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Mali - discussione ufficiale

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voglio aprire questa discussione per inserire tutte le novità a proposito del intervento francese nel paese africano , e spopratutto....sarà il nuovo afghanistan ??



http://www.leggo.it/news/mondo/litalia_pronta_ad_un_supporto_in_mali_rappresaglia_in_algeria_due_morti/notizie/210286.shtml

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Posto una serie di informazioni su cui basarci per la discussione:

intanto ecco 2 link con alcune foto dell'operazione Serval

 

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.486218598086890.102819.118097008232386&type=1

 

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.485300141512069.102680.118097008232386&type=3

 

 

OPERATION SERVAL: LA FRANCIA INTERVIENE IN MALI

 

 

Ieri 11 Gennaio 2013, le forze armate francesi hanno avviato un intervento militare a supporto delle forze governative del Mali, contro i ribelli islamisti. Il presidente francese Francois Hollande ha precisato che l'operazione "Serval" durerà fino a quando sarà necessario.

Francois Hollande ha dichiarato che la missione ha come unico obiettivo la lotta al terrorismo e servirà a preparare il dispiegamento di una forza internazionale composta prevalentemente da paesi africani per consentire al Mali di ritrovare l'integrità territoriale.

Nella notte tra il 10 e l'11 Gennaio gli elicotteri francesi hanno effettuato diversi raid in Mali e alcune unita' francesi sono già arrivate nella capitale, Bamako per assicurare la protezione della città e garantire la sicurezza dei cittadini francesi ed occidentali. Ed è proprio in uno di questi raid, nella zona di Konna, che secondo il MInistero della Difesa Francese uno degli elicotteri da combattimento è stato colpito provocando il ferimento e poi la morte di uno dei piloti, il Tenente D.Boiteux.L'elicottero colpito, riuscito a tornare alla base pilotato dal secondo ufficiale, sembra essere un velivolo Gazelle del 4eme RHFS (Régiment d'Hélicoptères des Forces Spéciales).
Gli elicotteri francesi Gazelle presenti nella regione sono basati a Ouagadougou, in Burkina Faso, e sono elicotteri Gazelle-Hotarmati con missili anticarro e radar Viviane e Gazelle-Canon armati con un cannone da 20mm.
Invece durante la notte tra l'11 e il 12 Gennaio sono entrati in azione 4 Mirage M2000D, facenti parte del raggruppamentoEpervier e basati in Chad ad N'Djamena, per azioni di attacco nel nord del paese, supportati da due aerocisterne C-135F. Il raggruppamento Epervier in Chad attualmente conta più di 2 Mirage F1-CR, 6 Mirage 2000D, 3 tanker C-135F, 1 C-130 Hercules ed un C-160 Transall.
Contemporaneamente circa 200 militari francesi sono partiti sempre dal Chad con i velivoli C-130 ed C-160 alla volta della capitale del Mali, Bamako. Fanno parte di questa prima forza elementi del 21° Régiment d'Infanterie de Marine de Fréjus (21° RIMa) e un plotone di legionari del 1° Regiment Etranger de Cavalerie d'Orange (1° REC), mentre dalla Francia sono in arrivo una compagnia del 2° Régiment d'Infanterie de Marine (2° RIMa) di Auvours, due compagnie del 2° Régiment Etranger de Parachutistes (2° REP), mentre velivoli Rafale del Normandie-Niemen Régiment de Chasse sono già pronti al dispiegamento in zona d'operazioni.
ecco il link
OPERATION SERVAL: 4 RAFALE ATTACCANO IN MALI - VIDEO

 

 

 

Dopo i primi attacchi aerei dei Mirage M2000D dell'Escadron de Chasse 2/3 Champagne, del raggruppamento Epervier basato in Chad dei giorni scorsi, sono stati mobilitati anche i velivoli Rafale. Come accaduto per le operazioni in Libia nel 2011, ieri 13 gennaio 4 aerei Rafale sono decollati direttamente dalla loro base in Francia per colpire obiettivi nel nord del Mali in prossimità di Gao, una città controllata da elementi islamici del movimento Ansan Dine.

AGGIORNAMENTO:
I Rafale francesi sono 3 biposto ed un monoposto appartenenti agli Escadron de Chasse 1/7 Provence e 2/30 Normandie-Niemen che per la prima volta utilizza i suoi Rafale sul campo. L'armamento utilizzato comprende bombe a guida laser GBU-49 associate ai pods Damoclès e gli AASM. 3 dei Rafale hanno utilizzato tutto l'armamento a disposizione (6 bombe ciascuno) mentre il quarto armato con gli AASM non ha utilizzato le armi. I 4 aerei sono stati accompagnati per il rifornimento in volo da 2 C-135FR del GRV Bretagne provenienti dalla Base Aerienne 125 di Istres che resteranno in zona d'operazioni portando a 5 gli esemplari basati in Chad.

Gli obiettivi colpiti e messi fuori uso dai velivoli dell'Armée de l'Air sono depositi logistici e campi d'addestramento dei gruppi terroristici, ha precisato in una conferenza stampa il Ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. I Rafale andranno a rinforzare il dispositivo militare francese nella regione. Secondo France3 i 4 velivoli sono partiti dalla Base Aérienne 113 di Saint-Dizier e fanno parte dell'Escadron de Chasse 1/7 Provence. I velivoli dopo la missione d'attacco sono atterrati a N'Djamena in Chad sede del ragguppamento Epervier.
Nel frattempo le truppe di terra francesi hanno raggiunto le 400 unità nella città di Bamako e 150 invece sono attualmente presenti 300 miglia a Nord nei dintorni della città di Mopti che si trova nelle immediate vicinanze della linea che divide il territorio controllato dal governo da quello controllato dalle milizie islamiche da 7 mesi che è circa due terzi della nazione del Mali.

La RAF inglese sta contribuendo, su richiesta ufficiale del governo francese, allo sforzo logistico della Francia al momento con due velivoli da trasporto C-17 Globermaster III del No.99 Squadron. In mattinata i due velivoli dovrebbero partire alla volta del Mali carichi di veicoli blindati ed altro equipaggiamento francese dopo essere arrivati a Evreux nella giornata di ieri dalla loro base aerea RAF Brize Norton nell'Oxfordshire.
Il governo inglese ha dichiarato che in questo momento nessun altro aereo sarà impeganto nella campagna militare in Mali, e che non ci sono piani di un eventuale coinvolgimento diretto del Regno Unito.

 

 

un bel video sull'operazione

 

 

 

 

 

OPERATION SERVAL: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SULLE FORZE FRANCESI IN CAMPO - 16 GENNAIO

 

Dal 12 Gennaio le forze francesi sul campo sono andate via via aumentando iniziando a contrastare via aria e via terra le forze islamiste attestate nel nord del Mali.

Le forza aerea attualmente in campo può contare si 2 Mirage F1CR basati a Bamako, 4 Rafale e 6 Mirage M200D basati in Chad. A supporto dei fast-jets ci sono 5 rifornitori-tanker C-135F e 5 aerei da trasporto tra C-160 Transall e C-130 Hercules, sempre tutti basati in Chad. La Marine Nationale ha messo a disposizione un velivolo da pattugliamento Atlantique 2 usato anche come piattaforma Recce e SIGINT.

Per quanto riguarda le forze a terra, le prime unità arrivate in Mali sono state una cellula con elementi dipendenti dal Commandement des Opérations Spéciales (COS), una compagnia del 21ème Régiment d’Infanterie de Marine (RIMa) de Fréjus ed un plotone del 1er Régiment Etranger de Cavalerie (REC) d’Orange, forze che erano di stanza in Chad inquadrate nel raggruppamento Epervier.
Di seguito a Bamako è giunta una compagnia del 2ème RIMa d’Auvours con i suoi velivoli blindati traportati in Mali dal due velivoli Antonov e da due velivoli C-17A Globemaster III della RAF inglese. Sempre a Bamako è arrivato un sous-groupement interarmées (SGTIA) forte di 200 uomini e circa 60 veicoli blindati proveniente dalla Costa d'Avorio dove è inquadrato nella forza francese impegnata nell'Operazione di peace-keeping "Licorne". Questa unità è composta da elementi del 3ème Régiment Parachutiste d’Infanterie de Marine (RPIMa), del 1er Régiment de Hussards Parachutistes (RHP) e del 17ème Régiment du Génie Parachutiste (RGP).
Tutta questa forza terrestre, composta attualmente da circa 800 uomini, ha a disposizione veicoli blindati VAB e VBL in varie versioni e carri leggeri ERC-90 Sagaie, ed è posta sotto il comando tattico del 21 RIMa.

 

I velivoli da combattimento francesi il 14 e il 15 gennaio hanno effettuato 8 missioni, supportati dai tanker, contro una dozzina di obiettivi intorno la città di Diabali, mentre alcune colonne di blindati stanno muovendo verso il centro del paese.

 

I paesi, alleati della Francia, che stanno fornendo supporto logistico sono l'Inghilterra con i C-17A, gli Stati Uniti con gli UAV, il Canada con i C-17A, la Danimarca con i C-130H, il Belgio con i C-130H e notizia di oggi con 2 elicotteri Agusta A109s per il MedEvac. I due elicotteri dovrebbero arrivare venerdì a bordo di un C-17A.
Anche l'Algeria a sorpresa sta supportando la missione francese dando libero accesso al passaggio degli aerei nel proprio spazio aereo e chiudendo le frontiere a terra per impedire il passaggio dei ribelli nel paese.

 

http://www.aviation-report.com/dblog/articolo.asp?articolo=604

 

http://www.aviation-report.com/dblog/articolo.asp?articolo=608

Modificato da giulo87

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quindi da quel che ho capito per dar man forte ai francesi nelle operazioni a terra arriveranno solo truppe del unione africana? e l italia supporterà la francia solo logisticamente con c130 o c27 ?

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Mettendo insieme varie informazioni si deduce che l'apporto italiano sarà di tipo logistico, immagino con gli Hercules, inoltre dovrebbero essere messi a disposizione gli aerorifornitori, in caso di necessità francese, verranno inviati 24 istruttori militari nell'ambito della missione UE e poi si parla dei PREDATOR, senza specificare quale versione. A proposito copio e incollo una parte dell'articolo presente nell'ultimo link da me postato:

 

Il presidente Hollande ha richiesto all'Italia l'uso dei velivoli UAV Predator per missioni di sorveglianza e ricognizione. Sulla questione il Ministero della Difesa non ha ancora dato risposta, mettendo però a disposizione le basi aeree per supportare logisticamente i velivoli francesi ed eventualmente velivoli per il rifornimento in volo. Questo è quello che è emerso ieri durante l'Audizione congiunta davanti alle Commissioni Affari Esteri e Difesa del Senato e della Camera del Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, e il Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi.

In merito alla crisi che investe il Mali, Di Paola, nel sottolineare la gravità della situazione, ha affermato che l' Italia è pronta a fornire "pieno supporto logistico aereo" alle operazioni militari francesi contro i ribelli islamici armati del Mali, escludendo la presenza di militari sul terreno. Ha, inoltre, annunciato la disponibilità a rifornimenti in volo, qualora richiesto.

 

Se non erro, tuttavia, l'unica cosa certa e approvata al momento è la disponibilità delle basi aeree italiane per i francesi. Credo che tutto il resto debba ancora essere approvato dalla politica. Correggetemi se sbaglio, spero abbiate informazioni più dettagliate.

 

Per quanto riguarda le truppe a terra non ho informazioni di altre nazioni occidentali, oltre la francia, partecipanti alla missione o intenzionate a farlo.

Modificato da giulo87

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quindi da quel che ho capito per dar man forte ai francesi nelle operazioni a terra arriveranno solo truppe del unione africana?

 

No, ci sono 75 militari belgi e si stanno muovendo i russi.

http://www.rtl.be/info/belgique/societe/973344/mali-la-belgique-envoie-75-militaires-pour-soutenir-la-france

http://www.lefigaro.fr/international/2013/01/18/01003-20130118ARTFIG00569-mali-moscou-promet-une-aide-militaire-a-la-france.php

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Bersani nel pomeriggio si è detto favorevole ad un intervento europeo in sostegno alla Francia per limitare l'offensiva del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (autoribattezzatosi Al-Qa-ida nel Maghreb islamico); l'intervento militare è sostenuto anche dall'ONU tramite il suo inviato Romano Prodi, nonché dall'Ecowas (l'unione dei paesi dell'africa occidentale) che rappresenta tutti i paesi della regione, Senegal e Nigeria compresi.

A mio avviso la situazione è molto seria! Questo gruppo fondamentalista islamico è stato capace di inglobare nella sua forza vari gruppi anche non di ispirazione islamica come i tuareg dell'Azawad, possiedono inoltre armi provenienti dagli arsenali di gheddafi trafugate nel post-rivoluzione (sembra ci siano anche strela-2).

Nonostante l'offensiva francese ha fatto in modo che non giungessero a Bamako, capitale del Mali, il gruppo islamico ha dimostrato di poter operare anche fuori confine (vedi l'attacco alla base petrolifera algerina), e comunque controlla ancora 2/3 del territorio maliano.

La situazione mi sembra pericolosissima, si sta rischiando che varie regioni sahariane cadano sotto il controllo di questo gruppo islamico, e la zona è ricca di gas, petrolio e uranio che approvvigionano il sud Europa. Non è una regione di transito come l'Afghanistan, qui si parla di paesi produttori ed esportatori!

A mio avviso è necessario un intervento militare europeo immediato.

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I combattenti raggruppatisi attorno al gruppo salafita devono essere piuttosto numerosi, se sono riusciti a mettere in gravi difficoltà truppe regolari presumibilmente numerose come quelle del popoloso Mali, è vero che gli abitanti del deserto sono famosi come combattenti astuti e capaci di lunghe marce,però non penso che qualche centinaio di persone,per quanto abili, possa sconfiggere un esercito regolare munito di mezzi blindati,come stava per succedere nelle settimane scorse.

A questo punto, sarà importante conoscere la vera forza di questo movimento e se ricevono,come penso, aiuti consistenti da qualche Paese islamico del Golfo Persico e non so se poche compagnie di soldati francesi potranno portare un contributo decisivo per far pendere la bilancia dalla parte del demoralizzato esercito maliano e meno che meno per riconquistare il terreno fino a Timbuctù

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da quanto scritto negli articoli si conferma invece che gli unici occidentali impiegati in operazioni di combattimento sono e, per ora, saranno i francesi.

I russi invieranno un An-124 e personale di supporto a terra, il Belgio 2 C-13OH e 2 A-109 in configurazione MedEvac con il relativo personale di supporto. Gli unici soldati sul campo a fianco dei francesi saranno, almeno per ora, i circa 3000 uomini della missione approvata da i ECOWAS.

Modificato da giulo87

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Ecco un video che descrive il Mali e la sua situazione, purtroppo però è in francese! Qualcuno è in grado di farcene un riassunto? Il mio francese è troppo lacunoso per poter fare una sorta di riassutno/traduzione.

 

http://www.lemonde.fr/afrique/video/2013/01/18/video-la-carte-du-mali-decryptee-en-5-minutes_1818849_3212.html

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OPERATION SERVAL: VIDEO MIRAGE F1, MIRAGE 2000D E RAFALE FRANCESI IN ACTION

 

 

Le missioni aeree sul Mali continuano tutti i giorni ed nel primo video, del 15 gennaio 2013, possiamo vedere i Mirage F1-CRbasati sull'aeroporto di Bamako decollare per una missione nell'ambito dei loro compiti di QRA (Quick Reaction Alert), ed unRafale proveniente dalla base aerea francese nel Chad impegnato in un missione operativa di bombardamento su obiettivi nel nord nel Mali, mentre viene rifornito in volo da una cisterna C-135F.


Nel secondo video, del 17 gennaio 2013, invece i protagonisti sono 3 Mirage 2000D che sono stati rischierati anch'essi come gli F1-CR sull'aeroporto della capitale del Mali, Bamako.

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I DRONI AMERICANI E LA CIA AIUTANO I FRANCESI IN MALI’

 

Agenti della Cia, militari delle forze speciali e contractors. Poche centinaia di uomini in alcune base segrete istituite dagli Stati Uniti lungo la fascia territoriale che va dal Sahel all’Africa Orientale con il compito di localizzare, spiare e colpire i miliziani e soprattutto i leader dei movimenti islamisti legati alla rete terroristica di al Qaeda, dai gruppi attivi in Malì ai Shebab somali. Fonti ben informate hanno rivelato al “Sole 24 Ore” che i raids dei cacciabombardieri francesi Rafale e Mirage delle ultime ore sono stati effettuati su obiettivi rilevati dall’intelligence e dai velivoli statunitensi decollati da basi ”segrete” istituite in Mauritania e Burkina Faso. Tra i bersagli centrati dalle bombe francesi nel Nord del Malì, in mano agli islamisti dal marzo scorso, vi sono una grande base dei salafiti di Ansar al Dine ad Aghabo, nella regione di Kidal e oltre una decina di installazioni militari nell’area di Gao. “Abbiamo centrato depositi di armi, infrastrutture e campi di addestramento” ha confermato il ministero francese della Difesa Jean-Yves Le Drian. Colpiti anche la base di Lere, 150 chilometri a nord di Konna, e obiettivi nelle aree di Douentza e Nampala. Washington aveva garantito ieri il supporto informativo e logistico ai francesi e Parigi pare non abbia perso tempo per chiedere una dettagliata relazione sulle basi logistiche che i miliziani hanno costituito negli ultimi dieci mesi facendo affluire armi e miliziani nel nord del Malì. Un’area da tempo oggetto delle attenzioni statunitensi se si considera che già nell’agosto scorso venne eliminato (probabilmente con l’impiego di droni) Nabil Abu-Alqama numero due di al-Qaeda nel Maghreb Islamico, vittima di un misterioso incidente stradale nel nord del Malì. La presenza statunitense nell’area è parcellizzata e poco visibile ma costituisce una rete che monitora il territorio e intercetta le comunicazioni grazie alle sofisticate apparecchiature utilizzate da velivoli a turboelica civili, o comunque senza insegne, del tipo Pilatus PC-12 e King Air dispiegati in alcune basi. A volte piste isolate situate in zone desertiche, in altri casi aree di aeroporti internazionali come quella utilizzata da un distaccamento aereo di forze speciali nello scalo di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Di questa rete, che ha compiti di intelligence e sorveglianza e raccoglie i dati utili a effettuare raids mirati o massicce incursioni come quelle attuate dai francesi, fanno parte anche ex-militari delle società Sierra Nevada Corporation e R4 Inc. Compagnie specializzate in servizi d’intelligence che forniscono a CIA e Pentagono pacchetti operativi “chiavi in mano” che includono aerei, piloti, tecnici, sensori e persino gli analisti per tradurre le comunicazioni intercettate interpretare dati e immagini raccolti. Secondo Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa e autore di un ampia analisi sulle operazioni antiterrorismo statunitensi in Africa, i velivoli Pilatus volano in media 150 ore al mese in missioni di questo tipo utilizzando sensori “a scomparsa” che consentono di non far notare i velivoli di questo modello (molto diffusi in Africa) quando sono a terra. I droni in volo sul Malì decollano da una base avanzata istituita da Washington (al costi di oltre 8 milioni di dollari) vicino al confine, in territorio mauritano, ma l’impiego dei velivoli teleguidati è reso più agevole dalla possibilità di restare in volo anche 30 o 40 ore consecutive che si traduce nella capacità di sorvegliare per lungo tempo gli obiettivi attaccandoli nel momento più favorevole.

Oltre agli statunitensi e ai contingenti africani, il cui peso militare è limitato alle truppe sul terreno, anche i britannici stanno inviando aiuti ai francesi. Due grandi cargo C-17 sono in partenza in queste ore dalla base della Royal Air Force di Brize Norton, nell’Oxfordshire, diretti a Parigi dove caricheranno destinato alle truppe francesi in Malì. I cargo britannici consentiranno inoltre di trasferire rapidamente nell’aeroporto di Savaré, vicino alla zione delle operazioni, i contingenti africani resi disponibili dai Paesi dell’Ecowas. Il Foreign office ha ribadito i limiti nel tipo di assistenza britannica offerta alle forze francesi in Mali, sottolineando che è del tutto escluso per le forze inviate da Londra “il coinvolgimento nei combattimenti sul terreno”. Londra sottolinea che si tratta esclusivamente di un ”sostegno tattico-strategico molto limitato’” ma secondo indiscrezioni i britannici starebbero valutando di inviare in Malì anche team di forze speciali e forse alcuni droni Reaper già impiegati con successo nelle incursioni contro i talebani in Afghanistan. Altri contributi dai Paesi Nato sembrano al momento limitati a velivoli cargo danesi, canadesi, belgi e forse qualche elicottero. Un impegno limitato in appoggio ai 2.500 militari e alla trentina di velivoli (10 cacciabombardieri Mirage 2000, Rafale e Mirage F1, tanker KC 135, cargo C-160 Transall elicotteri Gazelle, Tiger e Puma ) mobilitati da Parigi. L’Unione europea l’Europa mantiene le consuete posizioni ambigue e contraddittorie. Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha detto oggi che è “urgente fermare i terroristi” e “i gruppi ribelli”, il presidente Barroso ha lodato “il coraggio” della Francia ma la Ue metterà in campo solo 250 istruttori per l’esercito del Malì più altri 250 militari necessari al supporto logistico e alla protezione degli istruttori stessi. Un po’ poco per chi dovrebbe considerare il consolidarsi delle forze qaediste nel Sahel una diretta minaccia al suo territorio e ai suoi interessi.

www.ilsole24ore.com

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OPERATION SERVAL: AGGIORNAMENTO AL 20 GENNAIO 2013

 

 

Gli aerei da combattimento e gli elicotteri francesi stanno continuando le missioni per colpire obiettivi militari nel nord del Mali. Nelle ultime 24 ore sono state effettuate circa una dozzina di sortite per colpire i veicoli utilizzati dai terroristi islamisti. Gli assetti aerei oltre a colpire gli obiettivi a terra identificati nella regione di Diabali, continuano a monitorare dall'alto i movimenti dei gruppi terroristici.

Nel frattempo le forze francesi a terra hanno raggiunto le 2000 unità, ricordiamo che il presidente Hollande ne ha previste alcuni giorni fa fino a 2500, e sono state raggiunte dai primi elementi delle truppe di alcuni paesi africani come il Togo, la Nigeria e il Benin.
Anche la Russia, tramite il MInistro degli Esteri Sergei Lavrov, si sta unendo allo sforzo logistico francese offrendo aiuti per trasportare mezzi e truppe in Mali.
Come aggiornamento sulle forzeimpegnate in teatro ricordiamo: 4 Rafale presenti in Chad a N'Djamena, 2 Mirage F1-CR e 3 Mirage 2000D presenti in Mali a Bamako, 3 Mirage 2000D presenti in Chad a N'Djamena per un totale di 12 aerei da combattimento supportati da 5 aerocisterne C-135F e un Hercules C-130 e due Transall C-160, oltre agli aerei da trasporto messi a disposizione degli alleati europei quali C-17A Globemaster III, C-130H e J, C-160 Transall di RAF, Canadian Forces, Royal Danish Air Force, Belgian Air Force, USAF e Luftwaffe.
Per quanto riguarda gli elicotteri, sono in arrivo i 2 A-109 MedEvac della Belgian Air Force, e sono presenti invece già circa una quindicina di Puma, Caracal, Gazelle-Hot e Gazelle-Canon francesi.
Modificato da giulo87

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L'ITALIA IN MALI

 

soliti articoli imprecisi e ricchi di errori, ma sembra che il governo abbia deciso per l'intervento in Mali con aerei da trasporto e rifornimento, sembra si tratti di inviare 2 C-130J ed un KC-767.

 

 

La crisi in Mali "avrà sicuramente tempi lunghi", ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

2013-01-aereo-c-130-j.jpg

Poi ha ribadito che "senza una piena responsabilizzazione delle forze africane e maliane, difficilmente se ne potrà uscire"

L’Italia continuerà "ad operare sul piano diplomatico affinché l’operazione militare in Mali non pregiudichi il dialogo politico", ha assicurato il ministro, che ha ricordato come l’intervento militare francese e africano in Mali (intervento a cui il governo italiano garantisce il sostegno logistico) sia necessario per evitare il dilagare della crisi nel Sahel. Terzi ha quindi sottolineato l’esigenza di riprendere il dialogo con i nomadi Tuareg e "consentire una loro collocazione diversa nella società maliana perché ignorare questo problema è stata una causa del precipitare della situazione". Un intervento della comunità internazionale in Mali è necessario "affinché il paese non affondi irreversibilmente" in uno stato di "paese fallito" come la "Somalia e l’Afghanistan".

L'impegno italiano nel Mali

"Credo che un paese come l’Italia, impegnato non solo nella lotta al terrorismo, ma anche nella stabilità e nello sviluppo del Sahel, non possa non essere parte - seppure limitatamente - di questa operazione" in Mali, ha aggiunto Terzi, ribadendo la decisione del governo di inviare dai 15 ai 24 istruttori sui 450 della missione Ue di addestramento, contenuta nel decreto missioni oggi all’esame della Camera. Con il via libera del Parlamento l’Italia invierà due aerei C-130 e un aereo 727 per il rifornimento in volo, ha precisato il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. "Si tratterà - ha aggiunto - comunque di un impegno limitato a due o tre mesi".

 

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/mali-dallitalia-tre-aerei-e-15-24-istruttori-877621.html

 

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/cos-litalia-interverr-mali-e-sigonella-gi-allerta-877457.html

Modificato da giulo87

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un 767 per il rifornimento in volo, presumo.

 

si, direi proprio di si!

Nel secondo link che ho postato si dice addirittura che, a proposito di aerei da trasporto, verranno inviati o 2 C-130 o 2 C-127J (invece di c-27J). Cosa ne pensate? ritenete più adatto il primo o il secondo?

Inoltre sottolineo che non si fa menzione dei drones Predator che la Francia aveva richiesto all'Italia di dispiegare, sia pure solo in missioni di sorveglianza.

Modificato da giulo87

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Non ci sono, almeno per ora, giornalisti equipaggiati che seguano le operazioni militari "sul posto", come invece succedeva in Irq nel 1991,per cui le notizie che arrivano sono giocoforza un po' imprecisa, sembra comunque certo che le forze francesi nella zona abbiano già impegnato in duri scontri i miliziani islamici,portando alla loro ritirata da due grossi villaggi in prossimità della "frontiera ufficiosa" fra territorio ribelle e quello che rimane del Mali ufficiale.

I combattenti Tuareg sono molto abili, vivono in situazioni estreme in cui gli occidentali fanno davvero molta fatica ed hanno una lunga esperienza in fatto di guerra nel loro deserto, soprattutto nascondendosi di giorno e riapparendo di notte con assalti brevi,ma molto violenti. E' ragionevole che,mano a mano che i Francesi si inoltreranno nel deserto dove se va bene si arriva a 40° di giorno, per loro le difficoltà si faranno maggiori

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Ma qui non si parla di informazioni provenienti dal Mali, ma di un discorso tenuto dal ministro degli esteri Giulio Terzi alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, a Roma quindi. Si tratta semplicemente di una notizia scritta male, imprecisa e superficiale.

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Non ci sono, almeno per ora, giornalisti equipaggiati che seguano le operazioni militari "sul posto", come invece succedeva in Irq nel 1991,per cui le notizie che arrivano sono giocoforza un po' imprecisa, sembra comunque certo che le forze francesi nella zona abbiano già impegnato in duri scontri i miliziani islamici,portando alla loro ritirata da due grossi villaggi in prossimità della "frontiera ufficiosa" fra territorio ribelle e quello che rimane del Mali ufficiale.

I combattenti Tuareg sono molto abili, vivono in situazioni estreme in cui gli occidentali fanno davvero molta fatica ed hanno una lunga esperienza in fatto di guerra nel loro deserto, soprattutto nascondendosi di giorno e riapparendo di notte con assalti brevi,ma molto violenti. E' ragionevole che,mano a mano che i Francesi si inoltreranno nel deserto dove se va bene si arriva a 40° di giorno, per loro le difficoltà si faranno maggiori

Euronews e i principali networks francesi trasmettono quotidianamente servizi inviati da giornalisti al seguito delle truppe francesi.

 

ps: fermo restando che i Tuareg sono CONTRO i fondamentalisti, non c'e' alcun interesse ad inseguirli chissà dove. Quando i ribelli saranno a qualche centinaio di km dalle città importanti la questione sarà risolta, non è una guerra di sterminio.

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Quello che sta succedendo in Mali è una diretta ripercussione di quello che è successo in Libia. Ecco cosa accade se ci si basa su mercenari estremisti: ora si sono diffusi in tutto il Nord africa, sono ben armati (da noi!!!!) ed è difficile capire con chiarezza cosa succede in questi teatri bellici. C'è anche la possibilità che questa sia una rivolta molto più Tuareg che salafita, già c'era stata una giustificata rivolta del popolo blu alla caduta della Libia, quando questi hanno visto cancellarsi ogni speranza di far valere i propri diritti. Inoltre nelle foto dei ribelli si vedono proprio Tuareg, riconoscibili dalle vesti particolari e dal capo coperto(tra l'altro un bel po di estremisti arabi sono al servizio del governo del Mali, che ha arruolato 7 mila mercenari, chissà da dove ;) ). Un altra bella guerra coloniale era quello che vi voleva per iniziare il nuovo anno.

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Non si può paragonare in nulla all'afghanistan. Quì siamo di fronte ad un governo in carica, quello del Mali, che chiede aiuto per l'impossibilità/incapacità di contrastare un nemico interno inquinato da elementi Jhadisti provenienti dall'esterno. In Afghanistan il governo era in mano ai Talebani e il territorio pressochè controllato totalemnte da loro salvo la piccola porzione a nord difeso da Massud (noto come il leone del Panshir). il tetro Afgano ha richiesto l'intervento di mifgliaia di uomini e massiccio impiego di aeronautica......ricordo le colline controllate dai talebani bombardate a bassa quota dai B-52 o dai B1. Il paesaggio geopolitico è completamente diverso. il Pakistan confinante sostiene una parte dei talebani e gli garantisce il retroterra strategico da dove si armano e partono per i loro assalti alle truppe occidentali e ai soldati di un esercito afghano di dubbia lealtà. sono stati bravi a dissimulare anche un contrasto verso al Quida ma dopo la scoperta che per 10 anni Bin Laden stava tranquillo in una casa bunker in una cittadina pachistana direi che anche li il mago è smagato. La potente ISI pakistana fa il suo gioco per gli interessi nazionali che sono molteplici.

L'afghanistan ha inoltre molti più abitanti divisi in gruppi etnici in guerra da sempre: Pashtun, Tagiki, Uzbeki i principali.....e tutti risiedono sia in afghanistan che nei paesi confinanti.....per quanto la si sia voluta isolare la guerra afghana ha le caratteristiche di un conflitto regionale per interposta persona. In Mali a parte la questione Tuareg si tratta di una infiltrazione di gruppi jhadisti o fuggitivi libici filo gheddafi estranei al territorio con sosegno pressochè nullo dagli stati confinanti. infatti i francesi con una decina di aerei e 2000 soldati stanno tranquillamente riprendendo il territorio senza quasi perdite. infine la geografia: in Mali è quasi tutto piatto deserto o savana. in Afgahnistan è tutto montagne da 3000 mt e valli strettissime.

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Da non esperto in materia, credo però che mettere insieme genti di cultura "africana" vera come chi vive nella zona della capitale maliana con popolazioni Sahariane o Arabe sia una forzatura,perchè -secondo me- le differenze sono troppe e,credo, ci siano anche rancori molto forti fra i due popoli, un po' come è successo fino a tempi recenti in Sudan.

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Messa in sicurezza aeroporto di Gao.
Preparazione e lancio della Legione sulle retrovie di Tumbuctu.
Preparazione missione Rafale.
Arrivo materiale a Dakar:

 

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