevato, dopotutto l'EFA non è un UFO), anche se non conosco le distanze esatte, se ridotte cmq, possono senza dubbio danneggiare il velivolo, a causa della deflagrazione....ma penso che un pilota, una volta azionata l'esca, tenti di andare il + livellato possibile ;)

 

ma queste esche, su che aerei sono presenti? in che quantità? e come sono costituite (nonchè lanciate) ? ...spero non se ne sia già parlato altrove :blushing:

Modificato da AMVI_Mike
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Vorrei innanzitutto precisare che se si parla di modalità "on-the-jam", si parla di una situazione in cui il sensore del missile è accecato dall'emissione ECM e pertanto il computer decide di cambiare modalità e di agganciarsi all'emissione.

Si tratta di una capacità estremamente sofisticata, ed i missili che ne fanno uso sono davvero pochissimi (in pratica solo alcune versioni dell'AMRAAM e dell'HARM - e forse alcuni modelli di produzione russa).

 

L'esca trainata, invece, fa di tutto per assomigliare a un vero bersaglio, offrendo un'immagine "elettronica" più appetibile rispetto all'aereo vero.

 

Essa è tanto più efficiente quanto l'aereo bersaglio riesce a mettere l'esca tra sè ed il missile in arrivo.

 

Infatti se immaginiamo che un missile arrivi perpendicolarmente rispetto alla linea immaginaria che congiunge esca e aereo bersaglio, è evidente che un algoritmo sofisticato potrebbe indurre il missile a ignorare il bersaglio che "sta dietro", anche se più appetibile, e a colpire quello che sta davanti.

Ancora peggio se il missile arriva frontalmente: piomberebbe comunque sull'aereo e non sull'esca.

 

Ma se il pilota dell'aereo attaccato, dotato di un normale RWR, manovra in modo da tenere l'esca tra sè ed il missile in arrivo, quest'ultimo non vede proprio l'aereo ma vede solo l'esca davanti a sè, e non c'è algoritmo che tenga: quasi certamente colpirà l'esca.

 

Come ho detto, questo sistema fa parte anche della suite di protezione DASS del Typhoon, anche se non è stato ancora integrato.

Pare però che solo la RAF abbia deciso di integrarlo sui suoi aerei, mentre gli altri partner preferiscono affidarsi ai tradizionali - e più economici - sistemi ECM/CHAFF/FLARES.

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